«Ticino 2020, idea ambiziosa con resistenze dall’interno»

«Ticino 2020, idea ambiziosa con resistenze dall’interno»

Si chiama Ticino 2020, ma quando vedrà la luce? Ne parliamo con il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi

Ticino 2020, un nome, un programma avviato nel 2016. Peccato che siamo alle porte del 2022. In questo contesto non resta che chiedersi: che senso ha? Norman Gobbi, se lo chiede anche lei?
«Come ho già avuto modo di dire qualche tempo fa in Parlamento non commetterò più l’errore di inserire l’obiettivo temporale nel nome di un progetto. Soprattutto quando questo comporta cambiamenti significativi e culturali che impongono alle persone coinvolte di uscire dalle proprie zone di confort. Detto questo, l’opportunità di portare avanti la riforma Ticino 2020 è ancorata all’essenza stessa del nostro sistema federale e non ha alcuna data di scadenza».

L’obiettivo di fondo rimane dare maggiore autonomia politica e amministrativa ai Comuni, anche alla luce delle aggregazioni. L’impressione è che con il passare degli anni il progetto si è fatto meno ambizioso. Perché si tirano un po’ i remi in barca?
«Per mia natura cerco di trarre insegnamenti dalle esperienze. In questo caso abbiamo maturato la consapevolezza che salvaguardare l’autonomia comunale per i compiti di prossimità è e rimarrà sempre un obiettivo di fondo. Non si tratta di un obiettivo fine a sé stesso, ma è strettamente legato alla natura dei compiti. Mi spiego meglio: i compiti che negli anni ’60 erano di valenza comunale oggi sono di competenza cantonale, se non addirittura federale. Basti pensare alla protezione del minore e dell’adulto. Un compito di origine comunale, che oggi – la notizia e della scorsa settimana con la presentazione della riforma dell’Autorità di protezione – stiamo cantonalizzando in accordo con i Comuni per rispettare una legge federale sempre più esigente. Inoltre, non dimentichiamo che la pandemia ha creato un nuovo ostacolo. Non mi riferisco tanto alle difficoltà logistiche per organizzare le riunioni dei gruppi di lavoro che hanno un impatto sulla tempistica, ma alle conseguenze finanziarie per il Cantone. La regola dell’equilibrio dei conti cantonali impone infatti un’ulteriore riflessione».

Da sempre vale il detto: chi comanda paga e chi paga comanda. Anche in futuro sull’asse Cantone-Comuni sarà così?
«Il principio di equivalenza, a cui fa riferimento, è un principio sacrosanto se si vuole che le scelte politiche siano responsabili e commisurate alle risorse disponibili, qualsiasi sia il livello di governo interessato. Negli ultimi anni ho voluto instaurare un dialogo franco e diretto con i Comuni. Per questo motivo regolarmente organizzo degli incontri con i Municipi duranti i quali abbiamo la possibilità di discutere in maniera trasparente e informale dei cantieri portati avanti dal mio Dipartimento. Considero questi momenti un privilegio che mi permette di toccare con mano quali sono i sentimenti e le valutazioni degli enti locali. Nel 2019, infatti, uno dei temi che ho voluto approfondire era quello delle competenze in ambito di sicurezza e si è delineata una chiara volontà dei Comuni a voler assumere quei compiti di prossimità in ambito di polizia che nel corso invece delle discussioni sul progetto di polizia unica erano state contestate».

Pare di poter sostenere che l’idea di partenza era davvero esagerata. Forse semplicemente perché la politica e l’amministrazione tendono ad accentrare i compiti e le responsabilità più che a delegare a terzi. Condivide?
«Più che esagerata la definirei ambiziosa, anche e soprattutto per la natura dei compiti pensati in questa prima fase del progetto. Non dobbiamo dimenticare che ciò che Ticino 2020 vuol cambiare è il frutto di sessant’anni di politica cantonale, durante i quali, da un lato, i Comuni hanno spesso chiesto al Cantone di farsi carico di compiti che essi non erano in grado di assolvere e, dall’altro, il Parlamento ha deciso di assicurare su tutto il territorio le medesime prestazioni, al di là dalle preferenze locali. È anche vero che soprattutto durante la gestione delle fasi iniziali della pandemia il Comune ha assunto il compito di prossimità facendosi promotore di iniziative a favore dei cittadini che prima non voleva o non poteva assumersi. Sono fermamente convinto che nonostante le difficoltà le nostre realtà comunali abbiano riscoperto la loro vera essenza e questo mi infonde un certo ottimismo per lo sviluppo futuro del nostro Cantone».

Qual è la sollecitazione giunta dai Comuni che ritiene più pertinente e che ritiene imprescindibile del progetto?
«Personalmente, sento di condividere appieno la richiesta dei Comuni di avere, per i compiti di responsabilità politica condivisa con il Cantone, un potere decisionale commisurato al contributo finanziario da loro versato».

