Carcere femminile, uno sguardo oltre la cella

Carcere femminile, uno sguardo oltre la cella

In attesa del benestare del Gran Consiglio per la creazione della nuova sezione alla Stampa, un reportage sul mondo carcerario femminile, in Ticino e in Svizzera

Poco meno di due settimane fa il Consiglio di Stato licenziava il messaggio concernente la realizzazione di una nuova sezione femminile al penitenziario cantonale della Stampa. Ne manca una dal 2006. La nuova ala conterrà 11 celle, tra cui una pensata anche per le detenute con bambini fino ai 3 anni. Se fosse già attiva oggi sarebbe occupata al 90%.
Il progetto passerà ora alle valutazioni del Parlamento. Nell’ottica di una sua probabile approvazione, ci vorrebbero poi 20 mesi per la realizzazione. I piani alti delle strutture carcerari ticinesi si stanno già organizzando. “Abbiamo già reperito, in occasione dell’ultima scuola, delle candidate interessate” dichiara Stefano Laffranchini, direttore delle carceri ticinesi. In particolare – ma non esclusivamente – si cercano dei “candidati di sesso femminile”, a cui si ventila la possibilità di lavorare nel nuovo contesto.
La predilezione per guardie carcerarie femminili è dettata soprattutto da “un’affinità comportamentale e mentale”. Il nuovo contesto richiede infatti competenze specifiche, per cui le impiegate dei penitenziari cantonali si stanno già formando.
Naturalmente l’avvento della nuova sezione non cambierà solamente la giornata alle guardie carcerarie, ma anche e soprattutto quella delle detenute, che potranno godere di maggiore libertà. Oggi “arriviamo a far passare loro fuori dalla cella anche sei ore” – informa Laffranchini – “ma questo non sarà mai paragonabile alle attività che potranno svolgere” una volta accessibile la nuova sezione.
Inoltre, alle recluse sarà offerta la possibilità di lavorare e di svolgere una formazione in carcere; possibilità che, contrariamente agli uomini, sotto il regime più duro della Farera è preclusa.

La testimonianza di Mary, guardia carceraria
“Le donne sono un pochino più impegnative degli uomini a livello di carcerazione” racconta Mary ai microfoni della RSI, guardia carceraria dal 1998. “Sono un po’ più furbe”. Lo dice con cognizione di causa, avendo lavorato anche nella sezione maschile. “Gli uomini si capiscono subito, invece con le donne bisogna andare un po’ più a fondo, bisogna capirne la vita personale”.
La guardia saluta con ottimismo la realizzazione della nuova sezione. “In un carcere misto” infatti, spiega, “ci possono essere dei vantaggi e degli svantaggi: per le donne uno degli svantaggi è che vanno accompagnate ovunque si spostano”. Un ricordo esemplificativo: “era un sabato o una domenica, i detenuti maschi erano fuori per il tempo libero nel prato e io dovevo passare in mezzo a 120 uomini con una donna.”
Una delle molte situazioni per le quali Mary crede che “le donne soffrono un pochino di più in carcere”. “Un uomo che vien incarcerato ha sempre l’idea che fuori c’é la madre che si occupa dei figli; quando invece viene incarcerata una madre i problemi sono maggiori”. Spesso fuori dalla cella non c’è nessuno che si può occupare dei bambini e questi vengono allora internati con la mamma.
“Durante i nove anni che sono stata nella sezione femminile ho avuto tre bambini”, racconta. “Il bambino porta un po’ di allegria in carcere, ma le posso dire che, alla sera quando la cella viene chiusa e il piccolo vuole uscire, ti si stringe il cuore”.

Una voce dal canton Vaud
Qualcuno in Svizzera sta già gestendo una sezione interamente femminile. È il caso di David Lembrée, da due anni direttore del carcere La Tuilière, a Loney nel canton Vaud. “Le differenze tra un carcere femminile e uno maschile sono tali da richiedere addirittura una regolamentazione internazionale”.
Questa stabilisce tutta una serie di esigenze, definite dalle regole di Bangkok, che una struttura carcerarie deve soddisfare per accogliere delle donne, “che spesso sono accompagnate da figli”. In tal senso “posso confermare che il mondo carcerario femminile è molto diverso da quello maschile”.
“Contrariamente agli uomini”, spiega Lembrée, “i tre quarti delle donne in detenzione hanno dei figli fuori o nel carcere”. La detenzioni delle madri con figli poi, pone dei problemi particolari come l’allattamento, la necessità di spazi appositi per i bambini e la loro successiva integrazione sociale durante la crescita.
Il reinserimento sociale riguarda però anche le recluse. “Noi insistiamo soprattutto sul rapporto col nucleo famigliare e i figli, e questo prima ancora di un reinserimento professionale” dice il direttore. Senza una precedente integrazione famigliare, “questa persona avrà decisamente maggiori difficoltà a reintegrarsi a livello sociale”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Carcere-femminile-uno-sguardo-oltre-la-cella-16170757.html

