Infrastrutture critiche in rete per gestire le emergenze

Infrastrutture critiche in rete per gestire le emergenze

Comunicato stampa

Nell’ambito del progetto Interreg Sicurezza delle Infrastrutture Critiche transfrontaliere (SICt) è stato siglato oggi a Giornico un accordo tra la Polizia cantonale ticinese, rappresentata dal capitano Marco Guscio, e Regione Lombardia, rappresentata dal Direttore pro-tempore della Direzione Generale Territorio e Protezione Civile Roberto Laffi. L’accordo è relativo all’utilizzo, alla promozione e all’adesione da parte di soggetti interessati alla Piattaforma Infrastrutture Critiche.

La Piattaforma è uno strumento informatico di supporto alle decisioni riguardanti la sicurezza delle infrastrutture critiche, in particolare a quelle dedicate al trasporto (stradale e ferroviario) poiché consente la consultazione, l’elaborazione e lo scambio di informazioni, al fine di promuovere la gestione condivisa degli eventi che possono avere impatti sulla continuità del loro servizio. Serve pure per elaborare, nell’ambito delle attività ordinarie finalizzate alla prevenzione dei rischi, strategie operative e documenti di pianificazione. L’accordo prevede che le parti contraenti si impegnino a promuovere attivamente l’adesione alla Piattaforma da parte dei soggetti coinvolti nella gestione e nella sicurezza delle infrastrutture critiche. A tale scopo possono realizzare iniziative di comunicazione, di formazione e partecipare a workshop, convegni e manifestazioni in cui presentarla. Inoltre valutano congiuntamente le richieste di adesione all’iniziativa pervenute da parte di soggetti interessati tramite la compilazione e la sottoscrizione dell’Atto di adesione.

L’iniziativa è legata al progetto SICt promosso da Regione Lombardia (capofila di progetto), dalla Polizia cantonale ticinese (capofila svizzero), dal Cantone Ticino, dal Politecnico di Milano e dalla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). Progetto che ha quale obiettivo di accrescere la capacità di gestione di eventi di portata transfrontaliera, sia relativi alle attività umane sia di origine naturale, che possono colpire le infrastrutture critiche situate tra la zona sud del Canton Ticino e le province di Como, Lecco, Varese, potenziando attraverso la cooperazione transfrontaliera le capacità di monitoraggio e i flussi informativi tra i soggetti coinvolti. Gli obiettivi perseguiti sono quelli di:

  • accrescere la condivisione di conoscenze e informazioni sulle infrastrutture critiche transfrontaliere tra Italia e Svizzera, con particolare riferimento alle infrastrutture di trasporto (stradale e ferroviario) che attraversano l’area transfrontaliera di progetto e che rappresentano importanti e strategici corridoi per il trasporto di persone e merci;
  • rafforzare le capacità congiunte di gestione delle conseguenze relative all’interruzione parziale o totale, di infrastrutture critiche di interesse transfrontaliero;  
  • verificare l’efficacia del sistema di cooperazione per il monitoraggio e la gestione di eventi nell’area transfrontaliera del progetto.    
Filippini: ‘La polizia unica non è mai stato un tema per noi’

Filippini: ‘La polizia unica non è mai stato un tema per noi’

Il coordinatore del gruppo designato dal governo: ‘Il focus sui compiti, per una loro chiara ripartizione fra Cantonale e polcom. Rapporto per fine anno’

«Se fosse per me entrerei subito nel merito della questione, già nella seduta di domani (oggi, ndr), dicendo sì o no alla presenza in Ticino di un solo corpo di polizia. Mi sembra però di capire che il resto della commissione, o una parte di essa, prima di esprimersi voglia conoscere i risultati del lavoro svolto dal gruppo ‘Polizia ticinese’ designato a suo tempo dal Consiglio di Stato. E allora aspettiamo», afferma Giorgio Galusero. L’esponente liberale radicale nelle scorse settimane ha stilato e trasmesso ai colleghi della commissione granconsiliare ‘Giustizia e diritti’, da lui presieduta, una bozza di rapporto sull’iniziativa parlamentare di Raoul Ghisletta, un progetto di rapporto favorevole alla proposta del deputato socialista: sì a una polizia unica, una polizia cantonale. Ma, stando a Galusero, il dossier è in standby. Sul documento redatto dal granconsigliere del Plr la discussione «non è ancora cominciata». Certo, il dossier è politicamente delicato e poi siamo già in campagna elettorale in vista del rinnovo dei poteri cantonali (aprile 2023). Ma si è anche in attesa di un altro rapporto, quello appunto del gruppo denominato ‘Polizia ticinese’: costituito nel dicembre del 2016 dal Consiglio di Stato, è diretto dal segretario generale del Dipartimento istituzioni Luca Filippini. Fanno parte del gruppo, oltre a Filippini, il comandante della polizia comunale di Lugano Roberto Torrente, il presidente dell’Associazione delle polcomunali Orio Galli, i municipali titolari dei dicasteri sicurezza Samuel Maffi (Mendrisio) e Daniele Franzoni (Lamone), il sindaco di Novazzano Sergio Bernasconi, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, il responsabile della Gendarmeria Marco Zambetti e il capo, in seno al Dipartimento, della Sezione enti locali Marzio Della Santa. Nella squadra c’era anche il maggiore della Cantonale Luca Bieri, ora in pensione.