E qual è l’elemento che assolutamente non ritiene di avallare e che verrà rinviato al mittente?
«Su questo fronte ritengo di non aver nulla da rimproverare ai Comuni. Al contrario, mi sento invece di muovere una critica – e il mio intento è quello di essere evidentemente costruttivo – al Cantone. L’ho già ricordato nel corso del dibattito sul Consuntivo 2020 in Gran Consiglio: la resistenza maggiore al progetto è arrivata infatti dai servizi cantonali coinvolti. Lo dico con un certo rammarico, perché la paura di perdere una fetta di potere decisionale ha prevalso sull’opportunità di provare a costruire un nuovo assetto istituzionale del Ticino. È vero che non si può generalizzare: non tutti i servizi cantonali mettono dei freni, così come per taluni Comuni il cambiamento non s’ha da fare. Detto questo, non intendo far saltare il banco, ma porterò delle riflessioni a riguardo nelle future discussioni in Governo».

Il Dipartimento delle istituzioni viene considerato naturalmente come il fulcro del progetto. In realtà la responsabilità è del Governo. Questa condivisione funziona, oppure così si è finito per complicare un po’ tutto?
«In effetti è facile cadere in inganno perché quando si tratta di difendere il progetto – penso in particolar modo alle discussioni parlamentari – la faccia ce la mette il sottoscritto. Erroneamente agli occhi dell’opinione pubblica si attribuisce la paternità di Ticino 2020 al Dipartimento che dirigo, ma in realtà è del Consiglio di Stato. I temi trattati toccano, di fatto, tutti i Dipartimenti e ognuno è stato chiamato a dare il proprio contributo, sia nella ricerca delle soluzioni sia nella loro accettazione. Per quanto mi riguarda credo nella bontà e nei principi della riforma, che non fanno bene solamente al Cantone inteso come apparato statale, ma a tutta la popolazione, ai Comuni e a tutti gli enti locali e statali che operano sul nostro territorio. Perché alla resa dei conti quello che mi sta a cuore è il benessere del cittadino e ciò che voglio ottenere è una qualità di vita residenziale dei cittadini più elevata grazie all’erogazione di servizi e prestazioni più performanti».

Alla fine possiamo dire che con Ticino 2020 la montagna finirà per partorire un topolino?
«Non ho mai negato che Ticino2020 è un progetto sicuramente ambizioso. Al momento non è ancora possibile stabilirlo con certezza, ma forse non è tanto il topolino a dover essere messo in discussione, quanto la montagna, che durante la fase di avvio del progetto sembrava scalabile, ma che con il senno di poi possiamo affermare essersi rivelata di grado 7».

Quanto costerà al contribuente il tentativo di realizzare Ticino 2020?
«Attualmente sono stati spesi 2 dei 6 milioni preventivati che, tengo a ricordarlo, sono assunti pariteticamente da Cantone e Comuni. Dal profilo finanziario la conduzione del progetto si è dimostrata molto attenta, evitando costi inutili, pur fornendo tutte le risposte alle molte sollecitazioni e ai condizionamenti posti da entrambe le parti in corso d’opera. Il nostro Cantone sta affrontando un momento congiunturale non semplice causato dall’emergenza sanitaria e nonostante sia disposto a fare investimenti per il bene del nostro Ticino il progetto deve essere il più sostenibile possibile».

Intervista pubblicata nell’edizione di lunedì 27 dicembre 2021 del Corriere del Ticino

Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Il Consigliere di Stato in visita nei Comuni di Maggia, Cevio e della Val Rovana

