Lotta alla criminalità: “Raggiunti ottimi risultati”

Lotta alla criminalità: “Raggiunti ottimi risultati”

Norman Gobbi ha incontrato gli agenti al termine di questo 2021

Anche il 2021 sta ormai andando agli archivi. Con questa nuova recrudescenza della pandemia però i mesi sembrano troppo simili tra loro e si passa da periodi più tranquilli a momenti in cui siamo confrontati con paure – spesso agitate ad arte – e preoccupazioni per la nostra salute. E a proposito di salute: come sta la Polizia cantonale? “In una battuta potrei rispondere: sta bene! In effetti – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – il bilancio che si può trarre alla fine di quest’anno è positivo. Non dimentichiamo che gli agenti anche quest’anno hanno dovuto accompagnare le ticinesi e i ticinesi in questo percorso a ostacoli imposto dal Covid-19 (e relative misure prese dal Consiglio federale). Ma nello stesso tempo hanno assicurato la nostra sicurezza. Ritengo che il bilancio sull’attività della Polizia cantonale sia più che positivo. Guardiamo anche solo agli ultimi successi in ordine cronologico: proprio l’altro giorno, venerdì, grazie a una minuziosa inchiesta sono stati arrestati 4 pericolosi criminali, alcuni dei quali già noti alle autorità e già autori di rapine. In questo caso è stato possibile sventare un altro atto criminale. Nell’auto sequestrata vi erano anche armi, che non sarebbero state utilizzate sicuramente per una battuta di caccia… Due settimane fa sono finiti dietro le sbarre 8 membri di una gang attiva nel traffico di stupefacenti. Si tratta di albanesi, italiani e anche due svizzeri che trafficavano droga tra l’Albania, l’Italia e la piazza ticinese. Risultati di non poco conto. Sommati a molte altre inchieste concluse positivamente dimostrano un’azione di contrasto al crimine di ottimo livello”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Giovedì si è svolta la tradizionale cerimonia di fine anno a Bellinzona, in cui il capo del Dipartimento ha potuto incontrare il Corpo della Polizia. “È un momento significativo quello che si svolge nel mese di dicembre. Incontrare personalmente un buon numero di agenti permette di mantenere un contatto diretto per poter anche motivare la truppa da un lato e ringraziarla per il lavoro dall’altro. Mi piace allora qui sottolineare l’encomio ricevuto da 4 agenti della “Stradale”, che lo scorso anno sull’autostrada A2 nei pressi di Camorino, “dimostrando alto senso del dovere, spirito di Corpo nonché coraggio, hanno messo in atto in collaborazione con due pattuglie e anche a rischio della propria vita, tutte le misure possibili per fermare una vettura in contromano evitando di fatto una tragedia”. Si tratta del sgtc Matteo Settimo, del cpl Ivan Damini e dei gendarmi Niccolò Giugni e Andrea Villani. A loro e a tutti i loro colleghi dico quindi grazie per il lavoro svolto, spronandoli a dare sempre il meglio per garantire al Ticino e alla sua popolazione la massima sicurezza. Un bene essenziale per lo sviluppo e il benessere della nostra società”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Comunicato stampa

