Violenza domestica, “bisogna fare di più”

Violenza domestica, “bisogna fare di più”

Frida Andreotti, direttrice della Divisione giustizia del DI: “Istituzioni impegnate a combattere questa piaga sociale. Emerge solo il 20-30% dei reati”

Il Consiglio di Stato ticinese presenta oggi (mercoledì) il piano d’azione cantonale contro la violenza domestica. Lo scopo è combattere una piaga sociale che fa registrare numeri ancora troppo alti. La RSI ne ha parlato con Frida Andreotti, direttrice della Divisione giustizia del Dipartimento delle Istituzioni:

Questo piano risponde effettivamente alle aspettative?
“Sì. Quello che fa (e per la prima volta) è esporre una fotografia di tutti gli attori nel settore della violenza domestica attivi nel Canton Ticino”.

In Svizzera ogni due settimane avviene un femminicidio, ogni settimana un tentato femminicidio. I reati denunciati ogni anno sono 20’000, e sono cifre in aumento. Per quanto riguarda il Ticino, la polizia registra ogni giorno, in media, tre interventi per violenza domestica. Sono numeri impressionanti e, tra l’altro, siamo di fronte alla punta dell’iceberg…
“Sì, i reati che emergono sono solo il 20/30%, non solo in Svizzera, ma anche in tanti Stati europei. Questa è la percentuale. E deve essere uno stimolo a fare di più. Proprio per questo è stato ideato il piano d’azione”.

In occasione della recente conferenza nazionale sulla violenza di Berna, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha detto che, con la sola legge, non si possono evitare i reati e la violenza. Servono miglioramenti nelle collaborazioni tra le autorità, nel riconoscimento tempestivo della minaccia e nella sua gestione. Come si riconosce la minaccia?
“La consigliera federale si riferiva al tema della gestione della minaccia, che è anche uno degli assi del Piano d’azione cantonale, è quello che è gestito dagli specialisti, anche la polizia cantonale del Ticino, tramite il gruppo di prevenzione ed educazione, si occupa di seguire i casi di persone pericolose, anche autori di violenza domestica”.

E se invece ci mettiamo nei panni di quelle donne che devono riconoscere la minaccia?
“Mi sento di dire alle donne che vivono il tema della violenza domestica, di non sottovalutare certi segnali, che vengono da parte della persona che hanno accanto. E dico loro anche che le istituzioni ci sono, sono presenti, per ascoltarle, per sostenerle e faremo in modo di farle conoscere ancora più di oggi, grazie anche al piano d’azione cantonale”.

Quanto accaduto recentemente a Solduno ha riaperto diversi interrogativi. La vittima, giovanissima (22 anni), aveva segnalato le minacce e aveva anche detto che era seguita dal suo aggressore. Era stato emesso un ordine restrittivo nei confronti dell’uomo. Dal primo gennaio le autorità potranno decidere di applicare un braccialetto elettronico agli autori di violenza domestica è stalking. Quali sono i limiti e le opportunità di un braccialetto elettronico di questo tipo?
“Allora va subito detto che ci troviamo in ambito civile e non penale. Significa che è una misura per controllare la posizione di una persona, non per evitare che succeda qualcosa. La vittima non è tutelata, perché il braccialetto ha una sorveglianza “non attiva”, la polizia non interviene nell’immediato. Quando suonerà un allarme non interverrà nessuno. Quindi in caso di pericolo questo braccialetto non verrà dato”.

Allora perché non pensare a una situazione attiva, in cui è la donna che aziona il braccialetto elettronico, come avviene in Spagna? Perché non si può introdurre anche da noi?
“Attualmente in Svizzera per legge è possibile solo la sorveglianza passiva. In futuro potrà essere aperta la sorveglianza attiva. A gennaio vi sarà una visita di una delegazione del Dipartimento per la giustizia in Spagna, proprio per valutare il loro sistema. Oggi non è possibile non solo perché non c’è una legge che lo permette, ma anche perché abbiamo sistemi elettronici per l’uso di questo tipo di braccialetto che non lo permettono. Questo non vuol dire che in futuro non si potrà cambiare”.

Secondo uno studio pubblicato un paio di settimane fa e realizzato dall’organizzazione mantello delle Case per donne maltrattate, la metà degli intervistati (circa 3’500) ha detto di non conoscere i consultori presenti sul proprio cantone e il servizio di aiuto alle vittime. Come istituzioni come leggete questo dato? Le strutture ci sono e la gente non le conosce. Manca la comunicazione?
“Dobbiamo fare di più. E con questo piano d’azione, che fa una fotografia di tutti i servizi e gli attori presenti a livello cantonale che lottano contro le violenza domestica, intendiamo procedere con la comunicazione, per fare in modo che le persone sappiano a chi rivolgersi in base alle necessità che hanno. Dobbiamo anche valorizzare tutte le persone che da anni si occupano del tema”.