Luca Filippini, a che punto siamo?
In dirittura d’arrivo. Il nostro obiettivo è di consegnare il rapporto a breve, entro la fine di questo mese, al direttore del Dipartimento Norman Gobbi e all’Act, l’Associazione dei comuni ticinesi. Mi permetta tuttavia di precisare, anzi, di ribadire un aspetto.

Prego.
Quello della polizia unica non è, e non lo è mai stato, un tema al centro delle riflessioni del gruppo ‘Polizia ticinese’. Di questo argomento non ci occupiamo. Il mandato conferitoci è di vedere come ottimizzare l’attività di polizia sul nostro territorio, partendo dalla situazione vigente, quindi dall’esistenza in Ticino di una Polizia cantonale e di corpi di polizia comunale. Dalla nostra analisi e dalle nostre proposte la politica potrà, questo sì, ricavare elementi, spero utili, per decidere se optare per lo status quo, per la polizia unica o per una diversa ripartizione, fissata per legge, dei compiti fra la Cantonale e le comunali.

Ottimizzare come?
Il focus del gruppo che coordino è sui compiti di polizia in generale. Si tratta quindi di stabilire quali debbano essere eseguiti in maniera uniforme su tutto il territorio ticinese e quali debbano essere svolti tenendo conto delle esigenze locali. In altre parole, si tratta di decidere quali mansioni assegnare alla Polizia cantonale e quali alle polizie comunali. Questo per evitare anche doppioni. Insomma per garantire un efficace apparato di sicurezza, a beneficio dei cittadini, è necessario stabilire – in modo preciso e chiaro – chi fa cosa. Per ottimizzare l’attività di polizia, compreso il lavoro di prossimità, occorre dunque passare da una migliore ripartizione dei compiti. Aggiungo, anche in materia di controlli della velocità, tema tornato di attualità.

Quanto ai compiti di polizia giudiziaria?
Quella investigativa deve continuare ovviamente a essere un’attività della Polizia cantonale. Vi è però una casistica, e mi riferisco in particolare ai reati contro l’onore, che sono a querela di parte, della quale potrebbero occuparsi le polizie comunali, su delega della Cantonale. Per esempio quando una lite fra vicini sfocia in diffamazioni o insulti. Ad ogni modo l’interlocutrice del Ministero pubblico resterà sempre, e unicamente, la Polizia cantonale.
Come indicato da Filippini, il rapporto del gruppo ‘Polizia ticinese’ è in dirittura di arrivo.

Da www.laregione.ch

Veicoli pesanti: inaugurato il nuovo Centro di controllo

Veicoli pesanti: inaugurato il nuovo Centro di controllo

“La certezza di aver contribuito a offrire qualcosa di utile alla cittadinanza”

Un mese e mezzo fa in questo spazio del Mattino della Domenica avevo ricordato l’imminente apertura del Centro di controllo per veicoli pesanti (CCVP) a Giornico. Venerdì si è svolta la cerimonia d’inaugurazione dell’infrastruttura, realizzata dall’Ufficio federale delle strade (USTRA) con un investimento di 250 milioni di franchi. Il Canton Ticino ha partecipato in minima misura ai costi (5 milioni di franchi), ma trarrà grandi benefici, sia in termini di sicurezza sulle nostre strade, sia in termini di indotto economico, grazie alla creazione di una cinquantina di posti di lavoro e alla costruzione del nuovo svincolo autostradale che potrà dare alla Bassa Leventina nuovi stimoli per il suo sviluppo. Il Centro si colloca su un terreno di 170mila metri quadrati che un tempo accoglieva la Monteforno. Assieme ai lavori per la realizzazione del secondo tunnel autostradale del San Gottardo, il CCVP diventa a tutti gli effetti punto nodale per la sicurezza della mobilità su gomma lungo l’asse autostradale svizzero nord-sud e sud-nord.

