Violenza domestica: terza serata pubblica a Mendrisio di un ciclo di quattro appuntamenti

Violenza domestica: terza serata pubblica a Mendrisio di un ciclo di quattro appuntamenti

Comunicato stampa

“Violenza domestica: proteggere chi la subisce … e i bambini?”: è questo il titolo della terza serata del ciclo di incontri che la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni organizza nell’ambito delle attività di sensibilizzazione previste dal Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica. L’appuntamento, aperto al pubblico, è fissato per mercoledì 27 settembre 2023 alle ore 18.00 presso LaFilanda a Mendrisio.

A cinque anni dall’entrata in vigore in Svizzera della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, è tempo di bilanci e di nuove prospettive. In tale contesto la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con il Municipio di Mendrisio, organizza il terzo dei quattro eventi previsti durante l’anno, focalizzati ognuno su uno dei quattro assi strategici delineati nel Piano d’azione cantonale: prevenzione, protezione della vittima, perseguimento dell’autore e politiche coordinate.  
La terza serata – che segue quella del 21 marzo a Locarno sul perseguimento degli autori e quella del 6 giugno a Lugano dedicata alla prevenzione – si propone al pubblico per sensibilizzarlo sull’importanza di proteggere le persone coinvolte nel fenomeno della violenza domestica che, a causa di quanto vivono, possono avere importanti ripercussioni a livello fisico, psichico, professionale e sociale. L’accento verrà altresì messo sulle gravi conseguenze che i bambini coinvolti in dinamiche familiari di violenza fisica e psicologica riportano, in particolare sul loro benessere psico-fisico a breve e lungo termine e su quanto sia fondamentale garantire loro un’adeguata protezione.  
L’incontro dal titolo “Violenza domestica: proteggere chi la subisce … e i bambini?”, è previsto mercoledì 27 settembre 2023 a Mendrisio presso LaFilanda alle ore 18.00. Sarà introdotto dalla responsabile del Dicastero Politiche sociali e politiche di genere Françoise Gehring Amato. Seguirà un bilancio sull’implementazione della Convenzione di Istanbul a livello svizzero a cura di Martine Lachat Clerc, rappresentante della DAO (organizzazione mantello delle case protette per donne della Svizzera e del Liechtenstein) e di Raffaele De Rosa, Presidente del Governo e Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, sul Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica. Seguirà un dibattito, moderato dalla giornalista della RSI Sharon Bernardi, cui parteciperanno Cristiana Finzi, Delegata per l’aiuto alle vittime di reati, Giulia Bruzzone, Capoclinica del Servizio di Pronto Soccorso presso l’Ente ospedaliero cantonale, Siro Buzzi, Presidente di tre diverse sedi delle Autorità regionali di protezione e Domenico Didiano, Medico FMH in Psichiatra e Psicoterapia dell’infanzia e adolescenza.
Il ciclo di incontri promossi quest’anno dalla Divisione della giustizia in collaborazione con i comuni si concluderà nella giornata del 25 novembre a Bellinzona, in concomitanza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, con il lancio della Campagna dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”. Anche questo, come altri eventi sul tema previsti nei prossimi mesi, è stato segnalato nell’ultimo numero della Newsletter sulla violenza domestica di recente pubblicazione, la cui iscrizione, da effettuare sul sito www.ti.ch/violenzadomestica, permette di ricevere regolarmente spunti e tematiche rilevanti sul tema, di aggiornarsi sulle novità legislative a livello cantonale e federale e di disporre di informazioni utili.
La lotta alla violenza domestica deve infatti rimanere un tema prioritario, non solo tra gli specialisti e la popolazione, ma anche nell’agenda politica. In questo ambito il Consiglio di Stato ha varato, nel novembre 2021, uno specifico “Piano d’azione cantonale”. Coerentemente con quest’ultimo il Governo, nell’ambito della procedura di consultazione relativa al progetto preliminare di Legge federale concernente il miglioramento della protezione penale contro gli aspetti persecutori (stalking), nella sua recente presa di posizione, ha salutato positivamente l’inserimento dello specifico reato di stalking nel Codice penale svizzero e nel Codice penale militare, ciò che andrà a costituire un’ulteriore misura efficace per migliorare la protezione di coloro che ne sono vittime, anche coerentemente con quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul.  