Continuano le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. All’ordine del giorno degli appuntamenti con i Municipi di Maggia, Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio il tema delle aggregazioni, la missione del Comune e le iniziative che gli enti locali portano avanti per accrescere la qualità di vita dei propri cittadini. Iniziata nel 2018 a Stabio, la quarta serie di incontri proseguirà il 13 di gennaio del 2022 con alcuni Comuni del comprensorio del Medio Malcantone.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettore comunale Nicola Rossetti e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato alcuni Municipi dell’Alta Vallemaggia.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a specificare ancora una volta che gli incontri con i Comuni «costituiscono un momento privilegiato perché permettono di conoscere di persona i Municipi che sono chiamati a garantire il ruolo di prossimità con la cittadinanza soprattutto laddove si sono insediate di recente le nuove compagini municipali. In quest’ottica si intende rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni, partendo da un dialogo diretto e trasparente».
Dal canto suo Marzio Della Santa ha ricordato che «i progetti che la Sezione degli enti locali sta portando avanti possono essere arricchiti dagli spunti e dalle riflessioni che scaturiscono da questi incontri e che quindi non sono assolutamente un esercizio di stile».
Durante il primo degli incontri, quello con il Comune di Maggia, il nuovo Municipio ha illustrato le idee sul tavolo per coinvolgere la cittadinanza nei progetti comunali: prossimamente inviteranno la popolazione a una serie di serate informative con l’obiettivo di aggiornare tutti i cittadini sui progetti che si intendono realizzare. Inoltre, il Municipio ha manifestato l’interesse a conoscere i dettagli del progetto di Buon governo portato avanti dalla Sezione degli enti locali e in questo senso sarà organizzato un incontro conoscitivo nei prossimi mesi.
Il Comune di Cevio ha segnalato invece la difficoltà a trovare persone che si mettano a disposizione per assumere una carica pubblica. Il Consigliere di Stato ha anticipato che nella revisione della Legge organica comunale si intende proporre una modifica per incentivare, anche dal punto di vista finanziario, la partecipazione attiva soprattutto nelle realtà periferiche.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha salutato positivamente le iniziative nate dai Comuni per incentivare la cittadinanza a partecipare alle decisioni degli enti locali. Progetti che si inseriscono in maniera naturale nei cantieri che il Dipartimento delle istituzioni sta promuovendo per ridefinire le modalità di funzionamento del Comune.
La visita è proseguita nel pomeriggio con una riunione nella quale sono stati invitati gli Esecutivi di Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio: l’accento è stato messo sul tema delle aggregazioni che nel caso del comprensorio sono una vera e propria necessità. Nel mese di settembre del 2019 il Consiglio di Stato, dando seguito alla richiesta dei comuni, aveva infatti deciso di sospendere il progetto di aggregazione dei Comuni della Val Rovana con Cevio e attendere le elezioni comunali per capire se esistessero le condizioni favorevoli per riprendere il tema. Dopo una franca discussione durante la quale tutti i Municipi presenti hanno potuto dire la loro sul progetto aggregativo, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha chiesto ai Comuni presenti di esplicitare per iscritto se intendono o meno aderire al progetto aggregativo. Un nuovo incontro sarà pianificato nei prossimi mesi.

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

“Per stare bene insieme restiamo uniti”

L’appello del Consigliere di Stato Norman Gobbi

“Se ti sei vaccinata/o, oppure hai deciso di non farlo, ricorda: per stare bene insieme è importante continuare a rispettarsi. Restiamo uniti. Firmato: Norman Gobbi”. È questo il testo di un video messaggio che il Consigliere di Stato ha trasmesso attraverso i suoi canali social subito dopo l’esito della votazione federale di domenica scorsa sulla Legge COVID. “Abbiamo avuto la fortuna come svizzeri di esprimerci sulla legge COVID. In nessun altro Stato i cittadini hanno potuto dire la loro sulla politica adottata da Governi e parlamenti per affrontare la pandemia” – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “La nostra democrazia diretta è un grande valore, anche perché il dibattito pubblico che precede ogni votazione fa emergere gli elementi di criticità che vive la nostra società, non lasciandoli quindi nascosti e latenti, pronti magari a scoppiare. Sappiamo che sempre di più vi è il pericolo di una forte spaccatura sociale a causa di una differente visione e interpretazione della parola “libertà”. A mio giudizio è indispensabile fare di tutto affinché queste diverse posizioni non si scontrino. È il messaggio che ho voluto veicolare con il video. Dobbiamo continuare a rispettarci. A rimanere uniti al di là delle idee diverse che ognuno può legittimamente manifestare”.
“Prima della votazione – prosegue il Consigliere di Stato Norman Gobbi – abbiamo assistito a un’escalation delle contrapposizioni. Il post voto è ancora difficile da interpretare a livello sociale, soprattutto perché condizionato da una nuova avanzata dei contagi. Ecco, in considerazione di tutto ciò l’appello che ho lanciato a voler “rimanere uniti” vale ancora di più. È un messaggio rivolto a tutti, indipendentemente dalle convinzioni personali”.
Il Consiglio federale venerdì ha deciso di introdurre nuovamente delle limitazioni. “Il Consiglio di Stato ticinese nella consultazione (24 ore per rispondere! ndr) è stato molto critico. Sono state avanzate misure, come quella dell’obbligo del certificato Covid per le cene di famiglia con più di 11 persone, che lasciano il tempo che trovano… Lo scopo principale – al di là di evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere, che fortunatamente il Ticino non sta ancora conoscendo – deve essere quello di scongiurare un secondo lockdown. Non saremmo in grado di sopportarlo, se non con sacrifici che incideranno in modo irreversibile sulla società. E non sto pensando ai danni economici, che di sicuro ci saranno. Sto pensando in particolare alle conseguenze psicologiche per tutti noi, ma soprattutto per le giovani generazioni. I nostri ragazzi ripiomberebbero in una condizione di isolamento. E ciò è estremamente dannoso per il loro sviluppo. Una gioventù che ha già “bruciato” possibilità di aggregazione e di incontri, di praticare sport, di lezioni in presenza e quant’altro negli ultimi due anni. Un nuovo isolamento sarebbe, come detto, davvero molto dannoso”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Comunicato stampa

