Le parole d’ordine sono ‘forza’ e ‘ingaggio’

Le parole d’ordine sono ‘forza’ e ‘ingaggio’

Sono «forza» e «ingaggio» le parole d’ordine usate dal presidente dell’Alleanza patriziale ticinese Tiziano Zanetti nell’assemblea di sabato a Olivone – Approvata una risoluzione sulle predazioni.

Sono «forza» e «ingaggio» le parole d’ordine usate dal presidente dell’Alleanza patriziale ticinese Tiziano Zanetti nel tornare, davanti all’assemblea dell’Alpa riunitasi sabato a Olivone, con la memoria agli ultimi dodici mesi. «Forza, perché sempre più gli Enti patriziali stanno rafforzando in modo determinante la loro presenza nella gestione territoriale», afferma infatti all’inizio del suo intervento Zanetti. Ma «forza» è uno dei sostantivi scelti perché se è necessaria «per assumere quel ruolo determinante di supporto agli altri Enti pubblici», porta però immediatamente alla seconda parola d’ordine: «Ingaggio, quello mostrato da tutti voi nella disponibilità nel mettersi in gioco per i prossimi quattro anni nella gestione dei rispettivi Enti». Guardando al futuro, Zanetti rimarca che «nella gestione di pascoli, boschi e alpeggi sarà necessaria una visione precisa, come anche promosso, richiesto e votato dal Gran Consiglio, di una strategia di gestione riguardante i grandi predatori, e in particolare del lupo».
Nel corso dei lavori assembleari, l’Alpa ha approvato anche una risoluzione che chiede di garantire gli investimenti effettuati, la sicurezza e la biodiversità sugli alpeggi. Nel testo, infatti, si legge come “l’attuale Ordinanza federale sulla caccia non tiene conto del declassamento della protezione del lupo nella Convenzione di Berna e non include misure efficaci per la tutela degli alpeggi e dei pascoli non ragionevolmente proteggibili; l’Ordinanza – viene ancora messo nero su bianco dall’Alpa – non fa distinzione tra greggi non protetti e non proteggibili. La presenza del lupo in Ticino con 5 branchi censiti, 6 coppie stanziali e almeno una decina di esemplari erranti non è assolutamente compatibile con un territorio antropizzato e dedito all’allevamento a pascolo libero”. Dalle ultime verifiche interne effettuate, “una cinquantina dei 145 alpeggi caricati a ovi-caprini sono stati abbandonati negli ultimi 12 anni. Ciò ha portato a conseguenze gravissime non solo per gli allevatori ma anche per i Patriziati, proprietari di gran parte delle strutture alpestri”.
Ciò detto, nella sua Risoluzione l’Alpa scrive: “Le Autorità e i Servizi cantonali competenti sono chiamati ad agire con estrema urgenza affinché tutti gli alpeggi, in particolare quelli non proteggibili, possano venire tutelati in maniera significativa. In particolare, si chiede la concessione immediata di procedure di abbattimento di esemplari problematici di lupi e la messa in opera di tiri o di battute di dissuasione, anche in considerazione dell’imminente stagione alpestre. Determinante, inoltre, l’eradicazione di branchi che predano prevalentemente sui nostri alpeggi”.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 giugno 2025 de La Regione

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L’urgenza per gli alpeggi: «Situazione fuori controllo»
L’assemblea ha approvato a Olivone una risoluzione che chiede l’abbattimento dei lupi più problematici e l’eradicazione dei branchi che predano sul territorio: «Bisogna intervenire».

«Le autorità e i servizi cantonali competenti sono chiamati ad agire con estrema urgenza affinché tutti gli alpeggi, in particolare quelli non proteggibili, possano venire tutelati in maniera significativa. In particolare, si chiede la concessione immediata di procedure di abbattimento di esemplari problematici di lupi e la messa in opera di tiri o di battute di dissuasione, anche in considerazione dell’imminente stagione alpestre. Determinante, inoltre, l’eradicazione di branchi che predano prevalentemente sui nostri alpeggi ». I delegati dell’Alleanza patriziale ticinese (ALPA) hanno approvato sabato, nel corso dell’assemblea annuale di Olivone – presenti oltre 250 persone, in rappresentanza di 198 collettività -, tale risoluzione sulla protezione degli alpeggi. Il senso di tale risoluzione è ben riassunto dall’urgenza delle sue battute finali: «Bisogna intervenire al più presto per sanare una situazione che appare ormai fuori controllo».
La minaccia dei lupi, sì, ma anche tanto altro è emerso nel corso dell’assemblea. Nella sua relazione il presidente dell’ALPA, Tiziano Zanetti, ha sviluppato in effetti diversi temi, partendo da quanto promosso dall’associazione nel corso dell’anno passato, con particolare attenzione alle novità riguardanti il coinvolgimento dei giovani, che di fatto rappresentano il futuro dei patriziati. Zanetti ha parlato di un «grande lavoro di promozione verso i giovani». L’associazione ha proposto «quindici Centri d’interesse in tutto il Cantone dove oltre 4.000 giovani partecipanti ai Corsi organizzati dalla Fondazione Lingue e Sport seguiranno le attività di educazione ambientale con protagonisti e attori principali anche diversi rappresentanti dei Patriziati». Sempre sul lupo, Zanetti ha ricordato: «Fa parte del nostro mandato pubblico intervenire sugli stabili alpestri, mantenere pascoli, investire quindi milioni e milioni di franchi e anche indebitarsi per promuovere tutto questo, ma qui occorre poi un supporto preciso nel contenimento mirato di specie che stanno proliferando, in alcuni casi fuori controllo nel nostro Cantone. Confido, confidiamo, che tutti si rendano conto che occorre agire con grande determinazione al più presto in modo da non far diventare la situazione ancora più drammatica. Situazione che è già di per sé fragile, e questi ultimi aspetti non fanno altro che fragilizzarla ulteriormente».
Tra gli ospiti, anche il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, il quale ha voluto portare un messaggio di positività nonostante i problemi che attualmente affliggono alcune regioni, soprattutto in Vallese, senza dimenticare i recenti disastri avvenuti anche alle nostre latitudini. «È importante continuare a progettare e costruire il futuro con ottimismo e unità. Trasformazioni tecnologiche e sociali sono alle porte ed è importante continuare a lavorare insieme. In queste sfide anche gli enti patriziali giocheranno un ruolo importante» ha ricordato Gobbi, che poi ha pure presentato la nuova piattaforma GEREPA, per la gestione dei registri patriziali, che sarà a disposizione dei patriziati ticinesi entro fine anno. Tale piattaforma è considerata come uno strumento indispensabile per gestire in futuro i dati di tutti i patriziati ticinesi. Era presente anche il presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann, che dal canto suo ha ringraziato i presenti: «Voi siete i custodi della memoria e delle terre patriziali e anche protagonisti attivi nella valorizzazione del territorio, nella promozione della sostenibilità ambientale, e nella conservazione dell’identità culturale locale».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 giugno 2025 del Corriere del Ticino

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L’Alleanza Patriziale ticinese in assemblea
Oltre 250 partecipanti e nuove sfide tecnologiche all’Assemblea ALPA a Olivone, con focus su innovazione e gestione territoriale.