Il comitato CDDGP in Val di Blenio

Il comitato CDDGP in Val di Blenio

Comunicato stampa

L’annuale clausura del comitato della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) si è tenuta in alta Valle di Blenio, affrontando numerosi temi di attualità a favore della sicurezza del Paese.

Durante i due giorni di lavoro, il comitato ha affrontato le tematiche che saranno discusse nell’assemblea plenaria di fine novembre, nonché numerosi temi d’attualità. Tra questi anche le conseguenze delle recenti modifiche del codice di procedura penale (CPP) decise dall’Assemblea federale e che entreranno in vigore ad inizio 2024; le norme introdotte creano maggiori costi ai Cantoni e alle rispettive autorità giudiziarie penali, senza però permettere una maggiore efficienza nel perseguimento dei delitti e crimini.

Il comitato della CDDGP è stato accolto dalla sindaca del Comune di Blenio Claudia Boschetti Straub e dal membro di comitato Norman Gobbi, il quale ha organizzato la parentesi culturale con il direttore Leonardo Azzalini della Scuola Alpina FASV di Olivone. Ai Consiglieri di Stato presenti all’incontro sono state illustrate le peculiarità naturalistiche dell’alta Valle di Blenio.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la quarta del 2023 e la 67. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura, il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha presentato gli adeguamenti tecnici della Legge tributaria per l’anno 2024. I rappresentanti dei Comuni sono stati sensibilizzati sulla nuova imposizione speciale per le grandi aziende, sull’accordo fra Svizzera e Italia sulla fiscalità dei frontalieri e sul dovere di assistenza all’autorità fiscale per le società che svolgono compiti di carattere pubblico.
I membri della Piattaforma si sono poi confrontati su una serie di richieste formulate all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale. Sono in particolare state discusse le disposizioni sulle deleghe di competenze dal Legislativo al Municipio (art. 5a RALOC); la Sezione degli enti locali ha confermato la possibilità di ritoccare verso l’alto gli attuali limiti, nell’ambito di una delle prossime modifiche della legge.
La Cancelleria dello Stato ha poi fornito un’informazione in merito all’avamprogetto di regolamento di applicazione sulla comunicazione per via elettronica, nell’ambito di procedimenti amministrativi. Grazie all’entrata in vigore di questo atto, in futuro gli enti locali che lo desiderano potranno comunicare con la cittadinanza anche per via elettronica. I rappresentanti dei Comuni sono inoltre stati brevemente aggiornati in merito alla Strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino: i lavori proseguono e una bozza del documento sarà completata nelle prossime settimane. Una procedura di consultazione, che coinvolgerà anche gli enti locali, è prevista nel corso dell’autunno.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato poi ricordato che lo scorso 20 luglio tutti i Comuni hanno ricevuto il Rapporto della Direzione di progetto: i Municipi sono ora invitati a esprimersi sulla diversa attribuzione dei compiti e suddivisione degli oneri, e su un nuovo modello di perequazione finanziaria. La fase di consultazione è in corso, ed è stato concordato di prorogarne la conclusione al 23 novembre.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha in seguito informato in merito alla Tassa per l’utilizzo del suolo pubblico, in relazione alla distribuzione di energia elettrica. È stata anticipata l’intenzione di avviare una riflessione, insieme ai Comuni, su come il sistema dovrà essere adeguato alla nuova realtà, dettata dall’aumento dell’autoproduzione tramite pannelli fotovoltaici.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato sui prossimi passi in vista della riforma delle Autorità di protezione. La Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio sta analizzando il messaggio del Governo; nel frattempo, è in fase di allestimento il disegno di Legge sulla procedura delle nuove Preture di protezione, che sarà poi messo in consultazione. Parallelamente, anche all’interno dell’Amministrazione cantonale sono stati avviati i lavori preparatori: sono ora previste discussioni con i Comuni interessati.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha infine fornito alcuni aggiornamenti sul messaggio governativo che delinea la nuova Legge delle scuole dell’obbligo. Anche in questo caso è prevista una consultazione fra i Comuni, che si aprirà nei prossimi giorni e si concluderà il 31 ottobre.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 29 novembre 2023.

