“Custodia” in polizia di adulti e minorenni

“Custodia” in polizia di adulti e minorenni

Articolo apparso nell’edizione di martedì 20 febbraio 2018 de La Regione


Nuove misure per estendere la prevenzione dei reati, nella riforma presentata ieri

Più “poteri” alla Polizia cantonale o maggiori competenze, dipende dai punti di vista.
«Si tratta di adeguare la nostra legislazione ai mutamenti sociali, così da gestire il quotidiano con interventi mirati in ambiti diversi» ha precisato ieri Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, nel presentare la revisione della specifica legge cantonale. Tre, sostanzialmente, le principali novità. La prima è la “custodia” di polizia per 24 ore, un fermo non decretato dal magistrato inquirente e in assenza di reato ma attuato «a salvaguardia dell’incolumità dell’individuo e di terze persone» come ha spiegato Matteo Cocchi, comandante della Polizia cantonale. Col fermo di polizia non vi sarà perseguimento penale, ma “solo” la custodia temporanea. «Un esempio? Potrebbe coinvolgere chi è pesantemente sotto gli effetti dell’alcol o chi ha tentato un suicidio per scompenso psichiatrico e non sottoposto a ricovero coatto». La seconda novità si riferisce alla “trattenuta e consegna” di minorenni. Misura, questa seconda, assai simile alla prima ed è pensata per chi fugge dal proprio domicilio o da strutture di accoglienza, ma anche per i giovani non in grado di badare a sé stessi per uso eccessivo di alcol o sostanze stupefacenti. Ultima misura – inserita nella riforma approvata dal governo e già riportata nel relativo messaggio – le “indagini preventive” tese alla prevenzione di reati. «Vi sono le basi legali, confermate dal Tribunale federale, per un settore anche politicamente sensibile ma siamo di fronte a un passo ponderato» ha voluto rassicurare Gobbi, perché certo la necessità delle inchieste mascherate presenta da sempre non pochi interrogativi. «Si tratta di un’osservazione passiva e preventiva, ad esempio in internet o contro il traffico di stupefacenti. Dovrà comunque durare non più di un mese e se andrà oltre sarà necessario il nullaosta del Ministero pubblico» ha detto Cocchi. Le inchieste in incognito, prima dell’ipotesi di reato, dovrebbero aiutare a fornire elementi necessari all’apertura di un’istruzione penale vera e propria, così come ampliare gli strumenti d’indagine. Una revisione necessaria, si diceva, che è già realtà in altri Cantoni. Del resto «viviamo oggi in una società più fragile, con poca responsabilità del singolo. E in questi casi – ha motivato Gobbi – lo Stato è più sollecitato. È la risposta a una certa evoluzione sociale, dove si cerca un compromesso fra sicurezza e libertà». La revisione della legge cantonale sulla polizia, si precisa in una nota del Dipartimento competente, è frutto di un lungo lavoro preparatorio e i nuovi articoli “sono stati al centro di un’ampia fase di consultazione” che ha coinvolto il Ministero pubblico, il Magistrato dei minorenni, il Consiglio della magistratura, la Divisione della giustizia, l’Associazione dei giudici di pace, la Pretura penale e l’Incaricato cantonale per la protezione dei dati.

 

Articolo apparso nell’edizione di martedì 20 febbraio 2018 del Corriere del Ticino

Strategia: se l’agente si veste da criminale
Nuovi strumenti alla polizia cantonale per permettere infiltrazioni con identità fittizie e missioni in incognito Le modifiche di legge proposte dal Consiglio di Stato hanno l’obiettivo di rendere più efficace il lavoro d’inchiesta

Per dare scacco matto a crimini e delitti, il Consiglio di Stato intende munire la polizia cantonale di un nuovo ventaglio di strumenti. L’obiettivo è chiaro: rendere più performante il lavoro svolto sul campo dagli agenti, in particolar modo quello d’inchiesta. E il progetto presentato ieri a Bellinzona permette di creare le basi legali necessarie, andando a modificare la legge sulla polizia (LPol). L’ambito più sensibile toccato dal messaggio governativo è quello delle indagini di polizia preventive. «Proprio perché estremamente delicate, le inchieste preventive (osservazione preventiva, indagine in incognito preventiva e inchiesta mascherata preventiva) vengono definite chiaramente, unitamente alle condizioni e ai limiti per la loro adozione, nei nuovi articoli della LPol» precisa l’Esecutivo. Per poi aggiungere: «Queste tipologie di indagini consentirebbero ad agenti di polizia e/o persone assunte a titolo provvisorio per compiti di polizia, di entrare in contatto con persone o con gruppi di persone». E ciò prima dell’apertura di un procedimento penale.

Tra GPS e falsi acquisti di droga
I nuovi strumenti variano a seconda della complessità dei casi e della profondità perseguita dagli accertamenti.
A un primo livello – si legge nel messaggio – «per raccogliere informazioni utili allo svolgimento dei propri compiti, la polizia cantonale può, garantendone la confidenzialità, far ricorso alle rivelazioni di fonti confidenziali». C’è poi l’osservazione preventiva, caratterizzata dal monitoraggio discreto di persone, cose e luoghi liberamente accessibili. Come? Ascoltando o registrando delle conversazioni, effettuando video e localizzando persone od oggetti. «La nuova norma – spiega il Governo – permetterà in particolare alla polizia cantonale di posare localizzatori GPS sui veicoli delle persone sorvegliate offrendo la possibilità di conoscere la posizione del veicolo in questione, senza doverlo necessariamente seguire, riducendo quindi il rischio di farsi scoprire ed evitando così di dover incorrere in infrazioni durante l’inseguimento». Di regola l’osservazione preventiva può protrarsi per un mese.
Ma di breve durata è anche l’indagine in incognito preventiva. «Permette alla polizia cantonale di indagare segretamente in ambienti particolari, in modo tale da poter individuare situazioni potenzialmente criminose e impedirne la realizzazione, segnatamente nella rete». Queste operazioni possono essere effettuate solo da agenti e si limitano a dei semplici contatti con gli ambienti sospetti. «L’indagine in incognito – rileva l’Esecutivo – costituisce un ulteriore strumento nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti poiché permette gli acquisti fittizi sulla scena aperta dello spaccio».

