Aggregazione tra Prato Leventina e Quinto: istituita la commissione di studio

Aggregazione tra Prato Leventina e Quinto: istituita la commissione di studio

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione formulata dai municipi di Prato Leventina e Quinto e ha istituito la Commissione di studio incaricata di elaborare un progetto aggregativo tra i due comuni.

Lo scorso 31 maggio 2022 i Municipi di Prato Leventina e Quinto hanno sottoscritto e trasmesso al Governo un’istanza congiunta per l’avvio di uno studio di aggregazione tra i loro comuni. Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza nominando nel contempo l’apposita commissione incaricata di allestire lo studio aggregativo conformemente alla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni. Parallelamente viene a cadere la procedura aggregativa tra i Comuni di Airolo e Quinto avviata il 14 ottobre 2009; di conseguenza la relativa Commissione di studio è sciolta.
Il Governo valuta positivamente l’iniziativa dei comuni di Prato Leventina e Quinto, che si inserisce in modo coerente nell’approccio indicato dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), approvato nel dicembre 2018 dal Consiglio di Stato e attualmente al vaglio del Gran Consiglio. Il PCA è infatti impostato quale strumento a favore delle iniziative promosse dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione comunale e dei servizi alla cittadinanza, in linea quindi con l’ipotesi aggregativa presentata dai due Comuni leventinesi. I due comuni, già molto uniti da legami territoriali e amministrativi, appartengono al medesimo comprensorio definito nello scenario “Alta Leventina” del PCA. Il progetto risponde pertanto pienamente agli orientamenti cantonali in tema di aggregazioni.

La commissione di studio, i cui rappresentanti sono stati designati dai rispettivi Municipi, è composta da:

per Prato Leventina:

  • Davide Gendotti, Sindaco
  • Enzo Celio, Presidente Commissione della gestione
  • Maria Rita Fransioli, Segretaria comunale

per Quinto:                                    

  • Aris Tenconi, Sindaco
  • Curzio Guscetti, Presidente Commissione della gestione
  • Nicola Petrini, Segretario comunale

La commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con l’autorità cantonale verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

(immagine: www.pratoleventina.ch)

I patriziati ticinesi in Assemblea

I patriziati ticinesi in Assemblea

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15401797

Da www.rsi.ch/news

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I patriziati chiedono l’abbattimento del lupo

Il tema è stato al centro dell’assemblea generale dei delegati tenutasi a Lugano Tiziano Zanetti: «Tra poche settimane tutti gli alpeggi saranno caricati con il bestiame da reddito» Le autorità hanno ribadito l’importanza delle singole realtà per lo sviluppo economico delle regioni

«La situazione è ingestibile e lo sarà ancora di più tra poche settimane, quanto tutti gli alpeggi saranno caricati». A tenere banco durante l’assemblea dell’Alleanza patriziale ticinese (APLA), tenutasi sabato a Lugano, è stato il lupo. I delegati dei 199 patriziati hanno espresso grande «preoccupazione» per l’evolversi della presenza in Ticino del grande predatore. «Le continue predazioni non possono non preoccupare le autorità, anche in corrispondenza dell’imminente presenza massiccia di animali da reddito sugli alpeggi », ha commentato Tiziano Zanetti, riconfermato alla presidenza dell’ALPA. «La morfologia del cantone, in particolare quella degli alpeggi, non consente di applicare le misure di protezione contro i grandi predatori», ha osservato Zanetti, secondo cui «il Ticino, rispetto ad altri cantoni, vive una situazione eccezionale». Di qui, la risoluzione approvata sabato dall’assemblea dei delegati: «Analizzando l’allarmante contesto chiediamo al Consiglio di Stato di allinearsi al Canton Vallese nella richiesta, presentata al Consiglio federale, di aprire la caccia al lupo per alcuni mesi e di affiancare ai guardiacaccia i cacciatori sperimentati, così come avviene nel cantone Uri e nella caccia agli ungulati e ai cinghiali». Il numero di predazioni avute in Vallemaggia è diventato insostenibile, ha aggiunto Zanetti, ricordando come tutto il settore primario sia sotto pressione, in particolare, l’attività pastorizia.

