“250 ex disoccupati al lavoro per proteggere la popolazione”

“250 ex disoccupati al lavoro per proteggere la popolazione”

Norman Gobbi presenta il grande impegno per i centri di vaccinazione e non solo

Una definizione, un impegno. È quanto attesta il nome della Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP), che fa parte del Dipartimento delle istituzioni diretto dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. A noi qui interessa soprattutto l’aspetto legato alla “protezione della popolazione”. “La Sezione con a capo Ryan Pedevilla in questi anni sta svolgendo un grande lavoro sia per quanto riguarda la cura dell’organizzazione militare, sia sul fronte della protezione della popolazione. Durante tutti questi 15 mesi di crisi pandemica la SMPP si è distinta proprio nel sostegno concreto alla popolazione, mettendosi a disposizione per ogni aspetto logistico e organizzativo. Un supporto dato anche ad altri dipartimenti, con particolare riferimento al DSS e all’Ufficio del medico cantonale, che ha seguito la crisi dal profilo sanitario”, afferma Norman Gobbi.

Sono numerose le testimonianze che ci giungono in redazione sull’efficienza dei centri di vaccinazione, sul modo in cui sono organizzati e sulla puntualità del servizio. “Dietro c’è una macchina organizzativa di non poco conto. Una sfida partita da lontano – precisa il Consigliere di Stato Norman Gobbi – facendo tesoro delle esperienze maturate nel corso della prima ondata della pandemia. Attraverso un adattamento graduale della struttura, sulla scorta delle esigenze che man mano si sono presentate, siamo stati in grado di far fronte alle necessità legate al tracciamento delle persone positive al COVID-19, e soprattutto alle esigenze di una campagna di vaccinazione di massa che mai avevamo dovuto approntare. Oggi il Cantone dispone di una buona organizzazione, in grado di offrire alle cittadine e ai cittadini ticinesi un servizio – e detta di tutti – ottimale”.

L’aspetto molto interessante è il coinvolgimento di persone provenienti dalla disoccupazione in questa grande organizzazione. Ancora Gobbi: “Siamo riusciti a dare lavoro a circa 220 persone che si trovavano senza lavoro. Questi collaboratori ci sono stati segnalati dagli Uffici regionali di collocamento (URC) e attraverso l’esame dei profili e i colloqui individuali sono stati scelti i candidati idonei. Hanno un contratto di ausiliario e lavorano per il numero verde (circa 5mila telefonate da gestire alla settimana), per i centri di vaccinazione e per il Servizio di tracciamento (il Contact tracing). L’aspetto positivo di questa operazione è evidente a tutti: molte persone hanno una nuova opportunità lavorativa. Tra di loro ci sono già ex disoccupati che proprio grazie a questa occasione hanno ritrovato un impiego, si spera, definitivo. Questa macchina organizzativa impiega inoltre circa 180 sanitari che si occupano specificatamente di somministrare il vaccino. Tra loro vi sono una ventina di persone che erano in disoccupazione. A supporto anche 600 giovani delle scuole sanitarie (SSSC e SUPSI); 100 militi della Protezione civile che quotidianamente si preoccupano degli aspetti logistici e il personale del Servizio ambulanze. Mille persone che lavorano… per la protezione della popolazione e alle quali stiamo dando un importante aiuto”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

“Un anno fa avevamo più libertà”

“Un anno fa avevamo più libertà”

Norman Gobbi commenta l’introduzione del nuovo formulario online per entrare in Italia e presto anche negli altri Paesi europei
“Se penso all’anno scorso, quando non c’erano ancora i vaccini, proprio in questo periodo abbiamo iniziato a muoverci senza problemi lungo il confine.
Ora abbiamo i vaccini, un terzo della popolazione del Canton Ticino è stata vaccinata, anche la Lombardia ha fatto altrettanto, ma abbiamo più limitazioni rispetto allo scorso anno”.
Così il consigliere di Stato Norman Gobbi ha commentato l’introduzione del Passenger Locator Form, un modulo da compilare online che diverrà obbligatorio per entrare in Italia da lunedì 24 maggio.
“Questo evidentemente è un po’ paradossale”, ha aggiunto. “Mario Draghi e il ministro Garavaglia parlano di rilanciare l’economia italiana grazie al turismo, più barriere uno mette, più difficile sarà far ripartire l’Italia”.
Gobbi ha parlato anche di disparita: “La Svizzera ha voluto garantire a tutti un’ampia libertà di movimento, dall’altra parte le limitazioni sono ancora tante e, a maggior ragione in un momento dove tutti parlano di privacy, questo è un ulteriore dato che viene registrato da uno Stato terzo che vuol sapere dove io mi muovo all’interno del suo Stato”.
Gobbi è invece più scettico sulla richiesta dei politici italiani della fascia di confine di garantire una fascia di maggiori libertà a ridosso della frontiera: “Dal loro punto di vista può essere corretto, ma crea ulteriore disparità nella disparità”, ha detto.
 
 
Da www.ticinonews.ch
“Berna assicuri ai Cantoni la fornitura dei vaccini!”

“Berna assicuri ai Cantoni la fornitura dei vaccini!”

