Acque sicure 2022

Acque sicure 2022

Comunicato stampa

Sotto il segno della collaborazione: prende avvio la campagna di sensibilizzazione e di prevenzione “Acque sicure” 2022. Confermando lo slogan “la prudenza fa la differenza”, nei prossimi mesi estivi è stata programmata una fitta azione di comunicazione con il fine ultimo di informare sui pericoli che si nascondono anche nello svolgimento di un’attività ludica, rigenerante e rilassante come può essere fare il bagno in uno dei nostri meravigliosi laghi, nuotare in piscina o immergersi nei magnifici fiumi delle nostre valli. Il bilancio negativo registrato durante l’estate 2021 (9 annegamenti in totale, di cui 5 nei laghi, 3 nei fiumi e 1 in piscina) ha spinto il Dipartimento delle istituzioni e per esso la Commissione cantonale Acque sicure a rafforzare il suo impegno, aumentando i contatti con i Comuni e con le associazioni partner del progetto. Ne è un esempio la collaborazione instaurata con la Città di Lugano per rendere più sicura la zona balneare della Foce, da sempre teatro – purtroppo – di incidenti.

I contenuti della campagna “Acque sicure” 2002 sono stati presentati nella sede del Circolo Velico di Lugano, proprio a contatto con la zona della foce del Cassarate. Un luogo scelto non a caso: quest’anno la Commissione cantonale Acque sicure ha rafforzato ancor di più la stretta collaborazione con la Città di Lugano, già in vigore da 5 anni, e segnatamente con il Dicastero Consulenza e gestione. Le due vittime dello scorso anno (su un totale di 5 morti nei laghi) ha portato alla definizione di un ulteriore programma di prevenzione.
Alla presentazione della nuova campagna erano presenti il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Municipale di Lugano Tiziano Galeazzi, il presidente della Commissione cantonale Acque sicure Doris Donda e la capo progetto della campagna cantonale Fabienne Bonzanigo.

Prevenzione a 360 gradi con “Ticino sicuro”
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha dapprima inquadrato Acque sicure nel concetto più ampio di “Ticino sicuro”. “Le sempre crescenti e mutevoli sfide a cui siamo confrontati hanno portato il Dipartimento delle istituzioni a sviluppare un concetto di sicurezza a 360 gradi che punta sulla sensibilizzazione e sulla prevenzione. In quest’ottica s’inseriscono le 5 compagne: “Strade sicure”, nata nel 2002, “Acque sicure” (sviluppatasi in questa forma nel 2016, dopo l’esperienza della Commissione “Fiumi sicuri” già presente dal 2001), “Montagne sicure”, attivata nel 2018, così come “Stop radicalizzazione”, e infine “Cyber sicuro”, voluto dal Dipartimento e dal Consiglio di Stato nel 2020”. Il Consigliere di Stato ha ricordato l’”Annus horribilis” 2021. “La forte presenza di turisti in Ticino, nonché la decisione di molti residenti di non partire all’estero per le vacanze hanno reso molto intenso l’afflusso di persone sui laghi e sui fiumi ticinesi. Si spiega anche così il numero di vittime nel 2021. Per questo l’azione di prevenzione e di sensibilizzazione riveste un’importanza ancora maggiore”, ha sottolineato.

L’importanza della collaborazione
Il municipale e responsabile del Dicastero Consulenza e gestione Tiziano Galeazzi ha presentato l’attività di prevenzione specifica per la foce del Cassarate, inserita nel concetto generale della campagna cantonale. “Una collaborazione fattiva tra i due enti Comune/Cantone – ha detto Galeazzi – per un approccio pragmatico al problema. Una collaborazione che vi è sempre stata, ma che quest’anno abbiamo voluto potenziare, propria alla luce dei due annegamenti dello scorso anno”. Per questo la Città ha realizzato nuovi cartelli informativi in acqua e fuori dall’acqua; procederà alla distribuzione capillare degli opuscoli informativi cantonali; promuoverà una pubblicità dinamica su battelli e bus; procederà a informare taxisti, centri di formazione superiore e scuole internazionali; fornirà di sottopiatti piscine, lidi ed esercizi pubblici; introdurrà l’attività di pattugliatori alla foce del Cassarate; fornirà informazioni nei centri di accoglienza migranti, ecc.