Firmato il nuovo Protocollo d’intesa in caso di catastrofe tra Canton Ticino e Provincia del Verbano Cusio Ossola

Firmato il nuovo Protocollo d’intesa in caso di catastrofe tra Canton Ticino e Provincia del Verbano Cusio Ossola

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e il Prefetto di Verbano Cusio Ossola Michele Formiglio hanno sottoscritto ieri pomeriggio sulle Isole di Brissago il nuovo Protocollo d’intesa sulle attività di gestione di emergenze di protezione civile causate da eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo di carattere transfrontaliero. Tale protocollo contribuisce a migliorare la collaborazione del Canton Ticino con tutte le province di confine.

Le Isole di Brissago hanno accolto le delegazioni ticinese e piemontese per la firma del nuovo Protocollo d’intesa. A rappresentare il Canton Ticino, assieme al Consigliere di Stato Norman Gobbi, erano presenti il comandante della Polizia cantonale, col Matteo Cocchi, l’aggiunto sostituto capo della Sezione del militare e della Protezione della Popolazione, Michele Fattorini, il Delegato per le relazioni esterne del Consiglio di Stato, Francesco Quattrini e, quali rappresentanti degli enti partner della protezione della popolazione, il cap Antonio Ciocco per la Polizia cantonale, il cap Tiziano Guarisco per il corpo civici pompieri di Locarno, il Dr. Lorenzo Tommasetti quale presidente dei servizi di autoambulanza di Locarno e Valli e il Sig. Alex Helbling presidente del consorzio di protezione civile Locarno e Valle Maggia. La delegazione italiana era rappresentata dal prefetto Michele Formiglio.

Sia il Consigliere di Stato Norman Gobbi, sia il Prefetto Michele Formiglio hanno ricordato come tra il Ticino e la Provincia di Verbano Cusio Ossola i rapporti di collaborazione transfrontaliera in caso di catastrofe siano fondamentali per il reciproco supporto nell’eventualità di eventi maggiori che potrebbero colpire la regione transfrontaliera, dove il traffico è molto intenso e dove la presenza di attività economiche è molto sviluppata e quindi i rischi di catastrofe non possono essere esclusi. Scenari che sono stati esercitati durante la prima (2016) e la seconda (2022) esercitazione ODESCALCHI. Per questo motivo, per eventi emergenziali di protezione civile che possano interessare il territorio a confine tra la Provincia di Verbano Cusio Ossola e il Canton Ticino, il reciproco concorso tra le squadre d’intervento italiane e svizzere può rappresentare un utile supporto alla comune gestione dell’emergenza.

La firma odierna segue quella avvenuta a Pollegio il 17 giugno 2022 tra il Canton Ticino e la provincia di Varese e quella del 6 settembre 2022 con la provincia di Como.

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Lucerna e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Lucerna e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, guidato dal presidente Raffaele De Rosa, è stato impegnato giovedì 7 e venerdì 8 settembre in una visita di due giorni oltralpe. Il programma ha previsto incontri di lavoro con il Governo del Canton Lucerna e con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, direttrice del Dipartimento federale delle finanze.

Il Consiglio di Stato è stato ricevuto ieri dal Governo del Canton Lucerna, guidato dal neo presidente Fabian Peter. Il programma ha previsto una visita al Centro culturale della città (KKL) e il successivo trasferimento alla villa Senar di Weggis: costruita e abitata dal compositore e direttore d’orchestra Sergei Rachmaninoff, la residenza è oggi un centro culturale e di formazione di proprietà del Cantone. Oltre alla condivisione di questi momenti conviviali, la giornata ha consentito ai due Governi di discutere vari temi di interesse comune, con un particolare accento sul tema dei collegamenti sull’asse nord-sud.

