Grande successo dell’evento sulla responsabilità sociale delle imprese e dei Comuni

Grande successo dell’evento sulla responsabilità sociale delle imprese e dei Comuni

Comunicato stampa

Si è tenuto all’Auditorium della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona un evento dedicato alla responsabilità sociale delle imprese e dei Comuni, al quale hanno partecipato più di 200 persone in presenza e in streaming. L’evento, voluto dai Consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi, ha permesso per la prima volta a diversi rappresentanti delle realtà aziendali e politici e funzionari del settore pubblico comunale e cantonale di riflettere sul tema della responsabilità sociale. Le raccomandazioni formulate nel corso del pomeriggio di studio confluiranno nei progetti strategici sul tema portati avanti dal Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) e dal Dipartimento delle istituzioni (DI).

La prima edizione dell’evento sulla responsabilità sociale delle imprese e dei Comuni ha riscosso un ottimo successo di pubblico, con più di 200 persone in sala e collegate in streaming.  
Nel suo intervento il Consigliere di Stato Christian Vitta ha dapprima ricordato l’impegno del DFE nell’ambito della responsabilità sociale delle imprese, attraverso numerose misure messe in campo negli ultimi anni, come ad esempio il rapporto di sostenibilità semplificato, la concretizzazione della responsabilità sociale delle imprese quale criterio di aggiudicazione della Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) e l’introduzione di un sostegno alle imprese che intendono investire nella formazione di un proprio responsabile aziendale CSR. In seguito ha evidenziato che i Comuni, grazie alla loro prossimità con le aziende, possono sostenere le imprese locali nel loro percorso di responsabilità sociale e ambientale.  
Dal canto suo il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha sottolineato l’importanza di avviare un dialogo tra il mondo delle imprese e quello dei Comuni: due realtà che insieme possono lavorare insieme nell’ambito della responsabilità sociale promuovendo lo sviluppo sostenibile della qualità di vita residenziale dei cittadini e delle imprese medesime. Solo unendo le forze si possono costruire assieme dinamiche e buone pratiche da applicare in modo concreto nel rispetto della popolazione residente e del territorio in cui viviamo.  
Durante il pomeriggio quattro gruppi di lavoro, composti da rappresentanti dell’economia privata e del settore pubblico, hanno analizzato e riflettuto per identificare una serie di iniziative sulle quali imprese e Comuni possono promuovere congiuntamente. I temi toccati nei quattro seminari sono stati:

  • il contesto economico
  • l’infrastruttura e i servizi di pubblica utilità
  • la conciliabilità tra lavoro e vita privata
  • l’impegno civico.  

Dopo un momento di pausa, i lavori sono ripresi con una tavola rotonda – moderata da Marzio Della Santa –  alla quale hanno preso parte i Consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi, il Direttore della Società svizzera impresari costruttori Nicola Bagnovini, la Vice Direttrice dell’Associazione industrie ticinesi Daniela Bührig, la Sindaco di Castel San Pietro Alessia Ponti, il Sindaco di Gambarogno Gianluigi Della Santa e la Docente e ricercatrice SUPSI Jenny Assi. Il focus della discussione è stato messo in particolare su una riflessione da prospettive diverse su come le imprese e la politica comunale possano collaborare per promuovere una serie di misure socialmente responsabili.   

