Cerimonia di consegna dell’arma a Giubiasco

Cerimonia di consegna dell’arma a Giubiasco

Comunicato stampa

Oggi presso il Centro formazione di Polizia del V circondario di Giubiasco, alla presenza del Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi e del Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, si è tenuta la cerimonia di consegna dell’arma agli aspiranti della Scuola di polizia 2021. Hanno seguito la cerimonia in streaming i Comandanti delle Polizie comunali, il responsabile della formazione di base degli aspiranti della Polizia militare ed il responsabile Regione sud della Polizia dei trasporti. Dopo un percorso formativo impegnativo, comprensivo di allenamenti pratici e di approfondimenti normativi sull’uso della pistola d’ordinanza, 16 aspiranti della Polizia cantonale, 8 aspiranti delle Polizie comunali,  2 aspiranti della Polizia dei trasporti e 2 aspiranti della Polizia militare hanno così ricevuto ufficialmente la pistola d’ordinanza. Gli aspiranti sono ora pronti per un periodo di stage nei posti di polizia, ulteriore importante tassello della formazione che li porterà – con il superamento degli esami di professione nel corso del mese di febbraio del 2023 – al conseguimento dell’Attestato professionale federale di agente di Polizia. 

Montagne sicure: al via la stagione invernale

Montagne sicure: al via la stagione invernale

Comunicato stampa

Anche durante questo inverno le previsioni ci dicono che le nostre montagne saranno ben frequentate dalla popolazione locale e dagli ospiti. Per questo motivo il Dipartimento delle istituzioni ripropone la campagna di prevenzione e sensibilizzazione invernale del progetto Montagne sicure. La priorità sarà data all’attività sul terreno, subordinatamente alle misure di prevenzione divulgate attraverso i canali di comunicazione del progetto e dei partner, che in numero sempre maggiore hanno aderito alla campagna, mettendo a disposizione le loro competenze settoriali a favore della sicurezza di chi frequenta la montagna.

Come già successo lo scorso anno, le limitazioni negli spostamenti imposte dalle norme di protezione Covid-19 hanno accresciuto l’interesse della popolazione locale e di quella delle regioni limitrofe verso il nostro territorio alpino, sia per la pratica dello sci, sia – soprattutto – per escursioni spesso con le ciaspole.
La campagna di prevenzione invernale assume quindi maggiore rilevanza, perché vuole sensibilizzare le persone che frequentano soltanto occasionalmente la montagna. L’obiettivo è quello di attenuare i rischi e gli incidenti, che a volte possono purtroppo avere esito letale.
Per una maggiore efficacia alla Commissione Montagne sicure presieduta da Alessandro Lava e composta da una decina di persone con competenze settoriali e di prevenzione è stata abbinata una Commissione tecnica invernale, formata da esperti che vivono e conoscono al meglio la montagna e quindi possono indicare tutti quei comportamenti da assumere nella pratica in sicurezza dello sport lungo le piste o “fuori pista”. In questo gruppo sono rappresentati i Club Alpini in Ticino, la Federazione Alpinistica Ticinese, il Soccorso alpino, il Gruppo Ricerche e Constatazioni della Polizia cantonale, il Gruppo valanghe cantonale, le capanne alpine e MeteoSvizzera.
Proprio la collaborazione diretta con e tra i principali partner presenti nel nostro Cantone consente alla campagna di sensibilizzazione e di prevenzione Montagne sicure di pilotare i messaggi più appropriati e di raggiungere un numero sempre più alto di persone.
La messa in rete di tutte queste collaborazione è stata un obiettivo voluto dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, al fine di rendere la campagna sempre più efficace ed efficiente. “Oggi Montagne sicure – sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi – riesce a proporre un’azione coordinata, ottimizzando l’impegno dei numerosi attori presenti sul territorio che spesso operano su base volontaria con grandi competenze settoriali”.

