Sezione della circolazione sempre più digitale

Sezione della circolazione sempre più digitale

Comunicato stampa

Terza e ultima “pillola” informativa del Dipartimento delle istituzioni sull’attività 2022 della Sezione della circolazione. Dopo i settori “Immatricolazioni” e “Ufficio tecnico” questa breve scheda si occuperà del rapporto con il cittadino-utente e delle novità legate sia al 2022 sia a questi primi mesi del 2023.

Le 536’754 pratiche effettuate dai diversi settori e le oltre 940 telefonate giornalmente ricevute sottolineano la considerevole attività della Sezione della circolazione. Nel corso dell’emergenza sanitaria è stato introdotto il nuovo sistema di gestione degli sportelli tramite appuntamenti, fissabili via telefono ed e-mail. Un sistema che ha dato ottimi risultati, incontrando la soddisfazione di gran parte dell’utenza unitamente all’inoltro di pratiche per posta con la garanzia di evasione in 24 ore. Tali modalità di lavoro sono state confermate e migliorare nel 2022. È stata pure mantenuta un’apertura più estesa degli sportelli, dalle ore 07.30 alle ore 16.15 senza pausa sul mezzogiorno, così come ampliata la piattaforma ePartner dedicata ai professionisti del settore, che possono gestire autonomamente gli appuntamenti al collaudo dei veicoli dei propri clienti.

Dalla fine 2021 la Sezione della circolazione è stata il primo Ufficio dell’Amministrazione cantonale a dotarsi delle nuove fatture con codice QR. Annualmente la Sezione della circolazione emette circa 580’000 fatture e l’introduzione della fattura QR permette in particolare agli utenti di effettuare i pagamenti anche digitalmente, in modo rapido e semplice tramite scansione. L’offerta di prestazioni online continua a riscuotere i favori delle cittadine e dei cittadini, che possono comodamente da casa modificare la data del collaudo, cambiare l’indirizzo di domicilio, fissare l’appuntamento per l’esame pratico di guida o pagare le multe ordinarie online. Apprezzata anche la modalità “open doors” per gli esami teorici per auto e navigazione, che consente all’utente di presentarsi il giorno dell’esame consultando le date sul sito senza dover chiedere un appuntamento.

Tra le novità del 2022 si segnala l’introduzione, a partire dal 1° marzo, della nuova targa rossa da usare sul portabiciclette. Nel corso dei 10 mesi dell’anno sono state fornite ben 3’722 targhe rosse, realizzate dalle Strutture carcerarie cantonali, che hanno fornito un eccellente servizio.

In questi primi mesi del 2023 è stato messo in funzione il nuovo sistema di ticketing. Grazie a questo sistema è possibile prenotare online gli appuntamenti del Servizio conducenti e del Servizio immatricolazioni. Anche in questo caso si tratta di una prima per tutta l’Amministrazione cantonale e di un altro importante passo del Dipartimento delle istituzioni nel segno della digitalizzazione, che garantisce servizi online moderni e sempre attivi, diminuendo i tempi d’attesa agli sportelli di Camorino.

A partire dal prossimo 15 aprile è previsto un importante cambiamento per quanto riguarda il rilascio delle licenze di condurre. Da questa data infatti la stampa delle licenze sarà centralizzata a Zurigo così come fatto da tutti gli altri cantoni. Di conseguenza non verranno più stampate e rilasciate licenze di condurre a Camorino da parte della Sezione della circolazione, Servizio conducenti, e le attuali stampanti in sede verranno definitivamente dismesse. Le licenze di condurre saranno emesse normalmente nel giro di 2-3 giorni e successivamente inviate per posta A all’utenza. I costi non subiranno variazioni: il primo rilascio continuerà a costare al cittadino 60 franchi rispettivamente 30 ogni successiva ristampa. Le licenze rilasciate lo scorso anno sono state 21’768 (+1.61%) rispetto al 2021. 

Sfide all’orizzonte: ‘Violenza e migrazione’

Sfide all’orizzonte: ‘Violenza e migrazione’

Presentato il bilancio 2022 della Polizia cantonale. Gli indicatori della criminalità sono cresciuti, tornando ai livelli pre-pandemia, e per qualche reato anche oltre.

«Col ritorno alla normalità, la storia si ripete». Le parole di Matteo Cocchi, comandante della Polizia cantonale, pronunciate durante la conferenza stampa di bilancio tenutasi ieri alla sede Centrale comune d’allarme (Cecal) di Bellinzona, riassumono la matrice che ha caratterizzato l’attività del Corpo durante il 2022. Gli indicatori della criminalità sono infatti tornati ai livelli pre-pandemia, a volte superandoli – soprattutto per i furti e gli incidenti stradali –, mentre all’orizzonte si profila un significativo aumento dei flussi migratori, forse al pari degli anni record 2015-16. In aggiunta si prefigurano ulteriori sfide legate all’aumento del disagio sociale – e della violenza domestica – nonché alle nuove forme di criminalità informatica. Sfide per cui ci si sta preparando, ha assicurato Cocchi, riferendosi alla nuova Legge di polizia presentata nel 2022 e attualmente in consultazione, che sostituirà quella attuale vecchia di 30 anni: «La nuova legge disciplinerà il lavoro futuro degli agenti con novità anche e soprattutto nel contrasto alla violenza. In particolare per allontanare più a lungo dal domicilio chi minaccia o colpisce i familiari»: vittime principalmente le donne. Il disagio che può trasformarsi in violenza, ha aggiunto il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi, ha portato alla creazione del Centro di competenza ‘violenza’ all’interno della Polizia cantonale «per meglio coordinare le attività che vanno dalla prevenzione alla repressione».