Dopo la pausa dettata dall’emergenza sanitaria, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ripreso le visite nei Comuni. All’ordine del giorno del quarto ciclo di incontri vi sono i principali cantieri che toccano gli enti locali da vicino: il funzionamento del Comune, con un chiaro riferimento al buon governo, le aggregazioni e la riforma dei compiti e dei flussi finanziari. Nella prima giornata sono stati incontrati i Municipi di Brusino Arsizio, Riva San Vitale e Arogno.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’Ispettore comunale Alan Lancetti ha ripreso martedì 30 novembre 2021 la serie di incontri con i Comuni ticinesi dando appuntamento ai Municipi di Brusino Arsizio, Riva San Vitale e Arogno.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha evidenziato in apertura di tutti e tre i momenti che l’obiettivo di queste giornate è quello di “rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni partendo da un dialogo diretto e trasparente e l’inizio della nuova legislatura comunale è un momento propizio per farlo, instaurando da subito un rapporto di fiducia con le nuove compagini municipali”.
Marzio Della Santa ha da parte sua sottolineato che “gli incontri con i Comuni sono un tassello dei tanti progetti in cantiere che consentiranno di definire insieme agli enti locali il ruolo e la missione del Comune di domani”.
Nel corso del primo incontro, il Municipio di Brusino ha posto l’accento sulla propria autonomia comunale che consente loro di garantire una buona qualità di vita residenziale ai propri cittadini.
Il Municipio di Riva San Vitale ha in seguito evidenziato l’ottima rete di associazioni presente sul proprio territorio che assicura vitalità al Comune. Inoltre, una delle caratteristiche del borgo sul lago è anche l’interesse della cittadinanza a partecipare alla vita istituzionale del Comune.
Infine, il Municipio di Arogno ha riconosciuto l’importanza di stimolare i propri cittadini coinvolgendoli attivamente sui temi istituzionali: grazie a una cittadinanza attiva e partecipe i progetti comunali vengono percepiti positivamente e compresi, quindi anche accettati.
La visita del Consigliere di Stato è stata salutata con entusiasmo da tutti e tre gli Esecutivi che in particolare hanno apprezzato il dialogo franco e diretto che si è instaurato in un clima disteso e informale sottolineando l’apprezzata vicinanza del Cantone ai Comuni nel corso dell’emergenza sanitaria.
Le visite proseguiranno lunedì 6 dicembre 2021 quando in agenda sono previsti gli appuntamenti con i Municipi di Maggia, di Cevio e della Val Rovana.

Il braccialetto elettronico? Lo paga (anche) lo stalker

Il braccialetto elettronico? Lo paga (anche) lo stalker

Messaggio e Regolamento in vista del 1º gennaio

Anche il fatto di dover pagare parte delle spese legate al braccialetto elettronico che si indossa su disposizione del giudice potrebbe essere un deterrente e indurre quindi al rispetto del divieto di avvicinare la potenziale vittima o di accedere a un determinato luogo. “L’autore della lesione è tenuto a sostenere le spese per l’esecuzione della sorveglianza elettronica”, recita infatti uno dei capoversi del nuovo articolo della legge cantonale di applicazione del Codice civile svizzero. È l’articolo confezionato dal Consiglio di Stato – e che ora sottopone all’approvazione del parlamento – per implementare in Ticino la norma del Codice che dal prossimo 1º gennaio, quando entrerà in vigore sul piano federale, permetterà di applicare allo stalker il braccialetto elettronico e ciò per rafforzare la protezione di chi è bersaglio di minacce e molestie. Il citato capoverso, scrive il governo nel messaggio varato di recente all’indirizzo del Gran Consiglio, “riprende il tenore del nuovo articolo 28c” del Codice civile, “sancendo a livello cantonale l’obbligo al contributo alle spese per la sorveglianza elettronica da parte dell’autore della lesione”. Questo poiché “si ritiene giustificato che l’autore si assuma i costi per l’esecuzione di una misura resa necessaria a seguito del suo comportamento, anche in ottica dissuasiva”. La partecipazione ai costi, spiega ancora il Consiglio di Stato, “viene definita nel regolamento”. E “compatibilmente con altri esempi di contribuzione alle spese”, viene determinata “in base alla capacità contributiva dell’autore”. La fattura pertanto può rivelarsi salata pure per coloro che finanziariamente se la passano bene.