Pianificare un’escursione
valutando tutti i rischi
Con il gruppo di specialisti la Commissione Montagne sicure ha elaborato una campagna che insiste sull’importanza di pianificare un’uscita, un’escursione o qualsiasi altra attività in montagna. Grazie alle conoscenze di Massimo Bognuda, rappresentante delle Guide alpine Ticino e a Mattia Soldati, coordinatore del Gruppo valanghe cantonale, la campagna lancia messaggi di sensibilizzazione che richiamano a una corretta valutazione dei rischi, legati alla meteo e alle valanghe. Un altro fattore importante da tenere sempre in considerazione è quello costituito dalle fonti da consultare prima di un’uscita. È inoltre sempre bene affidarsi a quelle ufficiali: i canali social talvolta contengono informazioni soggettive, imprecise e non attuali su una determinata escursione. In questo senso, si ricorda il sito internet www.montagnesicure.ch e la pagina Facebook Ticino sicuro, che informa pure sugli altri progetti di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni.
Sempre in un’ottica di prevenzione, il contributo del presidente del Soccorso alpino Ticino, Tiziano Schneidt, e quello di Stefano Mariani responsabile del Gruppo Ricerche e Constatazioni (GRC) della Polizia cantonale, si rileva determinante per i consigli nel caso di richiesta di soccorso per perdita dell’orientamento o infortuni, ma pure per conoscere dalla loro esperienza la tipologia di errori ricorrenti e lavorare così d’anticipo.
Infine un ruolo fondamentale lo rivestono pure le scuole svizzere di sci che contribuiscono a migliorare il livello tecnico (e di conseguenza la sicurezza personale) e i vari gremi degli sport invernali, all’interno dei quali, grazie alla collaborazione con Ticino Snowsports presieduto da Nedy Sbardella, saranno veicolati gli importanti messaggi di prevenzione del progetto. Si parla, solo per il Ticino, di circa 400 maestri e 8 scuole di sci. In questo contesto di formazione si inserisce pure l’attività impostata dal presidente della commissione e capo dell’Ufficio dello sport Alessandro Lava durante i corsi base di Gioventù e sport, rispettivamente durante i corsi di perfezionamento. Un lavoro importante che permetterà di sensibilizzare un folto numero di appassionati degli sport invernali, in particolare i giovani.
Le misure previste nelle prossime settimane inglobano in particolare l’attività sul terreno. Verrà pure riproposto, dopo il successo della versione estiva, un sondaggio per valutare le competenze delle persone che frequentano la montagna. Tale sondaggio permetterà soprattutto di dimensionare le priorità dei nuovi messaggi di sensibilizzazione da veicolare. La campagna si svilupperà prioritariamente sul terreno con alcune giornate di sensibilizzazione proposte in collaborazione con i partner di progetto (quasi una decina quelle pianificate che saranno comunicate a breve), senza però dimenticare l’utilizzo dei canali multimediali, la realizzazione di un libretto per una montagna vissuta in sicurezza e, più in generale, un’immagine coordinata che mira ad attirare l’attenzione sui temi principali: tra questi sicuramente lo sport fuori pista, la meteo, il bollettino valanghe, la segnaletica e l’orientamento, la corretta preparazione fisica e il giusto equipaggiamento. 

Bilancio di fine anno sul carcere: “Il mio grazie agli agenti di custodia”

Bilancio di fine anno sul carcere: “Il mio grazie agli agenti di custodia”

“Nel corso della pandemia dimostrato un buon grado di civiltà”