“La Confederazione imposta la strategia, ma il problema sta nel manico” 

Il Consiglio federale questa settimana ha presentato un modello a tre fasi per gli allentamenti nell’ambito della strategia di contenimento della pandemia. Una programmazione che si estende su più mesi (la terza fase parte addirittura a partire dal mese di settembre) e che vincola le tre tappe al grado di vaccinazione della popolazione svizzera. “Premesso che i Cantoni non hanno ricevuto sinora alcuna informazione, se non quella fornita agli organi di stampa mercoledì scorso, ci sono aspetti critici in questa pianificazione”, afferma il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. “A mio giudizio è giusto avere una strategia, così come è giusto vincolare ulteriori aperture al grado di vaccinazione della popolazione. Affermare che “la durata delle singole fasi dipende dalla volontà di farsi vaccinare dei relativi gruppi di popolazione e dall’andamento della campagna di vaccinazione” evidenzia però una mancata coscienza da parte del Consiglio federale delle gravi difficoltà che incontra con le case farmaceutiche per farsi consegnare le dosi di vaccino già acquistate. Non si dovrebbe quindi parlare di “volontà da parte della popolazione” – volontà che in Ticino, e lo sottolineo con grande soddisfazione, è molto elevata, raggiungendo l’80% per tutte le fasce sinora coinvolte – ma di “nostra capacità di fornire le dosi di vaccino da mettere a disposizione dei Cantoni e della popolazione”. Il problema sta nel manico: se avessimo avuto un alto quantitativo di dosi a quest’ora potremmo davvero prendere importanti misure di allentamento senza aspettare ancora mesi e mesi. Soprattutto potremmo sgravare il settore sanitario dal peso che si sta assumendo ormai da 14 mesi e dare ossigeno ad aziende di numerosi settori economici che sono sull’orlo del fallimento. Per una nazione come la Svizzera questa situazione rischia di essere molto imbarazzante, anche se non siamo gli unici ad avere difficoltà di approvvigionamento di vaccini”, chiarisce il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Tanto più che un Cantone come il Ticino (ma non è certamente l’unico) ha messo in campo un’organizzazione di tutto rispetto per procedere alla campagna di vaccinazione. “L’ho già detto anche in questa sede: il Ticino ha un’ottima… capacità di fuoco, ma mancano le munizioni. A questo punto dovremmo già vaccinare tutta la popolazione over 16 anni. E invece questa fascia, la più numerosa, dovrà attendere ancora diverse settimane prima di avere l’appuntamento presso i centri di vaccinazione. Sappiamo però che è così e che dobbiamo per forza fare buon viso a cattivo gioco. Nel frattempo l’appello è quello di mantenere sempre comportamenti personali adeguati (igiene delle mani, distanza fisica, uso della mascherina, testarsi in caso di sintomi, ndr), perché il virus circola ancora”.

Un’ultima osservazione: c’è chi paventava una catastrofe a causa dell’arrivo dei turisti confederati in Ticino per il periodo di Pasqua. “Constato che non ci sono stati cataclismi e che gli ambasciatori di sventura ancora una volta sono stati sconfessati. Meglio così. Ma teniamone conto”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.

“Si potevano anticipare le aperture”

“Si potevano anticipare le aperture”

Norman Gobbi accoglie positivamente le decisioni della Confederazione, anche se le ritiene un po’ tardive – Per Marcus Caduff è “la direzione giusta”

Le prime reazioni ticinesi agli allentamenti decisi oggi, mercoledì, dal Consiglio federale, giungono dal presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, che rimarca come si sarebbe potuto anticipare queste aperture: “Questi allentamenti del Consiglio federale sono sicuramente una cosa positiva, ma potevano essere fatti anche dieci giorni fa. Nonostante un importante afflusso di turisti dal nord delle Alpi, dopo Pasqua non c’è stata un’esplosione dei casi in Ticino. Significa che c’è una certa stagionalità del virus, come abbiamo visto l’anno scorso”.
Il deputato leghista si augura ora che a fine mese si potrà aprire in maniera ancora più massiccia: “Quello odierno è un primo piccolo passo, le aspettative della popolazione sono però più elevate. Spero che per la fine del mese si possa tornare alla normalità, che comunque comporterà il rispetto dei piani di protezione”. Gobbi guarda già alla prossima estate: “C’è la voglia di tornare a vivere assieme. L’estate 2020 non è stata problematica, malgrado un importante afflusso di persone da fuori cantone e alle numerose attività promosse all’interno dello stesso. Non c’è stata un’esplosione dei casi e questo è un elemento positivo. D’altra parte, lo sappiamo, dovremo rispettare dei comportamenti basilari per tenere sotto controllo la situazione, specie in vista di grandi eventi”.
Anche il Consigliere di Stato grigionese Marcus Caduff condivide la scelta dell’Esecutivo federale: “Le decisioni vanno nella direzione giusta. Ci aspettavamo che non si sarebbe deciso di aprire del tutto i ristoranti, ma la possibilità di usare le terrazze è una cosa positiva. Rimangono però delle sfide per i ristoranti, devono avere diritto a delle indennità. Serve però ancora prudenza, la crisi sanitaria non è terminata, ma si possano prendere questi rischi decisi oggi perché le persone vulnerabili sono vaccinate.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Si-potevano-anticipare-le-aperture-13991641.html

