Lega. L’urlo: «Siamo ancora qui»

Lega. L’urlo: «Siamo ancora qui»

Da Corriere del Ticino l Rieletti a pieni voti i due consiglieri di Stato uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali Festa al quartier generale tra abbracci e sospiri di sollievo – «La vittoria più bella»

Alle 20.20, quando mancava ancora il risultato di Mendrisio – e il distacco era di poco più di 700 schede – è iniziato qualche coro «Lega, Lega, Lega» e dall’interno del quartiere generale in via Monte Boglia i giovani leghisti hanno cominciato a portar fuori le bottiglie di prosecco per festeggiare. Ma l’euforia era ancora tutto sommato contenuta perché, di fatto, mancava la conferma ufficiale della vittoria. Poi alle 20.41 ecco uscire sul balcone del primo piano, quello dell’ufficio del Nano, Maruska Ortelli, Roberta Pantani e Antonella Bignasca al grido di «Abbiamo vinto a Mendrisio, è fatta» sventolando la bandiera leghista. E dalla folla si è alzato un boato, la tensione che ha tenuto banco nelle ore precedenti è stata tutta liberata, pure – per dirla tutta – con qualche «vaffa». E poi gli applausi, gli abbracci, le pacche sulle spalle date davvero con vigore. Ora è ufficiale, la Lega ha vinto le elezioni cantonali 2015, riconfermando i due candidati uscenti e con un risultato a livello di voti personali ben oltre le aspettative. Anche senza la macchina da voti Marco Borradori, il movimento di via Monte Boglia ha superato gli 80.000 voti personali con Claudio Zali. «Grande Mendrisio», «Abbiamo preso anche Mendrisio» si sente dire dai presenti. E poi via con la frase ripetuta quasi come un mantra, con la quale Norman Gobbi, alla festa del Conza aveva scaldato la platea: «Siamo ancora qui, siamo ancora qui». Senza dimenticare: «Nano, Nano, Nano». Già perché se questa è la prima elezione cantonale senza Giuliano Bignasca, Guliano Bignasca non è mai mancato: la maggioranza aveva la spilla con la faccia del Nano e la scritta «Non molleremo». «Abbiamo vinto senza l’aiuto di nessuno, solo grazie alla gente. Ora dobbiamo lavorare per ripagare questa fiducia in tutti gli ambiti» ci dice un emozionato Boris Bignasca che aggiunge: «Dedico questa vittoria a mio papà, a Flavio Maspoli, a Michele Barra e a Rodolfo Pantani». Accanto a noi un euforico Giancarlo Seitz iniziava a distribuire come da tradizione i suoi adesivi con scritto questa volta: Grazie ticinesi, Zali e Gobbi e un numero 2 con i colori ticinesi a fare da sfondo. «È la vittoria più grande, due anni fa alla morte del Nano, nessuno ci avrebbe scommesso» commenta una raggiante Antonella Bignasca, non prima di un abbraccio liberatorio con Norman Gobbi che, diciamolo, nemmeno dopo il risultato di Lugano si era rilassato del tutto. «Io lo dicevo che non era una vittoria scontata» conclude la figlia di Bignasca che fino all’ultimo ha preferito non esporsi troppo. «Io non sono come mio papà, non sento le cose». «È stata una partita che si è giocata fino all’ultimo minuto e devo dire grazie alla popolazione per l’appoggio» ci dice al volo Gobbi prima di essere preso d’assalto dei suoi sostenitori. Le bandiere continuano a sventolare, parte pure un «chi non salta liberale è» (più volte sentito durante il lungo pomeriggio di attesa).

E ci imbattiamo con un Michele Foletti dopo una doccia di birra e prosecco. Ma vuoi per l’orario, vuoi perché per scaramanzia la base leghista non aveva davvero preparato il dopo ai risultati definitivi, la festa leghista questa volta non ha avuto un finale in piazza. Né in piazza della Riforma, come quattro anni fa, e nemmeno in piazza della Foca a Bellinzona come aveva inzialmente ipotizzato Attilio Bignasca. «Io vorrei andare a Bellinzona con la bandiera europea listata a lutto» ci aveva detto prima di mezzogiorno.

