Riforma delle Autorità di protezione: in un video il dibattito pubblico promosso dal Dipartimento delle istituzioni  

Riforma delle Autorità di protezione: in un video il dibattito pubblico promosso dal Dipartimento delle istituzioni  

Comunicato stampa

Con il dibattito pubblico dello scorso 11 ottobre si è concluso il ciclo di incontri organizzato dal Dipartimento delle istituzioni in relazione alla riforma delle Autorità di protezione, tra gli oggetti in votazione popolare il prossimo 30 ottobre. Gli incontri coordinati dalla Divisione della giustizia hanno dapprima coinvolto tutti i Comuni ticinesi, competenti per il funzionamento delle attuali Autorità regionali di protezione, e in seguito le Autorità stesse con i membri e il personale, per poi giungere alla serata pubblica aperta alla popolazione.

Le serate informative organizzate dal Dipartimento delle istituzioni si sono svolte in un clima proficuo e costruttivo, permettendo di presentare e discutere i contenuti principali della riforma nel merito della quale il Popolo ticinese il 30 ottobre prossimo si determinerà sul principio del passaggio dalle attuali Autorità regionali di protezione, che fanno capo ai Comuni, alle nuove Preture di protezione, Tribunali cantonali. Gli incontri coordinati dalla Divisione della giustizia hanno quindi consentito di promuovere momenti di scambio e di condivisione. Un approccio partecipato che ha permeato questa importante riforma approvata dal Consiglio di Stato a fine del 2021 a seguito di un’ampia procedura di consultazione che ha coinvolto gli oltre 200 attori interessati dalla riorganizzazione e dal Parlamento nel corso del mese di giugno 2022.  
La riforma delle Autorità di protezione con l’istituzione delle nuove Preture di protezione, Autorità giudiziarie cantonali, s’inserisce nella nostra società in continua evoluzione, per la quale le Istituzioni devono adeguarsi ai bisogni della cittadinanza. Una riforma sulla quale il Parlamento si chinerà in relazione agli aspetti organizzativi e procedurali a seguito della decisione popolare, tesa infine a migliorare la risposta dello Stato in favore delle fasce più fragili della popolazione.  
Il video del dibattito pubblico dell’11 ottobre 2022 trasmesso in diretta streaming è visibile al seguente link: https://youtu.be/9ydL4VnUw6kb  

Per maggior dettagli sulla votazione popolare relativa alla votazione popolare del 30 ottobre 2022 vertente anche sulla riforma delle Autorità di protezione si rimanda al rispettivo link della Cancelleria dello Stato.

Riorganizzazione del settore della medicina legale: incontro con l’Ufficio delle scienze forensi  

Riorganizzazione del settore della medicina legale: incontro con l’Ufficio delle scienze forensi  

Comunicato stampa

Si è svolto a Bellinzona nella Sala del Gran Consiglio l’incontro con l’Ufficio delle scienze forensi, la cui attività ha presso avvio il 1° ottobre 2022, destinato alle autorità e ai partner interessati dall’attività dell’Ufficio. Un importante momento comune voluto dal Dipartimento delle istituzioni e organizzato dalla Divisione della giustizia, che per la prima volta ha riunito tutti gli attori che operano nel settore della medicina legale del Canton Ticino.

A partire dal 1° ottobre 2022 è operativo con sede a Bellinzona l’Ufficio delle scienze forensi quale organo indipendente e autonomo presso l’Amministrazione cantonale, che garantisce le prestazioni di medicina forense in particolare a beneficio del Ministero pubblico. Nel contesto dell’avvio dell’attività dell’Ufficio delle scienze forensi, il Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia hanno organizzato un incontro comune destinato a tutti gli attori che operano nel settore della medicina legale del Canton Ticino. All’incontro, tenutosi il 6 ottobre scorso a Bellinzona nella Sala del Gran Consiglio, erano in particolare presenti rappresentanti del Ministero pubblico, del Tribunale penale cantonale, della Polizia cantonale, dell’Ente ospedaliero cantonale, della Federazione Cantonale Servizi Autoambulanze, dell’Università della Svizzera italiana e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, così come delle discipline che compongono la medicina legale quali la tossicologia, la genetica e la psichiatria forense nonché di ulteriori partner che supportano le attività medico-legali effettuate nel Canton Ticino (Guardia aerea svizzera di soccorso – REGA, Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza – SISI, ecc.).  

Il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha introdotto l’incontro sottolineando l’ottica di favorire la collaborazione tra gli attori coinvolti nel settore della medicina legale, “con la finalità di operare nel migliore dei modi allo scopo ultimo di rendere giustizia nei confronti dei cittadini”. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha quindi illustrato la creazione dell’Ufficio delle scienze forensi decisa dal Governo, volta a consolidare una struttura riconosciuta in tale campo, in passato gestito tramite mandati puntuali conferiti a medici legali, senza comportare nuovi oneri finanziari a carico dello Stato. Una misura di rafforzamento in favore della Giustizia penale, visto che le conoscenze medico legali, come indicato dal Procuratore generale Andrea Pagani, supportano la Magistratura penale nel fornire risposte oggettive per accertare i fatti, raccogliere elementi probatori e verificare l’attendibilità della situazione dal profilo medico.  

La Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti ha esposto l’istituzione dell’Ufficio delle scienze forensi, che avrà sede a Bellinzona nello stabile ex Archivio cantonale e sarà diretto dalla Dr. med Rosa Maria Martinez, che vanta una solida esperienza maturata all’Istituto di medicina legale dell’Università di Zurigo. La Dr. med Martinez, oltre al proprio percorso formativo e professionale, ha presentato l’organico dell’Ufficio delle scienze forensi, che si avvale della collaborazione di Medici legali nella persona della Dottoressa Luisa Andrello, che da anni collabora con le Autorità di perseguimento penale cantonali, e del Dottor Matteo Moretti, che ha avviato la propria collaborazione con il Canton Ticino all’inizio del 2022. Ha in seguito passato in rassegna le principali prestazioni di medicina forense assicurate dall’Ufficio, per le quali lo stesso continuerà a contare a livello operativo sul supporto in particolare dell’Ente ospedaliero cantonale e della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze segnatamente per il tramite dei Medici specializzati in ispezioni legali (MSIL).  

La creazione e l’avvio dell’attività dell’Ufficio delle scienze forensi costituiscono un primo fondamentale tassello nella riorganizzazione del settore della medicina legale, per il quale è in corso un progetto che vorrebbe concretizzare un Istituto di medicina legale del Canton Ticino, nel merito del quale il Consiglio di Stato ha incaricato la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni di proseguire con i relativi approfondimenti.  

La riforma delle ARP è un passo storico

La riforma delle ARP è un passo storico

Con la votazione cantonale del 30 ottobre le cittadine e i cittadini ticinesi potranno contribuire a migliorare l’intervento dello Stato nei confronti di persone, minori e adulti, bisognosi di protezione. Un passo per una società migliore, che si inserisce in un contesto sempre più delicato e complesso in cui soprattutto gli individui più fragili e deboli si trovano confrontati. Sono queste le finalità a cui mira la creazione delle future Preture di protezione, che andranno a sostituire le attuali sedici Autorità regionali di protezione.
Il 21 giugno scorso con una decisione unanime il Gran Consiglio ha dato avvio a una riforma storica e tra le più importanti per il Ticino. Una riforma, come detto, che vuole proteggere meglio un segmento di persone fragili, che vivono un momento di grave difficoltà. La riforma proposta dal Dipartimento delle istituzioni, e per esso dalla Divisione della giustizia, è il risultato di una serie di riflessioni svolte sull’arco di sei anni condotte assieme a tutti i partner toccati dalla tematica.
Sono stati coinvolti i Comuni, in primis, che sino a oggi hanno la responsabilità primaria nella gestione delle attuali Autorità regionali di protezione (ARP), già conosciute come Delegazioni tutorie comunali o Commissioni tutorie regionali. Nello stesso tempo hanno partecipato anche tanti enti para pubblici e privati, nonché tutte le associazioni che si occupano di assistere, di seguire e di aiutare persone in difficoltà. Il risultato ottenuto – ossia la proposta di creare le nuove Preture di protezione presenti sul territorio, come le Preture civili, considerate le Autorità giudiziarie più vicine al cittadino con le Giudicature di pace – è stato posto in consultazione a non meno di 200 attori della società civile. Le osservazioni ricevute sono confluite nella riforma contenuta in un messaggio licenziato dal Consiglio di Stato e come detto, accolto nei suoi principi cardine all’unanimità
dal Parlamento.
Per procedere alla riforma e passare dalle ARP alle Preture di protezione, ossia da un’autorità amministrativa a un’autorità giudiziaria, occorre modificare la Costituzione cantonale; da qui la chiamata alle urne del 30 ottobre. Le Preture di protezione saranno composte da un maggior numero di specialisti, così come vuole il diritto federale. Non soltanto giuristi, ma professionisti nell’ambito del lavoro sociale, della pedagogia e psicologia, e nel campo medico. Vi sarà così un miglioramento con misure di protezione, più adeguate all’esigenze della persona. Misure che vanno dalle curatele alle tutele, dalla regolamentazione del diritto di visita alla privazione dell’autorità parentale, sino a giungere a collocamenti in istituti per minorenni.
Interventi che toccano la sfera della libertà individuale: per questo ogni decisione deve essere il risultato di un processo decisionale che coinvolge specialisti attivi in più discipline. Il mio invito è rivolto a tutte le ticinesi e a tutti i ticinesi: partecipate al voto cantonale del 30 ottobre e sostenete in modo convinto il cambiamento della nostra Costituzione a favore della creazione delle nuove Preture di protezione.

Opinione pubblicata nell’edizione di venerdì14 ottobre 2022 del Corriere del Ticino

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Comunicato stampa

Nell’aula magna della Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona si è svolto martedì l’annuale incontro organizzato dal Dipartimento delle istituzioni con la Giustizia di pace. Un’occasione per il Consigliere di Stato Norman Gobbi di ribadire l’importanza della figura del Giudice di pace quale primo tassello di giudizio a stretto contatto con il cittadino. Un’occasione anche per sottolineare l’impegno della Divisione della giustizia assieme all’Associazione dei Giudici di pace nel rafforzare e aggiornare la formazione a favore dei Giudici di pace, che in Ticino possono anche non essere giuristi di formazione. Proprio in questo ambito, l’incontro è stato caratterizzato dall’intervento dal già Pretore di Mendrisio Sud e consulente per i Giudici di pace, avv. Enrico Pusterla, che ha tenuto una lezione su “Il gratuito patrocinio e le spese processuali”.

