‘Polizia ticinese’, prossima tappa

‘Polizia ticinese’, prossima tappa

Da LaRegione Ticino, di Andrea Manna l Per il progetto ‘Polizia ticinese’ verrà costituito ‘all’inizio del 2016 un gruppo di lavoro’. Così il governo rispondendo a un’interrogazione del Plr. Gobbi: la parola prima ai tecnici. Il Consiglio di Stato: all’inizio del 2016 costituiremo un apposito gruppo di lavoro

“All’inizio del 2016 costituiremo un apposito gruppo di lavoro per il progetto ‘Polizia ticinese’ ”. Lo fa sapere il governo, rispondendo all’interrogazione inoltrata dal liberale radicale Omar Terraneo qualche giorno dopo l’annuncio di Norman Gobbi , durante l’ultima seduta parlamentare prima della pausa estiva, di ritirare il messaggio governativo favorevole alla proposta di Giorgio Galusero (Plr) di dar vita in Ticino a un solo corpo di polizia. Era lo scorso 24 giugno quando il Gran Consiglio ha affrontato il dossier polizia unica. Due ore di dibattito e poi l’intervento del capo del Dipartimento istituzioni: “Chiedo al parlamento, sentita la discussione e dando seguito alle istanze di chi sostiene il rapporto di maggioranza (sì al messaggio, ndr) e a quelle di chi sostiene il rapporto di minoranza (contrario, ndr), di poter elaborare un progetto di Polizia ticinese, da presentare ancora in questo quadriennio, sul quale voglio lavorare con le Polizie comunali in maniera molto stretta. Ritiro perciò il messaggio sulla mozione Galusero”. Una mossa a sorpresa che aveva innescato l’atto parlamentare di Terraneo, sottoscritto da altri granconsiglieri del suo partito – Bixio Caprara, Franco Celio, Graziano Crugnola e Nicola Pini – e da Germano Mattei di MontagnaViva.

La risposta del governo all’interrogazione è di questi giorni. “Riteniamo, in questo momento, inutile e poco realistico stabilire una tempistica esatta per quanto riguarda la presentazione al parlamento del messaggio” sulla ‘Polizia ticinese’, scrive ancora il Consiglio di Stato. E, ribadendo quanto dichiarato da Gobbi in parlamento, aggiunge: “È comunque nostra intenzione adottare il messaggio entro la fine della presente legislatura”. Ma che cosa si intende per ‘Polizia ticinese’? ‘Polizia ticinese’ uguale polizia unica? «Bisogna partire dal presupposto – dice, interpellato dalla ‘Regione’, il direttore del Dipartimento istituzioni – che al cittadino che sollecita l’intervento della polizia non importa il colore delle mostrine, non gli importa cioè se sul posto arriva una pattuglia della Cantonale o una della Polizia comunale. Quel che conta è che sul luogo di un reato o di un incidente giungano, tempestivamente, agenti di polizia competenti, in grado quindi di assolvere al meglio le mansioni attribuite loro dallo Stato. In ogni caso – puntualizza Gobbi – non c’è un solo modello di polizia unica. Si potrebbe pensare a una condotta unica e a una operatività ‘separata’, lasciando i compiti di polizia locale ai Corpi comunali, anche se questi ultimi hanno già oggi qualche difficoltà nel reclutare personale. Questi e altri gli aspetti che dapprima un gruppo di lavoro tecnico, nel quale saranno rappresentate anche Polizia cantonale e Polizie comunali, e successivamente un gruppo di lavoro politico, valuteranno».

Nel frattempo si va avanti con la LcPol, la Legge sulla collaborazione tra Cantonale e Comunali, che contempla otto regioni di Polizia comunale e altrettanti Comuni polo. Nella risposta all’interrogazione di Terraneo, il governo afferma di nutrire “seri dubbi” che il tema polizia unica, che ha occupato per diverso tempo parlamento e Consiglio di Stato, “abbia concretamente rallentato l’implementazione della LcPol con l’adozione delle convenzioni da parte dei legislativi comunali: siamo infatti informati che sono state piuttosto le questioni finanziarie che hanno rallentato, a volte anche in modo marcato, l’iter procedurale”. Al riguardo “possiamo citare i Comuni facenti parte della Regione I (Mendrisiotto Sud), il cui Comune polo è Chiasso”. Inoltre il capo del Dipartimento istituzioni “non ha mai mancato, non appena ve ne è stata l’occasione, di ribadire, oralmente e per iscritto, che l’implementazione della LcPol non poteva e non doveva essere ritardata dalle discussioni in atto concernenti la polizia unica”.