Da www.rsi.ch/news

SATI: una realtà in continua evoluzione

SATI: una realtà in continua evoluzione

Comunicato stampa

Il concreto aumento dei cyber-rischi sia nell’ambito professionale sia nell’ambito privato è una diretta conseguenza della digitalizzazione della nostra società. Un fenomeno al quale le Autorità di polizia sono chiamate a rispondere adeguando i propri strumenti di contrasto. In questo senso, è previsto un rafforzamento della Sezione analisi tracce informatiche (SATI) della Polizia cantonale con l’integrazione di alcune figure professionali specialistiche.
Nel corso del 2022 la SATI ha sviluppato 31 inchieste (36 nel 2021), effettuato 101 (72) perquisizioni in supporto ad altri servizi, eseguito 1’026 (1’095) analisi informatico-forensi, elaborato 49 (45) analisi criminali operative, collaborato durante 25 (27) ricerche d’urgenza ed evaso 221 (250) richieste e-mail giunte da utenti o altre autorità. Inoltre, ha fornito un importante supporto alla Polizia giudiziaria e alla Gendarmeria nelle indagini classiche in cui vi erano delle componenti informatiche in gioco. Le attività illecite più frequenti riscontrate sono le truffe denominate Business Email Compromise (BEC) – che hanno generato un danno
economico di circa 1’260’000 franchi – e gli attacchi ransomware. È stato inoltre osservato un aumento di reati in cui l’illecito profitto è stato incassato in cripto-valute.

In queste tipologie d’indagine, una delle difficoltà più grandi risiede nell’identificazione degli autori i quali, operando prevalentemente dall’estero, utilizzano espedienti che permettono loro di mantenere l’anonimato. Pertanto la collaborazione con le polizie estere risulta cruciale: in tredici occasioni la SATI ha infatti collaborato con le autorità estere in base alla Convenzione sulla criminalità informatica di Budapest (che fornisce una base giuridica per la cooperazione internazionale in ambito di indagini), per procedere alla conservazione di dati presenti su server di società ticinesi. Inoltre, un intervento scaturito da una richiesta di assistenza giudiziaria internazionale da parte delle autorità italiane ha portato alla perquisizione di una società situata nel Sopraceneri e al sequestro di alcuni server, nonché di materiale per l’acquisizione e distribuzione non autorizzata di segnali IPTV, tra i quali Sky e Dazn.

Un aspetto fondamentale resta la formazione, di base e continua, in ambito della cybercriminalità, della criminalità digitale e di quella legata all’evoluzione tecnologica. A questo proposito, lo scorso anno 34 ispettori e ispettrici di Polizia giudiziaria hanno conseguito la certificazione rilasciata dall’Istituto Svizzero di Polizia (ISP) nell’ambito della criminalità informatica. Inoltre, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’attività di contrasto a questi fenomeni, è in previsione l’inserimento di figure professionali specialistiche all’interno della SATI.

Quando l’anello debole della sicurezza informatica è il fattore umano, la prevenzione riveste un’estrema importanza. In particolare, vi sono alcuni accorgimenti che ogni utente può adottare per diminuire i rischi. Tra i tradizionali consigli vi è l’invito a diffidare delle e-mail ricevute senza sollecitazione e di cui non si conosce il mittente; a non dare seguito a richieste di pagamento; a usare prudenza se si ricevono e-mail che sollecitano un’azione da parte di chi le riceve e si minaccia altrimenti di conseguenze (perdita di denaro, querela penale, blocco del conto, disgrazia), a non aprire link e allegati in caso di e-mail sospette.
Un altro aspetto cruciale in questo ambito è la protezione degli accessi, fisici e virtuali: in quest’ultimo caso servirsi di password complesse, cambiandole regolarmente e utilizzando combinazioni diverse per i vari servizi online e, se possibile, attivare l’autenticazione a più fattori. Inoltre, un consiglio importante valido in tutti gli ambiti – ma in maniera specifica per le aziende – è mantenere costantemente aggiornati il sistema operativo e gli applicativi (ad esempio antivirus), effettuare delle copie di backup e investire coscienziosamente nella sicurezza della propria infrastruttura informatica e nella formazione dei propri collaboratori e
delle proprie collaboratrici.

È possibile informarsi consultando i siti della Polizia cantonale www.polizia.ti.ch, del gruppo cantonale Cyber Sicuro www.cybersicuro.ch e della Prevenzione svizzera della criminalità (PSC) https://www.skppsc.ch/it/temi/internet/. Per quanto riguarda invece le segnalazioni è attivo il Centro nazionale per la cybersicurezza (NCSC) all’indirizzo https://www.ncsc.admin.ch/ncsc/it/home.html.