Alla presenza di oltre 250 presenti con 190 patriziati, 210 delegati e tutti gli ospiti rappresentanti dei Patriziati ticinesi si è tenuta presso il rinnovato Poli di Olivone l’annuale Assemblea dell’Alleanza Patriziale ticinese (ALPA).
Tra gli ospiti e gli invitati, a dare per primo il suo saluto è stato il Consigliere di Stato Norman Gobbi, «che ha voluto portare un messaggio di positività nonostante i problemi che attualmente affliggono alcune regioni, soprattutto in Vallese, senza dimenticare i recenti disastri avvenuti anche alle nostre latitudini. È importante continuare a progettare e costruire il futuro con ottimismo e unità».
Trasformazioni tecnologiche e sociali sono alle porte ed è importante continuare a lavorare insieme. In queste sfide anche gli enti patriziali giocheranno un ruolo importante, ha ricordato Gobbi, così come sarà fondamentale continuare a fare rete e investire su progetti di sviluppo. Il Consigliere di Stato ha poi ringraziato chi, durante l’anno di rinnovo e di elezioni patriziali, si è messo a disposizione per gli enti patriziali nei consigli di amministrazione.
Il Consigliere di Stato ha presentato infine la nuova piattaforma GEREPA per la Gestione dei Registri Patriziali che sarà a disposizione dei Patriziati ticinesi entro fine anno. «Uno strumento essenziale e atteso da anni, che consentirà a tutte le Amministrazioni di gestire in modo moderno, efficace ed efficiente tutti i dati dei Patrizi ticinesi». Denis Vanbianchi, ha portato il suo saluto in qualità di Presidente del Patriziato locale, presentando il patriziato di Olivone, Campo e Largario, le attività di gestione territoriale e le strutture dell’ente proprietario di 6’288 ettari di territorio.
La Sindaca di Blenio, Claudia Boschetti Straub, ha ringraziato i presenti ricordando l’importante investimento fatto nel rinnovare la struttura del centro POLI e mettendo in luce le caratteristiche territoriali della Valle di Blenio, con le sue aziende agricole e i suoi alpeggi, senza dimenticare una delle caratteristiche più distintive della valle: la sua estensione con i 222 km² di territorio. Ha messo poi in luce l’ottima collaborazione con i Patriziati del comprensorio, portando la voce anche degli altri sindaci della Valle presenti, a tutto vantaggio della gestione territoriale e dell’intera comunità.
Il presidente del Gran Consiglio ticinese, Fabio Schnellmann, ha portato il suo saluto a tutti i presenti, assicurando che il Parlamento rimane attento e presente ai problemi e alle richieste degli enti patriziali ticinesi.
Vi è stato poi anche l’apprezzato intervento del rappresentante della Federazione Svizzera dei Patriziati (SVBK www.svbk.ch), Sandro Forster, che ha sottolineato gli ottimi rapporti con l’ALPA e l’importanza di condividere i temi centrali per la gestione territoriale, presentando anche la prossima Assemblea Federale che si terrà a Delémont nel 2026.
Nella sua relazione il Presidente dell’ALPA Tiziano Zanetti ha sviluppato diversi temi; tra questi tutto quanto promosso dall’ALPA nel corso dell’anno con particolare attenzione alle novità riguardanti l’informazione, il coinvolgimento dei giovani, le recenti elezioni patriziali cantonali, l’impegno degli Enti in ristrutturazioni, progetti innovativi ed eventi culturali, l’introduzione generalizzata (giunta quasi al termine) del nuovo modello contabile MCA2, la situazione drammatica che hanno vissuto gli Enti della Vallemaggia nel corso della passata estate, gli obiettivi strategici per il prossimo futuro, la gestione rinnovata della Rivista patriziale e la ricerca di nuovi abbonati (attualmente circa 3’000), la situazione attualizzata riguardante la gestione degli alpeggi in considerazione soprattutto degli enormi investimenti promossi dagli Enti patriziali negli ultimi anni e dalle minacce che incombono sul settore primario, dalla presenza del lupo, alla gestione dei capi di bestiame e alle direttive cantonali e federali.
Un ringraziamento particolare è stato espresso a Gianfranco Poli, da 40 anni segretario e contabile dell’Alleanza Patriziale Ticinese. Dopo la lettura della risoluzione “Garantiamo gli investimenti effettuati, la sicurezza e la biodiversità sui nostri alpeggi”, votata favorevolmente a maggioranza dalla sala, la parola è passata ai diversi rappresentanti ALPA nei vari organismi. 
 
 
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Abbattimenti e protezione degli alpeggi, priorità dei patriziati ticinesi
Quasi 200 patriziati ad Olivone per l’assemblea annuale dell’ALPA

La protezione degli alpeggi e degli animali al pascolo dalla minaccia dei lupi, ma anche il ricambio generazionale con cui deve confrontarsi l’istituzione: sono stati questi i temi principali discussi dall’ assemblea annuale dell’ ALPA (alleanza patriziale ticinese) che quest’anno si è tenuta ad Olivone. Organizzato dal patriziato locale, l’evento ha riunito oltre 250 persone in rappresentanza di quasi 200 collettività.
“Quando vediamo patriziati dinamici, i giovani arrivano”, ha detto il presidente Tiziano Zanetti, precisando però, intervistato dal Quotidiano, che non sempre questo avviene. E’ il caso allora di pensare a delle fusioni? “Noi non spingiamo, il Dipartimento non spinge, ma in caso di necessità potrebbe essere una soluzione”.
Anche Norman Gobbi ha preso parte all’evento, rimarcando l’importanza della collaborazione tra patriziati. “Sempre di più sono diventati enti pubblici che vogliono essere riconosciuti nell’ambito della gestione dei progetti e della collaborazione per la gestione del territorio”, constata il consigliere di Stato. Questo ruolo potrebbe essere importante perché “i pericoli naturali stanno aumentando e i lavori di premonizione devono essere fatti assieme”.
L’assemblea ha approvato una risoluzione sulla protezione degli alpeggi in cui si chiede maggiore flessibilità nell’abbattimento dei lupi più problematici e l’eradicazione dei gruppi che predano negli allevamenti ad alta quota.   

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Abbattimenti-e-protezione-degli-alpeggi-priorit%C3%A0-dei-patriziati-ticinesi–2870551.html

(Foto: Alpa)