Sacrosanta democrazia diretta

Sacrosanta democrazia diretta

A distanza di meno di un mese due progetti per la realizzazione di nuove strutture scolastiche sono stati respinti in votazione popolare in due distinti comuni. È capitato il 30 ottobre scorso a Breggia, dove la maggioranza della cittadinanza ha detto no alla nuova scuola dell’infanzia e alla nuova mensa delle elementari a Lattecaldo, e questa domenica 27 novembre a Cevio con la bocciatura della convenzione con il Patriziato di Bignasco per il progetto e la locazione della nuova sede della scuola elementare. I referendisti hanno avuto buon gioco contro le decisioni prese da Municipi e Consigli comunali dei due comuni della Valle di Muggio e della Valle Maggia.
Grazie all’istituto del referendum si favorisce una discussione generale su un tema che sta a cuore alla popolazione. Una possibilità che rende il nostro sistema democratico unico al mondo. Sacrosanta democrazia diretta! Negli ultimi tempi, con la Sezione degli enti locali e grazie anche alle considerazioni che sono emerse negli innumerevoli incontri con i Municipi di quasi tutti i comuni ticinesi, abbiamo sviluppato una riflessione che mira a stimolare ancora di più la vita partecipativa della cittadinanza nella costruzione delle decisioni che toccano il bene comune delle cittadine e dei cittadini nei comuni. Tale riflessione ci ha portato ad avviare il progetto chiamato “Buon Governo”, attualmente in fase di sperimentazione a Faido e a Tresa.
Se è vero che i rappresentanti politici eletti negli Esecutivi e nei Legislativi sono le persone chiamate ad adottare le scelte e le decisioni a favore della comunità intera, è altrettanto vero che sempre di più ci si rende conto come il processo che porta a decisioni politiche abbia bisogno di una compartecipazione più elevata e più allargata, già in fase di elaborazione degli indirizzi da dare alla vita comunitaria e all’elaborazione delle soluzioni che rendano migliore la qualità di vita residenziale nei comuni. Le campagne condotte nei comuni su un oggetto sottoposto a referendum hanno rilevato negli anni oggettive difficoltà di dialogo tra gli opponenti e l’autorità, in particolare i Municipi, rispetto all’insieme della popolazione. Il progetto “Buon Governo” anticipa e cerca di risolvere i possibili conflitti, definendo una strategia sugli assi più importanti di sviluppo per una specifica comunità. Questo può essere fatto se la visione per il futuro è messa sulla carta nero su bianco da un gruppo di persone il più rappresentativo possibile dell’intera popolazione. Non solo quindi da municipali e consiglieri comunali, ma pure dai rappresentati di associazioni ed enti attivi nel comune e da singoli cittadini interessati al bene comunitario. Ho personalmente seguito a Faido i lavori che hanno portato all’elaborazione delle Linee di indirizzo comunale e all’approvazione della Visione e degli Obiettivi strategici scaturiti da 3 workshop promossi dal Municipio assieme ai collaboratori della Sezione degli enti locali. Visione e Obiettivi che entrano in un Piano d’azione di legislatura dei prossimi 5 anni (sino al 2028). Un processo che ha rafforzato e rafforza la partecipazione della cittadinanza. In quest’ottica il progetto “Buon Governo” nei comuni ticinesi si pone, tra i suoi obiettivi, di rafforzare la stessa nostra democrazia diretta. Senza negare l’importanza di velocizzare la realizzazione di un progetto, dal momento della decisione al momento dell’esecuzione.

Opinione pubblicata nell’edizione di mercoledì 30 novembre 2022 de La Regione 

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra i Municipi di Savosa e Canobbio

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi incontra i Municipi di Savosa e Canobbio