Al fianco dei malviventi
Ben più incisiva è per contro l’inchiesta mascherata preventiva, ricopribile non solo da agenti ma anche da specialisti. In alcuni casi i precedenti metodi d’inchiesta non sono infatti sufficienti. «Per cui bisogna effettuare un’infiltrazione in un’organizzazione, in una banda o nell’operato illecito di un criminale» sottolinea il Governo. Lo scopo, in questi contesti, è quello di allacciare con il sospettato una relazione di fiducia. La particolarità dello strumento è che gli agenti infiltrati si avvalgono di un’identità falsa attestata da diversi documenti.

Da qui la necessità, con il progetto, di creare la base legale necessaria alla costituzione di identità fittizie. E il possibile campo d’azione è vasto. Il Consiglio di Stato menziona i settori delle opere d’arte e della finanza, ma è soprattutto nella rete che l’inchiesta mascherata presenta il grado di efficacia maggiore. «L’utilizzo di agenti infiltrati o di terzi all’interno di reti sociali permetterebbe, per esempio, di anticipare l’organizzazione di azioni punitive o di scontri tra bande in occasione di manifestazioni sportive o di altro genere» scrive il Governo. Per poi aggiungere: «L’adozione di questa disposizione sarà inoltre in grado di contribuire alla lotta alla pedo-pornografia sulle piattaforme di comunicazione in Internet, tramite un “pattugliamento” con identità fittizia nei social network».

Trattenuti anche per 24 ore
L’aggiornamento della LPol va infine a incidere in altri tre ambiti. «Considerato che tale misura comporta una grave ingerenza nella libertà personale» – scrive il Governo – sono appositamente fissate nella legge le condizioni per applicare la custodia di polizia. Un provvedimento coercitivo, questo, attraverso il quale gli agenti possono trattenere per un massimo di 24 ore persone che mettono in pericolo sé stesse (rischi di suicidio), terzi (minacce al partner dopo liti domestiche) o l’ordine pubblico. C’è poi il capitolo della consegna dei minorenni, per il quale viene pure creata una nuova base legale. In questo caso la cantonale ha il diritto di fermare dei minori per il tempo necessario alla loro riconsegna a chi ne detiene la custodia o all’autorità di protezione competente. E qui il messaggio menziona quei giovanissimi che «frequentano luoghi non adatti alla loro età» e per i quali la relativa permanenza potrebbe costituire un pericolo sul piano fisico, psichico e sessuale. Ma anche i casi di minorenni che, a causa dell’alcol o della droga, non sanno più badare a sé stessi. La LPol rivista consente in conclusione un ulteriore margine d’intervento nel quadro dei controlli alla frontiera o nel corso di verifiche di polizia o doganali. All’insaputa della persona controllata, gli agenti potranno raccogliere in modo discreto informazioni e segnalarle a livello nazionale e per l’area Schengen.

La revisione

Norman Gobbi: «Servono norme moderne»
Matteo Cocchi: «Focus sulla prevenzione»

«L’evoluzione della società e della criminalità, ma anche la gestione operativa del quotidiano, richiedono l’intervento della polizia cantonale in ambiti sempre più variegati». Sono queste le premesse che hanno condotto all’adeguamento della legge sulla polizia (LPol), come spiegato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Una revisione della normativa che rappresenta «il primo tassello» di un intervento più ampio che il Governo intende portare avanti in futuro.
La LPol era stata completamente rivista per l’ultima volta nel 1989 e in proposito Gobbi ha voluto evidenziare: «Oggi, a distanza di quasi trent’anni, sono state introdotte le basi legali necessarie a intervenire in ambiti che allora non ci si immaginava nemmeno di dover considerare. Sempre di più, per esempio, gli organi della polizia vengono interpellati per far rispettare decisioni dell’autorità amministrativo-giudiziaria che regolano i rapporti di visita tra genitori. Questo a dimostrazione che la nostra società è sempre più fragile, vuole più libertà, ma poi la richiesta non è accompagnata da una responsabilizzazione del singolo, il quale al contrario tende ad appoggiarsi ancora di più sulle istituzioni e quindi sullo Stato». L’ammodernamento della legislazione è stato condotto «tenendo presente delle realtà negli altri cantoni, per evitare di scoprire l’acqua calda» ha continuato il consigliere di Stato, specificando come i nuovi articoli siano il frutto di un «lungo lavoro preparatorio e di un’ampia fase di consultazione».