Si chiude un anno ed è tempo di bilanci. All’interno delle attività del Dipartimento delle istituzioni diretto dal Consigliere di Stato Norman Gobbi vi è un’organizzazione della quale si parla poco sui media, ma che rimane centrale per la sicurezza del nostro “sistema-paese”. Stiamo parlando delle Strutture carcerarie cantonali, ossia quell’insieme di attività legate alla detenzione, ma anche al recupero delle persone condannate per reati più o meno gravi. “Un tempo si diceva che se si parla poco di carceri voleva dire che le stesse erano ben gestite. È ancora vero oggi, pur con qualche distinguo”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Ad esempio negli ultimi due anni anche il penitenziario e tutto ciò che vi ruota attorno è stato confrontato non solo con l’attività “normale”, ma pure con i problemi che la pandemia può porre all’interno di una comunità come quella carceraria. E qui mi piace subito dar merito al direttore Stefano Laffranchini e a tutti i suoi collaboratori per essere riusciti a gestire una situazione molto difficile in modo a mio giudizio ottimale. Sui problemi che il COVID-19 poteva porre al Penitenziario i giornali, le radio e le televisioni hanno dato conto con alcuni servizi giornalistici. Il virus ha così acceso i riflettori su una realtà che spesso, come detto, viene poco pubblicizzata. Da tutti questi servizi è emerso che la gestione della pandemia nelle strutture carcerarie è stato fatto con oculatezza e attenzione nei confronti dei detenuti stessi, a protezione della loro salute. Voltaire diceva che “la civiltà di un Paese si misura osservando le condizioni delle sue carceri”: in questo senso si può dire che dimostriamo un buon grado di civiltà”.
Come nel resto della Svizzera, anche nelle strutture ticinesi il numero dei detenuti è diminuito nel 2021. “È una delle (poche) conseguenze positive che la pandemia – per ora – ci lascia in eredità. Questo fatto ha così dato un po’ di respiro, dopo anni in cui le capacità della Farera (il carcere giudiziario), della Stampa (il carcere penale) e dello Stampino (la sezione aperta del carcere penale) sono stati messi a dura prova. Inoltre ci ha permesso, attraverso la Divisione della Giustizia, di ripensare una nuova soluzione per le detenute, che oggi conoscono condizioni non al passo con l’evoluzione dei tempi.
L’attività investigativa di Polizia e magistratura – prosegue Gobbi – negli ultimi mesi ha comunque portato in carcere un numero elevato di nuovi detenuti. A conferma che la criminalità in una regione di frontiera qual è il Ticino si è presa una pausa solo durante i mesi del lockdown, quando le frontiere erano chiuse, o comunque maggiormente sorvegliate. Ma a conferma pure che non è mai diminuita un’efficace azione di contrasto delle forze dell’ordine”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
“Ci avviciniamo al Natale e alle feste di fine Anno. Vorrei quindi ringraziare tutte e tutti gli agenti di custodia che saranno impegnati anche in questi giorni, come lo sono 365 giorni all’anno, nella loro attività di sorveglianza in momenti emotivamente forti anche per i detenuti. Un ruolo delicato, che troppo spesso viene poco riconosciuto. Non da parte mia, consapevole dell’impegno che giornalmente occorre profondere affinché le nostre Strutture carcerarie cantonali assolvano al meglio i loro compiti”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.      

 

«Diventa sempre più difficile far convivere la popolazione con queste limitazioni» 

«Diventa sempre più difficile far convivere la popolazione con queste limitazioni» 

Il consigliere di Stato Norman Gobbi fa notare qualche incongruenza nelle nuove restrizioni proposte da Berna.
E, rispetto alla situazione epidemiologica in Ticino si dice ottimista: «Non siamo messi così male come molti dipingono».

Oggi X, domani Y – Non tutte le disposizioni proposte sono infatti state appoggiate dal Governo ticinese. «L’obbligo del telelavoro», che ha raccolto il favore della maggior parte dei Cantoni in consultazione, «diventa un problema, perché non è l’ideale per tutte le posizioni», commenta Gobbi. Per quanto concerne invece l’estensione del 2G, il certificato Covid valido solo per vaccinati e guariti, il direttore del Dipartimento istituzioni evoca qualche incoerenza: «Fino a l’altro giorno si diceva che grazie ai test si depistava tutto, oggi si passa invece dal 3G al 2G. Diventa sempre più difficile far convivere la popolazione con queste limitazioni». 
I migliori della classe – Riguardo invece all’aspetto sanitario, Gobbi ridimensiona il quadro epidemiologico ticinese: «In Ticino non siamo messi così male come molti dipingono. Stiamo assistendo a un appiattimento della crescita dei casi e siamo in una posizione migliore rispetto al resto del Paese». Questo, secondo Gobbi, perché abbiamo avuto più contagi durante la prima e la seconda ondata della crisi sanitaria e grazie all’alto tasso di vaccinazione.
Questione di letti – A livello svizzero ci sono invece delle problematiche strutturali da prendere in considerazione, specifica il consigliere di Stato. «Per fare un esempio, il Canton Neuchâtel ha dichiarato di avere già le cure intense piene. Questo cantone ha circa la metà della nostra popolazione e ha 11 letti in terapia intensiva, mentre noi ne abbiamo 47». Ci sarebbe quindi «un problema di dotazioni e infrastrutture sanitarie».
Cosa ci aspetta domani – «La variante più probabile è quella del 2G, senza il plus», prevede Gobbi su quanto dirà il Governo domani, «perché quello diventa anche difficile da applicare. Non arrivasse niente di più, per il Canton Ticino non vedrei dei grossi problemi». E, interrogato su quando la pandemia avrà finalmente fine: «Le previsioni parlano dell’estate 2022. Con la speranza che le vaccinazioni e le guarigioni, possibilmente con decorso lieve, diano i loro effetti. Io stesso ho contratto il virus e non me ne ero mai reso conto, me ne sono accorto facendo il test sierologico».