Insomma i festeggiamenti sono rimasti in via Monte Boglia, in un gran viavai di gente ma, forse, meno intenso del solito. Anche perché su alcuni volti oltre all’entusiasmo abbiamo potuto vedere la stanchezza («no no, altro che piazza io voglio andare a mangiare una pizza»). «Sono contentissimo, è un grande risultato anche a Mendrisio siamo il primo partito» commenta Daniele Caversazio, aggiungendo che erano molte le incognite. E dalla folla si alza un «È stata la vittoria più bella, meglio di quattro anni fa».

Netoska Rizzi

Lega, capolavoro servito: Zali e Gobbi in Consiglio di Stato

Lega, capolavoro servito: Zali e Gobbi in Consiglio di Stato

Da Mattinonline.ch l La Lega ha riconfermato i due seggi in Consiglio di Stato. Una maggioranza relativa legittimata dall’aver corso da soli contro tutti, nonostante gli antileghismi isterici degli altri partiti. Ma i ticinesi hanno saputo dare fiducia a chi alle parole ha preferito i fatti. Claudio Zali e Norman Gobbi saranno quindi i ministri leghisti per i prossimi 4 anni, ottenendo risultati strepitosi ai preferenziali, essendo di gran lunga i più votati. Per il resto nessuna sorpresa, con un esecutivo che sarà formato da Christian Vitta, che ha battuto in volata Michele Bertini, Paolo Beltraminelli e Manuele Bertoli.

La Lega Dei Ticinesi ha vinto le elezioni cantonali che sono risultate tiratissime e grazie all’impegno dei nostri candidati ora Via Monte Boglia è in festa…

Claudio Zali: “Per me è un punto di partenza. Ora mi impegnerò per i prossimi quattro anni a favore del Ticino e dei ticinesi!”

Norman Gobbi: “Una vittoria tiratissima. Sapevamo che ci attendeva una sfida molto difficile, ma grazie al nostro impegno e al nostro grande lavoro risultiamo vincenti!”

Der Kanton Tessin rückt weiter nach rechts

Der Kanton Tessin rückt weiter nach rechts

Da TagesAnzeiger.ch (foto Keystone). Die Lega dei Ticinesi hat die Staatsratswahlen gewonnen, die FDP hat ihr Wahlziel knapp verpasst. Die Grünen blieben weit unter den Während in den Kantonen Luzern und Zürich bei den jüngsten Wahlen die bürgerlichen Parteien zugelegt haben, ist der Kanton Tessin bei den Erneuerungswahlen für den Staatsrat, die Kantonsregierung, an diesem Wochenende weiter nach rechts gerutscht. Die Ergebnisse für den Kantonsrat werden im Laufe des Montags bekannt.

Die rechtspopulistische Regionalbewegung Lega dei Ticinesi, ein Unikum in der Schweizer Politlandschaft, konnte gestern ihren Triumph von 2011 wiederholen und erreichte einen Wählerstimmenanteil von 23,58 Prozent. Damit stellt die Bewegung trotz leichter Verluste (minus 2,3 Prozent gegenüber 2011) weiterhin zwei Staatsräte. Die bisherigen Amtsinhaber Claudio Zali sowie Norman Gobbi wurden bestätigt. Dieses deutliche Ergebnis war so nicht erwartet worden, da die Lega ihren Wahlkampf dieses Mal ohne ihren legendären und 2013 verstorbenen Gründer Giuliano Bignasca führen musste. Dazu kam, dass die Lega nicht mehr auf die Unterstützung der SVP zählen konnte, die mit einer eigenen Listenverbindung «Die Rechte» antrat, weil sie sich von der Lega verraten fühlte. Die Verbindung der Rechtsparteien erreichte einen Wählerstimmenanteil von knapp 4 Prozent.

«Rechte hat mehr Vertrauen»

Die FDP konnte ihr erklärtes Wahlziel, den 2011 verlorenen Sitz im Staatsrat ­zurückzuerobern, nicht erreichen. Der Ausgang war aber denkbar knapp – bis am Schluss war es ein knappes Rennen zwischen Lega und FDP. «Wir konnten den Abwärtstrend stoppen», kommentierte FDP-Kantonalpräsident Rocco Cattaneo mit einer gewissen Genugtuung. Der Wähleranteil erreichte 23,03 Prozent. Die FDP zog ohne die bisherige Staatsrätin Laura Sadis ins Rennen, die nach Querelen mit der Parteileitung auf eine erneute Kandidatur verzichtet hatte. Die FDP bestätigte somit ihren einzigen Sitz in der Regierung. Diesen wird der bisherige Fraktionschef Christian Vitta einnehmen.