Io ricordo volentieri che il numero di telefono per il servizio per l’aiuto alle vittime di reati è lo 0800 866 866. Da molto tempo però si chiede che venga istituito un numero a tre cifre, più veloce, immediato e magari che risponda H24. Perché non si fa?
“Si farà, per una decisione presa dal Dipartimento federale di giustizia e polizia, unitamente ai direttori dell’ambito della sanità e socialità e giustizia e polizia. Non si sa ancora quando. Va però detto, a chi ha bisogno, che in ogni Cantone ci sono numeri ad hoc per le vittime che sono a disposizione durante la giornata e la sera, i consultori delle case delle donne, in Ticino “La casa delle donne” e “Casa Armònia”, che forniscono anche una consulenza telefonica, quindi ci sono tante persone a disposizione per ascoltare chi ha bisogno”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Violenza-domestica-bisogna-fare-di-pi%C3%B9-14888889.html 

Da www.rsi.ch/news

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita alla GF Casting Solutions Novazzano SA

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita alla GF Casting Solutions Novazzano SA

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni informa che il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha avviato negli scorsi giorni – con la visita all’azienda GF Casting Solutions Novazzano SA – una serie di incontri volti a conoscere da vicino le aziende presenti sul territorio ticinese attive nella filiera dell’industria della sicurezza, della difesa e dell’aeronautica, e ad approfondire le positive ricadute che il settore della pubblica sicurezza e della difesa hanno per il tessuto economico ticinese.

Il Consigliere di Stato, dopo essersi intrattenuto con il Sig. Amadeo Torrens, Managing Director BU Precision Casting, e alcuni membri della direzione, ha visitato gli impianti produttivi nei quali vengono realizzati, tra i tanti, componenti per le turbine aeronautiche.

L’azienda GF Casting Solutions Novazzano SA, facente parte del Gruppo GF presente in 34 paesi nel mondo con 137 aziende, impiega oltre 600 collaboratori ed è l’unica azienda svizzera a praticare la microfusione di precisione a cera persa. Negli oltre 16’000 metri quadrati di superficie produttiva ubicati in territorio di Novazzano, a fianco di turbine per il settore energetico, vengono in particolare realizzati componenti per turbine destinate all’aviazione sia civile che militare come pure elementi per il settore spaziale.

La visita del Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha potuto quindi testimoniare l’importanza e le positive ricadute che il settore della difesa genera, in maniera indiretta, anche per svariate aziende presenti sul territorio cantonale, come pure l’importanza che queste aziende con sede in Ticino rivestono nel contesto internazionale.   

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Mercoledì 17 novembre si è tenuto il semestrale pomeriggio del Dipartimento delle istituzioni, dedicato all’incontro tra il Direttore del Dipartimento, Norman Gobbi, e i suoi funzionari dirigenti. Due i temi approfonditi: la digitalizzazione all’interno del DI e la relazione con il cittadino.

La giornata dipartimentale, organizzata nella Gottardo Arena di Ambrì, si è aperta con una visita della nuova pista dell’HC Ambrì-Piotta, a cui sono seguiti l’intervento del Direttore generale HCAP SA Nicola Mona e quello del Direttore sportivo della squadra, Paolo Duca. Entrambi hanno posto l’accento sull’importanza dello spirito che contraddistingue la squadra ticinese, ricordando come l’amore e le emozioni legate alla vecchia Valascia continuino ad ardere negli animi dei giocatori e dei tifosi pure nella nuova pista.  

Successivamente, il Direttore Norman Gobbi ha presentato ai funzionari dirigenti la situazione finanziaria del Dipartimento, trattando anche argomenti concernenti le risorse umane. Si è poi soffermato sulle sfide che attendono il Dipartimento nel 2022 e, in questo contesto, ha posto l’accento sul tema della digitalizzazione e del servizio al cittadino.  

Con lo scopo di procedere con la digitalizzazione del Dipartimento, durante la giornata sono stati utilizzati diversi strumenti digitali che hanno facilitato l’interattività tra i presenti. Questa è stata un’opportunità per il Direttore di dimostrare ai funzionari dirigenti la propria volontà e disponibilità a evolvere in questo campo, mostrando nel contempo i vantaggi di una maggiore digitalizzazione del Dipartimento.  

Per quanto concerne invece il tema della relazione con il cittadino hanno preso la parola Monica Rivola, aggiunta al Segretario generale, e Silvia Gada, Caposezione della popolazione. Le relatrici hanno affrontato l’argomento presentando un progetto che prenderà piede nel 2022 e per il quale seguiranno ulteriori informazioni nelle prossime settimane.  

