Istituita la Commissione di studio dell’aggregazione tra Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate

Istituita la Commissione di studio dell’aggregazione tra Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’avvio di uno studio di aggregazione tra i comuni di Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate, istituendo la Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto aggregativo.

Dando seguito alle istanze di aggregazione dei municipi di Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate, il Consiglio di Stato ha nominato una Commissione di studio che allestirà la proposta di aggregazione tra i quattro comuni ai sensi della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni. Il Governo valuta con favore questa iniziativa, che si inserisce con coerenza nell’approccio indicato dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Il PCA è infatti impostato quale strumento di indirizzo a supporto delle iniziative promosse dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione comunale e dei servizi alla cittadinanza, in linea con l’ipotesi aggregativa formulata da Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate. Questi comuni appartengono al medesimo comprensorio definito nel PCA, denominato “Malcantone Est”, ed è previsto che gli scenari possano essere realizzati in tappe successive.

Il progetto risponde pertanto pienamente agli orientamenti cantonali in tema di aggregazioni. Come da indicazione dei rispettivi municipi, la Commissione di studio è composta da:

per il Comune di Aranno: Stefano Magini, sindaco – Paolo Felix, vice sindaco

per il Comune di Bioggio: Eolo Alberti, sindaco – Daniele Bianchi, vice sindaco

per il Comune di Neggio: Antonella Notari, sindaco – Gracco Moreno Barberis, vice sindaco

per il Comune di Vernate: Andrea Russi, municipale – Angelo Vegezzi, municipale

e dai quattro segretari comunali, questi ultimi con ruolo tecnico.

Il contatto con il Dipartimento delle istituzioni verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

(Immagine: www.bioggio.ch)

Cantone-Comuni: incontro istituzionale a Tenero sui rapporti tra Legislativo ed Esecutivo

Cantone-Comuni: incontro istituzionale a Tenero sui rapporti tra Legislativo ed Esecutivo

Comunicato stampa

“I rapporti tra Legislativo ed Esecutivo in un contesto di democrazia diretta”: è questo il tema che verrà affrontato durante l’incontro istituzionale Cantone-Comuni previsto per mercoledì 8 settembre a partire dalle 17.00 presso il Centro sportivo nazionale delle gioventù di Tenero.

L’evento si inserisce nel proficuo percorso di collaborazione tra il Cantone e i Comuni per favorire il dialogo tra i due livelli istituzionali. L’incontro si aprirà con i saluti del Presidente del Gran Consiglio Nicola Pini, del Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli e del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Seguirà una relazione da parte del politologo Oscar Mazzoleni, sul tema dell’incontro, ovvero i rapporti tra Legislativo ed Esecutivo in un contesto di democrazia diretta. La tematica sarà approfondita successivamente durante la tavola rotonda, alla quale parteciperanno, oltre agli oratori succitati, anche la presidentessa del Legislativo di Lugano, Tessa Prati, il sindaco di Bioggio, Eolo Alberti e la segretaria comunale di Ascona, Paola Bernasconi. I lavori si concluderanno verso le 18.30 con un aperitivo.

L’invito è stato rivolto non solo a sindaci e segretari comunali, ma anche ai presidenti dei Legislativi comunali, attori specificatamente coinvolti nel tema scelto per questo incontro istituzionale. Si ricorda a chi non si fosse ancora annunciato che lo potrà fare entro questa sera, giovedì 2 settembre, telefonando al segretariato della Sezione enti locali (091 814 17 11).

Promozione dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese nei Comuni

Promozione dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese nei Comuni

Comunicato stampa

Dopo aver recentemente adottato nuove e importanti misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese per il periodo 2021-2023, il Governo intende sostenere anche i Comuni nel migliorare ulteriormente le loro competenze in questo ambito. A questo proposito il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) e il Dipartimento delle istituzioni (DI) hanno elaborato un apposito sondaggio attraverso il quale stabilire il livello di sensibilità dei Comuni attorno al tema.