Comunicato stampa

Proseguono le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. La conoscenza reciproca, il dialogo e la salute della democrazia a livello locale sono stati i temi al centro dei due appuntamenti con i Comuni di Savosa e Canobbio. Il ciclo proseguirà il 10 gennaio 2023 nel Luganese, continuando così una campagna di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’ispettore comunale Alberto Gamboni, ha incontrato i Municipi di Savosa e Canobbio. In quest’ultima serie di appuntamenti della legislatura cantonale si intende da una parte avviare una riflessione con gli Esecutivi sullo stato di salute della democrazia a livello locale e dall’altra raccogliere spunti che confluiranno nella modifica del quadro normativo.
Nel corso del primo incontro, quello con il Comune di Savosa, il Municipio ha spiegato che può contare su finanze solide che assicurano anche un certo benessere alla propria cittadinanza. Nell’ambito delle riflessioni sull’attuale crisi del sistema democratico e di milizia è stata riconosciuta una certa difficoltà nel trovare persone che si mettono a disposizione per assumere una carica pubblica. A dimostrazione di questa tendenza negli ultimi anni il Consiglio comunale è passato infatti da 29 a 25 membri, confermando la pertinenza degli sforzi che il Dipartimento delle istituzioni sta intraprendendo per ridare slancio alla democrazia locale.
Il Municipio di Canobbio ha dal canto suo riconosciuto l’importanza di coinvolgere i propri cittadini nei processi decisionali locali. Un aspetto sul quale l’Esecutivo lavora da anni e che ha favorito l’approvazione da parte della cittadinanza di progetti portati avanti dal Comune. Tuttavia è stata ammessa una criticità nello stimolare i giovani cittadini ad avvicinarsi alle istituzioni comunali; in questo senso è stata proposta una nuova formula per il tradizionale incontro con i neo maggiorenni che ha raccolto un discreto successo.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha evidenziato che «attraverso questi momenti di incontro possiamo rendere consapevoli i Comuni sulle azioni da intraprendere per stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. La cronaca riporta sempre più di frequente notizie di progetti bocciati alle urne dalla cittadinanza. A cadere in votazione sono progetti che vogliono rispondere a bisogni reali come l’ampliamento di un edificio scolastico o la costruzione di una casa anziani. I progetti di Buon governo e Democrazia viva avviati dalla Sezione degli enti locali vogliamo offrire ai Comuni ticinesi gli strumenti per coinvolgere i cittadini nelle fasi decisionali dei progetti strategici, scongiurando il rischio di bocciatura in votazione popolare».

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi prosegue le visite nei Comuni ticinesi

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi prosegue le visite nei Comuni ticinesi

Comunicato stampa

La salute della democrazia a livello locale è stata al centro della discussione delle visite del Consigliere di Stato Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il ciclo di incontri questa settimana è proseguito in alcuni comuni della regione Tre Valli e del distretto del Locarnese. Tra le suggestioni raccolte vi è l’introduzione di un incentivo per i Comuni che prediligono il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. Questo e altri spunti confluiranno nelle riflessioni per la revisione totale della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’ispettrice comunale Aurora De Donatis nonché dagli ispettori comunali Nicola Rossetti e Alberto Gamboni ha incontrato negli scorsi giorni i municipi di Airolo, Faido, Biasca, Cugnasco-Gerra e Losone.
Le visite nei Comuni ticinesi, introdotte dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni nel 2018, sono state pensate per favorire il dialogo e lo scambio di informazioni tra il Cantone e gli enti locali. In quest’ultima serie di appuntamenti della legislatura cantonale, si intende da una parte avviare una riflessione con gli Esecutivi sullo stato di salute della democrazia a livello locale e dall’altra raccogliere spunti che confluiranno nella modifica del quadro normativo.  
Un tema che ha suscitato grande interesse e che ha fatto da filo conduttore a tutte le visite è quello delle azioni che i comuni possono intraprendere per stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. In particolare, l’accento è stato messo ancora una volta sul fatto che un coinvolgimento attivo della popolazione nei processi decisionali permette di evitare in alcuni casi la raccolta firme su temi strategici per i Comuni, come ad esempio l’edificazione di una casa per anziani.  
In questo senso il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha deciso di sensibilizzare di persona gli Esecutivi comunali per stimolarli a trovare nuove modalità di coinvolgimento della propria cittadinanza. «Si tratta di un cambiamento epocale – ha spiegato Norman Gobbi – che spesso rompe equilibri locali ereditati dalle generazioni precedenti. Siamo fermamente convinti che per invertire la rotta il primo tabù da sciogliere sia quello di parlarne apertamente. Per questo motivo saluto molto positivamente gli incontri con i Municipi. Ci permettono da una parte di raccogliere spunti per modificare il quadro normativo, ma dall’altra di iniziare a intavolare una riflessione che vuole essere una vera e propria rivoluzione per ridare slancio alla nostra democrazia».  
Il capo della sezione degli enti locali Marzio Della Santa dal canto suo ha rilevato che «tutti i Comuni che abbiamo incontrato finora concordano sul fatto che la difficoltà non sta unicamente nel trovare persone che si mettono a disposizione per assumere una carica pubblica ma anche nel rimanere in carica a lungo termine. Per farlo bisogna dare degli stimoli concreti perché spesso molti politici, scoraggiati dalla propria esperienza, decidono di non più candidarsi. Un esempio ricorrente è la bocciatura di un dossier in votazione popolare che genera frustrazione per chi lo ha portato avanti».  
Tra gli spunti emersi e che saranno approfonditi nell’ambito della revisione totale della Legge organica comunale raccoglie un certo consenso la proposta di favorire i Comuni che prediligono la partecipazione attiva alzando per essi, ad esempio, l’asticella per inoltrare un referendum.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni della Valle Leventina