Il Ticino è suddiviso in 38 Circoli. In ogni Circolo vi è un Giudice di pace con un supplente. Il periodo di nomina dei Giudici di pace è di dieci anni (quello attuale si estende sino al 2029). Sono eletti dal popolo – gli unici all’interno della magistratura cantonale – nei rispettivi Circoli con il sistema della maggioranza assoluta. Il Giudice di pace funge da autorità di conciliazione nelle controversie patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi, con possibilità di sottoporre alle parti una proposta di giudizio; giudica inoltre in prima istanza le cause patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi.
Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato come anche le Giudicature di pace sono oggetto di una riforma che intende proporre degli adeguamenti per adattare questa carica e lo statuto di chi la ricopre, alle esigenze odierne derivanti dall’evoluzione della nostra società. In questo senso, ha indicato che si prevedono due fasi di implementazione della stessa. La prima – dando seguito alle risultanze del Parere giuridico sulla conformità alla Costituzione della figura del giudice di pace redatto dai Professori Bohnet e Mahon dell’Università di Neuchâtel – sancirà la formazione obbligatoria per i magistrati popolari e formalizzerà nella legge la presenza dei consulenti giuridici che supportano oggi i giudici di pace laici. La seconda – che sarà discussa in un gruppo di lavoro specifico che verrà riattivato il prossimo anno – interesserà in particolare lo statuto del Giudice di pace, le competenze, il carico di lavoro per comprensorio e le supplenze.
La neo Presidente dell’Associazione, Emma Crugnola, ha dal canto suo sottolineato la buona collaborazione intessuta con il Dipartimento e in particolare con la Divisione della giustizia e ha colto l’occasione per indicare alla sessantina di giudici presenti, il suo impegno in qualità di Presidente, nel rafforzare la coesione tra i magistrati popolari nell’ottica di condividere le rispettive esperienze nonché la sua volontà di visitare le 38 Giudicature di pace presenti sul territorio. La Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, ha quindi puntualizzato gli intendimenti in vista di una prima fase della riforma concernente l’obbligo formativo, imprescindibile per i magistrati senza formazione giuridica, per una giustizia equa e indipendente. La Direttrice aggiunta della Divisione della giustizia Monica Bucci ha infine presentato la proposta di percorso formativo organizzato in collaborazione con la SUPSI che caratterizzerà la formazione obbligatoria dei giudici di pace.

L’avv. Antonella Piricone designata Magistrato dei minorenni supplente

L’avv. Antonella Piricone designata Magistrato dei minorenni supplente

Comunicato stampa

L’avv. Antonella Piricone nel corso della cerimonia svoltasi questo pomeriggio a Bellinzona ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, per assumere, a partire dal 10 ottobre 2022, la carica di Sostituta Magistrato dei minorenni supplente, designata dal Consiglio di Stato.

Mercoledì durante la seduta settimanale, il Consiglio di Stato ha designato l’avv. Antonella Piricone Sostituta Magistrato dei minorenni supplente ai sensi dell’art. 24 della Legge organica giudiziaria. L’avv. Antonella Piricone è attiva dal 2004 in qualità di Segretaria giudiziaria presso la Magistratura dei minorenni, all’interno della quale ha maturato negli anni un’importante esperienza professionale e dunque un comprovato bagaglio di competenze in materia.
La designazione del Governo permetterà di garantire l’operatività della Magistratura dei minorenni durante il periodo in cui si svolgerà la procedura di selezione e la conseguente nomina da parte del Parlamento del o della Sostituto/a Magistrato dei minorenni. Infatti come è noto, il 20 giugno scorso l’avv. Fabiola Gnesa, fino ad allora Sostituta Magistrato dei minorenni, era stata eletta dal Gran Consiglio quale Magistrato dei minorenni in sostituzione di Reto Medici, passato al beneficio della pensione. Il concorso per la scelta del o della Sostituto/a Magistrato dei minorenni scadrà il 14 ottobre, per cui ci vorranno ancora alcuni mesi prima della nomina ed entrata in servizio. Sino ad allora la carica sarà così assicurata dall’avv. Antonella Piricone.

Alla cerimonia di questo pomeriggio hanno partecipato il Consigliere di Stato Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia avv. Frida Andreotti e il Magistrato dei minorenni avv. Fabiola Gnesa.

Fuggi fuggi dal Consiglio della magistratura

Fuggi fuggi dal Consiglio della magistratura

Lasciano la carica nove dei dodici membri dell’organo che vigila sull’operato del potere giudiziario ticinese – Sullo sfondo la vicenda dei rinnovi dei procuratori

Vera e propria rivoluzione per il Consiglio della magistratura ticinese. Lasciano la carica nove dei dodici membri dell’organo che vigila sull’operato del potere giudiziario. Oltre al presidente Werner Walser e al vicepresidente Nicola Respini, che hanno raggiunto il limite massimo della durata della nomina, dicono infatti addio anche altri sette membri, tra i quali ci sono i giudici Amos Pagnamenta e Marco Villa. Rimarranno invece in carica Beatrice Fasana e Claudia Canonica Minesso, mentre resta da chiarire la posizione di Ivan Pau-Lessi autosospesosi a inizio 2019.