Auch die CVP und die SP konnten ­ihren jeweiligen Staatsratssitz verteidigen, mussten bei den Wähleranteilen aber Federn lassen. Die CVP rutschte auf unter 15 Prozent, die SP auf unter 13 Prozent ab. Manuele Bertoli (SP) wurde als Staatsrat bestätigt – über sein Partei­ergebnis war er nicht glücklich, wie er gegenüber dem TA sagte. «Die Tessiner scheinen der Rechten mehr zu vertrauen», kommentierte er, nachdem er die Wähleranteile für die Lega und «Die Rechte» zusammengezählt hatte. Für die CVP wurde Gesundheitsdirektor Paolo Beltraminelli bestätigt. Damit besteht der neue Staatsrat ausschliesslich aus Männern.

Weit unter den Erwartungen blieben mit einem Wählerstimmenanteil von rund 4,4 Prozent die Grünen. Deren Koordinator Sergio Savoia, ein Querdenker und Unterstützer der SVP-Masseneinwanderungsinitiative, hatte Hoffnungen auf einen Staatsratssitz gehegt. Davon blieb er meilenweit entfernt. Als letzter Kanton der Schweiz wählt der Kanton Tessin seine Regierung nach dem Proporzsystem. Das bedeutet auch, dass die persönliche Popularität einzelner Parteiexponenten nicht so ausschlag­gebend ist wie bei Exekutivwahlen in anderen Kantonen, die im Majorzverfahren organisiert sind.

Der langjährige Lega-Staatsrat und amtierende Stadtpräsident von Lugano, Marco Borradori, zeigte sich positiv überrascht vom Ergebnis. Er deutete an, dass die Lega nun noch mehr Verantwortung im Staatsrat und das Finanz- und Wirtschaftsdepartement übernehmen müsste. Die Lega hatte sich in ­ihrem Wahlkampf ganz auf eine Eindämmung der Grenzgänger konzentriert, die im Südkanton ein Politikum erster Güte darstellen. Mehr als ein Viertel aller ­Arbeitsplätze wird von Pendlern aus ­Italien besetzt. Das tägliche Verkehrschaos, insbesondere im Südtessin, und die Verdrängung einheimischer Arbeitskräfte, gekoppelt mit permanentem Lohndruck, sind deshalb Dauerthema.

Hohe Wahlbeteiligung

Die Wahlbeteiligung betrug am gestrigen Sonntag 62,3 Prozent und stieg damit ­gegenüber 2011 um 3,5 Prozent an. Dafür dürfte die Einführung der Briefwahl ausschlaggebend sein. Von dieser neuen Möglichkeit, die in den anderen Schweizer Kantonen längst Realität ist, machten 82,7 Prozent der Stimmbürger Gebrauch. Ein Wahlbetrug sorgte allerdings in den letzten Tagen für Aufregung. FDP-Grossratskandidat Michele Kauz hatte sich Bilder verschickt, die zeigen, dass er 14 Wahlzettel ausgefüllt hatte. Die Staatsanwaltschaft leitete auf Anzeige der Grünen eine Untersuchung ein. Zudem hatten einige Bürger ihre Wahlunterlagen auf Onlineportalen zum Verkauf angeboten.

http://www.tagesanzeiger.ch/schweiz/standard/Der-Kanton-Tessin-rueckt-weiter-nach-rechts/story/19053268

La Lega reste premier parti du Tessin

La Lega reste premier parti du Tessin

Da LeMatin.ch (foto Keystone). Aucune femme n’a été élue pour remplacer la ministre radicale démissionnaire Laura Sadis, ce qui fait de l’Exécutif tessinois le seul entièrement masculin de Suisse.

La composition du gouvernement tessinois au terme des élections cantonales de dimanche reste inchangée. La Lega conserve ses deux sièges, le PLR, le PDC et le PS maintiennent chacun le leur. Aucune femme n’a été élue pour remplacer la ministre radicale démissionnaire Laura Sadis, ce qui fait de l’Exécutif tessinois le seul entièrement masculin de Suisse.

