“La giustizia è proprio il mio ambito”

“La giustizia è proprio il mio ambito”

Intervista alla prima ufficiale della polizia cantonale ticinese: la 44enne Bernadette Rüegsegger di Airolo

La parità tra i sessi di recente in Ticino ha fatto un ulteriore passo avanti. Il Consiglio di Stato la scorsa settimana ha nominato la prima donna ufficiale della polizia cantonale le cui radici vengono fatte risalire alla compagnia di linea istituita nel 1804, l’anno dopo la nascita del cantone. In 219 anni di storia il corpo non aveva mai avuto un graduato donna anche se dal 1987, quando entrarono in servizio le prime agenti femminili in divisa, il numero delle donne è in crescita.

L’onore di rompere il ghiaccio ed aprire una nuova via è toccato a Bernadette Rüegsegger. Classe 1979, nata e cresciuta ad Airolo, madre di due figli, è laureata in diritto all’università di Zurigo, ha conseguito il brevetto di avvocato e anche un master in advanced studies in Forensics alla Hochschule di Lucerna. Alla RSI non nasconde la sua emozione e sua gioia per essere stata scelta quale nuova responsabile dei servizi generali della polizia cantonale dopo essere stata per cinque anni funzionario dirigente a capo del Servizio giuridico. Assumerà la nuova funzione con il grado di capitano.

Un’emozione personale, ma non solo, perché Bernadette Rüegsegger è cosciente che la sua nomina è stata straordinaria per la realtà ticinese. Il fatto che sia una donna ha suscitato scalpore. “Spero che anche le donne lo prendano un po’ da esempio e spero di essere un po’ di ispirazione perché con la competenza e con il lavoro si può arrivare”, afferma, consapevole che il suo nome resterà legato alla rottura di un altro soffitto di cristallo in seno alla PolTI. “Personalmente non ho mai trovato ostacoli, ma forse ho anche già cominciato come funzionaria dirigente, quindi ad un altro livello – spiega -. Ho trovato delle ottime collaborazioni, delle menti aperte. Posso immaginarmi che, magari nei livelli più bassi, sia più difficile e che ci sia ancora una cultura maschile, un po’ più chiusa. Però vorrei anche dire che c’è un’apertura che, man mano, si sta sviluppando. Come donne in polizia siamo al 13,5%. È un processo lento, però è un processo in atto”.

Il suo percorso professionale è stato quasi interamente legato all’attività inquirente. Ma non in polizia. Nel 2009 è entrata alle dipendenze del ministero pubblico di Zürich-Limmat in veste di segretaria giudiziaria e assistente procuratrice. Poi, nel 2011, è diventata procuratrice pubblica alla Procura di Winterthur. Nel 2014 è diventata procuratrice pubblica del canton Zurigo. “La mia passione è il diritto penale, il perseguimento penale – afferma senza tentennamenti -. La giustizia è proprio il mio ambito. L’ho sempre sentita mia fin dagli studi”.

La carriera in magistratura a Zurigo nel corso degli anni l’ha portata ad avere stretti contatti con la polizia dove è approdata dopo aver deciso di far rientro in Ticino. Un percorso quasi naturale, anche perché Oltralpe la vicinanza tra agenti e magistrati è maggiore e le carriere molto permeabili. “La collaborazione tra polizia e ministero è molto più stretta – spiega Bernadette Rüegsegger ripensando agli anni a Zurigo -. Tantissimi ufficiali di polizia e comandanti di polizia sono stati procuratori pubblici. C’è questa permeabilità di andare dalla polizia al ministero e indietro, come giuristi”.

Una formazione che ha portato Bernadette Rüegsegger ad essere procuratrice, capo del Servizio giuridico e poi la prima donna ufficiale della polizia del canton Ticino: la capitano Rüegsegger.

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Da www.rsi.ch/news

Aggregazioni Bodio-Giornico e Prato Leventina-Quinto in votazione consultiva il 26 novembre 2023

Aggregazioni Bodio-Giornico e Prato Leventina-Quinto in votazione consultiva il 26 novembre 2023

Comunicato stampa

La cittadinanza di Bodio e Giornico, così come quella di Prato Leventina e Quinto si esprimerà in votazione consultiva domenica 26 novembre 2023 sui progetti di aggregazione che coinvolgono i loro comuni. Il Consiglio di Stato ha infatti approvato i due studi allestiti dalle commissioni incaricate di formulare le proposte di aggregazione dei rispettivi comuni.