Per quanto riguarda invece l’incontro di stamattina con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, la discussione con il Consiglio di Stato si è concentrata su diversi argomenti d’attualità. Sono state affrontate questioni di carattere interno – dalla situazione delle finanze della Confederazione al sistema di perequazione intercantonale, dalla promozione del plurilinguismo alla riforma delle dogane – e sono state approfondite le prospettive nelle relazioni con l’Italia. Il Consiglio di Stato ha poi portato all’attenzione della direttrice del Dipartimento federale delle finanze altre tematiche prioritarie di interesse per l’intero Consiglio federale quali la mobilità, in particolare sensibilizzandola sulla situazione specifica del Canton Ticino rispetto all’ipotesi di pedaggio al San Gottardo nonché la situazione migratoria e la problematica dei costi della salute.

Nel nuovo Centro di controllo sanzionato un camion su tre

Nel nuovo Centro di controllo sanzionato un camion su tre

Entrato in servizio lo scorso dicembre, nei primi sei mesi di attività ha eseguito oltre tremila verifiche. In 140 casi le infrazioni sono risultate di grave entità

Con i suoi 15 agenti di polizia uniformati, 33 assistenti di polizia e tre funzionari amministrativi, per un totale di 51 unità impiegate, ha rapidamente raggiunto la velocità di crociera il nuovo Centro di controllo veicoli pesanti (Ccvp) di Giornico entrato ufficialmente in servizio nel dicembre 2022 sostituendo la vecchia piazzola che veniva raggiunta percorrendo da Biasca la corsia autostradale dedicata. Cifre alla mano, il tenente Franco D’Andrea , ufficiale responsabile della struttura da 250 milioni di franchi finanziata dalla Confederazione, spiega che nei primi sei mesi di esercizio sono stati effettuati 3’416 controlli su 154’812 veicoli pesanti transitati in direzione nord. I transiti giornalieri variano da 1’500 a 1’700, con picchi di 2’000. Quasi un terzo dei veicoli verificati, per la precisione 1’078, è stato sanzionato presentando delle anomalie. Di questi, in 140 casi sono emerse infrazioni gravi che possono comportare un rischio concreto per la sicurezza stradale. A seconda della fattispecie e delle responsabilità, possono venire sanzionati sia il conducente sia la ditta. Al momento, tuttavia, dati riguardanti l’incasso di multe non sono ancora a disposizione: per avere le cifre occorrerà attendere i bilanci di fine anno.

Quale bilancio può fare dei primi mesi di attività?
Il bilancio non può che dirsi confortante, soprattutto in termini di prevenzione e sensibilizzazione. Questo tenuto conto di quelle che sono le sfide principali in tema di irregolarità nel traffico pesante. Pensiamo in particolar modo alla sfida determinata dai cambiamenti tecnologici e dalle manomissioni informatiche. Cito ad esempio le modifiche al sistema antinquinamento, alle apparecchiature del veicolo stesso per renderlo più potente o al tachigrafo: premesso che ogni caso va valutato e trattato come caso a sé stante, le statistiche a livello europeo indicano che tre veicoli su dieci risultano modificati.

Oltre all’accresciuta qualità dei controlli, quali altri vantaggi comporta il Ccvp?
La sua entrata in esercizio ha comportato un indubbio miglioramento nel controllo e nel dosaggio dei veicoli pesanti sia in qualità sia in sicurezza. Il personale è motivato. Vi è poi il discorso legato agli autisti che possono oggi disporre di ampi spazi e di servizi igienici, docce e approvvigionamento acqua gratuiti durante il riposo, le pause o le verifiche del caso. Senza dimenticare la sicurezza: meno pericoli legati ai mezzi fermi ai lati della carreggiata e poche colonne di veicoli pesanti al portale sud del San Gottardo. Colonne di camion diminuite specialmente in occasione di eventi che richiedono la chiusura della galleria. In definitiva posso senz’altro affermare che lo stoccaggio dei veicoli pesanti al di fuori del sedime autostradale è ottimale e rappresenta un grandissimo punto a favore della sicurezza.