«Una risorsa economica»
Durante l’assemblea si è discusso anche del ruolo presente e futuro dei patriziati. A questo proposito, il sindaco di Lugano, Michele Foletti, in riferimento ai 15 patriziati presenti nel circondario, ha ribadito il valore delle corporazioni che «costituiscono una risorsa economica e uno strumento di sviluppo per tutta la città». Un concetto ribadito anche dal direttore del DI, Norman Gobbi: «In Ticino vogliamo dei patriziati che siano protagonisti dello sviluppo economico, ambientale e culturale del territorio. Noi ci siamo. Siamo al vostro fianco». Senza il sostegno del Comune e del Cantone per molti patriziati sarebbe impossibile far fronte a diversi impegni, ha affermato, dal canto suo, Rinaldo Gobbi, del patriziato di Castagnola e presidente del giorno. Una collaborazione apprezzata anche dal presidente Zanetti, il quale ha sottolineato «il prezioso dinamismo tra patriziati, comuni e cantone, secondo un modello collaudato nel tempo e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Segretariati congiunti
Non mancano, tuttavia, «alcuni punti da migliorare», ha aggiunto Zanetti, in particolare nella gestione amministrativa e corrente di alcuni enti. « La maggior parte dei patriziati ha già introdotto la nuova gestione secondo
i canoni imposti dalla legge». Ai piccoli patriziati che invece si devono ancora adeguare, Zanetti ha lanciato una proposta: «Si potrebbe istituire dei segretariati congiunti, che raggruppano quattro o cinque piccoli patriziati di una regione, con lo scopo di gestire, in maniera professionale e non più a titolo volontario, l’amministrazione corrente».

Un posto negli ERS
Zanetti ha poi ribadito il ruolo dei patriziati nello sviluppo del territorio a valenza turistica. « La collaborazione con le Organizzazioni turistiche (OTR) e con gli Enti regionali di sviluppo (ERS) sono fondamentali». L’obiettivo dei prossimi anni, ha concluso Zanetti, sarà di chiedere e ottenere l’ingresso di un rappresentante dei patriziati in tutti e quattro i vertici degli ERS, «con lo scopo di affinare questa preziosa collaborazione ». 

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 13 giugno 2022 del Corriere del Ticino

Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Comunicato stampa

Si è concluso oggi, martedì 31 maggio, il quarto ciclo di visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi; iniziati nel 2018 a Stabio, questi appuntamenti sono un momento privilegiato per dialogare con le autorità locali. Riprenderanno in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni del Cantone entro la fine della Legislatura. Fra le indicazioni raccolte dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni in quest’ultima tornata, spicca il grande interesse per le pratiche del «Buon governo», già in fase di sperimentazione in Comuni come Faido, Tresa e nel Basso Mendrisiotto. La Sezione degli enti locali risponderà nei prossimi mesi alle numerose richieste ricevute, incontrando i Municipi.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’ispettore comunale Alberto Gamboni, ha incontrato ieri mattina e questa mattina i Municipi di Monteceneri, Isone, Mezzovico-Vira e Torricella Taverne. La conoscenza reciproca, il dialogo e l’approfondimento dei grandi cantieri di riforma portati avanti dal Dipartimento sono stati i temi al centro del programma.
Durante il primo appuntamento, con le autorità del Comune di Monteceneri, il Municipio ha manifestato l’interesse a partecipare al progetto dipartimentale «Buon governo», per coinvolgere la propria cittadinanza sugli importanti progetti da attuare in seguito all’aggregazione. Nella riunione con il Comune di Isone è stata invece messa in evidenza la forza di una piccola e funzionale realtà comunale, dove i rapporti tra istituzioni e cittadini sono molto saldi. In una franca e diretta discussione, è stato possibile guardare anche a un’ipotetica e futura aggregazione, che potrebbe rappresentare un passo significativo per soddisfare le crescenti necessità dei cittadini.
Nel terzo incontro, il Municipio di Mezzovico-Vira ha ricordato il benessere del proprio Comune e la soddisfazione della propria popolazione, dichiarandosi comunque favorevole a un ulteriore coinvolgimento della cittadinanza. Durante l’ultima riunione, con il Comune di Torricella Taverne, il Municipio ha infine illustrato i progetti del Comune ricordando alcune iniziative promosse e dicendosi pure interessato al progetto «Buon governo».
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ringraziato tutti i Municipali incontrati per l’impegno, la dedizione e il sacrificio profusi al servizio delle istituzioni: «Un agire nobile e altruistico che ben rappresenta lo spirito federalista che caratterizza la Confederazione». La forza del nostro Paese, ha ricordato il Consigliere di Stato, «è una democrazia viva e dinamica, nella quale il ruolo dei Municipi è anche di stimolare i propri cittadini a interessarsi alla cosa pubblica». Proprio in quest’ottica si inseriscono progetti dipartimentali come il «Buon governo», la cui validità è «confermata dall’entusiasmo delle comunità locali».
Proprio a questo riguardo Marzio Della Santa ha sottolineato come «questi incontri ci permettano di toccare con mano quanto sia importante coinvolgere maggiormente la cittadinanza nei processi decisionali». I motivi sono svariati: alcuni Municipi sono demotivati nel vedere molti progetti comunali affossati da referendum e votazioni, altri faticano a trovare persone che si mettano a disposizione della cosa pubblica. «La risposta», ha spiegato il capo della Sezione degli enti locali, «è proprio il coinvolgimento – perciò ci soddisfa che molti Esecutivi abbiano manifestato interesse ai nostri progetti, e nei prossimi mesi pianificheremo una serie di incontri per approfondire il tema. Da ultimo sottolineerei come in generale i Comuni abbiano chiesto la possibilità di avere un percorso formativo ad hoc per i municipali”.
La quinta serie di incontri fra i vertici del Dipartimento delle istituzioni e le autorità comunali – iniziata nel 2018 a Stabio – proseguirà in autunno, con l’obiettivo di visitare quasi tutti i Comuni entro la fine della legislatura.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la seconda seduta ordinaria del 2022 – la 61. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura di riunione il Dipartimento della sanità e della socialità ha illustrato la soluzione identificata per dare seguito a una mozione del 2013 in materia di servizi di primo intervento, che chiedeva tra l’altro l’aumento del contributo cantonale e una diversa ridistribuzione delle risorse.  
Per quel che concerne la riforma «Ticino 2020», è stato poi ricordato che sono in corso alcuni approfondimenti per garantire la neutralità finanziaria del progetto, cantonalizzando alcune risorse comunali e compensando il contributo comunale al finanziamento dei compiti cantonali. I Comuni saranno coinvolti in un’informazione consultiva nel corso dell’autunno. A inizio maggio sono inoltre iniziate le riunioni di un Gruppo di lavoro, composto da politici e tecnici, che dovrà giungere a un accordo sulla gestione del settore anziani. È stato poi comunicato che il Gruppo di lavoro dedicato al tema della perequazione finanziaria sta consolidando il modello per il contributo di livellamento, partendo da una base già in parte definita.  
In merito alle misure messe in atto per l’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, il Governo ha colto l’occasione per ringraziare i Comuni per l’importante supporto che stanno assicurando al Cantone e ha informato su alcune misure intraprese dalle autorità cantonali.
Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi spiegato che il conflitto ha riattivato nella popolazione l’interesse per le strutture protette di Protezione civile. La Sezione del militare e della protezione della popolazione intende ora verificare lo stato dei rifugi pubblici e privati presenti negli edifici comunali, tenendo conto che l’attribuzione dei posti avviene solo in caso di necessità, ed è in ogni caso di competenza dei Comuni e delle organizzazioni di Protezione civile. Nei prossimi mesi, i collaboratori della sezione prenderanno contatto con le Amministrazioni comunali per pianificare un ciclo di sopralluoghi.  
Il Dipartimento delle istituzioni ha infine aggiornato su una serie di temi di propria competenza. Per quanto riguarda la riforma delle Autorità di protezione – con l’istituzione delle nuove Preture di protezione approvate dal Consiglio di Stato lo scorso 21 dicembre – è stato ricordato che nel caso in cui il Parlamento dovesse approvare il messaggio nel mese di giugno il popolo dovrà esprimersi in votazione popolare, trattandosi di una modifica costituzionale. Il Dipartimento intende organizzare una serie di momenti informativi sul territorio, coinvolgendo i Comuni e le Autorità regionali di protezione. Infine, in merito alla lotta alla violenza domestica, sono state ricordate le misure annunciate dal Consiglio di Stato nel novembre scorso, ed è stato anticipato che entro fine anno saranno organizzati degli incontri mirati con i Comuni.