«Uno dei compiti principali delle polizie è quello della prevenzione. Quelli modificati, sono quindi gli articoli che vanno a rafforzare la possibilità e la competenza della polizia in questo ambito» ha commentato il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. «In ambito di custodia – ha proseguito – si va a coprire una zona grigia che risultava scoperta dalla legislazione e non permetteva un intervento adeguato». Per quanto concerne invece l’indagine preventiva, Cocchi ha rimarcato come «le nuove misure hanno semplicemente lo scopo di consentire l’inizio dei lavori di indagine con maggior anticipo». Il comandante ha in ogni caso voluto specificare che «non è una libertà assoluta, ma rimane attiva la correlazione tra Magistratura e inquirente». A conclusione del suo intervento, Gobbi ha spiegato come «molto peso è stato dato alla parte delle inchieste preventive, per fornire alla polizia cantonale strumenti adeguati per essere moderna anche su base legale. Si vuole permettere lo svolgimento delle attività nel rispetto della garanzia delle libertà individuali e dei procedimenti. Il Ministero pubblico vigila sempre su quanto viene fatto. Credo che le modifiche presentate siano un passo nella direzione corretta, un passo ponderato perché tiene conto delle esperienze degli altri cantoni così come delle recenti decisioni del Tribunale federale».

 

 

 

 

Modifiche alla Legge cantonale sulla polizia

Modifiche alla Legge cantonale sulla polizia

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi hanno presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa, una serie di modifiche alla Legge cantonale sulla polizia. I nuovi articoli, frutto di un lungo lavoro preparatorio, sono stati al centro di una ampia fase di consultazione.

Nel corso della consultazione – che ha visto coinvolti Ministero pubblico, Magistrato dei minorenni, Consiglio della magistratura, Divisione della giustizia, Associazione dei giudici di pace, Pretura penale e Incaricato cantonale per la protezione dei dati – sono state raccolte numerose osservazioni, che hanno permesso di affinare la bozza di Messaggio sottoposta al Consiglio di Stato.
Le principali modifiche contenute nella proposta di revisione normativa riguardano:

Custodia di polizia – La Polizia cantonale potrà decidere la privazione della libertà temporanea nei confronti di persone che rappresentano un grave e imminente pericolo per l’integrità fisica o psichica propria o di altre persone; ad esempio, un individuo aggressivo e in preda all’alcol o a sostanze psicoattive. Come accade in altri Cantoni, la misura potrà avere una durata massima di 24 ore.

Trattenuta e consegna di minorenni – Una nuova norma regola le modalità di trattenuta di minorenni da parte della Polizia cantonale, per il tempo necessario alla loro riconsegna a chi ne detiene la custodia o all’Autorità regionale di protezione, dovrà essere eseguita in locali di polizia adeguati. La misura risponde alla crescente esigenza di gestire in modo adeguato episodi che vedono coinvolti giovani fuggiti da casa o che frequentano luoghi non adatti a loro, talvolta sotto influsso di alcol o di altre sostanze dannose.

Indagini preventive – Analogamente a quanto accade in altri Cantoni, anche la Polizia ticinese potrà disporre di strumenti d’inchiesta preventivi: osservazione, indagine in incognito, inchiesta mascherata, sorveglianza discreta. Le nuove norme, elaborate nel rispetto del quadro legale attuale e secondo le indicazioni della Conferenza dei Direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia, permetteranno agli agenti di agire con maggiore efficacia prima dell’apertura di un procedimento penale, ad esempio nell’ambito della lotta al traffico di stupefacenti e a reati come la pedofilia su internet.

L’ufficio dell’incasso e delle pene alternative trasloca a Bellinzona

L’ufficio dell’incasso e delle pene alternative trasloca a Bellinzona

Articolo apparso nell’edizione di sabato 17 febbraio 2018 de La Regione

L’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative cambia sede. Da lunedì 19 febbraio, infatti, verrà trasferito dall’attuale sede di Torricella-Taverne a Bellinzona, a Palazzo delle Orsoline. Un trasferimento, si legge in un comunicato diramato dal Dipartimento delle istituzioni (Di), ‘‘volto a rafforzare le sinergie tra l’Ufficio e tutti gli attori interessati, in particolare all’interno della Divisione della giustizia, in ambito contabile e di gestione finanziaria». Frida Andreotti, a capo della Divisione, raggiunta dalla ‘Regione’ spiega come «uno dei compiti principali dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative è quello di garantire l’incasso delle multe, delle pene pecuniarie, delle tasse e delle spese giudiziarie emesse dalle Autorità giudiziarie, civili e penali. Attività che, grazie alla vicinanza fisica dell’Ufficio con gli altri servizi dell’Amministrazione cantonale coinvolti, sarà più coordinata, efficiente ed efficace». Di più. «Il trasferimento dell’Ufficio rientra, dunque, in un processo di rafforzamento del proprio ruolo quale punto di riferimento per la contabilità e la gestione finanziaria in particolare delle Autorità giudiziarie». Per la cittadinanza cosa cambierà, oltre al sapere che il tutto verrà gestito con più coordinamento? «Per quanto riguarda il servizio nei confronti dei cittadini – risponde Andreotti – l’Ufficio già oggi ha un’attività allo sportello molto ridotta, visto che gli utenti prediligono il contatto telefonico oppure tramite posta elettronica. In questo contesto, quindi, rientra il potenziamento dello sportello virtuale dell’Ufficio, con l’obiettivo di incrementare l’offerta a livello web. Un aspetto su cui il Dipartimento delle istituzioni è molto sensibile». Una maggiore attenzione all’offerta su internet che è rappresentata da una nuova pagina web sul sito che avrà al suo interno, scrive il DI, ‘‘le domande frequenti e le relative risposte nell’ambito dell’attività dell’Ufficio, con l’obiettivo di migliorare il servizio all’utenza». Un progetto, quello di questa pagina, che, conclude la direttrice della Divisione giustizia, «s’inserisce nella politica di rafforzamento dell’offerta online portata avanti dal Dipartimento delle istituzioni, che negli ultimi anni ha promosso numerosi progetti volti a rendere più facile e immediato il rapporto fra lo Stato e i cittadini».