Come fate a decidere quale camion verificare e quale no?
Tutti i mezzi pesanti in transito verso nord devono uscire dall’A2 e immettersi nell’area di controllo. Dove di norma i controlli avvengono a campione. Tuttavia la formazione ricevuta permette al nostro personale di sviluppare l’occhio critico necessario a rilevare possibili anomalie. Inoltre al casello di triage si lavora in coppia (un assistente meccanico con un assistente circolazione) e perciò il primo controllo visivo permette già di fare una ‘radiografia’ al veicolo e all’autista. Spesso si procede inoltre con gli esami dell’alcolemia. Questa modalità consente di eseguire una valutazione/selezione il più possibile efficace dei veicoli che meritano maggiore attenzione. Dopo un primo screening, possono proseguire verso il San Gottardo (scaglionati tramite dosaggio), fermarsi nell’area di sosta oppure, se selezionati per un controllo più approfondito, passare alla fase successiva. Nei casi degni di attenzione, si procede quindi con ulteriori verifiche. Le possibili irregolarità possono essere rilevate anche dalle telecamere posizionate in autostrada o all’entrata della struttura di Giornico. Queste ultime apparecchiature sono in grado di rilevare il peso e la lunghezza del carico. Qualora ritenute necessarie, le riparazioni vengono eseguite a Giornico o in officine esterne a dipendenza della gravità del caso e da dove l’utente decide di rivolgersi.

Quali le irregolarità riscontrate con maggior frequenza?
Con una media di circa tre casi al giorno, sono legate ai sovraccarichi o ai carichi non ben ripartiti sul camion. Seguono poi problemi legati a perdite di varia natura (soprattutto olio) o agli pneumatici e ai freni (semirimorchio, rimorchio o veicolo). Per quanto riguarda invece le manomissioni, quelle più frequenti riguardano il tachimetro elettronico che permette di monitorare i dati sulla guida, le relative tempistiche ed eventuali anomalie. Se per esempio la velocità del veicolo risulta differente a quella segnalata, anche di pochi chilometri orari, sulle lunghe tratte risultano più ore di lavoro di quelle effettivamente svolte. Da ultimo, particolare attenzione viene data alla questione del riposo degli autisti.

Può elencare alcune irregolarità degne di nota?
Posso segnalarne alcune recenti. Il 17 luglio, poco prima delle 5.30 del mattino, durante un normale controllo da parte del personale del Centro è stato riscontrato un grave caso di guida in stato di ebrietà. La prova con l’etilometro probatorio cui è stato sottoposto l’autista di professione, un 44enne italiano che si trovava alla guida di un camion proveniente dal Bellinzonese e diretto Oltralpe, ha infatti dato esito positivo con un’importante alcolemia, pari a 0,76 mg/l. Perciò è stato denunciato al Ministero pubblico per grave infrazione alla Legge federale sulla circolazione stradale e guida in stato di ebbrezza. Gli è inoltre stata ritirata la licenza di condurre.
Da notare che in oltre sette mesi di attività del Ccvp si è trattato del primo ritiro, mentre nell’ambito delle irregolarità per alcolemia e stupefacenti sono emersi 16 casi lievi e due gravi. Tornando a quel caso, l’autoarticolato appartenente a una ditta svizzera è stato successivamente preso in consegna da un altro autista abilitato. Risale poi al 31 luglio un secondo episodio utile a comprendere le fattispecie con cui siamo confrontati: poco prima delle 19.30 a Sant’Antonino, nell’area di sosta ‘Al Motto’ lungo l’A2, è stato controllato un Tir con targhe polacche immessosi nel parcheggio nonostante il divieto di circolazione per autocarri. Le verifiche poi eseguite al Ccvp hanno permesso di scoprire che il semirimorchio presentava freni difettosi sulla ruota destra del terzo asse, pedane della bisarca non fissate e manipolazioni scorrette del cronotachigrafo. In pratica è stata constatata 19 vole l’omissione di iscrivere il cambiamento della nazione sul cronotachigrafo. Inoltre è stato accertato che aveva circolato sull’A2 in direzione nord a una velocità di 95 chilometri orari in un tratto con limite di 80. L’autista, un 48enne turco, è stato denunciato per grave infrazione alla Legge federale sulla circolazione stradale. Il Tir ha potuto ripartire dopo le riparazioni del caso in un’officina.