La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per martedì 13 settembre 2022.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni del Mendrisiotto

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni del Mendrisiotto

Comunicato stampa

Continuano le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. I temi all’ordine del giorno degli appuntamenti con alcuni Municipi del Mendrisiotto sono stati l’aggregazione del Basso Mendrisiotto che entrerà nel vivo a inizio giugno e le iniziative che si possono attuare per rendere la cittadinanza attiva. A questo proposito la Sezione degli enti locali sta valutando di inserire nella riforma del quadro normativo un incentivo per i Comuni che prediligono il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. Iniziati nel 2018 il quarto ciclo di incontri proseguirà il 30 maggio 2022 con alcuni Comuni dell’alto Luganese.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettore comunale Alan Lancetti e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato i Municipi di Coldrerio, Morbio Inferiore e Vacallo nonché i sei Comuni che hanno aderito allo studio preliminare per un’eventuale aggregazione del Basso Mendrisiotto.
Durante il primo degli incontri, quello con il Comune di Coldrerio, il Municipio ha illustrato i progetti in cantiere ponendo l’accento sull’edificazione del nuovo parco intergenerazionale che vedrà la luce nel corso dell’autunno e sarà un luogo d’incontro nel cuore del paese a disposizione di tutta la comunità. La discussione è proseguita in maniera costruttiva passando in rassegna le politiche che le istituzioni comunali possono attuare per coinvolgere la cittadinanza nei processi decisionali. Un coinvolgimento della popolazione all’inizio dei processi decisionali può frenare l’inoltro di ricorsi o l’avvio di referendum, migliorando la progettualità comunale.
Durante la riunione con il Comune di Morbio Inferiore, all’indomani della bocciatura del referendum contro l’edificazione di un nuovo Ecocentro comunale, l’accento ancora una volta è stato messo sull’importanza di coinvolgere i cittadini, già in una fase decisionale, per creare consenso sui progetti comunali.
Infine, il Municipio di Vacallo ha messo in evidenza la grande vivacità della propria comunità e la forte presenza di associazioni sul territorio, due caratteristiche che rendono la popolazione del Comune molto attiva. Un ottimo auspicio per il progetto di studio preliminare di aggregazione che prenderà avvio nelle prossime settimane.
La visita si è conclusa nel tardo pomeriggio con una riunione alla quale sono stati invitati gli Esecutivi di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo per discutere dello studio introduttivo per il progetto aggregativo del Basso Mendrisiotto che entrerà nel vivo a inizio giugno. Lo scorso autunno, infatti, dando seguito alla richiesta dei Comuni, il Dipartimento delle istituzioni ha avallato un nuovo procedimento in materia di aggregazione: prima di dare avvio a un vero e proprio processo, i sei Comuni interessati a creare una nuova realtà comunale analizzeranno e valuteranno le potenzialità di quello che potrebbe essere il futuro del Basso Mendrisiotto. La Sezione degli enti locali coordinerà i lavori dei due giorni di seminari previsti il 3 e il 4 giugno, attuando ancora una volta le pratiche del governo collaborativo già sperimentate con successo in altre realtà come Faido.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a specificare che «il Dipartimento delle istituzioni ha promosso il Buon governo dei Comuni, con l’intento di aiutare i Comuni a coinvolgere attivamente i cittadini nei processi decisionali diventando parte attiva della discussione e quindi anche delle decisioni. I processi partecipativi aiutano a migliorare la fiducia della popolazione nei confronti del sistema politico e consentono pure di accrescere la trasparenza delle decisioni prese e consentono anche ad altri cittadini di comprendere meglio i meccanismi democratici politici».
Per quel che concerne la partecipazione attiva Marzio Della Santa ha fatto presente che «nella revisione totale della Legge organica comunale si sta valutando di inserire una modifica per favorire i Comuni che prediligono la partecipazione attiva alzando per essi, ad esempio, l’asticella per inoltrare un referendum. In questo senso le visite nei Comuni sono fondamentali perché arricchiscono le riflessioni sulle riforme in corso di spunti e suggerimenti concreti».