Sullo sfondo della decisione comunicata a fine giugno all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, la vicenda del rinnovo delle cariche in seno Ministero pubblico. Il Consiglio della magistratura, lo ricordiamo, aveva preavvisato negativamente nel settembre del 2020 la conferma di ben cinque procuratori su venti. Tutti però furono confermati, dopo non poche polemiche, dalla maggioranza del Gran Consiglio.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Fuggi-fuggi-dal-Consiglio-della-magistratura-15631315.html

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15633106

Per le scienze forensi un Ufficio ad hoc

Per le scienze forensi un Ufficio ad hoc

Sede a Bellinzona, operativo dal 1°ottobre. Il pg Pagani: in Ticino dai due ai quattro suicidi al mese, dato preoccupante e su cui riflettere.

«Oggi in Ticino ci sono fra i due e i quattro suicidi al mese. In un cantone di circa 350mila abitanti questo dato deve preoccuparci e interrogarci, non solo come autorità inquirenti, ma anche e soprattutto come cittadini». Parole pronunciate dal procuratore generale Andrea Pagani intervenendo ieri mattina all’incontro con la stampa indetto dal Dipartimento istituzioni sull’imminente apertura (1° ottobre) a Bellinzona dell’Ufficio delle scienze forensi, chiamato a collaborare in particolare con il Ministero pubblico. Per sopralluoghi, autopsie, esami, consulenze… Un Ufficio delle scienze forensi quale primo passo verso la realizzazione di «un Istituto di medicina legale del Canton Ticino», ha evidenziato il direttore del Dipartimento Norman Gobbi, segnalando che «approfondimenti sono in corso con l’Università della Svizzera italiana».

‘Liberare la salma oppure ordinare accertamenti’
Purtroppo, ha aggiunto il procuratore generale, rispondendo a una domanda della ‘Regione’, «sembrerebbe esserci quest’anno una tendenza all’aumento dei casi» di persone che si tolgono la vita. «Come autorità e cittadini – ha ribadito Pagani – dovremmo chiederci come stia la società» in questo difficile, complesso periodo storico. Tema delicato, quello dei suicidi, eppure drammaticamente d’attualità in Ticino, e non solo in Ticino. «Informato di un caso di suicidio, il procuratore pubblico – ha spiegato il pg – decide se, come si dice in gergo, liberare la salma o se ordinare degli accertamenti perché si sospetta l’intervento di terzi, perché si sospetta che dietro a quella morte ci sia la mano di qualcuno o di qualcuna». L’età di chi decide di porre fine alla propria esistenza? «Un po’ tutte, vi è infatti anche qualche anziano».

Organico e compiti
Se si sospetta l’intervento di terzi, il magistrato inquirente dispone dunque ulteriori accertamenti. E fra questi figurano le autopsie. Gli esami autoptici in generale rientreranno nel novero di attività dell’Ufficio delle scienze forensi, che si appresta a entrare in funzione. E che rappresenterà un ulteriore sviluppo nel campo delle prestazioni di medicina forense a favore della giustizia. Nella capitale del Cantone la sede del nuovo servizio, in uno stabile amministrativo. Formalmente istituito dal Consiglio di Stato con decreto pubblicato la scorsa settimana, l’Ufficio ha in organico tre specialisti. A dirigerlo sarà la dottoressa Rosa Maria Martinez, la quale, indica il Dipartimento istituzioni, “vanta una solida esperienza in qualità di medico legale maturata all’Istituto di medicina legale dell’Università di Zurigo”. Sarà affiancata da altri due medici legali: la dottoressa Luisa Andrello, che “da anni collabora con le autorità di perseguimento penale cantonali” e il dottor Matteo Moretti, il quale “ha avviato la propria collaborazione con il Canton Ticino all’inizio di quest’anno”. Reperibilità ventiquattro ore su ventiquattro, 365 giorni all’anno. Reperibilità continua “per consulti di medicina forense e per gli interventi diretti” – segnatamente “quelli urgenti (sul luogo di ritrovamento di cadaveri o di reati contro la vita oppure l’integrità della persona)” – e “programmati” (autopsie, esami ecc.). Un’attività, quella delle autopsie, “in marcato aumento”. Tant’è che il loro numero, rileva il Dipartimento, “è passato dalle 46 effettuate nel 2015 alle 110 svolte nel 2021”. Continueranno a essere eseguite a Locarno, all’Istituto cantonale di patologia. «Come Ministero pubblico – ha ancora ricordato il pg Pagani – ordiniamo un’autopsia quando abbiamo il sospetto che non si tratti di morte naturale».
L’Ufficio delle scienze forensi, ha illustrato Frida Andreotti, responsabile della Divisione giustizia in seno al Dipartimento istituzioni, «raggrupperà i periti ufficiali ai sensi del Codice di procedura penale, tra cui quelli che già oggi operano su mandato del Ministero pubblico». È stato quindi confermato “il supporto dei medici, specializzati in ispezioni legali, tramite la Federazione cantonale ticinese servizi autoambulanze, e di medici in formazione specialistica dall’Università di Pavia”. La gestione, unicamente amministrativa, dell’Ufficio è stata attribuita alla Divisione.