 

Hooliganismo: “Arriva il biglietto nominativo”

Hooliganismo: “Arriva il biglietto nominativo”

La proposta di Norman Gobbi contro la violenza negli stadi approvata dai suoi colleghi della KKJPD

Sono convinto che una delle misure più efficaci contro la violenza negli stadi sia l’introduzione del biglietto d’entrata nominativo”. Un’affermazione del Consigliere di Stato Norman Gobbi contenuta in una recente intervista, che potrebbe diventare presto realtà. “In effetti venerdì a Mendrisio la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (KKJPD) ha deciso all’unanimità dei presenti di chiedere alle autorità autorizzative dei Cantoni e delle Città di introdurre a partire dalla stagione 2022-2023 l’obbligo del biglietto d’entrata con il nominativo di chi lo acquista e si reca allo stadio. Avevo portato mesi fa all’attenzione della KKJPD questa soluzione e sono soddisfatto che i miei colleghi l’abbiano accolta positivamente. Inoltre avevo tematizzato questa problematica anche nel recente incontro del Governo ticinese con la Deputazione a Berna, svoltosi proprio mercoledì scorso”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Il tema della violenza negli stadi si ripropone ciclicamente. Con il ritorno del pubblico, purtroppo sono ritornati anche episodi di violenza e di vandalismo. “Gli ultimi casi a cui abbiamo dovuto assistere si sono verificati in particolare nella città di Zurigo a seguito di una partita di calcio di Super League. Il vaso è colmo e assieme alle altre misure già introdotte adesso potrebbe essere la volta, finalmente, del biglietto nominativo. Un ticket che è conosciuto nei maggiori campionati europei e che ha dimostrato di portare benefici sotto l’aspetto dell’ordine pubblico. Spero che le autorità competenti dei Cantoni e delle Città si allineino a questa richiesta e che siano pronte, a partire dai campionati 2022-2023 di massima divisione di calcio e hockey, a introdurla”, ribadisce Norman Gobbi.

Come detto, la decisione è stata presa nel corso dell’Assemblea della KKJPD a Mendrisio. “Essere riusciti a portare in Ticino dopo 16 anni l’Assemblea plenaria della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia è stata un’ottima occasione, anche perché per la prima volta dopo diversi mesi abbiamo potuto farla in presenza. Inoltre ci ha dato l’opportunità di far giungere a Mendrisio due consiglieri federali, la signora Karin Keller-Sutter e il suo collega Ueli Maurer. I miei colleghi degli altri 25 Cantoni hanno apprezzato molto l’organizzazione e hanno potuto visitare, seppur in modo limitato, alcuni angoli del Mendrisiotto, toccando però anche con mano i problemi legati al traffico, soprattutto di carattere transfrontaliero”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

A breve un piano contro la violenza domestica

A breve un piano contro la violenza domestica

A Mendrisio è in corso la Conferenza cantonale dei direttori di Giustizia e polizia, in Ticino dopo 16 anni. Diversi i temi sul tavolo, tra cui i flussi migratori e la violenza negli stadi
 
Un piano cantonale contro la violenza domestica sarà presentato a breve dai Dipartimenti Istituzioni e Socialità con tutte le misure implementate negli anni per contrastare questa triste deriva della società. È quanto è emerso dalla Conferenza cantonale dei direttori di Giustizia e polizia, che si svolge in questi giorni in Ticino dopo 16 anni. Tanti i temi sul tavolo, dalla violenza domestica, ai flussi migratori, alla violenza negli stadi con un denominatore comune: più collaborazione, soprattutto per quanto riguarda lo scambio di dati.

Violenza domestica
Un tema, quello della violenza in senso ampio, tornato ancora sotto i riflettori dopo il recente dramma di Solduno e per fare il punto a livello svizzero, all’Hotel Coronado è arrivata anche la consigliera federale Karin Keller Sutter. “Abbiamo sottoscritto questa carta d’azione congiunta per trovare delle misure per ridurre questo fenomeno sociale che tocca tutte e tutti in maniera indifferenziata, anche i più piccoli”, ha detto ai microfoni di Ticinonews Norman Gobbi.

Braccialetti con tecnologia GpS
Dal primo gennaio il Ticino, in ambito civile, si doterà di cinque braccialetti elettronici con tecnologia GpS per gli autori di violenza domestica e stalking. Un dispositivo che, tuttavia, permette di controllare solo a posteriori eventuali infrazioni, come del resto sancito dal legislatore federale. Proprio con la consigliera federale Karin Keller Sutter si sta discutendo di un potenziale controllo 24h/24h. “È la grande sfida, come Conferenza andremo in Spagna per verificare il sistema spagnolo che parrebbe essere uno dei più efficaci”, sottolinea Gobbi. Il braccialetto spagnolo permetterebbe infatti alla potenziale vittima di allertare in tempo reale la polizia qualora si sentisse in pericolo. Ma questa è appunto musica del futuro.
‘Il Cantone ci sarà, ma vuole un Comune forte’

