Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la quarta seduta ordinaria del 2020 – la 56. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

I membri della Piattaforma si sono anzitutto confrontati sulla crisi sanitaria legata al coronavirus, concentrandosi sulla risposta delle istituzioni alle conseguenze economiche e sociali della pandemia. Sono state discusse brevemente le proposte emerse dai gruppi di lavoro Cantone-Comuni, istituiti alla fine della fase di «lockdown» della scorsa primavera, e la Piattaforma ha preso in esame le attività intraprese durante la fase autunnale della crisi sanitaria.
In merito alle elezioni comunali del 18 aprile 2021, il Consiglio di Stato ha precisato che l’obiettivo è di incentivare il voto per corrispondenza, in modo da ridurre il rischio di contagio. Anche le operazioni di spoglio saranno adattate per rispettare pienamente le norme di sicurezza sanitaria, ed è stato anticipato che la comunicazione dei risultati potrebbe avvenire in ritardo rispetto al passato.
L’Associazione dei Comuni ticinesi ha inoltre chiesto di verificare se sia necessario creare una base legale per raccogliere alcuni dati personali della popolazione (numeri di telefono e indirizzi e-mail), vista l’esigenza di comunicare rapidamente emersa durante la pandemia.
Per quanto riguarda la riforma istituzionale «Ticino 2020», i gruppi di lavoro stanno rispettando il proprio programma di sedute, proseguite in questi mesi con la formula della videoconferenza. È stato anticipato che le discussioni sui settori «anziani» e «scuole comunali» entreranno nel vivo presumibilmente all’inizio del prossimo anno. Il termine per la consegna dello studio di fattibilità rimane per ora fissato al 18 aprile 2021.
La Cancelleria dello Stato ha poi informato la Piattaforma sul progetto di un’offerta di supporto ai Comuni da parte del Centro di competenza in materia di commesse pubbliche. Un sondaggio, svolto nel mese di ottobre, ha indicato che fra gli enti locali esiste un bisogno di consulenze puntuali, specialmente per le Amministrazioni che non dispongono di un servizio giuridico interno. Le analisi si concentreranno ora sulla fattibilità di un progetto strutturato per creare un servizio di consulenza a disposizione di Comuni, Patriziati e altri enti che sottostanno alla LCPub.
In merito alla riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto, il Dipartimento delle istituzioni ha confermato che il messaggio del Consiglio di Stato sarà posto in consultazione esterna entro la fine dell’anno.
La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per mercoledì 3 marzo 2021.

Guido io? Guidi tu? Per la sicurezza di tutti: chi guida non beve

Guido io? Guidi tu? Per la sicurezza di tutti: chi guida non beve

Comunicato stampa

Si avvicinano le feste del periodo natalizio che quest’anno richiederanno da un lato di rispettare le disposizioni e le raccomandazioni legate alla crisi sanitaria, dall’altro di rispettare comunque sempre la regola di non bere quando si guida per evitare incidenti che potrebbero trasformarsi in tragedia. Anche quest’anno, in base al motto “chi guida non beve”, il progetto di prevenzione Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Polizia cantonale, torna a sensibilizzare la popolazione su questo delicato tema.  

L’alcol al volante continua ad essere uno dei maggiori problemi riscontrati in ambito di circolazione stradale, in quanto una parte consistente degli incidenti è legata all’abuso di alcol. La soluzione per evitare di cagionare danni a sé stessi e agli altri utenti della strada permane sempre la stessa: “chi guida non beve”.
In Svizzera nel 2019, in base alle statistiche dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), si sono verificati 3’870 incidenti, la cui causa principale è attribuibile all’alcol. Di questi, circa 2’400 si sono conclusi con dei danni materiali, mentre in oltre 1’400 casi vi sono state delle conseguenze per le persone con esiti che vanno dal ferimento lieve fino alla perdita della vita.
In Ticino vi sono stati circa 290 incidenti riconducibili all’abuso di alcol, di questi 212 si sono conclusi con danni materiali mentre hanno cagionato ferimenti o decessi in 85 casi.
A questi numeri si aggiungono quelli relativi alle revoche delle licenze di condurre per chi guida in stato di inattitudine: sempre in Svizzera nel 2019 sono state ritirate 13’128 patenti di guida, mentre in Ticino sono state 951.
Numeri importanti che non possono che rafforzare il messaggio preventivo di non bere quando ci si mette alla guida. Nel caso in cui si sia ecceduto con l’alcol, le migliori soluzioni per il rientro al domicilio sono di utilizzare i mezzi pubblici, il taxi o comunque di farsi riaccompagnare da chi non ha bevuto. Un’altra buona regola è quella di stabilire in anticipo chi guida. È fondamentale in questo caso definire il “safe-driver” il quale si impegnerà a non consumare alcolici e a garantire un rientro sicuro al domicilio. In occasione della campagna di prevenzione sarà distribuito un portachiavi che custodisce una moneta che riporta da un lato la scritta “guidi tu” e dall’altro la scritta “guido io”. Un piccolo sacrificio e una scelta responsabile possono infatti fare la differenza per il conducente e per tutti gli altri utenti della strada. 