Comunicato stampa

Continuano le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. All’ordine del giorno degli appuntamenti con i Municipi di Maggia, Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio il tema delle aggregazioni, la missione del Comune e le iniziative che gli enti locali portano avanti per accrescere la qualità di vita dei propri cittadini. Iniziata nel 2018 a Stabio, la quarta serie di incontri proseguirà il 13 di gennaio del 2022 con alcuni Comuni del comprensorio del Medio Malcantone.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettore comunale Nicola Rossetti e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato alcuni Municipi dell’Alta Vallemaggia.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a specificare ancora una volta che gli incontri con i Comuni «costituiscono un momento privilegiato perché permettono di conoscere di persona i Municipi che sono chiamati a garantire il ruolo di prossimità con la cittadinanza soprattutto laddove si sono insediate di recente le nuove compagini municipali. In quest’ottica si intende rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni, partendo da un dialogo diretto e trasparente».
Dal canto suo Marzio Della Santa ha ricordato che «i progetti che la Sezione degli enti locali sta portando avanti possono essere arricchiti dagli spunti e dalle riflessioni che scaturiscono da questi incontri e che quindi non sono assolutamente un esercizio di stile».
Durante il primo degli incontri, quello con il Comune di Maggia, il nuovo Municipio ha illustrato le idee sul tavolo per coinvolgere la cittadinanza nei progetti comunali: prossimamente inviteranno la popolazione a una serie di serate informative con l’obiettivo di aggiornare tutti i cittadini sui progetti che si intendono realizzare. Inoltre, il Municipio ha manifestato l’interesse a conoscere i dettagli del progetto di Buon governo portato avanti dalla Sezione degli enti locali e in questo senso sarà organizzato un incontro conoscitivo nei prossimi mesi.
Il Comune di Cevio ha segnalato invece la difficoltà a trovare persone che si mettano a disposizione per assumere una carica pubblica. Il Consigliere di Stato ha anticipato che nella revisione della Legge organica comunale si intende proporre una modifica per incentivare, anche dal punto di vista finanziario, la partecipazione attiva soprattutto nelle realtà periferiche.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha salutato positivamente le iniziative nate dai Comuni per incentivare la cittadinanza a partecipare alle decisioni degli enti locali. Progetti che si inseriscono in maniera naturale nei cantieri che il Dipartimento delle istituzioni sta promuovendo per ridefinire le modalità di funzionamento del Comune.
La visita è proseguita nel pomeriggio con una riunione nella quale sono stati invitati gli Esecutivi di Cevio, Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino e Linescio: l’accento è stato messo sul tema delle aggregazioni che nel caso del comprensorio sono una vera e propria necessità. Nel mese di settembre del 2019 il Consiglio di Stato, dando seguito alla richiesta dei comuni, aveva infatti deciso di sospendere il progetto di aggregazione dei Comuni della Val Rovana con Cevio e attendere le elezioni comunali per capire se esistessero le condizioni favorevoli per riprendere il tema. Dopo una franca discussione durante la quale tutti i Municipi presenti hanno potuto dire la loro sul progetto aggregativo, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha chiesto ai Comuni presenti di esplicitare per iscritto se intendono o meno aderire al progetto aggregativo. Un nuovo incontro sarà pianificato nei prossimi mesi.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Comunicato stampa

Dopo la pausa dettata dall’emergenza sanitaria, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ripreso le visite nei Comuni. All’ordine del giorno del quarto ciclo di incontri vi sono i principali cantieri che toccano gli enti locali da vicino: il funzionamento del Comune, con un chiaro riferimento al buon governo, le aggregazioni e la riforma dei compiti e dei flussi finanziari. Nella prima giornata sono stati incontrati i Municipi di Brusino Arsizio, Riva San Vitale e Arogno.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’Ispettore comunale Alan Lancetti ha ripreso martedì 30 novembre 2021 la serie di incontri con i Comuni ticinesi dando appuntamento ai Municipi di Brusino Arsizio, Riva San Vitale e Arogno.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha evidenziato in apertura di tutti e tre i momenti che l’obiettivo di queste giornate è quello di “rafforzare la collaborazione tra Cantone e Comuni partendo da un dialogo diretto e trasparente e l’inizio della nuova legislatura comunale è un momento propizio per farlo, instaurando da subito un rapporto di fiducia con le nuove compagini municipali”.
Marzio Della Santa ha da parte sua sottolineato che “gli incontri con i Comuni sono un tassello dei tanti progetti in cantiere che consentiranno di definire insieme agli enti locali il ruolo e la missione del Comune di domani”.
Nel corso del primo incontro, il Municipio di Brusino ha posto l’accento sulla propria autonomia comunale che consente loro di garantire una buona qualità di vita residenziale ai propri cittadini.
Il Municipio di Riva San Vitale ha in seguito evidenziato l’ottima rete di associazioni presente sul proprio territorio che assicura vitalità al Comune. Inoltre, una delle caratteristiche del borgo sul lago è anche l’interesse della cittadinanza a partecipare alla vita istituzionale del Comune.
Infine, il Municipio di Arogno ha riconosciuto l’importanza di stimolare i propri cittadini coinvolgendoli attivamente sui temi istituzionali: grazie a una cittadinanza attiva e partecipe i progetti comunali vengono percepiti positivamente e compresi, quindi anche accettati.
La visita del Consigliere di Stato è stata salutata con entusiasmo da tutti e tre gli Esecutivi che in particolare hanno apprezzato il dialogo franco e diretto che si è instaurato in un clima disteso e informale sottolineando l’apprezzata vicinanza del Cantone ai Comuni nel corso dell’emergenza sanitaria.
Le visite proseguiranno lunedì 6 dicembre 2021 quando in agenda sono previsti gli appuntamenti con i Municipi di Maggia, di Cevio e della Val Rovana.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la terza seduta ordinaria del 2021 – la 59. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In merito alle misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, il Consiglio di Stato ha informato i rappresentanti dei Comuni sulla propria intenzione di introdurre, a partire dal 6 dicembre, l’obbligo di indossare la mascherina per gli allievi del secondo ciclo delle scuole elementari (classi quarte e quinte). La misura urgente tiene conto della situazione epidemiologica attuale e dovrebbe rimanere in vigore almeno fino alle vacanze di Natale. È stato precisato che per questo periodo di tempo le mascherine saranno offerte dal Cantone.
In apertura di riunione, è stata discussa la composizione della Piattaforma per il periodo 2021/2024, aggiornata tenendo conto dei risultati delle elezioni dello scorso mese di aprile. I rappresentanti comunali sono Claudia Boschetti Straub, Simone Gianini, Alberto Pellanda (Bellinzonese e Tre Valli), Bruno Arrigoni, Samuele Cavadini, Mauro Durini (Mendrisiotto), Giuseppe Cotti, Felice Dafond, Michele Rotanzi (Locarnese), Michele Foletti, Piero Marchesi, Giona Pifferi (Luganese).
È stata colta l’occasione per ringraziare Matteo Oleggini, alla sua ultima riunione dopo 13 anni di presenza ininterrotta alle attività della Piattaforma, nel ruolo di tecnico a sostegno dei politici comunali.
Il Consiglio di Stato ha in seguito fornito una serie di risposte a questioni sollevate dai rappresentanti dei Comuni. Sollecitato sulla figura del docente di risorse digitali, il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha confermato la volontà di sostenere la diffusione di una soluzione univoca per gli istituti comunali di tutto il Ticino.
In merito al sistema di perequazione finanziaria intercomunale, il Dipartimento delle istituzioni ha presentato le cifre relative alla situazione attuale e le prospettive per il 2022. È stata evidenziata la progressiva riduzione dei Comuni che ricevono il contributo di livellamento, in seguito alle aggregazioni degli scorsi anni, mentre il numero di Comuni paganti è rimasto stabile, mentre l’importo totale versato resta importante. I membri della Piattaforma hanno deciso di riattivare un gruppo di lavoro dedicato al tema, nell’ambito della riforma «Ticino 2020».
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi presentato una sintesi dei risultati della consultazione sulla Pianificazione integrata del settore anziani, per il periodo 2021/2030. Dalle prese di posizione degli enti interessati, è emersa una ampia condivisione dei principi di base, degli scenari e delle misure proposte. È stato confermato che il Consiglio di Stato presenterà entro fine anno il proprio messaggio per concretizzare il progetto.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha in seguito fornito alcuni aggiornamenti sul finanziamento pubblico a favore delle scuole di musica. I dati mostrano che gli aiuti versati dai Comuni ticinesi direttamente alle scuole, nel complesso, sono al momento inferiori alla media nazionale. I singoli Municipi sono quindi stati invitati a verificare la situazione e a intervenire, se necessario.
Il Dipartimento delle istituzioni ha infine aggiornato su una serie di temi di propria competenza. È stata anzitutto ricordata la nuova giurisprudenza del Tribunale federale, in merito ai criteri che permettono a un cittadino straniero di mantenere il proprio permesso di soggiorno in Svizzera: i Comuni sono quindi stati invitati a mantenere una intensa collaborazione con l’Ufficio della migrazione. Per quanto riguarda la lotta alla violenza domestica, sono state ricordate le misure annunciate dal Consiglio di Stato lo scorso 24 novembre: nel corso del 2022 i Comuni saranno coinvolti in una campagna di sensibilizzazione sul problema. Infine, in merito alla riforma delle Autorità di protezione – con l’istituzione delle nuove Preture di protezione – è stato confermato che il Consiglio di Stato allestirà il proprio messaggio entro la fine dell’anno.