Opinione pubblicata nell’edizione di domenica 4 dicembre 2022 de Il Mattino

  

 

No allo SEE: quando tutto (o molto) ebbe inizio

No allo SEE: quando tutto (o molto) ebbe inizio

Ci sono momenti nella storia delle persone che più di altri determinano il loro futuro. Se dovessi scrivere una classifica di cinque momenti che hanno condizionato il mio essere, oggi “Norman Gobbi”, la bocciatura dello Spazio economico europeo (SEE) vi troverebbe posto. La scelta maggioritaria della popolazione elvetica e dei Cantoni di contrastare lo SEE fu una sberla potente assestata a un’élite – politica, economica, culturale – che stava svilendo nel corso degli anni i valori fondanti della Svizzera. Sulla stessa barca gran parte dei media elvetici, con ovviamente la televisione di Stato in prima fila.

La campagna che accompagnò il voto fu intensa. Solo una forza politica a livello nazionale – l’UDC – uscì dal coro e si oppose a quell’accordo di carattere economico con altre nazioni europee, consapevole che dietro vi fosse un’altra volontà: un accordo politico e istituzionale con la CEE. Un abbraccio mortale, insomma, per la nostra indipendenza, neutralità e sovranità: unicità che hanno reso grande la Svizzera.

In Ticino la Lega dei Ticinesi era da poco sulla cresta dell’onda e seppe interpretare i sentimenti della popolazione. E non si è trattato di fomentare le paure – come semplicisticamente hanno affermato i favorevoli allo SEE – ma di smascherare una linea politica che ci avrebbe condotti dritti dritti nella CEE, poi trasformatasi nel leviatano chiamato oggi UE.

In questo contesto il “Mattino della domenica” con Giuliano Bignasca e Flavio Maspoli si è impegnato a fondo contro il pensiero dominante filo-europeista. Da quindicenne interessato alla civica e alla politica, ho seguito da vicino quanto ogni domenica usciva sul settimanale, condividendone i contenuti. Il successo alle urne in quello storico 6 dicembre di 30 anni fa mi convinse che valeva la pena entrare nel movimento di via Monte Boglia, perché era costruito come un vestito sulla mia pelle.

Il 6 dicembre 1992 fu l’inizio di un percorso che continua ancora oggi: è la strada della resilienza a favore della salvaguardia della nostra sovranità, della nostra libertà, della nostra neutralità, del nostro federalismo! Per questo firmare l’iniziativa popolare federale per la neutralità è -come 30 anni fa – un atto d’amore per la Svizzera e il suo futuro!

Opinione pubblicata nell’edizione di domenica 4 dicembre 2022 de Il Mattino

Discorso pronunciato in occasione dell’inaugurazione del Centro di controllo per veicoli pesanti

Discorso pronunciato in occasione dell’inaugurazione del Centro di controllo per veicoli pesanti

– Fa stato il discorso orale –  

Gentili signore, egregi signori
è a nome di tutto il Governo ticinese che prendo la parola in questo giorno di festa, che ci vede qui a Giornico in un clima ormai invernale, ma caldo di positive sensazioni per l’inaugurazione del Centro di controllo dei veicoli pesanti.
Lo abbiamo atteso per anni e ora è pronto per dare il suo grande contributo alla sicurezza sull’asse autostradale sud nord e nord sud.Chi mi ha preceduto ha già messo in evidenza i tanti aspetti positivi di questo imponente centro:

  • l’aumento della sicurezza per tutti gli utenti dell’autostrada che transitano sull’asse del San Gottardo
  • il miglioramento notevole della gestione del traffico pesante in entrambe le direzioni
  • il miglioramento della situazione ambientale
  • la creazione di un indotto economico a livello locale/regionale
  • la creazione di nuovi posti di lavoro per la polizia cantonale
  • e l’accesso in autostrada attraverso il nuovo svincolo.