Gobbi: “Meno reati in Ticino. Bene ma vogliamo fare di più, a partire dalla sicurezza dei confini”

Gobbi: “Meno reati in Ticino. Bene ma vogliamo fare di più, a partire dalla sicurezza dei confini”

Le statistiche sulla criminalità hanno riportato una sensibile diminuzione dei reati in Ticino. Questo nonostante un momento storico particolare, dove gestire la sicurezza del Cantone può essere complicato. Il Dipartimento delle Istituzioni si è però rimboccato le maniche, adoperando una serie di riforme per rendere più efficiente il lavoro degli agenti sul territorio. Il direttore Norman Gobbi, Lega dei Ticinesi, raccoglie dunque i frutti di un lavoro cominciato quattro anni fa.

Norman Gobbi, le statistiche dicono meno criminalità in Ticino. Soddisfatto?
Nell’ambito della sicurezza non ci si può mai dire completamente soddisfatti. Come ripeto di frequente, la sicurezza è un “bene primario” che occorre garantire ogni giorno a tutti i cittadini. Per questo motivo non bisogna mai abbassare la guardia e continuare a impegnarsi per accrescere sia la sicurezza oggettiva che quella percepita dalla popolazione. Certamente sono stati compiuti dei passi in avanti, ma la strada è lunga e ci sono ancora molti obiettivi importanti da raggiungere.

Qual è stata la strategia per ottenere questo risultato?
Con il mio Dipartimento ho innanzitutto voluto rafforzare la Polizia cantonale, sia dal profilo del numero degli agenti che da quello degli strumenti a disposizione. Nel contempo, è stata implementata la regionalizzazione della Gendarmeria, che ha riportato gli agenti maggiormente sul terreno, cosa che ritengo fondamentale per accrescere la sicurezza nel nostro Cantone. Non da ultimo, è stata migliorata la collaborazione e il coordinamento con le Polizie comunali, così come con le Guardie di confine, necessari per intervenire in maniera efficace sul nostro territorio.

Il futuro sembra però impegnativo e pieno di sfide. Quali i prossimi passi?
La difesa della Porta Sud della Svizzera è indispensabile se vogliamo continuare a garantire la sicurezza dei Ticinesi. Oggi l’Europa è confrontata con l’emergenza migranti per la quale, come abbiamo potuto constatare in particolare nel mese di giugno, anche noi dobbiamo essere sempre pronti a intervenire, data anche la passività di alcuni Stati europei nella gestione di questa emergenza, per evitare che alcune persone approfittino della situazione per entrare a delinquere nel nostro Paese. Per questo motivo ho ribadito che la variante relativa a un controllo sistematico alle frontiere per i migranti rimane per me prioritaria.

Da Berna, dopo che si sono accorti del problema frontiere, ci sarà più collaborazione?
Lo spero proprio! Fintanto che il problema riguardava il solo Ticino a Berna non erano particolarmente preoccupati, ma ora che la cosa tocca anche altri Cantoni, viste le chiusure a est della Svizzera, anche la Confederazione ha dovuto aprire gli occhi su un fenomeno che è reale e che può avere delle ripercussioni negative sulla Svizzera. Spero che a Berna si siano finalmente resi conto della portata del problema, specialmente per i Cantoni di frontiera come il Ticino.

MS

http://www.mattinonline.ch/gobbi-meno-reati-in-ticino-bene-ma-vogliamo-fare-di-piu-a-partire-dalla-sicurezza-dei-confini/

Lavorare insieme per il bene del Ticino

Lavorare insieme per il bene del Ticino

Anche per chi come me ha l’onore di presiedere il Consiglio di Stato, salutare il nuovo Presidente del Gran Consiglio significa rivolgersi a colui che, come sapete, ha l’onore ancora più grande di essere chiamato «il primo cittadino» di questo Cantone.

