Gobbi: ‘Ci preoccupa la mancanza di un’ampia condivisione’

Gobbi: ‘Ci preoccupa la mancanza di un’ampia condivisione’

Imposte di circolazione, i partiti aspettano che la commissione riceva il Consiglio di Stato. Passalia: ‘Positivo che si consideri il principio del CO2’.

«Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto diverse richieste di approfondimento su impatti e calcoli elaborati da varie parti – commenta da noi interpellato il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi -, e come governo ci preoccupa la mancanza di una condivisione ampia per applicare la nuova formula a partire dal 1° gennaio 2023». Motivo per cui il governo ha accelerato, con una formula «che evita disparità e ripristina l’aspetto della massa, perché in tre anni il parco veicoli si è evoluto con molte più auto elettriche che inquinano meno, ma che hanno un peso che impatta sulle strade per le quali noi stiamo investendo molto sia a livello di manutenzione, sia a livello di asfalto fonoassorbente» rileva Gobbi. Il quale rimarca come «la sostenibilità da raggiungere è sicuramente ambientale ma anche finanziaria, perché stiamo già cominciando a pensare al Preventivo 2023 e gli ultimi due anni tra pandemia e guerra in Ucraina hanno portato crisi con impatti non indifferenti». La controproposta governativa, riprende il direttore del Di, «risponde all’obiettivo di ridurre il prelievo e di allineare quest’imposta a quelle degli altri cantoni». E l’auspicio va da sé è quello «di un’ampia convergenza».

Martedì la discussione in commissione
Norman Gobbi, il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta e il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali saranno ricevuti dalla commissione della Gestione martedì 7 giugno e lì illustreranno nei dettagli un progetto che, benché provi ad avvicinarcisi, resta lontano dall’iniziativa popolare Ppd (e dal rapporto Dadò/Caverzasio già firmato da popolari democratici, Lega e Udc) che chiede il plafonamento a 80 milioni dell’imposta e che vengano prese in considerazione solo le emissioni per il calcolo. Il primo firmatario dell’iniziativa ‘Per un’imposta di circolazione più giusta’, il deputato Ppd Marco Passalia, da noi raggiunto prende tempo: «Aspettiamo l’incontro che il governo avrà con la Gestione per capire le motivazioni che stanno dietro a questa nuova proposta. Fa comunque piacere vedere che anche il Consiglio di Stato intenda utilizzare il criterio della CO2 come, peraltro, da noi auspicato».

Caprara (Plr): ‘Serve riduzione equilibrata’
«Mi sembra che si vada nella buona direzione. Ma parlo a titolo personale, visto che non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci», afferma Bixio Caprara (Plr). «Nel rapporto che ho presentato in gestione chiedevamo in particolare la verifica della formula». Per il deputato liberale il progetto del Consiglio di Stato è da ritenersi soddisfacente anche sul piano finanziario. «Il tema di fondo a livello d’impostazione l’hanno capito anche i sassi. Siamo a favore di una riduzione dell’imposta ragionevole e soprattutto sostenibile a 95-96 milione. Altri invece vorrebbero scendere a 80. È manifestamente una forzatura e bisognerebbe capire dove propongono di prendere i soldi».

Durisch (Ps): ‘Non penso faremo in tempo’
Più tiepida la reazione a sinistra. «La formula sta in piedi, anche se avremmo preferito che venisse tenuta in considerazione tra i criteri anche la potenza del veicolo, che renderebbe la formula più sociale», spiega il capogruppo del partito socialista in Gran Consiglio Ivo Durisch. «La vera novità è però politica, con il Consiglio di Stato che a un minuto a mezzanotte fa una sua controproposta tramite comunicato stampa. Entreremo nel merito di quanto abbiamo letto martedì, quando verrà presentata in commissione. Non penso però che ci saranno i tempi necessari per portare il tema in parlamento già a giugno. Bisognerà discuterne». Le discussioni non mancheranno anche per quanto riguarda l’aspetto finanziario. «È chiaro che con la proposta Ppd e Lega mancherebbero ancora più soldi alle casse dello Stato e questo potrebbe significare maggiori tagli a servizi e prestazioni. Con i liberali potremmo convergere sulle cifre, ma non sul loro utilizzo. Non saremo mai d’accordo su sgravi per i più ricchi», afferma Durisch. «Il Plr negli ultimi due anni si è spostato molto a destra e al momento abbiamo prospettive completamente diverse»

Da www.laregione.ch

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Imposta di circolazione: la sterzata del Governo

Il Consiglio di Stato fa parziale marcia indietro e propone un nuovo sistema di calcolo: una formula per le vetture più inquinanti e una per quelle che lo sono di meno – Tiepide, per ora, le reazioni