La pandemia ha offerto l’occasione di rafforzare alcune dinamiche in atto, tra cui quella dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale delle imprese, che il Consiglio di Stato aveva inserito nel Programma di legislatura 2019-2023. Questi stessi temi sono inoltre parte integrante dell’attuale strategia di sviluppo economico del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) che, nella scorsa legislatura, ha promosso diverse misure per incentivare la responsabilità sociale delle imprese, anche in collaborazione con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e le associazioni economiche quali la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (CC-TI), l’Associazione industrie ticinesi (AITI) e l’Associazione Bancaria Ticinese (ABT).

A ciò si aggiunge ora il fatto che, recentemente, il Consiglio di Stato ha deciso di mettere a disposizione, per il periodo 2021-2023, 450’000 franchi per adottare ulteriori misure nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese. In particolare sono previste l’introduzione di un sostegno diretto alle aziende che investono nella formazione di un proprio responsabile CSR, l’organizzazione di attività ed eventi volti a favorire l’ulteriore sviluppo di una cultura comune sulla responsabilità sociale delle imprese, la promozione della formazione in merito al criterio di aggiudicazione CSR nell’ambito delle procedure di commesse pubbliche e la continuazione della collaborazione con il Centro di competenze management e imprenditorialità, settore CSR e rendicontazione sostenibile della SUPSI. SUPSI che contribuisce a svolgere degli studi di approfondimento sul tema e a misurare i progressi, mappare le buone pratiche e fornire un supporto per le attività di formazione e sensibilizzazione.

Su questa linea, i Comuni sono a loro volta chiamati ad attivarsi, in maniera coordinata con Cantone e Confederazione, facendosi promotori di comportamenti socialmente responsabili. Ciò significa in primo luogo riconoscere il proprio ruolo e la propria missione all’interno del nostro sistema istituzionale, differenziandolo da quello degli altri due livelli di governo. Il periodo di pandemia ha evidenziato l’importanza assunta dagli enti locali nel determinare la qualità di vita residenziale dei cittadini e delle imprese che vi hanno domicilio. Ciò avviene in modo particolare sviluppando politiche proprie in ambiti quali l’impegno civico, la qualità dell’ambiente, l’infrastruttura e i servizi, la cultura e il tempo libero e la situazione abitativa (in riferimento alle dimensioni della qualità di vita definite dall’OCSE). Essere un Comune socialmente responsabile significa promuovere politiche locali sostenibili, ossia attente al benessere economico, sociale e ambientale dell’intera collettività. Alle dimensioni più squisitamente istituzionali si aggiungono quelle operative, che vedono il Comune confrontarsi con le imprese in quanto esso stesso erogatore di beni e servizi.

Affinché i Comuni siano incentivati ad assumere comportamenti esemplari e diventino parte attiva sul tema, occorre però che, come per le imprese, abbiano a disposizione degli indicatori comuni e significativi, che permettano ai Comuni stessi di misurare il loro posizionamento rispetto ad altre realtà.

In quest’ottica, il DFE e la Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni (DI) hanno avviato il progetto “Comune socialmente responsabile”. In collaborazione con la SUPSI, è stato in particolare elaborato un sondaggio che nelle prossime settimane verrà indirizzato ai Comuni. Grazie a quest’ultimo e al successivo rilevamento di una serie di indicatori, nel corso dell’autunno sarà possibile stabilire il livello di sensibilità dei Comuni sul tema, il loro posizionamento rispetto ad alcuni indicatori trasversali, così come lo stato di avanzamento delle buone pratiche. Durante il progetto verrà inoltre avviato un gruppo di lavoro che avrà il compito di precisare strumenti e procedure necessarie a un cambiamento di impostazione politico-amministrativa, la cui dimensione culturale è rilevante, ragion per cui sono previsti momenti di formazione e di dibattito sugli aspetti più significativi.

Alla conferenza stampa odierna hanno partecipato anche i Sindaci di Mendrisio e di Stabio, Samuele Cavadini e Simone Castelletti, che hanno portato l’esperienza in materia dei rispettivi comuni, sia in relazione a quanto fatto in passato, sia in relazione ai progetti e orientamenti futuri.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la seconda seduta ordinaria del 2021 – la 58. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura della riunione, è stato introdotto il tema della composizione della Piattaforma per il periodo 2021/2024. I nominativi dei rappresentanti comunali saranno definiti entro la seduta del 15 settembre, per tenere conto dei risultati delle elezioni comunali dello scorso 18 aprile e delle elezioni dei sindaci del 16 maggio.