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni della Valle Leventina

Comunicato stampa

Proseguono le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il principale tema all’ordine del giorno degli appuntamenti con quattro Municipi della Valle Leventina è stato l’aggregazione comunale. Le visite, iniziate nel 2018 a Stabio, proseguiranno il 25 ottobre 2022 sempre in Valle Leventina e a Biasca, continuando così un apprezzato momento di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettrice comunale Aurora De Donatis e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato ieri mattina i Municipi di QuintoPrato-LeventinaBodio e Giornico.

Durante il primo appuntamento, con le autorità dei Comuni di Quinto e Prato Leventina, al centro della discussione vi è stato il dossier delle aggregazioni comunali. Infatti, lo scorso mese di maggio il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza aggregativa formulata dai due Esecutivi leventinesi e ha istituito l’apposita Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto vero e proprio.

Come ha sottolineato il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa «prendiamo atto con piacere della giornata di discussione e approfondimento promossa dai due Comuni. Coinvolgere fin dall’inizio del processo aggregativo la cittadinanza e i legislativi comunali arricchisce la riflessione su elementi condivisi e contribuisce a costruire il futuro Comune attorno a una comunità coesa. Inoltre, constatiamo con piacere che la politica del Dipartimento volta a promuovere il coinvolgimento dei cittadini viene recepita positivamente e spontaneamente dagli enti locali».

Le visite sono proseguite a fine mattinata con una riunione alla quale sono stati invitati i Municipi di Bodio e Giornico: l’accento è stato messo ancora una volta sul tema delle aggregazioni dopo la bocciatura del progetto che coinvolgeva anche i Comuni di Personico e Pollegio lo scorso mese di febbraio. I due Esecutivi del comprensorio della Bassa Leventina hanno manifestato l’interesse a promuovere una nuova aggregazione che tenga presente le peculiarità delle due realtà e che possa promuovere una visione condivisa con la cittadinanza. Prossimamente è intenzione dei due Municipi di inoltrare formalmente l’istanza al Consiglio di Stato.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a ringraziare i Municipali presenti ai due incontri «per l’impegno e la voglia di dedicare il vostro tempo libero alla cosa pubblica. Un sacrificio non scontato al giorno d’oggi anche per la difficoltà a conciliare una carica pubblica con gli impegni lavorativi e famigliari. Uno sforzo a favore della collettività che consente di dare slancio alla vitalità del Comune e di dare forza all’intero territorio cantonale».