Trentatré nuovi ufficiali di Protezione civile

Trentatré nuovi ufficiali di Protezione civile

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha il piacere di comunicare la promozione di 33 nuovi ufficiali di Protezione civile.
Lo scorso 15 dicembre 2021 si è tenuta, presso il Centro cantonale di istruzione della Protezione civile di Rivera, una breve quanto significativa cerimonia. Alla presenza dei Comandanti, dei Capi istruzione e del pool degli istruttori professionisti delle sei Regioni di Protezione civile, il Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, col SMG Ryan Pedevilla, si è rivolto ai nuovi ufficiali, ringraziandoli per l’impegno e la disponibilità a favore della cittadinanza e per l’ottimo livello di formazione raggiunto. Ha in seguito consegnato i diplomi di riconoscimento.

I neo promossi sono:

Regione PCi 3 Valli
tenente  Bognuda Joel
tenente  Bullo Kent
tenente  Gianora Graziano
tenente  Lunini Francesco
tenente  Minotti Nicolas
tenente  Sibilio Domenico
tenente  Tognali Benat

Regione PCi Bellinzonese
tenente  Eglin Andrea
tenente  Leonardi Rocco
tenente  Raso Andrea
tenente  Rende Marco
tenente  Roncelli Evaristo

Regione PCi Locarno e Vallemaggia
tenente  Cecchettin Dario
tenente  Dadò Manuele
tenente  Foresti Enos
tenente  Maselli Maurizio

Regione PCi Lugano-Campagna
capitano Schürch Roberto
tenente  Corti Alex
tenente  Grubenmann Luca 
tenente  Guscetti Filippo
tenente  Marioni Oliver
tenente  Meier Samuele
tenente  Naghiero Stefano

Regione PCi Lugano-Città
tenente  Burgener Athos       
tenente  Cadario Diego
tenente  Costa Damiano                                                                
tenente  Gentilini Stefano
tenente  Gutersohn Riccardo                                                        
tenente  Leray Benoit Jacques Joseph
tenente  Longhi Alessandro
tenente  Maccagni Alessio
tenente  Vanoni Alessandro

Regione PCi Mendrisiotto
tenente  Quadranti Elia

Stato civile: ad Acquarossa la sede principale dei tre uffici delle Tre Valli  

Stato civile: ad Acquarossa la sede principale dei tre uffici delle Tre Valli  

Comunicato stampa

A partire da lunedì 20 dicembre 2021 i Sevizi circondariali dello stato civile di Blenio, Leventina e Riviera saranno unificati nella sede di Acquarossa. Si tratta dell’ultimo tassello della riorganizzazione del Dipartimento delle istituzioni presentata il 26 gennaio 2017 e voluta per garantire la presenza dei servizi dell’Amministrazione cantonale nelle regioni periferiche.

Con questa riforma il Dipartimento delle istituzioni, oltre a mantenere una presenza capillare su tutto il territorio cantonale, è riuscito a razionalizzare le risorse, attraverso un’accresciuta efficienza ed efficacia del servizio fornito alla cittadinanza in risposta alle esigenze di una società in continuo mutamento.
L’Ufficio di Acquarossa sarà raggiungibile telefonicamente (091 816 37 41), via corrispondenza postale (Servizio circondariale dello stato civile di Blenio, Leventina e Riviera; Pretorio; C. P. 87; 6716 Acquarossa) e tramite mail (statocivile.3valli@ti.ch) dal lunedì al venerdì dalle 08:45 alle 11:45 e dalle 14:00 alle 16:00.
Per garantire una prestazione puntuale e appropriata lo sportello è accessibile su appuntamento. Pure su appuntamento restano poi attive il lunedì la sede di Biasca (stabile del Patriziato in via Tognola 1) per la popolazione residente in Riviera e il giovedì la sede di Faido (stabile del Pretorio in Piazza Stefano Franscini 3B) per la popolazione residente in Leventina.
Si avvisa l’utenza che a causa del trasloco durante i giorni 17, 20, 21 e 22 dicembre potranno esserci malfunzionamenti nel servizio, in particolare per quanto riguarda la linea telefonica. In caso di necessità si invita gentilmente a voler inoltrare le proprie richieste tramite invio postale o mail; oppure eccezionalmente di contattare il Servizio circondariale dello stato civile di Bellinzona al numero 091 814 52 81. 