Il Dipartimento del territorio ha in seguito risposto ad alcune sollecitazioni in merito all’autonomia comunale in materia di pianificazione, fornendo alcune rassicurazioni e manifestando la volontà di proseguire il dialogo su questi temi.

La Delegata per le pari opportunità Rachele Santoro ha quindi fornito una serie di chiarimenti in merito alle nuove disposizioni federali sulla parità dei sessi, precisando quali sono le attese nei confronti dei Comuni che impiegano più di 100 collaboratori; a questo scopo, sono state condivise alcune esperienze realizzate nell’Amministrazione cantonale e nelle località che hanno già svolto l’analisi prevista dalla Legge federale. È stata infine formalizzata la proposta di creare un gruppo di lavoro tecnico e politico.

Per quanto riguarda la gestione della pandemia, il Dipartimento della sanità e della socialità ha illustrato brevemente l’attuale situazione epidemiologica. Il quadro attuale risulta confortante e ha indotto il Consiglio federale ad annunciare, oggi, una nuova serie di allentamenti delle restrizioni. Sono inoltre stati forniti aggiornamenti sulla campagna di vaccinazione in Ticino, che procede speditamente.

In merito alla riforma «Ticino 2020», è stato poi ricordato che nel mese di aprile si è conclusa la verifica della nuova ripartizione di compiti e flussi fra Cantone e Comuni. I membri della Piattaforma hanno concordato i prossimi passi, tra i quali figurano la conclusione dello studio di fattibilità e l’apertura della fase di consultazione, prevista nel mese di settembre.

Il Dipartimento delle istituzioni ha infine aggiornato sulla riforma delle Autorità di protezione, che prevede l’istituzione delle nuove Preture di protezione. La consultazione sul progetto si è conclusa lo scorso 30 aprile, e durante il mese di giugno la Divisione della giustizia ne presenterà i risultati. In seguito, saranno organizzati incontri con tutte le parti interessate.

La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per mercoledì 15 settembre 2021.

“Oggi c’è voglia di elezioni comunali”

“Oggi c’è voglia di elezioni comunali”

Norman Gobbi a poco più di un mese dal rinnovo di Municipi e Consigli comunali

Manca poco più di un mese alle elezioni comunali. In questo contesto di pandemia, tra chiusure e aperture, la situazione risulta confusa. “Una certezza c’è: quest’anno le elezioni si terranno!, afferma il Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “Si tratta di un segnale forte – in una situazione così pesante per tutti noi – della volontà di tornare a vivere la normalità. Le istituzioni rivendicano a gran voce il loro ruolo, anche e soprattutto davanti a questa crisi. Per affermare che le difficoltà, quando ci sono, devono essere affrontate e superate. Un anno fa eravamo in una situazione del tutto inedita, che aveva colpito il mondo intero. Allora era giusto che si procrastinasse il voto, perché nell’opinione pubblica c’era preoccupazione e molta paura. Da quella esperienza abbiamo imparato molte cose. Inoltre, a distanza di 12 mesi abbiamo i vaccini, che da subito hanno protetto la fascia più a rischio, ossia gli anziani, diminuendo in modo sensibile il numero di morti legati al coronavirus”.

Quella scelta del Consiglio di Stato fu molto criticata… “Lo so e comprendo chi l’ha criticata. Però sono convinto che fu la decisione giusta. Abbiamo chiesto ai municipali e ai consiglieri comunali in carica – in particolare a coloro che avevano deciso di non più ricandidarsi – uno sforzo supplementare per il bene dei loro concittadini. Per questo li ringrazio”, sottolinea il presidente del Governo Norman Gobbi.