La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per mercoledì 9 marzo 2022.

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Mercoledì 17 novembre si è tenuto il semestrale pomeriggio del Dipartimento delle istituzioni, dedicato all’incontro tra il Direttore del Dipartimento, Norman Gobbi, e i suoi funzionari dirigenti. Due i temi approfonditi: la digitalizzazione all’interno del DI e la relazione con il cittadino.

La giornata dipartimentale, organizzata nella Gottardo Arena di Ambrì, si è aperta con una visita della nuova pista dell’HC Ambrì-Piotta, a cui sono seguiti l’intervento del Direttore generale HCAP SA Nicola Mona e quello del Direttore sportivo della squadra, Paolo Duca. Entrambi hanno posto l’accento sull’importanza dello spirito che contraddistingue la squadra ticinese, ricordando come l’amore e le emozioni legate alla vecchia Valascia continuino ad ardere negli animi dei giocatori e dei tifosi pure nella nuova pista.  

Successivamente, il Direttore Norman Gobbi ha presentato ai funzionari dirigenti la situazione finanziaria del Dipartimento, trattando anche argomenti concernenti le risorse umane. Si è poi soffermato sulle sfide che attendono il Dipartimento nel 2022 e, in questo contesto, ha posto l’accento sul tema della digitalizzazione e del servizio al cittadino.  

Con lo scopo di procedere con la digitalizzazione del Dipartimento, durante la giornata sono stati utilizzati diversi strumenti digitali che hanno facilitato l’interattività tra i presenti. Questa è stata un’opportunità per il Direttore di dimostrare ai funzionari dirigenti la propria volontà e disponibilità a evolvere in questo campo, mostrando nel contempo i vantaggi di una maggiore digitalizzazione del Dipartimento.  

Per quanto concerne invece il tema della relazione con il cittadino hanno preso la parola Monica Rivola, aggiunta al Segretario generale, e Silvia Gada, Caposezione della popolazione. Le relatrici hanno affrontato l’argomento presentando un progetto che prenderà piede nel 2022 e per il quale seguiranno ulteriori informazioni nelle prossime settimane.  