Da parte mia vorrei sottolineare due importanti aspetti: 

  • la forte volontà del Consiglio di Stato ticinese e del Parlamento di favorire la realizzazione del CCVP
  • la stretta e proficua collaborazione con USTRA per arrivare a definire tutti i dettagli di questa complessa infrastruttura

L’infrastruttura di controllo dei veicoli pesanti sarebbe dovuta sorgere a Sigirino. Parliamo degli inizi degli anni 2’000. Vi è stato un lungo tira-molla, legato a più problemi anche di natura ambientale. L’iter si è dilatato a dismisura, sino a quando si è preso coscienza della necessità assoluta di questo Centro.
La chiave di volta per sbloccare e consolidare il progetto – la cui ubicazione era ormai stata definita qui a Giornico – fu il messaggio governativo 7179 del 6 aprile 2016 per la Concessione di un credito di 5 milioni di franchi quale contributo cantonale alla realizzazione dell’area multiservizi e del centro di controllo per veicoli pesanti lungo l’autostrada A2 a Giornico.
Qui ringrazio il collega Claudio Zali per il supporto dato e per il lavoro svolto.
In quel messaggio il Governo metteva nero su bianco – e cito – “l’assoluta priorità di dare avvio ai lavori, considerati gli interessi pubblici di carattere economico, ambientali e di gestione del traffico”. Inoltre il CdS portava alla luce (cito) “l’assicurazione da parte della Direzione dell’USTRA che un contributo cantonale unico ed omnicomprensivo di 5 milioni di franchi avrebbe permesso di sbloccare l’avvio della realizzazione”. Per questo motivo abbiamo deciso di aderire alla proposta di USTRA e chiedere quindi al Parlamento il credito di 5 milioni di franchi. Una scelta politica ben precisa, scaturita dopo molti incontri tra il Cantone e USTRA. Grazie alla garanzia di questo contributo, USTRA ha assunto a suo carico l’incognita dei costi e delle procedure necessarie. Quindi, in altre parole, ha potuto dare avvio ai lavori di costruzione. Al Cantone non è più stato chiesto un franco per un investimento che si aggira attorno ai 250 milioni di franchi.
La determinazione del Governo è stata figlia anche degli ottimi rapporti instaurati con la direzione di USTRA. E qui si inserisce il secondo aspetto importante da mettere in evidenza nella narrazione della realizzazione di questo progetto. Per riuscire a raggiungere l’obiettivo di avere il Centro qui a Giornico era ed è indispensabile una positiva predisposizione alla collaborazione. È quanto è avvenuto concretamente. Sia prima dell’inizio dei lavori – come ho detto –, sia durante i lavori. Collaborazione ancora più indispensabile visto che a intervenire sono partner di due differenti livelli politici: da un lato la Confederazione e dall’altro il Cantone.
Sul piano organizzativo la parte del leone l’ha fatta la Polizia cantonale. Ringrazio tutti i miei collaboratori per l’impegno che hanno messo in questo progetto. Con una menzione speciale al capitano Marco Guscio, che da vent’anni insegue questo progetto e che oggi vede coronato questo sogno, ma soprattutto gli sforzi che vi ha profuso.
Un leventinese come il sottoscritto. È forse per questo che teniamo ancora di più a questo Centro, al quale guardiamo con tante aspettative. Lo abbiamo voluto fortemente perché capivamo l’importanza strategica non solo per il Ticino e per la sicurezza di tutti gli automobilisti, ma perché avrebbe dato un sostegno importante anche per l’economia di valle, con l’indotto prodotto dall’investimento di 250 milioni di franchi e con l’indotto che si creerà nel corso della gestione dell’impianto: posti di lavoro diretti e indiretti, collegamenti privilegiati grazie alla creazione di uno svincolo con possibilità di nuovi sviluppi regionali interessanti.
Per un Consigliere di Stato è sempre molto gratificante intervenire in questo genere di occasioni: è il coronamento di un impegno; è la finalizzazione di un lavoro, ma soprattutto è la certezza di aver contribuito a offrire qualcosa di utile alla nostra cittadinanza. Qui parlo a nome di tutto il Governo, che come detto ha sostenuto il progetto. Come leventinese, lo ammetto, sono ancora più felice di essere qui oggi a questa inaugurazione!
Il Centro ora inizierà a funzionare, inserendosi a pieno titolo nella rete svizzera dei 12 centri di controllo dei veicoli pesanti, già operativi o in fase di realizzazione. A tutti i collaboratori che qui operano auguro un proficuo lavoro.
A partire dal tenente Franco D’Andrea, a cui è stata affidata la direzione del Centro quale ufficiale subalterno, subordinato al V° Reparto di Gendarmeria stradale. È un’attività di controllo nuova, con modalità di lavoro anche tecnologicamente avanzate. Un’esperienza per tutti da sfruttare.
Concludo con i ringraziamenti: al direttore di USTRA Jürg Röthlisberger, che ha seguito dal 2015 in prima persona questo progetto. Al responsabile USTRA della filiale di Bellinzona Marco Fioroni; al capitano Marco Guscio e a tutti i suoi collaboratori della Polizia cantonale. Ai progettisti e a tutte le maestranze che hanno lavorato su questo cantiere.    