Norme moderne per la ristorazione

Norme moderne per la ristorazione

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione

Dopo il primo pacchetto di modifiche ormai in vigore, il Governo ha messo in consultazione fino al prossimo 15 marzo una seconda serie di modifiche alla Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear). Si intende proporre uno snellimento delle norme che consideri i cambiamenti subentrati negli ultimi anni nel settore della ristorazione con le nuove abitudini di consumare pasti veloci e semplici, in risposta a uno stile di vita più frenetico. Sulla base dell’esito della consultazione, verrà presentata una proposta di modifica della Legge.

Cibi da asporto consumati sul posto
Con le modifiche consigliate, l’applicazione della Lear verrà estesa anche ai “take away” e ai “food truck” (cibi da asporto proposti in piccoli negozi e furgoncini itineranti), che vedranno la loro attività puntualmente regolamentata. Queste realtà, se lo riterranno opportuno, potranno offrire ai loro clienti la possibilità di consumare cibi e bevande sul posto, a condizione che si adeguino alle disposizioni vigenti. Più nel dettaglio, si parla della posa di un massimo di tre tavoli alti per un totale di dodici posti a sedere e della presenza di servizi igienici che non siano quelli assegnati al personale. Al tavolo non sarà però consentito il servizio.
Il mio Dipartimento propone a questi commerci gli strumenti che consentono di stare al passo con i tempi, pur sempre nel rispetto delle leggi. Chi invece non lo desidera, potrà proseguire con la medesima offerta, ovvero la semplice vendita di cibo come un negozio di alimentari. E’ evidente che le nuove regole diventeranno vincolanti e gli abusi saranno sanzionati in modo più severo.
L’agevolazione concessa a “take away” e “food truck”, sono convinto, non impatterà negativamente sui ristoratori. Si tratta di un’offerta integrativa e non concorrenziale, coinvolgendo due modi ben distinti di pensare alla ristorazione, con una clientela differente e con altre esigenze.

Lotta all’abuso di bevande alcoliche
Il problema del consumo smisurato di bevande alcoliche tra gli adolescenti deve essere affrontato con serietà, senza trascurare l’abuso da parte degli adulti. In Ticino abbiamo lavorato bene nella prevenzione della vendita di alcolici ai minori, vietandola fino alla maggiore età. E’ però fondamentale poter fare affidamento su sanzioni che permettono di intervenire in maniera più mirata e incisiva nei confronti di coloro che non rispettano le regole. In questo senso, le nuove modifiche di legge proposte consentiranno di sanzionare le trasgressioni in modo graduale con il divieto temporaneo di vendita di bevande alcoliche fino a giungere al divieto definitivo nei casi più gravi o ripetuti. I miei servizi prestano particolare attenzione a questa tematica che tocca una parte di popolazione più esposta che è quella dei nostri giovani.

Categorie degli esercizi pubblici e ruolo del gerente
E’ prevista una semplificazione delle categorie di esercizi pubblici con l’obiettivo di portare maggiore chiarezza nell’applicazione della legge e permettere agli esercenti una maggiore libertà di scelta a seconda del tipo di servizio che intendono offrire. I grotti, per il loro attaccamento al territorio e alle nostre tradizioni, saranno invece tutelati con un articolo legislativo specifico.
La presenza fisica del gerente non sarà più obbligatoria: in questo senso si intende dargli la possibilità di gestire più di un esercizio pubblico contemporaneamente. In ogni caso, si precisa, che non potrà essere impegnato professionalmente oltre il 100% del tempo.

Con il mio Dipartimento desidero assecondare e favorire il bisogno di ammodernamento e di semplificazione delle misure in vigore per la ristorazione, in ragione dell’accresciuta concorrenza e delle nuove regole di mercato, prestando la dovuta attenzione all’abuso di bevande alcoliche. Con questa seconda serie di modifiche della Lear, propomiamo di offrire delle norme sensate, soprattutto attuali, e che rispondono alle aspettative di oggi e di domani.

Divisione della giustizia: trasferimento a Bellinzona dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative

Divisione della giustizia: trasferimento a Bellinzona dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative

A contare da lunedì 19 febbraio 2018, l’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative verrà trasferito dall’attuale sede di Torricella-Taverne a Bellinzona, presso lo stabile di Residenza governativa. Questo trasferimento è volto a rafforzare le sinergie tra l’Ufficio e tutti gli attori interessati, in particolare all’interno della Divisione della giustizia, in ambito contabile e di gestione finanziaria.