Con il Comune ticinese nel cuore

Con il Comune ticinese nel cuore

Per Norman Gobbi occorre sempre più valorizzare gli enti locali

Un settore importante dell’attività del Dipartimento delle istituzioni è quello dedicato ai Comuni ticinesi. In questi ultimi anni sono stati portati avanti molti progetti per rafforzare il primo dei nostri tre livelli istituzionali. “Il primo e il più importante – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – perché quello più vicino a cittadine e cittadini, ed aziende. È a livello comunale che si intercettano i bisogni, le esigenze, le preoccupazioni della popolazione. Poi le risposte non possono essere date sempre solo dal Comune. Ma questa prossimità è un valore di grande importanza. Per questo dobbiamo dare sempre più mezzi ai Comuni. In questo discorso non entra solo il tema delle aggregazioni. Queste ultime sono un tassello importante, ma non l’unico”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Oggi si parla di “Comune residenziale”, che, diciamo così, prende il posto del Comune dei servizi e del Comune economico, come lo abbiamo inteso nei decenni scorsi. Ci spieghi di che cosa si tratta. “In primo luogo non si intende “Comune dormitorio”. Anzi: tutto il contrario! Il Comune, la sua amministrazione, Municipio e Consiglio comunale, ma pure le associazioni sportive, culturali e di svago devono contribuire a migliorare la qualità di vita dei cittadini e delle aziende. Se si riesce a fare questo salto di qualità vuol dire che si stanno soddisfacendo le esigenze dei cittadini. Ma tra il dire e il fare però… Ed ecco che come Dipartimento vogliamo dare gli strumenti per fare questo salto di qualità. In questo senso si inseriscono i progetti di “Buon Governo”, oppure quello del “Comune socialmente responsabile”. Ma pure i risultati che stiamo ottenendo con Ticino 2020 (la riforma che vuole riordinare e ridefinire i rapporti tra Comuni e Cantone, ndr) vanno in questa direzione. Gli incontri bilaterali che ho con gli amministratori comunali durante le mie visite nei Comuni ticinesi, inoltre, vanno nella direzione di stabilire un ponte di contatto tra Comuni e Cantone. Da questo rapporto diretto possono nascere molti stimoli e sempre più mi convinco del buon lavoro che i Comuni ticinesi stanno portando avanti, degli sforzi che fanno per migliorare quella qualità di vita dei cittadini di cui dicevo prima. Il dialogo, anche franco, può solo portare a risultati positivi e a superare barriere che solo sino a poco tempo fa potevano sembrare invalicabili”, conclude il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Verso un accordo per la riforma dei rapporti fra Cantone e Comuni

Verso un accordo per la riforma dei rapporti fra Cantone e Comuni

Comunicato stampa

Dopo aver definito e analizzato le proposte di ripartizione dei compiti e di nuovi flussi finanziari, si avvicina l’accordo tra il Cantone e i Comuni sul progetto di riforma istituzionale «Ticino 2020». Rimangono ancora da affinare i dettagli relativi ad alcuni aspetti finanziari legati ai flussi generali nonché le modalità di ripartizione delle competenze e del finanziamento del settore «anziani». Entro l’autunno sarà possibile sottoporre il progetto a un’ultima fase di informazione e consultazione.

Nella sua ultima riunione, il Comitato strategico del progetto «Ticino 2020» ha dato luce verde alla proposta di ripartizione dei compiti e di nuovi flussi finanziari. All’incontro hanno preso parte la Direzione del progetto (Marzio Della Santa e Michele Passardi accompagnati da Danilo Mattenberger), i rappresentanti del Cantone (i Consiglieri di Stato Norman Gobbi, Raffaele De Rosa e Christian Vitta) e dei Comuni (Felice Dafond, Michele Foletti e Andrea Pellegrinelli).  
Il progetto di riforma prevede di affidare al Cantone i compiti relativi alla promozione delle famiglie, alla protezione dei minori incluse le Autorità regionali di protezione (ARP), all’assistenza sociale e alle assicurazioni sociali, alla comunità tariffale e alla centrale di allarme del servizio autoambulanza. Il Cantone assumerà integralmente i costi degli aiuti diretti per il mantenimento degli anziani a domicilio. Il finanziamento del settore anziani e delle prestazioni complementari AVS/AI rimarranno invece di competenza di entrambi i livelli istituzionali, così come il trasporto regionale, che continuerà a essere gestito da Cantone e Comuni congiuntamente. Il finanziamento delle scuole comunali passerà per contro integralmente ai Comuni cui contestualmente all’introduzione del concetto di istituto scolastico minimo verranno concesse maggiori autonomie operative. Nei prossimi mesi avranno luogo una serie di riunioni a cui prenderanno parte politici e tecnici rappresentanti i due livelli istituzionali con l’obiettivo di giungere a un accordo più completo anche sulle modalità di governo del settore degli anziani.
L’accordo trovato permette di sbloccare la riforma del sistema di perequazione finanziaria intercomunale che è parte integrante del progetto Ticino 2020. Inoltre la nuova ripartizione permette una semplificazione dei rapporti finanziari tra i due livelli istituzionali, garantendo la neutralità finanziaria della riforma sia tra Cantone e Comuni che tra i Comuni stessi.  
L’intento del Comitato strategico è quello di favorire un cambiamento culturale nella gestione della cosa pubblica, costruendo nuove modalità di collaborazione ed esecuzione dei compiti sia per il Cantone che per i Comuni salvaguardando l’autonomia comunale per i compiti di prossimità.  
Il prossimo passo consiste nella trasmissione al Consiglio di Stato di un rapporto conclusivo, che permetta di avviare l’ultima fase di informazione e consultazione entro la fine dell’anno.