Questo discorso è quindi anzitutto un gesto dovuto, di rispetto e di deferenza, verso la persona che è stata scelta per incarnare il vero sovrano di queste nostre terre: quel Popolo che il sistema svizzero, il nostro sistema di democrazia diretta, ha scelto di mantenere al centro del proprio universo politico.

La cerimonia per l’elezione del Presidente del Parlamento dovrebbe quindi essere molto più di un semplice atto formale, e mai ridursi a una banale alternanza di colori partitici. La sedia sulla quale il vostro concittadino e sindaco Luca Pagani siederà durante i prossimi dodici mesi non è solo quella con lo schienale più alto di tutta l’Aula del Gran Consiglio; è quella alla quale tutto il Ticino guarderà, in attesa delle risposte che questa classe politica ha il dovere di fornire.

Ecco perché, caro Luca, soprattutto nel primo anno della nuova Legislatura avrai il compito di ricordare a tutti il vero motivo della loro presenza a Palazzo delle Orsoline. Siamo stati eletti, Governo e Parlamento, non per mettere in scena una guerra dei poteri; non per sfidarci o per cercare visibilità; non per sprecare tempo in discussioni interminabili – e nemmeno per giocare a “solitario” sui nostri computer portatili, in attesa del nostro turno per parlare.

Siamo stati eletti perché il popolo ticinese, il nostro Sovrano, ci ha dato fiducia nella convinzione che sapremo collaborare – Esecutivo e Legislativo – per cercare e possibilmente trovare, insieme, soluzioni a problemi che tutti conosciamo fin troppo bene.
Voglio ripetere la parola insieme, perché quella che si sta aprendo dovrà essere la Legislatura della maturità per la politica di questo Cantone. La Legislatura del lavoro comune e concertato, che sappia superare i personalismi e i ragionamenti di fazione. Dovremo dimostrare, ai molti cittadini ticinesi che stanno soffrendo, che siamo capaci di accantonare le nostre ambizioni personali per dare la priorità ai loro bisogni.

Non voglio esagerare con l’enfasi, ma fuori dall’Aula del Gran Consiglio, a Bellinzona, sono collocati i busti di otto personaggi che hanno costruito il Ticino moderno, tutti accomunati dall’esperienza di membri del Gran Consiglio. Non è un caso e nemmeno uno scherzo che l’architetto abbia voluto posizionarli con gli occhi rivolti verso l’aula dove si svolgono i lavori parlamentari. Il messaggio è chiaro: illustri predecessori ci hanno affidato in eredità un Paese da amministrare con cura, e giudicano il nostro operato anche dal silenzio della pietra. Ognuno di noi sa benissimo se stia onorando la memoria dei loro sforzi.
Allo stesso modo, anche i ticinesi che verranno dopo di noi esprimeranno un giudizio sul nostro operato, con la differenza che in questo caso potremmo avere la fortuna – o la sfortuna… – di sentire questo giudizio direttamente dalla loro voce.

A nome del Consiglio di Stato voglio quindi esprimere l’intenzione di consacrare il nostro massimo impegno alla ricerca di soluzioni politiche concordate, per il bene del Ticino. Spero che anche dai banchi di questo Gran Consiglio sia questo l’intento con il quale si apre la Legislatura 2015/2019.
Da questo punto di vista, voglio esprimere – con il massimo rispetto per la separazione dei poteri dello Stato – tutta la mia soddisfazione per la decisione di questo Gran Consiglio. Scegliendo Luca Pagani il Parlamento ha voluto premiare una persona che spicca per senso civico e attivismo sociale, e che rappresenta una realtà del nostro Cantone nella quale emergono – in tutta la loro dimensione – i problemi e le opportunità che il Ticino ha di fronte a sé.

Il Mendrisiotto nel quale ci troviamo oggi è la regione di frontiera di un Cantone di frontiera, e più di tutte le altre regioni del nostro Cantone sta vivendo le contraddizioni legate agli avvenimenti politici ed economici degli ultimi anni. Che parliamo di sicurezza, pianificazione del territorio, sviluppo economico oppure mobilità, sappiamo che il Mendrisiotto sta chiedendo l’attenzione e l’aiuto del Cantone per progettare un futuro migliore.