‘Un ruolo fondamentale’
La medicina forense, ha sottolineato il procuratore generale, svolge «un ruolo fondamentale a beneficio degli inquirenti e dei giudici per il raggiungimento della cosiddetta verità materiale». Le conoscenze medico legali, annota a sua volta il Dipartimento, “supportano la magistratura nel fornire risposte oggettive per accertare i fatti, raccogliere elementi probatori e verificare l’attendibilità della situazione dal punto di vista medico”. E puntualizza: l’istituzione dell’Ufficio delle scienze forensi “non comporta nuovi oneri finanziari a carico dello Stato”.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 9 settembre 2022 de La Regione

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Medicina legale, un nuovo ufficio indipendente
Garantirà le prestazioni di scienze forensi, come le autopsie, fino a oggi assicurate su mandato

Dal 1. ottobre prossimo anche il Ticino avrà il «suo» ufficio cantonale interamente dedicato alle scienze forensi. Concretamente, il nuovo Ufficio delle scienze forensi garantirà (tramite i medici legali che vi operano) le prestazioni di medicina forense fino a oggi assicurate su mandato, in particolare in favore del Ministero pubblico. Una misura decisa dal Consiglio di Stato per consolidare e meglio organizzare una struttura già presente, a beneficio della Giustizia e senza comportare nuovi oneri finanziari a carico dello Stato.
Con la creazione del nuovo Ufficio, ha spiegato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi in conferenza stampa, si vuole quindi «consolidare la risposta dello Stato nell’ambito della medicina forense», e questo anche alla luce della «tendenza generale all’aumento della violenza ». Già, perché cifre alla mano, le autopsie in questi anni sono passate da 46 nel 2015 a 110 nel 2021.
Si tratta dunque di « un rafforzamento in favore della Giustizia», poiché «le conoscenze medico legali supportano la Magistratura penale nel fornire delle risposte oggettive per accertare i fatti, raccogliere elementi probatori e verificare l’attendibilità della situazione, dal punto di vista medico», ha poi aggiunto il consigliere di Stato.
Il nuovo Ufficio, ha poi sottolineato la direttrice della Divisione della Giustizia Frida Andreotti, sarà un «organo autonomo, che assicura le prestazioni richieste in favore delle autorità giudiziarie, attribuito amministrativamente al DI », ma allo stesso tempo completamente indipendente dall’Esecutivo.
Dal canto suo, il procuratore generale Andrea Pagani ha tenuto a evidenziare che «la creazione di questo Ufficio non è uno sfizio del Dipartimento o del Ministero pubblico, bensì una necessità in base a quanto prescritto dal Codice di procedura penale federale ». « Il ruolo dell’Ufficio – ha proseguito Pagani – non è solo importante, ma fondamentale: tutto ciò a beneficio degli inquirenti (il Ministero pubblico e la Polizia), ma pure dei giudici e dei tribunali poi chiamati a decidere sulla colpevolezza o meno di una persona ». Con l’obiettivo, ovviamente, «di essere il più vicini possibile al raggiungimento della verità materiale » in un processo.

Tre professionisti
L’Ufficio avrà sede a Bellinzona nello stabile ex archivio cantonale e sarà diretto dalla dottoressa Rosa Maria Martinez, che vanta una solida esperienza in qualità di medico legale maturata all’Istituto di medicina legale dell’Università di Zurigo. Si avvarrà inoltre della collaborazione di due medici legali: della dottoressa Luisa Andrello, che da anni collabora con le autorità cantonali, e del dottor Matteo Moretti. Tra le prestazioni garantite dall’Ufficio figurano ( 24 ore su 24, 365 giorni all’anno) gli interventi diretti e i consulti di medicina forense, in particolare quelli di natura urgente (sopralluoghi sul luogo di ritrovamento di cadaveri o di reati contro la vita o l’integrità della persona) e di natura programmata (come le autopsie).

Va infine detto, come ribadito più volte durante la conferenza stampa, che la creazione dell’Ufficio costituisce un primo tassello nella riorganizzazione del settore della medicina legale, per il quale è in corso un progetto che vorrebbe concretizzare un Istituto di medicina legale del Canton Ticino, nel merito del quale il Consiglio di Stato ha incaricato il DI di proseguire con i relativi approfondimenti a livello universitario.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 9 settembre 2022 del Corriere del Ticino