‘Il Cantone ci sarà, ma vuole un Comune forte’

Per Norman Gobbi l’aggregazione permetterà di far fronte ai crescenti bisogni dei cittadini

Posizioni chiare quelle ribadite durante l’ultima serata informativa in vista della votazione consultiva popolare per l’aggregazione della Bassa Leventina. Unitamente al Consigliere di Stato Norman Gobbi, lunedì sera i quattro sindaci si sono dati appuntamento per fornire alla popolazione ulteriori spunti di riflessione per il voto del 13 febbraio che indirizzerebbe la bassa valle verso un unico ente locale di 2’900 abitanti denominato Sassi Grossi.
Il no di Pollegio: ‘Dovremmo guardare oltre’. In una gremita palestra Fantin di Giornico la parola è passata subito ai sindaci per una rapida presentazione della posizione dei Municipi. «Il Municipio e il Consiglio comunale di Pollegio hanno detto no all’aggregazione perché non sono stati convinti dal rapporto della commissione di studio. Noi tutti, per l’interesse dell’intera regione, dovremmo guardare oltre e porci obiettivi ben più ampi, ragionare in termini di policentri. Con un comune di 3’000 abitanti è impossibile raggiungere gli obiettivi individuati da questo studio aggregativo», ha affermato il sindaco di Pollegio Igor Righini lasciando intendere che la volontà di Pollegio sarebbe eventualmente quella di allargare il discorso a Biasca, ma senza passare prima da un’aggregazione ‘intermedia’. «Non stiamo voltando le spalle alla Bassa Leventina, ma occorre guardare il territorio dall’alto e saperlo riconoscere. A me pare sbagliato non essere capaci di sintetizzare l’area industriale di Bodio-Giornico e unirla a quella di Biasca, fare un tutt’uno con un modello politico che sia anche in sintonia con la pianificazione del territorio cantonale», ha sottolineato Righini, contrario dunque a un’eventuale prima aggregazione della bassa valle per poi tendere la mano a Biasca. «Le infrastrutture e i centri d’interesse stanno tutti lì dove non si vuole guardare. Ritengo che in un contesto aggregativo, per quanto riguarda Pollegio non si possa fingere e volgere solo lo sguardo su quelli che sono i confini distrettuali negando le realtà e le infrastrutture territoriali». Diverso il parere degli altri sindaci. A Personico, dove l’esecutivo è favorevole al contrario del Consiglio comunale, «si tratta di capire se si vogliono cogliere delle opportunità oppure andare avanti da soli sapendo però che sarà sempre più difficile: penso alla necessità di risorse economiche e umane e al peso di un comune di 350 abitanti che, senza fusione, continuerà a essere tale – ha sottolineato il sindaco Emilio Cristina –. In futuro è evidente che l’unione farà la forza e dobbiamo quindi affrontarlo con una realtà più allargata. A Personico dobbiamo trovare opportunità fuori dal nostro perimetro, come ad esempio la zona industriale, l’area di servizio e altri progetti di entità regionale e non comunale». «Abbiamo una zona industriale che già oggi conta 500 dipendenti, un importante indotto fiscale e tanti progetti che stanno nascendo. La scelta sta nel continuare a gestirla sul territorio di tre Comuni, con tutte le debolezze e i problemi del caso, oppure creare un’entità comunale forte che possa scrivere un nuovo capitolo della zona industriale e ricavare le risorse affinché il nuovo ente unico possa marciare e funzionare», ha dal canto suo affermato Stefano Imelli, sindaco di Bodio dove Municipio e Cc sono favorevoli all’aggregazione. Anche il sindaco di Giornico Rosolino Bellotti (Municipio e Cc favorevoli) ha fatto leva sulla collaborazione già instaurata in particolare con Bodio e Personico. «Ciò che ci ha permesso di portare avanti quei dossier molto importanti che daranno sviluppo alla regione nei prossimi anni. Solo unendo le forze potremo ottenere qualcosa, altrimenti non riusciremo mai ad avere un peso politico a livello cantonale. Invito a considerare l’aggregazione come qualcosa che porterà un miglioramento, in particolare ottimizzando i servizi».

‘Cogliere le potenzialità’
È poi stato il turno del Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di) Norman Gobbi: «Per la bassa valle le sfide sono quelle che conosciamo, a cominciare dall’evoluzione della popolazione che registra una forte emorragia dal 1995. Questo trend negativo significa che le potenzialità devono essere colte per valorizzare insieme e in maniera coordinata quanto è presente sul territorio. Nell’ambito scolastico e della formazione, per esempio, è importante garantire prossimità in tutti i quattro Comuni. Ma soprattutto c’è il tema del potenziamento dei servizi: la popolazione ha sempre maggiori richieste, pensiamo ad esempio agli asili nido per i quali il ruolo dei Comuni è accresciuto. Ci sono poi le risorse fiscali: se a livello cantonale sono comunque cresciute nel tempo, nella Bassa Leventina si sono un po’ stabilizzate. E quindi è importante capire che il potenziale di sviluppo va valorizzato anche attraverso un’aggregazione». In caso di ‘no’ in uno o più Comuni in occasione della votazione consultiva, «il Cantone sarà aperto al dialogo per trovare soluzioni che convengano a tutti».