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Negli scorsi giorni presso il Tribunale penale federale di Bellinzona si è svolta, come da tradizione, la cerimonia annuale della Polizia cantonale. Presenti all’evento il Presidente del Gran Consiglio Nicola Pini, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, la Presidente del Tribunale penale federale Sylvia Frei, il sostituto Procuratore Generale Moreno Capella  e il Direttore dell’Istituto Svizzero di Polizia (ISP) Stefan Aegerter.

È stata l’occasione per presentare i nuovi assunti, sia uniformati sia amministrativi, come pure per sottolineare i traguardi raggiunti da chi ha seguito specifici percorsi formativi. Durante gli interventi è stato sottolineato l’impegno profuso da tutti gli appartenenti al Corpo della Polizia cantonale, che si trova ad affrontare costantemente nuovi e impegnativi compiti a garanzia della salvaguardia della protezione di ogni cittadino.
Nel suo intervento il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha ricordato la centralità della sicurezza per il nostro ordinamento democratico e per la costruzione del nostro benessere, sottolineando come l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle ha visto impegnata la Polizia cantonale ad accompagnare la comunità ticinese nel lungo cammino per ritrovare una “nuova normalità”. Ha poi ringraziato gli agenti di polizia per i successi ottenuti anche quest’anno nell’ambito del contrasto alla criminalità, con un accenno particolare poi all’azione in prima fila contro la violenza domestica.
Il Comandante Matteo Cocchi ha dal canto suo evidenziato il ruolo sempre più centrale di coordinamento dellla Polizia cantonale, anche in contesti che in passato non l’avrebbero sfiorata. Infatti, il passato ci insegna che il lavoro di agente è permeabile alle molteplici mutazioni della società e dell’ambiente. “Siamo sempre stati in prima linea nel captare e affrontare umori e problemi che affliggono la popolazione. Flessibilità e capacità di adattamento che poche Istituzioni riescono a mettere in azione con poco preavviso e con spirito di iniziativa rivolto al risultato finale. Il risultato di garantire la sicurezza, anche quella sanitaria, ai nostri Cittadini” ha infine rilevato il Comandante.
Dal canto suo il Direttore dell’ISP Stefan Aegerter ha sottolineato il ruolo centrale e innovatore della Polizia cantonale a livello nazionale. “La Polizia cantonale ticinese ha infatti profondamente influenzato alcuni importanti sviluppi, come la creazione della nuova formazione di base su due anni e la definizione del Piano di formazione di polizia. Rispetto ad altri Corpi di polizia, le quote dei vostri partecipanti ai corsi dell’ISP e dei relativi istruttori sono al di sopra della media. Noi non possiamo che esserne lieti: la Polizia cantonale ticinese è un partner affidabile e competente sotto ogni punto di vista, su cui poter sempre contare”.

 

Lotta alla criminalità: “Raggiunti ottimi risultati”

Lotta alla criminalità: “Raggiunti ottimi risultati”