Innumerevoli misure di prevenzione
Il presidente della commissione cantonale Boris Donda e la capo progetto di Acque sicure Fabienne Bonzanigo hanno invece snocciolato la composita serie di misure pensate per il 2022. Una campagna modulata per i diversi target di riferimento (residenti, turisti, bambini, anziani, torrentisti e stranieri) e per i diversi luoghi (laghi, corsi d’acqua e piscine pubbliche). Una promozione condotta nelle quattro lingue (I, F, D, E) e per i canyonisti anche in spagnolo. Ma anche in tigrino, farsi, arabo e somalo. Una novità quest’anno: gli opuscoli informativi “laghi e fiumi” in ucraino e in russo per sensibilizzare i nuovi rifugiati sui comportamenti corretti da adottare nelle acque libere del nostro territorio.

Oltre agli opuscoli informativi in più lingue, si possono citare le affissioni stradali e digitali, la sensibilizzazione sui mezzi di trasporto pubblici, articoli di giornale, spot in radio, pubblicità su riviste. E ancora: la partecipazione a eventi mirati, l’infoline delle officine idroelettriche che informano i torrentisti. Ma anche gli incontri informativi e di sensibilizzazione sui rischi presenti nelle acque libere con le comunità straniere in collaborazione con il Servizio integrazione stranieri (SIS). E a livello d’informazione tramite social, vi è da segnalare come nei prossimi mesi estivi sarà aperta una nuova pagina Instagram di Ticino sicuro, dopo quella su Facebook dello scorso anno. Confermato anche quest’anno l’importante servizio di pattugliamento quotidiano dei torrenti Maggia e Verzasca durante i mesi di luglio e agosto.

Al termine della conferenza stampa il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha mostrato un’immagine della campagna che verrà proiettata sull’acqua alla foce del Cassarate durante le serate del periodo estivo per mantenere anche in quei momenti alta l’attenzione sui possibili rischi delle acque libere. Un ulteriore strumento per richiamare tutti a un’attività responsabile anche in un contesto di svago e di divertimento. Perché alla fine… la prudenza fa la differenza!

Gobbi: “Evitare di gettare la Svizzera nell’instabilità”

Gobbi: “Evitare di gettare la Svizzera nell’instabilità”

“Occorre reagire contro la politica rosso verde” – Energia e aerei da combattimento sono due esempi

Socialisti, Verdi e il Gruppo per una Svizzera senza esercito hanno annunciato di aver raccolto le 100mila firma necessarie per la riuscita della loro iniziativa che chiede di vietare l’acquisto degli F-35. Le cittadine e i cittadini svizzeri sono attoniti nel constatare che dopo meno di due anni dal voto popolare sul sì agli aerei da combattimento per il nostro esercito si parli nuovamente di vietarne l’acquisto. “E soprattutto – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – in un contesto come quello attuale, in cui i venti di guerra soffiano alle porte di casa nostra, con dirette conseguenze anche per la Svizzera. Questa situazione di crisi, benché avvenga in Europa dopo 70 anni dall’ultimo conflitto mondiale e 30 anni dalla guerra dei Balcani, non costituisce una sorpresa. La pace e il rispetto per la sovranità delle Nazioni sono un processo per nulla scontato, che va alimentato e creato con costanza. Dare invece per acquisito, come fanno socialisti, Verdi e il Gruppo per una Svizzera senza esercito che la guerra non può capitare – lo vediamo oggi – è un grave errore. Dire che la Svizzera non ha bisogno di un esercito aggiornato per la difesa dei propri confini, della sua popolazione e della propria neutralità è un’eresia. Sono i fatti purtroppo a dimostrarlo. Il fronte rosso verde ci vuole invece portare a cancellare questa sacrosanta necessità di affermare e difendere la nostra indipendenza, la nostra libertà, spingendoci ad essere succubi di altre potenze e di altre nazioni e della loro politica”.

“D’altra parte – continua il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – lo stesso fronte rosso verde – con l’aggiunta del PPD e in particolare dell’allora consigliere federale Doris Leuthard – ci sta portando in una situazione di forte instabilità e incertezza nel campo dell’approvvigionamento energetico a causa della “strategia energetica 2050”. Oggi – o forse meglio dire: fino all’altro ieri – la Svizzera dispone/va di un approvvigionamento energetico sicuro e conveniente. Con “strategia energetica 2050” che vuole favorire solo le fonti rinnovabili si inizia già a parlare di possibili black out energetici a livello nazionale. La stabilità in ogni settore – istituzionale, politico, economico, giuridico, sociale – ha fatto da sempre la forza del nostro Paese. La crisi ucraina e quindi le sanzioni e le contro sanzioni economiche ci mettono in difficoltà. Portare il nostro Paese a una situazione di instabilità sul fronte energetico, e quindi economico, è politicamente un grave errore, perché si ripercuote sul benessere delle cittadine e dei cittadini svizzeri. Battersi contro questa politica rosso verde sinora era come battersi contro i mulini a vento. Che serva una guerra alle nostre porte per aprire gli occhi è ancora più sconsolante, soprattutto se si pensa che in molti non vedono i pericoli che stiamo correndo, occhi coperti dalla benda rossoverde che vuole renderci meno indipendenti e forti nel contesto europeo”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi. 