Elezioni comunali differite per la costituzione del nuovo Comune di Val Mara

Elezioni comunali differite per la costituzione del nuovo Comune di Val Mara

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella seduta del 25 novembre 2020, ha deciso il differimento delle elezioni comunali nei comuni di Maroggia, Melano e Rovio, nei quali quindi non si voterà il prossimo 18 aprile 2021. La data delle elezioni che sanciranno la costituzione del nuovo Comune di Val Mara verrà definitivamente fissata dopo la decisione del Gran Consiglio e la crescita in giudicato del decreto di aggregazione.

Dando seguito alle richieste dei rispettivi municipi, il Consiglio di Stato, ha infatti deciso il differimento delle elezioni comunali nei tre Comuni che confluiranno nel Comune di Val Mara.
Gli attuali organi resteranno quindi in carica in questi Comuni fino alla nascita del nuovo Comune.

La data delle elezioni differite sarà definitivamente decisa dal Consiglio di Stato dopo la crescita in giudicato del decreto legislativo di aggregazione.

Sugli sci, ma con tutte le precauzioni del caso

Sugli sci, ma con tutte le precauzioni del caso

L’azione di Norman Gobbi per coordinare le eventuali aperture all’interno dell’arco alpino

Manca ancora la neve, perlomeno al sud delle Alpi, ma il tema di dare la possibilità alle stazioni sciistiche di essere aperte durante la stagione invernale è di grande attualità. “Per la Svizzera le stazioni sciistiche stanno come il mare per l’Italia o per la Spagna – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Hanno un’importanza a livello economico, ma non solo. Lo sci, lo sappiamo, oltre a essere uno sport nazionale, è praticato da molte persone di ogni età. È però evidente che la crisi sanitaria legata al COVID-19 obbliga le autorità a una valutazione molto attenta. Proprio questa settimana Berna, attraverso le parole del Consigliere federale Alain Berset, ha annunciato la volontà di mantenere aperte le stazioni sciistiche, chiamate però ad applicare un rigido piano di protezione, così da limitare il più possibile i contatti ravvicinati e non protetti e dunque i rischi di contagio”. Qual è la sua posizione al riguardo? “Faccio due tipi di considerazione. Da un lato ritengo che se vengono applicate tutte le misure di protezione e prevenzione contenute nei rigidi piani di protezione delle stazioni sciistiche la possibilità che si possa praticare lo sci in pista è reale. Certo, anche in questi casi sarà necessario verificare che le cose vengano fatte in modo corretto, attraverso quindi dei controlli puntuali. Dall’altro lato, invece, dobbiamo monitorare quanto viene fatto nelle nazioni a noi confinanti. In questo senso, nell’ambito di Arge Alp, l’istituzione che raggruppa i Governi delle regioni dell’arco alpino, ho chiesto come Canton Ticino che ci possa essere un coordinamento sulle aperture proprio all’interno delle regioni coinvolte”.