Da www.rsi.ch/news

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Gobbi: “La gente conosce le regole, sa che se non si rispettano si richiude”
“Troppo ottimista pensare a riaperture a maggio? Calcoliamo che lo scorso anno quando si riaprì a maggio, qualcuno pensava a delle stragi. Lo stesso è avvenuto a Pasqua e per fortuna è stato tutto sotto controllo”
Riaprire completamente a maggio? Sono le ipotesi ventilate, in cui ovviamente si spera, di Berna. Norman Gobbi le accoglie positivamente.
“Troppo ottimista pensarci? Calcoliamo che lo scorso anno quando si riaprì a maggio, qualcuno pensava a delle stragi. Lo stesso è avvenuto a Pasqua e per fortuna è stato tutto sotto controllo”, ha spiegato, in collegamento con la RSI. “E perché è avvenuto? Le persone sanno che cosa fare, rispettano le regole”. “D’altro canto, si è consapevoli che se non vengono seguite, si richiude”, ha avvisato.
Dunque, l’augurio è di poter davvero riaprire. Il Ticino sta valutando la questione dei test di massa e una decisione è attesa la prossima settimana, anche se per Gobbi la vera utilità riguarda grossi focolai, come poteva essere quello del Liceo di Lugano.

Da www.liberatv.ch

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“Non è una riapertura senza regole”

Norman Gobbi è soddisfatto delle decisioni di Berna ma sottolinea: “Avevamo già chiesto l’apertura a Pasqua”. La campagna di vaccinazione? “Sta portando i suoi frutti”

Allentamenti in arrivo da lunedì 19 aprile. È questa la decisione del Consiglio federale, il quale oggi in conferenza stampa da Berna ha presentato la sua strategia. A margine dell’incontro, il presidente del Consiglio di Stato ha espresso le sue considerazioni in diretta a Ticinonews su Teleticino.

Cosa ne pensa?

“È un passo positivo, benché avessimo già chiesto l’apertura delle terrazze per Pasqua. Un periodo per cui alcuni hanno paventato scenari catastrofici che non si sono verificati: la settimana scorsa abbiamo avuto una diminuzione di un terzo dei contagi e questa settimana l’andamento è simile a quella precedente. Quello che chiedeva il Governo ticinese era dunque sensato. Il Consiglio federale ha deciso di fare una scelta prudente”.

Solo un parametro era rispettato, non c’è il rischio di velocizzare le aperture?
“Questa è una valutazione che ha fatto il Consiglio federale. Se tengo conto di quello che abbiamo vissuto nel 2020 con le riaperture molto accelerate in maggio, alla fine non abbiamo avuto gli scenari apocalittici. Questo significa che la popolazione segue le misure ma è stanca, ma vuol anche dire che la campagna di vaccinazione sta portando i suoi frutti. Questo permette di guardare con positività la situazione, la Svizzera nonostante le chiusure dei ristoranti e le aperture delle stazioni sciistiche non ha avuto grossi problemi come è successo all’estero. Il Canton Ticino sta beneficiando di un’evoluzione anche più positiva”.

Auspica un’estensione degli spazi all’aperto per il settore della ristorazione?
“Lo avevamo già fatto l’anno scorso quando nel mese di maggio era stata data la possibilità chiedendo ai comuni di essere più generosi. Questo credo che sarà fatto anche quest’anno, i Comuni sono vicini agli esercenti del proprio territorio. L’aspetto più importante è che si tratta di una riapertura con delle regole e queste vanno rispettate”.

Viste le riaperture, sul capitolo delle dogane ci potrebbero essere delle riaperture?
“Questo dipende dal governo italiano. L’Italia sta avendo un’evoluzione positiva, le regioni confinanti sono passate dal rosso all’arancione e significa che il virus ha un effetto stagionale che da noi è un effetto di maggior vita all’esterno rispetto che all’interno”.

Da adesso via ripercorreremo la stessa situazione della scorsa estate?
“Il Consiglio federale vuole avere un passo prudente con test di massa e un importante campagna di vaccinazione. La Svizzera è ai primi posti in questo senso e il Canton Ticino ha fatto uno sforzo per tutelare la fascia di popolazione che ha sofferto”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/non-e-una-riapertura-senza-regole-LY4076368

Da www.ticinonews.ch

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Norman Gobbi: «È lo spiraglio che tutti aspettavamo»
Il presidente del Consiglio di Stato saluta favorevolmente la decisione di Berna – «Benché parziale, questa prima riapertura fornisce una prospettiva agli operatori economici.
La decisione sulle terrazze conferma che forse la stessa decisione poteva essere adotta già a Pasqua»

Sollecitata per il fine settimana pasquale da Gastrosuisse e appoggiata dal Consiglio di Stato, la riapertura delle terrazze dei ristoranti si è infine concretizzata. Il Governo ha accolto favorevolmente gli allentamenti decisi da Berna, seppur con la convinzione che si sarebbe anche potuto giocare d’anticipo: «Salutiamo favorevolmente la decisione di riaprire almeno le terrazze dei ristoranti e dei bar», afferma il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. «Benché parziale, questa prima riapertura fornisce una prospettiva agli operatori economici. La decisione odierna sulla riapertura delle terrazze conferma che forse la stessa decisione poteva essere adotta già per il periodo pasquale. Si tratta comunque di un segnale importante per tutta la società: la Svizzera è incamminata sulla strada del ritorno alla normalità».