Nelle scorse settimane le commissioni di studio per l’aggregazione di Prato Leventina e Quinto e quella di Bodio e Giornico hanno consegnato al Consiglio di Stato le proprie proposte per la costituzione di due nuovi comuni, frutto dell’aggregazione delle rispettive collettività. Entrambe sono state accettate dal Governo che ha stabilito la data per le votazioni consultive nei due comprensori per il prossimo 26 novembre 2023, data già fissata per la consultazione sul progetto che coinvolge cinque comuni malcantonesi nell’aggregazione del nuovo Comune di Lema. A seconda dell’esito del voto, le elezioni comunali generali di aprile 2024 potranno essere prorogate dal Consiglio di Stato laddove il voto sarà positivo.  

Aggregazione Bodio-Giornico
Il progetto è nato dopo l’abbandono dell’ipotesi aggregativa che lo scorso anno ha coinvolto l’intera Bassa Leventina, ampiamente accolta a Bodio e Giornico ma nettamente respinta a Personico e Pollegio. Alla luce del risultato, i municipi di Bodio e Giornico hanno chiesto l’avvio di una procedura di aggregazione bilaterale tra i loro comuni, formalizzata nell’autunno 2022. Lo studio prevede che il nuovo Comune, che conta circa 1’700 abitanti, prenda il nome di “Giornico”, capoluogo dell’omonimo circolo e sia guidato da un municipio di cinque membri e da un legislativo composto da 25 persone, che potranno essere elette in base a due circondari elettorali corrispondenti agli attuali comuni. La proposta è stata preavvisata favorevolmente da entrambi i legislativi (Bodio: 11 sì, 2 contrari, 0 astenuti; Giornico: 18 sì, 1 contrario, 0 astenuti) e dai due municipi. Il Governo si è impegnato a sostenere l’aggregazione con un contributo complessivo di 3 milioni di franchi, di cui uno per consolidare la struttura di bilancio del futuro Comune. Il moltiplicatore iniziale prospettato è del 95%.  

Aggregazione Prato Leventina-Quinto
La procedura ha preso origine su stimolo del Consiglio comunale di Prato Leventina ed è stata avviata nel giugno 2022 dando seguito all’istanza dei due municipi. La proposta di Comune aggregato, nel quale risiedono circa 1’350 abitanti, prefigura un municipio di cinque membri e un consiglio comunale di 21 persone, con possibilità di istituire due circondari. Entrambi i consigli comunali (Prato: 12 sì, 0 contrari, 1 astenuto, mentre quello di Quinto di stretta misura: 9 favorevoli, 8 contrari, 0 astenuti) e i due municipi hanno dato preavviso favorevole al progetto. La denominazione del nuovo Comune proposta dalla Commissione, dopo aver esaminato diverse ipotesi, è “Quinto”. Ritenuto che nell’ambito dell’esame dello studio da parte dei legislativi, quello di Prato Leventina ha chiesto di sottoporre al voto anche il nome “Quinto-Prato”, richiesta cui i due municipi hanno in seguito aderito, il Governo ha deciso di far esprimere in via consultiva la cittadinanza anche sul nome del futuro Comune, scegliendo tra queste due alternative. Il Consiglio di Stato si è impegnato a riconoscere un sostegno finanziario di 1,7 milioni con un possibile aiuto complementare fino a mezzo milione di franchi per iniziative particolarmente significative dal profilo del progresso in ambito socio-economico e territoriale. Il moltiplicatore iniziale previsto è del 90%.  