L’avvento del Ccvp ha aumentato il numero di controlli e sanzioni?
Il contesto in cui venivano effettuati i controlli prima dell’apertura del Ccvp è completamente differente e un paragone a livello di dati non fornirebbe pertanto una lettura attendibile. In passato venivano per esempio sfruttate le aree di sosta in Riviera e in Leventina senza alcuna struttura fissa. Si trattava di principio di due controlli fissi alla settimana, più quelli che svolgevano le pattuglie di polizia quando notavano qualcosa di anomalo nei Tir in transito sull’A2. Per inquadrare meglio il cambio di passo e l’impossibilità di fare paragoni, basti dire che le ispezioni a campione sul traffico pesante, effettuate su mandato e finanziamento della Confederazione, prevedevano in passato un obiettivo fissato dall’Ufficio federale delle strade di circa 12’700 ore sui 12 mesi. L’apertura del Ccvp di Giornico dovrebbe garantire il raggiungimento di 90’000 ore di controlli annui.

In generale come giudica l’odierna qualità dei veicoli e dei conducenti controllati rispetto all’ultimo ventennio? Si va verso un miglioramento?
Non avendo un’unità di paragone tra la situazione attuale e quella passata, risulta difficile fare una valutazione effettiva. Generalmente lo stato tecnico dei veicoli pesanti può dirsi buono. Le sfide principali a livello di infrazioni, come osservato in precedenza, riguardano le manomissioni informatiche. Particolare importanza è data al discorso della prevenzione: il Ccvp rappresenta un filtro importante che permette di effettuare i controlli in maniera molto più sistematica e agevole rispetto a un tempo.

Quali sono le situazioni in cui viene sanzionato il conducente e quali invece il datore di lavoro?
Se la negligenza è da attribuire al conducente (per esempio per infrazioni concernenti l’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore) si procede nei suoi confronti. Se invece l’infrazione è da attribuire anche al detentore del veicolo (si pensi ai difetti causati da una negligenza nelle manutenzioni), possono venir sanzionati sia il conducente per aver guidato, sia il detentore per la messa in circolazione.

Se è vero, come dicono i vostri dati, che quasi un terzo dei camion controllati è stato sanzionato, questo significa che in teoria quasi un terzo di camion transitanti sull’A2 presenta anomalie e/o malfunzionamenti?
Per avere una lettura obiettiva dei dati occorrerà attendere la conclusione del primo anno d’attività. Le irregolarità riguardano un ampio ventaglio di problematiche. Ad esempio, per quanto riguarda sovraccarichi e carichi non ben ripartiti, questi oggi vengono segnalati da un’apparecchiatura tecnica che controlla tutti i camion in transito nel Ccvp, consentendo così di correggere ciascuna anomalia. Un bel passo avanti rispetto al passato, quando si procedeva solo in presenza di dubbi. Tornando alla domanda, e premesso che le statistiche devono essere interpretate, i dati dei primi sei mesi fanno riflettere. Siamo consapevoli che vi sono diversi veicoli pesanti che presentano difetti o autisti che non rispettano le varie ordinanze. Prima del 2023 non venivano eseguiti controlli così approfonditi e ne deriva che i conducenti magari azzardavano il transito. In quest’ambito il fatto di poter disporre di un’infrastruttura moderna che consente dei controlli sistematici e capillari è sicuramente un passo avanti importante anche in termini di prevenzione.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 7 settembre 2023 de La Regione

Ricomincia la scuola: facciamo ancora più attenzione

Ricomincia la scuola: facciamo ancora più attenzione

Comunicato stampa

La ripresa delle attività sui banchi di scuola è da sempre un momento speciale per allievi e genitori. Il Dipartimento delle istituzioni con il progetto “Strade sicure” e la Polizia cantonale congiuntamente alle polizie comunali tornano quindi a sensibilizzare gli utenti della strada con consigli di prevenzione della circolazione stradale rivolti sia a coloro che accompagnano i bambini e le bambine presso gli istituti scolastici sia ai conducenti di veicoli, ai quali viene chiesta un’accresciuta attenzione in questo particolare periodo dell’anno.