È una sterzata decisa, se non quasi un’inversione a U. Dopo settimane di animate discussioni politiche in Commissione gestione e finanze, con tre fronti contrapposti, il Governo interviene sulla nuova imposta di circolazione e propone una modifica del sistema di calcolo che aveva illustrato nel messaggio del 2019, quando ipotizzava una formula basata sulla somma tra la massa a vuoto del veicolo moltiplicata per un coefficiente fisso e le emissioni di C02 moltiplicate per un coefficiente variabile. Ebbene, la manovra del Consiglio di Stato porta sul tavolo della politica un sistema di calcolo rivisto, in aggiunta alla formula sostenuta dal fronte PPD, Lega e UDC (che vuole plafonare gli incassi a 80 milioni) e a quella proposta dal PS e ripresa dal PLR (con le due forze politiche che hanno però visioni divergenti sul montante).

Gettito ridotto a 95 milioni
Secondo il Governo, questo nuovo sistema fornisce «una risposta ragionevole ed equilibrata» che tiene conto anche «delle esigenze di riequilibrio finanziario votate dal popolo». Più in dettaglio, esso prevede due sistemi di calcolo: per le automobili sino a 3.500 chilogrammi di peso e le automobili pesanti con emissioni fino a 95 grammi di CO2 al chilometro ammonta alla massa a vuoto moltiplicata per 0,11; per le altre automobili sino a 3.500 chilogrammi e le automobili pesanti con emissioni superiori a 95 grammi di CO2 al chilometro, a questo risultato va sommata la differenza tra le emissioni e un valore fisso di 95 g/km elevata a 1,385. Per il Consiglio di Stato, l’adozione di questo nuovo sistema «permette di avere una “tassa base” attrattiva per le automobili particolarmente rispettose dell’ambiente, tra le quali vi è comunque una differenza di imposizione in base alla loro massa. D’altro canto, oltre alla massa a vuoto, l’imposta di circolazione delle vetture con emissioni superiori ai 95 g/km di CO2 verrebbe calcolata proporzionalmente in base al livello di emissioni, coerentemente quindi con il concetto di causalità “chi più inquina, più paga”». Quanto messo sul tavolo dal Governo comporterà, in soldoni, una riduzione del gettito complessivo quantificabile in circa 10 milioni di franchi e, a conti fatti, si arriverebbe quindi a un tetto di 95 milioni di franchi, ossia una soglia ben lontana rispetto al plafone di 80 milioni chiesto dall’iniziativa popolare democratica.

I tre fronti
L’auspicio del Governo è che la Commissione riesca a convergere su una soluzione «nell’interesse degli automobilisti permettendo così l’entrata in vigore di una soluzione tecnicamente valida, equilibrata e giuridicamente sostenibile a partire dal 1° gennaio 2023». Uno scenario tutt’altro che scontato: in Gestione, come detto, ci sono infatti almeno tre fronti e gli iniziativisti hanno già annunciato di voler portare il tema in aula già a fine giugno. «Innanzitutto spiace constatare che dobbiamo apprendere questa proposta dalla stampa», osserva il presidente del PPD e iniziativista, Fiorenzo Dadò. «Ascolteremo il Governo martedì in Commissione, ma a un primo colpo d’occhio quanto messo sul tavolo dal Consiglio di Stato è abbastanza distante da quanto chiede la nostra iniziativa». Il deputato popolare democratico è categorico: «O c’è una riduzione sostanziale di quella che è l’imposta di circolazione più alta di tutta la Svizzera oppure è solo un esercizio di cosmesi. L’iniziativa prevede di abbassare l’incasso totale di 30 milioni, lasciando questo importo nelle tasche dei ticinesi già afflitti da altri costi eccessivi come l’aumento dei premi di cassa malati, della benzina e dei generi alimentari». Nonostante il tentativo in extremis del Governo, per il PPD è tempo che il Gran Consiglio e il popolo possano dire la loro: «L’iniziativa è datata 2017. La legge prevede che dopo 18 mesi il Gran Consiglio debba esprimersi. Ne sono passati oltre 60 e il tempo è ampiamente scaduto. Se ci saranno altri rapporti con altre proposte non c’è nessun problema, ma in giugno intendiamo andare in aula».
Come noto, il PS sta riflettendo se proporre un terzo rapporto insieme ai Verdi, ma per ora si valuterà il da farsi: «La novità è politica: il Governo fa una controproposta tramite comunicato stampa», commenta il capogruppo socialista Ivo Durisch. «Non entro nel merito del sistema di calcolo, anche se avremmo preferito che includesse pure la potenza del veicolo. Valuteremo martedì in Commissione».
La controproposta del Governo potrebbe convincere il PLR. «Il Consiglio di Stato conferma la volontà di diminuire l’imposta di circolazione, con la premessa importante che sia sostenibile, ragionevole e proporzionata», osserva Bixio Caprara, relatore del rapporto commissionale del PLR. «Mi fa piacere che la formula proposta corregga le criticità rilevate e sia più progressiva». Pure il prelievo massimo fissato a 95 milioni va nella stessa direzione del PLR ma certo è presto per parlare di accordo: «Ci sono ancora alcuni aspetti da valutare e vedremo come si posizioneranno i colleghi. Faccio mio l’auspicio del Governo di arrivare a un accordo senza strappi da 30 milioni che sono molto difficili da recuperare. Dal 2017 è cambiato tanto e bisogna tenerne conto».