Le cifre ticinesi mostrano che gli interventi per violenza domestica nel 2022 sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni: i 983 episodi (953 nel 2021) hanno richiesto, a protezione delle vittime, l’allontanamento di 79 persone dal proprio nucleo familiare. Gobbi ha ricordato che nel 2022, a seguito di una decisione del Tribunale federale, è venuta meno la base legale che permetteva agli specialisti in ambito sanitario – Pronto soccorso e medici di famiglia – di segnalare le violenze alla polizia. «Per questo restano inoltre fondamentali i numerosi momenti di sensibilizzazione offerti alla popolazione».

Per quanto riguarda la migrazione, «le statistiche che provengono dall’Italia negli ultimi mesi, ma anche quello che è capitato nell’ultimo weekend con gli sbarchi di migliaia di persone a Lampedusa, annunciano una maggior pressione anche per quanto riguarda la porta Sud della Svizzera – ha affermato Cocchi –. Per questo dovrà essere messo l’accento sulla prevenzione e la collaborazione e, speriamo meno, sulla repressione». Gobbi ha dal canto suo rimarcato che «il rischio di avere una situazione paragonabile al 2015-16 diventa sempre più reale. Così ancora di recente abbiamo scritto alla Confederazione per una partecipazione ai costi di gestione per l’accoglienza e la riammissione semplificata dei migranti in Italia, perché il Canton Ticino non può affrontare da solo le conseguenze finanziarie della situazione». Il direttore del Di ha poi sottolineato in generale l’importanza della collaborazione strategica e operativa con i vari partner all’interno e all’esterno del Paese: «Siamo l’unico cantone a Sud delle Alpi e dobbiamo poter contare sulla cooperazione per gestire eventi maggiori e sviluppare le nostre competenze. Anche perché l’essere sul confine ci vede più esposti su alcuni fronti, soprattutto per quanto riguarda le bande che entrano sul nostro territorio».

Lo scorso anno a livello di furti si è registrato un leggero aumento di quelli con scasso (+5%) rispetto al 2021. Un incremento maggiore è stato invece censito per i furti senza scasso (+13%), per quelli dai veicoli (+12%) e per i furti di veicoli (+66%), principalmente velocipedi ed e-bike, sempre più attrattivi anche per il loro alto valore sul mercato: l’appello ai cittadini è di tutelarsi. Al capitolo rapine, le infrazioni registrate sono state 39 come nel 2021. In relazione a quelle avvenute sulla pubblica via, la quasi totalità è stata chiarita con l’identificazione e l’arresto degli autori. Quanto agli omicidi, se ne conta uno ad Avegno. Mentre gli interventi relativi a incidenti stradali, in collaborazione con le Polizie comunali, sono stati 3’931 (+7% rispetto al 2021): si tratta di una cifra leggermente superiore al pre-emergenza Covid. È stata invece registrata una diminuzione di quelli mortali, 10 in totale con 10 vittime (12 nel 2021). Il 2022 ha anche registrato in cifre assolute un aumento delle chiamate in entrata giunte alla Cecal: 278’788 (+3,5%). «Un dato positivo – ha rilevato Cocchi – è quello di aver effettuato 1’147 controlli di manodopera estera (aumentati del 31%), ma a differenza delle 86 infrazioni riscontrate nel 2021, lo scorso anno ne abbiamo rilevate solo 63». Nei prossimi giorni saranno pubblicate le “pillole” di approfondimento per i vari settori di polizia.

Svizzera: preoccupano gli atti violenti gravi
Sul fronte svizzero, dopo una costante diminuzione dei reati registrati negli ultimi 9 anni, nel 2022 vi è stato un aumento di circa il 10%. A preoccupare particolarmente sono gli atti di violenza grave: quelli denunciati sono cresciuti del 16,6% a 1’942, il valore più alto da quando nel 2009 è stata avviata la statistica criminale di polizia. Sono aumentate in particolare le lesioni gravi e le violenze carnali. Le autorità di polizia hanno inoltre registrato, come nel 2021, 42 omicidi, 25 dei quali commessi nell’ambito della violenza domestica. Sono stati assassinati 17 donne e 3 uomini; nel caso delle altre vittime, si è trattato di minori uccisi da un genitore. I reati contro il patrimonio sono cresciuti dell’11,5%. Sono aumentati i furti con scasso (+12%) e con introduzione clandestina (+22%), e i furti di veicoli (+16%), con un forte aumento di quelli di e-bike (+59%). Anche nel Canton Grigioni sono cresciuti in particolare i reati violenti gravi passati da 26 a 45 casi (+73%). Il numero di omicidi compiuti o tentati è salito da uno a 5. In relazione alla violenza domestica, nel 2022 sono stati registrati 284 reati penali, per un aumento del 31%. Sono anche incrementate le infrazioni contro il patrimonio (+29%), specialmente i furti.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 28 marzo 2023 de La Regione

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Un ritorno alla normalità per la Polizia e i criminali
Presentato il bilancio dell’attività per il 2022: le cifre sono ormai ai livelli pre-pandemia In aumento i furti, così come gli incidenti della circolazione – Stabili gli interventi per violenza domestica Preoccupa il fenomeno migratorio: «Il rischio di rivedere la situazione del 2015 è sempre più reale»

Il 2022, con la fine di tutte le restrizioni legate alla pandemia, ha fatto segnare un « ritorno alla normalità » anche per la criminalità. E, va da sé, anche il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine ticinesi è tornato, di riflesso, ai livelli pre-pandemici. A certificarlo sono le cifre pubblicate ieri dalla Polizia cantonale che, alla centrale comune d’allarme CECAL di Bellinzona, come di consueto ha stilato un bilancio della sua attività per l’anno passato.