Non si tratta di caldeggiare favoritismi locali, perché sappiamo tutti che il compito di Governo e Parlamento è di progettare globalmente il futuro di questo Cantone. Tuttavia, la possibilità di spostare l’attenzione – a rotazione – sulle diverse micro-realtà del nostro territorio è una delle forze del sistema elvetico, non solo a livello cantonale. Ben venga, quindi, la possibilità di avere un’attenzione particolare per chi ha pagato probabilmente più di altri per le scelte politiche che non sono sempre state effettuate con la giusta considerazione per il nostro Cantone.

La consapevolezza di essere uniti da qualcosa che è più grande delle nostre diversità è ciò che ha costruito la Confederazione e, più in piccolo, anche questo Cantone. Un Cantone tanto diverso quanto unito dalle relazioni umane. Se pensiamo alle vacanze in Leventina del nostro nuovo «primo cittadino» e alla forte relazione, anche sportiva, tra queste due terre ticinesi poste agli estremi, questi elementi costituiscono la felice sintesi di questa condivisione e di questo voler vivere insieme. Con piacere ricordo, caro Luca, l’appello fatto lo scorso novembre al tradizionale pranzo della società di tiro La Balernitana, dove ci ripromettevamo – sotto l’egida del presidente societario Roberto Scotti – di ripresentarci entrambi da Presidenti. Ecco, ci siamo!

Da leventinese sono perciò doppiamente felice di essere qui con voi a Balerna, oggi, per portare a un «primo cittadino» momò il mio saluto e gli auguri del Governo; perché solo se manterremo forte il desiderio di restare uniti potremo portare l’aiuto della politica e del Cantone a tutti i concittadini che ne hanno bisogno.

Discorso pronunciato dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi in occasione della cerimonia per l’elezione del Presidente del Gran Consiglio Luca Pagani
18 maggio 2015

Gran Consiglio tenuto a battesimo

Gran Consiglio tenuto a battesimo

Da CDT.CH l A Palazzo delle Orsoline la cerimonia ufficiale d’insediamento dei novanta deputati eletti il 19 aprile – Primo cittadino: Luca Pagani (PPD). A un mese esatto dalle elezioni cantonali per la legislatura 2015-2019, questo pomeriggio a Bellinzona, dalle 14.30, è in corso la cerimonia d’insediamento del nuovo Gran Consiglio, scaturito dalle urne lo scorso 19 aprile e che segue l’insediamento del nuovo Consiglio di Stato dello scorso 23 aprile (vedi suggeriti).

Nell’aula parlamentare, oltre ai novanta deputati, sono presenti i rappresentanti del Consiglio di Stato (Manuele Bertoli direttamente dall’Expo di Milano, dove era in mattinata per la giornata svizzera), parenti, amici e numerosi cittadini, i quali hanno trovato posto sulle tribune per essere presenti all’occasione solenne. Folta, come di consueto, anche la presenza dei giornalisti, fotografi e cameramen. Primo cittadino del Cantone è stato nominato il popolare-democratico Luca Pagani, sindaco di Balerna, alla cui festa, prevista oggi stesso alle 18.30 a Balerna, figura la presenza del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Primo vicepresidente Fabio Badasci (Lega), secondo Walter Gianora (PLR, con piccola polemica: vedi suggeriti)

Il discorso introduttivo è invece stato letto dal decano dei granconsiglieri, il leghista Silvano Bergonzoli, come già nel 2011, scherzando che, se allora lo lesse in qualità di decano, stavolta lo farà in qualità di matusa. Nel suo conciso discorso, Bergonzoli ha ricordato la qualità ultima del politica: l’umiltà, che permette di rapportarsi con gli altri, di superare gli steccati e di saper ascoltare i bisogni della popolazione.

Una volta designato presidente anche Pagani ha tenuto un breve discorso introduttivo, citando Papa Francesco, invitando all’unità e alla pace in un periodo storico difficile: “Occorre recuperare il senso etico nel nostro procedere, superando la logica della contrapposizione e ritrovando la concezione del servizio nel nostro impegno politico. È questa la misura alta della politica. È necessario che tutti noi ci sforziamo di mantenere sempre un comportamento giusto, degno della carica e rispettoso delle persone, anche di quelle che la pensano diversamente. Voglio credere e sperare che si possa dare avvio a un nuovo modo di fare politica e che questo possa avvenire anche senza richiami da parte mia, anche se resterò vigile”, ha concluso.