La responsabilità sociale del Comune: presentazione dei risultati di un’indagine svolta tra gli enti locali

La responsabilità sociale del Comune: presentazione dei risultati di un’indagine svolta tra gli enti locali

Comunicato stampa

Sono stati presentati oggi in conferenza stampa i risultati di un’indagine promossa per la prima volta in Ticino dal Dipartimento delle istituzioni e dal Dipartimento delle finanze e dell’economia con l’intento di rilevare l’orientamento degli enti locali nell’ambito dello sviluppo sostenibile della responsabilità sociale. Nel corso dell’estate le conclusioni emerse e le analisi svolte da un gruppo di lavoro verranno concretizzate dal Consiglio di Stato in un vero e proprio piano strategico di azione.  

Nel corso dell’estate del 2021 il Dipartimento delle istituzioni e il Dipartimento delle finanze e dell’economia hanno avviato un sondaggio tra i Comuni ticinesi con l’intento di rilevare l’orientamento degli enti locali nell’ambito dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale.  
Il lavoro di ricerca – condotto in collaborazione con la SUPSI – è stato svolto tra il mese di giugno e settembre del 2021 e su 108 Comuni interpellati hanno risposto in 81 pari al 75 % del campione totale. I temi maggiormente sotto la lente riguardano: l’attuazione di un piano regolatore che applichi il principio federale dello sviluppo centripeto; la riqualifica urbanistica e la rivitalizzazione dei quartieri; l’adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione degli impatti ambientali del Comune (stabili, veicoli, gestione dei rifiuti, eccetera).  
Dall’analisi dei dati si riscontra una diffusa sensibilità verso il tema. L’adozione di buone pratiche è distribuita in modo difforme con alcune iniziative largamente applicate e quindi già entrate nella pratica del buon governo e alcune aree invece ancora poco implementate.  
Il progetto si inserisce nella riforma del funzionamento del Comune, uno dei tre assi di intervento sui quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune Insieme alla riforma dei compiti e della dimensione.  
Parallelamente all’indagine tra i Comuni un gruppo di lavoro ad hoc ha analizzato il tema nell’ambito dei lavori preparatori della terza edizione del Simposio tra Cantone e Comuni. Gli approfondimenti elaborati dalla Sezione degli enti locali hanno portato all’identificazione di sei strumenti volti a rafforzare la capacità dei Comuni di mettere in atto politiche e azioni utili a promuovere la qualità di vita residenziale in una prospettiva di sviluppo sostenibile: il rapporto di sostenibilità; il portfolio delle buone pratiche; il benchmark intercomunale; la certificazione; la formazione e la sensibilizzazione, nonché il premio per il Comune socialmente responsabile.
Gli strumenti saranno introdotti gradualmente nelle realtà comunali nei prossimi anni, proprio per sostenere i Comuni in questo sforzo, pur assicurando la totale libertà dei Comuni nella scelta se aderirvi ad essi. Entro la fine dell’estate verrà presentata una risoluzione governativa nella quale sarà definita la fase esecutiva del progetto che potrà essere attuato da tutte le realtà comunali.  
Alla conferenza stampa hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, il collaboratore della SEL Massimo Trobia e la ricercatrice della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Jenny Assi.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi continua le visite nei Comuni  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi continua le visite nei Comuni  