Gobbi: ‘Ci preoccupa la mancanza di un’ampia condivisione’

Gobbi: ‘Ci preoccupa la mancanza di un’ampia condivisione’

Imposte di circolazione, i partiti aspettano che la commissione riceva il Consiglio di Stato. Passalia: ‘Positivo che si consideri il principio del CO2’.

«Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto diverse richieste di approfondimento su impatti e calcoli elaborati da varie parti – commenta da noi interpellato il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi -, e come governo ci preoccupa la mancanza di una condivisione ampia per applicare la nuova formula a partire dal 1° gennaio 2023». Motivo per cui il governo ha accelerato, con una formula «che evita disparità e ripristina l’aspetto della massa, perché in tre anni il parco veicoli si è evoluto con molte più auto elettriche che inquinano meno, ma che hanno un peso che impatta sulle strade per le quali noi stiamo investendo molto sia a livello di manutenzione, sia a livello di asfalto fonoassorbente» rileva Gobbi. Il quale rimarca come «la sostenibilità da raggiungere è sicuramente ambientale ma anche finanziaria, perché stiamo già cominciando a pensare al Preventivo 2023 e gli ultimi due anni tra pandemia e guerra in Ucraina hanno portato crisi con impatti non indifferenti». La controproposta governativa, riprende il direttore del Di, «risponde all’obiettivo di ridurre il prelievo e di allineare quest’imposta a quelle degli altri cantoni». E l’auspicio va da sé è quello «di un’ampia convergenza».

Martedì la discussione in commissione
Norman Gobbi, il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta e il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali saranno ricevuti dalla commissione della Gestione martedì 7 giugno e lì illustreranno nei dettagli un progetto che, benché provi ad avvicinarcisi, resta lontano dall’iniziativa popolare Ppd (e dal rapporto Dadò/Caverzasio già firmato da popolari democratici, Lega e Udc) che chiede il plafonamento a 80 milioni dell’imposta e che vengano prese in considerazione solo le emissioni per il calcolo. Il primo firmatario dell’iniziativa ‘Per un’imposta di circolazione più giusta’, il deputato Ppd Marco Passalia, da noi raggiunto prende tempo: «Aspettiamo l’incontro che il governo avrà con la Gestione per capire le motivazioni che stanno dietro a questa nuova proposta. Fa comunque piacere vedere che anche il Consiglio di Stato intenda utilizzare il criterio della CO2 come, peraltro, da noi auspicato».

Caprara (Plr): ‘Serve riduzione equilibrata’
«Mi sembra che si vada nella buona direzione. Ma parlo a titolo personale, visto che non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci», afferma Bixio Caprara (Plr). «Nel rapporto che ho presentato in gestione chiedevamo in particolare la verifica della formula». Per il deputato liberale il progetto del Consiglio di Stato è da ritenersi soddisfacente anche sul piano finanziario. «Il tema di fondo a livello d’impostazione l’hanno capito anche i sassi. Siamo a favore di una riduzione dell’imposta ragionevole e soprattutto sostenibile a 95-96 milione. Altri invece vorrebbero scendere a 80. È manifestamente una forzatura e bisognerebbe capire dove propongono di prendere i soldi».

Durisch (Ps): ‘Non penso faremo in tempo’
Più tiepida la reazione a sinistra. «La formula sta in piedi, anche se avremmo preferito che venisse tenuta in considerazione tra i criteri anche la potenza del veicolo, che renderebbe la formula più sociale», spiega il capogruppo del partito socialista in Gran Consiglio Ivo Durisch. «La vera novità è però politica, con il Consiglio di Stato che a un minuto a mezzanotte fa una sua controproposta tramite comunicato stampa. Entreremo nel merito di quanto abbiamo letto martedì, quando verrà presentata in commissione. Non penso però che ci saranno i tempi necessari per portare il tema in parlamento già a giugno. Bisognerà discuterne». Le discussioni non mancheranno anche per quanto riguarda l’aspetto finanziario. «È chiaro che con la proposta Ppd e Lega mancherebbero ancora più soldi alle casse dello Stato e questo potrebbe significare maggiori tagli a servizi e prestazioni. Con i liberali potremmo convergere sulle cifre, ma non sul loro utilizzo. Non saremo mai d’accordo su sgravi per i più ricchi», afferma Durisch. «Il Plr negli ultimi due anni si è spostato molto a destra e al momento abbiamo prospettive completamente diverse»