«Soluzione sostenibile»
Dal canto suo, il direttore del DI, Norman Gobbi, difende il “controprogetto”: «Risponde a varie necessità, come quella ambientale, includendo le emissioni di CO2 e reintroducendo il criterio della massa del veicolo, che ha un considerevole impatto sulle nostre strade, infrastrutture sulle quali investiamo molto». Come detto, la riduzione del gettito è lontana dal limite di 80 milioni chiesto dal PPD nella sua iniziativa. Ancora Gobbi: «Stiamo lavorando al Preventivo 2023 e dobbiamo fare i conti con il contenimento della spesa e l’impatto delle varie crisi internazionali che si susseguono». Tradotto in parole povere, ridurre eccessivamente le entrate creerebbe non pochi problemi. Quella proposta è una soluzione sostenibile: spingere su una versione estrema da una parte o dall’altra non è invece sostenibile». Nella sua controproposta, il Governo esclude anche la possibilità di una moratoria: «Dopo 13 anni è superata dagli eventi e premierebbe ulteriormente veicoli poco efficienti creando disparità di trattamento».

Quanto pagherebbe la Tesla e quanto il Pandino?
Mettiamo a confronto una Tesla Model S con una Fiat Panda. Con il nuovo sistema di calcolo del Governo, la vettura elettrica dal peso di circa 2.162 kg costerebbe 237,82 franchi. Una Fiat Panda relativamente datata (peso 1.015 kg e emissioni pari a 130 g/km CO2) ne costerebbe invece circa 250.

Da www.cdt.ch

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Imposta circolazione, il compromesso
Il Consiglio di Stato ha elaborato la modifica di legge: “Risposta ragionevole ed equilibrata” – Combinazione di emissioni di CO2 e massa dei veicoli

Alla controversa questione dell’imposta di circolazione in Ticino si aggiunge un nuovo capitolo. Il Consiglio di Stato ha infatti elaborato una modifica di legge da sottoporre alla Commissione della Gestione e al Parlamento. Il calcolo della nuova tassa si basa su una combinazione di emissioni di CO2 e peso del veicolo.
La modifica prevede “l’auspicata riduzione del gettito complessivo quantificabile in circa 10 milioni di franchi, che andrebbero ad aggiungersi ai 5 milioni di franchi già raggiunti con la modifica di alcuni anni fa” scrive il Governo in una nota. Governo che sottolinea pure come si tratti di una proposta “equilibrata e ragionevole in grado di conciliare le esigenze di equilibrio finanziario votate dal popolo con quelle delle categorie di automobilisti attualmente penalizzate nel confronto intercantonale”. 
Martedì prossimo, 7 giugno, la modifica di legge verrà presentata alla Commissione Gestione e finanze che si sta occupando di allestire un modello d’imposta da sottoporre a breve termine al Gran Consiglio.  

La formula, evoluta rispetto a quella presentata precedentemente, è la seguente:  

  • Per le automobili sino a 3’500 kg e le automobili pesanti con emissioni fino a 95 g/km CO2: fr. 0.11 x massa a vuoto (kg)  
  • Per le altre automobili sino a 3’500 kg e le automobili pesanti con emissioni superiori a 95 g/km CO2: fr. 0.11 x massa a vuoto (kg) + (emissioni CO2 g/km – 95 g/km)*1,385