Norman Gobbi ha incontrato gli agenti al termine di questo 2021

Anche il 2021 sta ormai andando agli archivi. Con questa nuova recrudescenza della pandemia però i mesi sembrano troppo simili tra loro e si passa da periodi più tranquilli a momenti in cui siamo confrontati con paure – spesso agitate ad arte – e preoccupazioni per la nostra salute. E a proposito di salute: come sta la Polizia cantonale? “In una battuta potrei rispondere: sta bene! In effetti – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – il bilancio che si può trarre alla fine di quest’anno è positivo. Non dimentichiamo che gli agenti anche quest’anno hanno dovuto accompagnare le ticinesi e i ticinesi in questo percorso a ostacoli imposto dal Covid-19 (e relative misure prese dal Consiglio federale). Ma nello stesso tempo hanno assicurato la nostra sicurezza. Ritengo che il bilancio sull’attività della Polizia cantonale sia più che positivo. Guardiamo anche solo agli ultimi successi in ordine cronologico: proprio l’altro giorno, venerdì, grazie a una minuziosa inchiesta sono stati arrestati 4 pericolosi criminali, alcuni dei quali già noti alle autorità e già autori di rapine. In questo caso è stato possibile sventare un altro atto criminale. Nell’auto sequestrata vi erano anche armi, che non sarebbero state utilizzate sicuramente per una battuta di caccia… Due settimane fa sono finiti dietro le sbarre 8 membri di una gang attiva nel traffico di stupefacenti. Si tratta di albanesi, italiani e anche due svizzeri che trafficavano droga tra l’Albania, l’Italia e la piazza ticinese. Risultati di non poco conto. Sommati a molte altre inchieste concluse positivamente dimostrano un’azione di contrasto al crimine di ottimo livello”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Giovedì si è svolta la tradizionale cerimonia di fine anno a Bellinzona, in cui il capo del Dipartimento ha potuto incontrare il Corpo della Polizia. “È un momento significativo quello che si svolge nel mese di dicembre. Incontrare personalmente un buon numero di agenti permette di mantenere un contatto diretto per poter anche motivare la truppa da un lato e ringraziarla per il lavoro dall’altro. Mi piace allora qui sottolineare l’encomio ricevuto da 4 agenti della “Stradale”, che lo scorso anno sull’autostrada A2 nei pressi di Camorino, “dimostrando alto senso del dovere, spirito di Corpo nonché coraggio, hanno messo in atto in collaborazione con due pattuglie e anche a rischio della propria vita, tutte le misure possibili per fermare una vettura in contromano evitando di fatto una tragedia”. Si tratta del sgtc Matteo Settimo, del cpl Ivan Damini e dei gendarmi Niccolò Giugni e Andrea Villani. A loro e a tutti i loro colleghi dico quindi grazie per il lavoro svolto, spronandoli a dare sempre il meglio per garantire al Ticino e alla sua popolazione la massima sicurezza. Un bene essenziale per lo sviluppo e il benessere della nostra società”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Comunicato stampa

Continuano le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. All’ordine del giorno degli appuntamenti con i Municipi di Maggia, Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio il tema delle aggregazioni, la missione del Comune e le iniziative che gli enti locali portano avanti per accrescere la qualità di vita dei propri cittadini. Iniziata nel 2018 a Stabio, la quarta serie di incontri proseguirà il 13 di gennaio del 2022 con alcuni Comuni del comprensorio del Medio Malcantone.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettore comunale Nicola Rossetti e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato alcuni Municipi dell’Alta Vallemaggia.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a specificare ancora una volta che gli incontri con i Comuni «costituiscono un momento privilegiato perché permettono di conoscere di persona i Municipi che sono chiamati a garantire il ruolo di prossimità con la cittadinanza soprattutto laddove si sono insediate di recente le nuove compagini municipali. In quest’ottica si intende rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni, partendo da un dialogo diretto e trasparente».
Dal canto suo Marzio Della Santa ha ricordato che «i progetti che la Sezione degli enti locali sta portando avanti possono essere arricchiti dagli spunti e dalle riflessioni che scaturiscono da questi incontri e che quindi non sono assolutamente un esercizio di stile».
Durante il primo degli incontri, quello con il Comune di Maggia, il nuovo Municipio ha illustrato le idee sul tavolo per coinvolgere la cittadinanza nei progetti comunali: prossimamente inviteranno la popolazione a una serie di serate informative con l’obiettivo di aggiornare tutti i cittadini sui progetti che si intendono realizzare. Inoltre, il Municipio ha manifestato l’interesse a conoscere i dettagli del progetto di Buon governo portato avanti dalla Sezione degli enti locali e in questo senso sarà organizzato un incontro conoscitivo nei prossimi mesi.
Il Comune di Cevio ha segnalato invece la difficoltà a trovare persone che si mettano a disposizione per assumere una carica pubblica. Il Consigliere di Stato ha anticipato che nella revisione della Legge organica comunale si intende proporre una modifica per incentivare, anche dal punto di vista finanziario, la partecipazione attiva soprattutto nelle realtà periferiche.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha salutato positivamente le iniziative nate dai Comuni per incentivare la cittadinanza a partecipare alle decisioni degli enti locali. Progetti che si inseriscono in maniera naturale nei cantieri che il Dipartimento delle istituzioni sta promuovendo per ridefinire le modalità di funzionamento del Comune.
La visita è proseguita nel pomeriggio con una riunione nella quale sono stati invitati gli Esecutivi di Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio: l’accento è stato messo sul tema delle aggregazioni che nel caso del comprensorio sono una vera e propria necessità. Nel mese di settembre del 2019 il Consiglio di Stato, dando seguito alla richiesta dei comuni, aveva infatti deciso di sospendere il progetto di aggregazione dei Comuni della Val Rovana con Cevio e attendere le elezioni comunali per capire se esistessero le condizioni favorevoli per riprendere il tema. Dopo una franca discussione durante la quale tutti i Municipi presenti hanno potuto dire la loro sul progetto aggregativo, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha chiesto ai Comuni presenti di esplicitare per iscritto se intendono o meno aderire al progetto aggregativo. Un nuovo incontro sarà pianificato nei prossimi mesi.