‘Sostegno all’area di servizio non scontato’
«Viviamo in una regione economicamente disastrata», ha attaccato l’ex sindaco di Personico Ambrogio Bontadelli auspicando «con una certa ansia l’intervento dello Stato per porre rimedio alle diseguaglianze sempre più palesi in Ticino». Negli ultimi decenni il Cantone ha peccato di sostegno nei confronti della Bassa Leventina? «Lo Stato è presente, visto che i Comuni qui beneficiano sempre e comunque, anche domani, dell’aiuto e della solidarietà del Cantone e dei Comuni paganti nell’ambito della perequazione finanziaria. Questo punto è purtroppo sottovalutato. Perciò, attenzione a parlare di disparità», ha replicato Gobbi. Lo stesso Bontadelli ha espresso l’auspicio che giunga una buona notizia dal Consiglio di Stato sul contributo di 9 milioni (su un investimento totale di 12 milioni) che l’Area di servizio Sassi Grossi Sa fondata dai Comuni di Bodio, Giornico e Personico ha chiesto alle casse cantonali per realizzare il progetto denominato Green Station Ticino. Un contributo, ha avvertito Gobbi, non proprio scontato. «Pregevole e stimolante il progetto della Green Station, ma il CdS deve capire su quali basi legali può muoversi e valutare i reali rischi per il Cantone, che comunque incassa milioni dalle concessioni. Cantone che deve garantire una parità di trattamento a tutte le Sa. Credo che sia veramente importante capire che il tutto dovrà essere valutato attentamente per non creare un precedente». Dal governo, ricordiamo, la Sa aspetta una risposta entro Natale.
‘Divisi non si migliora’ Rispondendo ad altri dubbi sul sostegno del Cantone alla regione negli ultimi anni, Gobbi ha poi sottolineato che l’impegno «non è limitato alla perequazione, ma è continuo». Chiara allusione ai «5 milioni stanziati dal Cantone per permettere alla Tensol Rail di spostarsi da Piotta a Giornico, permettendo così alla Bassa Leventina di avere un’azienda che esporta prodotti in tutto il mondo». Ha poi ricordato che «senza risanamento della zona inquinata industriale necessario a realizzare il Centro di controllo veicoli pesanti, non ci sarebbe stato un miglioramento territoriale, ambientale e anche di mobilità in questa regione. Il Cantone – ha concluso Gobbi – non smobilita, ma stimola ed è stimolato dai nuovi Comuni. Il Cantone c’è e ci sarà, ma soprattutto vuole enti locali più forti in risposta ai bisogni crescenti: per gestire progetti, le richieste dei cittadini e creare opportunità. Se la bassa valle resta divisa, le cose non miglioreranno». Per Sassi Grossi il Cantone prevede un contributo di 5,4 milioni, di cui 2 per investimenti strategici, con la possibilità di sostenerne altri. «Come per la pista del ghiaccio di Faido: non era evidente ma si è trovata una soluzione».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 17 novembre 2021 de La Regione

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«Un potenziale da sfruttare grazie all’aggregazione»

BASSA LEVENTINA / Il consigliere di Stato Norman Gobbi assicura l’impegno del Cantone nel favorire lo sviluppo del Comune di Sassi Grossi – Favorevoli e contrari all’unione tra Pollegio, Personico, Bodio e Giornico a confronto nell’ultima serata pubblica prima della votazione consultiva del 13 febbraio