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A Bellinzona aprirà l’Ufficio di scienze forensi
Il settore della medicina legale in Ticino si riorganizza. Il 1° ottobre, presso l’Amministrazione cantonale, aprirà a Bellinzona l’Ufficio di scienze forensi, lo ha decretato il Consiglio di Stato. L’organo, che sarà autonomo e indipendente, garantirà al Ministero pubblico reperibilità continua, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
L’Ufficio sarà diretto dalla Dottoressa Rosa Maria Martinez, che ha maturato una solida esperienza in qualità di Medico legale presso l’Istituto di medicina legale dell’Università di Zurigo e si avvarrà della collaborazione di due Medici legali: la Dottoressa Luisa Andrello, che da anni collabora con le preposte Autorità di perseguimento penali cantonali, e il Dottor Matteo Moretti, che ha avviato la propria collaborazione all’inizio del 2022.
La creazione dell’Ufficio delle scienze forensi, che non comporta nuovi oneri finanziari a carico dello Stato, s’inserisce nella riorganizzazione generale del settore della medicina legale del Canton Ticino tuttora in corso. La misura, decisa dal Consiglio di Stato d’intesa con il Procuratore generale del Ministero pubblico, è volta a consolidare l’organizzazione del servizio di medicina forense e assicurare gli interventi di natura urgente (sopralluoghi sul luogo di ritrovamento di cadaveri o di reati contro la vita o l’integrità della persona) e di natura programmata (autopsie, ecc.).

Da www.tio.ch

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“Un passo per raggiungere la verità”
Il procuratore generale Andrea Pagani spiega l’importanza del nuovo Ufficio di scienze forensi nell’ambito delle inchieste

“Un passo in avanti, non per condannare una persona, ma per raggiungere la verità”. Il progresso, di cui parla il procuratore generale Andrea Pagani, è la nascita dell’Ufficio delle scienze forensi, che è stato presentato giovedì a Bellinzona, presente il consigliere di Stato Norman Gobbi.
A testimoniare l’importanza sempre maggiore dei medici legali nelle inchieste di polizia sono, tra gli altri aspetti, i numeri delle autopsie in Ticino che nel 2021 sono state 110, quasi una ogni tre giorni, contro le sole 46 nel 2015. Finora il Cantone attribuiva ad alcuni medici dei mandati permanenti.
Dal 1. ottobre la gestione del settore passerà sotto questo nuovo organo, indipendente ed autonomo, che avrà sede nello stabile dell’ex Archivio cantonale. A dirigerlo è stata chiamata la Dr. Med Rosa Maria Martinez, che così si presenta ai microfoni della RSI: “Ho lavorato per 13 anni all’Istituto di Medicina legale dell’Università di Zurigo come medico legale superiore e in particolare come responsabile del reparto di medicina legale clinica”.
Prima dei mandati ad hoc degli ultimi due anni, ci si appoggiava sul professor Osculati, che era il responsabile incaricato. Da quando è venuto a mancare, ci si è trovati in difficoltà, come spiega Frida Andreotti, direttrice della Divisione della Giustizia: “Siamo stati posti a confronto con la difficoltà nel reperire medici legali. Abbiamo così intrapreso dei mandati ad hoc, ma era difficile garantire la reperibilità puntuale e completa”.
Un problema che non dovrebbe sussistere con l’Ufficio delle scienze forensi che garantirà una copertura 24 ore su 24, per gli interventi diretti, in particolare quelli di natura urgente (sopralluoghi sul luogo di ritrovamento di cadaveri o di reati contro la vita o l’integrità della persona). Ad affiancare la direttrice, come collaboratori, ci saranno la dottoressa Luisa Andrello e il dottor Matteo Moretti.
L’Ufficio delle scienze forensi, si diceva, è sempre più parte integrante del lavoro degli inquirenti: “Quando non c’è la confessione del potenziale autore – sottolinea ancora Andrea Pagani –, tocca alla pubblica accusa portare dei fatti incontrovertibili. Riusciamo a farlo nella maniera più precisa possibile, se siamo aiutati in campi che sfuggono alla nostra competenza. Quale è appunto la medicina attraverso delle figure di spessore”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Un-passo-per-raggiungere-la-verit%C3%A0-15613726.html

Da www.rsi.ch/news

Riorganizzazione del settore della medicina legale: creazione dell’Ufficio delle scienze forensi

Riorganizzazione del settore della medicina legale: creazione dell’Ufficio delle scienze forensi

Comunicato stampa

A partire dal 1. ottobre 2022 sarà operativo l’Ufficio delle scienze forensi quale organo indipendente e autonomo presso l’Amministrazione cantonale. L’Ufficio, con sede a Bellinzona, garantirà per il tramite dei medici legali ivi operanti le prestazioni di medicina forense fino a oggi assicurate su mandato, in particolare in favore del Ministero pubblico. Una misura decisa dal Governo allo scopo di consolidare una struttura riconosciuta nell’ambito della medicina forense a beneficio della Giustizia, senza comportare nuovi oneri finanziari a carico dello Stato.