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la quarta seduta ordinaria del 2022 – la 63. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura della seduta, la Piattaforma si è concentrata, come di consueto, su una serie di sollecitazioni giunte dai Comuni ticinesi. La Cancelleria dello Stato ha in particolare aggiornato sullo stato di avanzamento dei progetti per sperimentare il voto elettronico, che a partire dal 2024 potrebbero coinvolgere anche il Ticino. Una prima decisione da parte del Consiglio federale è attesa entro la fine di marzo.
Il Consiglio di Stato ha poi informato i rappresentanti dei Comuni sulle attività dei gruppi di lavoro cantonali incaricati di gestire le diverse crisi in corso. È stato sottolineato il forte aumento dei flussi migratori, non legati esclusivamente alla guerra in Ucraina. In merito alla eventuale penuria di energia, è stato invece spiegato che, se la situazione appare al momento sotto controllo, gli ultimi dati indicano che i problemi di approvvigionamento potrebbero acuirsi durante l’inverno 2023/2024.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato confermato che il documento finale sarà posto in consultazione dopo la fine della Legislatura 2019/2023. Nei prossimi mesi la Direzione di progetto allestirà il rapporto conclusivo, nel quale saranno incluse le modifiche di legge necessarie per concretizzare la riforma dei rapporti istituzionali.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha poi fornito alcune indicazioni in merito all’andamento congiunturale e alle più recenti previsioni sul rincaro. È stata inoltre presentata una revisione puntuale (dell’articolo 3 cpv 1 let p) del Regolamento della Legge edilizia, che il Consiglio di Stato ha approvato nella seduta odierna: la modifica disciplina il non assoggettamento all’obbligo di ottenere una licenza edilizia per la locazione a fini turistici – non sottoposta alla Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) – di unità abitative o di parte di esse, in zona edificabile, per un periodo complessivo non superiore a 90 giorni per anno civile, previo annuncio al Municipio.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha informato i rappresentanti dei Comuni in merito alle future direttive destinate ai docenti, per regolare l’utilizzo dei social media, che aggiornano il quadro tenendo conto delle ultime trasformazioni tecnologiche. I rappresentanti degli enti locali hanno concordato sul principio che le nuove norme valgano anche per i docenti comunali. Una ampia consultazione sul documento sarà avviata nel corso del 2023.
Il Dipartimento delle istituzioni ha aggiornato in merito alle attività del Gruppo di lavoro incaricato di valutare l’eventuale introduzione di una legge cantonale sui taxi. I Municipi di Lugano, Bellinzona, Locarno e Ascona nomineranno ora un rappresentante a testa, per partecipare alla prossima fase delle analisi. Il rapporto all’attenzione del Consiglio di Stato sarà consegnato entro la fine del 2023.
In merito alla nuova organizzazione delle Autorità di protezione, il Dipartimento delle istituzioni ha infine informato in merito ai prossimi passi, dopo l’esito positivo della votazione popolare dello scorso 30 ottobre. A inizio 2023, sarà aperta la consultazione sul progetto di legge destinato a essere incluso nel messaggio del Consiglio di Stato al Parlamento. Per gestire la fase di transizione, fino all’entrata in funzione delle nuove Preture di protezione, la Divisione della giustizia organizzerà inoltre una serie di incontri per chiarire le esigenze delle attuali Autorità regionali.
La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per mercoledì 8 marzo 2023.

«Uno dei periodi più belli grazie al Centro di controllo»

«Uno dei periodi più belli grazie al Centro di controllo»