La composition du Grand Conseil sera elle annoncée lundi. La participation au scrutin a atteint 62,3 % et plus de 80 % des électeurs ont choisi de voter par correspondance.

Le dépouillement des votes, dimanche à partir de midi, a été marqué au fil des heures par une course-poursuite constante entre la Lega et le PLR qui se sont talonnés jusqu’au résultat final. La Lega, parti fondé par Giuliano Bignasca en 1991, a perdu un peu de terrain dans quelques communes de la région de Lugano considérées comme ses fiefs historiques, notamment Paradiso et Sorengo.

Au final, elle a obtenu 27,7 % des voix (-2,1 % par rapport à 2011) devançant de peu le PLR avec 26,3 % ( 1,3 %). Le PDC a décroché 17,5% des suffrages (-2,4 %) et le PS 14,8 % (-1,5 %).

Gouvernement tout au masculin, fait unique en Suisse

La Lega confirme ses deux conseillers d’Etat sortants Claudio Zali et Norman Gobbi, le PDC reconduit Paolo Beltraminelli et le PS Manuele Bertoli. Le siège de la radicale Laura Sadis, démissionnaire, n’est lui pas allé à une femme. Il sera occupé par Christian Vitta, 42 ans, économiste et chef de groupe PLR au Grand Conseil. Le Tessin devient le seul canton suisse dont l’exécutif est uniquement masculin.

Les élections 2015 pour le renouvellement du gouvernement ont été caractérisées par une nette poussée de la droite (environ 60 % entre la Lega, le PLR et «La destra», une alliance entre l’UDC et des petites formations de droite) et un recul du PDC et du PS.

Les Verts, qui briguaient un siège au gouvernement, ont subi une cuisante défaite en ne totalisant que 6,6 % des suffrages ( 0,5 %). Parmi les petites formations, «Montagna viva», qui s’était déjà présentée en 2011 et qui se bat pour la survie des régions de montagne, a obtenu un peu plus de 10’000 voix, soit 1,2 %.

Moins d’1 % pour la «Lega sud»

En revanche la «Lega sud», récemment constituée et qui prônait l’annexion du Misox (GR) au Tessin en vue du lancement d’une région autonome lombarde «du Gothard à Pavie» (I), a réalisé le plus mauvais score avec 452 votes (0,09 %).

Le meilleur résultat personnel a été obtenu par le conseiller d’Etat Claudio Zali, en charge du département du territoire, qui a totalisé 83’307 voix. Ex-juge à Lugano, Claudio Zali, 53 ans, a remplacé Michele Barra, décédé en octobre 2013 six mois après avoir succédé à Marco Borradori devenu dans l’intervalle maire de Lugano.

«La Lega a su dominer la campagne électorale en chevauchant les thèmes chers aux Tessinois, soit la peur des frontaliers, les relations tendues avec l’Italie sur le plan fiscal, la décision de la Banque nationale (BNS) de renoncer au taux plancher entre le franc et l’euro, la crise économique, sans oublier le régionalisme», a affirmé à l’ats, le politologue tessinois Oscar Mazzoleni, chargé de cours à l’Université de Lausanne.

http://www.lematin.ch/suisse/politique/La-Lega-reste-le-premier-parti-du-Tessin/story/16304554

Il Ticino ha bisogno di voi!

Il Ticino ha bisogno di voi!

Votiamo Lega (Lista 1) e vinciamo le elezioni. Mancano sei giorni. Alle 12.00 di domenica prossima si con­cluderà il voto per l’elezione di Governo e Parlamento. Sette giorni in cui il Popolo ticinese può ancora scegliere i suoi rappresentanti. Verrebbe da dire “fi­nalmente”, data la lunga campagna degli ultimi mesi, fatta di troppe parole e pro­clami inconsistenti. Nonostante il periodo elettorale, ho voluto continuare nel lavoro di tutti i giorni, portando avanti progetti concreti e raccogliendo importanti risul­tati.

Per questo sono stato anche criticato da coloro che hanno confuso la mia laborio­sità con propaganda elettorale. A torto. Mesi fa avevo detto ai miei collaboratori che la campagna, per quanto fondamen­tale, non avrebbe dovuto bloccare né i progetti né le decisioni a favore dei Tici­nesi; così è stato e sarà ancora per una set­timana e per i successivi quattro anni se i Ticinesi riconfermeranno la loro fiducia nel sottoscritto e nella Lega. La Lega è nata per tutti i Ticinesi, nessuno escluso; in particolare quelli dimenticati dal vec­chio “tavolo di sasso” e che non si inte­ressavano più della politica. È proprio anche per questa ragione che ho scelto questo Movimento!