In base alle più recenti statistiche, lo scorso anno 40 bambini e bambine si sono infortunati a seguito di incidenti sulle strade ticinesi (36 nel 2021). Di questi, 13 erano pedoni (15), con 5 bimbi/e (7) investiti sulle strisce pedonali. Nel 2022 si è riscontrata dunque una sostanziale stabilità della situazione.
Per questo motivo è necessario mantenere sempre alta la guardia, con l’obiettivo di diminuire gli incidenti con coinvolti i più giovani. Anche in questo ambito la prevenzione gioca un ruolo di primo piano per evitare tragedie derivanti dalla disattenzione e dai comportamenti sbagliati alla guida, ma anche per chi si sposta a piedi.

Rammentiamo quindi alcuni consigli di comportamento:

Nel tragitto casa-scuola a piedi
Per i bambini e le bambine che si spostano a piedi la regola d’oro è mai correre o giocare né in strada né sul marciapiede.  

Quando ci si sposta in gruppo
In fila indiana, per una maggiore visibilità e un migliore controllo, il bambino o la bambina più grande chiude la fila. Negli altri casi, si cammina a coppie con il/la più grande sul lato della strada dove vi è potenzialmente maggiore pericolo.

Quando si attraversa la strada
Prima di attraversare la strada e in presenza di traffico, assicurarsi sempre che il conducente ci abbia visto e verificare che il suo veicolo sia completamente fermo. Inoltre ricordarsi le fondamentali norme comportamentali da applicare in caso di attraversamento della strada sulle strisce pedonali: mi fermo e aspettoguardo e ascoltoattraverso.  

Nel tragitto casa-scuola in auto
Per genitori o conoscenti che accompagnano i bambini e le bambine a scuola in auto si ricorda di non fermarsi vicino al perimetro scolastico bensì nei parcheggi ufficiali. Maggiore prudenza va inoltre posta nel corso delle manovre in retromarcia, oltre che al rispetto della segnaletica stradale con particolare riferimento ai luoghi dove vige il divieto di fermata. Per evitare spiacevoli conseguenze, occorre prestare attenzione nell’assicurare correttamente bambini e bambine con gli appositi sistemi di sicurezza all’interno dell’abitacolo.  

Questi e altri consigli sono consultabili sull’opuscolo “Tutti a scuola”, già distribuito nelle scuole ad allievi e allieve, e sul sito www.stradesicure.ch  

Protezione civile: in Ticino la riforma preoccupa

Protezione civile: in Ticino la riforma preoccupa

Dal 2026 gli organizzatori di eventi non potranno più contare sull’impiego sui militi del servizio – L’impatto sarà rilevante in termini di budget

In Ticino c’è una certa preoccupazione tra gli organizzatori di eventi che tra due anni non potranno più contare come prima sull’impiego della Protezione civile (PCI) per compiti di logistica, sicurezza e servizio d’ordine. A partire dal 2026 infatti non saranno più concesse deroghe all’applicazione della riforma “Plus” voluta dal Consiglio federale, in seguito alla quale si prevede una diminuzione fino al 40% dei militi.
Le ripercussioni di questa riforma le sentiranno soprattutto coloro che si occupano di organizzare manifestazioni: la PCI costa meno rispetto ai privati, ricorda Alan Facchini, comandante della protezione civile di Lugano, “dai 40 ai 100 franchi giornalieri per persona”. Sarà dunque più faticoso per gli organizzatori rispettare i propri bilanci.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Protezione-civile-in-Ticino-la-riforma-preoccupa-16468003.html

Da www.rsi.ch/news

Camion non in regola, autista denunciato

Camion non in regola, autista denunciato

Freni difettosi, cronotachigrafo non aggiornato, eccesso di velocità: sono alcune delle infrazioni commesse da un 48enne turco intercettato lunedì

È lunga la lista delle infrazioni imputate all’autista di un camion con targhe polacche, controllato lunedì dopo che si era immesso attorno verso le 19.30 nell’area di sosta “al Motto” di Sant’Antonino, nonostante il divieto di circolazione per autocarri.