L’imminente inaugurazione dell’area TIR nel Comune leventinese è il culmine di un percorso iniziato 20 anni fa, alla cui genesi c’è il lavoro di due amici di lunga data: «Abbiamo contribuito con un concetto innovativo»
«Se tutto andrà come previsto, entro la fine del 2004 il Centro di controllo per veicoli pesanti di Sigirino dovrebbe essere operativo al 100%». Così recitava un articolo di giornale datato 25 maggio 2002. Effettivamente non tutto è andato proprio secondo i piani iniziali. Dopo diverse vicissitudini, che non ripercorreremo (parliamo di un arco temporale di ben 20 anni), il progetto si è ampliato e ha cambiato ubicazione sorgendo dalle ceneri (bonificate dal Cantone) della ex Monteforno a Giornico. L’articolo è inoltre corredato da un’immagine elaborata dallo studio di architettura deltaZERO di Stefano de Angelis, progettista del complesso. È stato lui l’ideatore 20 anni fa dell’innovativo concetto di controllo, nonché responsabile della progettazione architettonica del Centro di controllo per veicoli pesanti (CCVP) fino alla sua pubblicazione. «Ricordo che ero stato contattato dal Cantone con una certa urgenza perché dovevano andare a Berna a presentare il progetto – spiega l’architetto –. Così abbiamo ideato e progettato questo sistema in tempi record ed è piaciuto». L’idea alla base (che vedremo in seguito) è rimasta la stessa, sebbene sia stata aggiornata grazie ai progressi fatti dalla tecnologia, «e risulti ancora estremamente innovativa».

Tecnologia e intuito
Un lavoro svolto al fianco del Capitano Marco Guscio che, quale responsabile del Reparto gendarmeria stradale della Polizia cantonale, ha seguito lo sviluppo del centro fin dalla prima fase progettuale. Guscio e de Angelis si definiscono le «memorie storiche» del CCVP e si sono conosciuti da giovani nelle truppe del Genio. Finalmente, dopo un iter durato decenni, i due amici possono vedere realizzato ciò per cui hanno tanto atteso. L’inaugurazione ufficiale è prevista venerdì 2 dicembre, ma il CdT li ha incontrati sul posto lunedì 28 novembre, primo giorno effettivo della messa in funzione dopo un periodo di rodaggio. «Lì abbiamo fatto fermare un mezzo con freni non in regola e una gomma bucata», indica il capitano. Ma non è tutto, perché è già stato pizzicato un autista con della documentazione contraffatta. Ed è solo il primo giorno. «Qui è tutto digitalizzato, ma questo non vuol dire che non ci sia chi cerca di fare il furbo. La tecnologia è importante ma l’intuito del poliziotto rimarrà fondamentale per i controlli», spiega Guscio.

Il lungo viale dei ricordi
All’interno del nuovo CCVP i due amici ripercorrono il lungo viale dei ricordi. L’architetto de Angelis si presenta con un faldone che sa di memorabilia gelosamente custodita: documenti cantonali, corrispondenza con Berna, piani, progetti, schizzi, disegni. E quel ritaglio di giornale. «Fammi avere le copie, mi serviranno per preparare il discorso dell’inaugurazione», gli chiede amichevolmente il comandante. Durante il nostro giro vengono citati nomi di persone e date. Si ricordano tutto nonostante siano passati 20 anni. «Per la precisione 21 e mezzo», corregge l’architetto. «E pensare che a un certo punto ho pensato che sarebbe saltato tutto – confida il capitano Guscio -. L’iter è stato pieno di ricorsi e ostacoli. Ho intuito che Berna si fosse innervosita per queste lungaggini, poi però è arrivato un segnale forte dal Cantone con il contributo per la bonifica del terreno». Come responsabile del Reparto, che comprende anche il CCVP, ci sarà proprio Marco Guscio. «Non avrei dovuto esserci, in quanto avevo deciso l’anno scorso che sarei andato in pensione. C’è stata però un’esigenza e ho prolungato volentieri il mio servizio per un po’. Grazie a questa decisione ho vissuto uno dei periodi più belli della mia carriera, sicuramente il più intenso. Mi sono improvvisato idraulico, elettricista, ingegnere, architetto. Insomma, ho imparato molto».

«Una soluzione articolata»
Il CCVP è un progetto dal costo di 250 milioni finanziati dalla Confederazione e ha un iter progettuale «articolato e innovativo, tutto ticinese», ricorda l’architetto. «Abbiamo proposto una soluzione a imbuto con una corsia laterale di via libera che permette il controllo della totalità dei veicoli pesanti in transito e un approfondimento dei diversi controlli ad hoc». In pratica i mezzi passano attraverso un primo controllo visivo, a quel punto possono proseguire verso nord (scaglionati tramite dosaggio), fermarsi nell’apposita area di sosta oppure, se sono stati selezionati per un controllo più approfondito, passare alla fase successiva. Questa consiste in una pesa di precisione, in una scansione laser e nel controllo dei dati digitalizzati del mezzo e dell’autista. Da lì si può anche procedere verso quello che ha tutta l’aria di un test di collaudo. Un ultimo edificio invece è adibito a ispezioni più approfondite o all’eventuale controllo del carico. Oltre a dare formazione e lavoro a decine di residenti della regione (52 i collaboratori totali), si stima a budget che le operazioni potranno generare 5 milioni all’anno di multe, che rimarranno in Ticino.