Graduale ritorno alla normalità
Un ritorno alla normalità, seppur graduale, che passa anche dagli allentamenti per le attività culturali e per le attività sportive sia all’interno, sia all’aperto. Un passo nella direzione soprattutto dei ragazzi e dei giovani adulti. Tuttavia, se da un lato questi allentamenti sono da interpretare come un segnale positivo, dall’altro è chiaro che non si può ancora cantare vittoria. «La decisione di Berna deve infondere fiducia e speranza: il traguardo si sta avvicinando», osserva Gobbi, che precisa: «La situazione resta delicata e fragile. La campagna di vaccinazione procede in maniera costante, condizionata però dal numero di dosi a disposizione. Il nostro auspicio è che possa davvero arrivare il cambio di velocità che stiamo aspettando con trepidazione. Il Ticino è pronto per questo cambio di velocità, non appena la materia prima ci verrà consegnata». Già, le vaccinazioni. La campagna è nel suo pieno svolgimento ma a destare qualche preoccupazione sono i problemi riscontrati da AstraZeneca e Johnson & Johnson. Due prodotti che, lo ricordiamo, in Svizzera non sono utilizzati. «È importante affermare con forza che i vaccini scelti dalla Svizzera (Pfizer e Moderna, ndr) si stanno dimostrando sicuri ed efficaci. Sono lo strumento imprescindibile per superare la crisi. Come Consiglio di Stato siamo contenti che l’adesione alla campagna sia molto buona: speriamo che questa fiducia si confermi anche con le fasce più giovani della popolazione. Come abbiamo detto più volte, senza la partecipazione attiva della popolazione non potremo uscire da questa crisi».

La responsabilità individuale
Popolazione che, nonostante gli allentamenti e l’aumento delle persone vaccinate, è ancora chiamata a un comportamento responsabile. «Voglio sottolineare che le regole di comportamento devono continuare a essere rispettate. Lo ripeto ancora una volta: dobbiamo rimanere prudenti e disciplinati. Il periodo pasquale è stato esemplare in questo senso: abbiamo dimostrato di saper seguire le regole e abbiamo tenuto sotto controllo la diffusione del virus».

Il bilancio di Pasqua
Gettando uno sguardo proprio al fine settimana pasquale, il bilancio di questa data segnata in rosso sul calendario turistico ticinese è stato più che positivo. Ancora il presidente del Consiglio di Stato: «Il grande afflusso di turisti a Pasqua è stato sicuramente benefico per la nostra economia. Tutto si è però svolto in maniera ordinata, e per questo voglio ringraziare tutti i Comuni e gli enti esterni che hanno collaborato alla sensibilizzazione dei nostri amici confederati».

Da www.cdt.ch

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NORMAN GOBBI ‘Sulla strada del ritorno verso la normalità’

“Il Consiglio di Stato saluta favorevolmente la decisione del Consiglio federale di riaprire almeno le terrazze dei ristoranti e dei bar”. È quanto afferma il presidente del governo Norman Gobbi attraverso una breve nota. “Benché parziale, questa prima riapertura fornisce una prospettiva agli operatori economici”, continua Gobbi sottolineando che “la decisione odierna sulle riaperture delle terrazze conferma che poteva essere adottata già per il periodo pasquale”. Ricordiamo che il Consiglio di Stato, proprio nell’imminenza della Pasqua che segna di fatto l’inizio della stagione turistica, aveva sollecitato più volte il Consiglio federale ad allentare proprio la misura relativa alle terrazze. “Si tratta comunque di un segnale importante per tutta la società: la Svizzera è incamminata sulla strada del ritorno alla normalità”.
Lo stesso discorso vale per le riaperture delle attività culturali e per attività sportive sia all’interno, sia all’aperto. “Permangono delle limitazioni, ma è uno spiraglio che dovrebbe contribuire a favorire il nostro benessere psicofisico”, commenta il presidente del Consiglio di Stato. La situazione resta comunque delicata e fragile. “La campagna di vaccinazione procede in maniera costante, condizionata però dal numero di dosi a disposizione”. “L’auspicio è che possa davvero arrivare il cambio di velocità che stiamo attendendo con trepidazione”, aggiunge Gobbi che ricorda come è pronto a questo cambio di velocità “avendo creato un’organizzazione efficace”. Tutto dipenderà dalla velocità di fornitura dei vaccini.
Ma al di là dell’aumento del numero di persone vaccinate, Gobbi sottolinea “che le regole di comportamento devono continuare a essere rispettate continuando a rimanere prudenti e disciplinati”. “Il periodo pasquale – si continua ancora – è stato esemplare in questo senso avendo dimostrato di sapere seguire le regole tenendo sotto controllo la diffusione del virus”.
Il grande afflusso di turisti a Pasqua è stato certamente benefico per l’economia. “Tutto si è però svolto in maniera ordinata grazie anche alla collaborazione dei Comuni e degli enti esterni che hanno sensibilizzato i nostri amici confederati”, scrive Gobbi che conclude con un invito alla fiducia: “Non durerà pre sempre e la strada intrapresa è quella giusta”.