Festa grande per la fine dei lavori all’Alpe Porcaresc

Festa grande per la fine dei lavori all’Alpe Porcaresc

Sabato 1° luglio il Patriziato Generale d’Onsernone ha ufficialmente inaugurato il nuovo Alpe Porcaresc, concludendo con una festa popolare il lungo iter di lavori sul più importante alpeggio onsernonese.
Per l’occasione erano presenti il consigliere di Stato Norman Gobbi, dei rappresentanti di fondazioni, enti e istituzioni che hanno contribuito all’opera e circa 300 amici di Porcaresc.
«Questa non è una giornata da dedicare ai ricordi, ma una giornata da ricordare, perché rivolta al futuro», ha detto il presidente del Patriziato Luca Speziali.
Dopo la benedizione dell’alpe e la dedica all’ex presidente del PGO Tarcisio Terribilini, scomparso prematuramente e vero e proprio motore dell’avvio del progetto di ristrutturazione, sono stati illustrati i principali interventi effettuati.
I lavori si sono svolti nell’arco di cinque stagioni, dal 2017 al 2022. Il progetto si è concentrato sulla ristrutturazione delle strutture esistenti, rispettando il paesaggio e le caratteristiche storico-architettoniche del sito.
Il progetto iniziale è stato modificato durante l’esecuzione, sempre guardando al futuro e allo sviluppo dell’attività alpestre. L’esempio migliore è quello legato al nuovo caseificio, una necessità emersa negli ultimi anni del progetto. L’impianto, uno dei più moderni in Ticino, permetterà all’Alpe di perpetrare la lunga e qualitativa tradizione casearia per i prossimi decenni. 

Da www.tio.ch

(Immagine: Patriziato generale di Onsernone)

Divisione territoriale 3, è il momento del cambio al vertice

Divisione territoriale 3, è il momento del cambio al vertice

Ha avuto luogo sul passo del Lucomagno, durante una suggestiva e tradizionale cerimonia militare, il cambio della guida della divisione territoriale 3. Il divisionario Lucas Caduff ha infatti rimesso il comando che, dal 1° luglio, passerà al brigadiere Maurizio Dattrino, che verrà contemporaneamente promosso al grado di divisionario. Caduff ha rimesso lo stendardo della divisione al suo superiore, il capo del comando operazioni – comandante di corpo Laurent Michaud, che lo ha successivamente riposto nelle mani di Dattrino.
Caduff, che ha ricoperto questo incarico negli ultimi sette anni, ha commentato: «Ogni bella esperienza giunge al termine». Alla fine del mese di luglio andrà al beneficio della pensione.
La divisione territoriale 3 è una grande unità il cui settore coincide con i confini politici dei cantoni Uri, Svitto, Zugo, Grigioni e Ticino. Non è un caso che la cerimonia del trapasso del comando si sia tenuta sul passo del Lucomagno, alla presenza di autorità militari, politiche e dello stato maggiore della divisione. La Valle di Blenio e la Surselva storicamente hanno rappresentato una delle roccaforti del Ridotto Nazionale del Generale Guisan. Inoltre il luogo, in qualità di confine fra la Svizzera romancia e il Canton Ticino, ben rappresenta il passaggio fra il sursilvano Caduff e il ticinese Dattrino.
«Lascio al mio successore una divisione in buona salute» aggiunge Caduff. «So che non ci si aspetta che dica altro, ma le prove di questa mia convinzione le ha mostrate lo scorso anno l’esercitazione internazionale ‘ODESCALCHI’, durante la quale le truppe subordinate alla divisione territoriale 3 hanno dimostrato la loro competenza e preparazione».
Dattrino conosce bene l’unità che andrà a comandare: in passato ne è stato infatti il capo operazioni e il capo dell’impiego sussidiario di sicurezza a favore del Canton Grigioni durante il WEF di Davos. «Sono felice che il Consiglio Federale e il Capo dell’Esercito mi abbiano concesso l’onore di essere il prossimo comandante della divisione territoriale 3. Non vedo l’ora di continuare l’ottimo lavoro dei miei predecessori, fra i quali non possono non ricordare l’ultimo comandante ticinese: il compianto divisionario Roberto Fisch».

Da www.tio.ch

(Immagine: Terzaghi /div ter 3)

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Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 29 giugno 2023 de Il Quotidiano

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Maurizio Dattrino nuovo comandante della divisione territoriale 3