Durante l’ispezione al centro di controllo di Giornico sono emersi freni difettosi sul terzo asse del semirimorchio, pedane non fissate e omissioni nell’aggiornamento del cronotachigrafo, che per 19 volte non riportava il cambiamento di nazione. È venuto alla luce anche un eccesso di velocità: in un tratto limitato a 80 km/h, il mezzo pesante era transitato a 95 km/h.

L’autista, un 48enne turco, è stato denunciato per grave infrazione alla legge sulla circolazione stradale. Versato un importo di 1’160 franchi per le spese, il camion potrà ripartire dopo le riparazioni del caso in officina.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Camion-non-in-regola-autista-denunciato-16441753.html

Da www.rsi.ch/news

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Democrazia viva, viva la democrazia

Democrazia viva, viva la democrazia

Questo anno elettorale, che va dalle elezioni cantonali alle elezioni comunali, passando da quelle imminenti federali, riporta in primo piano il tema della partecipazione popolare e della fiducia verso le nostre istituzioni democratiche. Il barometro tende ormai da anni al brutto, tanto che ho già avuto modo di parlare di «democrazia in pericolo ». È un fenomeno che non riguarda solo il Ticino. Proprio per questo abbiamo l’obbligo di intervenire anche al nostro livello per tentare di invertire questa preoccupante tendenza. Lo possiamo fare con atti concreti che personalmente individuo su tre piani. Il primo piano è quello che chiamerei «strutturale» e ha una valenza culturale e politica di ampio respiro. La parola «democrazia» sarà quella più usata nei discorsi del 1.

Agosto. Giustamente, perché la nostra democrazia diretta è un vanto. Il sistema politico svizzero prevede che siano i cittadini a «fare lo Stato». E la partecipazione è condizione indispensabile. Senza questa tutto cade, tutto si ferma. Si tratta quindi in buona sostanza di seminare sul tessuto sociale cantonale quelle buone pratiche che permettano alla cittadinanza di ritornare attore protagonista della scena democratica. Partire dal primo livello, ossia dai Comuni, è essenziale, anzi, direi naturale. Con la Sezione degli enti locali abbiamo iniziato un lavoro assieme ad alcuni Comuni-pilota per aumentare la compartecipazione delle cittadine e dei cittadini alla costruzione e quindi alla realizzazione dei progetti che più stanno loro a cuore. Si tratta di un insieme di strumenti e procedure che servono ad assicurare un’adeguata conduzione politica del Comune, coinvolgendo i cittadini e gli attori economici presenti sul territorio per rispondere ai loro bisogni. Tutto questo confluirà in una proposta di modifica dell’attuale Legge organica comunale (LOC), riforma che rimane uno degli obiettivi di questa nuova legislatura per il Dipartimento delle istituzioni. Nello stesso tempo però, sempre grazie alla Sezione degli enti locali, il Governo ha accolto la nostra proposta di sviluppare il progetto «Democrazia viva», che agirà in modo sempre più incisivo su questo tema essenziale.

Il secondo piano è più «funzionale». Ritengo che per ravvivare l’interesse intorno alla politica, e quindi aumentare la partecipazione, anche un cambiamento del sistema elettorale sia indispensabile. Per questo all’inizio di quest’anno ho avviato la discussione in Consiglio di Stato sull’introduzione del maggioritario per l’elezione del Governo a livello cantonale e dei Municipi a livello comunale. Stiamo ora aspettando alcuni approfondimenti. Poi la discussione sarà rilanciata tra i partiti e soprattutto tra la cittadinanza.

Il terzo e ultimo piano è quello «personale ». È attraverso la testimonianza diretta che un messaggio passa. Così come il buon docente lo si riconosce perché crede nella missione educativa e formativa dei ragazzi e la esplicita portando tutto sé stesso in classe, così il politico – di ogni livello – può essere un buon politico se testimonia il suo impegno, spesso di milizia, nel prendere a cuore ogni tematica che porta a un miglioramento della qualità di vita di tutti coloro che compongono la comunità. La testimonianza diventa così un valore da imitare. Alla vigilia del 1. Agosto potremmo dunque – noi politici – prenderci questo impegno.

Opinione pubblicata nell’edizione di sabato 29 luglio 2023 del Corriere del Ticino