Introduzione della targa per sistemi di trasporto

Introduzione della targa per sistemi di trasporto

Comunicato stampa

Il Dipartimento dello istituzioni informa che a partire dal 1° marzo 2022 sarà introdotta in Svizzera una targa destinata ai sistemi di trasporto posteriori, i cosiddetti “portabici” o “portatutto”. L’introduzione della targa per sistemi di trasporto era richiesta da più parti da alcuni anni, vista la sempre maggiore diffusione di questi sistemi di trasporto. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) si è quindi prodigato per introdurre in tempi brevi questa novità.  

L’introduzione della targa per sistemi di trasporto era richiesta da più parti da alcuni anni, vista la sempre maggiore diffusione di questi sistemi di trasporto. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) si è quindi prodigato per introdurre in tempi brevi questa novità.  
Nelle istruzioni rilasciate ai Cantoni, USTRA sottolinea che la nuova targa risponde alle esigenze di praticità espresse dagli utenti della strada, ma dovrebbe al contempo incoraggiare gli stessi a smontare il sistema di trasporto quando non viene utilizzato, alleggerendo il peso del veicolo, favorendone l’aerodinamica e riducendo di conseguenza i consumi e le emissioni di CO2. La targa per il sistema di trasporto dovrà riportare il numero delle targhe del veicolo su cui è montato, ma sarà stampata su sfondo rosso anziché bianco. 
I Paesi confinanti con la Svizzera hanno già confermato il riconoscimento della nuova targa e questa potrà quindi essere utilizzata senza problema alcuno nel Principato del Liechtenstein, in Austria, in Francia, in Germania, in Italia, oltre che in Estonia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna e Gran Bretagna. USTRA prevede che questo elenco si amplierà ulteriormente, essendo in attesa di risposte ufficiali da diversi Paesi. 
Si tratta di una targa che non avrà valore giuridico a sé stante e dovrà infatti essere utilizzata solo in combinazione con le regolari targhe di controllo bianche. Tuttavia, non bisogna confondere questa assenza di valore giuridico con l’applicazione dell’art. 97 della Legge federale sulla circolazione stradale, che prevede una sanzione per chi, tra le altre, utilizza targhe alterate o contraffatte o utilizza targhe non rilasciate per il veicolo su cui sono apposte, ad esempio su un rimorchio per il trasporto di cose o su un veicolo che necessita di un’immatricolazione. 
È importante sottolineare che non vi è alcun obbligo di utilizzo di questa targa. Gli utenti della strada che già oggi montano un portabici e spostano regolarmente la propria targa posteriore potranno continuare a farlo. Coloro che fossero interessati a ottenere una targa rossa, potranno richiederla alla Sezione della circolazione, che a partire da oggi, martedì 22 febbraio, aprirà le ordinazioni sul proprio sito internet. A causa dei problemi di approvvigionamento che coinvolgono in questo periodo diversi settori produttivi, a livello federale le prime targhe rosse saranno distribuite solo verso la fine di marzo.  
La nuova targa sarà disponibile unicamente nel formato “lungo” (50 cm x 11 cm) e avrà un costo una tantum di CHF 20.-. I tempi di produzione da considerare saranno di 10-12 giorni, ma potrebbero allungarsi in caso di un numero particolarmente elevato di richieste. Una volta stampate le targhe saranno inviate per posta direttamente al domicilio del richiedente o potranno essere ritirate presso un posto della Polizia cantonale a scelta del richiedente. 
Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito internet della Sezione della circolazione (www.ti.ch/circolazione) o dell’Ufficio federale delle strade.     