Chiamate più frequenti
Partiamo proprio dalle cifre che, come detto, mostrano in generale un aumento dell’attività delle forze dell’ordine. Le chiamate giunte alla CECAL sono infatti cresciute in maniera sensibile, passando dalle 254.330 del 2021 alle 266.318 del 2022 (+3,5%).
E ad aumentare sono stati pure i furti. Nel dettaglio, sono cresciuti leggermente quelli con scasso (+5% rispetto al 2021) e, in maniera un po’ più importante, anche quelli senza scasso (+13%). Sullo stesso livello, anche i furti da veicolo ( 12%), mentre i furti di veicoli sono cresciuti in maniera ben più sensibile (+66%). Un dato, quest’ultimo, che come precisato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi è da ricondurre in particolare ai furti di biciclette e, soprattutto, delle e-bike. «Se la mobilità lenta ha un grande successo, purtroppo allo stesso tempo anche i furti di questi veicoli stanno avendo successo», ha rimarcato il consigliere di Stato.
Una sostanziale stabilità, invece, è stata riscontrata al capitolo «rapine», che nel 2022 sono state 39, lo stesso numero del 2021. Anche se, come fatto notare del direttore del DI, rispetto al 2012 (quando le rapine in Ticino furono 89) il dato ha subito un calo importante. E un altro aspetto sottolineato questo proposito è stato quello dell’identificazione degli autori dei reati, che avviene con regolarità. « Fare una rapina in Ticino è poco interessante», ha voluto rimarcare il consigliere di Stato.
A livello di omicidi è stato registrato un caso ad Avegno, mentre gli interventi per violenza domestica sono anch’essi rimasti stabili nel confronto con gli ultimi anni, attestandosi nel 2022 a quota 983 (erano 953 nel 2021). Di questi episodi, è stato precisato, 79 hanno richiesto l’allontanamento di una persona dal nucleo familiare.

Attenzione in strada
Arriviamo, infine, al capitolo incidenti della circolazione stradale. Anche in questo caso, rispetto al 2021 è stato registrato un sensibile aumento, pari al 7%. Più nel dettaglio, gli incidenti registrati nel 2022 sono stati 3.931, di cui 3.200 con danni materiali, 721 con feriti e 10 con esito mortale.

Un occhio alla frontiera
Insomma, come sottolineato anche dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, «il 2022 è stato l’anno del ritorno alla normalità su più fronti». Guardando all’anno passato, il comandante ha pure voluto ricordare il successo legato alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, svoltasi in luglio a Lugano. Guardando invece al futuro Cocchi ha espresso una certa preoccupazione riguardo al fenomeno migratorio: « Ovviamente ci auguriamo di non tornare alla situazione del 2015, ma penso che con l’arrivo della bella stagione anche questa problematica tornerà a toccare il Ticino». Una preoccupazione condivisa anche da Gobbi: «Questo fine settimana ci sono stati 4 mila arrivi a Lampedusa. Significa che il flusso sta ripartendo in maniera importante. E il rischio di tornare al 2015 diventa sempre più reale».


A livello nazionale
Crescita importante anche in Svizzera

La prima volta in 10 anni

Sempre ieri sono stati forniti dall’Ufficio federale di statistica anche i dati a livello nazionale.

Cifre da cui emerge che in Svizzera nel 2022 per la prima volta dopo dieci anni è stato constatato un aumento dei furti con scasso e delle intrusioni nelle case (+14,6%), ciò che ha fatto tornare le cifre ai livelli prepandemia. Gli atti di violenza grave denunciati sono cresciuti del 16,6%, il valore più elevato dal 2009. In totale sono stati poi segnalati 42 omicidi, un dato in linea con la media degli ultimi anni. Tendenza in crescita anche la criminalità digitale: nel 2022 sono stati denunciati 33.345 reati di questo tipo (+9,9%).

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 28 marzo 2023 del Corriere del Ticino

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Criminalità ai livelli pre-pandemici
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Criminalit%C3%A0-ai-livelli-pre-pandemici-16128439.html

Da www.rsi.ch/news

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Furti e incidenti in aumento
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/16129825
Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 27 marzo 2023 de Il Quotidiano

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Polizia cantonale attività in crescita (dal 5.00 minuto)
http://teleticino.ch/programmi/ticinonews/ticinonews-270323-MD5566358

Da www.teleticino.ch

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Anche per la criminalità la pandemia è finita
https://www.tio.ch/ticino/cronaca/1655589/anche-per-la-criminalita-la-pandemia-e-finita

Da www.tio.ch

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La fine della pandemia fa salire i numeri della Polizia cantonale
https://www.ticinonews.ch/ticino/la-fine-della-pandemia-fa-salire-i-numeri-della-polizia-cantonale-375699

Da www.ticinonews.ch

Cantoni più efficienti: risparmio di 13 miliardi

Cantoni più efficienti: risparmio di 13 miliardi

Il confronto nazionale fa emergere un grande potenziale di miglioramento nella spesa pubblica – Il Ticino in testa in materia di sicurezza pubblica e aiuto sociale

I cantoni svizzeri, se fossero pienamente efficienti, potrebbero risparmiare fino a 13 miliardi di franchi. Lo ha calcolato una ricerca dell’Istituto di studi in amministrazione pubblica (IDHEAP) dell’Uni di Losanna e di PwC Svizzera che lunedì hanno pubblicato il terzo monitoraggio dell’efficienza cantonale.
Il “potenziale di miglioramento” è stato calcolato confrontando le spese e i servizi forniti per: istruzione (4,6 miliardi di potenziale), cultura (1,1 miliardi), strade (2,3 miliardi), aiuto sociale (2,9 miliardi), ordine pubblico e sicurezza (1,9 miliardi). Per ogni area, è stata stilata una classifica dei cantoni. I migliori sono citati, ma non i peggiori, poiché l’obiettivo è di fornire suggerimenti per il miglioramento (ogni cantone viene informato “in modo confidenziale” della sua posizione).
Il Ticino spicca in 2 ambiti su 5: sicurezza pubblica (82% di efficienza) e aiuto sociale (93%). In materia di formazione a guidare la classifica sono invece i Grigioni (90%).