Da www.laregione.ch

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Flyer

«Distanti ma vicini» – Gli auguri di buona Pasqua del Consiglio di Stato

«Distanti ma vicini» – Gli auguri di buona Pasqua del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha realizzato un videomessaggio in occasione della Pasqua, per augurare alla popolazione e ai molti amici del Ticino un sereno periodo festivo e rammentare le raccomandazioni di comportamento necessarie per limitare la diffusione del coronavirus nel nostro Cantone.

Il videomessaggio del Presidente del Consiglio di Stato coglie l’occasione dall’imminenza della Pasqua per rammentare le principali regole e raccomandazioni di comportamento legate alla pandemia.
Le giornate più lunghe e le temperature in aumento, infatti, accresceranno la voglia di passare tempo all’aperto, in compagnia di familiari e amici – e di approfittare della bellezza del nostro territorio. Poiché l’evoluzione della pandemia rimane molto incerta, anche per la presenza delle nuove varianti del virus, occorrerà tuttavia continuare a rispettare scrupolosamente le misure sanitarie, come la popolazione ticinese ha fatto finora: solo così eviteremo di vanificare i tanti sforzi profusi da tutti per ridurre i nuovi contagi.
Nonostante la minaccia rimanga presente, il Presidente del Consiglio di Stato ricorda comunque che al momento non mancano i segnali positivi. La campagna di vaccinazione è iniziata e, grazie alla conferma delle forniture, sta prendendo finalmente velocità. Le case anziani sono luoghi sicuri, in cui il virus è quasi completamente scomparso, mentre gli ospedali e il loro personale sono occupati ma non sotto pressione, come in alcuni momenti degli ultimi dodici mesi.
Il Consiglio di Stato è pertanto convinto che in questo 2021 sarà possibile tornare a vivere una Pasqua serena. La condizione affinché ciò avvenga è che tutti, ticinesi e amici del nostro Cantone che vengono da fuori, rispettino le regole.

 

 

Arrivano i turisti per Pasqua: “Benvenuti, ma responsabili”

Arrivano i turisti per Pasqua: “Benvenuti, ma responsabili”

Sta per iniziare il periodo delle vacanze di Pasqua. Nelle strutture alberghiere ticinesi le prenotazioni da parte di ospiti della Svizzera interna sono già numerose. E c’è chi esprime preoccupazione per la presenza dei turisti a sud delle Alpi, che potrebbero causare un aumento del numero dei contagi. Qual è il pensiero del presidente del Governo Norman Gobbi? Sentiamolo: “In primo luogo non possiamo impedire alle svizzere e agli svizzeri di raggiungere il Ticino. Rispetto a un anno fa, quando avevo invitato gli amici confederati a non raggiungere il Ticino, le cose sono notevolmente cambiate. Allora stavamo seguendo un regime ferreo di chiusure; il Ticino era il Cantone più colpito dal virus; i morti erano numerosi e i ricoveri negli ospedali altrettanto. Oggi, a distanza di 12 mesi, stiamo vivendo un’altra situazione. Situazione che chiede comunque prudenza e attenzione”.

Quindi lei non si sente tranquillo a pochi giorni dalla Pasqua? “Sono cosciente che dobbiamo coinvolgere gli ospiti che raggiungeranno il Ticino. In questo senso, assieme a HotellerieSuisse Ticino e all’Associazione ticinese dei campeggi, abbiamo lanciato un’azione di sensibilizzazione con il titolo «Benvenuti in Ticino. Distanti e responsabili sempre». Ogni turista che soggiorna nei nostri alberghi o nei camping riceverà un flyer informativo, con il quale si chiede di rispettare le regole basilari: l’obbligo della mascherina nei luoghi chiusi e all’aperto dove viene prescritto; il rispetto della distanza fisica; l’igiene accresciuto per le mani e l’obbligo di non creare assembramenti all’esterno superiori a 15 persone. La stessa campagna viene proposta anche dai Comuni, ai quali abbiamo chiesto di fare avere ai residenti di case secondarie tale documentazione”, sottolinea il consigliere di Stato Norman Gobbi.

“D’altronde per il turismo la Pasqua rappresenta un momento molto importante e poter contare su un buon afflusso di ospiti permette agli alberghi e ai campeggi di iniziare bene la stagione. Detto questo, spero che gli amici confederati che soggiorneranno in Ticino siano responsabili e rispettosi delle regole di comportamento che si devono tenere in tutte le parti della Svizzera, non solo qui da noi!”, conclude il direttore del Dipartimento delle istituzioni.

 

Coronavirus – Adattamento delle disposizioni cantonali

Coronavirus – Adattamento delle disposizioni cantonali

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto delle decisioni del Consiglio federale e ha proceduto a confermare le disposizioni cantonali in vigore per il periodo fra il 22 marzo e il 18 aprile. L’unica modifica sul piano federale rispetto alla situazione attuale è l’innalzamento del numero massimo di persone per gli incontri privati al chiuso che da lunedì 22 marzo potranno avvenire con la partecipazione di 10 persone.
La situazione epidemiologica in Svizzera e in Ticino è segnata da un aumento del numero di contagi e impone quindi la massima prudenza.