Bando di concorso aspiranti 2023

Bando di concorso aspiranti 2023

Comunicato stampa
La Polizia cantonale comunica che oggi è stato pubblicato sul Foglio ufficiale il bando di concorso per l’assunzione di nuovi/e aspiranti gendarmi per la Polizia cantonale e di nuovi/e aspiranti agenti per le Polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Ceresio Sud, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio. I candidati e le candidate seguiranno la Scuola di polizia a partire dal 1. marzo 2023. Il percorso formativo che conduce all’Esame professionale per il conseguimento dell’Attestato professionale federale di agente di polizia prevede un primo anno quale aspirante presso la Scuola di polizia del V circondario (SCP) e un secondo anno in qualità di gendarme in formazione presso i Corpi di appartenenza. Come di consueto, per accedere a questa formazione biennale l’idoneità dei candidati e delle candidate sarà verificata attraverso un processo di selezione. La decisione sull’assunzione degli e delle aspiranti giungerà al più tardi entro tre mesi prima dell’inizio della formazione. Le candidature vanno inoltrate entro il 28.03.2022. Il bando di concorso, le modalità di iscrizione ai test fisici e i formulari possono essere consultati/scaricati dal sito internet della Polizia cantonale al seguente indirizzo: www.ti.ch/scuoladipolizia

 

Rapporti tra Cantone e Comuni: aperte le iscrizioni al 3. Simposio

Rapporti tra Cantone e Comuni: aperte le iscrizioni al 3. Simposio

Comunicato stampa

Avrà luogo giovedì 17 marzo 2022 all’Auditorium della Scuola cantonale di commercio a Bellinzona il Simposio sui rapporti tra il Cantone e i Comuni. Dopo il successo delle due passate edizioni, il Dipartimento delle istituzioni ripropone l’evento rivolto ai Municipali, ai Consiglieri comunali, alle autorità politiche cantonali e ai funzionari dell’amministrazione cantonale e di quelle locali. La partecipazione al pomeriggio di studio è gratuita ed è possibile iscriversi compilando il modulo online sul sito www.ti.ch/eventisel entro l’11 marzo 2022.

Quali strumenti e procedure adottare per assicurare un’adeguata conduzione politica e amministrativa del Comune? Come coinvolgere i cittadini e gli attori economici presenti sul territorio? Cosa significa responsabilità sociale per un Comune?
Queste e altre domande aiuteranno a definire il perimetro dentro il quale possono operare nel contesto istituzionale odierno gli enti locali e animeranno il dibattito della terza edizione del Simposio sui rapporti tra il Cantone e i Comuni, dopo la pausa forzata dello scorso anno a causa dall’emergenza sanitaria. Un momento privilegiato di scambio tra gli attori dei due livelli istituzionali – quello cantonale e quello comunale – per provare a definire insieme le regole alla base del Buon governo dei Comuni, analizzando nel dettaglio le quattro funzioni che caratterizzano gli enti locali (funzione di servizio, funzione politica, democratica e comunitaria).
Il pomeriggio prenderà avvio alle ore 14.30 e sarà strutturato in due parti. Dopo i saluti ufficiali delle Autorità politiche cantonali e comunali, verranno presentati i risultati dei quattro gruppi di lavoro che dallo scorso autunno hanno lavorato sulle quattro funzioni principali delle realtà comunali:

  1. Gli strumenti adeguati per la gestione amministrativa del Comune
  2. La concretizzazione della cultura del coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali per definire gli obiettivi strategici e le politiche settoriali di un Comune
  3. Le modalità per rendere attrattive le cariche pubbliche comunali
  4. La definizione della responsabilità sociale del Comune

Dopo un momento di pausa, i lavori riprenderanno con una tavola rotonda alla quale parteciperanno una delegazione del Consiglio di Stato, il Presidente del Gran Consiglio e alcuni municipali presenti alla giornata di studio.
Il programma dettagliato dell’evento è consultabile sul portale www.ti.ch/eventisel. Il simposio avrà luogo alla Scuola cantonale di commercio di Bellinzona e lo si potrà seguire anche in diretta streaming.
Per ragioni organizzative gli interessati a partecipare sono pregati di iscriversi entro l’11 marzo 2022 compilando il formulario online sul sito www.ti.ch/eventisel.   