Da www.laregione.ch

****

Imposta di circolazione: la sterzata del Governo

Il Consiglio di Stato fa parziale marcia indietro e propone un nuovo sistema di calcolo: una formula per le vetture più inquinanti e una per quelle che lo sono di meno – Tiepide, per ora, le reazioni

È una sterzata decisa, se non quasi un’inversione a U. Dopo settimane di animate discussioni politiche in Commissione gestione e finanze, con tre fronti contrapposti, il Governo interviene sulla nuova imposta di circolazione e propone una modifica del sistema di calcolo che aveva illustrato nel messaggio del 2019, quando ipotizzava una formula basata sulla somma tra la massa a vuoto del veicolo moltiplicata per un coefficiente fisso e le emissioni di C02 moltiplicate per un coefficiente variabile. Ebbene, la manovra del Consiglio di Stato porta sul tavolo della politica un sistema di calcolo rivisto, in aggiunta alla formula sostenuta dal fronte PPD, Lega e UDC (che vuole plafonare gli incassi a 80 milioni) e a quella proposta dal PS e ripresa dal PLR (con le due forze politiche che hanno però visioni divergenti sul montante).

Gettito ridotto a 95 milioni
Secondo il Governo, questo nuovo sistema fornisce «una risposta ragionevole ed equilibrata» che tiene conto anche «delle esigenze di riequilibrio finanziario votate dal popolo». Più in dettaglio, esso prevede due sistemi di calcolo: per le automobili sino a 3.500 chilogrammi di peso e le automobili pesanti con emissioni fino a 95 grammi di CO2 al chilometro ammonta alla massa a vuoto moltiplicata per 0,11; per le altre automobili sino a 3.500 chilogrammi e le automobili pesanti con emissioni superiori a 95 grammi di CO2 al chilometro, a questo risultato va sommata la differenza tra le emissioni e un valore fisso di 95 g/km elevata a 1,385. Per il Consiglio di Stato, l’adozione di questo nuovo sistema «permette di avere una “tassa base” attrattiva per le automobili particolarmente rispettose dell’ambiente, tra le quali vi è comunque una differenza di imposizione in base alla loro massa. D’altro canto, oltre alla massa a vuoto, l’imposta di circolazione delle vetture con emissioni superiori ai 95 g/km di CO2 verrebbe calcolata proporzionalmente in base al livello di emissioni, coerentemente quindi con il concetto di causalità “chi più inquina, più paga”». Quanto messo sul tavolo dal Governo comporterà, in soldoni, una riduzione del gettito complessivo quantificabile in circa 10 milioni di franchi e, a conti fatti, si arriverebbe quindi a un tetto di 95 milioni di franchi, ossia una soglia ben lontana rispetto al plafone di 80 milioni chiesto dall’iniziativa popolare democratica.