 

‘Il Cantone ci sarà, ma vuole un Comune forte’

‘Il Cantone ci sarà, ma vuole un Comune forte’

Per Norman Gobbi l’aggregazione permetterà di far fronte ai crescenti bisogni dei cittadini

Posizioni chiare quelle ribadite durante l’ultima serata informativa in vista della votazione consultiva popolare per l’aggregazione della Bassa Leventina. Unitamente al Consigliere di Stato Norman Gobbi, lunedì sera i quattro sindaci si sono dati appuntamento per fornire alla popolazione ulteriori spunti di riflessione per il voto del 13 febbraio che indirizzerebbe la bassa valle verso un unico ente locale di 2’900 abitanti denominato Sassi Grossi.
Il no di Pollegio: ‘Dovremmo guardare oltre’. In una gremita palestra Fantin di Giornico la parola è passata subito ai sindaci per una rapida presentazione della posizione dei Municipi. «Il Municipio e il Consiglio comunale di Pollegio hanno detto no all’aggregazione perché non sono stati convinti dal rapporto della commissione di studio. Noi tutti, per l’interesse dell’intera regione, dovremmo guardare oltre e porci obiettivi ben più ampi, ragionare in termini di policentri. Con un comune di 3’000 abitanti è impossibile raggiungere gli obiettivi individuati da questo studio aggregativo», ha affermato il sindaco di Pollegio Igor Righini lasciando intendere che la volontà di Pollegio sarebbe eventualmente quella di allargare il discorso a Biasca, ma senza passare prima da un’aggregazione ‘intermedia’. «Non stiamo voltando le spalle alla Bassa Leventina, ma occorre guardare il territorio dall’alto e saperlo riconoscere. A me pare sbagliato non essere capaci di sintetizzare l’area industriale di Bodio-Giornico e unirla a quella di Biasca, fare un tutt’uno con un modello politico che sia anche in sintonia con la pianificazione del territorio cantonale», ha sottolineato Righini, contrario dunque a un’eventuale prima aggregazione della bassa valle per poi tendere la mano a Biasca. «Le infrastrutture e i centri d’interesse stanno tutti lì dove non si vuole guardare. Ritengo che in un contesto aggregativo, per quanto riguarda Pollegio non si possa fingere e volgere solo lo sguardo su quelli che sono i confini distrettuali negando le realtà e le infrastrutture territoriali». Diverso il parere degli altri sindaci. A Personico, dove l’esecutivo è favorevole al contrario del Consiglio comunale, «si tratta di capire se si vogliono cogliere delle opportunità oppure andare avanti da soli sapendo però che sarà sempre più difficile: penso alla necessità di risorse economiche e umane e al peso di un comune di 350 abitanti che, senza fusione, continuerà a essere tale – ha sottolineato il sindaco Emilio Cristina –. In futuro è evidente che l’unione farà la forza e dobbiamo quindi affrontarlo con una realtà più allargata. A Personico dobbiamo trovare opportunità fuori dal nostro perimetro, come ad esempio la zona industriale, l’area di servizio e altri progetti di entità regionale e non comunale». «Abbiamo una zona industriale che già oggi conta 500 dipendenti, un importante indotto fiscale e tanti progetti che stanno nascendo. La scelta sta nel continuare a gestirla sul territorio di tre Comuni, con tutte le debolezze e i problemi del caso, oppure creare un’entità comunale forte che possa scrivere un nuovo capitolo della zona industriale e ricavare le risorse affinché il nuovo ente unico possa marciare e funzionare», ha dal canto suo affermato Stefano Imelli, sindaco di Bodio dove Municipio e Cc sono favorevoli all’aggregazione. Anche il sindaco di Giornico Rosolino Bellotti (Municipio e Cc favorevoli) ha fatto leva sulla collaborazione già instaurata in particolare con Bodio e Personico. «Ciò che ci ha permesso di portare avanti quei dossier molto importanti che daranno sviluppo alla regione nei prossimi anni. Solo unendo le forze potremo ottenere qualcosa, altrimenti non riusciremo mai ad avere un peso politico a livello cantonale. Invito a considerare l’aggregazione come qualcosa che porterà un miglioramento, in particolare ottimizzando i servizi».

‘Cogliere le potenzialità’
È poi stato il turno del Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di) Norman Gobbi: «Per la bassa valle le sfide sono quelle che conosciamo, a cominciare dall’evoluzione della popolazione che registra una forte emorragia dal 1995. Questo trend negativo significa che le potenzialità devono essere colte per valorizzare insieme e in maniera coordinata quanto è presente sul territorio. Nell’ambito scolastico e della formazione, per esempio, è importante garantire prossimità in tutti i quattro Comuni. Ma soprattutto c’è il tema del potenziamento dei servizi: la popolazione ha sempre maggiori richieste, pensiamo ad esempio agli asili nido per i quali il ruolo dei Comuni è accresciuto. Ci sono poi le risorse fiscali: se a livello cantonale sono comunque cresciute nel tempo, nella Bassa Leventina si sono un po’ stabilizzate. E quindi è importante capire che il potenziale di sviluppo va valorizzato anche attraverso un’aggregazione». In caso di ‘no’ in uno o più Comuni in occasione della votazione consultiva, «il Cantone sarà aperto al dialogo per trovare soluzioni che convengano a tutti».