“La voglia di normalità in un contesto che richiede ancora prudenza e il rispetto delle norme contro il contagio – prosegue il nostro interlocutore – la si può vedere nelle innumerevoli iniziative che i candidati, i partiti e i movimenti stanno mettendo in campo. Sfruttando in particolare i contatti… digitali. La crisi legata al coronavirus ha accelerato dinamiche di comunicazione e di rapporti differenti rispetto al passato”. Ma a lei non mancano… il buon vecchio aperitivo organizzato da questo o quel candidato, la risottata della Lega e altri incontri del genere? “Certo che mi mancano! La limitazione dei rapporti umani rappresenta una delle criticità più importanti di questa pandemia. Lo vediamo a più livelli. Però la ricerca di occasioni di contatto diverse permetterà di raggiungere potenziali elettori diversi. E qui penso anche ai più giovani. Senza dimenticare che i tradizionali volantini continueranno ad arrivare nelle nostre bucalettere. Anche in questo contesto occorre quindi fare di necessità virtù. È uno degli insegnamenti che il coronavirus ci lascerà in eredità”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Aggregazione nel Medio Malcantone: costituita la Commissione di studio

Aggregazione nel Medio Malcantone: costituita la Commissione di studio

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione formulata dai municipi di Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio, estendendo d’ufficio il comprensorio al Comune di Astano, e ha istituito la Commissione di studio incaricata di elaborare un progetto aggregativo tra i cinque comuni.

Lo scorso 3 febbraio 2021 i municipi di Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio hanno sottoscritto un’istanza congiunta per l’avvio di una procedura aggregativa nel loro comprensorio, aderendo all’eventualità che venga coinvolto anche il limitrofo Comune di Astano.
Quest’ultimo, dopo le dimissioni dell’allora Municipio e la ripetuta mancata disponibilità di candidati alla carica di municipale, da agosto 2020 è in gerenza a seguito di un provvedimento dell’Autorità di vigilanza, in attesa che si costituisse un municipio con le prossime elezioni comunali. Tuttavia, ad Astano non è stata depositata alcuna candidatura entro il termine ordinario (8 febbraio 2021) e neppure entro il secondo termine fissato dal Consiglio di Stato (1° marzo 2021) per un’eventuale elezione prorogata. Il Comune si trova quindi nuovamente nell’impossibilità di costituire un municipio con legittimazione popolare. Questo elemento rafforza ulteriormente la necessità di una soluzione aggregativa, che era e rimane una priorità collegata anche al supporto finanziario cantonale straordinario di cui Astano ha potuto beneficiare in vista, per l’appunto, di un’aggregazione.
L’istanza di Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio aperta all’inclusione di Astano, rende ora attuale e concreta una prospettiva aggregativa per Astano nel comprensorio del Medio Malcantone, mentre l’eventualità di un’entrata in materia con Tresa – a suo tempo unica ipotesi aggregativa concretamente ipotizzabile e promossa dall’allora Municipio con l’accordo dell’Assemblea comunale – si protrae ulteriormente e non è possibile valutare una tempistica, il Comune di Tresa non essendo ancora costituito.
Il Consiglio di Stato ha pertanto stabilito di inserire d’ufficio il Comune di Astano nello studio che sta per essere avviato nel Medio Malcantone, scenario riguardo al quale il precedente Municipio di Astano aveva formalizzato la propria apertura a entrare se del caso in materia.
I comuni di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio sono confinanti e appartengono, come peraltro Tresa, allo scenario “Malcantone Ovest” del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), approvato dal Consiglio di Stato e all’esame del Gran Consiglio, che prevede la possibilità di realizzare gli scenari in tappe successive. Il comprensorio è quindi in linea con gli orientamenti della politica cantonale in tema di aggregazioni.

La Commissione di studio, su proposta dei rispettivi municipi, è composta da:

  • Bedigliora: Nicoletta Ferretti-Gianella, Municipale (sostituto: Tiziano Belloni, Sindaco)
  • Curio: Gianni Nava, Sindaco (sostituta: Franca Ponti, Municipale)
  • Miglieglia: Marco Marcozzi, Sindaco (sostituta: Fabia Orlando, Municipale)
  • Novaggio: Paolo Romani, Sindaco (sostituto: Igor Negri, Segretario comunale)

Il Gerente di Astano è invitato a trasmettere al Consiglio di Stato le proposte di nominativi in rappresentanza del Comune entro la fine del mese di aprile 2021. Fino alla designazione, o in caso di mancata disponibilità di persone a far parte della Commissione, in quest’ultima il Comune di Astano sarà rappresentato dal Gerente.
La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con il Dipartimento delle istituzioni verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