Oggi a Bellinzona in conferenza stampa, il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Procuratore generale del Ministero pubblico Andrea Pagani e la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti hanno presentato la creazione dell’Ufficio delle scienze forensi, organo indipendente e autonomo presso l’Amministrazione cantonale. All’interno dell’Ufficio delle scienze forensi, attribuito amministrativamente al Dipartimento delle istituzioni/Divisione della giustizia, opereranno i medici legali che fungono da periti ufficiali ai sensi del Codice di procedura penale, garantendo le prestazioni finora assicurate tramite mandati puntuali, in particolare in favore del Ministero pubblico.
La misura organizzativa è stata decisa dal Governo per consolidare una struttura in ambito di medicina forense e non comporta nuovi oneri finanziari a carico dello Stato. Essa costituisce un rafforzamento a beneficio della Giustizia, visto che le conoscenze medico legali supportano la Magistratura nel fornire risposte oggettive per accertare i fatti, raccogliere elementi probatori e verificare l’attendibilità della situazione dal punto di vista medico.
L’Ufficio avrà sede e Bellinzona nello stabile ex Archivio cantonale e sarà diretto dalla Dr. med Rosa Maria Martinez, che vanta una solida esperienza in qualità di Medico legale maturata all’Istituto di medicina legale dell’Università di Zurigo. Si avvarrà della collaborazione di Medici legali nelle persone della Dottoressa Luisa Andrello, che da anni collabora con le Autorità di perseguimento penale cantonali, e del Dottor Matteo Moretti, che ha avviato la propria collaborazione all’inizio del 2022. Tra le prestazioni garantite dall’Ufficio figurano a titolo principale la reperibilità continua 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, per gli interventi diretti e i consulti di medicina forense, in particolare quelli di natura urgente (sopralluoghi sul luogo di ritrovamento di cadaveri o di reati contro la vita o l’integrità della persona) e di natura programmata (autopsie, ecc.). Un’attività in marcato aumento, visto che il numero di autopsie è passato dalle 46 effettuate nel 2015 alle 110 svolte nel 2021.  
La creazione dell’Ufficio delle scienze forensi costituisce un primo tassello nella riorganizzazione del settore della medicina legale, per il quale è in corso un progetto che vorrebbe concretizzare un Istituto di medicina legale del Canton Ticino, nel merito del quale il Consiglio di Stato ha incaricato il Dipartimento delle istituzioni di proseguire con i relativi approfondimenti a livello universitario.  

‘Giudici di pace, non siamo stati a guardare’

‘Giudici di pace, non siamo stati a guardare’

Andreotti (Divisione giustizia): abbiamo posto l’accento sulla formazione, ma riprenderemo presto a lavorare sulla riorganizzazione delle giudicature

Chi l’ha vista? Ovvero: che fine ha fatto la riorganizzazione delle giudicature di pace, uno dei capitoli dell’ambiziosa riforma ‘Giustizia 2018’ voluta a suo tempo dal direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi per rendere, come aveva dichiarato nella conferenza stampa del 3 marzo 2015, “più efficace ed efficiente” l’azione della magistratura? La riduzione del numero delle giudicature, oggi trentotto, una per Circolo, è ancora fra le proposte? «Certo – annota dal Dipartimento la direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti –. Più in generale la riorganizzazione di questa istituzione è sempre un tema attuale. Al momento però il focus è sulla formazione dei giudici di pace». Il giudice di pace, figura che in Ticino esiste da più di due secoli. Non necessariamente deve essere in possesso di una laurea in diritto. Si pronuncia, cercando di conciliare, sulle controversie patrimoniali fino a un valore di 5mila franchi. Oggi nel nostro cantone i giudici di pace sono gli unici magistrati eletti dal popolo.

Direttrice Andreotti, è comunque da un po’ di anni che si attende l’uscita del messaggio governativo sulla riorganizzazione delle giudicature di pace…
Vero. Nel frattempo però non siamo stati a guardare. Ci siamo concentrati e ci stiamo concentrando soprattutto sulla formazione, che è un aspetto centrale. Tuttavia come Dipartimento istituzioni intendiamo riprendere le riflessioni, e farne di nuove, per elaborare proposte riorganizzative delle giudicature. Torneremo su questo argomento il prossimo anno, dopo l’avvio dell’implementazione dell’importante e urgente riforma delle Autorità di protezione, e quindi del settore delle tutele e delle curatele, in caso di luce verde dei cittadini il prossimo 30 ottobre all’adozione del modello giudiziario. È dunque nostra intenzione riprendere i lavori sulla futura organizzazione delle giudicature con gli stessi magistrati popolari, per il tramite dell’Associazione dei giudici di pace, con la quale abbiamo un’ottima collaborazione, e con tutti gli enti interessati dal progetto: Preture, Tribunale di appello, avvocati, Comuni eccetera. L’obiettivo è di proporre, con un messaggio del Consiglio di Stato all’attenzione del parlamento, la riorganizzazione, nel rispetto dei diritti acquisiti, in tempo utile, cioè prima dell’inizio del nuovo periodo di nomina decennale – 2028-38 – dei giudici di pace.

Una riorganizzazione necessaria per quale o quali motivi?
La società cambia e questo impone alle istituzioni e a chi vi opera di adeguarsi ai nuovi bisogni dei cittadini, nell’ottica di migliorare le risposte che lo Stato deve dare. Anche nell’ambito della giustizia di pace. Riformare un istituto giuridico nato nel 1803 s’impone quindi giocoforza, come del resto abbiamo visto per le Autorità di protezione e come vedremo per altre istituzioni, allo scopo di adeguarlo appunto alle esigenze odierne.