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita i Comuni ticinesi  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita i Comuni ticinesi  

Comunicato stampa

Sono riprese in questi giorni, fra il Locarnese e il Bellinzonese, le visite del Consigliere di Stato Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il ciclo, iniziato nel 2018 a Stabio, proseguirà il 17 ottobre 2022 in Valle Leventina, continuando così una campagna di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino. Tutte le suggestioni raccolte sono destinate a confluire nella revisione della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dagli ispettori comunali Nicola Rossetti e Alberto Gamboni ha incontrato ieri i municipi di Minusio, Tenero-Contra, Lavertezzo e Sant’Antonino.  
In tutti e quattro gli enti locali è proseguita la riflessione sul ruolo del Comune nel Ticino di questo inizio di XXI secolo. In particolare, ai Municipi è stato chiesto di indicare quale fosse lo stato di salute della comunità locale, inteso come vitalità del tessuto sociale.  
Un problema evidenziato da tutti i Municipi è la fatica nel trovare persone disposte a mettersi a disposizione per assumere una carica pubblica. Questa osservazione ha consentito di discutere costruttivamente l’attuale crisi del sistema democratico e di milizia, confermando la pertinenza degli sforzi che il Dipartimento delle istituzioni intraprenderà nel corso dei prossimi anni a favore di una Democrazia viva.  
La Sezione degli enti locali ha così colto l’occasione per presentare l’omonimo progetto che, tra le varie misure possibili, dovrà proporre delle soluzioni volte a conciliare meglio vita professionale, famiglia e assunzione di una carica pubblica. In futuro, questo potrebbe avvenire, per esempio, introducendo un’indennità di perdita di guadagno – analoga a quella corrisposta per il servizio militare – che consenta di dedicare parte del proprio tempo di lavoro alla politica. La visione suscita interesse, e prossimamente sarà discussa anche con il mondo delle aziende.  
Da parte loro, i Municipi hanno sottolineato le azioni già avviate per stimolare la cittadinanza a partecipare attivamente alla vita del Comune e alle decisioni politiche. Sono stati in particolare ricordati i sondaggi promossi su temi specifici, i contributi finanziari e in natura agli organizzatori di eventi locali, la creazione di momenti d’incontro tra popolazione e mondo associativo.    
Alla luce del contesto attuale, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato che è essenziale per i Comuni interrogarsi su come stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. «La democrazia ha bisogno di cittadine e di cittadini che si interessano alla cosa pubblica, e che si attivino in prima persona per il bene della comunità. Il Comune è il livello istituzionale che esprime al massimo la forza della nostra democrazia diretta, ma corre il rischio di impoverirsi a causa della disaffezione della cittadinanza. Queste visite nei Comuni ci hanno permesso di tastare il polso dei Municipi ed è bello constatare la loro grande voglia di mettersi in gioco e stimolare nuove forme di partecipazione».
Dal canto suo, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha ricordato che «i progetti che stiamo promuovendo sono arricchiti dagli spunti emersi durante questi incontri. Le osservazioni raccolte oggi, così come quelle che verranno fatte negli incontri futuri, ci serviranno per impostare al meglio la revisione della Legge organica comunale, che entrerà nel vivo durante la Legislatura cantonale 2023/2027».

“Democrazia viva”: dalle parole ai fatti

“Democrazia viva”: dalle parole ai fatti

“Lanciato un progetto per ridare slancio al nostro sistema politico”

“Democrazia viva” è il nome del nuovo progetto lanciato dal Dipartimento delle istituzioni per il tramite della Sezione enti locali, presentato giovedì 15 settembre in occasione della Giornata mondiale della democrazia. “La democrazia ha bisogno di cittadine e di cittadini che partecipano, che si interessano alla cosa pubblica, sino ad accettare di impegnarsi in prima persona per il bene della comunità – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Nel corso della festa dedicata questa settimana al presidente della Confederazione Ignazio Cassis sono stati pronunciati molti bei discorsi. Profondi e tutti condivisibili. La parola “democrazia” è stata quella più citata dagli oratori. Sì, perché la nostra democrazia diretta è un vanto. Il sistema politico svizzero prevede però che siano i cittadini a “fare lo Stato”. E la partecipazione è condizione indispensabile. Senza questa tutto cade, tutto si ferma. Vediamo però che a livello comunale, là dove trova centralità la nostra democrazia diretta e viene esaltato il nostro sistema di milizia, si sta correndo il rischio di un impoverimento della partecipazione delle cittadine e dei cittadini. C’è bisogno di incentivare la nostra democrazia e con questo progetto vogliamo spingere concretamente in questa direzione”.