L’importanza dei Patriziati ticinesi, essenziali anche nel XXI secolo

L’importanza dei Patriziati ticinesi, essenziali anche nel XXI secolo

I Patriziati ticinesi rappresentano oggi una realtà vivace e dinamica che costituisce un vero e proprio “quarto livello” istituzionale del sistema federalista svizzero, affiancandosi a Confederazione, Cantone e Comuni. “Con 201 enti patriziali e oltre 90mila patrizi proprietari del 75% del territorio boschivo cantonale, questi storici istituti dimostrano quotidianamente la loro centralità nella gestione del territorio ticinese”, esordisce il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
La loro rilevanza è emersa con particolare evidenza attraverso le aggregazioni comunali, dove i Patriziati hanno trovato nuova energia e vitalità. “L’esempio di Bellinzona – ma anche di Lugano – illustra perfettamente come questi enti fungano da collante territoriale e salvaguardino l’identità delle comunità locali confluite nell’agglomerato urbano, unendo piuttosto che dividendo”, prosegue Gobbi.
L’attività patriziale si estende ben oltre la tradizionale gestione forestale, abbracciando settori innovativi come il turismo, l’ambito sociale e culturale, oltre alla valorizzazione di cave, alpi, caseifici e infrastrutture sportive. Per Gobbi “questa diversificazione dimostra come i Patriziati non siano anacronistiche testimonianze del passato, ma organismi capaci di evolversi e adattarsi alle dinamiche della società contemporanea”.
Il dinamismo patriziale trova sostegno concreto nelle istituzioni cantonali attraverso servizi di consulenza e aiuti finanziari tramite il Fondo di aiuto patriziale e il Fondo per la gestione del territorio. La collaborazione tra Patriziato, Comune e Cantone genera un circolo virtuoso che beneficia l’intera collettività, rendendo disponibile un servizio essenziale per le comunità locali.
L’Alleanza patriziale ticinese, nata nel 1938, svolge un ruolo di mediazione fondamentale, promuovendo la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e creando condizioni favorevoli alla gestione sostenibile del territorio. Questa sinergia costruttiva rappresenta un modello di governance partecipativa che valorizza sia le tradizioni locali sia l’innovazione.
Per Gobbi, “l’importanza dei Patriziati trascende la mera gestione amministrativa per toccare aspetti identitari profondi. Come ricorda lo spirito viciniale del Patto di Torre del 1182, quando i vallerani di Blenio e Leventina si unirono per l’aiuto reciproco, questi enti incarnano principi di autodeterminazione e libertà che costituiscono il fondamento delle autonomie locali, anche alpine.
“I Patriziati moderni coniugano sapientemente tradizione e innovazione, mantenendo salde le radici storiche mentre guardano al futuro con entusiasmo progettuale”, prosegue Gobbi. “Non sono custodi di fredde ceneri, ma vivaci promotori di uno spirito comunitario che si rinnova costantemente, valorizzando il prodotto indigeno, promuovendo il territorio e preservando la cultura locale”.
La sfida contemporanea consiste nel consolidare ulteriormente l’efficienza amministrativa attraverso strumenti moderni come la contabilità a partita doppia e il nuovo piano contabile armonizzato, garantendo una gestione finanziaria equilibrata e lungimirante.
“In un’epoca di globalizzazione che spesso impone decisioni dall’alto, i Patriziati rappresentano un baluardo di democrazia partecipativa e prossimità territoriale. Essi dimostrano che l’attaccamento alle radici non costituisce un limite, ma una preziosa risorsa per affrontare le sfide future, proprio come un albero ha bisogno di radici profonde per crescere e resistere alle tempeste”, conclude Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 1 giugno 2025 de Il Mattino della domenica

Nuovo Aggiunto alla Direttrice della Divisione della giustizia

Nuovo Aggiunto alla Direttrice della Divisione della giustizia

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella sua seduta odierna, ha nominato Cristoforo Piattini quale nuovo Aggiunto alla Direttrice della Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni.

Cristoforo Piattini, nato nel 1988 e residente ad Agno, è sposato e padre di tre figli. Dopo aver conseguito il bachelor in scienze economiche all’Università della Svizzera italiana, ha ottenuto il master in public management and policy con specializzazione in géstion et évaluation des politiques publiques all’Institut de hautes études en administration publique (IDHEAP) dell’Università di Losanna.

Da oltre 10 anni è attivo presso l’Amministrazione cantonale, dapprima come collaboratore della direzione del Dipartimento delle istituzioni, in seguito come collaboratore personale del Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e dal 2017 come collaboratore scientifico presso l’Ufficio della direzione della Divisione della giustizia dove, oltre a fungere da referente per l’ambito finanziario, ha seguito direttamente importanti progetti come la riforma dell’organizzazione delle Autorità di protezione, la costituzione del primo Istituto di medicina legale del Canton Ticino nonché “Justitia 4.0”, progetto nazionale volto alla trasformazione digitale della giustizia.

Il Governo formula i migliori auguri a Cristoforo Piattini per il nuovo incarico professionale e coglie l’occasione per ringraziare Monica Bucci per il lavoro svolto negli anni presso l’Amministrazione cantonale.

Bellinzona diventa centro di competenze per la medicina legale

Bellinzona diventa centro di competenze per la medicina legale

Da settembre la sala autopsie sarà trasferita da Locarno all’ospedale San Giovanni – L’Istituto di medicina legale del Canton Ticino registra un incremento delle attività, in particolare degli accertamenti dell’età dei giovani migranti

Da settembre, la sala autopsie sarà trasferita da Locarno all’ospedale San Giovanni di Bellinzona. Un cambiamento che centralizzerà le attività dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, ormai diventato un punto di riferimento intercantonale.
“Avremo nuovi spazi adibiti alla medicina legale e una sala per accogliere i familiari,” afferma Frida Andreotti, direttrice della Divisione giustizia. “Donerà dignità a un momento delicato come il riconoscimento delle salme.”
Tra i settori in maggiore sviluppo c’è quello legato alla stima forense dell’età dei giovani migranti, con un numero di casi quasi raddoppiato in un anno. “Facciamo un esame clinico, radiografie della mano e dei denti, e a volte anche una TAC della clavicola,” spiega Rosa Maria Martinez, direttrice dell’Istituto. “Poi inviamo la perizia medico-legale alla SEM, che decide come procedere.”
Le autopsie, circa un centinaio l’anno, verranno effettuate tutte a Bellinzona, insieme alle TAC post mortem. Cresce anche il riconoscimento dell’istituto, che ha chiesto l’accreditamento FMH per formare studenti e medici. “Finora non era possibile farlo in Ticino, né in lingua italiana,” aggiunge Martinez ai microfoni del Quotidiano.
Nel prossimo futuro è prevista anche l’apertura, su richiesta della Confederazione, di un centro per vittime di violenza, con l’obiettivo di documentare meglio lesioni e abusi. “Siamo già avanti su questo fronte grazie all’istituto,” conclude Andreotti.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Bellinzona-diventa-centro-di-competenze-per-la-medicina-legale–2844044.html

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Centodue autopsie e nuova sala settoria
Il primo bilancio di attività (2024) dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino. Gobbi: ‘Un servizio di alta qualità’. E un centro di formazione

Una nuova sala settoria, all’ospedale San Giovanni di Bellinzona, dove da settembre eseguirà le autopsie che ora effettua all’Istituto cantonale di patologia, e il riconoscimento, che ha chiesto in questi giorni alla Federazione dei medici svizzeri, quale centro di formazione per il conseguimento del titolo di specialista in medicina legale Fmh. Questo e altro nel futuro dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino. Sede a Bellinzona, dipendente sul piano amministrativo dal Dipartimento istituzioni, ma del tutto autonomo nella propria attività, è operativo dal gennaio dello scorso anno. Lo dirige la dottoressa Rosa Maria Martinez (in organico altri tre medici legali e una segretaria), già alla guida dell’Ufficio delle scienze forensi entrato in funzione nell’ottobre del 2022, passo preliminare verso la realizzazione dell’Istituto di medicina legale. Istituto che ieri ha presentato ai media il rendiconto del lavoro svolto nel 2024, principalmente dietro mandato della magistratura, ovvero del Ministero pubblico. Tra le sue prestazioni figurano sopralluoghi per l’esame di cadaveri, autopsie e identificazioni. Non solo decessi sospetti, non solo medicina legale “post-mortem”. Sì, perché gli specialisti dell’istituto si occupano anche di “persone viventi” e quindi di casi per esempio di violenza sessuale, fisica e domestica. È questa la medicina legale “clinica”.