Il Consiglio di Stato condivide l’analisi delle autorità federali in merito all’attuale situazione epidemiologica a livello nazionale e sui pericoli legati alla diffusione delle nuove varianti. Per questo motivo, il Governo ha confermato per il periodo fra il 22 marzo e il 18 aprile le disposizioni attualmente in vigore. L’unica modifica riguarda il numero di persone per gli incontri privati al chiuso che passano da un massimo di 5 a un massimo di 10 persone.

Il Governo coglie l’occasione per ribadire l’importanza di continuare a seguire le disposizioni di comportamento che contribuiscono a limitare la diffusione del coronavirus: indossare correttamente la mascherina, mantenere le distanze, lavarsi frequentemente le mani e farsi testare al minimo sintomo. Il Consiglio di Stato è consapevole della stanchezza che serpeggia tra la popolazione ticinese, dopo più di un anno di pandemia e di misure restrittive, ma considera fondamentale che tutti aderiscano allo sforzo collettivo di responsabilità che è richiesto a ognuno di noi.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per ringraziare quei Comuni che hanno già risposto positivamente all’invito, lanciato qualche giorno fa, di introdurre l’obbligo di indossare la mascherina negli spazi aperti molto frequentati. Come già affermato si tratta di un provvedimento efficace che si presta bene per gli spazi pubblici – centri urbani, zone di svago, aree a bordo lago, ecc. – per i quali è lecito prevedere un forte afflusso di persone soprattutto nel prossimo periodo pasquale. L’auspicio è che l’invito possa essere accolto positivamente dal maggior numero di Comuni in modo da creare un’uniformità di disposizioni sul territorio cantonale.  

Infine, il Governo ricorda come la campagna di vaccinazione sta procedendo con un ritmo crescente e vedrà settimana prossima l’inizio delle vaccinazioni anche nella categoria delle «persone con malattie croniche ad alto rischio», che possono sin d’ora annunciarsi online per la vaccinazione nei centri cantonali (iscrizione tramite la piattaforma attiva su www.ti.ch/vaccinazione). Si tratta di un nuovo e importante passo della campagna vaccinale che speriamo possa condurci a breve alla fine della crisi e al ritorno alla normalità. Ricordiamo che finora in Ticino sono 53 mila le dosi somministrate e oltre 22 mila le persone che hanno già potuto ricevere una vaccinazione completa (prima e seconda dose). 

«Sono state date false aspettative»

«Sono state date false aspettative»

Il presidente del Consiglio di Stato ticinese commenta le decisioni adottate da Berna: «La Pasqua è oramai compromessa nel senso che non si potrà mangiare nei ristoranti, ma sarà possibile pernottare da noi e per questo faremo un richiamo affinché i turisti rispettino le regole» 

Tutto come da copione. Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi non è affatto sorpreso della decisione presa dal Consiglio federale. «Era prevedibile. Già la scorsa settimana tre dei quattro indicatori presi in considerazione non erano favorevoli a una politica di allentamento delle misure. Va però ricordato che ci saranno dei settori – come la ristorazione e quello culturale e del tempo libero – che rimarranno chiusi per oltre cento giorni. Un elemento, questo, che andrà considerato in vista di ulteriori misure di sostegno». «La risposta della popolazione rimane il punto centrale», sottolinea Gobbi. «L’autorità politica può sì introdurre alcune regole, ma se dall’altra parte non c’è adesione, rimangono vuote. Per questo motivo è fondamentale far passare il messaggio che la situazione è ancora fragile dal punto di vista epidemiologico ed è per questa ragione che la Confederazione ha preferito attendere ancora prima di riaprire». «Il disorientamento c’è – ammette il presidente del Consiglio di Stato -. L’errore è stato dare false aspettative a settori come la ristorazione, la cultura e il tempo libero. Aspettative che sono state deluse appena sette giorni dopo. Questi settori, ancora una volta, vedono confermate le chiusure per un altro mese. La loro sopportazione è evidentemente al limite, e la stessa cosa vale per la popolazione, che vuole legittimamente tornare alla normalità, a godersi un film o uno spettacolo. O semplicemente tornare a sedersi al tavolo di un ristorante». Se per quattro settimane si dovrà aspettare ancora, secondo il presidente del Governo «è importante che al termine di questo periodo vi siano delle risposte e che la popolazione non debba subire ulteriori limitazioni. Quello che possiamo fare è continuare a essere solidali, mostrare un reciproco sostegno e rispettare le regole». Il prolungamento delle misure restrittive suona un po’ come una beffa, a fronte del pienone di turisti atteso per le festività pasquali. «Se lo scorso anno l’invito a non venire in Ticino era giustificato, perché era tutto chiuso, questa volta gli alberghi saranno sì aperti, ma non ci sarà molto da fare, se non godere del nostro bel territorio», ammette Gobbi. «È fondamentale però, anche in vista delle riunioni famigliari per Pasqua, continuare a essere prudenti. Il Consiglio federale si è infatti detto preoccupato per la situazione epidemiologica e per una possibile terza ondata, anche se le cifre, per il momento, rimangono piuttosto contenute». Ai turisti, ma anche alla popolazione, Gobbi rinnova l’appello alla responsabilità individuale: «Dobbiamo rispettare le regole e proteggerci, solo in questo modo potremo garantirci le libertà». «Libertà che, pur limitate, – sottolinea Gobbi – sono comunque maggiori in Svizzera rispetto ai Paesi vicini, in primis l’Italia, dove al momento non ci si può nemmeno spostare da un Comune all’altro».