Costo minimo giornaliero: 15 franchi
I dettagli sono contenuti nel ‘Regolamento sulla sorveglianza elettronica in ambito civile’ che il Consiglio di Stato ha già allestito. E che all’articolo 10 afferma quanto segue: “Il giudice determina le spese di locazione giornaliere del dispositivo elettronico (il braccialetto, ndr), tenendo conto della situazione economica dell’autore. Il costo minimo giornaliero di locazione è di 15 franchi”. Inoltre: “Per quanto non recuperabili dall’autore o da chi è tenuto al suo sostentamento, le spese sono anticipate dallo Stato. Gli anticipi effettuati dallo Stato nel corso degli ultimi dieci anni possono essere recuperati presso l’autore, tenuto conto della sua situazione economica”.

Registrazione degli spostamenti
Il braccialetto elettronico per gli stalker sarà dunque presto realtà anche in Ticino. Uno strumento, si ricorda nel messaggio governativo, a tutela “in ambito civile” delle vittime – la stragrande maggioranza donne – di violenza domestica e di stalking. Attualmente su richiesta della vittima il giudice civile “per evitare o far cessare una lesione illecita della personalità” può imporre alla persona potenzialmente pericolosa dei divieti. Come quello “di avvicinarsi alla vittima” o “di mettersi in contatto con la stessa”. Come quello “di trattenersi in determinati luoghi”. Da gennaio il pretore o il pretore aggiunto potrà, sempre su istanza della vittima e qualora i divieti risultassero inefficaci, ordinare allo stalker l’uso del braccialetto elettronico, fornito dal Dipartimento istituzioni attraverso l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa. Ovvero l’uso “di un dispositivo di sorveglianza elettronica geolocalizzato” che renderà possibile “la registrazione” degli spostamenti della persona che lo indossa e quindi la verifica, a posteriori, del rispetto del o dei divieti. La cui mancata osservanza sarà sanzionata con una multa inflitta dal magistrato penale. «La durata massima della sorveglianza tramite dispositivo elettronico – indica la direttrice della Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) Frida Andreotti – sarà di sei mesi e potrà essere prolungata di volta in volta, dal pretore, di sei mesi al massimo». Quella che potrà essere eseguita dal prossimo mese, evidenzia Andreotti, «sarà una sorveglianza cosiddetta passiva, differita, per cui in caso di grave e imminente pericolo la vittima dovrà come oggi allertare la polizia telefonando al 117. Berna sta comunque già pensando all’introduzione della sorveglianza elettronica attiva, in tempo reale».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 2 dicembre 2021 de La Regione

Michela Trisconi nuova Delegata cantonale all’integrazione degli stranieri

Michela Trisconi nuova Delegata cantonale all’integrazione degli stranieri

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta odierna Michela Trisconi nuova Delegata cantonale all’integrazione degli stranieri presso il Servizio per l’integrazione degli stranieri (SIS) che fa capo alla Segreteria generale del Dipartimento delle istituzioni. Succede ad Attilio Cometta.

Classe 1968, domiciliata a Riviera, Michela Trisconi è laureata in storia contemporanea all’università di Friborgo e ha svolto un periodo di formazione presso l’Ecoles des hautes études en sciences sociales di Parigi, interessandosi soprattutto alla sociologia dei movimenti religiosi. Autrice del Repertorio delle religioni del Cantone Ticino, è membro del Consiglio di fondazione del Centre intercantonal d’information sur les croyances religieuses (CIC) con sede a Ginevra. Dopo varie esperienze professionali in ambito privato a Friborgo e a Berna, ha lavorato presso la Direzione del Dipartimento della sanità e della socialità, e dal 2018 è capo-progetto della Piattaforma cantonale di prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento. Collaboratrice scientifica dal 2020 presso il SIS, in questa funzione si occupa dell’analisi di progetti e dei contatti con gli enti attivi nel settore dell’integrazione. Durante questo periodo di pandemia ha assicurato i rapporti con le organizzazioni di riferimento. Dal 2018 è pure responsabile di Pro Familia della Svizzera italiana ed è membro del comitato centrale della sua sede nazionale a Berna.
Nella sua nuova posizione di Delegata per l’integrazione degli stranieri Michela Trisconi si occuperà in particolare dei lavori preparatori per il nuovo Programma d’integrazione cantonale (PIC 3, 2024-2027), della nuova cartografia della diversità religiosa del Cantone Ticino e della digitalizzazione dei progetti di integrazione. Sarà inoltre responsabile dei contatti con le organizzazioni ticinesi del settore, con i servizi analoghi attivi negli altri Cantoni a livello federale e con i gruppi di lavoro cantonali e intercantonali.
Il Consiglio di Stato formula gli auguri di buon lavoro a Michela Trisconi in questa sua nuova funzione di Delegata cantonale all’integrazione e rivolge i ringraziamenti più sentiti all’avv. Attilio Cometta, che lascia l’amministrazione cantonale per il pensionamento, dopo più di 30 anni durante i quali è pure stato capo dell’ufficio esecuzioni e fallimenti di Bellinzona e capo della Sezione della popolazione.