Negli anni abbiamo combattuto molte battaglie, ultima delle quali quella del 9 febbraio 2014, la cui applicazione è vitale per il futuro del Ticino. Nonostante ciò, sono consapevole dei problemi che an­cora attanagliano i cittadini, primo fra tutti quello del lavoro. So anche che la so­luzione non è facile e che lo sconforto nei confronti della politica può in certi casi prendere il sopravvento. Vorrei però dire una cosa a tutte le persone scontente e che magari non hanno voglia di votare, pen­sando che nulla cambierà: fate sentire la vostra voce!

Come rappresentante della Lega posso as­sicurarvi il mio impegno nel proseguire sulla strada intrapresa; una strada fatta di progetti concreti e di una politica libera da interessi personali e di partito. Un cammino indicatoci dal Nano 24 anni fa e la cui meta è una e una sola: essere vicino alla gente, a ogni singolo Ticinese!

NORMAN GOBBI

Quadri: “Gobbi ha fatto benissimo”

Quadri: “Gobbi ha fatto benissimo”

Dal Mattino della domenica, 12.04.2015
Vuoi il permesso B o G? Prima mostra l’estratto del casellario giudiziale

Il consigliere nazionale leghista, autore già nel 2013 di una mozione al Consiglio federale per il ritorno ai controlli sistematici dei prece­denti penali dei cittadini UE che vogliono dimorare in Svizzera: “Finalmente si ha il coraggio di dare la priorità agli interessi dei ticinesi e non all’applicazione pedissequa di clausole balorde che siamo i soli a rispettare”

Il Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi ha preso una decisione impor­tante. Da inizio aprile, per ottenere un permesso B (dimora) o G (frontaliere) il richiedente deve allegare un estratto del casellario giudiziale, datato di al massimo tre mesi. Niente estratto? Niente permesso.

Il tema non è nuovo in casa Lega. Nell’aprile 2013 il Consigliere nazio­nale leghista Lorenzo Quadri depo­sitò una mozione al Consiglio federale chiedendo per l’appunto il ritorno alla richiesta sistematica del casellario giu­diziale, decaduta a seguito della deva­stante libera circolazione delle persone.

Come valuta Quadri la decisione del Direttore del dipartimento delle Isti­tuzioni?

In modo molto positivo, ovviamente. E’ una decisione benvenuta e necessaria. Gobbi ha avuto il coraggio di infran­gere il muro del “sa po’mia”. Forse la novità introdotta non sarà del tutto in linea con i disposti della devastante li­bera circolazione delle persone. L’ap­posita direttiva UE prevede infatti che la richiesta di informazioni sui prece­denti penali dello straniero che chiede di dimorare in Svizzera non può essere sistematica. Ma poco importa. La si­curezza del Ticino è evidentemente prioritaria rispetto all’applicazione pedissequa di accordi che il popolo ti­cinese non ha mai approvato. Quindi, si cominci a richiedere sempre l’estratto del casellario giudiziale. Che non sarà una garanzia assoluta, visto che le modalità d’iscrizione ed i tempi di cancellazione variano da paese a paese; ma è comunque un bell’aiuto in più. Del resto, qualsiasi paese UE nella nostra posizione avrebbe fatto ciò che ha fatto Gobbi. Spero che, in generale, questo sia solo un primo passo. Basta con il garan­tismo autolesionista. Si abbia il coraggio di pren­dere delle decisioni nel­l’interesse del paese. Anche a costo di perdere qualche ricorso.

Appunto: i ricorsi. E se ce ne fossero?

Si vedrà se ce ne saranno. Del resto, voglio proprio vedere chi adirà le vie le­gali per non presentare l’estratto richiesto. Solo chi ha qualcosa da na­scondere. Quindi, giusto che gli venga negato il permesso. Del resto sap­piamo bene che una volta concesso, il permesso B o G è assai difficile da riti­rare. Anche quando si scopre che i titolari hanno commesso gravi reati in patria. Si impone dunque estrema prudenza al mo­mento del rilascio.