(Foto: www.novaggio.ch)

‘Più degli aiuti conta la visione di sviluppo’

‘Più degli aiuti conta la visione di sviluppo’

Norman Gobbi commenta la situazione di pareggio (2 sì e 2 no) scaturita dai quattro Cc

Due a due e palla al centro. La ‘partita’ in corso per la creazione del nuovo Comune della Bassa Leventina aggregando Giornico, Bodio, Pollegio e Personico riparte dal pareggio scaturito il 22 febbraio dalle votazioni dei rispettivi Consigli comunali (positive nei primi due casi, negative negli altri due). Ora la commissione di studio e i quattro Municipi dovranno inviare al Consiglio di Stato i rispettivi preavvisi includendo quelli dei Legislativi. Poi sarà avviata la procedura che porterà alla votazione consultiva popolare prevista il prossimo autunno. Il cui esito farà da base alla valutazione governativa all’indirizzo del Gran Consiglio (varare o abbandonare l’aggregazione ed eventualmente con quanti Comuni). Decisione parlamentare che sarà impugnabile con referendum e ricorsi. Di fronte al recente pareggio che getta un’ombra d’incertezza in più sul progetto, pareggio che molto probabilmente rispecchia anche il ‘sentire’ della popolazione, abbiamo raccolto l’opinione del consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore delle Istituzioni e ‘padre’ del Piano cantonale delle aggregazioni.

Anzitutto l’esito delle votazioni nei quattro Cc. Cosa pensa dello scetticismo emerso guardando al medio e lungo termine tra riforma Ticino 2020 e nuova perequazione?
Questo progetto aggregativo ha preso avvio nel lontano 2013. Otto anni di gestazione per un’iniziativa che non fu promossa dai locali Municipi, come avviene d’abitudine, ma da un gruppo di cittadini determinati nel dare al comprensorio un nuovo assetto istituzionale, capace di meglio affrontare le sfide sociali ed economiche che caratterizzano la regione. Per due dei Comuni interessati si tratta di un’aggregazione che per certi versi potremmo definire quasi di necessità, mentre per gli altri due di un’aggregazione – in questo momento – di opportunità. E sappiamo benissimo che è più facile rassegnarsi di fronte alla necessità che cogliere un’opportunità. Il progetto di riforma Ticino 2020, sia per le ipotesi di diversa ripartizione dei compiti e dei flussi tra Cantone e Comuni, sia per la revisione del sistema perequativo, poggia su Comuni capaci di assumere i nuovi spazi di autonomia responsabilmente sul piano politico e amministrativo. I Comuni che non avranno questa capacità non potranno verosimilmente trarre tutti i vantaggi prospettati con la riforma istituzionale in corso.

Un segnale chiaro, quindi, rivolto agli scettici e ai contrari e che il sindaco di Personico, Emilio Cristina, ha rimarcato su queste colonne subito dopo le quattro votazioni. Ma a suo giudizio, cosa potrebbe far cambiare loro idea? Forse la garanzia di un aiuto finanziario cantonale più elevato?
Gli aiuti finanziari concessi dal Cantone non sono frutto di un mercanteggio. Il mio Dipartimento è chiamato ad assicurare le basi della possibile promozione dello sviluppo del comprensorio interessato, per esempio sostenendo i progetti di sviluppo socio-economico che le Commissioni di studio prospettano (le decisioni attuative spetteranno alla futura comunità), ma anche un’equità di trattamento tra un progetto e l’altro. Equità stabilita in base a criteri uniformi, che tengono in particolare conto della situazione finanziaria di partenza dei Comuni che vogliono aggregarsi, calibrando l’aiuto cantonale in modo che il nuovo Comune possa, con una gestione attenta, realizzare quanto previsto mantenendo un equilibrio finanziario autonomo e sostenibile anche a lungo termine. Le aggregazioni di opportunità conclusesi con successo negli ultimi anni dimostrano che non è stato tanto l’ammontare degli aiuti finanziari promessi dal Cantone a far pendere l’ago della bilancia a favore del nuovo Comune, quanto piuttosto la visione di sviluppo socio-economico che la Commissione è riuscita a elaborare e comunicare alla popolazione. Se così non fosse, non si spiegherebbero i consensi espressi dai cittadini dei Comuni che con l’aggregazione si sono visti aumentare il moltiplicatore d’imposta.