Secondo il Governo questa formula permetterà di avere una “tassa base” attrattiva per le automobili particolarmente rispettose dell’ambiente, a cui si aggiunge comunque una differenza di imposizione in base alla massa e di conseguenza al loro impatto sulle strade.
Allo stesso tempo l’imposta delle vetture con emissioni superiori ai 95 g/km di CO verrebbe calcolata “proporzionalmente in base al livello di emissioni, coerentemente quindi con il concetto di causalità “chi più inquina, più paga”” scrive ancora il Governo.  
Per le autorità cantonali il nuovo sistema di calcolo è giustificato anche dalla volontà di cancellare le disparità a favore di veicoli più vecchi e maggiormente inquinanti. L’intenzione, Gestione, Parlamento e iniziativa PPD permettendo (vedi correlati), è quella di fare entrare in vigore il nuovo sistema dal primo gennaio 2023.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Imposta-circolazione-il-compromesso-15382537.html

Da www.rsi.ch

Imposte di circolazione

Imposte di circolazione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha elaborato una proposta aggiornata di modifica della Legge sulle imposte e tasse di circolazione che desidera ora sottoporre alla Commissione Gestione e finanze del Gran Consiglio. Secondo il Governo, questa nuova proposta fornisce una risposta ragionevole ed equilibrata per le categorie di automobilisti attualmente penalizzate nel confronto intercantonale tenendo conto, nel contempo, delle esigenze di riequilibrio finanziario votate dal popolo.

Il Consiglio di Stato, riunitosi in seduta straordinaria il 2 giugno 2022 per approfondire questioni di natura finanziaria, si è, tra l’altro, nuovamente occupato della tematica concernente la modifica della Legge sulle imposte e tasse di circolazione in vista di una possibile entrata in vigore il 1° gennaio 2023. Il Consiglio di Stato verrà sentito martedì 7 giugno dalla Commissione Gestione e finanze che si sta occupando di allestire un modello d’imposta da sottoporre a breve termine al Gran Consiglio.  Il Consiglio di Stato intende sottoporre una proposta aggiornata che prevede l’auspicata riduzione del gettito complessivo quantificabile in circa 10 milioni di franchi, che andrebbero ad aggiungersi ai 5 milioni di franchi già raggiunti con la modifica di alcuni anni fa. A mente del Governo, si tratta di una proposta equilibrata e ragionevole in grado di conciliare le esigenze di equilibrio finanziario votate dal popolo con quelle delle categorie di automobilisti attualmente penalizzate nel confronto intercantonale. La formula, evoluta rispetto a quella presentata con il messaggio governativo n. 7670, è la seguente:  

  • Per le automobili sino a 3500 kg e le automobili pesanti con emissioni fino a 95 g/km CO2:
    fr. 0.11 x massa a vuoto (kg)  
  • Per le altre automobili sino a 3500 kg e le automobili pesanti con emissioni superiori a 95 g/km CO2:
    fr. 0.11 x massa a vuoto (kg) + (emissioni CO2 g/km – 95 g/km)1.385  

L’adozione della formula sopra esposta permette di avere una “tassa base” attrattiva per le automobili particolarmente rispettose dell’ambiente, tra le quali vi è comunque una differenza di imposizione in base alla loro massa (e quindi al loro impatto sull’infrastruttura stradale). D’altro canto, oltre alla massa a vuoto, l’imposta di circolazione delle vetture con emissioni superiori ai 95 g/km di CO2 verrebbe calcolata proporzionalmente in base al livello di emissioni, coerentemente quindi con il concetto di causalità “chi più inquina, più paga”.  Il Consiglio di Stato, ai fini del raggiungimento dell’obiettivo di far entrare in vigore la nuova norma al più presto, ritiene che non vi possano più essere disparità di trattamento in favore di veicoli più vecchi e maggiormente inquinanti, soluzione questa discutibile dal punto di vista della parità di trattamento e difficilmente conciliabile con i principi stabiliti nella legislazione ambientale federale.  L’auspicio del Governo è che la Commissione Gestione e finanze riesca a convergere su una soluzione nell’interesse degli automobilisti permettendo così l’entrata in vigore di una soluzione tecnicamente valida, equilibrata e giuridicamente sostenibile a partire dal 1° gennaio 2023.

Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Comunicato stampa

Si è concluso oggi, martedì 31 maggio, il quarto ciclo di visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi; iniziati nel 2018 a Stabio, questi appuntamenti sono un momento privilegiato per dialogare con le autorità locali. Riprenderanno in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni del Cantone entro la fine della Legislatura. Fra le indicazioni raccolte dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni in quest’ultima tornata, spicca il grande interesse per le pratiche del «Buon governo», già in fase di sperimentazione in Comuni come Faido, Tresa e nel Basso Mendrisiotto. La Sezione degli enti locali risponderà nei prossimi mesi alle numerose richieste ricevute, incontrando i Municipi.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’ispettore comunale Alberto Gamboni, ha incontrato ieri mattina e questa mattina i Municipi di Monteceneri, Isone, Mezzovico-Vira e Torricella Taverne. La conoscenza reciproca, il dialogo e l’approfondimento dei grandi cantieri di riforma portati avanti dal Dipartimento sono stati i temi al centro del programma.
Durante il primo appuntamento, con le autorità del Comune di Monteceneri, il Municipio ha manifestato l’interesse a partecipare al progetto dipartimentale «Buon governo», per coinvolgere la propria cittadinanza sugli importanti progetti da attuare in seguito all’aggregazione. Nella riunione con il Comune di Isone è stata invece messa in evidenza la forza di una piccola e funzionale realtà comunale, dove i rapporti tra istituzioni e cittadini sono molto saldi. In una franca e diretta discussione, è stato possibile guardare anche a un’ipotetica e futura aggregazione, che potrebbe rappresentare un passo significativo per soddisfare le crescenti necessità dei cittadini.
Nel terzo incontro, il Municipio di Mezzovico-Vira ha ricordato il benessere del proprio Comune e la soddisfazione della propria popolazione, dichiarandosi comunque favorevole a un ulteriore coinvolgimento della cittadinanza. Durante l’ultima riunione, con il Comune di Torricella Taverne, il Municipio ha infine illustrato i progetti del Comune ricordando alcune iniziative promosse e dicendosi pure interessato al progetto «Buon governo».
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ringraziato tutti i Municipali incontrati per l’impegno, la dedizione e il sacrificio profusi al servizio delle istituzioni: «Un agire nobile e altruistico che ben rappresenta lo spirito federalista che caratterizza la Confederazione». La forza del nostro Paese, ha ricordato il Consigliere di Stato, «è una democrazia viva e dinamica, nella quale il ruolo dei Municipi è anche di stimolare i propri cittadini a interessarsi alla cosa pubblica». Proprio in quest’ottica si inseriscono progetti dipartimentali come il «Buon governo», la cui validità è «confermata dall’entusiasmo delle comunità locali».
Proprio a questo riguardo Marzio Della Santa ha sottolineato come «questi incontri ci permettano di toccare con mano quanto sia importante coinvolgere maggiormente la cittadinanza nei processi decisionali». I motivi sono svariati: alcuni Municipi sono demotivati nel vedere molti progetti comunali affossati da referendum e votazioni, altri faticano a trovare persone che si mettano a disposizione della cosa pubblica. «La risposta», ha spiegato il capo della Sezione degli enti locali, «è proprio il coinvolgimento – perciò ci soddisfa che molti Esecutivi abbiano manifestato interesse ai nostri progetti, e nei prossimi mesi pianificheremo una serie di incontri per approfondire il tema. Da ultimo sottolineerei come in generale i Comuni abbiano chiesto la possibilità di avere un percorso formativo ad hoc per i municipali”.
La quinta serie di incontri fra i vertici del Dipartimento delle istituzioni e le autorità comunali – iniziata nel 2018 a Stabio – proseguirà in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni entro la fine della legislatura.

Cyber sicuro: webinar sulle responsabilità in caso di attacco informatico e sugli strumenti per tutelarsi in maniera ottimale

Cyber sicuro: webinar sulle responsabilità in caso di attacco informatico e sugli strumenti per tutelarsi in maniera ottimale

Comunicato stampa

Chi si assume la responsabilità nel caso in cui un’azienda o un’organizzazione subisce un attacco informatico? Esistono degli strumenti per tutelarsi al meglio e che permettano di reagire in maniera efficace qualora si dovesse verificare un attacco? Le assicurazioni contro gli attacchi informatici sono davvero efficaci? Sono questi alcuni dei quesiti a cui il Gruppo di lavoro strategico Cyber sicuro, diretto dal Dipartimento delle istituzioni, risponderà in occasione di un webinar in programma giovedì 9 giugno dalle ore 15:00 alle ore 16:00.

Questo appuntamento, destinato a tutti i professionisti, le aziende, le associazioni e le organizzazioni di varia natura del Canton Ticino, ivi compreso il settore medico-sanitario, è stato organizzato allo scopo di illustrare quali sono le responsabilità nel caso in cui un’organizzazione sia vittima di un attacco informatico, di quali strumenti si può dotare per prevenire ma soprattutto per reagire in maniera ottimale a seguito di un attacco, come pure per rispondere ai quesiti concernenti le assicurazioni che si propongono per queste fattispecie. Sarà anche l’occasione per mostrare ai partecipanti come viene allestito un Piano di risposta agli incidenti (PRI) e quali vantaggi comporta dotarsi di un simile strumento.