Un 2022 intenso per i Commissariati di polizia

Un 2022 intenso per i Commissariati di polizia

Comunicato stampa

L’attività dei Commissariati di Lugano, Mendrisio, Bellinzona e Locarno ha conosciuto nel 2022 una sostanziale stabilità per quanto riguarda i casi di violenza più gravi. Gli eventi più efferati, come quelli di omicidio (uno ad Avegno) o come alcuni tentati omicidi avvenuti a Stabio, Agno e Pura hanno impegnato particolarmente gli investigatori e le investigatrici. Un centinaio le costatazioni di decessi, dovuti a infortuni, decessi poi rivelatisi naturali o ad atti propri. Le rapine, gli incendi di grandi dimensioni, come nel Gambarogno e nelle Centovalli, come pure quei reati finanziari che colpiscono principalmente le persone più vulnerabili (ad esempio “money mule” e “romance scam”) si presentano pure con una certa frequenza.

L’attività dei Commissariati si estende su molteplici campi d’investigazione che riguardano prevalentemente la media e grande criminalità. Le inchieste possono quindi comprendere omicidi, rapine, aggressioni, estorsioni, incendi, truffe, appropriazioni indebite e furti, infortuni, scomparse persone e morti sospette. Gli approfondimenti, che possono essere condotti in stretta collaborazione con altre sezioni della Polizia cantonale, concernono in prevalenza la realtà territoriale del distretto di competenza ma, sempre più spesso, possono implicare anche collaborazioni con altri Cantoni svizzeri e/o altre Nazioni.

Tra le inchieste più complesse nel 2022 vi è l’omicidio avvenuto ad Avegno a inizio aprile, quando un giovane ha ucciso la madre all’interno dell’abitazione. Vi è stato poi il tentato omicidio e il suicidio consumatisi a fine luglio da parte di un uomo, che dopo aver ucciso a Cantello (I) con un’arma da fuoco un altro uomo che riteneva rivale in amore, ha raggiunto Stabio e ha ferito gravemente la compagna, per poi togliersi la vita sparandosi. Nel corso dell’anno si contano altri due tentati omicidi in ambito familiare: a Pura a metà marzo una donna ha accoltellato l’ex marito mentre ad Agno, nel mese di agosto, un padre ha ferito il
figlio con un’arma da fuoco.

Per quanto riguarda le rapine si contano 23 episodi sulla pubblica via (26 nel 2021), 2 nelle stazioni di servizio e 7 in abitazioni private. La quasi totalità delle rapine avvenute sulla pubblica via è stata chiarita con l’identificazione e l’arresto degli autori, mentre in un caso la rapina si è rivelata falsa e legata ai problemi finanziari del denunciante. Fra gli eventi di maggior rilievo si segnala una rapina in abitazione nel Mendrisiotto, con vittima una coppia di anziani, commessa da quattro individui mascherati fuggiti poi con la refurtiva. Vi è inoltre stato un caso di tentativo di rapina e sequestro di persona, avvenuto nel Luganese a fine anno. In questa circostanza gli autori hanno aggredito il proprietario mentre lasciava l’abitazione e, dopo averlo percosso, sono fuggiti con il sopraggiungere della polizia.

Altro ambito ad aver impegnato in maniera importante i Commissariati è legato all’infortunistica, con un centinaio di casi nel 2022. Tra gli infortuni più gravi si conta l’incidente aviatorio con esito letale sopra Gordola nel mese di marzo, quando un elicottero ha colliso con i cavi dell’alta tensione facendolo precipitare e, qualche mese dopo in Valle di Blenio, una caduta accidentale durante una gita in montagna ha causato la morte di due adolescenti e un terzo è rimasto gravemente ferito.

Rilevante per l’attività svolta, l’inchiesta nel Gambarogno sull’incendio boschivo che tra fine gennaio e inizio febbraio ha attivato per diversi giorni gli enti di primo intervento e che ha portato anche ad alcune evacuazioni preventive nell’abitato di Indemini. Gli accertamenti hanno permesso di stabilire l’origine colposa dell’incendio, causato da due uomini, poi identificati e interrogati, che durante un bivacco notturno non avevano spento completamente un fuoco. Nello stesso periodo anche nelle Centovalli un incendio di rilevanti proporzioni ha impegnato pompieri e inquirenti.

Per quanto riguarda i reati finanziari, la casistica è molto variegata. In particolare si sono registrate truffe che colpiscono le fasce più fragili della popolazione (ad esempio “money mule” e “romance scam”, per le quali è stata svolta una decina d’inchieste). Hanno fatto parte della casistica trattata dai Commissariati pure alcune inchieste relative a truffe per crediti Covid (in parte approfondite in collaborazione con la Sezione Reati economico-finanziari).

In leggero aumento gli incidenti sulle strade ticinesi

In leggero aumento gli incidenti sulle strade ticinesi

Comunicato stampa

Il 2022 ha segnato un leggero aumento degli incidenti della circolazione stradale in Ticino. La Polizia cantonale e le polizie comunali lo scorso anno sono infatti intervenute per la constatazione di 3’932 incidenti (+7% rispetto al 2021). Di questi 3’200 con soli danni (+7%), 539 con feriti leggeri (-12%) e 182 con feriti gravi (+7%). Si tratta di cifre leggermente superiori a quelle precedenti alla situazione legata alla pandemia COVID. È stata invece registrata una diminuzione di quelli mortali, 10 in totale con altrettante vittime (-7%).