A proposito di visione, a Pollegio il rapporto di maggioranza della Commissione della Gestione in Cc ritiene il progetto a quattro riduttivo e vecchio ed evidenzia la mancata riflessione sul possibile coinvolgimento di Biasca. Ragionare su questo punto non sarebbe forse opportuno?
Ricordo che la popolazione di Pollegio nel 2011 aveva bocciato l’idea di un’aggregazione con Biasca. Quanto espresso dalla Commissione della Gestione, se non è stato detto per opporsi anche a questo progetto aggregativo, evidenzia un interessante cambiamento di attitudine, riferito però a un progetto che neppure esiste. In questo momento l’unico progetto avviato in conformità alla Legge sulle aggregazioni riguarda il comprensorio dei quattro Comuni della Bassa Leventina. Mentre l’ipotesi di estenderlo a Biasca – che nel caso dovrebbe raccogliere l’adesione di tutti i cinque Comuni e dei promotori della petizione e implicherebbe l’allestimento di uno studio completamente nuovo – non è stata formalizzata nel corso degli anni.

Sempre in materia di sviluppo, la zona industriale di Bodio e Giornico dal 2019 è riconosciuta dal Cantone come Polo di sviluppo economico (Pse). Uno sviluppo che non si capisce come possa concretizzarsi, se già la vicina Zona industriale d’interesse cantonale (Ziic) di Biasca da decenni fatica a raggiungere i livelli auspicati. Cosa si sta facendo per rafforzare il Pse, rispondendo così ai timori dei contrari all’aggregazione?
La capacità di sviluppo economico di una regione dipende da diversi fattori quali la disponibilità di terreni, l’accesso a vie di traffico veloci o a forza lavoro qualificata, ma anche dalla qualità di vita residenziale per chi vuole andarvi a lavorare o a creare impresa, o dalla capacità dell’ente locale di disporre di un’amministrazione capace, di Piani regolatori adeguati e di dotare il comprensorio delle necessarie infrastrutture pubbliche. In questo senso ogni realtà ha le proprie specificità e le proprie chance. Quello che è certo è che tutto questo ha molte più probabilità di concretizzarsi sotto l’azione di un solo Comune.

Fondamentale sarà la capacità di convincere la popolazione. Tuttavia con due Legislativi contrari su quattro la missione sembra quasi impossibile. Quale messaggio forte sarà portato avanti per cercare di costruire il necessario consenso?
Il Cantone tramite i servizi del mio Dipartimento promuove le aggregazioni che nascono dal basso. La Sezione degli enti locali, in questo senso, offre il proprio supporto, affiancando la Commissione di studio e il consulente scelto dai Comuni, per imbastire un’informazione che contenga tutti gli argomenti utili alla creazione di un consenso. Questa opportunità non viene sempre colta dai Comuni o non lo viene in tempo utile; ma a prescindere da ciò spetta ai membri della Commissione di studio, che vivono e conoscono la realtà del nuovo Comune, elaborare una visione e progetti di sviluppo socioeconomico capaci di rispondere ai bisogni e alle aspettative sentiti dalla popolazione. Quando questo non avviene, spesso l’esito è negativo.

Intervista pubblicata nell’edizione di martedì 2 marzo 2021 de La Regione

(Foto: www.bodio.ch)

Elezioni comunali: “C’è bisogno di una forte partecipazione”

Elezioni comunali: “C’è bisogno di una forte partecipazione”

In una situazione straordinaria, una risposta straordinaria

Stiamo entrando nell’ultima settimana utile per l’allestimento delle liste elettorali in vista del rinnovo dei Municipi e dei Consigli comunali. “È un momento importante – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Dopo il rinvio forzato dell’appuntamento elettorale di un anno fa i Comuni hanno continuato nel loro impegno a favore dei cittadini. In questi ultimi 12 mesi segnati dalla lotta al coronavirus gli enti locali sono entrati ancora più in contatto con la popolazione, in quel lavoro di prossimità che li contraddistingue. Assicurare i servizi essenziali anche durante il lockdown è stato impegnativo, ma tutti sono riusciti nell’intento. Immaginare sostegni tangibili e agevolazioni per venire in aiuto a chi è stato messo in difficoltà dal virus ha rappresentato lo sforzo principale nella seconda parte di questa crisi. Proprio in questi mesi abbiamo compreso ancora meglio quanto sia essenziale l’attività dei Comuni, che – per rimanere nel contesto di questa crisi – adesso si manifesta nella campagna di vaccinazione che stiamo portando avanti”.