Comunicato stampa

Proseguono gli incontri del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. La conoscenza reciproca, il dialogo, e l’approfondimento dei grandi cantieri di riforma portati avanti dal DI sono stati i temi al centro dei tre appuntamenti con i Comuni di Verzasca, Gambarogno e Cadenazzo. La quarta serie di incontri, iniziata nel 2018 a Stabio, proseguirà il 16 maggio 2022 in alcuni Comuni del Mendrisiotto.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, e dagli ispettori comunali Nicola Rossetti e Alberto Gamboni ha incontrato i Municipi di Verzasca, Gambarogno e Cadenazzo.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha evidenziato che le visite «hanno in primo luogo l’obiettivo di approfondire la conoscenza reciproca e il dialogo tra i due livelli istituzionali. La forza di questi momenti sono la franchezza e la trasparenza nel trattare i temi. A volte vengono portate a conoscenza dell’Autorità cantonale una serie di criticità che altrimenti non emergerebbero. Bisogni ed esigenze delle quali teniamo conto nei cantieri di riforma che il mio Dipartimento sta portando avanti. Quello che vogliamo è riuscire a offrire un servizio al cittadino sempre più di qualità».
Nel corso del primo degli incontri, quello con il Comune di Verzasca, il nuovo Municipio ha illustrato le idee sul tavolo per coinvolgere la cittadinanza nei progetti comunali in particolar modo evidenziando il ruolo centrale giocato dal masterplan per lo sviluppo progettuale della Valle. Una serie di iniziative portate avanti congiuntamente dal Municipio e dalla Fondazione Verzasca per creare una comunità forte e radicata.
Il Comune di Gambarogno ha riconosciuto un allontanamento della popolazione dalle istituzioni in seguito all’aggregazione e ha manifestato interesse a salire a bordo di uno dei progetti portati avanti dalla Sezione degli enti locali, ovvero il «buongoverno dei comuni». Questo aiuterebbe il Comune a coinvolgere la cittadinanza nei processi decisionali e in questo senso sarà organizzato un incontro conoscitivo nei prossimi mesi.
Nell’ultimo incontro, quello con il Municipio di Cadenazzo, l’accento è stato messo sull’importanza del dialogo tra le Autorità cantonale e comunali. L’esecutivo comunale ha quindi salutato positivamente l’iniziativa del Dipartimento delle istituzioni di prendersi il tempo di sedere attorno a un tavolo, discutere in modo schietto a 360 gradi per trovare insieme soluzioni praticabili e accessibili per tutta la cittadinanza. Un elogio particolare è andato al Dipartimento per l’ottima collaborazione nella recente gestione dei profughi ucraini con la creazione di un centro di registrazione sul territorio comunale.
Infine, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha preso atto con piacere della «voglia dei Comuni di sperimentare nuove forme di coinvolgimento dei cittadini. Accrescere la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali è uno dei temi che la sezione sta affrontando promuovendo una serie di progetti per incentivare la cittadinanza attiva come il progetto pilota “Buon governo” portato avanti con i Comuni di Faido e di TresaE non si esclude in futuro di estendere il progetto per provare a migliorare anche il dialogo tra i Comuni e l’Amministrazione cantonale» 

“I cittadini vanno coinvolti più attivamente”

“I cittadini vanno coinvolti più attivamente”

Il progetto pilota Buon Governo ha terminato la prima fase di sperimentazione, tenutasi negli ultimi tre giorni a Faido
Oggi alla palestra delle scuole comunali di Faido si è tenuto il terzo e ultimo laboratorio legato al progetto Buon Governo, che negli ultimi mesi ha visto coinvolti autorità comunali e cittadini stessi. Tra i vari obiettivi del progetto, vi è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini in modo da arrivare a scelte politiche il più possibile condivise ed evitare conflitti. TicinoNews è andata sul posto per interrogare le autorità implicate.

Di cosa si tratta
Il progetto pilota «Buon Governo» rientra in uno dei tre campi di intervento nei quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune dopo la riforma della dimensione (le aggregazioni) e la riforma dei compiti (il progetto Ticino2020). Ma di cosa si tratta esattamente? L’ha spiegato il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi: “Vogliamo riattivare la partecipazione attiva della popolazione nelle scelte strategiche del comune, organo di prossimità più vicino alla popolazione. Qui abbiamo coinvolto i cittadini di Faido nell’elaborazione della visione strategica che il comune dovrà adottare per il futuro.”