Ulteriori informazioni nonché il formulario per le iscrizioni sono reperibili sul sito www.cybersicuro.ch

Esercitazioni a cavallo del confine per essere pronti in caso di catastrofi  

Esercitazioni a cavallo del confine per essere pronti in caso di catastrofi  

Fitto programma per Odescalchi 2022. Gobbi: “L’obiettivo è di non impattare sul quotidiano dei ticinesi”

Sarà una settimana molto intensa quella da lunedì 13 giugno a sabato 18 giugno. In diverse regioni del Ticino, si svolgeranno una serie di esercitazioni sotto la denominazione “ODESCALCHI 2022”. Di che cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto al Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Esercito, Polizia, Protezione civile, pompieri, ma pure i servizi sanitari saranno impegnati in simulazioni di catastrofi/incidenti. In molti casi collaborando con i loro omologhi italiani, simulando catastrofi sulla linea di confine. Come abbiamo potuto appurare nel recente passato un incendio o un inquinamento possono facilmente “invadere” i due territori nazionali. La risposta delle forze di protezione della popolazione deve quindi essere coordinata sui due versanti. Nello stesso tempo anche un avvenimento catastrofico che accade solo sul nostro territorio o solo su suolo italiano può necessitare interventi che vedono impegnate le migliori forze ticinesi e quelle delle province confinanti con il Ticino. Con una preoccupazione supplementare: impattare il meno possibile durante queste esercitazioni sulla normalità delle ticinesi e dei ticinesi”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Un allenamento, se così possiamo dire, necessario per oliare i meccanismi di intervento, ed essere pronti qualora dovessero capitare davvero certe situazioni. “Esatto. Di recente abbiamo avuto un paio di episodi – penso per esempio al recente incendio sui Monti di Neggia – che hanno visto una collaborazione concreta tra Ticino e Italia. Ma dobbiamo migliorare ancora e oliare i meccanismi di due macchine di intervento che si muovono con modalità diverse. Il tutto per proteggere al meglio la popolazione e salvaguardare il territorio”, sottolinea Norman Gobbi.
Odescalchi 2022 proporrà, per esempio, il crash di un aereo (nel Malcantone) con relativo sviluppo di un incendio boschivo. Ma anche l’inquinamento di una parte del lago Ceresio, coinvolgendo sia la Svizzera sia l’Italia. E ancora: la necessità di potabilizzare l’acqua del lago di Lugano, perché un intero quartiere di Mendrisio è rimasto senz’acqua a causa una lunga siccità. Poi ci sono altre esercitazioni, nonché giornate di porte aperte all’aeroporto di Magadino, durante le quali l’Esercito si presenterà alla popolazione, accanto a tutti i partner della Protezione della popolazione. “Sarà inoltre l’occasione per simulare una conferenza di alto livello con tutte le misure e precauzioni da assumere. È solo un caso che a distanza di pochissime settimana si terrà a Lugano la conferenza internazionale sulla ricostruzione dell’Ucraina, perché l’esercitazione Odescalchi è stata pensata molto prima dello scoppio della guerra. Questo momento ci permetterà però di simulare misure che dovremo poi applicare – magari in forme ancora maggiori – a Lugano all’inizio di luglio. La conferenza simulata, alla quale parteciperanno anche i miei omologhi di Vallese e Grigioni, si terrà a Pollegio e durante la stessa verranno firmati dei protocolli di intervento – questa volta reali – tra il Ticino e la Provincia di Varese, Como e Verbano-Cusio-Ossola”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Saranno circa 4mila le persone coinvolte in queste operazioni anti catastrofe. L’obiettivo primario di Esercito, Protezione civile e di tutti i partner coinvolti e quello di prepararsi ad ogni evenienza mantenendo comunque un occhio di riguardo nei confronti di coloro che sul nostro territorio vivono e lavorano”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.     

ll progetto 516101925 vince il concorso per la progettazione della ristrutturazione del Pretorio di Locarno

ll progetto 516101925 vince il concorso per la progettazione della ristrutturazione del Pretorio di Locarno

Comunicato stampa 

Il Consiglio di Stato, per il tramite del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) e del Dipartimento delle istituzioni (DI), informa che il progetto denominato 516101925 e presentato dal gruppo interdisciplinare rappresentato dallo studio Bardelli Architetti associati di Locarno si è aggiudicato il concorso per la progettazione della ristrutturazione del Palazzo del Pretorio di Locarno.