“Ogni atto violento è uno schiaffo a tutti noi”

“Ogni atto violento è uno schiaffo a tutti noi”

Presentato il Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica26

“Se pensiamo che in Ticino mediamente ogni giorno agenti della Polizia intervengono 3 volte per arginare episodi di violenza domestica e proteggere le vittime, in particolare donne, allora capiamo l’ampiezza che ha assunto pure da noi il fenomeno e la necessità di un coordinamento e di una collaborazione a 360 gradi tra istituzioni e attori privati per contenere la violenza in ambito domestico”. Parole del Consigliere di Stato Norman Gobbi, che attraverso soprattutto l’azione trascinatrice della Divisione della giustizia con la sua direttrice Frida Andreotti e la delegata istituzionale Chiara Orelli Vassere, ha assunto un ruolo propulsivo su questo tema non solo in Ticino, ma pure in ambito intercantonale, essendo il Direttore del DI uno dei referenti in materia per il comitato della Conferenza dei direttori e delle direttrici dei Dipartimenti di Giustizia e Polizia.

Il Governo ticinese nel suo programma di legislatura ha inserito la gestione delle persone violente tra gli obiettivi. Da raggiungere attraverso l’allestimento di un Piano d’azione cantonale. “Il documento è stato presentato questa settimana. Si tratta di una fotografia di quanto abbiamo già in campo per sensibilizzare e agire contro la violenza domestica, divenuta un fatto sociale e non più un atto privato. A questa fotografia si aggiungono gli assi strategici di intervento legati alla prevenzione, alla protezione, al perseguimento e alle politiche coordinate”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “Un Piano che ha il grande merito di far capire almeno due cose: da un lato che già oggi a livello istituzionale e a livello di società civile gli strumenti ci sono; dall’altro lato che la collaborazione e il coordinamento sono essenziali per raggiungere migliori risultati. Con questo Piano si indica pure la direzione in cui si vuole andare per adottare nuove misure, sia per la presa a carico delle vittime, sia per la presa a carico degli autori di atti violenti”.

La competenza a livello cantonale in questi due ambiti (presa a carico delle vittime e presa a carico degli autori) è suddivisa tra il Dipartimento della sanità e della socialità e il Dipartimento delle istituzioni. Rimaniamo allora “in casa” DI. “Fare in modo che chi si è reso protagonista di un atto violento non debba rifarlo è essenziale per diminuire i casi di violenza domestica. I servizi del mio Dipartimento sono molto impegnati su questo terreno. Senza dimenticare il grande lavoro che svolge la Polizia cantonale ogniqualvolta è chiamata a intervenire nelle case, quando esplode la violenza. Sul fronte della prevenzione occorre promuovere una cultura del rispetto e della tutela del minore, riconoscendo i segnali di violenza e intervenendo tempestivamente. Bisogna assicurare un sistema integrato di gestione delle minacce. Lo scambio di informazioni tra tutti i servizi e enti attivi sul territorio è essenziale. Solo così si potrà dare maggiore efficacia al nostro intervento. C’è ancora molto da fare, lo sappiamo, ma con questo Piano d’azione oggi abbiamo dei cartelli indicatori chiari, che ci faranno continuare a seguire la giusta strada per arginare questo odioso fenomeno, che interpella tutta la nostra società”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  

Violenza contro le donne: una serata pubblica alla Biblioteca cantonale di Bellinzona  

Violenza contro le donne: una serata pubblica alla Biblioteca cantonale di Bellinzona  

Comunicato stampa

Nell’ambito delle iniziative per celebrare il 25 novembre 2021, data della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Dipartimento delle istituzioni promuove lunedì 29 novembre 2021 alle ore 18:00 alla Biblioteca cantonale di Bellinzona una serata pubblica in cui si pone l’attenzione sugli autori di atti e comportamenti violenti contro le donne.  