L’intero territorio cantonale, sugli assi stradali che portano alla vicina Italia, in prossimità dei principali agglomerati urbani, sul Piano di Magadino nonché in determinati, ma sempre più lunghi periodi, in prossimità della galleria autostradale del San Gottardo, continua a essere interessato da serie problematiche legate alla viabilità. Situazioni che possono portare anche a una completa paralisi del traffico e che sono pure state acuite dalla sensibile ripresa del settore turistico. In particolare interessando principalmente alcune valli ticinesi nei periodi di maggior afflusso quali l’estate. Al telelavoro, possibilità di cui hanno continuato a beneficiare alcuni lavoratori, si è contrapposto l’aumento dei transiti transfrontalieri. In questi ambiti l’attività di polizia continua ad avere quale obiettivo il limitare le conseguenze sul traffico stradale degli incidenti e delle panne di veicoli.

Fra i fenomeni da costantemente monitorare si evidenzia quello relativo alla mobilità lenta, con un crescente numero di monopattini e mezzi elettrici offerti sul mercato e la loro a volte difficile convivenza con altri utenti della strada nonché le modifiche dei veicoli a motore all’origine di rumori molesti. Pure da segnalare le rischiose esibizioni di motoveicoli e autovetture, condotte in particolare da giovani, nelle vicinanze dei centri commerciali dopo gli orari di chiusura.

L’aumento del traffico si è tradotto anche in un incremento del numero dei controlli della velocità effettuati. Per quanto riguarda quelli legati all’attività della Polizia cantonale, gli apparecchi fissi hanno registrato 10.7 milioni di veicoli con lo 0.43% in infrazione. Sommati ai 685 controlli mirati, in totale le revoche della licenza di condurre sono salite a 2’696 rispetto alle 2’436 del 2021. I casi pirata sono stati 25 come nel 2021, di cui 5 registrati in abitato.

I controlli per guida in stato di inattitudine sono stati 7’655, in aumento del 3.1% rispetto al 2021. I casi positivi e non idonei alla guida rilevati sono stati 830 (670 nel 2021). In questa specifica attività 1’302 persone sono state controllate a seguito di un incidente mentre 1’628 in qualità di autisti professionisti.

Il 2 dicembre 2022 è stato inaugurato il Centro di Controllo dei Veicoli Pesanti di Giornico (CCVP). Centro che migliora sensibilmente la sicurezza dei transiti dei veicoli pesanti nel tunnel del San Gottardo, garantendo alla Polizia cantonale una moderna struttura di controllo. La realizzazione del CCVP, con un investimento di 250 milioni di franchi, ha visto coinvolti più enti, ad iniziare dalla Confederazione, per il tramite l’Ufficio federale delle strade (USTRA), il Cantone con il Dipartimento delle Istituzioni e il Dipartimento del territorio nonché i comuni toccati dall’opera. Passando all’attività di verifica, nel corso dei controlli nello specifico settore del rispetto dell’Ordinanza lavoro e riposo sono stati esaminati 1’496 conducenti di 490 aziende con l’emissione di 168 contravvenzioni. 

Legislatura 2023-2027: seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Legislatura 2023-2027: seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Comunicato stampa
Al termine della cerimonia d’insediamento, il Consiglio di Stato ha tenuto la propria seduta costitutiva per la Legislatura 2023-2027, durante la quale sono stati designati il Presidente e il Vicepresidente per l’anno 2023/2024 e sono stati attribuiti i Dipartimenti.

Nel primo anno di Legislatura, sarà Raffaele De Rosa a rivestire la carica di Presidente del Governo, mentre Christian Vitta è stato nominato quale Vicepresidente. I Dipartimenti per la Legislatura 2023-2027 sono distribuiti come segue:  

Dipartimento delle istituzioni
Direttore – Norman Gobbi
Supplente – Claudio Zali  

Dipartimento della sanità e della socialità
Direttore – Raffaele De Rosa
Supplente – Marina Carobbio Guscetti  

Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport
Direttrice – Marina Carobbio Guscetti
Supplente – Christian Vitta  

Dipartimento del territorio
Direttore – Claudio Zali
Supplente – Raffaele De Rosa  

Dipartimento delle finanze e dell’economia
Direttore – Christian Vitta
Supplente – Norman Gobbi  

Controllo cantonale delle finanze
Direttore – Norman Gobbi    

Casa anziani Alto Vedeggio: esercitazione di salvataggio/evacuazione

Casa anziani Alto Vedeggio: esercitazione di salvataggio/evacuazione

Comunicato stampa

Allo scopo di testare la prontezza d’intervento a seguito di un avvenimento interno alla struttura di Mezzovico, la Direzione della casa anziani Alto Vedeggio ha svolto venerdì scorso 31 marzo, dalle 13.00 alle 19.30, un esercizio di salvataggio in scala 1:1. L’operazione ha coinvolto i partner della protezione della popolazione e conseguentemente le strutture di condotta e il personale preposto al salvataggio. Questi ultimi hanno dovuto operare in uno scenario che prevedeva la necessità di evacuare la casa anziani a seguito di un problema tecnico.