‘Accertare o escludere l’intervento di terzi’
«Il nostro compito è di accertare o escludere l’intervento di terzi», ha ricordato Martinez, illustrando i dati riguardanti l’attività 2024 dell’istituto. Numeri riportati anche in una nota del Dipartimento istituzioni: “Per la parte post-mortem l’Istituto di medicina legale ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense, 11 esami esterni e 23 ispezioni medico-legali, queste ultime di norma assicurate dalla figura del cosiddetto medico specializzato in ispezioni legali, grazie alla collaborazione con la Federazione cantonale ticinese servizi ambulanza”. Passando ai casi di medicina legale clinica, si parla di “101 visite cliniche, 71 violenze fisiche e 12 violenze sessuali (adulti), 12 violenze fisiche e 6 violenze sessuali (minorenni), 2 valutazioni di radiologia forense e 24 pareri sugli atti”. A queste prestazioni, prosegue la nota, “si aggiungono le 159 visite nell’ambito dell’attività di stima forense dell’età dei richiedenti l’asilo presunti minorenni, svolta dall’Istituto di medicina legale su mandato della Segreteria di Stato della migrazione”, la Sem.

L’Istituto, ha sottolineato il titolare del Dipartimento Norman Gobbi, «non è un lusso, ma una necessità, come ha già avuto modo di evidenziare il procuratore generale Andrea Pagani». La struttura, ha continuato il presidente del Consiglio di Stato, «è stata fortemente voluta dal Cantone e dal suo governo». L’apertura in Ticino di un istituto di medicina legale ha infatti «colmato nel nostro territorio una lacuna per quel che concerne il sostegno specialistico all’attività di perseguimento penale». Insomma, non si deve più, tra l’altro, far capo a centri e figure professionali presenti fuori cantone. L’istituto ticinese «assicura un servizio di alta qualità, allineandosi agli standard svizzeri previsti nel settore: un obiettivo che è stato raggiunto velocemente e con risultati positivi». La struttura «garantisce le sue prestazioni ventiquattro ore su ventiquattro, tutti i giorni». L’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, ha ancora sottolineato il direttore del Dipartimento istituzioni, «è un punto di riferimento per enti pubblici e parapubblici, ma anche per privati legati al mondo accademico». Ed è diventato un punto di riferimento «anche per le autorità federali, penso in particolare alla Segreteria di Stato della migrazione, al Sisi, cioè il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza per quel che concerne gli incidenti aeronautici, e alla giustizia militare».

‘Nuovo tassello della collaborazione con l’Eoc’
Dal presente al futuro. «Dal prossimo settembre – ha fatto sapere la responsabile, in seno al Dipartimento, della Divisione giustizia Frida Andreotti – l’istituto disporrà di una nuova sala settoria. Sarà all’Ospedale regionale di Bellinzona. Si tratta di un ulteriore importante tassello della collaborazione fra l’Istituto di medicina legale del Canton Ticino e l’Ente ospedaliero cantonale». Di più. L’istituto ha chiesto il riconoscimento come «centro formativo Fmh» per l’ottenimento del titolo di specialista in medicina legale. Se così sarà, l’istituto, ha spiegato Martinez alla ‘Regione’, avrà la possibilità «di formare studenti di medicina e medici assistenti che vogliono conseguire la specializzazione in medicina legale».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 21 maggio 2025 de La Regione

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Medicina legale, bilancio positivo
Oltre 100 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense e una parte rilevante di attività clinica

Bilancio molto positivo per l’istituto di medicina legale del Canton Ticino. «L’obiettivo di Governo e Dipartimento delle istituzioni di strutturare e rafforzare la medicina legale è stato pienamente raggiunto», è stato spiegato ieri in una conferenza stampa a Bellinzona per sottolineare il primo anno di attività dell’istituto. Oggi, il Ticino può contare su un servizio d’eccellenza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, in favore della Giustizia, in particolare del Ministero pubblico, ha spiegato il direttore del DI Norman Gobbi. La direttrice dell’istituto di medicina legale, Rosa Maria Martinez, illustrando gli ambiti e i compiti della medicina legale, ha indicato come la stessa verta su due ambiti principali: la medicina legale clinica, svolta su persone viventi nel campo di violenze interpersonali, e la medicina legale postmortem. Rispetto ai dati di attività del 2024, per la parte postmortem il centro ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense, 11 esami esterni e 23 ispezioni medicolegali, di norma assicurate dalla figura del medico specializzato in ispezioni legali, grazie alla collaborazione con la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanza. Per la parte di medicina legale clinica, si segnalano poi 101 visite cliniche, 71 violenze fisiche e 12 violenze sessuali (adulti), 12 violenze fisiche e 6 violenze sessuali (minorenni), 2 valutazioni di radiologia forense e 24 pareri sugli atti. Prestazioni a cui si aggiungono le 159 visite nell’ambito dell’attività di stima forense dell’età dei richiedenti l’asilo presunti minorenni, svolta dall’Istituto di medicina legale su mandato della Segreteria di Stato della migrazione. «I numeri di attività sono importanti e rispecchiano il ruolo centrale garantito dall’Istituto di medicina legale a beneficio della Giustizia, grazie alla proficua collaborazione con i tanti partner ». Un rafforzamento che prosegue, come confermato dalla direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, ad iniziare dall’inaugurazione della nuova sala settoria prevista nel 2025, realizzata, grazie alla collaborazione con l’EOC, presso l’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli. Un ulteriore importante tassello è rappresentato dal riconoscimento in corso dell’Istituto di medicina legale quale organo formativo ai sensi dell’FMH.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 21 maggio 2025 del Corriere del Ticino

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In Ticino un’autopsia ogni tre giorni
Per il Governo l’obiettivo del nuovo Istituto di medicina legale «è pienamente raggiunto». Nella prima annata d’attività 102 autopsie e 101 visite cliniche.
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obbi: «Non un vezzo ma una necessità».In funzione dal 1° gennaio 2024, l’Istituto di medicina legale (IML) del Canton Ticino può vantare un bilancio di attività «molto positivo».

A confermarlo è il Governo, che oggi in conferenza stampa a Bellinzona ha voluto ribadire l’importanza della sua fondazione: «In tempi rapidi e grazie alla proficua collaborazione con gli enti e i partner presenti sul territorio, il primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale garantisce un servizio d’eccellenza in favore della Giustizia».
Oggi a Bellinzona, in conferenza stampa è stato evidenziato il bilancio di attività dell’Istituto di medicina legale, organo autonomo e indipendente dello Stato, entrato in funzione il 1° gennaio 2024 e attribuito per la parte amministrativa al Dipartimento delle istituzioni (DI), Divisione della giustizia.
«Non si tratta di un vezzo, come lo ha definito qualcuno», ha chiosato in apertura il Presidente del Consiglio di Stato e Capodipartimento Norman Gobbi, «ma una vera e propria necessità».
A dimostrarlo un’annata in cui il neonato Istituto è stato particolarmente sollecitato, per numerosi crimini violenti ma anche a viso di emergenze epocali come l’alluvione in Valle Maggia.
L’obiettivo del Governo e del DI, ha sottolineato lo stesso Gobbi «è stato pienamente raggiunto» in quanto «il Canton Ticino dispone infatti del primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale, che assicura un servizio d’eccellenza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, in favore della Giustizia, in particolare del Ministero pubblico».