‘Sostegno all’area di servizio non scontato’
«Viviamo in una regione economicamente disastrata», ha attaccato l’ex sindaco di Personico Ambrogio Bontadelli auspicando «con una certa ansia l’intervento dello Stato per porre rimedio alle diseguaglianze sempre più palesi in Ticino». Negli ultimi decenni il Cantone ha peccato di sostegno nei confronti della Bassa Leventina? «Lo Stato è presente, visto che i Comuni qui beneficiano sempre e comunque, anche domani, dell’aiuto e della solidarietà del Cantone e dei Comuni paganti nell’ambito della perequazione finanziaria. Questo punto è purtroppo sottovalutato. Perciò, attenzione a parlare di disparità», ha replicato Gobbi. Lo stesso Bontadelli ha espresso l’auspicio che giunga una buona notizia dal Consiglio di Stato sul contributo di 9 milioni (su un investimento totale di 12 milioni) che l’Area di servizio Sassi Grossi Sa fondata dai Comuni di Bodio, Giornico e Personico ha chiesto alle casse cantonali per realizzare il progetto denominato Green Station Ticino. Un contributo, ha avvertito Gobbi, non proprio scontato. «Pregevole e stimolante il progetto della Green Station, ma il CdS deve capire su quali basi legali può muoversi e valutare i reali rischi per il Cantone, che comunque incassa milioni dalle concessioni. Cantone che deve garantire una parità di trattamento a tutte le Sa. Credo che sia veramente importante capire che il tutto dovrà essere valutato attentamente per non creare un precedente». Dal governo, ricordiamo, la Sa aspetta una risposta entro Natale.
‘Divisi non si migliora’ Rispondendo ad altri dubbi sul sostegno del Cantone alla regione negli ultimi anni, Gobbi ha poi sottolineato che l’impegno «non è limitato alla perequazione, ma è continuo». Chiara allusione ai «5 milioni stanziati dal Cantone per permettere alla Tensol Rail di spostarsi da Piotta a Giornico, permettendo così alla Bassa Leventina di avere un’azienda che esporta prodotti in tutto il mondo». Ha poi ricordato che «senza risanamento della zona inquinata industriale necessario a realizzare il Centro di controllo veicoli pesanti, non ci sarebbe stato un miglioramento territoriale, ambientale e anche di mobilità in questa regione. Il Cantone – ha concluso Gobbi – non smobilita, ma stimola ed è stimolato dai nuovi Comuni. Il Cantone c’è e ci sarà, ma soprattutto vuole enti locali più forti in risposta ai bisogni crescenti: per gestire progetti, le richieste dei cittadini e creare opportunità. Se la bassa valle resta divisa, le cose non miglioreranno». Per Sassi Grossi il Cantone prevede un contributo di 5,4 milioni, di cui 2 per investimenti strategici, con la possibilità di sostenerne altri. «Come per la pista del ghiaccio di Faido: non era evidente ma si è trovata una soluzione».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 17 novembre 2021 de La Regione

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«Un potenziale da sfruttare grazie all’aggregazione»

BASSA LEVENTINA / Il consigliere di Stato Norman Gobbi assicura l’impegno del Cantone nel favorire lo sviluppo del Comune di Sassi Grossi – Favorevoli e contrari all’unione tra Pollegio, Personico, Bodio e Giornico a confronto nell’ultima serata pubblica prima della votazione consultiva del 13 febbraio

Riuscire ad elaborare, e poi realizzare, progetti di sviluppo diversi che da soli i singoli Comuni non sarebbero in grado di condurre in porto. Questo è, secondo Roland David, il valore aggiunto di un’aggregazione. L’ex sindaco di Faido ha illustrato l’esempio virtuoso della media Leventina con tutto quanto si è riusciti a concretizzare grazie all’unione a tappe di dodici Comuni, dal rilancio della stazione turistica di Carì alla copertura della pista di pattinaggio, senza dimenticare lo sviluppo della Cooperativa elettrica. Lo ha fatto lunedì durante la serata conclusiva in vista della votazione consultiva del 13 febbraio prossimo quando i cittadini di Pollegio, Personico, Bodio e Giornico dovranno esprimersi sul matrimonio fra i quattro Comuni della bassa valle. Un matrimonio che s’ha da fare, hanno ribadito con forza i sindaci Emilio Cristina (Personico), Stefano Imelli (Bodio) e Rosolino Bellotti (Giornico), proprio per tendere agli obiettivi che la media Leventina è stata in grado di centrare in termini di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro. Di tutt’altro avviso il loro omologo di Pollegio Igor Righini, il quale ha ancora una volta sostenuto che per raggiungere gli obiettivi di sviluppo riportati nello studio aggregativo è necessario pensare ad un Comune su un territorio più ampio: l’ideale sarebbe un’entità unica che raggruppi l’intera regione delle Tre Valli. Ma in questo senso, hanno obiettato gli altri oratori ed anche alcuni cittadini intervenuti durante la serata andata in scena in una palestra di Giornico gremita malgrado la concomitanza della partita di calcio della nazionale rossocrociata, la nascita del Comune Sassi Grossi può essere vista come un primo passo. Un primo passo che secondo Righini, rischierebbe però di vanificare per almeno 15-20 anni ogni possibilità di compierne altri. Insomma, niente di nuovo sotto il sole: le posizioni già espresse nelle precedenti serate pubbliche sono state confermate anche lunedì a Giornico.