Ricordiamo che Arge Alp è una associazione composta da 10 tra Province, Regioni, Länder e Cantoni appartenenti ad Austria, Germania, Italia e Svizzera. Per la Svizzera, oltre al Canton Ticino, vi partecipano il Cantone dei Grigioni e il Canton San Gallo. “All’interno di questa comunità – sottolinea il presidente del Governo Norman Gobbi – a parte qualche eccezione, la maggioranza dei governi regionali vuole garantire la pratica dello sci nelle stazioni invernali. Il problema nasce quando, per esempio in Italia, il Governo centrale vuole invece tenere chiuse le stazioni sciistiche. È quindi indispensabile creare un fronte comune, anche per valutare le condizioni in ambito sanitario nelle differenti regioni, nonché per adottare determinate misure che siano coerenti sui rispettivi versanti. Questo per far capire l’importanza economica della pratica dello sci e il suo valore sulla salute psico-fisica della popolazione. La situazione, comunque, sinora non è ancora ben definita. Vedremo se e come negli altri Stati si potrà sciare. Nei prossimi giorni verranno sicuramente prese le decisioni del caso”, conclude il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi.29

https://www.argealp.org/it

(immagine: www.airolo.ch)

‘Elezioni comunali, confermato il 18 aprile’

‘Elezioni comunali, confermato il 18 aprile’

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 27 novembre de La Regione

La Sezione enti locali scrive ai municipi. Della Santa: stiamo studiando le necessarie misure per garantire il regolare e corretto esercizio del voto

Nessun cambiamento per il momento: l’appuntamento del 18 aprile con le urne rimane. Lo ha comunicato l’altro ieri ai Comuni la Sezione enti locali: “Il Consiglio di Stato tiene inoltre a informare tutti i Comuni che non sono previste ulteriori proroghe per le prossime elezioni comunali, che si terranno dunque nel mese di aprile 2021, con una legislatura di 3 anni”. Vale a dire un anno in meno della legislatura regolare. L’accenno al rinnovo dei poteri locali è contenuto nella newsletter che dal Dipartimento istituzioni la Sel ha indirizzato a sindaci, municipali, segretarie e segretari comunali nel giorno in cui il governo ha annunciato l’estensione al 18 dicembre dei provvedimenti in vigore per contenere in Ticino la diffusione del coronavirus. A proposito quindi delle comunali, scrive ancora la Sezione, “fa pertanto sempre stato quanto indicato nel relativo Decreto esecutivo del 18 marzo 2020”. Decreto varato durante la prima ondata pandemica e nel quale il Consiglio di Stato segnalava che “le elezioni per il rinnovo dei Municipi e dei Consigli comunali per il periodo 2020-2024, previste domenica 5 aprile 2020, sono annullate e rinviate a domenica 18 aprile 2021”, poiché “la situazione di emergenza e il rispetto delle norme sanitarie adottate dalle autorità federali e cantonali non permetterebbero di eseguire regolarmente le operazioni di voto e di spoglio delle schede” e “le operazioni di spoglio necessiterebbero di tempi ben più estesi o dovrebbero essere differite”.
«So di alcuni Comuni che sollecitano una riflessione sulla data del prossimo 18 aprile, invitando a valutare l’ipotesi di un ulteriore rinvio delle comunali ad autunno: finora però non ci è giunta alcuna richiesta formale in tal senso – afferma, interpellato dalla ’Regione’, il responsabile della Sezione enti locali Marzio Della Santa -. In ogni caso, come abbiamo appena scritto ai Comuni, il governo conferma la data del 18 aprile 2021, non intravedendo sinora ragioni per rimandare nuovamente il rinnovo degli esecutivi e dei legislativi locali». Contrario a un possibile rinvio si dichiara intanto il Comitato della Conferenza dei sindaci del Malcantone, “convinto che rimandando per la seconda volta il diritto di voto, si toglie alla popolazione lo strumento più importante a favore della democrazia”, si legge in una nota firmata dal presidente, il sindaco di Vernate Giovanni Cossi.