Riuscire ad elaborare, e poi realizzare, progetti di sviluppo diversi che da soli i singoli Comuni non sarebbero in grado di condurre in porto. Questo è, secondo Roland David, il valore aggiunto di un’aggregazione. L’ex sindaco di Faido ha illustrato l’esempio virtuoso della media Leventina con tutto quanto si è riusciti a concretizzare grazie all’unione a tappe di dodici Comuni, dal rilancio della stazione turistica di Carì alla copertura della pista di pattinaggio, senza dimenticare lo sviluppo della Cooperativa elettrica. Lo ha fatto lunedì durante la serata conclusiva in vista della votazione consultiva del 13 febbraio prossimo quando i cittadini di Pollegio, Personico, Bodio e Giornico dovranno esprimersi sul matrimonio fra i quattro Comuni della bassa valle. Un matrimonio che s’ha da fare, hanno ribadito con forza i sindaci Emilio Cristina (Personico), Stefano Imelli (Bodio) e Rosolino Bellotti (Giornico), proprio per tendere agli obiettivi che la media Leventina è stata in grado di centrare in termini di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro. Di tutt’altro avviso il loro omologo di Pollegio Igor Righini, il quale ha ancora una volta sostenuto che per raggiungere gli obiettivi di sviluppo riportati nello studio aggregativo è necessario pensare ad un Comune su un territorio più ampio: l’ideale sarebbe un’entità unica che raggruppi l’intera regione delle Tre Valli. Ma in questo senso, hanno obiettato gli altri oratori ed anche alcuni cittadini intervenuti durante la serata andata in scena in una palestra di Giornico gremita malgrado la concomitanza della partita di calcio della nazionale rossocrociata, la nascita del Comune Sassi Grossi può essere vista come un primo passo. Un primo passo che secondo Righini, rischierebbe però di vanificare per almeno 15-20 anni ogni possibilità di compierne altri. Insomma, niente di nuovo sotto il sole: le posizioni già espresse nelle precedenti serate pubbliche sono state confermate anche lunedì a Giornico.

Zona industriale importante
Quali sono, dunque, i progetti di sviluppo della bassa Leventina che potrebbero trovare concretizzazione grazie all’aggregazione? Li ha rammentati il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Ad iniziare dal nuovo svincolo autostradale legato al Centro di controllo dei veicoli pesanti che consentirà l’accesso diretto all’area industriale. Quest’ultima, ha dal canto suo rammentato Imelli, è viva: offre 500 posti di lavoro e in vista vi sono investimenti milionari per svilupparla ulteriormente. Un processo, questo, che sarà più facile favorire grazie all’aggregazione, ha rimarcato il sindaco di Bodio. Per riuscire davvero ad invertire la tendenza, ha obiettato dalla sala l’ex sindaco di Personico Ambrogio Bontadelli, occorre un maggiore impegno del Cantone che in bassa Leventina è stato latitante, ad esempio quanto si era rivendicata la sede delle nuove Officine FFS all’ex Monteforno.

Chiesto l’esame di riparazione
Cantone, ha aggiunto Bontadelli, che è ora chiamato ad un esame di riparazione concedendo l’aiuto di 9 milioni di franchi (5 a fondo perso e 4 di prestito) chiesto dalla società anonima che Bodio, Giornico e Personico hanno costituito per realizzare l’area di servizio autostradale Green Station Ticino (vedi CdT dell’11 novembre). Il Cantone è presente e lo sarà anche in futuro, gli ha risposto Gobbi rammentando i contributi perequativi versati ai Comuni della bassa Leventina ed agli altri progetti (il Centro di controllo dei veicoli pesanti o la riconversione dell’ex Infocentro AlpTransit, per non citarne che due). E in caso di aggregazione, per il nuovo Comune di Sassi Grossi è previsto un contributo finanziario di 5,4 milioni, 2 dei quali da destinare ad investimenti strategici. Altri fondi potranno comunque essere versati a sostegno di progetti puntuali.

Green Station, aiuto da valutare
Pur definendolo un progetto pregevole e strategico, Gobbi ha poi evidenziato che l’eventuale sostegno finanziario del Cantone per la realizzazione della Green Station Ticino andrà valutato attentamente. Non va infatti dimenticato che per la gestione delle altre aree di servizio autostradale vengono attribuite delle concessioni milionarie in favore dello Stato.
Conclusa anche l’ultima serata informativa, ora la palla passa ai cittadini di Pollegio, Personico, Bodio e Giornico che il prossimo 13 febbraio diranno se il matrimonio a quattro s’ha da fare.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 17 novembre 2021 del Corriere del Ticino

 

Digitalizzazione della giustizia

Digitalizzazione della giustizia

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha presentato oggi in conferenza stampa un aggiornamento relativo alla digitalizzazione della Giustizia, in cui s’inserisce il Messaggio licenziato dal Consiglio di Stato il 10 novembre 2021 concernente la digitalizzazione del settore notarile. Un progetto teso a migliorare il servizio al cittadino e all’economia grazie alla creazione della filiera notarile digitale.

Il Programma di legislatura del Consiglio di Stato 2019-2023 fissa nell’ambito dei rapporti con la cittadinanza e le Istituzioni l’obiettivo di migliorare i servizi e le prestazioni dell’Amministrazione cantonale attraverso strumenti digitali di governo elettronico (e-government). La digitalizzazione della società e delle istituzioni è quindi al centro degli approfondimenti del Governo e in particolare del Dipartimento delle istituzioni, con riferimento alla digitalizzazione della Giustizia.