Nel mese di marzo 2019 il Gran Consiglio ha approvato un credito di 3,87 milioni di franchi per le procedure di concorso e progettazione della ristrutturazione del Pretorio di Locarno.  
Il Palazzo del Pretorio fu commissionato dal Cantone Ticino all’architetto Ferdinando Bernasconi nel 1908 e fu inaugurato due anni più tardi. Venne poi ampliato negli anni Trenta, si tratta del primo edificio pubblico e monumentale sorto nel Quartiere Nuovo di Locarno. Voluto e costruito dal Governo di un giovane Cantone – che da poco aveva festeggiato i cent’anni dalla sua costituzione e che cercava, nel clima euforico della Belle Époque, di modernizzare e consolidare la presenza dell’amministrazione pubblica sul territorio – è un esempio integro e assai significativo di edilizia pubblica d’inizio Novecento. Dal punto di vista costruttivo coniuga elegantemente un apparato architettonico esterno neoclassicista con la funzionalità e modernità degli interni e delle soluzioni costruttive. Il palazzo è anche ricordato per aver ospitato nella grande aula penale, gli Accordi di Locarno elaborati durante la Conferenza di Pace tenuta a Locarno dal 5 al 16 ottobre 1925.  
L’edificio è inserito nell’elenco dei beni culturali d’interesse cantonale. Per il restauro è previsto un investimento complessivo di ca. 35 milioni di franchi. Si prevede l’avvio del cantiere all’inizio del 2025 e la consegna al pubblico entro la fine del 2027. Gli spazi così rinnovati accoglieranno nuovamente le Preture di Locarno Città e Campagna, la Polizia Giudiziaria e la Gendarmeria.  

Per individuare gli autori del progetto di restauro è stato indetto un concorso di progettazione organizzato e diretto dalla Sezione della logistica del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE).  

Il concorso è stato pubblicato il 20 luglio scorso e delle 17 candidature pervenute la giuria ha selezionato e ammesso 12 gruppi alla successiva fase di concorso. Alla fine del mese di aprile è stato consegnato il rapporto finale e decretato quale vincitore il progetto 516101925 presentato dal gruppo interdisciplinare rappresentato dallo studio Bardelli Architetti associati di Locarno e composto dagli studi Ingegneria Sciarini SA di Vira Gambarogno (ingegneria civile), Zocchetti SA di Lugano (ingegneria impianti RVCS), Scherler SA di Breganzona (ingegneria impianti elettrotecnici), Ecocontrol SA di Locarno (fisica ed energia della costruzione), Tea engineering Sagl di Melano (sicurezza antincendio).  

Il progetto è stato scelto all’unanimità dalla giuria in quanto affronta il tema in modo concreto, sobrio e razionale rispondendo in modo corretto ai molti vincoli posti per il rinnovamento del Pretorio e in particolare a quelli stabiliti dai principi della conservazione.  

Il progetto 516101925 propone un approccio conservativo in grado di valorizzare gli spazi, gli elementi caratterizzanti e le qualità ancora presenti nell’edificio particolarmente rappresentativo della sua epoca. L’intervento misurato prevede di mantenere la tipologia distributiva e gli ambienti originali del Pretorio. Risponde al connubio tra le esigenze tecniche e funzionali contemporanee ponendo particolare attenzione nel restauro degli elementi qualificanti interni ancora conservati, quali l’atrio d’entrata e lo scalone monumentale. Con interventi mirati si propone anche di recuperare la qualità degli ambienti andata persa nel corso del tempo, con particolare riferimento alla sala del Patto di Locarno, oltre che a preservare le qualità intrinseche dell’edificio. Dal punto di vista della sostenibilità le proposte materiche si proiettano verso soluzioni con un basso indice di energia grigia che consentono di raggiungere una buona efficienza energetica complessiva. A livello finanziario, il progetto rispetta le previsioni definite dalla committenza.  
Per quanto riguarda gli altri partecipanti, al secondo posto si è classificato il progetto “Tra le pieghe” del gruppo interdisciplinare coordinato dallo studio architetti Baserga Nicola e Mozzetti Christian SNC di Muralto mentre al terzo il progetto “QUARTIERE NUOVO” del gruppo interdisciplinare capitanato dallo studio Dürisch + Nolli Architetti di Massagno.  
Tutti i progetti saranno esposti al pubblico presso il Pretorio di Locarno e l’inaugurazione dell’esposizione, alla presenza dei Consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi, è prevista martedì 7 giugno 2022, alle ore 16.30.  
L’esposizione rimarrà aperta al pubblico da martedì 7 a martedì 21 giugno 2022 (escluso festivi infrasettimanali), dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 17.00.  