I tre fronti
L’auspicio del Governo è che la Commissione riesca a convergere su una soluzione «nell’interesse degli automobilisti permettendo così l’entrata in vigore di una soluzione tecnicamente valida, equilibrata e giuridicamente sostenibile a partire dal 1° gennaio 2023». Uno scenario tutt’altro che scontato: in Gestione, come detto, ci sono infatti almeno tre fronti e gli iniziativisti hanno già annunciato di voler portare il tema in aula già a fine giugno. «Innanzitutto spiace constatare che dobbiamo apprendere questa proposta dalla stampa», osserva il presidente del PPD e iniziativista, Fiorenzo Dadò. «Ascolteremo il Governo martedì in Commissione, ma a un primo colpo d’occhio quanto messo sul tavolo dal Consiglio di Stato è abbastanza distante da quanto chiede la nostra iniziativa». Il deputato popolare democratico è categorico: «O c’è una riduzione sostanziale di quella che è l’imposta di circolazione più alta di tutta la Svizzera oppure è solo un esercizio di cosmesi. L’iniziativa prevede di abbassare l’incasso totale di 30 milioni, lasciando questo importo nelle tasche dei ticinesi già afflitti da altri costi eccessivi come l’aumento dei premi di cassa malati, della benzina e dei generi alimentari». Nonostante il tentativo in extremis del Governo, per il PPD è tempo che il Gran Consiglio e il popolo possano dire la loro: «L’iniziativa è datata 2017. La legge prevede che dopo 18 mesi il Gran Consiglio debba esprimersi. Ne sono passati oltre 60 e il tempo è ampiamente scaduto. Se ci saranno altri rapporti con altre proposte non c’è nessun problema, ma in giugno intendiamo andare in aula».
Come noto, il PS sta riflettendo se proporre un terzo rapporto insieme ai Verdi, ma per ora si valuterà il da farsi: «La novità è politica: il Governo fa una controproposta tramite comunicato stampa», commenta il capogruppo socialista Ivo Durisch. «Non entro nel merito del sistema di calcolo, anche se avremmo preferito che includesse pure la potenza del veicolo. Valuteremo martedì in Commissione».
La controproposta del Governo potrebbe convincere il PLR. «Il Consiglio di Stato conferma la volontà di diminuire l’imposta di circolazione, con la premessa importante che sia sostenibile, ragionevole e proporzionata», osserva Bixio Caprara, relatore del rapporto commissionale del PLR. «Mi fa piacere che la formula proposta corregga le criticità rilevate e sia più progressiva». Pure il prelievo massimo fissato a 95 milioni va nella stessa direzione del PLR ma certo è presto per parlare di accordo: «Ci sono ancora alcuni aspetti da valutare e vedremo come si posizioneranno i colleghi. Faccio mio l’auspicio del Governo di arrivare a un accordo senza strappi da 30 milioni che sono molto difficili da recuperare. Dal 2017 è cambiato tanto e bisogna tenerne conto».

«Soluzione sostenibile»
Dal canto suo, il direttore del DI, Norman Gobbi, difende il “controprogetto”: «Risponde a varie necessità, come quella ambientale, includendo le emissioni di CO2 e reintroducendo il criterio della massa del veicolo, che ha un considerevole impatto sulle nostre strade, infrastrutture sulle quali investiamo molto». Come detto, la riduzione del gettito è lontana dal limite di 80 milioni chiesto dal PPD nella sua iniziativa. Ancora Gobbi: «Stiamo lavorando al Preventivo 2023 e dobbiamo fare i conti con il contenimento della spesa e l’impatto delle varie crisi internazionali che si susseguono». Tradotto in parole povere, ridurre eccessivamente le entrate creerebbe non pochi problemi. Quella proposta è una soluzione sostenibile: spingere su una versione estrema da una parte o dall’altra non è invece sostenibile». Nella sua controproposta, il Governo esclude anche la possibilità di una moratoria: «Dopo 13 anni è superata dagli eventi e premierebbe ulteriormente veicoli poco efficienti creando disparità di trattamento».

Quanto pagherebbe la Tesla e quanto il Pandino?
Mettiamo a confronto una Tesla Model S con una Fiat Panda. Con il nuovo sistema di calcolo del Governo, la vettura elettrica dal peso di circa 2.162 kg costerebbe 237,82 franchi. Una Fiat Panda relativamente datata (peso 1.015 kg e emissioni pari a 130 g/km CO2) ne costerebbe invece circa 250.

Da www.cdt.ch

****

Imposta circolazione, il compromesso
Il Consiglio di Stato ha elaborato la modifica di legge: “Risposta ragionevole ed equilibrata” – Combinazione di emissioni di CO2 e massa dei veicoli

Alla controversa questione dell’imposta di circolazione in Ticino si aggiunge un nuovo capitolo. Il Consiglio di Stato ha infatti elaborato una modifica di legge da sottoporre alla Commissione della Gestione e al Parlamento. Il calcolo della nuova tassa si basa su una combinazione di emissioni di CO2 e peso del veicolo.
La modifica prevede “l’auspicata riduzione del gettito complessivo quantificabile in circa 10 milioni di franchi, che andrebbero ad aggiungersi ai 5 milioni di franchi già raggiunti con la modifica di alcuni anni fa” scrive il Governo in una nota. Governo che sottolinea pure come si tratti di una proposta “equilibrata e ragionevole in grado di conciliare le esigenze di equilibrio finanziario votate dal popolo con quelle delle categorie di automobilisti attualmente penalizzate nel confronto intercantonale”. 
Martedì prossimo, 7 giugno, la modifica di legge verrà presentata alla Commissione Gestione e finanze che si sta occupando di allestire un modello d’imposta da sottoporre a breve termine al Gran Consiglio.  