https://www.cdt.ch/news/uno-dei-periodi-piu-belli-grazie-al-centro-di-controllo-301020?fbclid=PAAaZSp5Y8KjK2E984WfSmVqXcQ3Rs9ytjAgJR9ks6OylaB6D_WzcRKVjcTQY

Da www.cdt.ch

Un regalo al Consiglio di Stato da parte di Pro Infirmis

Un regalo al Consiglio di Stato da parte di Pro Infirmis

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha accolto stamattina a Palazzo delle Orsoline una delegazione di Pro Infirmis Ticino e Moesano e del Centro diurno il Girasole della Fondazione Madonna di Re. Ogni membro del Governo ha ricevuto in regalo un omino natalizio di pasta dolce («Grittibänz»), preparato nell’ambito della campagna nazionale di sensibilizzazione «Fatti della stessa pasta» per attirare l’attenzione della popolazione sul tema dell’inclusione delle persone con disabilità.

In vista della Giornata internazionale delle persone con disabilità che avrà luogo il 3 dicembre 2022, il Consiglio di Stato ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline la visita di una delegazione composta da rappresentanti dell’associazione Pro Infirmis Ticino e Moesano, accompagnati da alcuni ospiti del centro diurno «Il Girasole» di Bellinzona della fondazione Madonna di Re.  
Ogni membro del Governo cantonale ha ricevuto in omaggio un «Grittibänz», un omino natalizio di pasta dolce, accompagnato da un messaggio che richiama i temi legati alla sensibilizzazione sulla disabilità. L’azione si inserisce nella campagna natalizia promossa da Pro Infirmis a livello nazionale per attirare l’attenzione della popolazione sul tema dell’inclusione delle persone con disabilità.  
Grazie alla collaborazione con la Società Mastri Panettieri Pasticceri Confettieri del Cantone Ticino, questi omini natalizi di pasta dolce saranno poi acquistabili in 21 panetterie ticinesi sabato 3 dicembre 2022. Si tratta di «Grittibänz» un po’ diversi dal solito: avranno un solo braccio o una sola gamba oppure saranno in sedia a rotelle o con un bastone bianco. In questo modo, Pro Infirmis e circa 300 panetterie in tutta la Svizzera intendono rinnovare l’appello in favore di una società inclusiva che consideri la diversità degli esseri umani una ricchezza, perché anche se diversi siamo tutti «fatti della stessa pasta».  
La consegna del gradito omaggio ha inoltre offerto l’occasione per uno scambio di opinioni conviviale e per una breve panoramica sulle attività dell’associazione Pro Infirmis nella Svizzera italiana.  