L’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative, che conta sei collaboratori, è attivo dal 2011 e ha il compito principale di garantire le attività di incasso delle multe, delle pene pecuniarie, delle tasse e delle spese giudiziarie emesse dalle Autorità giudiziarie civili e penali, come pure di assicurare l’esecuzione della pena detentiva sostitutiva per le multe amministrative principalmente del nostro cantone ma anche quelle di altri Cantoni, per le multe militari e per le multe doganali e del Ministero Pubblico della Confederazione, oltre che di procedere al recupero dell’assistenza giudiziaria concessa ai cittadini.
Il trasferimento dell’Ufficio dall’attuale sede di Torricella-Taverne rientra nel progetto di riorganizzazione del medesimo, iniziato segnatamente con l’entrata in funzione della nuova Capoufficio, avvenuta nel luglio 2017. In quest’ottica, la nuova sede di Bellinzona, sita nello stabile di Residenza governativa, consentirà, grazie anche alla vicinanza con i servizi centrali della Divisione della giustizia, del Dipartimento delle istituzioni nonché dell’Amministrazione cantonale, di rafforzare il ruolo dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative quale punto di riferimento per la contabilità e la gestione finanziaria delle Autorità giudiziarie, d’intesa con la Direzione della Divisione della giustizia.
Dal 19 febbraio 2018 lo sportello dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative sarà definitivamente chiuso. L’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative sarà disponibile all’indirizzo e-mail centrale di-uipa@ti.ch, al nuovo numero di fax 091/814.81.69 e al nuovo numero di telefono 091/814.45.51 dal lunedì al venerdì, dalle ore 09:00 alle ore 11:45 e dalle ore 14:00 alle ore 16:00.
Nelle prossime settimane verrà inoltre pubblicata una nuova pagina web sul sito www.ti.ch/giustizia contenente le domande frequenti e le relative risposte nell’ambito dell’attività dell’Ufficio, con l’obiettivo di migliorare il servizio all’utenza mediante uno sportello virtuale maggiormente performante e vicino alle esigenze del cittadino.

Procuratore generale, il ‘cosa’ prima del ‘chi’

Procuratore generale, il ‘cosa’ prima del ‘chi’

Articolo d’opinione apparso nell’edizione di venerdì 16 febbraio 2018 de La Regione

In queste settimane un argomento in particolare tiene banco su tutti gli organi d’informazione: la nomina del futuro Procuratore generale. Ancora una volta è stato sprecato molto inchiostro in una bagarre politica sull’avvicendamento al vertice del Ministero pubblico. Così, però, si crea solo confusione. Ma quali sono le caratteristiche che deve avere il magistrato che ricopre questa fondamentale carica nel contesto della giustizia ticinese? Per rispondere a questa domanda è opportuno dapprima comprendere quali sono i compiti affidati al Procuratore generale, così come definiti dall’articolo 68 della leg- ge sull’organizzazione giudiziaria. Anzitutto dirige il Ministero pubblico e vigila sull’attività dei procuratori e stabi- lisce la composizione delle sezioni nonché i criteri di ripartizione dei procedimenti e può attribuire singoli casi ai procuratori pubblici, sentito il procuratore generale sostituto interessato. Inoltre può istituire sottosezioni e modificare l’attribuzione di singole materie specifiche, dei procuratori pubblici e dei funzionari tra le sezioni. Personalmente, in qualità di cittadino ancor prima che di Consigliere di Stato, mi attendo che il futuro Procuratore generale abbia spiccate qualità di condotta, di organizzazione e che riesca a creare un ambiente di lavoro coeso e improntato all’efficienza e all’eccellenza qualitativa e operativa del nostro Ministero pubblico. Un leader che tracci in maniera chiara le linee guida volte al raggiungimento dei citati importanti obiettivi. La giustizia necessita di proseguire nel percorso di crescita vissuto negli ultimi anni, nonostante le sfide sempre più impegnative. Il progresso tecnologico, la crescita e la complessità dei reati finanziari, le infiltrazioni sul nostro territorio di organizzazioni criminali e molte altre minacce richiedono che l’apparato giudiziario sappia fornire risposte concrete e convincenti. Per farlo è indispensabile che la persona a capo del Ministero pubblico lo diriga in maniera esperta e sicura, con particolare attenzione alle risorse impiegate. Il nuovo responsabile dovrà approfondire e attuare una politica giudiziaria chiara, discussa e condivisa con i suoi Procuratori pubblici, ma anche con il Dipartimento e la Polizia cantonale, nonché organizzare il servizio in modo chiaro e funzionale (creando specializzazioni all’interno della struttura come ad esempio in materia di lavoro, garantendo un monitoraggio costante e uniforme della giurisprudenza rilevante). Auspico, inoltre, che il nuovo pg – come viene chiamato tra gli addetti ai lavori – curi in modo ponderato la formazione continua e garantisca un’adeguata e strutturata introduzione alla professione dei nuovi Procuratori. Queste doti e prerogative saranno anche fondamentali nella costante e proficua interazione con gli altri Ministeri pubblici (cantonali, federali e italiani) e in particolare con la Polizia cantonale, la quale deve poter contare su un Ministero pubblico che disponga di un approccio all’istruzione di tutti i procedimenti caratterizzato da una politica giudiziaria chiara e definita congiuntamente. Tutto ciò rappresenta, per chi ricoprirà questa carica, un onere estremamente rilevante che richiederà un investimento di tempo per la condivisione delle esperienze professionali con gli omologhi di altri Cantoni, oltre che a livello federale e internazionale. Questo in un’ottica di crescita continua, come ha saputo fare la Polizia cantonale negli ultimi anni. Crescere, migliorare e garantire al cittadino un Ministero pubblico ticinese pronto a rispondere alle attuali e future sfide è quanto si richiede al nuovo Procuratore generale: un uomo di legge, un leader, un abile organizzatore con una visione chiara e condivisa della politica giudiziaria di perseguimento penale.