Dalle parole (quelle pronunciate nei discorsi) ai fatti, ci verrebbe voglia di dire. Il Governo ticinese in giugno ha accolto queste riflessioni – anche perché il tema è tra quelli prioritari per la legislatura in corso – e ha dato mandato al Dipartimento delle istituzioni di proporre iniziative in tal senso. “Un sondaggio interno fatto dalla SEL nel 2019 – specifica Norman Gobbi – ha sottolineato un dato ormai acclarato: la crescente fatica dei partiti nel reperire candidati disposti ad assumere cariche pubbliche. Ha messo in evidenza le difficoltà della politica a intercettare l’interesse dei cittadini. Tra le persone ticinesi nella fascia di età fra 18 e 34 anni, il 38% degli interpellati afferma di essere interessato alla politica e solo il 22% prende in considerazione la possibilità di assumere una carica pubblica. Percentuali in calo ulteriormente fra le persone di età più avanzata”.

Come si intende procedere? “Nei prossimi mesi la Sezione degli enti locali, coinvolgendo rappresentanti della società civile, della politica e delle istituzioni, si occuperà di individuare le azioni più efficaci da mettere in atto a breve e medio termine per riaccendere nei cittadini la curiosità per il funzionamento della democrazia diretta e incrementare la partecipazione al voto. Una prima misura è però già stata identificata e consiste nel lancio di una campagna di sensibilizzazione in vista delle prossime elezioni comunali. Una strada, quella imboccata, prioritaria e necessaria, se vogliamo continuare a costruire una società capace di rispondere a tutti i bisogni delle cittadine e dei cittadini”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

 

Politici locali (soprattutto giovani) cercansi

Politici locali (soprattutto giovani) cercansi

Quasi nessuno vuole fare il politico, soprattutto fra i più giovani; e sempre più persone non solo non hanno nessuna intenzione di ricoprire una carica pubblica ma mostrano un totale disinteresse per l’argomento.

 
Cittadini sempre più lontani dalla politica – Un sondaggio condotto nel 2019 dalla Sezione enti locali del Dipartimento delle istituzioni mise in luce anche numericamente i termini di questa disaffezione: tra le persone ticinesi di età compresa fra i 18 e i 34 anni, solo il 38% degli interpellati affermava di essere interessato alla politica e solamente il 22% invece prendeva in considerazione la remota possibilità di assumere una carica pubblica. Quest’ultima percentuale, già poco confortante, diminuiva ancora di più se si chiedevano notizie di qualche infatuazione per la politica alle persone di età più avanzata: ritrosia su larga scala.

Alla luce di questi dati – e dei risultati del terzo Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni, organizzato lo scorso 17 marzo – il Dipartimento delle istituzioni corre ai ripari.

Il progetto Democrazia viva – «Sulla scorta delle positive esperienze ricavate dal progetto Buon governo proposto a Faido e Tresa, il dipartimento ha incaricato la Sezione degli enti locali di elaborare una serie di proposte concrete che confluiranno nel progetto Democrazia viva – spiega Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni – con il quale miriamo a coinvolgere le comunità. Oggi consideriamo prioritario incoraggiare i cittadini a prendere parte alla vita politica locale e, in particolare, a mettersi a disposizione per assumere una carica pubblica».