Da www.cdt.ch

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Gobbi: “Nessuna sorpresa”

Il presidente del Governo ticinese sulla decisione odierna del Consiglio federale: “Tre su quattro indicatori non erano soddisfatti”

“Non sono sorpreso dalle decisione del Consiglio federale, tre su quattro indicatori fissati per procedere con le riaperture non erano soddisfatti”. Così il presidente del Governo ticinese Norman Gobbi ha commentato la decisione odierna del Consiglio federale di non procedere con ulteriori aperture.
“Il passo falso è stato quello di sollevare delle legittime aspettative in settori come la ristorazione. È un elemento che dobbiamo considerare, viste le sofferenze vissute”, ha aggiunto.
“La Pasqua, per certi versi, è oramai compromessa: ci sarà la possibilità di pernottare nelle nostre strutture alberghiere, ma non di mangiare al ristorante”, ha concluso Gobbi.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Gobbi-Nessuna-sorpresa-13918216.html

Da www.rsi.ch/news

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Gobbi: ‘Temiamo per la tenuta sociale della popolazione’
Il presidente del Consiglio di Stato non è sorpreso per la dilazione sulle riaperture di ristorazione e attività ricreative. ‘Pensiamo a una riedizione del sostegno al turismo interno’

«Che il Consiglio federale fosse timido sulle riaperture, lo avevamo capito già la scorsa settimana dove sottolineava la possibilità di una terza ondata. Non siamo sorpresi, quindi». Così Norman Gobbi, presidente del consiglio di Stato. «Dei quattro indicatori che il governo tiene sono controllo per valutare l’evoluzione della pandemia, tre sono negativi nel senso che non permettono di allentare le restrizioni in atto», continua Gobbi che sottolinea come il settore della ristorazione e del tempo libero rimarrà chiuso per oltre 100 giorni. «Più di 160 se si tiene conto anche dello scorso anno». In pratica sei mesi di stop forzato. Una situazione che potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di molte attività economiche. «È la preoccupazione principale che abbiamo come governo tanto che potremo valutare, come fatto del resto l’anno scorso, una riedizione del sostegno dato al settore turistico», anticipa Gobbi. «Ne dobbiamo ancora parlare compiutamente», precisa il presidente del consiglio di Stato.

Non ci resta di aspettare allora il 14 aprile per capire come e quando si tornerà alla normalità? «Questo è un po’ l’aspetto discordante rispetto a quanto ipotizzato la scorsa settimana, ovvero di una rianalisi della situazione ogni quindici giorni. Significa che il Consiglio federale ha davvero paura di questa terza ondata che in questo momento, secondo me, guardando i dati non è visibile. L’aumento dei casi è ancora abbastanza regolare e non esponenziale. Il grosso cambiamento è che l’aumento più importante è stato registrato tra i giovani e giovanissimi», aggiunge Gobbi.

«Dobbiamo ancora avere pazienza, ma soprattutto capacità di sopportazione. Mi preoccupa la tenuta sociale della popolazione, percepiamo che le persone incominciano a essere stanche di questa situazione ed è comprensibile. La campagna sulla salute psichica avviata del Dss va proprio nella direzione di dare sostegno a chi ha bisogno», precisa il presidente del governo ticinese che ricorda le iniziative di alcuni comuni ticinesi di indossare la mascherina protettiva anche nei luoghi pubblici. «Per Pasqua sono attesi molti turisti, visto che gli alberghi per fortuna sono aperti, ed è giusto ricordare di essere sempre e vigili».

Da www.laregione.ch

“Messaggi disorientanti”

“Messaggi disorientanti”

Il Governo ticinese prende posizione sui previsti allentamenti – No a eventi all’aperto con 150 persone – Ribadita la necessità di controlli alle frontiere

Il Consiglio di Stato ticinese, ritenendo necessario procedere “con estrema prudenza” data l’evoluzione dei contagi, ha accolto in modo piuttosto positivo la seconda tappa di allentamenti previsti dal Consiglio federale a partire dal 22 marzo, tranne per quanto riguarda le manifestazioni pubbliche con 150 persone all’esterno. Ma non tutto quanto fatto da Berna è condiviso a Bellinzona. “In questa fase i messaggi del Consiglio federale appaiano non lineari e per certi versi disorientanti” spiega il Governo in una nota specificando che “vengono proposte misure di allentamento in vari ambiti, creando inevitabilmente aspettative negli operatori economici interessati, ma d’altro canto si rileva che numerosi elementi inducono a ritenere ormai iniziata una terza ondata, e che in questo contesto appare indicato rinunciare a ulteriori alleggerimenti oltre a quanto era già stato prospettato a inizio mese”.
Nel dettaglio delle singole misure, il Governo ticinese valuta positivamente quelle che consentiranno la ripresa di talune manifestazioni (compresi gli spettacoli con un massimo di 50 spettatori), i ritrovi privati con 10 persone, l’insegnamento in presenza nelle università (ma con il 50% dei posti e non con 15 presenti). Non ritiene invece opportuno, poiché prematuro, dare la possibilità di organizzare eventi con 150 persone anche all’aperto. Non convincono neppure, “perché privi di evidenze scientifiche”, gli adeguamenti proposti sulla quarantena (eccezioni per chi si sottopone a test regolari e per le persone vaccinate) e le proposte di esenzione.