Dal primo luglio sostituirà il divisionario Lucas Caduff alla testa delle forze militari congiunte dei cantoni Uri, Svitto, Zugo, Grigioni e Ticino.
Sul passo del Lucomagno durante una suggestiva e tradizionale cerimonia militare, il divisionario Lucas Caduff ha rimesso il comando della divisione territoriale 3. Dal 1. luglio il testimone passerà al brigadiere Maurizio Dattrino, che verrà contemporaneamente promosso al grado di divisionario. «Ogni bella esperienza giunge al termine». Sono queste le parole utilizzate dal divisionario Caduff per sintetizzare gli ultimi sette anni della sua attività professionale quale ufficiale di carriera dell’Esercito svizzero. Alla fine del mese di luglio andrà al beneficio della pensione.
Nel corso di una tradizionale cerimonia, oggi pomeriggio il divisionario ha rimesso lo stendardo della divisione al suo superiore, il capo del comando operazioni – comandante di corpo Laurent Michaud, che lo ha successivamente riposto nelle mani del brigadiere Maurizio Dattrino, che dal 1. luglio sarà alla testa della grande unità il cui settore coincide con i confini politici dei cantoni Uri, Svitto, Zugo, Grigioni e Ticino.
Non è un caso se la cerimonia del trapasso del comando della divisione territoriale 3 si è tenuta sul passo del Lucomagno, alla presenza di autorità militari, politiche e dello stato maggiore della divisione. Seppur non di importanza strategica come l’asse del San Gottardo, la Valle di Blenio e la Surselva, storicamente hanno rappresentato una delle roccaforti del Ridotto Nazionale del Generale Guisan. L’occhio allenato di chi transita sulla strada del passo può ancora oggi individuare le desuete postazioni protette a ridosso dell’ospizio. «Sono felice che il Consiglio Federale e il Capo dell’Esercito mi abbiano concesso l’onore di essere il prossimo comandante della divisione territoriale 3. Non vedo l’ora di continuare l’ottimo lavoro dei miei predecessori, fra i quali non possono non ricordare l’ultimo comandante ticinese: il compianto divisionario Roberto Fisch» ha sottolineato il futuro divisionario Dattrino che da quando entrerà in servizio sarà il più alto graduato ticinese. Alla cerimonia sul Passo del Lucomagno ha anche presenziato il consigliere di Stato Norman Gobbi.
Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 30 giugno 2023 del Corriere del Ticino
Polizia cantonale: nominata la prima donna ufficiale

Polizia cantonale: nominata la prima donna ufficiale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta di ieri Bernadette Rüegsegger quale prima donna al grado di ufficiale della Polizia cantonale. Bernadette Rüegsegger dirigerà con il grado di capitano i Servizi Generali. Servizi che assicurano il supporto specialistico, tecnico, logistico, amministrativo e legale alle attività del Corpo di Polizia cantonale; i vari servizi gestiscono le risorse umane e finanziarie, di controllo strategico e di qualità nonché sostengono i reparti operativi, l’agevolazione delle procedure e l’ottimizzazione dell’impiego di mezzi e risorse. La signora Rüegsegger assumerà la funzione ricoperta da Elia Arrigoni, nel frattempo nominato e operativo a capo della Sezione della circolazione.

Bernadette Rüegsegger, classe 1979 madre di un figlio e una figlia, dopo aver conseguito la licenza in diritto nel 2007 all’Università di Zurigo ha completato la sua formazione ottenendo una specializzazione in scienze forensi (nel 2011 il Certificato e nel 2013 il Master in Advanced Studies in Forensics) alla Hochschule di Lucerna. Una volta conclusi gli studi, dopo aver svolto due anni di pratica giudiziaria e una prima esperienza professionale, nel 2009, è entrata alle dipendenze del Ministero pubblico di Zurigo (Zürich-Limmat) in veste di segretaria giudiziaria e assistente procuratrice. Nel 2011 è invece passata, già quale Procuratrice pubblica, al Ministero pubblico di Winterthur dove è rimasta fino al 2014 per poi divenire Procuratrice pubblica al Ministero pubblico del Canton Zurigo. Dal 2018 è stata nominata Capo settore Servizio giuridico della Polizia cantonale con il ruolo di funzionario dirigente, mentre nel 2019 ha conseguito il brevetto di avvocato. Bernadette Rüegsegger, oltre a essere perfettamente bilingue in italiano e tedesco, dispone di un Certificate of Proficiency in inglese.

Il Consiglio di Stato formula a Bernadette Rüegsegger i migliori auguri per la nuova sfida professionale che l’attende all’interno della Polizia cantonale.

“Distratti mai!”: il cellulare alla guida è sinonimo di pericolo

“Distratti mai!”: il cellulare alla guida è sinonimo di pericolo

Comunicato stampa

La Polizia cantonale torna a sensibilizzare sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida. Dall’inizio di luglio verranno infatti effettuate su tutta la rete
stradale cantonale delle azioni di prevenzione ma anche di repressione con controlli mirati nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usano il telefono.
Come già evidenziato più volte negli ultimi anni con l’azione “Distratti mai!”, svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni, l’uso degli apparecchi elettronici durante la guida continua ad essere una pratica frequente. Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e di tutti gli altri utenti della strada. Appare quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per scattare un selfie mentre si è al voltante, per la lettura di un messaggio o per dare una rapida occhiata su un social, allunga in maniera notevole i tempi di reazione. Si calcola infatti che guardare lo smartphone per 4 secondi mentre si viaggia a una velocità di 100 chilometri orari equivale a percorrere circa 150 metri “al buio”, a 50 chilometri orari la lunghezza corrispondente è invece di 70 metri.