Da www.rsi.ch/news

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Efficienza cantonale, il Ticino primeggia per sicurezza e socialità
È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università di Losanna e dalla società PwC dove sono state comparate le spese e i servizi forniti dai cantoni in cinque settori.

Lavorando in modo più efficiente i cantoni svizzeri potrebbero risparmiare 12,9 miliardi di franchi all’anno. È la conclusione alla quale giunge uno studio condotto dall’Università di Losanna e dalla società PwC. Ticino e Grigioni si distinguono positivamente in diversi ambiti. Gli autori sono giunti a questo risultato comparando le spese e i servizi forniti dai cantoni in cinque settori: istruzione, cultura, strade, assistenza sociale, sicurezza. Per ognuno di questi campi hanno stilato una classifica dei migliori, ma non dei peggiori, dato che la ricerca vuole fungere da stimolo per migliorare e non vuole puntare il dito contro nessuno.

Il Ticino primeggia per sicurezza e socialità
Per quanto riguarda la sicurezza pubblica, analizzata per la prima volta nel monitoraggio, che viene pubblicato annualmente, il potenziale di risparmio dei cantoni ammonta a 1,9 miliardi di franchi. Considerando la media dell’ultimo decennio, la classifica è dominata dai cantoni latini, ovvero Ticino (82% di efficienza), Vaud (80%), Neuchâtel (78%) e Ginevra (77%). È un settore dove regna grande volatilità, rilevano gli autori. “Possiamo supporre che aspetti come i reati registrati dalla polizia si muovano a ondate e che le risorse investite, come il numero di agenti di polizia, siano in ritardo”, afferma Philipp Roth di PwC, citato in una nota.Nell’ambito dell’assistenza sociale, è stato calcolato un miglioramento potenziale di 2,9 miliardi. La mediana è situata al 75%. Ancora una volta è in testa il Ticino (93%), seguito da Vallese (90%), Uri (88%), Obvaldo e Friburgo (entrambi 86%). “Queste cifre indicano che il carattere rurale favorisce l’efficienza”, prosegue il comunicato, nel quale si sostiene che che le grandi differenze non si ridurranno presto. L’alta densità di popolazione e l’elevata percentuale di residenti stranieri hanno una “influenza negativa” in questo ambito, annotano gli autori.

Nella formazione spiccano i Grigioni

Il maggior risparmio potenziale è rappresentato dalla formazione, con 4,6 miliardi. L’efficienza dei cantoni raggiungeva una media dell’80% nel 2020, con una forbice che si situa tra il 90 e il 61%. Il più efficiente in questo caso è il cantone dei Grigioni (90%), seguito da Sciaffusa (89%), Glarona (89%), Obvaldo (88%) e Berna (87%). In questo ambito l’efficienza è cambiata poco nel complesso tra il 2019 e il 2020. Secondo gli autori questa coerenza è degna di nota se si considera che le scuole sono state sotto pressione durante la pandemia.

Strade

Differenze considerate “importanti” appaiono anche nella gestione delle strade. I quattro cantoni meno efficienti, quelli di montagna, sono scesi ulteriormente in classifica. Anche i cantoni urbani ne risentono, dimostrando che la topografia non spiega tutto. Rispetto allo studio precedente, Ginevra (85%) ha registrato un chiaro aumento dell’efficienza ed è ora al secondo posto dietro a Lucerna (86%). La mediana è al 69%, ciò che rappresenta un potenziale di risparmio di circa 2,3 miliardi di franchi.

Cultura

Infine, i cantoni di Soletta e Argovia (entrambi all’83%) si collocano al primo posto per quanto riguarda la cultura, seguiti da Turgovia (82%). L’aumento potenziale dell’efficienza per tutti i cantoni ammonta a 1,1 miliardi. Dato che i cantoni sono liberi di scegliere la loro offerta culturale, c’è un notevole margine e potenziale di guadagno di efficienza, secondo gli autori dello studio.

Anche qui, utili e concreti: la campagna comunicativa della Protezione Civile entra nella sua seconda fase

Anche qui, utili e concreti: la campagna comunicativa della Protezione Civile entra nella sua seconda fase

Comunicato stampa

Per valorizzare i numerosi compiti di protezione, assistenza e sostegno che la Protezione Civile svolge regolarmente a favore della popolazione ticinese, nel 2022 è stata avviata una campagna comunicativa dallo slogan
“Anche qui: utili e concreti” per mettere in luce e per far conoscere i numerosi impieghi svolti lontano dai riflettori. La campagna comunicativa è pronta ora a entrare nella sua seconda fase, in occasione della quale si informa la popolazione sull’attività di regolazione del traffico che la Protezione Civile svolge durante importanti eventi, tra cui slowUp Ticino.