Pagani ha infine congedato la prima seduta, ricordando a tutti la festa in programma a Balerna e dando appuntamento a tutti per l’8 giugno, primo giorno di seduta “vera” del Gran Consiglio edizione 2015-2019.

http://www.cdt.ch/ticino/politica/131061/gran-consiglio-tenuto-a-battesimo.html

Il mercoledì a tavola assieme

Il mercoledì a tavola assieme

Da CDT.CH l Norman Gobbi sdogana il pranzo in comune del Governo: “Voglio alimentare uno spirito conviviale”.

Nuovo Governo, nuove abitudini. L’Esecutivo ha tenuto la sua prima riunione del mercoledì e da adesso in avanti sarà questa la giornata dedicata alla riunione settimanale. Ma non  è tutto: «Il mercoledì – ci ha detto il presidente Norman Gobbi – andremo a pranzo assieme. Vuole essere l’inizio di una nuova tradizione, anche per alimentare uno spirito conviviale, perché lo spirito di squadra è importante».

E c’è un’altra novità, sempre promossa dal presidente Gobbi: «Creare una sorta di casa von Wattenwyl per imitare ciò che avviene a Berna e incontrare anche noi, a scadenze regolari o per questioni puntuali, i presidenti e i capogruppo dei partiti di Governo. Vogliamo iniziare la legislatura in maniera costruttiva per evitare le incomprensioni del passato quadriennio. Sono convinto che parlandosi e restando in contatto si possano evitare malintesi e tensioni inutili».

Ecco i due nuovi procuratori

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Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi per Roberta Arnold e Pamela Pedretti. Sono entrate ufficialmente in carica mercoledì con la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi nella sala del Gran Consiglio le due neoelette procuratrici pubbliche Roberta Arnold e Pamela Pedretti. La magistratura torna in questo modo a ranghi completi.

Detenuti, diritti umani ‘inviolati’

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Giovedì la protesta dei reclusi, ieri il sopralluogo della delegazione di deputati. Ortelli: per noi la situazione è ok. La trasferta era già in agenda. Ma dopo la protesta dei detenuti di giovedì scorso (vedi l’edizione di venerdì 11) è stata anticipata di alcuni giorni.

Revisione totale della legge sull’esercizio della prostituzione

Revisione totale della legge sull’esercizio della prostituzione

Dopo attenta analisi della situazione, nel corso della seduta del 28 maggio il Consiglio di Stato ha ritenuto che le circostanze venutesi a creare non permettono l’aggiornamento del messaggio del 16 gennaio 2013 n. 6734 concernente la revisione totale della legge sull’esercizio della prostituzione del 25 giugno 2001 tramite messaggio aggiuntivo.

«Una vicenda che non giova alla Giustizia»

«Una vicenda che non giova alla Giustizia»

Norman Gobbi, l’intervista. Il ministro auspica un rapido chiarimento del caso Item da parte della Procura. Mentre si attendono gli esiti dei nuovi accertamenti disposti dalla magistratura, a prendere ora la parola sul caso della colf filippina impiegata in nero nella casa della neoeletta procuratrice pubblica Valentina Item, è il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi che, in un’intervista al Corriere del Ticino, fornisce una sua lettura della vicenda dal profilo politico.

Polizia, ora nei Comuni arriva l’assistente

Polizia, ora nei Comuni arriva l’assistente

Il Gran Consiglio ha dato luce verde all’inedita figura per le polcomunali Una funzione di supporto senz’arma con competenze su traffico e multe.  Per sgravare da alcuni compiti gli agenti formati, che potranno così occuparsi prevalentemente di sicurezza e ordine pubblico, il Gran Consiglio ha dato luce verde a una nuova figura: l’assistente di polizia. Sarà di supporto agli agenti, non avrà con sé un’arma e si occuperà, tra le altre cose, di gestire il traffico e di contravvenzioni. Un ruolo che risponde a un’esigenza concreta delle polizie comunali.