Nella dinamica violenta tra vittima e autore di violenza domestica vi è una sovra rappresentanza delle donne tra le vittime e degli uomini tra gli autori riconosciuta dalle analisi statistiche e dalla ricerca scientifica. Nelle riflessioni e nella presa a carico delle violenze relazionali è essenziale considerare l’insieme del sistema, senza ometterne alcuna componente. Allargare il campo visivo per includere, oltre le vittime, anche gli autori di violenza permette di superare la concezione – tuttora difficile da sradicare – secondo cui la violenza è principalmente un problema delle vittime, e dunque prevalentemente delle donne. In altri termini, non vi possono essere reali progressi nella risoluzione della violenza senza intervenire anche presso gli autori, così come indicato dalla Convenzione di Istanbul, all’articolo 16.

Dopo avere già proposto momenti di riflessione sulle dinamiche relazionali disfunzionali e sulla violenza nella cultura dei media, il Dipartimento delle istituzioni prosegue il ciclo informativo sul tema della violenza domestica in collaborazione con il Centro di documentazione sociale della Biblioteca cantonale di Bellinzona cercando di comprendere la figura degli uomini violenti e il rapporto tra violenza e costruzione della maschilità.

Lo spunto è offerto dal volume di Cristina Oddone Uomini normali. Maschilità e violenza nell’intimità (Torino, Rosenberg & Sellier, 2020). La discussione sarà aperta dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e coinvolgerà l’autrice dello studio, Cristina Oddone, docente e ricercatrice all’Università di Strasburgo e collaboratrice della Violence against Women Division del Consiglio d’Europa per il monitoraggio dell’applicazione della Convenzione di Istanbul, e Siva Steiner e Marlène Masino, capoufficio e caposervizio dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa del Dipartimento delle istituzioni, impegnato da tempo nella presa a carico di autori di violenza domestica.

L’accesso è consentito secondo le norme vigenti unicamente ai possessori del certificato Covid; è consigliata la prenotazione all’indirizzo bcb-cultura@ti.ch.   

Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica

Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato nella seduta odierna il Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica, che definisce la strategia di contrasto a questo fenomeno, mostrando per la prima volta il sistema d’intervento e di sostegno cantonale nella lotta contro la violenza domestica. Il Ticino è un Cantone attivo nella lotta alla violenza domestica e l’obiettivo del Governo è di migliorare ulteriormente la risposta a questa problematica sociale – che ha ormai assunto una dimensione pubblica, non limitandosi a un fatto privato – attraverso le misure già concretizzate o avviate e le misure che verranno identificate. Misure unite dalla convinzione che la violenza domestica può essere contrastata in modo efficace solo attraverso un’azione congiunta delle Istituzioni e della società civile.

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), entrata in vigore in Svizzera il 1° aprile 2018, mira a prevenire e combattere la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica quali violazioni dei diritti umani. Un’ampia parte dei contenuti della Convenzione, la cui attuazione a livello federale è stata affidata all’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo, è di competenze dei Cantoni. In tal senso, l’elaborazione di un Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica è sancita nel Programma di legislatura del Consiglio di Stato 2019-2023, in cui il contrasto alla violenza domestica è assunto come compito prioritario da parte del Governo.

Il Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica approvato dal Consiglio di Stato nella seduta odierna definisce quindi la strategia di contrasto del Governo a questo fenomeno. Un documento che mostra per la prima volta il sistema d’intervento e di sostegno cantonale nella lotta contro la violenza domestica, promuovendo la rete territoriale attiva nel Canton Ticino, che negli anni ha agito con impegno e professionalità per prevenire la violenza domestica e per proteggere le vittime.

L’obiettivo principale che si prefigge il Consiglio di Stato è quello di rendere strutturale il sistema di prevenzione e di contrasto alla violenza domestica, migliorando così la risposta al fenomeno e favorendo di conseguenza il suo decrescere. Un obiettivo che il Governo intende perseguire agendo sui quattro assi d’intervento già identificati dalla Convenzione di Istanbul (Prevenzione, Protezione, Perseguimento e Politiche coordinate), attraverso le misure già concretizzate o avviate e le ulteriori misure che verranno identificate.

Alla conferenza stampa odierna di presentazione del Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica erano presenti il Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, Manuele Bertoli, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi e il Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, Raffaele De Rosa.