Lei ha presentato una mozione al Consiglio federale chiedendo il ri­torno alla richiesta sistematica del­l’estratto del casellario giudiziale prima del rilascio del permesso. A che punto è l’esame?

La mozione è del 17 aprile 2013. Il go­verno, “naturalmente”, ha espresso parere contrario. Il Consiglio nazio­nale non l’ha ancora esaminata. E non è detto che esprima una posizione di­versa rispetto a quella dell’esecutivo.

Il PLR accusa Gobbi di aver “copiato” una sua mozione…

Il PLR, abituato a fare po­litica con la Xerox (prima denigra le proposte “po­puliste e xenofobe” della Lega, poi le fotocopia) ha perso un’occasione per tacere. Allora io dico che il PLR ha copiato la mia mozione a Berna, visto che quella inoltrata dal­l’ex partitone in Gran Consiglio è del settembre 2013, mentre la mia è di 5 mesi prima.

Questo tanto per mettere i puntini sulle “i”. Comun­que, al di là dei diritti di primogenitura, l’impor­tante è che i controlli si facciano. Perché, ormai è ampiamente dimostrato, la libera circolazione delle persone ha mandato a ra­mengo non solo il nostro mercato del lavoro, ma anche la nostra sicurezza. Pretendere di far fede ad autocertificazioni in mate­ria di precedenti penali è una barzelletta. Ogni delinquente stra­niero che, grazie alla nuova prassi in­trodotta da Norman Gobbi, non otterrà di trasferirsi in Svizzera, sarà un suc­cesso.

Gobbi: i 4 anni di concretezza del nostro 4 x 4 della politica

Gobbi: i 4 anni di concretezza del nostro 4 x 4 della politica

Dal Mattino della domenica, 05.04.2015 

Obiettivi 2015-2019

Sicurezza: garantire la protezione di beni e persone

· Rafforzamento ulteriormente della sicurezza sul nostro territorio

· Regionalizzazione della gendarmeria con servizi di polizia aperti 24h24

· Chiusura notturna dei valichi secondari

Lavoro: favorire le opportunità di impiego

· Tutelare la manodopera indigena, applicando l’iniziativa del 9 febbraio

· Favorire assunzione giovani e over 50

· Combattere gli abusi nel mondo del lavoro (task-force permanente presso la Polizia cantonale)

Stranieri: stringere i bulloni

· Continuare la lotta contro chi abusa della nostra ospitalità

· Espellere gli stranieri che delinquono

· Ridare al Cantone la gestione dell’immigrazione sul proprio territorio, applicando l’iniziativa del 9 febbraio

Relazioni Cantone – Comuni/Confederazione/Italia

· Alimentare costantemente i rapporti tra Cantone e Comuni

· Mantenere un contatto diretto con Berna per difendere gli interessi del Ticino

· Affrontare senza timore le difficili relazioni con l’Italia: il blocco ai ristorni è sempre attuale!

SICUREZZA

La sicurezza è al centro dell’attenzione, non da ultimo a causa della preoccupante situazione nelle vicine regioni italiane (in Lombardia, una casa svaligiata ogni 2 minuti!). Norman Gobbi è intervenuto con mano ferma: la Polizia cantonale è stata riorganizzata e potenziata a livello tecnologico e logistico. Grazie ai 50 agenti in più, anche in futuro si potrà continuare sulla via tracciata. Una via che nel solo 2014 ha permesso di ridurre tutti i reati del 12.7%. L’obbiettivo fissato lo scorso anno da Gobbi è stato raggiunto: aveva promesso meno reati, e così è stato. 

-25 % furti nelle case 

RAPPORTI CITTADINO-AMMINISTRAZIONE

Norman Gobbi ha avvicinato l’Amministrazione ai cittadini garantendo dei servizi più efficienti, per uno Stato più moderno e interattivo. Cambiamento drastico, se si pensa che fino a poco tempo fa sperare che in un ufficio cantonale si potesse rispondere al telefono dopo le 16.00 non era che una pia illusione. I cittadini hanno oggi più facilità di contatto telefonico con l’ufficio dello stato civile e quello della migrazione che sono stati dotati di un centralino telefonico unico. È anche stato attivata una linea telefonica preferenziale per i Comuni, che facilita tra l’altro le segnalazioni di abusi commesse da stranieri. Anche la Sezione della circolazione è stata dotata di un centralino unico per favorire l’utenza, che può ora far capo ai servizi 24/24 ore anche attraverso internet: è infatti possibile fissare appuntamenti per collaudi ed esami, richiedere targhe e permessi, ecc., senza muoversi da casa.