Zona industriale importante
Quali sono, dunque, i progetti di sviluppo della bassa Leventina che potrebbero trovare concretizzazione grazie all’aggregazione? Li ha rammentati il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Ad iniziare dal nuovo svincolo autostradale legato al Centro di controllo dei veicoli pesanti che consentirà l’accesso diretto all’area industriale. Quest’ultima, ha dal canto suo rammentato Imelli, è viva: offre 500 posti di lavoro e in vista vi sono investimenti milionari per svilupparla ulteriormente. Un processo, questo, che sarà più facile favorire grazie all’aggregazione, ha rimarcato il sindaco di Bodio. Per riuscire davvero ad invertire la tendenza, ha obiettato dalla sala l’ex sindaco di Personico Ambrogio Bontadelli, occorre un maggiore impegno del Cantone che in bassa Leventina è stato latitante, ad esempio quanto si era rivendicata la sede delle nuove Officine FFS all’ex Monteforno.

Chiesto l’esame di riparazione
Cantone, ha aggiunto Bontadelli, che è ora chiamato ad un esame di riparazione concedendo l’aiuto di 9 milioni di franchi (5 a fondo perso e 4 di prestito) chiesto dalla società anonima che Bodio, Giornico e Personico hanno costituito per realizzare l’area di servizio autostradale Green Station Ticino (vedi CdT dell’11 novembre). Il Cantone è presente e lo sarà anche in futuro, gli ha risposto Gobbi rammentando i contributi perequativi versati ai Comuni della bassa Leventina ed agli altri progetti (il Centro di controllo dei veicoli pesanti o la riconversione dell’ex Infocentro AlpTransit, per non citarne che due). E in caso di aggregazione, per il nuovo Comune di Sassi Grossi è previsto un contributo finanziario di 5,4 milioni, 2 dei quali da destinare ad investimenti strategici. Altri fondi potranno comunque essere versati a sostegno di progetti puntuali.

Green Station, aiuto da valutare
Pur definendolo un progetto pregevole e strategico, Gobbi ha poi evidenziato che l’eventuale sostegno finanziario del Cantone per la realizzazione della Green Station Ticino andrà valutato attentamente. Non va infatti dimenticato che per la gestione delle altre aree di servizio autostradale vengono attribuite delle concessioni milionarie in favore dello Stato.
Conclusa anche l’ultima serata informativa, ora la palla passa ai cittadini di Pollegio, Personico, Bodio e Giornico che il prossimo 13 febbraio diranno se il matrimonio a quattro s’ha da fare.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 17 novembre 2021 del Corriere del Ticino

 

Aggregazione a quattro in valle

Aggregazione a quattro in valle

Gran finale per le serate informative sul progetto aggregativo in bassa Leventina, che concerne i Comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio.
L’appuntamento, lunedì 15 novembre alle 20 alla palestra «Fantin» a Giornico, vedrà la partecipazione del direttore del Dipartimento delle istituzioni NormanGobbi.
Sarà l’occasione, 
per il consigliere di Stato, di illustrare i vantaggi della fusione, che sarebbe la seconda nel Distretto dopo il matrimonio (in due fasi) che ha portato alla nascita di Faido.
La votazione consultiva in bassa valle si terrà il 13 febbraio 2022. In caso di sì alle urne vedrebbe la luce Sassi Grossi, un’entità di circa 3.000 abitanti con un Municipio di 7 e un Legislativo di 25 membri.

Da www.cdt.ch

“Lavoriamo per costruire il Ticino di domani”

“Lavoriamo per costruire il Ticino di domani”

Norman Gobbi evidenzia l’importanza del Comuni e presenta un nuovo progetto

Si è ritornati a porre i Comuni al centro dell’attenzione questa settimana, con una novità assoluta per la Svizzera: il progetto del “Buon governo”. Ne abbiamo parlato con il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Il Dipartimento delle istituzioni sta lavorando su tre assi di intervento per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune. Da un lato – quello più conosciuto – è legato alla dimensione del Comune, ossia il grande cantiere delle aggregazioni. Poi c’è la riforma dei compiti, caratterizzata dal progetto del Consiglio di Stato Ticino2020. Quale terzo asse vi è la riforma del funzionamento del Comune, ossia con quali strumenti e procedure governare. Qui si inserisce il progetto del “Buon governo”.