Per l’uniforme la cittadinanza conta

Per l’uniforme la cittadinanza conta

Poliziotti con permesso C: sono già una realtà da anni in alcuni cantoni, ma la federazione di categoria esprime perplessità e in Ticino Norman Gobbi dice no

Stranieri con permesso C nei ranghi della polizia: sono già in servizio da anni in alcuni cantoni, come Basilea Città, Svitto e Neuchâtel. E il dibattito sul tema è stato di recente rilanciato a Basilea Campagna, dove l’opzione è ora al vaglio dell’Esecutivo cantonale.
Questa apertura agli stranieri domiciliati ha i suoi sostenitori, ma naturalmente suscita anche riserve o aperte critiche. La Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP), ad esempio, non è contraria ad un reclutamento di stranieri domiciliati ma, come afferma il suo portavoce Max Hofmann, esige anche la loro naturalizzazione prima del giuramento.
Quanto al Ticino, l’ipotesi è perentoriamente esclusa da Norman Gobbi: per il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) è essenziale che determinate funzioni pubbliche, come quelle di polizia debbano essere esercitate unicamente da cittadini svizzeri.

https://www.rsi.ch/news/svizzera/Per-luniforme-la-cittadinanza-conta-15091118.html

www.rsi.ch/news

“Quel muro era un basello”

“Quel muro era un basello”

Nel commentare l’esito della domenica elettorale, il consigliere di Stato svela i retroscena di un incontro con la cellula sanitaria ticinese: “Gli ho detto che sono consulenti, non comandanti”
Prima di Natale gli esperti lanciavano l’allarme di fronte all’ondata di variante Omicron, che rischiava di mettere in ginocchio il sistema sanitario. Quello scenario, però, non si è avverato. Quella degli esperti, secondo alcuni, una visione troppo drammatica. Tra questi il consigliere di Stato Norman Gobbi. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni lo ha raccontato oggi su Teleticino nel commentare l’esito del voto sui media. Infatti, secondo Gobbi, a pesare sul voto odierno potrebbero essere state alcune prese di posizione su alcuni temi in Svizzera interna e l’eccessivo allarmismo in alcuni fasi della pandemia, ha detto il consigliere di Stato.

Il basello Omicron
Media che avrebbero seguito, ha detto, il parere degli esperti. “Ricordo come prima di Natale si parlasse di come in Ticino si andasse contro un muro. Come ho detto anche davanti alla cellula sanitaria, il muro era un basello, che in ticinese significa un gradino. Lo abbiamo superato, è vero con qualche difficoltà, ma senza la drammaticità che i sanitari paventavano”.

A comandare sono gli eletti
Di fronte alla cellula sanitaria, Norman Gobbi ha raccontato di aver chiarito anche quali siano le gerarchie decisionali in Svizzera: “L’ho ricordato anche a loro, loro sono lì come consulenti, non sono lì come decisori o comandanti. Comandanti sono coloro che sono stati eletti nei vari consessi. Punto”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/gobbi-contro-gli-esperti-quel-muro-era-un-basello-NI5183438

Le tre “C” del Dipartimento: “Cittadino”, “correttezza”, “cortesia”

Le tre “C” del Dipartimento: “Cittadino”, “correttezza”, “cortesia”

Gobbi: “Per migliorare sempre di più i nostri servizi a favore della popolazione”