La digitalizzazione della Giustizia sta infatti vivendo una forte accelerazione con il progetto nazionale “Justitia 4.0” (www.justitia40.ch/it/), volto a digitalizzare la Giustizia svizzera per renderla più efficiente e vicina ai cittadini. La Giustizia digitale, la cui entrata in vigore è prevista nel 2026-2027, poggia concretamente sull’introduzione degli atti giudiziari elettronici e del dossier giudiziario elettronico, con un accesso e scambi sicuri con le Autorità giudiziarie attraverso il nuovo portale svizzero “Justitia.Swiss”. Il progetto nazionale coinvolge diversi attori sul piano federale e cantonale stimati in 25’000 persone (Tribunali, Ministeri pubblici, Avvocati, Autorità di esecuzione pene e misure, ecc.), con il Canton Ticino che è presente e attivo nel progetto con i suoi rappresentanti.

Nel contesto della digitalizzazione della Giustizia, il Dipartimento delle istituzioni ha presentato oggi la digitalizzazione del settore notarile, oggetto di un Messaggio governativo licenziato dal Consiglio di Stato il 10 novembre 2021. La digitalizzazione del settore notarile prevede nello specifico l’introduzione dell’autentica elettronica di firma e della certificazione elettronica di una copia di un documento, l’allestimento di copie autentiche in forma elettronica certificata e la realizzazione dell’archivio notarile elettronico con conseguente archiviazione digitale degli atti. Un progetto teso a migliorare il servizio al cittadino e all’economia grazie alla creazione della filiera notarile digitale, con la sinergia tra l’Amministrazione cantonale e i notai, che costituisce un punto di partenza per ulteriori sviluppi della digitalizzazione nel settore.

L’obiettivo che deve guidare la digitalizzazione delle Istituzioni è quello di migliorare il servizio dello Stato nei confronti dei cittadini, delle imprese e della società civile. Un obiettivo fatto proprio dal Dipartimento delle istituzioni nell’ambito della digitalizzazione della Giustizia e del settore notarile, in modo da avvicinare le Istituzioni alla cittadinanza. 

Donne in grigioverde: “Opportunità da cogliere”

Donne in grigioverde: “Opportunità da cogliere”

“Il Ticino primo della classe con l’8% delle 18enni alle giornate d’informazione”

Tra le sfide che il nuovo capo dell’Esercito Thomas Süssli si trova ad affrontare vi è quella di fronteggiare e arginare il calo degli effettivi. “È una preoccupazione che viviamo da alcuni anni – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni – in cui constatiamo come i giovani, dopo la scuola reclute, non vogliono più impegnarsi per i sei corsi di ripetizioni, da svolgere sull’arco di 10 anni. Proprio a Lugano nella sua visita in Ticino Süssli ha indicato una possibile soluzione a questo problema, ossia l’interesse crescente per il grigioverde da parte delle donne. E il Ticino in questo contesto è uno dei Cantoni in cui si sta facendo di più per motivare le ragazze verso un possibile reclutamento”.

Intervistato dalla RSI il capo dell’Esercito ha evidenziato in modo positivo il dato ticinese di giovani donne che si presentano alle giornate informative, aperte a tutti i 18enni. “Siamo a una soglia dell’8 per cento di ragazze che partecipano alle giornate informative e questa cifra è più alta rispetto a molti altri Cantoni. Poi non tutte decidono di arruolarsi, ma l’interesse c’è. Uno degli obiettivi del mio Dipartimento e in particolare della Sezione del militare e della protezione della popolazione è quello di incrementare ancora maggiormente l’interesse verso il grigioverde da parte delle ragazze. Faremo azioni di sensibilizzazione mirate, affinché la scuola reclute possa essere vista come una opportunità anche dalle donne. Oggi abbiamo la fortuna di avere alcune “testimonial” di assoluto valore, come la donna pilota di jet da combattimento. Senza dimenticare che una donna ha raggiunto il grado di divisionaria e un’altra quello di comandante di battaglione. L’obiettivo dell’Esercito è quello di avere entro il 2030 il 10 per cento di donne nell’Esercito. È un’asticella ambiziosa. Per questo in Ticino ci impegneremo per fare la nostra parte e contribuire a raggiungere questo traguardo”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“L’Esercito oggi è una struttura moderna che offre molte opportunità anche di formazione, con corsi che possono essere validati con crediti per le università. L’Esercito può offrire pari opportunità uomo-donna, in un contesto sociale sempre in trasformazione e che manifesta un crescente bisogno di sicurezza. Per questo sono sicuro che il ruolo della donna sarà sempre più una ricchezza nel contesto militare nazionale e internazionale”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  

Il Tribunale federale respinge i ricorsi contro il credito votato dal Gran Consiglio per l’acquisto dei terreni alla “Saleggina”  

Il Tribunale federale respinge i ricorsi contro il credito votato dal Gran Consiglio per l’acquisto dei terreni alla “Saleggina”  

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni accoglie con soddisfazione la sentenza del Tribunale federale, con la quale respinge i ricorsi dell’Unione Contadini Ticinesi e di un privato contro la decisione del Gran Consiglio, che in data 12 aprile 2021 aveva accolto favorevolmente il messaggio sull’acquisto di fondi alla “Saleggina” di Bellinzona, stanziando un credito complessivo di 16 milioni e 60 mila franchi.