In programma domenica 23 aprile 2023, l’undicesima edizione di slowUp presenta un percorso di circa 50 km tra Bellinzona e Locarno, lungo il quale i militi delle Regioni di Protezione Civile del Bellinzonese e del Locarnese daranno il loro supporto all’organizzazione dell’evento, assicurando la regolazione del traffico, affinché l’evento si possa svolgere nella massima sicurezza e con il minor disagio possibile. In questo senso, nella settimana che precede l’evento lungo il percorso saranno visibili delle affissioni che – oltre ad annunciare l’imminente evento – mostrano il lavoro svolto dai militi della Protezione civile a favore sia della sicurezza dei partecipanti sia degli utenti della strada, invitando alla dovuta comprensione.

Un modo per ricordare che la Protezione civile… è utile e concreta.

Esercizio congiunto Svizzera-Italia in ambito ATLAS

Esercizio congiunto Svizzera-Italia in ambito ATLAS

Comunicato stampa

Negli scorsi giorni, si è svolta in Ticino un’importante esercitazione internazionale che ha visto impegnati la Polizia cantonale e l’Arma dei Carabinieri. Lo scenario conclusivo di questa attività, sviluppatosi su più giorni,  si è svolto sul Lago Maggiore (territorio di confine) con la messinscena di una presa di ostaggi avvenuta su un battello di linea che fa la spola tra Svizzera e Italia.
Nel corso dell’esercizio sono stati impiegati gli agenti del Reparto Interventi Speciali (RIS) della Polizia cantonale e gli operatori del Gruppo Interventi Speciali (GIS) dei Carabinieri, unità quest’ultima recentemente impiegata anche per l’arresto del latitante mafioso Matteo Messina Denaro. Pure l’Esercito svizzero ha preso parte all’esercitazione con l’impiego delle Forze Speciali e delle Forze Aeree. In qualità di osservatori pure presenti agenti svizzeri provenienti dai Cantoni Vaud, Turgovia e Zurigo, anch’essi operativi con attività di polizia lacuale. Lo scopo di questa operazione congiunta risiede nell’attivazione dell’articolo 19 dell’Accordo di collaborazione di Polizia e doganale tra Svizzera e Italia, entrato in vigore il 1° novembre 2016, che contempla il sostegno reciproco in situazioni di crisi o eventi straordinari.
L’esercitazione fa seguito a quanto messo in campo con successo dai due Paesi nel corso del 2020 con la messa in atto di un esercizio congiunto, legato alla tematica di contrasto al terrorismo, che si era sviluppato su entrambi i territori nazionali e con la partecipazione dei rispettivi Reparti speciali. Questo in considerazione che il tema della sicurezza nelle zone di confine, in tutte le sue molteplici sfumature, da sempre impegna
le nostre Forze dell’ordine a livello operativo e strategico, senza dimenticare gli aspetti legati agli esercizi e quindi alla formazione continua. I territori dei Cantoni Ticino e dell’Italia, si trovano sulle vie principali che attraversano l’Europa, con le relative problematiche legate alla criminalità transfrontaliera, ai flussi migratori nonché al terrorismo. Proprio per questo la collaborazione tra i vari attori a ridosso dei nostri Confini nazionali è fondamentale al fine di migliorare le attività quotidiane di prevenzione, ma anche di repressione.
Restando nell’ambito del sostegno in situazioni di crisi o eventi straordinari, la Svizzera è inserita, in qualità di osservatore, nell’organizzazione Europea dei Reparti Speciali di polizia ATLAS, contraddistinta dal motto All Together to Protect you, fondata nel 2001 per il mutuo supporto tra le nazioni sotto l’egida dell’Unione Europea. Il Comandante Matteo Cocchi è dal 2013 il rappresentante per la Confederazione nel Board Europeo di ATLAS e grazie a questa posizione, come già avvenuto nel 2020, è stato possibile organizzare nuovamente questa importante attività. La settimana di interscambio ha contemplato un momento addestrativo comune per lo scambio di esperienze operative, l’approfondimento dei rispettivi quadri normativi relativi alle possibilità d’impiego italo-svizzero nonché un esercizio conclusivo che verteva su interventi specialistici sia sul lago sia verso obiettivi terrestri ubicati su entrambi i versanti del confine. 

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi di tre neoeletti Magistrati

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi di tre neoeletti Magistrati

Comunicato stampa

I Servizi del Gran Consiglio informano che giovedì 23 marzo 2023, a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, si è svolta la cerimonia per il rilascio della dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte della neoeletta Sostituto Magistrato dei minorenni, avv. Antonella Piricone, della neoeletta Pretore aggiunto per la Pretura del distretto di Lugano, avv. Daniela Galfetti e della neo eletta Giudice supplente del Tribunale di appello avv. Federica Dell’Oro (che sarà attribuita alla Corte di appello e di revisione penale). Le tre magistrate assumeranno le rispettive cariche il 1° aprile prossimo.

Alla cerimonia, condotta dalla Presidente del Gran Consiglio Luigina La Mantia, hanno pure assistito il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Presidente del Tribunale di appello Damiano Bozzini e il Presidente del Consiglio della magistratura Damiano Stefani.

 

Sezione della circolazione: attività e cifre dell’Ufficio tecnico

Sezione della circolazione: attività e cifre dell’Ufficio tecnico

Comunicato stampa

Più di 71mila collaudi, quasi 6mila esami teorici e più di 8mila esami pratici: sono questi alcuni dati che riassumono il lavoro dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione nel corso del 2022. Dopo aver presentato l’attività legata alle “Immatricolazioni” di veicoli, oggi il Dipartimento delle istituzioni dà conto del lavoro nel settore tecnico.