La Direttrice dell’Istituto di medicina legale Dr. med. Rosa Maria Martinez, illustrando gli ambiti e i compiti della medicina legale, ha indicato come la stessa verta su due ambiti principali: la medicina legale clinica, svolta su persone viventi nel campo di violenze interpersonali, e la medicina legale post-mortem.
«Lo scopo primario della medicina legale», spiega la Dr. Martinez, «è quello di escludere, o accertare, l’intervento di terzi. Questo sia in caso che la persona sia vivente, oppure deceduta. In questo caso è anche chiamata a dirimere i dubbi legati a una morte insolita».
Rispetto ai dati di attività del 2024, per la parte post-mortem l’Istituto di medicina legale ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense, 11 esami esterni e 23 ispezioni medico-legali, «queste ultime di norma assicurate dalla figura del cosiddetto Medico specializzato in ispezioni legali, grazie alla collaborazione con la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanza».
Per la parte di medicina legale clinica, si segnalano 101 visite cliniche, 71 violenze fisiche e 12 violenze sessuali (adulti), 12 violenze fisiche e 6 violenze sessuali (minorenni), 2 valutazioni di radiologia forense e 24 pareri sugli atti.
Prestazioni a cui si aggiungono le 159 visite nell’ambito dell’attività di stima forense dell’età dei richiedenti l’asilo presunti minorenni, svolta dall’Istituto di medicina legale su mandato della Segreteria di Stato della migrazione (SEM)
Segnalata anche le iniziative di formazione continua destinate agli infermieri del mondo ospedaliero, così come il percorso di formazione – in collaborazione con SUPSI – per un percorso che porta all’ottenimento del Certificate of Advanced Studies (CAS) in Infermieristica forense.

Un rafforzamento che prosegue, come confermato dalla Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, a iniziare dall’inaugurazione della nuova sala settoria prevista per settembre 2025, realizzata, «grazie all’ottimale collaborazione in essere da anni con l’Ente ospedaliero cantonale», presso l’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli.
Un ulteriore «importante tassello» è rappresentato dal riconoscimento in corso dell’Istituto di medicina legale quale organo formativo ai sensi dell’FMH, che permetterà in futuro di garantire anche in Ticino la formazione specialistica in medicina legale.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1839205/legale-medicina-istituto-attivita-stato-necessita-vezzo

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Medicina legale, il Ticino fa scuola. Bilancio positivo per il nuovo Istituto cantonale

A pochi mesi dalla sua attivazione, l’Istituto di medicina legale del Canton Ticino registra risultati concreti e un servizio operativo 365 giorni l’anno. Oltre cento autopsie, numerosi casi di violenza e una funzione chiave per la giustizia: “Obiettivo pienamente raggiunto”, afferma il Consiglio di Stato.
A nemmeno sei mesi dalla sua entrata in funzione, il primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale ha già dato prova di efficienza, qualità e rilevanza per il sistema giudiziario. È quanto è emerso oggi a Bellinzona nel corso della conferenza stampa di bilancio, durante la quale le autorità cantonali hanno sottolineato il successo dell’operazione avviata il 1° gennaio 2024. Voluto dal Governo e attribuito amministrativamente al Dipartimento delle istituzioni, l’Istituto opera in piena autonomia e garantisce un servizio medico-legale attivo 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, a stretto supporto del Ministero pubblico. “L’obiettivo di strutturare e rafforzare in modo stabile la medicina legale in Ticino è stato pienamente raggiunto”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi.
 
“Molto interesse da parte dei professionisti”
“Questo bilancio estremamente positivo che stupisce anche noi, proprio per l’interesse che l’Istituto ha generato verso i professionisti presenti sul territorio e verso la cittadinanza”, ci ha spiegato Frida Andreotti, direttrice della Divisione della giustizia. Ma quanto sono importanti le collaborazioni sul territorio? “C’è una collaborazione importantissima proprio per l’operatività. Da quando viene rinvenuta una salma c’è un’ottima collaborazione con le pompe funebri. Alla fine è una collaborazione per la giustizia, per dare e ridare le persone ai propri cari nell’ottica di capire cosa è successo. Questo per quanto riguarda sia le persone decedute sua quelle viventi, nell’ottica appunto di cercare di capire cosa è capitato. I fatti che riguardano, insomma, la giustizia”. Una novità è la creazione di una nuova sala settori. Attualmente le autopsie vengono fatte a tutte Locarno. Cosa verrà creato? E a partire da quando? “Da ormai 30 anni le autopsie vengono effettuate all’Istituto patologico di Locarno. Nel 2019 si è poi pensato di creare un Istituto di medicina legale e si è pertanto condotta una riflessione su un uso maggiormente efficiente ed efficace delle risorse, anche sul lungo termine. Da qui l’ubicazione a Bellinzona e tutta una serie di servizi si medicina legale, la nuova sala settoria in collaborazione con l’Ospedale Regionale di Bellinzona e con la Polizia scientifica (prevista nel corso di quest’anno). Quindi un unico centro di competenza nella Città, scelta per via della presenza di spazi amministrativi e, come detto, dell’Ospedale”. Ma concretamente dove verrà ubicata? “Si troverà in un piano inferiore, anche discreto, dell’Ospedale. Ci sarà la nuova sala settoria, adibita però a tutti gli spazi che rispondono alle esigenze di medicina legale. Non da ultimo ci sarà una sala adeguata anche per accogliere i familiari per riconoscere ecco le persone decedute”. Ma si parla anche di una nuova formazione per i medici futura, un modo per attirare anche questi professionisti della tutta la Svizzera. “Siamo fieri che, proprio oggi, abbiamo mandato la richiesta di riconoscimento dell’Istituto di medicina legale quale organo formativo del FMH. Questo ci permetterà di formare dei medici che fanno studi in Svizzera, anche provenienti dal Ticino. È quindi un’ottima opportunità di crescita in un settore molto particolare, che raccoglie anche il pieno interesse della popolazione. Inoltre, è un settore del quale ne beneficia la giustizia”, ha concluso Andreotti.
 
Due ambiti, una missione
La direttrice dell’Istituto, la dottoressa Rosa Maria Martinez, ha ricordato che l’attività si suddivide in due settori principali: la medicina legale clinica (su persone viventi, spesso in casi di violenza interpersonale) e quella post-mortem (autopsie, valutazioni e ispezioni). I numeri raccolti nel primo semestre confermano l’ampiezza e la centralità del lavoro svolto. In ambito post-mortem, l’Istituto ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni radiologiche, 11 esami esterni e 23 ispezioni medico-legali, queste ultime in collaborazione con la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanza. Sul fronte clinico, si contano 101 visite, con 71 casi di violenza fisica e 12 di violenza sessuale su adulti, oltre a 18 casi su minorenni. Non mancano infine attività specifiche come le 159 visite per la stima dell’età di richiedenti l’asilo, su incarico della Segreteria di Stato della migrazione.
 