Nel febbraio 2019 avete riferito dell’esito della perizia, affidata dal Dipartimento istituzioni ai professori François Bohnet e Pascal Mahon dell’Università di Neuchâtel, sulla compatibilità della figura del giudice di pace con la Costituzione federale e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Come vi siete mossi alla luce di quel parere giuridico?
La perizia, nell’attesa della quale avevamo congelato i lavori per la riorganizzazione delle giudicature, ci ha permesso di apportare da subito i correttivi necessari con riferimento sia all’operatività dei giudici di pace sia alla loro formazione. Abbiamo infatti incrementato il numero e la frequenza dei corsi di formazione giuridica tenuti da specialisti, che hanno quale riferimento un manuale dedicato ai giudici di pace elaborato nel 2019 dalla Divisione giustizia. I giudici di pace hanno capito subito l’importanza della formazione e vi partecipano con assiduità. Oggi è organizzata dalla Divisione, dal prossimo anno se ne occuperà la Supsi, con la quale stiamo discutendo la concretizzazione di una formazione ad hoc per giudici di pace.

Oltre alla formazione, quali altri aspetti legati all’attività dei giudici di pace sono finiti sotto la lente del Dipartimento in questi ultimi anni?
Siamo anche intervenuti per supportare al meglio i nuovi giudici di pace nell’avvio della loro attività operativa, per esempio nella conoscenza all’uso del programma informatico per la gestione degli incarti. D’intesa anche con i Comuni, abbiamo dotato i giudici dei necessari mezzi informatici e delle necessarie infrastrutture logistiche affinché possano svolgere al meglio la loro attività. Dando pure seguito alle richieste dell’Associazione dei giudici di pace, abbiamo inoltre predisposto quanto necessario a livello di cassa pensione e assicurazioni.

Torniamo alla prospettata riforma.
Ci sono più aspetti che dovremo valutare nell’ottica della riforma. Fra questi: lo statuto del giudice di pace – compresi gli aspetti remunerativi oggi superati, assicurativi eccetera, ricordo che il giudice di pace è un magistrato per la Legge ticinese sull’organizzazione giudiziaria, ma non a tutti gli effetti per rapporto ai magistrati ordinari –, la ridefinizione delle competenze dei giudici di pace, una diversa ripartizione sul territorio delle sedi delle giudicature di pace affinché vi sia un’equa ripartizione del carico di lavoro, la formalizzazione di consulenti giuristi di giudici laici, un coordinamento organizzativo delle giudicature di pace. Nel quadro delle riflessioni che riprenderemo a fare nei prossimi mesi, la perizia dei professori Mahon e Bohnet resterà un riferimento importante. La terremo sicuramente in considerazione, come abbiamo d’altronde fatto puntando subito sulla formazione dei giudici di pace.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 7 settembre 2022 de La Regione

97esima Conferenza nazionale del settore esecutivo e fallimentare in Ticino  

97esima Conferenza nazionale del settore esecutivo e fallimentare in Ticino  

Comunicato stampa

La Divisione della giustizia comunica che venerdì 9 e sabato 10 settembre 2022 si svolgerà a Locarno la 97esima edizione dell’Assemblea generale della Conferenza degli ufficiali di esecuzione e fallimenti della Svizzera.

Dopo vent’anni, l’Assemblea annuale della Conferenza svizzera del settore esecutivo e fallimentare  torna in Ticino per la sua 97esima edizione. A fare da padrona di casa sarà la soleggiata Locarno, città da sempre sinonimo di cultura e turismo, che accoglierà oltre 300 ospiti tra giudici del Tribunale federale e del Tribunale di appello, Autorità di vigilanza cantonali, rappresentanti dell’Ufficio federale di giustizia, referenti politici cantonali e collaboratrici e collaboratori del settore esecuzione e fallimentare di tutta la Svizzera.  
Questo evento nazionale di rilievo – per il quale la Consigliera federale Karin Keller-Sutter porterà il suo saluto in videoconferenza – sarà l’occasione per evidenziare l’importante attività garantita dal settore esecutivo e fallimentare per il buon funzionamento della nostra economia. Un lavoro difficile, quello svolto dalle collaboratrici e dai collaboratori degli uffici in tutta la Svizzera, in un contesto delicato, che richiede conoscenza della materia, ma anche spiccate attitudini relazionali nei contatti con le persone. In conclusione dei lavori assembleari è previsto un intervento da parte del Presidente del Festival del film di Locarno, Signor Marco Solari, che sarà intervistato dai Signori Michele Fazioli e Peter Jankovsky.  
L’Assemblea annuale costituirà una piattaforma di scambio privilegiata per rafforzare la rete di conoscenze tra colleghi e rappresentanti delle autorità di vigilanza, dei tribunali e della politica. Sarà altresì l’occasione per il Canton Ticino di mostrare le bellezze del nostro territorio ai numerosi partecipanti così come lo spirito di ospitalità che contraddistingue la nostra regione.  
Durante la due giorni in Ticino, sono previsti gli interventi del Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, del Sindaco di Locarno Alain Scherrer e del Sindaco di Ascona Luca Pissoglio.
Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo www.ti.ch/assembleauef.
Il Comitato di organizzazione è disponibile per raccogliere le esigenze da parte dei media.