’Agevolare il voto per corrispondenza e rendere sicure le operazioni di spoglio’
Riprende Della Santa: «Cancelleria dello Stato, Centro sistemi informativi e Sezione enti locali hanno fondamentalmente due obiettivi, che tengono conto del persistere della pandemia». Quello «di garantire lo svolgimento delle operazioni di spoglio nella massima sicurezza sanitaria per le persone che partecipano a questa fase, cosa che potrebbe comportare tempi un po’ più lunghi del normale per conoscere i risultati». E quello, continua il capo della Sel, «di agevolare il voto per corrispondenza, sostenendo per questo in maniera adeguata i Comuni». Concretamente? «Per esempio invitandoli a mettere l’affrancatura sulle buste per evitare che elettrici ed elettori debbano recarsi negli uffici postali per acquistare il francobollo. Stiamo comunque elaborando – aggiunge Della Santa – alcune proposte che verranno discusse con i Comuni e, se del caso, con la Posta. Come Sezione enti locali intendiamo inoltre, d’intesa con la Cancelleria, raccomandare alle formazioni politiche l’utilizzo, durante la campagna elettorale, di videoconferenze, social e altri canali per tenere i contatti con i propri affiliati». Insomma «stiamo ragionando su queste e altre misure che, anche in un ipotetico lockdown il prossimo aprile, consentano stavolta il regolare e corretto svolgimento delle elezioni comunali. Misure anche innovative che potrebbero accendere o riaccendere nei cittadini l’interesse per le istituzioni e la politica».
È intanto a tutt’oggi pendente al Tribunale federale il ricorso con il quale gli avvocati Fiorenzo Cotti, Annie Griessen Cotti e Pierluigi Zanchi hanno contestato in marzo la decisione governativa di annullamento e rinvio delle comunali programmate per lo scorso 5 aprile. Venticinque le pagine inoltrate a Mon Repos. “Siamo coscienti – scrivono fra l’altro i tre locarnesi – della delicata situazione in cui versano il Ticino e l’intera Confederazione (…), il presente ricorso va letto, soprattutto dal lettore esterno, dal pubblico, dal cittadino, come strumento per capire quali sono i limiti da porre al governo nell’utilizzo dello Stato di necessità”, che l’Esecutivo aveva dichiarato su tutto il territorio cantonale con la risoluzione dell’11 marzo. Si è in attesa del verdetto dei giudici di Losanna. E in particolare di conoscerne le motivazioni.

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice del Perù

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice del Perù

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline Ana Rosa Maria Valdivieso Santa Maria, Ambasciatrice del Perù per la Svizzera.
L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti di attualità.

La visita di cortesia dell’Ambasciatrice, accompagnata dal primo segretario Augusto Lamas Godoy, è stata l’occasione per discutere svariati temi di attualità in campo politico e sociale, dati gli intensi scambi che legano i nostri due Paesi. La Confederazione e il Perù hanno infatti concluso diversi accordi nel settore del libero scambio, della protezione degli investimenti, della doppia imposizione, dell’assistenza giudiziaria e della tutela dei beni culturali.
Il Presidente del Consiglio di Stato ha inoltre condiviso alcune informazioni sulle particolarità che distinguono il Ticino nel contesto culturale, politico e socio-economico svizzero, e discusso i progetti attuali e le sfide che attendono il Cantone. È stata infine dedicata particolare attenzione alla situazione della pandemia da coronavirus, che ha messo a dura prova i sistemi sanitari tanto in Europa quanto in America Latina. 

 

«Einzeltäter künden ihre Attacke nicht an»

«Einzeltäter künden ihre Attacke nicht an»

 
Da www.blick.ch
 
 
Der Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi nimmt die Lage nach der mutmasslichen Terror-Attacke in Lugano ernst. Der Polizeivorsteher im Interview mit Blick TV.