Il funzionamento nello specifico
Il progetto pilota mira poi ad essere esteso a tutti i comuni ticinesi, con una modifica alla legge organica comunale, come afferma lo stesso Direttore del Dipartimento delle Istituzioni. Il Capo sezione enti locali Marzio della Santa ha inoltre specificato meglio i meccanismi amministrativi che porteranno alla realizzazione degli obiettivi stabiliti in concerto con la popolazione: “Quanto scaturirà da queste mezze giornate sarà uno strumento del legislativo col quale potrà dare mandato all’esecutivo affinché realizzi questi obiettivi nel suo ambito di competenza, attraverso la definizione di come raggiungere questi risultati. La visione sarà sottoposta al legislativo di nuovo sotto forma di messaggi per un’approvazione finale. Il municipio non potrà e non dovrà esprimersi, è un lavoro tecnico di sintesi fatto dall’amministrazione. Sarà il Consiglio comunale di Faido a decidere l’immagine del comune da realizzare.”

Faido 2032: sfide e ottimismo
Una delle sfide più urgenti da affrontare per l’anno 2032, secondo quanto emerso nelle giornate di Faido, è lo spopolamento del comune della Leventina. In questo senso, il sindaco Corrado Nastasi è ottimista: “Mi aspetto una crescita a livello demografico. Speriamo di ospitare domiciliati e di vedere uno sviluppo del settore turistico, anche visto quanto è stato fatto in ambito sportivo e ricreativo.”

https://www.ticinonews.ch/ticino/i-cittadini-vanno-coinvolti-piu-attivamente-BF5340443

Da www.ticinonews.ch

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Quando il Governo è “collaborativo”
Partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali, un progetto promosso dal Dipartimento delle Istituzioni. Prima tappa: Faido

Un modo di governare diverso: in gergo tecnico si chiama “governo collaborativo” e prevede una partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali. In Ticino, il Dipartimento delle Istituzioni ha deciso di promuovere questa forma di partecipazione in tutti i comuni a partire da Faido dove oggi, sabato, si sono conclusi i lavori.
Sette gruppi per la presentazione di sette visioni diverse del futuro comune. È la fase conclusiva del progetto, uno scambio di idee fra cittadini municipali e collaboratori dell’amministrazione comunale che, divisi in gruppi dal mese di gennaio, hanno ragionato su come ridefinire il ruolo del Comune. Votazione dopo votazione, i gruppi da sette sono diventati sempre meno e le visioni che passano il turno vengono man mano perfezionate. A coordinare la mattinata nella palestra delle scuole di Faido, il responsabile degli enti locali, Marzio Della Santa.
Sarà difficile che questa visione rispecchi tutti gli interessi di tutti i partecipanti, ma in fondo di tutta la popolazione? “Direi assolutamente di sì – risponde Della Santa ai microfoni della RSI, “nella misura in cui, per un Comune come per un’azienda, muoversi a 360 gradi, andando incontro a tutte le possibilità, a tutti i bisogni immaginabili e possibili, significa anche disperdere le energie. Per poter sviluppare una realtà comunale occorre, per contro, concentrare le risorse disponibili, che non sono infinite, verso un obiettivo che è più ampiamente condiviso. In fondo questo metodo è lì che ci porta”.
La visione vincente porterà alla stesura di un rapporto che il Consiglio comunale consegnerà al Municipio, cui spetterà poi il compito di elaborare dei messaggi per attuare gli obiettivi proposti. Il fatto di condividere obiettivi e strategie alla base, senza che vengano imposte dall’alto, potrebbe anche evitare di doversi confrontare con ricorsi e controricorsi, che allungano i tempi di sviluppo del Comune.
Un’esperienza – quella di Faido – che al di là delle sensazioni avrà un seguito anche sul piano legislativo. A fine legislatura, fra due anni, verrà infatti stilato un bilancio e le conclusioni che emergeranno verranno poi inserite nella revisione della legge organica comunale. E dopo Faido sarà il turno di Tresa.

Le testimonianze
Al di là di vincitori e vinti, l’esercizio è stato visto un po’ per tutti come una grande opportunità. “Lo trovo molto utile perché ci siamo confrontati”, ha dichiarato un partecipante al progetto. “C’è stato un bel mix tra esperienze e giovani e sicuramente mi ha stimolato a partecipare attivamente alla politica”. “No, non sono attiva politicamente”, afferma un’altra partecipante. “Sono stata coinvolta, però mi ha fatto piacere. È stato interessante, all’inizio ero scettica”
“È vero”, ammette il sindaco Corrado Anastasio, “la visione del gruppo cui partecipavo non è stata la più votata, ma era una visione di un gruppo assimilabile alle altre. Questo vuol dire che il senso di comunità a Faido è forte”.

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