L’esercizio, diretto da un quadro della Polizia cantonale in stretta collaborazione con il Servizio della protezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, ha visto l’impiego di una quarantina di soccorritori provenienti dagli Enti partner della protezione della popolazione. In particolare hanno collaborato: la Polizia cantonale, i corpi pompieri di Lugano e Monteceneri, i servizi d’autoambulanza, l’organizzazione di protezione civile di Lugano Campagna, la Direzione della casa anziani Alto Vedeggio con il proprio personale.  
Grazie allo scenario predisposto si è potuto testare l’attivazione della catena d’allarme e allenare il coordinamento, così come la condotta di un dispositivo d’urgenza al fronte, denominato SMEPI (Stato maggiore degli enti di primo intervento). La direzione d’esercizio ha messo l’accento sulle modalità (tecnico/tattiche) di intervento e sulle capacità di condotta, quali elementi fondamentali per riuscire ad affrontare questo genere di situazioni.  
L’esercitazione, organizzata nell’ambito delle attività della Commissione dell’istruzione della protezione della popolazione (CT istr PP), ha avuto un riscontro molto positivo e ha permesso d’identificare alcuni spunti di miglioramento che verranno ora elaborati e conseguentemente implementati.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra la città di Lugano e i suoi Patriziati  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra la città di Lugano e i suoi Patriziati  

Comunicato stampa

Negli scorsi giorni il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha incontrato il Municipio di Lugano e in seguito i Patriziati della Città e il Presidente dell’Alleanza patriziale ticinese (ALPA) Tiziano Zanetti. Un momento di dialogo e ascolto privilegiato, durante il quale sono stati approfonditi il rapporto e la collaborazione tra il Cantone, il Comune e i Patriziati.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dal responsabile del settore dei Patriziati Fausto Fornera e dall’ispettore comunale ha incontrato il Municipio di Lugano e 14 dei 15 Patriziati della Città.

Nel corso della prima parte della riunione, insieme all’Esecutivo comunale, l’accento è stato in particolare messo sull’importanza per un Comune aggregato di coinvolgere nei processi decisionali i cittadini residenti nei quartieri. Una popolazione attiva e partecipe a livello locale consente alle Autorità comunali di portare avanti progetti e raggiungere gli obiettivi di legislatura. Grazie anche alla presenza del Responsabile dell’Ufficio quartieri Gabriele Botti la discussione si è articolata approfonditamente e costruttivamente sul valore di avere una rete di quartieri formati da cittadini che consentono di tenere viva la vita comunitaria della città.  

Nel corso della seconda parte del pomeriggio si è invece tenuto un incontro plenario al quale hanno preso parte, oltre al Municipio cittadino anche il Presidente dell’ALPA Tiziano Zanetti e i Patriziati di Lugano, Bogno, Brè, Cadro, Castagnola, Certara, Cimadera, Colla, Davesco-Soragno, Insone-Corticiasca, Piandera, Scareglia, Sonvico e Villa Luganese. Uno dei temi trattati e condiviso da tutti i presenti è la crescente difficoltà a rendere attrattiva l’attività patriziale per i giovani. In quest’ottica l’ALPA, grazie alla collaborazione con Lingue e sport organizza nel corso dell’estate dei momenti di incontro legati al ruolo dei Patriziati e rivolti ai giovani. Il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha dal canto suo proposto ai presenti di approfondire il tema promuovendo un’indagine che aiuti a sondare il motivo che rende i Patriziati poco visibili e attrattivi per le nuove generazioni. Un aspetto peraltro contenuto anche nello Studio strategico sui patriziati promosso negli scorsi anni dalla Sezione degli enti locali.

Il Direttore del DI Norman Gobbi ha salutato in modo estremamente positivo gli spunti e le riflessioni emerse durante gli incontri e ha espresso “un sentito ringraziamento ai municipali e a tutte le persone presenti che investono molto del loro tempo libero nel ricoprire una carica pubblica a livello localeIn un momento difficile per la nostra democrazia fa bene allo spirito confrontarsi con l’esempio di coloro che si impegnano a favore del Comune e dei Patriziati. Una vera e propria vocazione che se valorizzata nel modo giusto potrà di sicuro essere trasmessa anche alle nuove generazioni”.

  

Polizia: nuova legge, la parola ora al Gran Consiglio

Polizia: nuova legge, la parola ora al Gran Consiglio

Il governo vara il messaggio dopo l’esito della consultazione. ‘Progetto ampiamente recepito’. Aumentano intanto le truffe telefoniche: sottratti 800mila franchi.