Ma che campagna elettorale sarà questa che non ci permetterà di avere i contatti personali e di gruppo ai quali eravamo abituati in passato? “Prima di tutto vorrei ringraziare tutte le candidate e tutti i candidati che hanno deciso di mettersi in lista. E a coloro che sono ancora indecisi vorrei dire che l’attività politica a livello comunale può dare grandi soddisfazioni, perché quanto viene pensato può trovare un’applicazione e conseguentemente un risultato quasi immediati. Abbiamo bisogno di persone che – attraverso nuove idee – possano far crescere il nostro Cantone. E sappiamo bene che questa crescita passa in primo luogo dai Comuni. Per ritornare alla domanda: a situazioni straordinarie occorre saper dare risposte straordinarie. Sarà così anche per le candidate e i candidati che dovranno trovare sistemi nuovi per farsi conoscere meglio. Sono sicuro che i cittadini comprendono molto bene il contesto che stiamo vivendo e che sapranno avere un occhio di riguardo per le sollecitazioni – mi auspico sempre positive – che giungeranno dai candidati. Non bisogna mai sottovalutare la capacità della gente di volersi informare per poi esprimere un voto a questo o a quel candidata/o”.

Non è ancora il momento di parlare della macchina organizzativa che caratterizzerà lo spoglio e la lettura dei risultati. Avremo modo di ritornarci. Per lei, in qualità di responsabile del Dipartimento che più da vicino si occupa dei Comuni e soprattutto quest’anno in cui è pure presidente del Governo che cosa rappresenta l’appuntamento con le urne del prossimo 18 aprile? “Per il nostro sistema istituzionale i Comuni sono linfa vitale. Sono l’organizzazione democratica su cui è retto il federalismo. La nostra storia ce lo insegna. Per questo ogni appuntamento elettorale a livello comunale è importante. Lo è ancora di più oggi proprio in considerazione di questo particolare momento. La mia speranza è che tali fattori portino tanta gente a esprimere il loro voto. Ne abbiamo bisogno, dopo aver messo in stand-by – per forza di cose – questo importante diritto democratico”, conclude il presidente del Governo Norman Gobbi.

 

Approvato il messaggio per l’aggregazione di Val Mara

Approvato il messaggio per l’aggregazione di Val Mara

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio che propone al Gran Consiglio la costituzione del nuovo Comune di Val Mara formato da Maroggia, Melano e Rovio, che in votazione consultiva avevano accolto a larga maggioranza il progetto aggregativo, con l’esclusione di Arogno, dove a prevalere furono i voti negativi.