Der Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi hat die Terror-Nachricht aus Lugano sehr ernst genommen: «Wir sind nicht das erste Mal mit Terror konfrontiert gewesen. Wir hatten Tessiner Opfer in Marrakesch und Rekrutierer in Bellinzona 2017», sagt er zu BLICK.
Das Attentät löse noch mehr Instabilität aus. «Die Leute sind bereits psychisch unter Druck von der Pandemie. Die Kantonspolizei machte aber darauf aufmerksam, dass mit Covid der Terror nach wie vor präsent ist.» Die Angst vor einem zweiten Anschlag sei da. Aber: «Im Moment haben wir keine Beweise, dass die Täterin in anderen Netzwerken im Kanton Tessin ist. Das ist beruhigend, aber wir bleiben aufmerksam.»
Wie konnte es in unserem Land überhaupt zu einer solchen Tat kommen? «Wir haben zu wenige Mittel, um zu intervenieren. Die Direktoren der Kantone forderten, mehr Mittel für die Polizei, um die Bewachung präventiv durchzuführen.»
Das Gleichgewicht zwischen Freiheit und Sicherheit sei instabil, man müsse mehr auf die Sicherheit schauen und die Freiheit dabei nicht berühren, so Gobbi.
Die Täterin war der Polizei bekannt. Wieso wurde sie nicht mehr beschattet? «Man wusste, dass sie Kontakt zum IS hat. Das war vor einigen Jahren, in letzter Zeit war sie unter Beobachtung. Einzeltäter machen aber keine Werbung für die Attacke.» Dass die Täterin mit einer islamistischen Zelle im Tessin zu tun habe, kann Gobbi nicht bestätigen.
Der Tessiner Regierungsrat unterstützt aber eine von der SVP geforderte Sondersession zu Terrorismus. «Wir haben zu wenige Mittel für die Beobachtung solcher Leute. Wir müssen die Regeln einhalten, die Gegenseite nicht. In dieser Zeit der Instabilität muss sich unser Land nicht nachgeben, wir müssen ruhig bleiben, dafür brauchen wir mehr gesetzliche Mittel.»

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Da www.telezueri.ch

https://www.telezueri.ch/news/norman-gobbi-zur-attacke-in-lugano-es-war-nur-die-frage-wann-es-passiert-139993815

Norman Gobbi zur Attacke in Lugano: «Es war nur die Frage, wann es passiert»

Staatsrat Norman Gobbi sagt im Interview., es wäre bloss eine Frage der Zeit gewesen, bis ein solcher Angriff wie in Lugano auch in der Schweiz passiere. Trotzdem habe man im Tessin die Lage im Griff und das Tessin wie auch die Schweiz seien nach wie vor sichere Gebiete.

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Da www.rts.ch

Comment gérer le terrorisme après l’attaque de Lugano? Interview de Norman Gobbi

https://www.rts.ch/play/radio/le-12h30/audio/comment-gerer-le-terrorisme-apres-lattaque-de-lugano-interview-de-norman-gobbi?id=11759873

 

«Non sono sorpreso dell’accaduto»

«Non sono sorpreso dell’accaduto»

Intervista pubblicata nell’edizione di giovedì 26 novembre 2020 del Corriere del Ticino
Era così imprevedibile quanto successo? No, dice l’esperto di terrorismo ed ex capo del Servizio delle attività informative della Confederazione Peter Regli
L’intelligence mette da anni in guardia

È sorpreso da quanto successo a Lugano?
«Prima di tutto sono triste che sia capitato nel mio cantone d’origine. Sono triste anche per il fatto che devo constatare che due signore erano al momento sbagliato al posto sbagliato. Questo fa un po’ parte di questa minaccia terroristica di matrice islamista. L’attentato stesso in fondo non mi ha sorpreso, perché in base alla situazione europea, dove abbiamo avuto attacchi in Francia, in Germania, in Austria… con le reti jihadiste che in parte conosciamo, era una conseguenza diretta. E il nostro Servizio d’informazione con il direttore Gaudin ha sempre reso attenti negli ultimi anni, per tanti anni, che questa minaccia fosse latente e che presto o tardi avrebbe colpito anche la Svizzera».

L’autrice dell’attacco era già nota alle autorità. Cosa è andato storto e cosa bisogna migliorare, concretamente, in futuro?
«Bisogna migliorare molto. Ho sentito Norman Gobbi dieci minuti fa (le 13:50 circa di mercoledì, ndr) su «Blick TV». E siamo pienamente d’accordo: prima di tutto la politica adesso deve rendersi conto che è un problema molto serio, accanto alla problematica COVID. Nell’ambito della COVID-19 Si tratta sempre di decidere fra le nostre libertà e la sicurezza. E nell’ambito terroristico, soprattutto per il terrorismo di matrice islamista, dobbiamo avere più sicurezza e rinunciare un poco alle libertà cambiando certe leggi, ma soprattutto fornendo molto più personale ai nostri corpi di polizia e ai Servizi di informazione della Confederazione se vogliamo che questi attentatori potenziali possano essere osservati ventiquattro ore su ventiquattro».