Ha incuriosito questa settimana l’intervento in conferenza stampa del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi improntato sulle tre “C”. Ma che cosa sono queste tre “C”? “Nulla di strano. Si tratta di un concetto che definisce la metodologia di lavoro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni. Poniamo al centro il Cittadino (prima “C”). A lui dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni nel prestare il miglior servizio possibile”, afferma Norman Gobbi. “Questo servizio – continua il Consigliere di Stato – deve essere svolto nell’assoluta correttezza (seconda “C”). Il Dipartimento delle istituzioni offre servizi che si poggiano su leggi e regolamenti. Dobbiamo essere quindi assolutamente corretti nel prendere decisioni, nel concedere permessi, o nel rilasciare attestati, licenze e quant’altro. E poi c’è la terza “C”: la cortesia. La fiducia del cittadino verso le istituzioni può passare anche da un sorriso, da un “buongiorno” detto con calore e soprattutto con umanità. Non costa nulla e può avere un grande effetto, anche sulla pratica stessa che si dovrà sbrigare. Inoltre la cortesia porta con sé anche il concetto di flessibilità, ossia la capacità di superare la rigidità di atteggiamento nei confronti dei compiti assegnati. Rigidità che porta spesso, troppo spesso, alla burocratizzazione del lavoro, mettendo un muro tra l’istituzione e il cittadino (e creando ulteriore e inutile lavoro). È ciò che vogliamo combattere all’interno del Dipartimento, così da raggiungere uno degli obiettivi di legislatura fissati dal Governo, ossia il miglioramento dei rapporti tra il cittadino e le istituzioni”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Per raggiungere questo obiettivo avete messo in campo diversi progetti. “Da un lato sviluppiamo la digitalizzazione del Dipartimento. Questo significa dare al cittadino la possibilità di avere un determinato servizio nel modo più semplice, sicuro e veloce. Con le pratiche online da inoltrare attraverso una procedura guidata il più possibile semplice, il cittadino che ha dimestichezza con computer e smartphone non perde tempo e può avere ciò che vuole senza doversi spostare nei vari uffici. Tenuto conto però che la tipologia dei nostri utenti è molto eterogenea, vogliamo anche mantenere la possibilità di seguire una procedura, diciamo così, tradizionale. Il tutto deve essere svolto, come detto, con correttezza e cortesia. Per questo stiamo mettendo in campo un protocollo, chiamato “servizio eccellente”, grazie al quale dare a tutte le collaboratrici e collaboratori le informazioni necessarie affinché il cittadino sia davvero al centro del nostro lavoro”, afferma il Direttore del DI.
Avete inoltre avviamo un’iniziativa chiamata “Miglioriamo insieme”. Di che cosa si tratta? “Vorremmo sapere dai cittadini che hanno usufruito dei nostri servizi se si sono trovati bene, se vi sono aspetti da migliorare. Avere un riscontro diretto per poi risolvere eventuali criticità. Per fare questo il cittadino può andare sulla prima pagina del sito web del DI, schiacciare in alto su “Miglioriamo insieme”. Troverà quattro possibilità per scriverci: riempiendo online un modulo; un indirizzo e-mail (di-insieme@ti.ch), un numero whatsapp (079 595 65 00) a cui mandare un messaggio scritto, oltre alla tradizionale lettera da inviare per posta”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“Distratti mai”, il cellulare alla guida può costar caro

“Distratti mai”, il cellulare alla guida può costar caro

Comunicato stampa

Si è chiusa a inizio febbraio la campagna di prevenzione svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni. Gli agenti hanno in particolare portato a termine un’azione di prevenzione sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida, effettuando delle azioni di sensibilizzazione ma anche dei controlli mirati tradottisi in numerose sanzioni nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usavano il telefonino. Come già emerso in occasione di analoghe azioni effettuate in passato, l’uso di questi apparecchi durante la guida continua a essere una pratica frequente. Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e degli altri utenti della strada. Appare quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per un selfie alla guida o per la lettura di un  messaggio, oltre che essere un comportamento illegale allunga fortemente i tempi di reazione. Accanto all’attività di sensibilizzazione, la campagna appena conclusa ha permesso di effettuare sull’arco di due mesi (dicembre e gennaio) 375 controlli della circolazione durante i quali sono state elevate 1.018 contravvenzioni che possiamo distinguere in 853 multe disciplinari (OMD) e 165 contravvenzioni intimate con procedura ordinaria tramite l’Ufficio giuridico della circolazione. Da segnalare, tra le varie denunce, quelle inoltrate nei confronti di un conducente di autocarro sorpreso mentre effettuava una videochiamata con WhatsApp, di un conducente
d’auto che stava manipolando un navigatore e di un autista con licenza in prova che stava manipolando il cellulare. Analoghe attività di prevenzione e repressione da parte della Gendarmeria della Polizia cantonale saranno effettuate anche nei prossimi mesi.

Il cittadino al centro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni

Il cittadino al centro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato nel suo programma di legislatura ha definito tre assi strategici: le relazioni con il cittadino e le istituzioni; lo sviluppo dell’attrattiva del Cantone Ticino e la qualità di vita. Sul primo asse s’inserisce il lavoro condotto dal Dipartimento delle istituzioni, che ha posto il cittadino al centro dei servizi erogati, con la volontà di migliorare la fruizione dei servizi stessi e la modalità con cui le collaboratrici e i collaboratori si rapportano con il cittadino.