Gobbi, «molti vorrebbero entrare in politica ma sono frenati dalle critiche che l’impegno in prima persona potrebbe attirare – Gobbi evidenzia anche il fatto che «molti cittadini vorrebbero entrare in politica ma spesso sono frenati dall’impegno anche oneroso dal punto di vista del tempo che l’impiego in politica comporta». Non solo: «tanti sono anche frenati da eventuali critiche che l’impegno politico può attirare. Ma dobbiamo e possiamo infrangere questa diffidenza – si dice convinto – e mettere nelle migliori condizioni anche legislative i nuovi arrivati».

Un coinvolgimento sempre maggiore della società civile – È per questo che – preannuncia – nei prossimi mesi «la Sezione degli enti locali, coinvolgendo rappresentanti della società civile, della politica e delle istituzioni, si occuperà di individuare le azioni più efficaci da mettere in atto a breve e medio termine, per riaccendere nei cittadini la curiosità per il funzionamento della democrazia diretta e incrementare la partecipazione al voto».

Il primo test di sensibilizzazione alle prossime elezioni comunali – Una prima misura è però già stata identificata: «consisterà nel lancio di una campagna di sensibilizzazione in vista delle prossime elezioni comunali» dice.

La Giornata mondiale della democrazia – L’annuncio del nuovo progetto Democrazia viva arriva nel giorno in cui si celebra la quindicesima edizione della Giornata mondiale della democrazia. «Il sistema politico svizzero prevede che siano i cittadini a fare lo Stato – spiega – partecipando in modo attivo alla gestione della cosa pubblica. Questo è evidente soprattutto a livello comunale, la dimensione in cui il sistema di milizia dimostra la sua centralità per la nostra democrazia diretta. I delicati meccanismi delle istituzioni locali permettono infatti di ridurre la distanza tra classe politica e cittadinanza, favorire la coesione sociale e rafforzare la fiducia nelle istituzioni».

La fase della raccolta di idee – Ma a che fase è il nuovo progetto su cui sta lavorando il dipartimento? E come avverrà il “reclutamento” dei nuovi politici? «Non siamo ancora nello step del “reclutamento” come lei lo definisce – risponde Gobbi – ma in quello della raccolta di idee e della posa di quelle ipotesi progettuali che faranno scaturire le azioni per riportare fra i cittadini l’interesse per la politica, stimolandoli su base personale a un coinvolgimento in prima persona».  

Disaffezione mette a rischio la progettualità – Questa disaffezione – conclude il direttore del dipartimento – «impedisce infatti a diversi Comuni di procedere a un regolare ricambio delle persone elette negli organi esecutivi e legislativi, mettendone a rischio la progettualità».

Da www.tio.ch

«Democrazia viva»: il progetto per ridare slancio al nostro sistema politico

«Democrazia viva»: il progetto per ridare slancio al nostro sistema politico

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni segnala che oggi, giovedì 15 settembre, è in programma la quindicesima edizione della Giornata mondiale della democrazia. L’occasione è quindi propizia per fare il punto sugli sforzi profusi negli ultimi anni per rilanciare la vitalità delle pratiche democratiche in Ticino. A questo proposito, va ricordato che negli scorsi mesi il Consiglio di Stato ha incaricato la Sezione degli enti locali di sviluppare il progetto «Democrazia viva», che punta a ridare slancio alla partecipazione politica a livello locale.