La formula, evoluta rispetto a quella presentata precedentemente, è la seguente:  

  • Per le automobili sino a 3’500 kg e le automobili pesanti con emissioni fino a 95 g/km CO2: fr. 0.11 x massa a vuoto (kg)  
  • Per le altre automobili sino a 3’500 kg e le automobili pesanti con emissioni superiori a 95 g/km CO2: fr. 0.11 x massa a vuoto (kg) + (emissioni CO2 g/km – 95 g/km)*1,385

Secondo il Governo questa formula permetterà di avere una “tassa base” attrattiva per le automobili particolarmente rispettose dell’ambiente, a cui si aggiunge comunque una differenza di imposizione in base alla massa e di conseguenza al loro impatto sulle strade.
Allo stesso tempo l’imposta delle vetture con emissioni superiori ai 95 g/km di CO verrebbe calcolata “proporzionalmente in base al livello di emissioni, coerentemente quindi con il concetto di causalità “chi più inquina, più paga”” scrive ancora il Governo.  
Per le autorità cantonali il nuovo sistema di calcolo è giustificato anche dalla volontà di cancellare le disparità a favore di veicoli più vecchi e maggiormente inquinanti. L’intenzione, Gestione, Parlamento e iniziativa PPD permettendo (vedi correlati), è quella di fare entrare in vigore il nuovo sistema dal primo gennaio 2023.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Imposta-circolazione-il-compromesso-15382537.html

Da www.rsi.ch

Imposte di circolazione

Imposte di circolazione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha elaborato una proposta aggiornata di modifica della Legge sulle imposte e tasse di circolazione che desidera ora sottoporre alla Commissione Gestione e finanze del Gran Consiglio. Secondo il Governo, questa nuova proposta fornisce una risposta ragionevole ed equilibrata per le categorie di automobilisti attualmente penalizzate nel confronto intercantonale tenendo conto, nel contempo, delle esigenze di riequilibrio finanziario votate dal popolo.

Il Consiglio di Stato, riunitosi in seduta straordinaria il 2 giugno 2022 per approfondire questioni di natura finanziaria, si è, tra l’altro, nuovamente occupato della tematica concernente la modifica della Legge sulle imposte e tasse di circolazione in vista di una possibile entrata in vigore il 1° gennaio 2023. Il Consiglio di Stato verrà sentito martedì 7 giugno dalla Commissione Gestione e finanze che si sta occupando di allestire un modello d’imposta da sottoporre a breve termine al Gran Consiglio.  Il Consiglio di Stato intende sottoporre una proposta aggiornata che prevede l’auspicata riduzione del gettito complessivo quantificabile in circa 10 milioni di franchi, che andrebbero ad aggiungersi ai 5 milioni di franchi già raggiunti con la modifica di alcuni anni fa. A mente del Governo, si tratta di una proposta equilibrata e ragionevole in grado di conciliare le esigenze di equilibrio finanziario votate dal popolo con quelle delle categorie di automobilisti attualmente penalizzate nel confronto intercantonale. La formula, evoluta rispetto a quella presentata con il messaggio governativo n. 7670, è la seguente:  

  • Per le automobili sino a 3500 kg e le automobili pesanti con emissioni fino a 95 g/km CO2:
    fr. 0.11 x massa a vuoto (kg)  
  • Per le altre automobili sino a 3500 kg e le automobili pesanti con emissioni superiori a 95 g/km CO2:
    fr. 0.11 x massa a vuoto (kg) + (emissioni CO2 g/km – 95 g/km)1.385  

L’adozione della formula sopra esposta permette di avere una “tassa base” attrattiva per le automobili particolarmente rispettose dell’ambiente, tra le quali vi è comunque una differenza di imposizione in base alla loro massa (e quindi al loro impatto sull’infrastruttura stradale). D’altro canto, oltre alla massa a vuoto, l’imposta di circolazione delle vetture con emissioni superiori ai 95 g/km di CO2 verrebbe calcolata proporzionalmente in base al livello di emissioni, coerentemente quindi con il concetto di causalità “chi più inquina, più paga”.  Il Consiglio di Stato, ai fini del raggiungimento dell’obiettivo di far entrare in vigore la nuova norma al più presto, ritiene che non vi possano più essere disparità di trattamento in favore di veicoli più vecchi e maggiormente inquinanti, soluzione questa discutibile dal punto di vista della parità di trattamento e difficilmente conciliabile con i principi stabiliti nella legislazione ambientale federale.  L’auspicio del Governo è che la Commissione Gestione e finanze riesca a convergere su una soluzione nell’interesse degli automobilisti permettendo così l’entrata in vigore di una soluzione tecnicamente valida, equilibrata e giuridicamente sostenibile a partire dal 1° gennaio 2023.

Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Comunicato stampa

Si è concluso oggi, martedì 31 maggio, il quarto ciclo di visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi; iniziati nel 2018 a Stabio, questi appuntamenti sono un momento privilegiato per dialogare con le autorità locali. Riprenderanno in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni del Cantone entro la fine della Legislatura. Fra le indicazioni raccolte dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni in quest’ultima tornata, spicca il grande interesse per le pratiche del «Buon governo», già in fase di sperimentazione in Comuni come Faido, Tresa e nel Basso Mendrisiotto. La Sezione degli enti locali risponderà nei prossimi mesi alle numerose richieste ricevute, incontrando i Municipi.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’ispettore comunale Alberto Gamboni, ha incontrato ieri mattina e questa mattina i Municipi di Monteceneri, Isone, Mezzovico-Vira e Torricella Taverne. La conoscenza reciproca, il dialogo e l’approfondimento dei grandi cantieri di riforma portati avanti dal Dipartimento sono stati i temi al centro del programma.
Durante il primo appuntamento, con le autorità del Comune di Monteceneri, il Municipio ha manifestato l’interesse a partecipare al progetto dipartimentale «Buon governo», per coinvolgere la propria cittadinanza sugli importanti progetti da attuare in seguito all’aggregazione. Nella riunione con il Comune di Isone è stata invece messa in evidenza la forza di una piccola e funzionale realtà comunale, dove i rapporti tra istituzioni e cittadini sono molto saldi. In una franca e diretta discussione, è stato possibile guardare anche a un’ipotetica e futura aggregazione, che potrebbe rappresentare un passo significativo per soddisfare le crescenti necessità dei cittadini.
Nel terzo incontro, il Municipio di Mezzovico-Vira ha ricordato il benessere del proprio Comune e la soddisfazione della propria popolazione, dichiarandosi comunque favorevole a un ulteriore coinvolgimento della cittadinanza. Durante l’ultima riunione, con il Comune di Torricella Taverne, il Municipio ha infine illustrato i progetti del Comune ricordando alcune iniziative promosse e dicendosi pure interessato al progetto «Buon governo».
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ringraziato tutti i Municipali incontrati per l’impegno, la dedizione e il sacrificio profusi al servizio delle istituzioni: «Un agire nobile e altruistico che ben rappresenta lo spirito federalista che caratterizza la Confederazione». La forza del nostro Paese, ha ricordato il Consigliere di Stato, «è una democrazia viva e dinamica, nella quale il ruolo dei Municipi è anche di stimolare i propri cittadini a interessarsi alla cosa pubblica». Proprio in quest’ottica si inseriscono progetti dipartimentali come il «Buon governo», la cui validità è «confermata dall’entusiasmo delle comunità locali».
Proprio a questo riguardo Marzio Della Santa ha sottolineato come «questi incontri ci permettano di toccare con mano quanto sia importante coinvolgere maggiormente la cittadinanza nei processi decisionali». I motivi sono svariati: alcuni Municipi sono demotivati nel vedere molti progetti comunali affossati da referendum e votazioni, altri faticano a trovare persone che si mettano a disposizione della cosa pubblica. «La risposta», ha spiegato il capo della Sezione degli enti locali, «è proprio il coinvolgimento – perciò ci soddisfa che molti Esecutivi abbiano manifestato interesse ai nostri progetti, e nei prossimi mesi pianificheremo una serie di incontri per approfondire il tema. Da ultimo sottolineerei come in generale i Comuni abbiano chiesto la possibilità di avere un percorso formativo ad hoc per i municipali”.
La quinta serie di incontri fra i vertici del Dipartimento delle istituzioni e le autorità comunali – iniziata nel 2018 a Stabio – proseguirà in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni entro la fine della legislatura.

Cyber sicuro: webinar sulle responsabilità in caso di attacco informatico e sugli strumenti per tutelarsi in maniera ottimale

Cyber sicuro: webinar sulle responsabilità in caso di attacco informatico e sugli strumenti per tutelarsi in maniera ottimale

Comunicato stampa

Chi si assume la responsabilità nel caso in cui un’azienda o un’organizzazione subisce un attacco informatico? Esistono degli strumenti per tutelarsi al meglio e che permettano di reagire in maniera efficace qualora si dovesse verificare un attacco? Le assicurazioni contro gli attacchi informatici sono davvero efficaci? Sono questi alcuni dei quesiti a cui il Gruppo di lavoro strategico Cyber sicuro, diretto dal Dipartimento delle istituzioni, risponderà in occasione di un webinar in programma giovedì 9 giugno dalle ore 15:00 alle ore 16:00.