Ma concretamente di che cosa si tratta? “Il progetto del “Buon governo” – precisa il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – tocca la revisione dei meccanismi sui quali si fonda l’operato dei Comuni. L’iniziativa è portata avanti dalla Sezione degli enti locali (SEL) in collaborazione con i due Comuni di Faido e di Tresa. Grazie all’accompagnamento di alcuni collaboratori della SEL, i due Comuni coinvolti nel progetto pilota potranno adottare nuove modalità di lavoro. L’obiettivo è quello da una parte di adeguare il modo di lavorare per essere al passo con i tempi e soddisfare le nuove esigenze dei cittadini e dall’altra di seguire le procedure corrette per evitare ad esempio di commettere errori formali che potrebbero anche sfociare in sanzioni”.

Come abbiamo detto si tratta di una prima a livello svizzero. “È vero. Si tratta di un progetto innovativo che vede la Sezione degli enti locali assumere un ruolo di consulente nei confronti dei Comuni e che inoltre introduce un approccio più partecipativo. Infatti, basandosi sulla democrazia diretta che regge il sistema federalista svizzero, i cittadini sono coinvolti attivamente nelle fasi del Buon governo in modo da costruire un concetto condiviso e quindi accettato”. 

Quale sarà l’iter di questo progetto pilota? Quando vedremo i risultati? “Dopo le esperienze con i Comuni di Faido e di Tresa che dureranno per tutta la legislatura 2021-2024 si stilerà un bilancio dell’esperienza e le conclusioni saranno inserite nella modifica del quadro normativo (la revisione della Legge organica comunale) che prenderà avvio prossimamente. Sarà musica per la prossima legislatura. Ma l’importante è iniziare ora, direttamente sul terreno, con i due Comuni. In conclusione vorrei ringraziare le autorità e i collaboratori dei Comuni di Tresa e di Faido per aver aderito a questo progetto”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.       

 

Comuni ticinesi – Prosegue la costruzione del Ticino di domani

Comuni ticinesi – Prosegue la costruzione del Ticino di domani

Comunicato stampa

Sono tre gli assi di intervento sui quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune: la riforma dei compiti, della dimensione e del funzionamento. In quest’ultimo ambito si inserisce il progetto “Buon governo”, una prima a livello svizzero, che attraverso il coinvolgimento dei Comuni e dei cittadini intende accompagnare le realtà comunali nell’adottare strumenti di lavoro appropriati e al passo con i tempi. È quanto presentato oggi in conferenza stampa dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi con la partecipazione del Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dei sindaci di Faido Corrado Nastasi e di Tresa Piero Marchesi.  

L’evoluzione delle aspettative della cittadinanza nei confronti delle istituzioni, i cambiamenti avvenuti dal punto di vista socio-economico e territoriale nonché la crisi sanitaria in corso hanno mutato profondamente le realtà locali. In quest’ottica la Sezione degli enti locali ha intrapreso una serie di riflessioni per ripensare il ruolo e la missione del Comune ticinese.
In particolare si sta lavorando su tre fronti:

1.    la riforma della dimensione – con quali risorse governare (Aggregazioni)
2.    la riforma dei compiti – in quali ambiti governare (Ticino2020)
3.    la riforma del funzionamento – con quali strumenti e procedure governare (Responsabilità sociale del Comune, Buon governo)  

Nella revisione dei meccanismi sui quali si fonda l’operato dei Comuni si inserisce il modello del “Buon governo”, il progetto presentato in conferenza stampa dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e dal Capo della Sezione degli enti locali (SEL) Marzio Della Santa. Un’iniziativa, portata avanti dalla SEL con l’adesione dei Comuni di Faido e di Tresa, che vuole ridefinire la metodologia e gli strumenti a disposizione degli enti locali per la gestione della cosa pubblica.  
Grazie all’accompagnamento di alcuni collaboratori della Sezione degli enti locali i due Comuni coinvolti nel progetto pilota potranno adottare nuove modalità di lavoro. L’obiettivo è quello da una parte di adeguare il modo di lavorare per essere al passo con i tempi e soddisfare le nuove esigenze dei cittadini e dall’altra di seguire le procedure corrette per evitare ad esempio di commettere errori formali che potrebbero anche sfociare in sanzioni.  
Si tratta di un progetto innovativo e una prima a livello svizzero che vede la Sezione degli enti locali assumere un ruolo di consulente nei confronti dei Comuni e che inoltre introduce un approccio più partecipativo. Infatti, basandosi sulla democrazia diretta che regge il sistema federalista svizzero, i cittadini sono coinvolti attivamente nelle fasi del Buon governo in modo da costruire un concetto condiviso e quindi accettato.  
Dopo le esperienze con i Comuni di Faido e di Tresa che dureranno per tutta la legislatura 2021-2024 si stilerà un bilancio dell’esperienza e le conclusioni saranno inserite nella modifica del quadro normativo (la revisione della Legge organica comunale) che prenderà avvio prossimamente.