“Sicuri sulla strada nr.2”

“Sicuri sulla strada nr.2”

Con qualsiasi tempo! Prudenza al volante!

La Polizia cantonale, il Touring Club Svizzero e il programma di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni “Strade Sicure”, comunicano l’uscita del secondo opuscolo dal titolo “Sicuri sulla strada”. Questo secondo volantino tratta l’equipaggiamento ed il comportamento al volante durante la stagione invernale. Il dépliant è strutturato come il famoso gioco dell’oca, dove passando per le varie caselle vengono ripercorsi i consigli sull’equipaggiamento e sul comportamento da tenere nella stagione fredda.

Guidare l’auto nella stagione invernale si può incappare in diversi problemi osservando specialmente le condizioni meteorologiche mutevoli che in questa stagione si incontrano. Ogni conducente dovrebbe provvedere a controllare l’equipaggiamento del proprio veicolo tra metà ottobre ed inizio novembre, proprio per essere pronti e non ritrovarsi coinvolti in incidenti che si potrebbero risolvere anche con conseguenze gravi. Verificare il funzionamento dei fari e dei segnalatori di direzione, controllare lo stato della batteria e dei liquidi sia del motore come pure del lavavetri. Verificare lo stato dei pneumatici e sostituire quelli che non possono garantire una tenuta accettabile sono i principali accertamenti da fare. Oltre a queste verifiche dobbiamo anche adottare un comportamento alla guida che sia rispettoso verso gli altri utenti della strada e soprattutto che eviti il loro coinvolgimento dovuto ad una nostra manchevolezza.
Con la pubblicazione di questo secondo opuscolo la Polizia cantonale, il Touring Club Svizzero e “Strade Sicure” intendono sensibilizzare maggiormente i conducenti grazie a queste semplici regole di comportamento e ad un corretto equipaggiamento dell’auto durante i mesi invernali, a salvaguardia dell’incolumità del conducente, dei passeggeri e degli altri utenti della strada.
L’opuscolo è reperibile presso tutti i posti di polizia cantonale e comunale, le sedi del TCS, le Cancellerie comunali e le aree di servizio sulle autostrade. È pure scaricabile presso il sito www.sicuri-sulla-strada.tcs.ch .

“Strade sicure”: tre nuovi spot radio per la campagna di prevenzione “Distratti mai!”

“Strade sicure”: tre nuovi spot radio per la campagna di prevenzione “Distratti mai!”

Il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale – in collaborazione con le Polizie comunali – presentano tre nuovi spot radio nell’ambito della campagna di prevenzione «Distratti mai!». L’obiettivo è di sensibilizzare gli utenti della strada sui rischi legati all’utilizzo errato dei telefonini alla guida e invertire la tendenza attuale che evidenzia purtroppo una costante crescita degli incidenti provocati da distrazione.

Lo scorso mese di ottobre il Dipartimento delle istituzioni aveva avviato una nuova campagna di sensibilizzazione nell’ambito del programma di prevenzione “Strade sicure”. L’azione denominata “Distratti mai!”, che durerà fino alla fine del mese di marzo, ha lo scopo di informare tutte le categorie di utenti sulle insidie legate all’uso del telefonino durante gli spostamenti sulla strada.

A distanza di poco più di tre mesi dal lancio della campagna, è stato deciso di accentuare ulteriormente il messaggio con la realizzazione di tre nuovi spot radio che saranno trasmessi in alcuni canali radio del nostro Cantone e diffusi tramite i social media. Allo stesso tempo saranno attivati dei banner promozionali all’interno di App informative.

L’obiettivo prioritario è di coinvolgere i giovani utenti della strada – in particolare i neopatentati – ovvero coloro che sono più soggetti a questo tipologia di infrazioni, e riuscire a invertire la tendenza attuale che mostra purtroppo l’aumento degli incidenti provocati da disattenzioni.

Si tratta di brevi spot che affrontano tre diversi tipi di spostamento con relative distrazioni: a piedi, in bicicletta e in auto. Lo scopo è di informare sui rischi che un comportamento sbagliato può creare a se stessi e agli altri. Il materiale a supporto di questa campagna è disponibile sul sito internet www.ti.ch/strade-sicure.

La prima fase dell’ azione di sensibilizzazione realizzata dal Dipartimento delle istituzioni è stata contraddistinta da due fasi operative ben distinte, gestite dalla Polizia cantonale e da tutte le polizie comunali del Canton Ticino che hanno aderito con entusiasmo a questa campagna di prevenzione: inizialmente gli agenti hanno organizzato dei blocchi di sensibilizzazione sul problema distribuendo degli opuscoli informativi, mentre successivamente sono stati messi in atto dei momenti repressivi durante i quali sono state punite – come consuetudine – le infrazioni commesse.

L’utilizzo scorretto dello smartphone è spesso la causa di incidenti, così come confermato dalle statistiche della Polizia cantonale, che indicano nell’uso del telefonino una delle prime cause di violazione del codice stradale insieme alla velocità e all’alcool.

A titolo informativo, nel 2016 sulle strade ticinesi sono stati constatati 611 incidenti causati dalla disattenzione del conducente alla guida del mezzo di trasporto o dal pedone. Sempre secondo le statistiche della Polizia cantonale, nel 2016 sono state multate 3’649 persone per l’impiego di un telefonino senza il dispositivo mani libere. Le statistiche del 2017 saranno disponibili nei prossimi mesi.