Il rendiconto dell’attività dell’Ufficio tecnico per l’anno 2022 evidenzia che i collaudi eseguiti sono aumentati del 14%, passando da 63’139 a 71’380. Nonostante vi sia stato un marcato incremento, l’impatto della pandemia nel corso di gennaio 2022 non ha consentito di raggiungere i livelli di produttività del biennio 2018-2019. La percentuale di collaudi scaduti da oltre un anno è leggermente migliorata, passando dal 13.9% (44’700) al 13.2% (42’263). Questo dato è positivo se si considera che, oltre all’impatto della pandemia, questo dato viene influenzato dall’evoluzione del parco veicoli, che è leggermente aumentato ed ha continuato ad invecchiare anche nel 2022. L’età media dei veicoli in Ticino a fine 2021 era di 10.2 anni, mentre a fine 2022 si attestava a 10.5 anni.
Nel 2022 gli esami pratici hanno certamente caratterizzato un impegno meno marcato, ritornando sui livelli degli anni che hanno preceduto la pandemia. In numeri assoluti si è passati dai 10’284 esami del 2021 ai 8’069 del 2022 (-22%). L’importante numero di esami svolti nel 2021 era in buona parte riconducibile alle nuove norme della circolazione entrate in vigore il 1° gennaio 2021, come pure alla necessità di far fronte alla forte domanda di esami generata dalle persone che a causa della pandemia avevano posticipato al 2021 l’iter per l’ottenimento della licenza di condurre. La riduzione degli esami eseguiti è inoltre in piccola parte anche legata al miglioramento percentuale di riuscita degli esami, che è passata dal 63.3% del 2021 al 66.1% del 2022. Per le stesse ragioni, pure gli esami teorici hanno vissuto un importante decremento (-18%), passando dai 7’217 del 2021 ai 5’897 del 2022.
Sono invece aumentate rispetto alla media degli anni pre-pandemia le autorizzazioni speciali di transito rilasciate, che sono passate dalle 4’125 del 2021 alle 4’319 del 2022 (+3%).
Una particolarità: nel 2022 l’Ufficio tecnico ha gestito un totale di 65 azioni di richiamo (+14) che hanno coinvolto 455 veicoli (-167). Si tratta di veicoli che presentano un problema di sicurezza, spesso dovuto a un difetto di produzione. La casa automobilistica responsabile avvisa gli importatori e tutti i suoi concessionari fino a raggiungere i proprietari dei veicoli per invitarli a effettuare la riparazione gratuitamente presso un concessionario autorizzato. I veicoli che non sono stati riparati vengono segnalati all’USTRA, che a sua volta si rivolge alla Sezione della circolazione per assicurarsi che si proceda alla riparazione. La diminuzione del numero di veicoli per azione di richiamo da trattare evidenzia come le case produttrici abbiano migliorato la propria capacità di contattare i nuovi detentori, evitando sempre più l’intervento all’autorità di immatricolazione.

2022: attività intensa alla Sezione della circolazione

2022: attività intensa alla Sezione della circolazione

Comunicato stampa

La Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati del 2022 mostrano infatti che sono state quasi 540’000 le pratiche evase, con una media di oltre 940 telefonate ricevute ogni giorno. Per dar conto del lavoro condotto nel corso dell’anno 2022, coinciso pure con la votazione popolare sulla nuova imposta di circolazione, il Dipartimento delle istituzioni proporrà a partire da oggi tre “pillole” informative che toccheranno tre capitoli: “Immatricolazioni”, “Ufficio tecnico” e “Novità e rapporto con i cittadini”.  

La situazione sul fronte delle immatricolazioni nel 2022 è rimasta stabile rispetto al 2021. Il parco veicoli cantonale infatti è sostanzialmente invariato, con 324’508 unità al 31 dicembre 2022 rispetto ai 324’017 veicoli del 2021 (+491 unità, pari allo 0.15%). Nel dettaglio si possono notare leggere fluttuazioni per ogni categoria di veicolo, che hanno contribuito a mantenere questa situazione di equilibrio. Tra le categorie più rappresentative si segnala che: le automobili sono diminuite di 578 unità rispetto al 2021 (224’454, -0.26%), i motoveicoli sono diminuiti di 944 unità (46’196, -2%) mentre autofurgoni e veicoli pesanti sono aumentati di 206 unità (26’991, +0.77%).

Anche l’immatricolazione di ciclomotori (4’491 nel 2022) è ritornata ad aumentare, dopo una flessione nel 2021 (+2.7% rispetto ai 4’373 dell’anno precedente). Rimane comunque costante il trend positivo di nuove immatricolazioni delle biciclette elettriche (oltre 25 km/h). Per quanto riguarda le immatricolazioni di veicoli nuovi – considerati tutti i generi di veicoli – il 2022 ha registrato un leggero calo: 21’337 nel 2021, contro le 20’133 (-5.6%). Un fenomeno riconducibile al noto tema delle difficoltà di produzione di alcuni settori industriali. Le auto a propulsione elettrica o ibrida sono aumentate di ben 7’207 unità, segnando un netto incremento rispetto al dato 2021 (6’431), con un incremento quindi del 12% di immatricolazioni.

L’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione nel 2022 ha visto una ripresa della propria attività, dopo la flessione delle procedure di sua competenza nel periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid-19. Il numero complessivo delle decisioni adottate è stato di 65’359, pari a un incremento del 9.4 %, rispetto al dato dell’anno precedente (+5’639). Le decisioni nell’ambito della procedura amministrativa sono state 10’695 (-407, -3.6 % del 2021). Nell’ambito delle contravvenzioni, rispetto all’anno precedente sempre segnato dalla pandemia, i decreti di multa sono aumentati da 46’933 a 52’289 (+5’356; +11.4%).