Posto in consultazione dal Consiglio di Stato nel luglio dello scorso anno – diversi gli enti interpellati tra uffici amministrativi, autorità giudiziarie e associazioni –, il progetto di revisione totale della Legge sulla polizia uscito dal Dipartimento istituzioni “è stato ampiamente recepito e sono giunte poche osservazioni puntuali che, dove pertinenti, sono state riprese”. Così scrive il governo in quello che da ieri è un messaggio a tutti gli effetti. Ben centoquaranta pagine. Nella seduta che precede di pochi giorni la fine della legislatura l’Esecutivo ha quindi varato la proposta di riforma all’attenzione del Gran Consiglio che scaturirà a breve dalle urne. Una riforma confezionata “da un gruppo di lavoro costituitosi all’interno della Polizia cantonale, il quale ha potuto contare sul supporto di diversi specialisti”. E che, tradottasi in “85” articoli di legge, vuole garantire una normativa cantonale “completa, aggiornata alle esigenze di oggi, a supporto di un’efficace attività di polizia”.

Le novità salienti
Le novità salienti del disegno di legge licenziato dal governo – che, come informa una nota dello stesso, ha pure dato luce verde al relativo Regolamento – sono “una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, le quali formalizzano la prassi oggi in vigore, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia”. Con la revisione legislativa si è inoltre colta l’occasione per dettagliare le norme concernenti la custodia di polizia o quelle sulle indagini, anche ‘mascherate’, preventive, volte a impedire la commissione d’illeciti: queste e altre le misure prospettate a suo tempo dal Consiglio di Stato, sottoscritte nel 2018 dalla maggioranza del Gran Consiglio e successivamente contestate da due giuristi davanti al Tribunale federale. Che nel 2021 ha respinto il ricorso, precisando comunque alcuni aspetti. “Le considerazioni espresse nella sentenza sono state riprese nel messaggio”, fa sapere il governo. Il disegno di legge si occupa pure di lotta alla violenza domestica. All’articolo 34 si afferma che “L’ufficiale della Polizia cantonale può decidere l’allontanamento di una persona dall’abitazione comune e dalle sue immediate vicinanze fino a 30 giorni, come pure vietarle l’accesso a determinati locali e luoghi, se essa rappresenta un serio pericolo per l’integrità fisica, psichica o sessuale di altre persone facenti parte della stessa comunione domestica”.

Minaccia monitorata
Altra novità di peso è “l’istituzione della gestione cantonale delle minacce”. L’obiettivo, spiega il Consiglio di Stato, è “di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente”. Un modo di procedere già “in vigore in molti Cantoni” e la cui “importanza e necessità” sono state evidenziate “anche dal Consiglio federale”. Il progetto di legge ne parla all’articolo 26, che al primo capoverso recita: “La gestione cantonale delle minacce ha lo scopo di riconoscere precocemente e di prevenire la commissione di reati da parte di persone che mostrano un comportamento o intenzioni che lasciano presupporre una predisposizione a commettere violenza contro terzi”. L’articolo 26 mira a prevenire la commissione di reati e la prevenzione è uno dei compiti della polizia. Si intende dunque conferire una chiara base legale all’apposita unità della Cantonale, formata da agenti e psicologi, che analizza “le minacce (comprendenti anche lo stalking) e rendere inoffensive situazioni potenzialmente pericolose, ripristinando l’ordine pubblico”, come aveva indicato il governo rispondendo a un’interrogazione (Titolo: “Violenza anche fuori dalle mura di casa. Cosa si fa in Ticino?”) dell’allora deputata dei Verdi Cristina Gardenghi. Il ‘Gruppo di prevenzione e negoziazione’, Gpn, è nato nel 2019, riprendendo e ampliando le attività del ‘Gruppo gestione persone minacciose e pericolose’ istituito due anni prima e che ha contribuito a sventare nel maggio del 2018 la strage alla Scuola cantonale di commercio a Bellinzona architettata da un allievo. Dice Norman Gobbi, interpellato dalla ‘ Regione’: «Si tratta di un tema sempre più ricorrente anche nelle discussioni tra polizie cantonali, ma pure, su un piano strategico-politico, tra consiglieri di Stato dei vari Cantoni e il Dipartimento federale di giustizia e polizia, proprio perché la gestione delle minacce è un elemento essenziale dell’ambito della prevenzione della violenza in generale». L’obiettivo, sottolinea il capo del Dipartimento istituzioni, «è di disinnescare potenziali atti violenti». Intanto, è di ventidue il numero di truffe telefoniche commesse lo scorso anno. Un dato decisamente in aumento rispetto al 2021, quando sotto questa voce non si era registrato nessun ‘colpo’ messo a segno. È l’elemento che spicca nel bilancio della Sezione reati contro il patrimonio della Polizia cantonale. Un anno, il 2022, definito “impegnativo”. Vittime del raggiro, si legge nel comunicato, sono soprattutto persone anziane. E la cifra totale sottratta è di quelle importanti: circa 800mila franchi. A questi numeri vanno aggiunti tra i 300 e i 400 tentativi conosciuti. Collaudato il ‘modus operandi’: i truffatori, per suscitare reazioni emotive immediate nelle vittime e incassare in breve ingenti somme di denaro, telefonano alle vittime e comunicano notizie drammatiche, come un incidente o una malattia a carico di un familiare; per massimizzare il risultato spesso, oltre ai contanti, vengono chiesti gioielli e orologi di valore. Un escamotage per portare a segno la truffa rapidamente evitando lo spostamento della vittima verso la banca per il prelievo di contanti. L’attività investigativa ha permesso di arrestare 8 persone.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 30 marzo 2023 de La Regione