Questo appuntamento, destinato a tutti i professionisti, le aziende, le associazioni e le organizzazioni di varia natura del Canton Ticino, ivi compreso il settore medico-sanitario, è stato organizzato allo scopo di illustrare quali sono le responsabilità nel caso in cui un’organizzazione sia vittima di un attacco informatico, di quali strumenti si può dotare per prevenire ma soprattutto per reagire in maniera ottimale a seguito di un attacco, come pure per rispondere ai quesiti concernenti le assicurazioni che si propongono per queste fattispecie. Sarà anche l’occasione per mostrare ai partecipanti come viene allestito un Piano di risposta agli incidenti (PRI) e quali vantaggi comporta dotarsi di un simile strumento.

Ulteriori informazioni nonché il formulario per le iscrizioni sono reperibili sul sito www.cybersicuro.ch

Esercitazioni a cavallo del confine per essere pronti in caso di catastrofi  

Esercitazioni a cavallo del confine per essere pronti in caso di catastrofi  

Fitto programma per Odescalchi 2022. Gobbi: “L’obiettivo è di non impattare sul quotidiano dei ticinesi”

Sarà una settimana molto intensa quella da lunedì 13 giugno a sabato 18 giugno. In diverse regioni del Ticino, si svolgeranno una serie di esercitazioni sotto la denominazione “ODESCALCHI 2022”. Di che cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto al Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Esercito, Polizia, Protezione civile, pompieri, ma pure i servizi sanitari saranno impegnati in simulazioni di catastrofi/incidenti. In molti casi collaborando con i loro omologhi italiani, simulando catastrofi sulla linea di confine. Come abbiamo potuto appurare nel recente passato un incendio o un inquinamento possono facilmente “invadere” i due territori nazionali. La risposta delle forze di protezione della popolazione deve quindi essere coordinata sui due versanti. Nello stesso tempo anche un avvenimento catastrofico che accade solo sul nostro territorio o solo su suolo italiano può necessitare interventi che vedono impegnate le migliori forze ticinesi e quelle delle province confinanti con il Ticino. Con una preoccupazione supplementare: impattare il meno possibile durante queste esercitazioni sulla normalità delle ticinesi e dei ticinesi”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Un allenamento, se così possiamo dire, necessario per oliare i meccanismi di intervento, ed essere pronti qualora dovessero capitare davvero certe situazioni. “Esatto. Di recente abbiamo avuto un paio di episodi – penso per esempio al recente incendio sui Monti di Neggia – che hanno visto una collaborazione concreta tra Ticino e Italia. Ma dobbiamo migliorare ancora e oliare i meccanismi di due macchine di intervento che si muovono con modalità diverse. Il tutto per proteggere al meglio la popolazione e salvaguardare il territorio”, sottolinea Norman Gobbi.
Odescalchi 2022 proporrà, per esempio, il crash di un aereo (nel Malcantone) con relativo sviluppo di un incendio boschivo. Ma anche l’inquinamento di una parte del lago Ceresio, coinvolgendo sia la Svizzera sia l’Italia. E ancora: la necessità di potabilizzare l’acqua del lago di Lugano, perché un intero quartiere di Mendrisio è rimasto senz’acqua a causa una lunga siccità. Poi ci sono altre esercitazioni, nonché giornate di porte aperte all’aeroporto di Magadino, durante le quali l’Esercito si presenterà alla popolazione, accanto a tutti i partner della Protezione della popolazione. “Sarà inoltre l’occasione per simulare una conferenza di alto livello con tutte le misure e precauzioni da assumere. È solo un caso che a distanza di pochissime settimana si terrà a Lugano la conferenza internazionale sulla ricostruzione dell’Ucraina, perché l’esercitazione Odescalchi è stata pensata molto prima dello scoppio della guerra. Questo momento ci permetterà però di simulare misure che dovremo poi applicare – magari in forme ancora maggiori – a Lugano all’inizio di luglio. La conferenza simulata, alla quale parteciperanno anche i miei omologhi di Vallese e Grigioni, si terrà a Pollegio e durante la stessa verranno firmati dei protocolli di intervento – questa volta reali – tra il Ticino e la Provincia di Varese, Como e Verbano-Cusio-Ossola”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Saranno circa 4mila le persone coinvolte in queste operazioni anti catastrofe. L’obiettivo primario di Esercito, Protezione civile e di tutti i partner coinvolti e quello di prepararsi ad ogni evenienza mantenendo comunque un occhio di riguardo nei confronti di coloro che sul nostro territorio vivono e lavorano”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.