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

L’appello del Consigliere di Stato Norman Gobbi

“Se ti sei vaccinata/o, oppure hai deciso di non farlo, ricorda: per stare bene insieme è importante continuare a rispettarsi. Restiamo uniti. Firmato: Norman Gobbi”. È questo il testo di un video messaggio che il Consigliere di Stato ha trasmesso attraverso i suoi canali social subito dopo l’esito della votazione federale di domenica scorsa sulla Legge COVID. “Abbiamo avuto la fortuna come svizzeri di esprimerci sulla legge COVID. In nessun altro Stato i cittadini hanno potuto dire la loro sulla politica adottata da Governi e parlamenti per affrontare la pandemia” – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “La nostra democrazia diretta è un grande valore, anche perché il dibattito pubblico che precede ogni votazione fa emergere gli elementi di criticità che vive la nostra società, non lasciandoli quindi nascosti e latenti, pronti magari a scoppiare. Sappiamo che sempre di più vi è il pericolo di una forte spaccatura sociale a causa di una differente visione e interpretazione della parola “libertà”. A mio giudizio è indispensabile fare di tutto affinché queste diverse posizioni non si scontrino. È il messaggio che ho voluto veicolare con il video. Dobbiamo continuare a rispettarci. A rimanere uniti al di là delle idee diverse che ognuno può legittimamente manifestare”.
“Prima della votazione – prosegue il Consigliere di Stato Norman Gobbi – abbiamo assistito a un’escalation delle contrapposizioni. Il post voto è ancora difficile da interpretare a livello sociale, soprattutto perché condizionato da una nuova avanzata dei contagi. Ecco, in considerazione di tutto ciò l’appello che ho lanciato a voler “rimanere uniti” vale ancora di più. È un messaggio rivolto a tutti, indipendentemente dalle convinzioni personali”.
Il Consiglio federale venerdì ha deciso di introdurre nuovamente delle limitazioni. “Il Consiglio di Stato ticinese nella consultazione (24 ore per rispondere! ndr) è stato molto critico. Sono state avanzate misure, come quella dell’obbligo del certificato Covid per le cene di famiglia con più di 11 persone, che lasciano il tempo che trovano… Lo scopo principale – al di là di evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere, che fortunatamente il Ticino non sta ancora conoscendo – deve essere quello di scongiurare un secondo lockdown. Non saremmo in grado di sopportarlo, se non con sacrifici che incideranno in modo irreversibile sulla società. E non sto pensando ai danni economici, che di sicuro ci saranno. Sto pensando in particolare alle conseguenze psicologiche per tutti noi, ma soprattutto per le giovani generazioni. I nostri ragazzi ripiomberebbero in una condizione di isolamento. E ciò è estremamente dannoso per il loro sviluppo. Una gioventù che ha già “bruciato” possibilità di aggregazione e di incontri, di praticare sport, di lezioni in presenza e quant’altro negli ultimi due anni. Un nuovo isolamento sarebbe, come detto, davvero molto dannoso”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.