Un valore aggiunto per tutto il Cantone
Il Presidente del Consiglio di Stato ha infine evidenziato il valore strategico dell’Istituto, che rappresenta un esempio concreto di valorizzazione delle competenze e delle eccellenze presenti nel Cantone. Un servizio che non solo rafforza il sistema giudiziario, ma contribuisce alla qualità complessiva della risposta istituzionale in ambiti delicati e complessi come quelli legati alla medicina forense.
 
Istituto di medicina legale del Canton Ticino: bilancio di attività molto positivo

Istituto di medicina legale del Canton Ticino: bilancio di attività molto positivo

Comunicato stampa

In funzione dal 1° gennaio 2024, l’Istituto di medicina legale del Canton Ticino può vantare un bilancio di attività molto positivo. In tempi rapidi e grazie alla proficua collaborazione con gli enti e i partner presenti sul territorio, il primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale garantisce un servizio d’eccellenza in favore della Giustizia. L’obiettivo di Governo e Dipartimento delle istituzioni di strutturare e rafforzare la medicina legale del Canton Ticino è stato pienamente raggiunto.

Oggi a Bellinzona, in conferenza stampa è stato evidenziato il bilancio di attività molto positivo dell’Istituto di medicina legale, organo autonomo e indipendente dello Stato, entrato in funzione il 1° gennaio 2024 e attribuito per la parte amministrativa al Dipartimento delle istituzioni/Divisione della giustizia.
L’obiettivo del Governo e del Dipartimento delle istituzioni, come sottolineato dal Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi è stato pienamente raggiunto. Il Canton Ticino dispone infatti del primo Istituto cantonale ticinese di medicina legale, che assicura un servizio d’eccellenza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, in favore della Giustizia, in particolare del Ministero pubblico.

La Direttrice dell’Istituto di medicina legale Dr. med. Rosa Maria Martinez, illustrando gli ambiti e i compiti della medicina legale, ha indicato come la stessa verta su due ambiti principali: la medicina legale clinica, svolta su persone viventi nel campo di violenze interpersonali, e la medicina legale post-mortem.
Rispetto ai dati di attività del 2024, per la parte post-mortem l’Istituto di medicina legale ha effettuato 102 autopsie, 83 valutazioni di radiologia forense, 11 esami esterni e 23 ispezioni medico-legali, queste ultime di norma assicurate dalla figura del cosiddetto Medico specializzato in ispezioni legali, grazie alla collaborazione con la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanza.
Per la parte di medicina legale clinica, si segnalano 101 visite cliniche, 71 violenze fisiche e 12 violenze sessuali (adulti), 12 violenze fisiche e 6 violenze sessuali (minorenni), 2 valutazioni di radiologia forense e 24 pareri sugli atti.
Prestazioni a cui si aggiungono le 159 visite nell’ambito dell’attività di stima forense dell’età dei richiedenti l’asilo presunti minorenni, svolta dall’Istituto di medicina legale su mandato della Segreteria di Stato della migrazione.

I numeri di attività sono importanti e rispecchiano il ruolo centrale garantito dall’Istituto di medicina legale – anche a livello delle molte formazioni tenute – a beneficio della Giustizia, grazie alla proficua collaborazione con i tanti partner pubblici, para-pubblici e privati che operano quotidianamente nel settore.
Un rafforzamento che prosegue, come confermato dalla Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, ad iniziare dall’inaugurazione della nuova sala settoria prevista nel 2025, realizzata, grazie all’ottimale collaborazione in essere da anni con l’Ente ospedaliero cantonale, presso l’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli. Un ulteriore importante tassello è rappresentato dal riconoscimento in corso dell’Istituto di medicina legale quale organo formativo ai sensi dell’FMH, che permetterà in futuro di garantire anche in Ticino la formazione specialistica in medicina legale.

Un bilancio quindi molto positivo, come evidenziato dal Presidente del Governo, nell’ottica di valorizzare le realtà qualificate e di alta eccellenza presenti nel nostro Cantone, che dispone di molte competenze e potenzialità, che hanno contribuito a creare un importante valore aggiunto, anche nell’ambito della medicina legale.  

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2023

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2023

Comunicato stampa

Ieri, sabato 17 maggio, al Palazzo dei Congressi di Lugano si è tenuta la Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei diplomati e delle diplomate alla Scuola di polizia del V circondario d’esame (SCP 2023). Durante il tradizionale evento, inaugurato dal Capo Sezione formazione capitano Christophe Cerinotti, hanno preso la parola il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il Direttore del Centro formazione di polizia (CFP) Andrea Pronzini. Pure presenti, i rappresentanti delle Autorità politiche e giudiziarie come pure i Comandanti, o loro delegati, dei Corpi di polizia con agenti neodiplomati/e.

Nel suo intervento il Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, dopo aver ringraziato gli ospiti presenti, ha sottolineato “come la sicurezza sia il frutto di un impegno costante, sostenuto con professionalità e determinazione da ogni singolo agente di polizia. Per affrontare le nuove minacce e le crescenti sfide sociali, è indispensabile una solida preparazione in grado di supportare strategie sempre più efficaci nella prevenzione e nel contrasto della criminalità, senza mai abbassare gli elevati standard operativi. I risultati positivi conseguiti dalla Polizia cantonale, e confermati dalle statistiche degli ultimi anni, testimoniano la versatilità e l’elevata competenza degli uomini e delle donne in uniforme, tra cui, a breve, entrerete a pieno titolo anche voi. Da parte mia, i migliori auguri per una carriera ricca di soddisfazioni al servizio della nostra comunità“.

Rivolgendosi a sua volta alle e ai neo agenti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi si è dapprima congratulato con loro per l’importante traguardo raggiunto a livello di formazione, evidenziando pure che “essere un agente di polizia non è soltanto indossare una divisa. Significa incarnare l’ideale di essere al servizio della società e del prossimo. Siamo chiamati nel corso della nostra missione a essere presenti quando tutti si allontanano, a fare da scudo quando altri sono in pericolo e a saper ascoltare, a comprendere e ad intervenire 365 giorni all’anno 24 ore su 24. Non bisogna inoltre dimenticare che il potere che vi è conferito dall’autorità va sempre esercitato con equilibrio, ponderatezza e umanità. Infatti, oggi non ricevete solo un incarico, ma la fiducia della collettività“.

Dopo un percorso formativo sviluppatosi sull’arco di due anni, 38 neodiplomati e neodiplomate (19 della Polizia cantonale, 1 della Polizia cantonale Grigioni, 2 della Polizia comunale di Ascona, 2 della Polizia città di Bellinzona, 1 della Polizia comunale Ceresio Sud, 1 della Polizia comunale di Chiasso, 2 della Polizia città di Locarno, 5 della Polizia città di Lugano, 4 della Polizia città di Mendrisio e 1 della Polizia militare) sono ora pronti/e ad affrontare una nuova realtà professionale in qualità di agenti formati/e presso i propri Corpi di appartenenza.

Federalismo con i muscoli: il Ticino riparte dai suoi Comuni

Federalismo con i muscoli: il Ticino riparte dai suoi Comuni

Norman Gobbi annuncia lo sviluppo di una piattaforma digitale “operativa”

Giovedì 8 maggio 2025, a Bellinzona, quasi 200 persone si sono riunite per discutere di autonomia, territorio e futuro. Il Presidente del Governo Norman Gobbi è stato perentorio: «Basta critiche a vuoto, è ora di osare».