900 telefonate/giorno alla Circolazione 

STRANIERI

Gobbi ha stretto i bulloni! La priorità è stata data al controllo approfondito dei dossier degli stranieri che richiedono un permesso. In seno all’Ufficio della migrazione, è stato creato un gruppo specializzato che tratta i casi problematici. I risultati sono lì da vedere: solo sui permessi B sono stati rilevati oltre 50 abusi in soli quattro mesi poi revocati o non rinnovati. Tutto questo in attesa che la piena applicazione dei contingenti votati dal 68% dei Ticinesi consenta al Ticino di tornare a gestire direttamente l’immigrazione sul proprio territorio.

10 permessi revocati al mese

GIUSTIZIA

L’organizzazione giudiziaria ticinese ha cent’anni. Criminalità e leggi sono però cambiate e la vecchia organizzazione non risponde più efficacemente alle esigenze dei cittadini. Metterci le mani non è stato facile: interessi di partito e privilegi avevano finora impedito ogni intervento. Gobbi non ha avuto paura: lui – che nulla deve ad alcuna lobby – ha ascoltato i bisogni di tutti e ha iniziato a ridisegnare l’organizzazione della giustizia cantonale. Parte dei cambiamenti è già stata attuata e parte è ancora in divenire. Norman Gobbi sta rimediando a sprechi di risorse, fondando la nuova giustizia sull’efficacia e l’efficienza, ciò che consentirà pure di accorciare la durata dei procedimenti.

 4 anni di cambiamento

MILITARE

Nell’ambito dell’Ulteriore sviluppo dell’Esercito, Norman Gobbi è riuscito a mantenere in Ticino gli stazionamenti militari. Salvaguardando la presenza delle truppe, non solo si è potuto garantire più di 750 posti di lavoro per cittadini svizzeri, ma si sono potuti convogliare nel Cantone ben 200 milioni di franchi di investimenti della Confederazione. Il tutto per merito del lavoro portato avanti dal nostro Norman Gobbi a Berna, un partner affidabile per le questioni di sicurezza.

Mantenimento di 750 posti di lavoro in Ticino

Un Cantone che ha bisogno riforme

Un Cantone che ha bisogno riforme

Di Michele Foletti, Mattino della domenica 05.04.2015

Per anni questo Cantone non è stato capace di proporre nuovi modelli e nuove visioni a livello di amministrazione, di gestione e di sviluppo. Solo un Governo a maggioranza leghista potrà dare un futuro al Ticino.

L’ultimo quadriennio prima della rivoluzione del 2011 con il cambiamento della maggioranza relativa in Consiglio di Stato è risultato praticamente inutile. E’ stato un quadriennio di attesa e preparazione al pensionamento dei tre consiglieri uscenti. Tempo perso per cittadini e aziende, ma tempo guadagnato per i tre partiti storici che lo hanno utilizzato per consolidare il proprio potere nell’amministrazione in attesa del sorpasso leghista. 

E’ sufficiente ricordarsi di tante nomine e tante promozioni per capire che i partiti storici hanno solo cercato di piazzare le proprie pedine nei punti nevralgici dell’amministrazione in modo da evitare il peggio. 

L’attuale Consiglio di Stato – a maggioranza relativa leghista – con tre consiglieri nuovi su cinque, ha dovuto tentare di recuperare il tempo perso, praticamente in tutti gli ambiti: pianificazione ospedaliera, riforma Cantone-Comuni, nuova giustizia, riforma territoriale (PCA), riforma della scuola media, riforma della polizia, riforma del settore amministrativo (esecuzione fallimenti, ecc.), riforma della mobilità, riforma della logistica, riforma della gestione del personale, riforma dei sussidi e via dicendo. 