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi lunedì 7 febbraio 2022, a cui hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, l’Aggiunta al Segretario generale Monica Rivola e la Capo Sezione della popolazione Silvia Gada, sono stati presentati i passi compiuti e e quelli in corso per rendere il servizio alla cittadinanza sempre migliore. “Mettere il cittadino al centro dei servizi che forniamo è un punto essenziale per il Dipartimento delle istituzioni. Ciò significa – ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi – migliorare le relazioni, creare fiducia, ottimizzare l’offerta di servizi e prestazioni, tenendo conto dell’eterogeneità e delle differenti esigenze delle persone che si rapportano con i nostri uffici”.
L’obiettivo del Dipartimento delle istituzioni è quindi quello di incrementare la digitalizzazione e il servizio al cittadino. Due aspetti che vanno di pari passo e che spesso si sovrappongono, completandosi. I progetti portati avanti toccano quattro ambiti: nuove misure organizzative e digitalizzazione delle procedure; rendere il sito web del Dipartimento di più facile fruizione; implementare a tappe il “Servizio eccellente”; l’avvio dell’iniziativa “Miglioriamo insieme”.

Tanti progetti, un unico obiettivo
Il lavoro sulle misure organizzative e sulla digitalizzazione era iniziato prima della pandemia ed è proseguito nel corso degli ultimi due anni. Alcune necessità imposte dal periodo pandemico hanno addirittura accelerato la ricerca delle migliori soluzioni a favore del cittadino. Poter prendere appuntamenti online con la garanzia si essere accolti agli sportelli nel momento desiderato, oppure essere sicuri di evadere nel giro di 24 ore determinate pratiche e riceverle a casa – senza l’obbligo di spostamenti inutili e attese agli sportelli – sono solo alcune delle possibilità che oggi offrono la digitalizzazione e l’organizzazione.
Monica Rivola, Aggiunta al Segretario generale del DI e Silvia Gada, Capo della Sezione della popolazione, sono poi entrate più nel dettaglio sulle misure messe in atto. In particolare Monica Rivola ha presentato il “Servizio eccellente”, un protocollo standardizzato che consentirà gradualmente a tutti i servizi del Dipartimento delle istituzioni di implementare una modalità di approccio con il cittadino per migliorare il grado di soddisfazione del cittadino stesso nelle sue relazioni con gli uffici dipartimentali. Silvia Gada ha spiegato il progetto pilota del “Servizio eccellente” sviluppato proprio all’interno della Sezione della popolazione (presso l’Ufficio di Stato civile di Bellinzona e al Contact center dell’Ufficio della migrazione). Ha inoltre presentato il nuovo sito web della Sezione: 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice, attivate a partire da oggi, lunedì 7 febbraio.
Per migliorare la relazione con il cittadino e la sua soddisfazione, anche attraverso sistemi utilizzati dall’economia privata, essenziale diventa l’interattività tra gli uffici cantonali e chi riceve una prestazione. Per questo, sempre a partire da oggi, la Direzione del Dipartimento delle istituzioni ha attivato l’iniziativa “Miglioriamo insieme”, ossia quattro canali a cui si può scrivere: un modulo di contatto online, l’indirizzo e-mail di-insieme@ti.ch, il numero WhatsApp 079 595 65 00 e il tradizionale indirizzo postale. “Grazie a questa interattività – ha concluso il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ci attendiamo di ricevere commenti critici e costruttivi, così da poter sempre migliorare e adattare le presentazioni dei nostri servizi ai bisogni sempre più complessi della popolazione”. Di seguito il link “Miglioriamo insieme”: https://www4.ti.ch/di/miglioriamo-insieme/   

“Un grande incendio, una grande reazione”

“Un grande incendio, una grande reazione”

Norman Gobbi sottolinea l’importanza della preparazione, del coordinamento e della collaborazione in caso di calamità