Sacrosanta democrazia diretta

Sacrosanta democrazia diretta

A distanza di meno di un mese due progetti per la realizzazione di nuove strutture scolastiche sono stati respinti in votazione popolare in due distinti comuni. È capitato il 30 ottobre scorso a Breggia, dove la maggioranza della cittadinanza ha detto no alla nuova scuola dell’infanzia e alla nuova mensa delle elementari a Lattecaldo, e questa domenica 27 novembre a Cevio con la bocciatura della convenzione con il Patriziato di Bignasco per il progetto e la locazione della nuova sede della scuola elementare. I referendisti hanno avuto buon gioco contro le decisioni prese da Municipi e Consigli comunali dei due comuni della Valle di Muggio e della Valle Maggia.
Grazie all’istituto del referendum si favorisce una discussione generale su un tema che sta a cuore alla popolazione. Una possibilità che rende il nostro sistema democratico unico al mondo. Sacrosanta democrazia diretta! Negli ultimi tempi, con la Sezione degli enti locali e grazie anche alle considerazioni che sono emerse negli innumerevoli incontri con i Municipi di quasi tutti i comuni ticinesi, abbiamo sviluppato una riflessione che mira a stimolare ancora di più la vita partecipativa della cittadinanza nella costruzione delle decisioni che toccano il bene comune delle cittadine e dei cittadini nei comuni. Tale riflessione ci ha portato ad avviare il progetto chiamato “Buon Governo”, attualmente in fase di sperimentazione a Faido e a Tresa.
Se è vero che i rappresentanti politici eletti negli Esecutivi e nei Legislativi sono le persone chiamate ad adottare le scelte e le decisioni a favore della comunità intera, è altrettanto vero che sempre di più ci si rende conto come il processo che porta a decisioni politiche abbia bisogno di una compartecipazione più elevata e più allargata, già in fase di elaborazione degli indirizzi da dare alla vita comunitaria e all’elaborazione delle soluzioni che rendano migliore la qualità di vita residenziale nei comuni. Le campagne condotte nei comuni su un oggetto sottoposto a referendum hanno rilevato negli anni oggettive difficoltà di dialogo tra gli opponenti e l’autorità, in particolare i Municipi, rispetto all’insieme della popolazione. Il progetto “Buon Governo” anticipa e cerca di risolvere i possibili conflitti, definendo una strategia sugli assi più importanti di sviluppo per una specifica comunità. Questo può essere fatto se la visione per il futuro è messa sulla carta nero su bianco da un gruppo di persone il più rappresentativo possibile dell’intera popolazione. Non solo quindi da municipali e consiglieri comunali, ma pure dai rappresentati di associazioni ed enti attivi nel comune e da singoli cittadini interessati al bene comunitario. Ho personalmente seguito a Faido i lavori che hanno portato all’elaborazione delle Linee di indirizzo comunale e all’approvazione della Visione e degli Obiettivi strategici scaturiti da 3 workshop promossi dal Municipio assieme ai collaboratori della Sezione degli enti locali. Visione e Obiettivi che entrano in un Piano d’azione di legislatura dei prossimi 5 anni (sino al 2028). Un processo che ha rafforzato e rafforza la partecipazione della cittadinanza. In quest’ottica il progetto “Buon Governo” nei comuni ticinesi si pone, tra i suoi obiettivi, di rafforzare la stessa nostra democrazia diretta. Senza negare l’importanza di velocizzare la realizzazione di un progetto, dal momento della decisione al momento dell’esecuzione.

Opinione pubblicata nell’edizione di mercoledì 30 novembre 2022 de La Regione 

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra i Municipi di Savosa e Canobbio

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra i Municipi di Savosa e Canobbio

Comunicato stampa

Proseguono le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. La conoscenza reciproca, il dialogo e la salute della democrazia a livello locale sono stati i temi al centro dei due appuntamenti con i Comuni di Savosa e Canobbio. Il ciclo proseguirà il 10 gennaio 2023 nel Luganese, continuando così una campagna di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’ispettore comunale Alberto Gamboni, ha incontrato i Municipi di Savosa e Canobbio. In quest’ultima serie di appuntamenti della legislatura cantonale si intende da una parte avviare una riflessione con gli Esecutivi sullo stato di salute della democrazia a livello locale e dall’altra raccogliere spunti che confluiranno nella modifica del quadro normativo.
Nel corso del primo incontro, quello con il Comune di Savosa, il Municipio ha spiegato che può contare su finanze solide che assicurano anche un certo benessere alla propria cittadinanza. Nell’ambito delle riflessioni sull’attuale crisi del sistema democratico e di milizia è stata riconosciuta una certa difficoltà nel trovare persone che si mettono a disposizione per assumere una carica pubblica. A dimostrazione di questa tendenza negli ultimi anni il Consiglio comunale è passato infatti da 29 a 25 membri, confermando la pertinenza degli sforzi che il Dipartimento delle istituzioni sta intraprendendo per ridare slancio alla democrazia locale.
Il Municipio di Canobbio ha dal canto suo riconosciuto l’importanza di coinvolgere i propri cittadini nei processi decisionali locali. Un aspetto sul quale l’Esecutivo lavora da anni e che ha favorito l’approvazione da parte della cittadinanza di progetti portati avanti dal Comune. Tuttavia è stata ammessa una criticità nello stimolare i giovani cittadini ad avvicinarsi alle istituzioni comunali; in questo senso è stata proposta una nuova formula per il tradizionale incontro con i neo maggiorenni che ha raccolto un discreto successo.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha evidenziato che «attraverso questi momenti di incontro possiamo rendere consapevoli i Comuni sulle azioni da intraprendere per stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. La cronaca riporta sempre più di frequente notizie di progetti bocciati alle urne dalla cittadinanza. A cadere in votazione sono progetti che vogliono rispondere a bisogni reali come l’ampliamento di un edificio scolastico o la costruzione di una casa anziani. I progetti di Buon governo e Democrazia viva avviati dalla Sezione degli enti locali vogliamo offrire ai Comuni ticinesi gli strumenti per coinvolgere i cittadini nelle fasi decisionali dei progetti strategici, scongiurando il rischio di bocciatura in votazione popolare».