Il sistema politico svizzero prevede che siano i cittadini a «fare lo Stato», partecipando in modo attivo alla gestione della cosa pubblica. Questo è evidente soprattutto a livello comunale, la dimensione in cui il sistema di milizia dimostra la sua centralità per la nostra democrazia diretta. I delicati meccanismi delle istituzioni locali permettono infatti di ridurre la distanza tra classe politica e cittadinanza, favorire la coesione sociale e rafforzare la fiducia nelle istituzioni.
Il crescente disinteresse dei cittadini per la vita politica della comunità è tuttavia un campanello d’allarme che oggi suona per l’intera società elvetica e che ha conseguenze pratiche. Questa disaffezione impedisce infatti a diversi Comuni di procedere a un regolare ricambio delle persone elette negli organi esecutivi e legislativi, mettendone a rischio la progettualità. Il Dipartimento delle istituzioni coglie quindi l’occasione offerta dalla Giornata mondiale della democrazia – che si celebra oggi per la quindicesima volta – per tematizzare la questione.  
Per quanto riguarda il nostro Cantone, un sondaggio interno condotto nel 2019 dalla Sezione enti locali ha sottolineato la crescente fatica dei partiti nel reperire candidati disposti ad assumere cariche pubbliche, e più in generale, messo in evidenza le difficoltà della politica a intercettare l’interesse dei cittadini. Tra le persone ticinesi nella fascia di età fra 18 e 34 anni, il 38% degli interpellati afferma di essere interessato alla politica e solo il 22% prende in considerazione la possibilità di assumere una carica pubblica. Quest’ultima percentuale, già preoccupante, è ulteriormente inferiore fra le persone di età più avanzata.
Alla luce di questi dati – e dei risultati del terzo Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni, organizzato lo scorso 17 marzo – il Dipartimento delle istituzioni considera oggi prioritario incoraggiare i cittadini a prendere parte alla vita politica della loro comunità e, in particolare, a mettersi a disposizione per assumere una carica pubblica. Il Consiglio di Stato ha fatto propri questi obiettivi e, nello scorso mese di giugno, ha incaricato la Sezione degli enti locali di elaborare una serie di proposte concrete che confluiranno nel progetto «Democrazia viva».  
Nei prossimi mesi, la Sezione degli enti locali, coinvolgendo rappresentanti della società civile, della politica e delle istituzioni, si occuperà perciò di individuare le azioni più efficaci da mettere in atto a breve e medio termine, per riaccendere nei cittadini la curiosità per il funzionamento della democrazia diretta e incrementare la partecipazione al voto. Una prima misura è però già stata identificata e consiste nel lancio di una campagna di sensibilizzazione in vista delle prossime elezioni comunali.

Verso l’unione a due in alta valle

Verso l’unione a due in alta valle

Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza aggregativa dei Comuni di Prato e Quinto C’è soddisfazione in quanto «il progetto risponde agli orientamenti cantonali in tema di fusioni»

Primo deciso passo verso la fusione fra Prato Leventina e Quinto. Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza formulata dai due Municipi a fine maggio istituendo la Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto aggregativo. Parallelamente viene a cadere la procedura aggregativa tra Airolo e Quinto avviata il 14 ottobre 2009. Il Governo «valuta positivamente l’iniziativa dei Comuni di Prato Leventina e Quinto, che si inserisce in modo coerente nell’approccio indicato dal Piano cantonale delle aggregazioni (Pca), approvato nel dicembre 2018 dal Consiglio di Stato e attualmente al vaglio del Gran Consiglio. Il Pca è infatti impostato quale strumento a favore delle iniziative promosse dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione comunale e dei servizi alla cittadinanza, in linea quindi con l’ipotesi aggregativa presentata dai due Comuni leventinesi. Che, già molto uniti da legami territoriali e amministrativi, appartengono al medesimo comprensorio definito nello scenario ‘Alta Leventina’ del Pca. Il progetto risponde pertanto pienamente agli orientamenti cantonali in tema di aggregazioni».

L’aiuto dei consulenti esterni
La Commissione di studio, i cui rappresentanti sono stati designati dai rispettivi Municipi, è composta dal sindaco Davide Gendotti, dal presidente della Commissione della gestione Enzo Celio e dalla segretaria comunale Maria Rita Fransioli per Prato nonché dal sindaco Aris Tenconi, dal presidente della Gestione Curzio Guscetti e dal segretario comunale Nicola Petrini per Quinto. Il consesso «potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con l’autorità cantonale verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali», specifica il Governo in un comunicato.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 23 giugno 2022 del Corriere del Ticino

(immagine: www.tiquinto.ch)