Terrazze, un primo passo per la ristorazione
“La prospettata riapertura delle sole terrazze per quanto riguarda la ristorazione aveva già raccolto un certo scetticismo nell’ultima consultazione, soprattutto per la disparità fra esercizi pubblici che sono dotati di spazi esterni e quelli che ne sono privi. È vero però che questa variante potrebbe costituire un’opportunità per una prima limitata partenza del settore, e risponde anche alla forte aspettativa di ritorno alla normalità da parte della popolazione” scrive il Consiglio di Stato che ha ribadito a Berna la richiesta di rafforzare i controlli alla frontiera.

Le restrizioni in Italia potrebbero indurre a cercare svago in Ticino
La situazione, per Bellinzona, si è “momentaneamente risolta perché il passaggio in zona rossa delle zone italiane limitrofe comporta la chiusura di bar e ristoranti” ma ora c’è un altro rischio. “L’inasprimento delle misure in vigore in Italia”, si legge nel comunicato, “potrebbe comportare un afflusso ancor più importante di cittadini italiani sul nostro territorio per ragioni di svago e non solo professionali”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Messaggi-disorientanti-13907773.html

Da www.rsi.ch/news

Allentamenti: la presa di posizione del Canton Ticino

Allentamenti: la presa di posizione del Canton Ticino

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha risposto oggi alla consultazione del Consiglio federale sulla seconda tappa di allentamenti delle misure in atto per contenere la diffusione del Coronavirus.

Nella sua presa di posizione, il Governo osserva innanzitutto come in questa fase i messaggi del Consiglio federale appaiano non lineari e per certi versi disorientanti. In effetti vengono proposte misure di allentamento in vari ambiti, creando inevitabilmente aspettative negli operatori economici interessati, ma d’altro canto si rileva che numerosi elementi inducono a ritenere ormai iniziata una terza ondata, e che in questo contesto appare indicato rinunciare a ulteriori alleggerimenti oltre a quanto era già stato prospettato a inizio mese. In Ticino la crescita dei nuovi contagi è costante da alcune settimane, presumibilmente a causa della diffusione delle nuove varianti. Ritenendo quindi indispensabile procedere con estrema prudenza, il Consiglio di Stato nel merito delle misure di allentamento proposte formula una serie di considerazioni.
Per quanto attiene le manifestazioni si prende atto positivamente della revoca del divieto di principio, sostituito dal limite di 15 partecipanti. È benvenuto anche il limite di 50 spettatori, soprattutto per gli eventi culturali, e il ritorno al limite di 10 persone per le manifestazioni private. Non si ritiene per contro opportuno, e risulta in ogni caso prematuro, consentire eventi con 150 persone anche se all’esterno.
Sul fronte della formazione si ritiene giustificato tornare all’insegnamento in presenza anche a livello terziario, con il limite di capienza dei locali esteso fino al 50% dei posti abituali (senza quindi il limite assoluto di 15 persone).
La prospettata riapertura delle sole terrazze per quanto riguarda la ristorazione aveva già raccolto un certo scetticismo nell’ultima consultazione, soprattutto per la disparità fra esercizi pubblici che sono dotati di spazi esterni e quelli che ne sono privi. È vero però che questa variante potrebbe costituire un’opportunità per una prima limitata partenza del settore, e risponde anche alla forte aspettativa di ritorno alla normalità da parte della popolazione.
La criticità evidenziata in passato di regolamentazioni differenti dai due lati del confine è per contro momentaneamente risolta perché il passaggio in zona rossa delle zone italiane limitrofe comporta la chiusura di bar e ristoranti. A questo proposito, in termini più generali, il Consiglio di Stato ribadisce la richiesta di rafforzare i controlli alla frontiera, ritenuto che l’inasprimento delle misure in vigore in Italia potrebbe comportare un afflusso ancor più importante di cittadini italiani sul nostro territorio per ragioni di svago e non solo professionali.
Da ultimo, per quanto riguarda gli adeguamenti proposti sulla quarantena (eccezioni per chi si sottopone a test regolari e per le persone vaccinate), si respingono le proposte di esenzione perché prive di evidenze scientifiche.
La situazione rimane fragile e occorrerà monitorare attentamente l’evoluzione epidemiologica per seguire l’impatto che queste eventuali nuove disposizioni avranno nelle prossime settimane. Si invita la popolazione a continuare a seguire le raccomandazioni e le misure di protezione in vigore, utili a contenere la diffusione del virus.