In base alle ultime statistiche, nel 2022 sulle strade ticinesi si sono contati 3’931 incidenti della circolazione stradale (3’656 nel 2021). Spesso all’origine di questi eventi vi è anche un utilizzo scorretto del telefonino. Dati alla mano, la percentuale di incidenti che vedeva quale concausa (causa principale o secondaria) la distrazione al volante è stata infatti del 21.1%. A livello di infrazioni infine, nel 2022 oltre 3’500 contravvenzioni erano dovute all’uso del telefono cellulare alla guida.

Da qui l’importanza di costantemente responsabilizzare le categorie di utenti della strada nell’intento di prevenire e di ridurre il numero di incidenti. A partire da luglio verranno dunque effettuate dalla Polizia cantonale delle azioni di sensibilizzazione sui comportamenti da assumere quando si circola, ma anche dei controlli mirati nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usano il telefonino.

‘Giustizia e diritti’, si ripartirà con la riforma della legge polizia

‘Giustizia e diritti’, si ripartirà con la riforma della legge polizia

Il 4 settembre in agenda l’audizione di Norman Gobbi

Arrivederci a settembre. A lunedì 4, quando la ‘Giustizia e diritti’, informa una nota della stessa commissione parlamentare, tornerà a riunirsi. E si ripartirà con, fra l’altro, l’audizione del direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi sul progetto di riforma della Legge sulla polizia elaborato dal Consiglio di Stato e oggetto del corposo messaggio che il governo ha varato in marzo. «È un importante e delicato dossier: prima però di designare al nostro interno i relatori ed entrare così nel merito della revisione totale della legge riteniamo opportuno sentire il consigliere di Stato: sarà anche l’occasione per porgli eventuali domande», afferma la socialista Daria Lepori, che con la nuova legislatura ha assunto la presidenza della ‘Giustizia e diritti’, da noi contattata al termine della seduta commissionale di ieri, l’ultima prima della pausa estiva. Uscito dal Dipartimento istituzioni e posto in consultazione nel luglio 2022 presso autorità giudiziarie, uffici amministrativi e associazioni, il disegno di legge, si spiega nel messaggio governativo, prevede, fra le “principali” novità, “una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, le quali formalizzano la prassi oggi in vigore, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia”. Non solo. Un’altra novità consiste nell’“istituzione della gestione cantonale delle minacce, il cui obiettivo è di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente”: un modus operandi, ricorda l’Esecutivo, che “è già in vigore in molti Cantoni”. E la sua “importanza” e la sua “necessità” sono state sottolineate “anche dal Consiglio federale, per esempio in ambito di violenza domestica”. Dice Norman Gobbi alla ‘Regione’: «Dopo più di trent’anni, la legge cantonale sulla polizia ha bisogno di essere rivista completamente per adeguarla alle nuove esigenze anche operative; non si può più andare avanti con piccole, parziali revisioni. Inoltre, come ho già sostenuto, questo progetto di revisione totale viene proposto dal Consiglio di Stato a prescindere da quella che sarà la futura organizzazione di polizia in Ticino».
Nella riunione del 4 settembre della ‘Giustizia e diritti’ non si parlerà solo della riforma della normativa sulla polizia. In agenda, indica Lepori, «c’è anche l’iniziativa parlamentare per la modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria, affinché il Consiglio della magistratura trasmetta il proprio rapporto annuale sul funzionamento dell’apparato giudiziario cantonale al Gran Consiglio e non, come ora, al Consiglio di Stato». Si tratta di uno dei correttivi suggeriti dalla commissione parlamentare, attraverso il rapporto allestito nel gennaio di quest’anno dall’allora deputato del Centro Luca Pagani, per migliorare la procedura di elezione dei magistrati – segnatamente di coloro che alla scadenza del periodo di nomina decennale si (ri)candidano alla medesima funzione – dopo le lacune, i pasticci e le polemiche che hanno caratterizzato nel 2020 il rinnovo delle cariche in seno al Ministero pubblico.