Non è possibile ora monitorare tutte le persone potenzialmente pericolose?
«No, perché il nostro Servizio di informazioni parla di circa 57 persone che potrebbero subito mettersi in moto e lanciare un attacco. Vorrei ricordare che per osservare una persona sospetta ci vogliono tra 20 e 25 agenti in permanenza. Conoscendo gli effettivi die nostri corpi di polizia, che sono veramente muniti per il bel tempo e qualora ci fosse il brutto tempo i mezzi non bastano, l’ha ripetuto l’onorevole Gobbi. E posso solamente sostenerlo in questa richiesta».

La procuratrice federale Juliette Noto alla «Neue Zürcher Zeitung» recentemente ha detto che gli ambienti radicalizzati in Romandia hanno più contatti con l’estero rispetto a quelli della Svizzera tedesca. Lei cosa osserva nella Svizzera italiana?
«Non posso esprimermi perché non sono più operativo. Sarà però molto importante poter interrogare l’attentatrice per sapere se fosse stata una attentatrice sola, un cosiddetto lupo solitario, o se lei facesse parte di una rete. E come sappiamo queste reti islamiste si basano soprattutto sul cyber: utilizzano le reti sociali. Avendo conoscenze dei suoi contatti forse si potrebbe anche rispondere alla domanda».

Se verranno raccolte le firme necessarie voteremo sulla legge antiterrorismo. Lei cosa pensa della nuova legge? Presenta delle misure sproporzionate o necessarie?
«Sono misure assolutamente proporzionate. Siamo uno Stato di diritto: anche per combattere l’islamismo abbiamo bisogno di leggi molto chiare. Questo aggiornamento della legge è molto necessario».

L’Udc chiede una sessione straordinaria

L’Udc chiede una sessione straordinaria

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 26 novembre 2020 de La Regione

Mentre i contorni del grave fatto di sangue avvenuto ieri a Lugano sono tutti ancora da definire, l’Unione democratica di centro (Udc) si porta avanti. Il partito infatti ha già chiesto di indire una sessione straordinaria del Consiglio nazionale incentrata sul terrorismo islamico a margine della sessione invernale di dicembre. Fra i temi che si vorrebbero affrontare, ha fatto sapere il capo del gruppo parlamentare democentrista Thomas Aeschi, vi è la revoca del passaporto ai cittadini con doppia nazionalità sospettati di jihadismo e il divieto per gli svizzeri radicalizzati di tornare in Patria.
La richiesta dovrà essere ora discussa e, eventualmente, approvata dall’Ufficio del Nazionale. In genere le sessioni straordinarie sono programmate il mercoledì dell’ultima settimana di sessione ordinaria, che a dicembre cadrebbe il 16, quando però è già prevista un’altra sessione straordinaria sul tema dell’accordo quadro con l’Unione europea. Anche questa chiesta dall’Udc.

Gobbi: ‘Più strumenti preventivi’
Dal canto suo, il presidente del governo ticinese Norman Gobbi si è rammaricato ieri al radiogiornale della Rts del fatto che il sistema legislativo non permetta di mettere determinati soggetti sotto controllo o in stato di fermo a titolo precauzionale. Secondo Gobbi, i direttori cantonali della Giustizia hanno già chiesto di rafforzare le leggi federali in questo senso, “in quanto si devono avere anche gli strumenti per intervenire nella prevenzione”.

Consiglio federale costernato
Intanto sull’accaduto si è espresso anche il Consiglio federale, che si è dichiarato costernato e ha espresso il proprio sostegno al Ticino. Lo ha dichiarato ieri il portavoce dell’esecutivo. André Simonazzi ha aggiunto che il governo si augura un pronto ristabilimento delle persone ferite. Già martedì in serata la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha contattato Gobbi per esprimergli solidarietà e sostegno. E proprio ieri si è tenuta online la seconda edizione del convegno organizzato dalla Rete integrata Svizzera per la sicurezza nel quadro dell’attuazione del Piano d’azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l’estremismo violento.