In un Cantone che offre diverse possibilità di svago anche sui due laghi principali – Ceresio e Verbano – il Servizio navigazione è molto apprezzato dagli utenti e durante il 2022 ha conosciuto un incremento dell’attività, legata all’aumento del numero di natanti immatricolati (da 6’586 a 6’812, +3.43%). Il dato del 2022 conferma un trend avviato a partire dal 2020, quando molti ticinesi e ospiti impossibilitati a viaggiare all’estero per le restrizioni legate alla pandemia hanno scoperto o riscoperto i nostri laghi. Il numero dei collaudi eseguiti (da 2’318 a 2’482) è aumentato del 7.08%. Le licenze di condurre rilasciate sono state 323, con una diminuzione del 36.67% rispetto alle 510 del 2021, un anno che ha fatto segnare un boom proprio per il motivo poc’anzi ricordato. 

«Io, la difesa della neutralità, il calo della criminalità e l’hockey»

«Io, la difesa della neutralità, il calo della criminalità e l’hockey»

Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni si ricandida per un posto in Governo. Ecco con quali principi.
Quattordici domande. E quattordici risposte telegrafiche. Stile Twitter. Il primo a sottoporsi al questionario di Tio/20 Minuti è Norman Gobbi (Lega dei Ticinesi), direttore del Dipartimento delle Istituzioni, che si ricandida per un seggio in Governo.  

C’è chi annota la presenza di troppi radar in Ticino. Non c’è alternativa? «Sono due le alternative: un mondo (utopico) senza eccessi di velocità che potrebbe portate (seconda alternativa) a una diminuzione coordinata dei radar delle Polizie comunali, oggi responsabili dell’80% dei controlli».
 
Scandali e litigi in polizia. Come recuperare credibilità?
«La credibilità della Polizia è altissima: è l’istituzione con il più alto grado di considerazione (8 punti su 10, dati studio “Sicurezza 2022” del Poli di Zurigo). Ben oltre i media, verso i quali l’indice di fiducia è 5.4 su 10 o il parlamento federale (6.8)».
 
La divisa ha perso potere e fascino?
«Assolutamente no. Al concorso che apriamo per la Scuola cantonale di Polizia partecipano centinaia di giovani donne e uomini ticinesi. Dobbiamo fare una selezione importante. La professione attrae e non è una questione di potere».

Violenza domestica: una piaga dilagante. Soluzioni concrete?
«Abbiamo messo in campo come Governo il Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica. Molte attività, molta sensibilizzazione. Concretamente, per esempio, la Polizia cantonale ha creato il Centro di Competenza Violenza, diretto dalla psicologa Marina Lang».

Spesso le istituzioni usano toni molto duri nei confronti dei cittadini. Anche per questioni banali. Non si può essere più gentili?
«Se si allude alle lettere che intimano le multe di circolazione mi sembra un po’ esagerato farne un tema generale. Comunque stiamo implementando il progetto “Servizio eccellente” che tra le altre cose chiede “cortesia” nei rapporti istituzione-cittadino».

Cresce la popolazione straniera. È preoccupato per questa repentina internazionalizzazione del Ticino?
«Repentina? La popolazione straniera aumenta in Svizzera e in Ticino ormai da decenni. Non sono preoccupato nella misura in cui chi si ferma in Svizzera si adatta ai nostri usi e costumi (e leggi). Un sforzo d’integrazione delle persone anche attraverso l’azione dello Stato».

In una recente intervista “si è preso i meriti” del calo della criminalità in Ticino. Il calo della criminalità però è un fenomeno riscontrato in tutta Europa, soprattutto durante il Covid…
«Il calo della criminalità è stato costante dal 2012 a oggi. Quindi ben prima del Covid. Non mi sono preso meriti, ma constato che l’attività di prevenzione, di intervento e di repressione della Polizia ha portato a risultati concreti e a benefici per i ticinesi e per l’economia».

La violenza giovanile sembra sempre presente. Anzi. La sensibilizzazione non basta più?
«La violenza giovanile è un tema importante nella nostra società. La sensibilizzazione è solo una parte dell’aspetto. Ci vuole un sostegno educativo e culturale che oggi tante famiglie non riescono più a garantire».

Anziani sempre più fragili di fronte a truffe e a raggiri tecnologici. Come ci si può occupare di loro?
«Proprio negli ultimi mesi la Polizia cantonale ha avviato un campagna con diverse associazioni. Momenti d’incontro in tutto il Cantone con gli anziani, in cui si affronta in particolare il tema delle truffe. È solo l’ultimo esempio di quello che la Polizia cantonale fa».

Ha paura della cyber criminalità?
«Non si tratta di avere paura o meno. Si tratta di dare i mezzi alla Polizia per combatterla e di creare una informazione costante e aggiornata a istituzioni, aziende e privati per potersi difendere. È quello che facciamo anche con il gruppo “Cyber sicuro”».

Il suo più grande traguardo in questa legislatura?
«Ne ho parecchi, ma cito la votazione popolare sulle Autorità regionali di protezione (ARP). Il sì massiccio espresso nell’autunno del 2022 ci permetterà di introdurre una nuova forma (da amministrativa a giudiziaria) per aiutare persone in un momento difficile della loro vita».