‘Fissate delle scadenze per accelerare i lavori’
Questi e altri i temi che attendono la ‘Giustizia e diritti’ dopo la pausa estiva. «Un dossier che mi sta molto a cuore è quello delle autorità di protezione e quindi il completamento della riforma dopo il sì popolare all’adozione del modello giudiziario», evidenzia Lepori. Aggiunge la vicecapogruppo del Ps: «Uno dei miei primi obiettivi quando sono diventata presidente della ‘Giustizia e diritti’ è stato quello di fissare, discutendone in commissione, delle scadenze temporali per la firma dei rapporti, così da accelerare l’evasione di atti parlamentari e messaggi governativi pendenti sia nel plenum commissionale sia nelle sottocommissioni”. Quattro al momento le sottocommissioni della ‘Giustizia e diritti’. Sono coordinate da altrettante donne: Cristina Maderni del Plr (sottocommissione Ministero pubblico), Sara Demir del Centro (naturalizzazioni), Sabrina Gendotti del Centro (autorità di protezione) e Daria Lepori (violenza domestica).

Montagne sicure: partita la stagione estiva 2023

Montagne sicure: partita la stagione estiva 2023

Lupi e fulmini nuovi temi d’interesse

Il progetto di prevenzione Montagne sicure promosso dal Dipartimento delle istituzioni entra quest’anno nella quinta stagione estiva. Abbiamo chiesto al Consigliere di Stato Norman Gobbi una sua opinione sui primi cinque anni di questa importante campagna di sensibilizzazione. “Il progetto è stato presentato nel mese di dicembre del 2018 e il motivo scatenante, in aggiunta ai già esistenti Strade sicure e Acque sicure, è da associare ai numerosi incidenti che avevano contraddistinto la stagione estiva di quell’anno. Allora mi era sembrato più che opportuno e necessario intervenire con un’attività di sensibilizzazione pensata per chi frequenta la montagna d’estate, ma anche durante l’inverno, per escursioni o attività sportive. Soprattutto rivolta a coloro che lo fanno soltanto occasionalmente e senza specifiche competenze settoriali”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. I risultati raggiunti come li giudica? “Direi che stabilire l’influsso di una campagna sul numero di infortuni e incidenti mortali è difficile. È piuttosto l’unione d’intenti che può creare un importante fronte comune a favore della prevenzione e questo negli anni si è realizzato e verosimilmente ha contribuito a contenere il numero in un periodo in cui l’interesse per la montagna è sensibilmente cresciuto. Oggi il progetto, rivisto a livello organizzativo con la creazione di una commissione e due sottocommissioni tecniche stagionali, può avvalersi dell’aiuto di molti professionisti del settore alpino, di quello della prevenzione e pure di realtà nazionali come Rega e Meteo Svizzera, senza dimenticare TicinoSentieri che proprio quest’anno festeggia i trent’anni di attività e a cui vanno i miei auguri per il traguardo raggiunto”. Ci sono comunque stati dei morti, anche la scorsa estate. “L’imponderabile non possiamo azzerarlo, ma ridurlo sì. Spesso gli incidenti purtroppo mortali sono avvenuti in alta quota e hanno coinvolto persone esperte e preparate: nella quasi totalità dei casi legati a fatalità”. E qual è il ruolo di tutti questi partner? “Il loro supporto è importante per le competenze che portano al progetto, ma pure per i canali di comunicazione che mettono a disposizione per la diffusione dei messaggi di prevenzione, rendendo l’azione sempre più capillare sul territorio cantonale“. Per quest’estate sono previsti nuovi temi? “Negli anni abbiamo aggiornato e integrato nuove tematiche secondo necessità. Lo scorso anno era stato il caso per gli appassionati di MTB (e di E-Bike) e la problematica delle vacche nutrici e dei cani di protezione delle greggi, mentre ora le novità riguardano le regole di comportamento nel caso di incontri ravvicinati con il lupo, rispettivamente la gestione della situazione quando si è sorpresi dai fulmini”. E le modalità comunicative quali saranno? “Oltre ai classici supporti cartacei (la nuova edizione del libretto “Consigli per una montagna sicura” scaricabile dal sito internet www.montagnesicure.ch o il formato cartaceo ottenibile scrivendo all’indirizzo di posta elettronica di-montagnesicure@ti.ch,ndr) e multimediali, si predilige molto l’attività sul terreno e quindi, come già in passato, verranno organizzati eventi di sensibilizzazione con degli esperti. Ricordo pure la piattaforma social Ticino sicuro (Facebook e Instagram) che ingloba i messaggi di prevenzione di Montagne sicure, ma pure degli altri cinque progetti (Strade sicure, Acque sicure, Cyber sicuro, Stop radicalizzazione e Stop. Violenza domestica) per una prevenzione a 360°”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 23 giugno 2023 de Il Mattino della domenica