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Verso la nuova legge sulla Polizia ticinese

Il dossier ora andrà in Parlamento
Il Consiglio di Stato nella sua seduta di ieri mattina ha approvato il Messaggio governativo sulla revisione totale della Legge sulla polizia (LPol) e il relativo regolamento. «La nuova proposta di revisione della Legge – si legge nel comunicato stampa del Governo – intende garantire una normativa moderna e snella a supporto dell’attività di polizia, assicurando la tutela delle cittadine e dei cittadini e offrendo una maggiore flessibilità alla rapida evoluzione del contesto sociale, tecnologico e tecnico».
Più nel dettaglio, «le principali novità della revisione riguardano in particolare una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia». Un altro tema importante «è quello dell’istituzione della gestione cantonale delle minacce», con l’obiettivo «di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente». La nuova legge, infine, «consolida pure altre importanti novità recenti che rispondono alle esigenze di polizia: sviluppi tecnici, nuovi bisogni legati ai profili di chi opera in polizia, nuove modalità operative e strumenti di attività».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 30 marzo 2023 del Corriere del Ticino

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Nuova legge polizia, si punta sulla prevenzione
Presentato il messaggio del Governo per riformare il testo del 1990 – Comportamenti minacciosi e segnali premonitori, Gobbi: “Disinnescare la potenzialità di violenza”

Prevenire situazioni e comportamenti minacciosi sfruttando i segnali premonitori. Non è la trama di un film di fantascienza, come Minority Report, ma una delle novità della riforma totale della legge ticinese sulla polizia. Il Governo oggi (mercoledì) ha approvato il messaggio che arriverà in Gran Consiglio.

In 30 anni sono cambiate le tecniche operative, gli strumenti, sono cambiati i profili richiesti. La società è cambiata. Ed è evidente che il regolamento sulla polizia, datato 1990, non poteva restare al palo. La riforma approvata mercoledì dal Governo è il frutto di una consultazione che ha interessato la giustizia nel suo insieme, raccogliendo quindi anche le indicazioni dei tribunali, della procura, dei molti attori coinvolti nell’ampia sfera dell’ordine e della sicurezza. Tra le novità, va certamente segnalato il fatto che il nuovo testo sarà comodamente adattabile a qualsiasi nuova forma avrà in futuro la polizia ticinese.

“Potrebbe essere una polizia unica, se questo sarà la volontà del Parlamento – spiega alla RSI il direttore del dipartimento Istituzioni Norman Gobbi – oppure una riorganizzazione della polizia e delle polizie comunali. Oggi la polizia cantonale ha un ruolo preponderante nell’ambito della sicurezza pubblica, mentre le polizie comunali dovranno rafforzare il loro ruolo di prossimità se vogliono adempiere davvero a questa loro missione primaria. Questo sarà uno dei temi che affronteremo con il rapporto del Gruppo di lavoro polizie ticinesi, che dovrà chiarire ruoli, compiti e competenze fra i due livelli, rispettivamente il futuro assetto organizzativo, in quanto oggi abbiamo molte polizie comunali e talvolta l’efficienza e l’efficacia dell’intervento viene meno.

“https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Nuova-legge-polizia-si-punta-sulla-prevenzione-16134769.html

Da www.rsi.ch/news

Nuova Sezione femminile presso il Penitenziario cantonale La Stampa: il Governo approva il Messaggio

Nuova Sezione femminile presso il Penitenziario cantonale La Stampa: il Governo approva il Messaggio

Comunicato stampa

Nel corso della seduta odierna il Consiglio di Stato ha approvato il Messaggio inerente alla realizzazione e al funzionamento della nuova Sezione femminile presso il Penitenziario cantonale La Stampa, accogliendo il progetto del Dipartimento delle istituzioni. Un progetto che contempla pure l’adeguamento degli spazi da destinare a detenuti anziani e a detenuti con disabilità fisica o motoria, volto a rispondere all’evoluzione della nostra società anche nell’ambito dell’esecuzione della pena, a dimostrazione del grado di civiltà del Canton Ticino.