Con la campagna di sensibilizzazione «Distratti mai!» promossa dal Dipartimento delle istituzioni e dalla Polizia cantonale – in collaborazione con tutte le Polizie comunali – prosegue l’attività di sensibilizzazione e responsabilizzazione degli utenti della strada sui comportamenti da assumere quando si circola sulla rete stradale cantonale, nell’ottica di prevenire e ridurre il numero di incidenti.

 

Revisione della legge sulla ristorazione

Revisione della legge sulla ristorazione

Intervento nell’edizione di lunedì 12 febbraio 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10122203

 

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 13 febbraio 2018 de La Regione

Nel testo governativo, da ieri in consultazione, si permette ai locali che vendono cibi d’asporto la possibilità della consumazione in loco.

Consumare il kebab, come il trancio di pizza piuttosto che il sushi, direttamente là dove si acquista presto sarà realtà.
Almeno negli intenti del Consiglio di Stato che ieri ha messo in consultazione la seconda parte della revisione legislativa sugli esercizi alberghieri e ristorazione (la Lear). La pentola è da tempo sul fuoco, ci sia concessa la metafora, ed è giunto il momento di servirne il contenuto che prevede una miglior regolamentazione dei ‘take-away’, ovvero dei punti di ristoro che forniscono l’altrimenti detto “cibo di strada”. Attività oggi considerate alla stregua di una negozio alimentare o poco più. Nella revisione legislativa posta in consultazione (c’è tempo sino al prossimo 16 marzo) si concede dunque anche alle “strutture che offrono cibi e bevande d’asporto” la possibilità di offrire il consumo sul posto, a patto che vi sia esplicita richiesta perché altrimenti non cambierà niente. Ovviamente anche per i ‘take-away’ sarà obbligatorio il rispetto di alcune regole che, di fatto, pongono precisi paletti. In particolare all’articolo 32 si precisa che “possono essere posizionati solamente tavoli alti, fino a un massimo di 3” e “il numero dei posti è limitato ad un massimo di 12”. Vietato il servizio ai tavoli. Non solo. Chi intende far mangiare i propri clienti sul posto dovrà altresì garantire l’accessibilità a una toilette diversa da quella assegnata al personale. Fra le novità della riforma, vi è anche una maggiore flessibilità sulla presenza fisica del gerente. Obbligatoria sino ad oggi, la revisione permette al responsabile diretto del ristorante di gestire più di un esercizio pubblico, o anche un’altra attività. In ogni caso, si precisa, il gerente non potrà essere impegnato professionalmente oltre il cento per cento del tempo, vale a dire oltre le 40 ore settimanali.

Giro di vite contro la vendita di bevande alcoliche ai minorenni
Altro capitolo della revisione in consultazione, la lotta contro l’abuso di sostanze alcoliche. Si alza il tiro, in poche parole, contro gli abusi e in particolare la vendita di bevande alcoliche ai minorenni; l’autorità competente ne potrà vietare la vendita, temporanea o anche definitiva, nel caso in cui si constati una violazione ripetuta delle norme relative a questi prodotti. Con la revisione legislativa si fa anche un po’ di chiarezza sulla definizione dei diversi locali pubblici dove si beve, si mangia e magari anche si dorme. Per ‘esercizi di ristorazione’, ad esempio, si precisa che s’intendono locali dove sono serviti pasti freddi a qualsiasi ora e “caldi almeno negli orari usuali”. A seconda del tipo di servizio “concretamente offerto” si possono declinare le seguenti definizioni: ristorante, snack-bar, osteria, trattoria, birreria, pizzeria e mense aziendali. Ogni esercente è libero di scegliere la definizione che crede e sarà poi il mercato – precisa il governo – a fare giustizia sui termini. Con un’eccezione: i grotti e canvetti, che meritano un articolo legislativo a parte perché “componente unica e tipica della realtà turistica ticinese e pertanto, come tale, va conservata”. Il “grotto” è dunque una categoria a sé stante dove cibi e bevande tipici ticinesi “devono essere serviti in maniera preponderante”.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 13 febbraio 2018 del Corriere del Ticino

Locali Niente birra dove si sgarra
Proposto il divieto di vendita di alcolici negli esercizi che violano ripetutamente le regole Le nuove misure del Governo per bar e ristoranti – Gobbi: «La legge va ammodernata»

Dopo un primo pacchetto di modifiche alla legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear), entrate in vigore lo scorso 15 giugno, il Governo ha presentato ieri la seconda parte del progetto, finalizzato a considerare gli sviluppi e i cambiamenti che hanno interessato il settore negli ultimi anni. «Si vuole ammodernare una legge, adeguandola all’evoluzione degli usi e costumi del settore e, allo stesso tempo, alleggerire una normativa che tenga conto di questa evoluzione» ha sottolineato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, da noi raggiunto per commentare la revisione legislativa posta in consultazione fino al 16 marzo.