Un concetto che è emerso con forza durante la sesta edizione del Simposio Cantone-Comuni, tenutosi all’Auditorium della Scuola cantonale di commercio, è che il tempo delle chiacchiere è finito. Alla presenza di quasi 200 tra sindaci, municipali, consiglieri comunali, funzionari comunali e cantonali e gran consiglieri, il capo del Dipartimento delle istituzioni ha ribadito con fermezza che il futuro del Ticino si costruisce con Comuni forti, responsabili e ascoltati.
«I Comuni sono lo Stato sul territorio, il volto concreto delle istituzioni nella vita quotidiana delle persone» ha dichiarato Gobbi nel suo intervento d’apertura. Un discorso che ha toccato con franchezza anche i punti dolenti: rapporti logorati, diffidenza reciproca e un contesto economico-sociale sempre più complicato.
Ma il Simposio 2025 non è stato solo analisi. È stato un passo avanti. Concreto, politico e istituzionale.
Al centro dell’evento, non i soliti slogan, ma proposte vere. A partire da una riforma costituzionale per rafforzare l’autonomia dei Comuni, non solo a parole ma con un riconoscimento giuridico forte e operativo. E poi il lancio di una «Dichiarazione ticinese sul federalismo», un patto concreto per rimettere in piedi una collaborazione che sia finalmente all’altezza delle sfide.
«Basta giochi di palazzo – ha dichiarato Norman Gobbi –. È ora di andare oltre al dipartimentalismo e avanzare con coraggio e responsabilità, rimettendo al centro i nostri Comuni e le persone che li vivono». E ha aggiunto: «Il federalismo non può diventare un mantra vuoto. Deve avere muscoli, ossa e cervello. E serve gente che abbia il coraggio di osare, non solo di criticare».
Accanto alla politica, anche il lato pratico: un gruppo di lavoro Cantone-Comuni è già all’opera per rivedere i flussi informativi e realizzare una piattaforma digitale moderna, utile per chi amministra e risolve problemi ogni giorno. E presto cambierà anche la piattaforma di dialogo politico, per incontri più regolari, franchi e utili davvero.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha ribadito che il federalismo svizzero non è nostalgia, ma una leva di innovazione per servire meglio i cittadini. E ha annunciato anche un evento simbolico, ma concreto: il prossimo 10 settembre, in occasione del centenario della Conferenza di Locarno, il Governo incontrerà i 100 sindaci del Ticino. Un gesto forte per dire che la collaborazione tra Cantone e Comuni non è un’opzione, ma è una necessità.
Per Norman Gobbi i Comuni sono il cuore pulsante del Ticino. Senza enti locali forti, vicini alla gente, autonomi nelle scelte, il Cantone si spegne. E ha aggiunto che solo «con coraggio, concretezza e una visione chiara, possiamo rilanciare il nostro modello. Perché il federalismo non è folklore: è azione. E questa battaglia, la vinciamo insieme».
E a guidare questa battaglia, ancora una volta, c’è la Lega dei Ticinesi. Da sempre vicina alle comunità locali, al fianco dei municipi, la Lega ha fatto della difesa della prossimità e dell’autonomia una priorità politica. In un’epoca in cui la Confederazione scarica nuovi oneri senza fornire i mezzi, e dove il cittadino si sente sempre più smarrito tra burocrazia e sfiducia, la risposta passa dal territorio. Dal ricostruire fiducia. Dal rilanciare il federalismo come metodo d’azione, non come alibi per galleggiare.
Il Simposio ha mostrato che la rotta è tracciata, che il clima è cambiato e che la volontà c’è. Ora serve tradurre tutto questo in scelte coraggiose. Servono idee chiare, progetti attuabili, amministratori preparati. Servono strumenti per agire e la volontà politica per decidere. Perché solo così possiamo costruire un Ticino più forte, più autonomo, più vicino ai suoi cittadini. Un Ticino che parla la lingua della Lega: quella della concretezza, della responsabilità e del coraggio.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 18 maggio 2025 de Il Mattino della domenica

Scuola di polizia, giurano fedeltà 38 nuovi agenti

Scuola di polizia, giurano fedeltà 38 nuovi agenti

Conclusa la formazione biennale ora lo sguardo è rivolto al 2026, dove i tagli alla formazione preoccupano il futuro del corpo

Con una cerimonia solenne e carica di emozione, 30 uomini e 8 donne hanno giurato sabato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, entrando ufficialmente in servizio come agenti e gendarmi della polizia. Dopo due anni di formazione intensa, questi 38 nuovi professionisti sono pronti ad assumersi la responsabilità di rappresentare lo Stato agli occhi dei cittadini.
“Sono sicuramente un innesto su un sostrato di polizia in Ticino che funziona, garantisce quel bene invisibile che è la sicurezza, proprio perché ci si accorge che manca solo quando non è presente”, ha sottolineato Norman Gobbi direttore del Dipartimento delle istituzioni.
Dalla Scuola di polizia del 2023, 19 gendarmi entreranno in servizio per la polizia cantonale ticinese. Tuttavia, il futuro della formazione appare incerto: a causa di misure di risparmio, il numero di aspiranti sarà drasticamente ridotto e nel 2026 ne verranno ammessi solo una decina. “Se quelli che vanno sono più di quelli che formiamo, a un certo punto saremo in forte deficit”, evidenzia Christophe Cerinotti, capo della Sezione formazione della polizia cantonale.
La questione della riduzione degli effettivi è al centro del dibattito, soprattutto in relazione ai servizi di sicurezza richiesti da eventi sportivi e grandi manifestazioni. Ma tra emozione e senso del dovere, le parole del neo gendarme Raffaele Crameri riassumono lo spirito della giornata: “Speriamo di essere all’altezza e di riuscire a fare bene, ed essere sempre un esempio per gli altri.”

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Scuola-di-polizia-giurano-fedelt%C3%A0-38-nuovi-agenti–2836340.html

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38 nuovi agenti hanno giurato fedeltà, tra instabilità e sfide future
Sono 38 gli agenti, di cui 8 donne, che hanno concluso oggi la loro formazione biennale, entrando a far parte del corpo di Polizia Cantonale. L’anno prossimo, però, i ranghi saranno dimezzati.

“Cercavo un percorso diverso dal mio precedente, in ufficio, qualcosa di più dinamico che mi permettesse di essere a disposizione della popolazione”. E ancora, “sono molto emozionato, è stato un periodo interessante, lungo e difficile, però i risultati si sono visti quindi sono contento di essere qui oggi”: le parole dei nuovi agenti Elisa Visani e Raffaele Crameri tradiscono l’emozione che suscita il giuramento di fedeltà alla costituzione ed alle leggi, avvenuta quest’oggi. L’importanza del momento è confermata dal direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, presente sul posto. Ticinonews si è recata sul posto per raccogliere sensazioni e prospettive. 