Il progetto, allestito dalla Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, con in particolare le Strutture carcerarie cantonali, l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa e il Servizio medico carcerario, verte sulla realizzazione delle opere di ristrutturazione e di sicurezza presso il Penitenziario cantonale La Stampa e il rispettivo funzionamento, allo scopo di ricavare una Sezione femminile per l’esecuzione della pena, come pure di predisporre i necessari interventi edilizi per degli spazi che permettano un’adeguata gestione di detenuti anziani nonché di detenuti con disabilità fisica o motoria.
La nuova Sezione femminile sarà composta da 11 posti cella dedicati alle detenute donne, compresa una cella madre-bambino, con l’obiettivo di accogliere in maniera adeguata le esigenze delle donne in regime detentivo chiuso, oltre che di madri con figli fino ai 3 anni, nonché di limitare allo stretto indispensabile i collocamenti fuori Cantone. La creazione di una Sezione femminile in una struttura di esecuzione pena maschile trova quale presupposto imprescindibile l’approccio che concretizza il concetto di “Sicurezza dinamica”, in uso a livello internazionale nel settore che attribuisce un ruolo fondamentale alle relazioni tra gli operatori penitenziari in generale (agenti di custodia, operatori sociali, servizio medico carcerario, terapeuti, insegnanti, ecc.) e le persone detenute, con lo scopo di rafforzare la prevenzione e la sicurezza nell’esecuzione di sanzioni penali.
L’investimento complessivo per lo Stato è quantificato in circa 3 milioni di franchi, compresi gli interventi edilizi globali e le risorse necessarie per il funzionamento della nuova Sezione femminile, con delle tempistiche di realizzazione stimate su 20 mesi dal momento dell’approvazione del credito da parte del Parlamento. Un investimento che, in termini finanziari, consentirà di generare un indotto positivo per il Cantone pari a circa 1.5 milioni di franchi, considerando sia la diminuzione dei costi attualmente sostenuti per l’esecuzione della pena delle detenute in altri Carceri svizzeri, sia il potenziale aumento dei ricavi derivanti dal collocamento in Ticino di detenute provenienti da altri Cantoni.
Con il Messaggio approvato oggi il Consiglio di Stato intende dunque portare una particolare attenzione alla detenzione in esecuzione pena femminile ma anche alla detenzione di persone anziane, rispettivamente con disabilità fisica o motoria, riconoscendo quindi l’evoluzione della nostra società alla quale un Carcere moderno nella sua presa a carico deve poter rispondere in maniera adeguata.

Approvato il Messaggio sulla revisione totale della Legge sulla polizia e il suo Regolamento

Approvato il Messaggio sulla revisione totale della Legge sulla polizia e il suo Regolamento

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il Messaggio governativo sulla revisione totale della Legge sulla polizia (LPol) e il relativo regolamento. Grazie a una struttura chiara e adattata, la nuova proposta di revisione intende garantire una normativa moderna e snella a supporto dell’attività di polizia, assicurando la tutela delle cittadine e dei cittadini e offrendo una maggiore flessibilità alla rapida evoluzione del contesto sociale, tecnologico e tecnico.

Il 6 luglio 2022 il Consiglio di Stato, per il tramite del Dipartimento delle istituzioni, aveva messo in consultazione il progetto di revisione totale della LPol fino al 30 settembre 2022. Data l’importanza del tema sono state prese in considerazione e analizzate tutte le osservazioni, anche quelle giunte dopo la scadenza del termine o da enti inizialmente non inseriti fra i destinatari. Il messaggio è stato ampiamente condiviso e sono stati apportati degli accorgimenti puntuali. Per il resto il messaggio conferma tutte le altre principali modifiche.
L’odierna attività di polizia si iscrive in un contesto sociale in continua e rapida evoluzione, come continuo e rapido è l’aggiornamento delle tecniche, delle modalità e degli strumenti di cui la polizia deve servirsi per svolgere le sue funzioni.
La nuova legge è stata concepita in maniera da poter sostenere le sfide con le quali la polizia deve oggi quotidianamente confrontarsi. L’effettiva tutela dei cittadini impone altresì a una buona legge di polizia di non limitarsi a esplicitare le competenze degli organi preposti alla garanzia della sicurezza pubblica, ma di presentare anche caratteristiche di leggibilità e una struttura tali per cui il testo risulti accessibile e comprensibile tanto a coloro che sono tenuti ad applicarlo, quanto a coloro di cui si vogliono proteggere gli interessi. Inoltre, nell’eventualità della costituzione di un Corpo di “polizia unica” le modifiche sarebbero limitate alle denominazioni del testo di legge, vale a dire lo stralcio puntuale dei termini “cantonale” e “comunale” laddove previsto.
Le principali novità della revisione riguardano in particolare una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, le quali formalizzano la prassi oggi in vigore, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia.
Un altro tema importante della revisione è quello dell’istituzione della gestione cantonale delle minacce. L’obiettivo è quello di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente. Questo processo è già in vigore in molti Cantoni e l’importanza e necessità è stata auspicata anche dal Consiglio federale, per esempio in ambito di violenza domestica.
La nuova legge consolida pure altre importanti novità recenti che rispondono alle esigenze di polizia: sviluppi tecnici, nuovi bisogni legati ai profili di chi opera in polizia, nuove modalità operative e strumenti di attività.
Il risultato è un disegno di legge che conta 85 articoli e un disegno di regolamento composto di 72 articoli, accompagnato dal rapporto esplicativo. Per ovviare alla velocità dei cambiamenti cui è sottoposta la nostra società, la nuova revisione è stata impostata per contenere unicamente i fondamenti indispensabili, mentre il regolamento, più flessibile negli aggiornamenti, prevede le disposizioni che non richiedono una base legale in senso formale.