Il Tribunale federale si è espresso con sentenza del 28 ottobre scorso, dopo che già il Tribunale cantonale amministrativo il 14 giugno aveva dichiarato irricevibili i ricorsi. Ricordiamo che il credito votato dal Gran Consiglio servirà per la progettazione di un nuovo comparto dell’Ospedale regionale di Bellinzona; permetterà inoltre di realizzare la sistemazione idraulica e la rivitalizzazione integrale del fiume Ticino, nonché l’acquisto dell’Infocentro di Pollegio. Le opposizioni facevano riferimento a un presunto torto nei confronti del contadino a cui Armasuisse aveva dato in passato in gestioni alcuni terreni alla “Saleggina”. Questa decisione permetterà a breve di concludere il contratto di compravendita tra il Canton Ticino e armasuisse Immobili SA in rapporto ai terreni alla “Saleggina” e proseguire gli importanti lavori decisi dal Gran Consiglio nella primavera scorsa.   

Finanziamento mediante emolumenti nel 2019: la Sezione della circolazione precisa

Finanziamento mediante emolumenti nel 2019: la Sezione della circolazione precisa

Comunicato stampa

In riferimento alla documentazione divulgata dall’Amministrazione federale delle finanze (AFF) relativa al finanziamento mediante emolumenti nel 2019 dei servizi pubblici, la Sezione della circolazione contesta l’indice di finanziamento (184%) mediante emolumenti (cioè l’importo pagato dagli utenti per una prestazione) divulgato dal citato studio, poiché non tiene conto del volume d’attività (in particolare le aste online) e dei costi di gestione inferiori che andrebbero ritenuti nel calcolo. Inoltre, la Sezione della circolazione conferma che le tasse per prestazioni sono competitive e spesso più basse rispetto agli altri Cantoni.

Al proposito va innanzitutto precisato che già lo studio dell’AFF rende attenti sul fatto che l’allestimento di questo indice si basa su dati parziali e incompleti, come pure che la soglia del 100 per cento non può essere considerata come un valore assoluto a causa di diverse difficoltà metodologiche nella costruzione dell’indice. In particolare, poiché non vi è un’unitarietà di regole di contabilizzazione tra i diversi uffici cantonali della circolazione stradale, risulta inopportuno effettuare una comparazione dei dati tra i vari Cantoni.
Lo stesso studio porta quale esempio le aste per le targhe, le quali pur non essendo degli emolumenti vengono comunque calcolate nelle entrate. Nel nostro Cantone la vendita di targhe online ha un notevole successo e grazie a un’attenta gestione permette di incassare cifre importanti a fronte di costi limitati e senza la necessità di personale aggiuntivo. Questo provoca una sensibile distorsione dell’indice degli emolumenti. Oltre alla citata asta per le targhe, per quanto concerne il Canton Ticino si segnala ad esempio che per l’accertamento delle infrazioni segnalate dalla Polizia cantonale non vengono conteggiati i costi mentre figurano per contro le entrate per tasse e spese.

Tasse ed emolumenti: in Ticino tariffe allineate ad altri Cantoni
La Sezione della circolazione, nell’ottica del costante miglioramento del servizio all’utente, effettua regolarmente un’analisi delle tariffe applicate dagli altri Cantoni per l’espletamento delle pratiche, confrontandole con le proprie. In questo senso, da un’analisi delle 14 principali pratiche richieste dagli utenti, è emerso che le tariffe applicate in Canton Ticino sono allineate, e spesso anche inferiori, a quelle degli altri Cantoni.
A titolo di paragone, sono state confrontate le tasse applicate in Cantoni limitrofi, che gestiscono un sistema di asta targhe e che secondo lo studio riportano indici più prossimi al 100%: Grigioni (140%), Vallese (135%) e Zugo (101%). Le citate 14 pratiche risultano essere nella gran parte dei casi più economiche in Ticino rispetto ai citati Cantoni, spesso anche in modo marcato. Per fare un esempio, la rimessa in vigore di una targa depositata è fatturata 15.- dalla Sezione della circolazione ticinese, che diventano 35.- a Zugo, 30.- in Vallese e 20.- nei Grigioni.
Da questa analisi emerge inoltre in modo chiaro che la differenza rispetto ad altri Cantoni risiede nei costi di gestione inferiori in Ticino. Il tasso elevato di copertura dei costi, benché parziale e non completo come ha specificato lo studio, non significa quindi che le tasse applicate per le prestazioni dalla Sezione della circolazione siano sproporzionate; tutt’altro: sono frutto di un’attenta gestione delle risorse impiegate.