Tra le modifiche più significative, si trova l’abolizione del divieto per un gerente di svolgere un’altra attività, così da permettere agli esercenti di gestire più di un esercizio pubblico o di cimentarsi in altre occupazioni. Il gerente sarà però chiamato a garantire una presenza fisica di 20 ore settimanali, pari a un 50%. Sarà possibile dunque fare richiesta di una seconda autorizzazione e, nel caso due esercizi fossero situati nello stesso stabile, anche di una terza. Modifica, questa, in grado di agevolare quelle società intenzionate a offrire un servizio di ristorazione unitamente a un negozio commerciale. «Oltre a essere già presente in diversi paesi, potrebbe rappresentare un’innovazione in linea con l’obiettivo di promovimento del settore» precisa il rapporto sul quale potranno ora esprimersi enti e associazioni. L’articolo di legge che regola la doppia attività in un locale, si precisa, sarà introdotto solo in concomitanza con l’entrata in vigore della nuova legge sulla prostituzione, per evitare altrimenti possibili abusi. Riguardo invece ai recenti sospetti di infiltrazioni mafiose nel settore (vedi il Corriere del Ticino del 7 febbraio) Gobbi ha escluso che una modifica in tal senso vada a facilitare questo genere di ingerenze: «Sono semmai le società a monte a dover essere monitorate, non le singole persone. È importante dire però che non sono per nulla tutte malavitose le società che operano nella ristorazione».

“Un’ultima ratio”
Ma tra gli adeguamenti previsti non si faranno solo maggiori concessioni. A essere messo sul tavolo è anche un importante giro di vite per contrastare l’abuso di bevande alcoliche. Sì perché l’autorità cantonale competente potrà anche vietare la vendita, temporanea o addirittura in modo definitivo, di alcolici in quegli esercizi pubblici dove si violano ripetutamente le regole. E per questo motivo anche le multe verranno inasprite. «Serve un sistema di sanzioni commisurato a infrazioni ripetute di vendita di alcol a minori. Un’ultima ratio, insomma, per chi non si attiene a quanto previsto dalla legge» ha commentato Gobbi. Per poi non nascondere: «Se fosse già in vigore, il provvedimento avrebbe sicuramente interessato qualche esercizio».

Seduti anche nei take-away
Un’altra modifica rilevante andrà poi a toccare la realtà dei take-away e dei food truck, attualmente assoggettati alla legge sul commercio «più limitativa per alcuni aspetti, ma che nel contempo permette loro di sfuggire ai paletti imposti invece agli esercizi pubblici del settore» ha ricordato Gobbi. Con la revisione della Lear, in futuro take away e cucine itineranti potranno offrire il consumo di cibo sul posto ai propri clienti, ma a patto di ottenerne l’autorizzazione e di rispettare condizioni igieniche, di posti a sedere e relative al divieto di vendita di alcolici. A detta di Gobbi, i ristoratori non dovrebbero storcere il naso perché «è condivisa l’opinione che sia un’offerta integrativa, quella proposta da queste cucine. Sono due modi completamente diversi di concepire la ristorazione».

Grotti da conservare
La revisione della Lear va anche nella direzione della semplificazione delle diverse denominazioni, permettendo agli esercenti una maggior libertà nella scelta dell’etichetta da attribuire alla propria attività. E al proposito il rapporto sottolinea: «Vi è la convinzione che il mercato provvederà automaticamente a fare una selezione di coloro che abuseranno di questa libertà». C’è tuttavia un terreno che il progetto mira a tutelare maggiormente. «Si ritiene che la categoria grotto sia una componente unica e tipica della realtà turistica ticinese e pertanto, come tale, va conservata» si legge nel documento. L’idea è quella di presentare il grotto come categoria a sé stante, dimostrando però di servire «in maniera preponderante» cibi e bevande tipici ticinesi.

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione.

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione.

Al via la procedura di consultazione per la seconda fase di modifiche

Dopo il primo pacchetto di modifiche alla Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear), entrato in vigore lo scorso anno, il Consiglio di Stato ha deciso di dare avvio a una procedura di consultazione concernente la seconda parte del progetto di revisione normativa.
Con l’approvazione del primo pacchetto di modifiche della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione entrate in vigore il 15 giugno 2017, il Consiglio di Stato aveva deciso di suddividere in due tappe distinte la revisione parziale della legge. Attraverso il secondo pacchetto di modifiche il Governo intende procedere a un alleggerimento normativo che tenga conto dei numerosi sviluppi e cambiamenti che hanno toccato il settore alberghiero e della ristorazione negli ultimi anni.
La revisione della normativa introduce una serie di novità sostanziali, come ad esempio la possibilità per take-away e food truck di offrire alla propria clientela il consumo di cibi e bevande in loco, a condizione che determinate condizioni vengano rispettate. Un’altra modifica di rilievo riguarda la presenza fisica obbligatoria del gerente: in questo senso si intende attenuare l’impostazione dando al gerente la possibilità di gestire più di un esercizio pubblico o un’altra attività.
Tra gli adeguamenti sarà anche introdotta una nuova misura che mira a contrastare l’abuso di bevande alcoliche. In questo senso l’Autorità cantonale competente potrà vietare la vendita, temporanea o addirittura in modo definitivo, di bevande alcoliche nel caso in cui un determinato esercizio pubblico violi ripetutamente le norme riguardanti questo genere di prodotti.
Infine, il Consiglio di Stato intende procedere con una semplificazione delle categorie di esercizi pubblici, allo scopo di apportare maggior chiarezza nell’applicazione della legge e consentire al contempo agli esercenti di godere di maggior libertà nella scelta della denominazione del tipo di esercizio.
Consapevole che le modifiche ipotizzate potrebbero avere effetti significativi su diverse cerchie della società, il Governo ha ritenuto fondamentale procedere a consultazione formale che, sulla base dei pareri raccolti, permetta di verificare il livello di gradimento del progetto tra gli enti e le associazioni che dovranno poi nel concreto applicare tali norme e di adottare eventuali correzioni. Il termine per inoltrate le osservazioni è fissato per il 16 marzo 2018.