È uno degli incendi più estesi che negli ultimi anni hanno interessato le superfici boschive e i pascoli ticinesi. Sui monti di Gambarogno, all’Alpe di Neggia, nelle vicinanze di Indemini le fiamme erano impressionanti. “Tenuto conto delle pessime condizioni – forte vento per parecchi giorni e periodo prolungato di siccità – l’incendio poteva avere conseguenze ben più gravi, sia per il territorio, ma soprattutto per le persone. Questo dimostra ancora una volta che tutte le componenti del primo intervento in Ticino hanno raggiunto un alto grado di preparazione e sono in grado poi di intervenire con rapidità ed efficacia”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Per fronteggiare un simile evento sono molti gli enti che entrano in funzione. Il lavoro di coordinamento risulta quindi decisivo. In questi casi viene costituito uno Stato Maggiore Enti di Primo Intervento (SMEPI), alla cui testa vi era un ufficiale della Polizia cantonale (Cap Georges Locatelli). Nello SMEPI confluiscono tutti gli enti partner e i servizi tecnici interessati. In questo caso i Pompieri di Bellinzona e di Gambarogno (con l’aggiunta di pompieri volontari provenienti da altri corpi) stanno svolgendo un grande lavoro coordinati dal ten col Samuele Barenco. Così come determinante è stato il sostegno dato dalla Protezione civile, che si è prodigata in particolare per gestire l’accolta degli abitanti evacuati di Indemini, costretti a lasciare le proprie case in quanto il fuoco o il fumo avrebbe potuto raggiungerle. Senza dimenticare l’intervento con gli elicotteri militari e di quelli civili. Il fatto poi che gli sciagurati colpevoli dell’incendio sono già stati individuati dimostra la prontezza delle indagini della polizia e del Ministero pubblico”.

In questa circostanza è stata attivata anche la collaborazione transfrontaliera. “In effetti per una giornata anche due Canadair provenienti dall’Italia hanno contribuito a limitare il propagarsi dell’incendio. Grazie alle convenzioni italo-svizzere di collaborazione transfrontaliera in caso di calamità possono essere richiesti interventi a supporto dell’azione condotta da questa parte del confine o, in modo reciproco, sul versante italiano. I due Canadair si sono occupati principalmente di un settore ben definito, facendo in modo che l’incendio non si propagasse anche in Italia. Inoltre si è potuto attingere acqua direttamente dal Lago Delio, in maniera da ridurre la tratta degli elicotteri impiegati e tuttora continua la collaborazione con i vigili del Fuoco nucleo S.A.P.R. (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) al fine di scovare focolai e braceri”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

“Proprio a proposito di accordi di collaborazione transfrontaliera ricordo che tra pochi mesi, dal 13 al 19 giugno, si terrà in Ticino (con interessamento anche di alcune zone nelle vicine province italiane) la seconda grande operazione italo-svizzera “Odescalchi”. Questa operazione fa seguito a quella del 2016, che aveva già permesso di ampliare le capacità di integrazione operativa in caso di catastrofe sulla frontiera. “Odescalchi 2022” rappresenterà un ulteriore sviluppo e si prefigge in conclusione di aggiornare – per renderli sempre più performanti – gli accordi di collaborazione in caso di catastrofe sottoscritti tra la Svizzera e l’Italia”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.   

Incendio, arrivano i rinforzi

Incendio, arrivano i rinforzi

Due Canadair della Protezione Civile italiana affiancano gli elicotteri nelle operazioni di spegnimento delle fiamme che divampano da domenica mattina tra l’Alpe di Neggia ed il villaggio di Indemini – L’obiettivo è contenere i due fronti più minacciosi del rogo