In sicurezza sui passi alpini

In sicurezza sui passi alpini

Equipaggiarsi in modo sicuro non vuol dire rinunciare al proprio stile. La qualità degli indumenti specifici e dell’equipaggiamento per motociclisti e motocicliste viene costantemente perfezionata sia dal punto di vista della sicurezza sia per quanto riguarda la comodità e lo stile. Infatti, se fino ad alcuni anni fa trovare una giacca munita di airbag o pantaloni con protezioni amovibili o intercambiabili era riservato solo a motociclisti/e con moto supersportive, oggi la possibilità di avere un equipaggiamento dotato di tutte le ultime novità è accessibile a tutte le tipologie di moto, siano esse EnduroTouringCustomScooter.
La scelta di un equipaggiamento con un’alta capacità protettiva, omologato, ad alta visibilità e la giusta attenzione nel mantenerlo in piena efficienza, aumentano la sicurezza personale. Questo potrebbe fare la differenza in caso di un incidente. Proteggiti dunque con l’equipaggiamento adeguato, dalla testa ai piedi, anche per brevi spostamenti e pure nelle giornate più calde.

L’equipaggiamento minimo consigliato prevede:

  • Casco integrale;
  • Giacca o tuta con protezioni spalle, gomiti e schiena, meglio se con airbag integrato;
  • Pantaloni da moto con protezione per le ginocchia, le anche e le tibie;
  • Guanti da moto;
  • Scarpe con protezioni rigide integrate che garantiscano anche la copertura della caviglia.

“La sicurezza ti dona”…e ti può salvare la vita in moto e scooter!

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Da www.rsi.ch

Al Penitenziario cantonale torna la sezione femminile

Al Penitenziario cantonale torna la sezione femminile

Il Gran Consiglio dice sì alla riapertura del comparto per le donne condannate a pene da espiare. Undici posti cella. Tempi di realizzazione: venti mesi

Al carcere penale della Stampa, destinato alle persone in esecuzione di pena, verrà riattivata la sezione femminile, chiusa anni fa in pratica per inutilizzo. Undici posti cella, con una cella per detenute con figli (età massima 3 anni), un passeggio e un laboratorio. L’ok del Gran Consiglio – 66 voti favorevoli, due astensioni – al rapporto del centrista Giorgio Fonio e del socialista Fabrizio Sirica, rapporto favorevole al messaggio governativo, arriva in coda all’ultima seduta prima della pausa estiva. Il ripristino della sezione si rende necessario considerato l’aumento in Svizzera delle donne condannate a una pena detentiva. Donne che oggi in Ticino vengono rinchiuse, per pene privative della libertà di breve durata, nel carcere giudiziario della Farera dove sono così sottoposte allo stesso regime, e quindi alle stesse restrizioni, previsto per chi è in detenzione preventiva. Se condannate invece a lunghe pene, vengono trasferite in carceri femminili d’oltre Gottardo con conseguente distacco dal territorio in cui vivono e dagli affetti famigliari (per il collocamento in strutture fuori Ticino, il Cantone ha speso lo scorso anno 800mila franchi).

Luce verde dunque a 1,2 milioni di franchi per la realizzazione del comparto femminile e per l’adattamento di spazi al Penitenziario cantonale per i detenuti anziani e per quelli con disabilità fisica. E a 1,8 milioni annui per il personale “aggiuntivo” per il citato comparto: di sorveglianza (una decina di agenti di custodia, capi compresi), amministrativo e medico. A quando la sezione per le detenute? Venti mesi la durata dei lavori. Dovrebbe entrare quindi in funzione, se tutto filerà liscio, nel 2025. «Riguardo alla detenzione delle donne, si pone fine a una situazione estremamente critica, a tratti disumana», commenta Giorgio Fonio. «Il calcolo del personale necessario è finalizzato a garantire anche condizioni detentive dignitose a chi finisce in carcere», rileva il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.

Da www.laregione.ch