Lo scorso 18 ottobre 2020 la cittadinanza di Maroggia, Melano e Rovio ha accolto in votazione consultiva l’aggregazione di Val Mara, con adesioni comprese tra il 63% e il 67%, mentre quella di Arogno l’ha respinta con il 53% di no. Dopo aver ponderato tutti gli elementi sul seguito da dare al progetto e aver sentito gli attori interessati, il 18 novembre 2020 il Consiglio di Stato ha deciso e comunicato che avrebbe proposto al Gran Consiglio l’aggregazione dei tre comuni favorevoli e il conseguente abbandono per Arogno. Questo considerando in particolare la volontà dei cittadini espressa in formale votazione e valutato che per Arogno l’aggregazione costituisce in questo momento ancora prevalentemente un’opportunità piuttosto che una necessità.
Come già fu il caso a Sessa in circostanze per certi versi analoghe, dopo la comunicazione dell’orientamento governativo di escludere Arogno dall’aggregazione, su iniziativa di alcuni cittadini è stata avviata una petizione che chiede di includere Arogno nel Comune di Val Mara. La petizione – che ha raccolto 309 firme – è stata consegnata di recente ed è stata trasmessa al Gran Consiglio.
Con la proposta di aggregazione limitata ai soli comuni che hanno espresso parere favorevole, il Consiglio di Stato mantiene una linea restrittiva in materia di aggregazioni coatte, il che non significa ancora che questa via sia del tutto improponibile o insostenibile nel concreto caso rispetto alle condizioni di legge e alla giurisprudenza del Tribunale federale. Quest’ultimo riserva infatti un certo margine di apprezzamento sulle aggregazioni in via coatta, lasciando uno spazio di giudizio prettamente politico all’Autorità cantonale competente per decretare le aggregazioni, ossia il Gran Consiglio.
Quanto alla tempistica, a Maroggia, Melano e Rovio non si svolgeranno le elezioni previste il prossimo aprile e resteranno in carica gli attuali municipi e consigli comunali, essendo già stato deciso il differimento. Il 18 aprile 2021 andranno invece regolarmente a votare i cittadini di Arogno, comune nel quale la legge non permette il differimento delle elezioni indipendentemente dalle decisioni del Gran Consiglio sul progetto aggregativo.
L’entrata in funzione del nuovo Comune di Val Mara, con l’elezione del Municipio e del Consiglio comunale, avverrà dopo la crescita in giudicato della decisione del Gran Consiglio, entro un anno dalle elezioni generali, riservati eventuali ricorsi. La data delle elezioni verrà stabilita in seguito dal Consiglio di Stato.

“I Patriziati sono un ponte tra le nostre radici e il futuro”

“I Patriziati sono un ponte tra le nostre radici e il futuro”

Istituito un nuovo servizio all’interno della Sezione degli enti locali

Novità all’interno della Sezione degli enti locali (SEL) del Dipartimento delle istituzioni. Infatti è stato deciso di instituire il settore Patriziati, un nuovo servizio operativo dal settembre scorso. “Si è trattato di un ulteriore riconoscimento dell’importanza dei Patriziati come istituzione vicina ai cittadini e che opera nella gestione e nella valorizzazione del territorio”, afferma di Consigliere di Stato e direttore del DI Norman Gobbi. “I 200 enti patriziali dovranno affrontare numerose sfide nei prossimi anni. Da qui la necessità di essere – come Amministrazione cantonale – ancora più a loro disposizione per sostenerli e incoraggiarli. Anche perché riteniamo essenziale il loro apporto soprattutto in quelle realtà territoriali in cui vi è stata un’aggregazione comunale. Il Patriziato deve mantenere le proprie caratteristiche (che sono tradizionalmente quelle della cura del territorio e della salvaguardia delle nostre radici), ma anche poter sviluppare nuove competenze, come la promozione economica nelle regioni periferiche e rafforzare lo spirito comunitario, in modo particolare, come detto, nei comuni aggregati”.

Ma di che cosa si occupa il nuovo servizio? “In primo luogo sottolineo che il nuovo servizio non comporterà spese supplementari per il Cantone. Il tutto rientra in una nuova strutturazione della SEL. Per tornare alla domanda: oltre a quanto già ricordato – precisa il Consigliere di Stato Norman Gobbi – questo servizio si occupa di evadere le istanze per l’ottenimento dei sussidi finanziari stanziati dal Fondo di aiuto patriziale e dal Fondo per la gestione del territorio. Nel corso del 2019 sono aumentati notevolmente (47 nuove istanze, a fronte delle 17 dell’anno precedente); questo elemento testimonia il dinamismo che caratterizza diversi enti patriziali. Questi due fondi ammontano complessivamente nel 2020 a un milione di franchi, di cui 350mila a carico dei Patriziati stessi. Inoltre, il neo settore offre consulenza e garantisce la vigilanza su tutti i Patriziati, nonché coordina e supporta i Patriziati nel caso in cui non possano gestire dal profilo amministrativo i propri enti. In questo caso il Consiglio di Stato attribuisce al locale Municipio il mandato di occuparsi dell’amministrazione del Patriziato (nel 2019 e nel 2020 si sono verificati due casi di gerenza). I Patriziati –  conclude il Presidente del Governo – restano un elemento centrale della società ticinese, in un mondo in continua evoluzione.