Una giornata di festa, con uno sguardo al prossimo futuro
“È una giornata di festa, perché donne e uomini del territorio si mettono a disposizione di un servizio essenziale quale è la sicurezza pubblica”, conferma Gobbi. L’obiettivo, spiega il direttore del DI, “è garantirla in maniera discreta, attraverso polizie cantonali, comunali e altri corpi per proteggere bene e persone del Ticino”. All’ordine del giorno vi però è anche la questione degli effettivi. Il governo, dopo aver deciso di non aprire la scuola di polizia nel 2026, ha fatto una parziale marcia indietro: vi prenderanno parte “una decina di agenti della Polizia Cantonale, ai quali si aggiungeranno probabilmente una quindicina di agenti delle comunali, della polizia dei trasporti, e della polizia militaire, oltre agli agenti dei Grigioni, che abbiamo la fortuna di poter formare”, spiega il caposezione formazione Christophe Cerinotti. Cerinotti è ottimista: “è comunque meglio di niente. Ci sarà un deficit a fronte dei 30 agenti che in media vanno in pensione ogni anno, ma è sempre meglio di niente”. La richiesta di non abolire la scuola di polizia nel 2026 era arrivata dal direttore del DI: “i compiti essenziali verranno comunque garantiti attraverso il riordino dei compiti previsti nel progetto Polizia Ticinese, che regola i rapporti tra cantonale e comunale. D’altra parte dovremo discutere con chi beneficia di questi servizi come club sportivi e grandi manifestazioni. Magari ai promotori sarà richiesta una partecipazione maggiore”. 

Risparmi su campagne di sensibilizzazione e benefit
Nel frattempo, la politica è al lavoro. La Lega, tra le varie misure di risparmio, ha proposto una riduzione delle campagne di prevenzione della Polizia Cantonale e la rinuncia alle auto di servizio da parte dei graduati non di picchetto. “Il Dipartimento attua misure e revisioni per essere sia più efficace, che più efficiente”, risponde Gobbi. Si cercherà di ottimizzare “quanto riguarda la sensibilizzazione e i benefit degli ufficiali che, ricordo, contribuiscono comunque al veicolo di servizio versando mensilmente una quota”. Per conoscere quali saranno le misure di risparmio bisognerà ancora attendere, tenendo presente l’instabilità e l’incertezza del periodo storico: “le sfide sono molteplici, osserviamo un’instabilità globale che si ripercuote da noi”, conclude Gobbi, “e se penso a quello che il Ticino ha da offrire, un Cantone bello, sicuro, questi elementi vanno mantenuti, perché stiamo attraendo contribuenti in fuga da territori più instabili”. 

https://www.ticinonews.ch/ticino/38-nuovi-agenti-hanno-giurato-fedelta-tra-instabilita-e-sfide-future-412215

Presentazione e visita della Polizia scientifica

Presentazione e visita della Polizia scientifica

Comunicato stampa

Anche quest’anno torna il tradizionale appuntamento con il “Pomeriggio informativo sulle Scienze forensi”. L’evento si terrà sabato 24.05.2025 dalle 14.00 alle 17.00 a Bellinzona in Via Chicherio 20d (ritrovo al cancello d’ingresso, eventuali veicoli sono da posteggiare all’esterno del sedime). La proposta, che offre l’occasione di entrare in contatto con la realtà della Polizia scientifica e con i professionisti della materia, è rivolta in particolare a studenti e studentesse – di età non inferiore ai 18 anni e fino ai 22 anni di età – che intendono informarsi sui possibili studi accademici nelle Scienze forensi.

L’incontro prevede tre momenti distinti:

1)    Presentazione dell’attività della Polizia scientifica;
2)    Momento informativo sugli studi in Scienze forensi presso l’École des Sciences Criminelles (ESC) dell’Università di Losanna, con uno spazio dedicato alle domande dei e delle partecipanti;
3) Visita guidata della sede.

Le persone interessate sono pregate di annunciarsi preventivamente al centralino della Polizia scientifica telefonando allo 091 814 19 12 (orari di ufficio), entro e non oltre mercoledì 21.05.2025. 

Cantone e Comuni a confronto: un passo significativo per il rilancio del dialogo istituzionale

Cantone e Comuni a confronto: un passo significativo per il rilancio del dialogo istituzionale

Comunicato stampa

In un momento segnato da sfide sociali e istituzionali sempre più complesse, il Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni si conferma uno strumento strategico per rafforzare la cooperazione tra i due livelli di governo. L’edizione 2025, promossa dal Dipartimento delle istituzioni, ha puntato su proposte concrete e un nuovo impulso politico, con l’obiettivo di rinnovare la fiducia reciproca e rilanciare una collaborazione efficace e duratura al servizio dei cittadini ticinesi.  

Si è svolta oggi all’Auditorium della Scuola cantonale di Commercio a Bellinzona, la sesta edizione del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni, un evento annuale che rappresenta un’importante occasione di confronto e collaborazione tra le istituzioni cantonali e locali.
Voluto dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il Simposio ha avuto come tema centrale l’attuazione di azioni concrete per migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle aziende nelle comunità locali e rafforzare la cooperazione tra i due livelli di governo. All’evento hanno partecipato quasi 200 persone, tra autorità politiche e funzionari attivi sul territorio.
Come sottolineato dal Presidente del Governo Norman Gobbi nel suo intervento di apertura, il Simposio si inserisce in un ampio impegno del Consiglio di Stato volto a rilanciare il dialogo tra Cantone e Comuni: «Per superare l’impasse in cui ci troviamo, è fondamentale che ci sia una volontà politica condivisa di avanzare con soluzioni concrete. Il riconoscimento giuridico dell’autonomia comunale e l’introduzione di nuovi strumenti di dialogo istituzionale sono le basi per un rinnovato impegno verso un federalismo dinamico e moderno».  
Inoltre, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha anche ribadito che il federalismo non deve essere visto come un’eredità statica, ma come una leva per l’innovazione istituzionale, per cui il Governo sta rafforzando gli strumenti di comunicazione anche sul piano tecnico e operativo. A tale scopo, è in corso una revisione dei flussi informativi tra Cantone e Comuni, con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma digitale moderna ed efficiente, e si sta lavorando alla riforma della Piattaforma politica di dialogo, per rendere gli incontri tra Governo e autorità locali più regolari e orientati a decisioni condivise.  
Il programma della giornata ha visto la presentazione e discussione di quattordici progetti concreti, sviluppati per affrontare temi come la gestione dello stress termico, la coesione sociale, l’integrazione dei servizi extrascolastici e l’economia locale. I partecipanti, tra cui municipali, consiglieri comunali, autorità politiche cantonali e rappresentanti di partiti e amministrazioni locali, hanno avuto l’opportunità di approfondire le modalità con cui i Comuni possono sfruttare la propria autonomia e collaborare con il Cantone per risolvere le sfide quotidiane delle comunità.  
«Il Simposio di oggi è la dimostrazione di quanto la collaborazione tra le istituzioni possa generare soluzioni pratiche e realizzabili al di là dei vincoli che ci impongono la legge e la ripartizione dei compiti. Non possiamo permetterci di restare fermi davanti alle sfide che ci pone la società contemporanea. Dobbiamo agire con determinazione, partendo dalle necessità concrete dei nostri cittadini», ha dichiarato Norman Gobbi.  
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di esponenti della politica cantonale e comunale, un esperto in relazioni interpersonali e lo stesso Presidente del Governo.  
Il Dipartimento delle istituzioni continuerà a promuovere iniziative che favoriscano il rafforzamento della cooperazione tra le istituzioni cantonali e locali. L’evento di oggi ha confermato l’impegno del Consiglio di Stato per una politica istituzionale orientata al futuro, che metta al centro il dialogo, la fiducia reciproca e la realizzazione di progetti concreti per migliorare la vita quotidiana dei cittadini.