Il suo rimpianto?
«Spero possa essere un rimpianto temporaneo e che abbia a trasformarsi in un successo per la logistica della Giustizia ticinese: l’acquisto dell’ex Banca del Gottardo a Lugano il cui messaggio è pendente da oltre 3 (tre!) anni in Gran Consiglio». 
 
Parliamo di hobby: cosa fa Norman Gobbi per rilassarsi?
«Non è un mistero che per me la camminata ogni mattina presto immerso nella natura della mia Leventina sia un toccasana. Poi ci sono anche altre attività: una cena o un pranzo con la mia famiglia per esempio, ma pure scendere in pista per una partita di hockey».
 
Perché un ticinese dovrebbe votarla?
«Spero ci sia più di un ticinese a votarmi! A parte gli scherzi: credo per le mie posizioni a difesa della sovranità svizzera, della nostra neutralità; per la promozione della sicurezza, della libertà e responsabilità individuale per creare un Cantone forte».
 
Da www.tio.ch
Si delinea la Sezione femminile alla Stampa, orizzonte 2025

Si delinea la Sezione femminile alla Stampa, orizzonte 2025

In consultazione la bozza del messaggio governativo

Potrebbe essere realtà fra due anni la “necessaria e urgente” Sezione femminile nel Penitenziario cantonale La Stampa. È quanto si legge nella bozza del messaggio governativo datata 10 marzo che chiede al Gran Consiglio lo stanziamento di un credito di 3 milioni e 32’730 franchi per la sua realizzazione e il suo funzionamento, nonché per l’adeguamento degli spazi da destinare a detenuti anziani e con disabilità fisica motoria. Nella prospettata Sezione femminile – comparto di cui il Ticino non dispone più dal 2006, quando si decise di chiuderlo in concomitanza con l’apertura del carcere giudiziario La Farera considerata la bassa presenza di detenute presso il Penitenziario cantonale – si prevede di realizzare un totale di 11 posti cella, di cui una appositamente concepita per permettere l’eventuale gestione di figli fino ai tre anni di età. A considerare la Sezione “necessaria e urgente” sono in molti, come riferito da ‘laRegione’ lo scorso giovedì 9 marzo: dalla Commissione del Gran Consiglio che vigila sulle condizioni di detenzione, al direttore delle Strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini, alla direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti, fino al Dipartimento istituzioni e a tutto il Consiglio di Stato. Questo perché le detenute – il cui numero è in aumento – che restano presso il carcere giudiziario La Farera, “malgrado poste in carcerazione di sicurezza o in esecuzione pena anticipata, o che, altresì, già giudicate devono scontare una pena di breve durata o sono in attesa di essere trasferite in una struttura detentiva oltre Gottardo, si ritrovano in tal modo a dover sostenere un regime detentivo duro quanto non adeguato”, scrive il Consiglio di Stato. Attualmente, come spiegato giovedì da Laffranchini, alla Farera ci sono 16 detenute, di cui 8 potrebbero beneficiare del regime di esecuzione della pena. L’obiettivo futuro è dunque di accogliere in maniera adeguata le esigenze delle donne in regime detentivo chiuso nonché di limitare allo stretto indispensabile i collocamenti fuori cantone. L’investimento complessivo – sia a livello logistico che dal profilo informatico– volto alla realizzazione delle opere per accogliere le detenute è quantificato complessivamente in 1 milione e 250mila franchi. È invece di 1 milione e 782’730 franchi l’impatto a gestione corrente dei costi per il personale aggiuntivo necessario alla gestione della Sezione femminile. Il governo evidenzia che la creazione di tale Sezione consentirà di ridurre gli attuali costi riferiti ai collocamenti delle detenute al di fuori del cantone per l’esecuzione della rispettiva pena detentiva. Oltre all’aumento della popolazione carceraria femminile, le Strutture carcerarie cantonali hanno registrato negli ultimi anni anche la tendenza all’aumento di persone in detenzione di età avanzata, segnatamente oltre i 60 anni. Per questo si prevedono adeguamenti logistici ed ergonomici per detenuti anziani e detenuti con disabilità fisiche e motorie.

La bozza di messaggio, spiega a ‘laRegione’ la direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti è stata posta in consultazione ed è stata trasmessa ai servizi centrali dell’Amministrazione cantonale, quindi alle Finanze, alla Logistica e Risorse umane, all’Ufficio dei giudici dei provvedimenti coercitivi, al Tribunale penale cantonale e al settore esecuzione delle pene e delle misure. Ma anche, per informazione, alla commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’ e a quella preposta a vigilare sulle condizioni detentive in Ticino. I tempi sono stretti. «Come già indicato – afferma Andreotti – intendo sottoporre il progetto di messaggio al Consiglio di Stato, per la sua approvazione, nella seduta del 29 marzo». Non sarebbe stato meglio attendere la realizzazione del nuovo carcere penale per soddisfare tutte le esigenze legate alle differenti tipologie di persone detenute? «La costruzione del nuovo penitenziario, che è la soluzione su cui dovremolavorare visto che La Stampa ha più di cinquant’anni, richiederà comunque molti anni, più di quelli che si prospettano con questa bozza di messaggio – evidenzia la responsabile della Divisione giustizia –. Noi abbiamo invece bisogno oggi di soluzioni logistiche. Per le detenute, per i detenuti anziani e per i detenuti con disabilità fisica e motoria».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 13 marzo 2023 de La Regione

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https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/16087396

Servizio all’interno dell’edizione di domenica 12 marzo 2023 de Il Quotidiano

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https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/La-Stampa-pronti-i-piani-per-sezione-femminile-16086880.html

Da www.rsi.ch/news