Immagine: Bardelli Architetti associati | rendering by the image guy

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la seconda seduta ordinaria del 2022 – la 61. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura di riunione il Dipartimento della sanità e della socialità ha illustrato la soluzione identificata per dare seguito a una mozione del 2013 in materia di servizi di primo intervento, che chiedeva tra l’altro l’aumento del contributo cantonale e una diversa ridistribuzione delle risorse.  
Per quel che concerne la riforma «Ticino 2020», è stato poi ricordato che sono in corso alcuni approfondimenti per garantire la neutralità finanziaria del progetto, cantonalizzando alcune risorse comunali e compensando il contributo comunale al finanziamento dei compiti cantonali. I Comuni saranno coinvolti in un’informazione consultiva nel corso dell’autunno. A inizio maggio sono inoltre iniziate le riunioni di un Gruppo di lavoro, composto da politici e tecnici, che dovrà giungere a un accordo sulla gestione del settore anziani. È stato poi comunicato che il Gruppo di lavoro dedicato al tema della perequazione finanziaria sta consolidando il modello per il contributo di livellamento, partendo da una base già in parte definita.  
In merito alle misure messe in atto per l’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, il Governo ha colto l’occasione per ringraziare i Comuni per l’importante supporto che stanno assicurando al Cantone e ha informato su alcune misure intraprese dalle autorità cantonali.
Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi spiegato che il conflitto ha riattivato nella popolazione l’interesse per le strutture protette di Protezione civile. La Sezione del militare e della protezione della popolazione intende ora verificare lo stato dei rifugi pubblici e privati presenti negli edifici comunali, tenendo conto che l’attribuzione dei posti avviene solo in caso di necessità, ed è in ogni caso di competenza dei Comuni e delle organizzazioni di Protezione civile. Nei prossimi mesi, i collaboratori della sezione prenderanno contatto con le Amministrazioni comunali per pianificare un ciclo di sopralluoghi.  
Il Dipartimento delle istituzioni ha infine aggiornato su una serie di temi di propria competenza. Per quanto riguarda la riforma delle Autorità di protezione – con l’istituzione delle nuove Preture di protezione approvate dal Consiglio di Stato lo scorso 21 dicembre – è stato ricordato che nel caso in cui il Parlamento dovesse approvare il messaggio nel mese di giugno il popolo dovrà esprimersi in votazione popolare, trattandosi di una modifica costituzionale. Il Dipartimento intende organizzare una serie di momenti informativi sul territorio, coinvolgendo i Comuni e le Autorità regionali di protezione. Infine, in merito alla lotta alla violenza domestica, sono state ricordate le misure annunciate dal Consiglio di Stato nel novembre scorso, ed è stato anticipato che entro fine anno saranno organizzati degli incontri mirati con i Comuni.

La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per martedì 13 settembre 2022.

Dichiarazione di fedeltà

Dichiarazione di fedeltà

Comunicato stampa

Quest’oggi l’avv. Sonia Giamboni, Pretore del Distretto di Leventina, eletta dal Parlamento quale giudice di appello, ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi davanti alla Presidente del Gran Consiglio Luigina La Mantia. Entrerà in funzione presso il Tribunale di appello, Prima Camera Civile, il 1° giugno prossimo.
L’entrata in funzione al 1. giugno prossimo ha richiesto l’intervento del Governo, giusta l’articolo 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria, in modo da garantire il funzionamento e l’operatività della Pretura del Distretto di Leventina nonché della Pretura penale, in attesa dell’elezione da parte del Parlamento, del/la futuro/a Pretore di Leventina.
La scorsa settimana, il Governo ha quindi designato – su proposta della Pretore titolare, condivisa dalla Presidente della Pretura penale, nonché dal Consiglio della Magistratura e con l’accordo del Gran Consiglio e della Commissione giustizia e diritti – l’avv. Simone Quattropani, attivo dal 2015 presso la Pretura di Leventina in qualità di Segretario assessore.
Dopo la dichiarazione di fedeltà della neo giudice di appello, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi in rappresentanza del Governo, ha quindi proceduto alla cerimonia del neo designato Pretore supplente che entrerà in funzione al 1. giugno 2022.
Il Parlamento e il Governo tengono a formulare i migliori auguri alla neo Giudice del Tribunale d’Appello Sonia Giamboni, ringraziando Simone Quattropani per la disponibilità ad assumere temporaneamente la carica di Pretore supplente della Giurisdizione di Leventina.
La cerimonia congiunta odierna conferma l’attenzione da parte del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio alle esigenze della Magistratura nel far fronte in tempi brevi a situazioni contingenti costituendo un esercizio di proficua collaborazione istituzionale, nell’ottica di garantire il buon funzionamento della giustizia cantonale.  

Da sinistra: Luigina La Mantia, Simone Quattropani, Sonia Giamboni, Norman Gobbi.