Sopra le nostre teste, all’Alpe di Neggia, è un via vai ininterrotto di elicotteri. Da tre giorni stanno gettando migliaia e migliaia di litri d’acqua sulle fiamme che, partite dal Monte Gambarogno, si sono rapidamente spostate lungo il versante Sud-Ovest della montagna, avvicinandosi pericolosamente al villaggio di Indemini. Ai sei impiegati domenica e lunedì – due SuperPuma dell’esercito e quattro privati – ieri se ne è aggiunto un settimo. Ma soprattutto è arrivata la cavalleria: due Canadair della Protezione Civile italiana. «Questi due aerei ci stanno fornendo un aiuto importante grazie alla maggiore capacità di trasporto di acqua (circa 6.000 litri, ndr) rispetto a quello degli elicotteri (circa 2.300 i SuperPuma e 1.000 gli elicotteri civili ( ndr) » evidenzia Paolo Brusatori, ufficiale capo servizio dei pompieri di Bellinzona, che incontriamo nei pressi della centrale operativa dove vengono coordinati gli interventi di spegnimento. L’autorizzazione all’impiego dei due Canadair è giunta da Roma nel primo pomeriggio. Poco dopo ecco il plauso con un tweet del capo del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi: «Canadair in impiego sopra Indemini, grazie alla cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe e agli ottimi contatti con la Protezione civile e la Prefettura di Varese!», scrive il consigliere di Stato.

«Il villaggio non è in pericolo»
A complicare le operazioni di spegnimento è sempre il forte vento da Nord. «Gli elicotteri hanno comunque potuto volare regolarmente e grazie a ciò siamo riusciti a contenere il propagarsi delle fiamme» rileva ancora Brusatori, spiegando che ieri gli interventi si sono concentrati su due fronti: il primo poco lontano dall’Alpe di Neggia dove ha preso vigore un focolaio; il secondo più a Sud-Ovest, verso il confine con l’Italia, sopra il villaggio di Indemini. «Villaggio che, fino a ora, non è in pericolo» aggiunge l’ufficiale dei pompieri di Bellinzona. L’obiettivo rimane comunque proteggere l’abitato dalle fiamme. Ma anche evitare che un fronte dell’incendio scavalchi il Monte Paglione e scenda verso la sponda sinistra del Verbano. A seconda della situazione che si presenterà dell’alba, oggi si deciderà se far ancora ricorso ai due Canadair.

Patriziato in apprensione
«La speranza è evidentemente che si riesca ad aver presto ragione delle fiamme». Silvano Pedroni, presidente del Patriziato di Indemini, segue con apprensione quanto sta avvenendo sulle pendici del Monte Gambarogno. Anche lui ha dovuto lasciare precauzionalmente la sua abitazione a causa dell’incendio che si estende su circa un ettaro di bosco, per la maggior parte di proprietà del Patriziato. «Una volta spento completamente il rogo si potrà iniziare a fare una valutazione dei danni» prosegue Pedroni. E poi si tratterà di decidere, insieme con la Sezione forestale, quali interventi eseguire per ripristinare il bosco andato in fumo. «Se le fiamme, alla fine, lo avranno divorato in maniera importante, ci vorranno anni affinché tutto ritorni come prima», rileva laconicamente il presidente del Patriziato, secondo il quale sarà essenziale ricostituire il bosco di protezione al di sopra della strada che conduce al villaggio di Indemini.

Attenzione all’acqua potabile
Il sindaco di Gambarogno Gianluigi Della Santa gestisce dal Municipio di Magadino la situazione d’emergenza, in stretto contatto con pompieri e volontari. «Dal punto di vista logistico – spiega – gli otto sfollati dal villaggio di Indemini e frazioni che non hanno trovato una sistemazione da parenti o amici continuano a soggiornare all’ostello di Orgnana. Eccezionalmente, e solo scortato dalla polizia, qualcuno è salito in paese per recuperare alcuni effetti personali». Ieri in mattinata l’avviso di non potabilità dell’acqua sempre nella zona colpita dall’incendio. «È un atto dovuto. Passata l’emergenza incendio, quello dell’approvvigionamento idrico sarà un altro problema», ci dice. Problema che al momento si presenta a Gerra Gambarogno, dove la popolazione è invitata a fare un uso parsimonioso del cosiddetto oro blu. Anche Della Santa ha poi accolto con sollievo l’arrivo dei Canadair dall’Italia. «Speriamo diano un contributo decisivo. Il vento continua a soffiare in quota, ma il lavoro di militi e volontari a terra è essenziale per salvaguardare abitazioni e strada cantonale».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 2 febbraio 2022 del Corriere del Ticino