E questo non perché il nuovo Governo a maggioranza relativa leghista fosse impazzito di colpo e si fosse messo in testa che era tutto da cambiare; no, unicamente perché il tempo perso con l’ultimo governo a maggioranza liberale-radicale aveva portato il Canton Ticino in fondo a tutte le classifiche di competitività intercantonale: dagli studi PISA sulla scuola, ai dati sulla criminalità, dalla competitività insediativa, alla capacità di trattenere pazienti ospedalieri sul proprio territorio. E molto altro. 

Non lo dico io: lo dicono i dati, purtroppo. 

L’attuale Consiglio di Stato (a maggioranza relativa leghista) è stato capace a proporre le prime riforme in questa legislatura, mentre l’attuale Parlamento (a maggioranza dei partiti storici) le ha avversate sistematicamente. 

Noi cittadini non possiamo permetterci di tornare indietro di quattro anni o continuare come nella precedente legislatura: abbiamo bisogno di persone che guardano avanti e che pensano al futuro di questo Cantone. Abbiamo bisogno di Consiglieri di Stato coraggiosi e visionari e di parlamentari capaci di concordare le migliori soluzioni. Il Cantone deve cercare di essere competitivo e di essere autonomo nelle sue scelte. 

Se crediamo nel nostro futuro di ticinesi dobbiamo votare per un Consiglio di Stato a maggioranza leghista e per un Parlamento in grado di sostenere l’azione di governo. Ce lo insegna la storia recente degli ultimi otto anni. 

E scrivo queste cose con tutta l’umiltà possibile, di chi due anni fa si è assunto la responsabilità di riformare una Città che era sul baratro della bancarotta e che con tanto lavoro, senza promesse e senza avere il solo desiderio di compiacere i propri elettori, sta mettendo in ordine i conti, sta creando gli strumenti necessari per una sana gestione e contenere i debiti: tutto questo, allo scopo di dare un futuro ai nostri cittadini.

“Far rispettare il 9 febbraio, senza se e senza ma”

“Far rispettare il 9 febbraio, senza se e senza ma”

Norman Gobbi risoluto sull’attuazione dell’iniziativa votata dal popolo svizzero sull’immigrazione di massa: “Anche se costasse qualche punto di PIL”

Norman Gobbi è determinato. L’iniziativa votata dal Popolo svizzero il 9 febbraio del 2014 deve essere messo in pratica alla lettera, “anche qualora costasse qualche punto di PIL”. Lui assicura che i rappresentanti in Governo leghisti sono gli unici disposti ad un’applicazione senza “se e senza ma”. Dopo Claudio Zali, questa sera è la volta di un altro Consigliere di Stato della Lega dei Ticinesi, il direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi

Consigliere, esattamente quattro anni fa il Governo annunciava dati incoraggianti per le casse cantonali e lei aveva ripreso le parole di Attilio Bignasca: “abbiamo un Cantone più ricco e dei cittadini più poveri”. Come stanno i ticinesi oggi?
“Il momento è difficile. La crisi che ha colpito l’economia mondiale ha avuto degli effetti negativi anche nel nostro Cantone: ridimensionamento della piazza finanziaria, franco forte e mercato del lavoro messo sotto pressione dalla concorrenza transfrontaliera, tutti fattori che contribuiscono a rendere più difficile la vita dei cittadini Ticinesi. Bisogna combattere i preoccupanti fenomeni che gravano sul mercato del lavoro, come il dumping salariale e l’effetto di sostituzione della manodopera, con l’applicazione dei contingenti votati il 9 febbraio 2014, che non equivalgono a una chiusura totale ma che vogliono tornare a dare priorità al personale indigeno”.

Per quanto riguarda la politica delle aggregazioni si ritiene soddisfatto? Rientra nelle priorità del Consiglio di Stato?
“Il Piano cantonale delle aggregazioni da me promosso, benché molto discusso, permette di dare al futuro dei nostri Comuni una visione moderna e lungimirante.
Come Consiglio di Stato e Dipartimento delle istituzioni crediamo che il Piano delle aggregazioni sia un passo concreto per il raggiungimento di un nuovo e competitivo Cantone, in grado di difendere gli interessi e le priorità della sua popolazione e del suo territorio. L’obiettivo è che ogni regione sia in condizione di valorizzare appieno il proprio potenziale, profilandosi quale motore dello sviluppo economico e sociale locale. Un’aggregazione come quella del Bellinzonese, ad esempio, è il passo giusto per ridare al nostro Cantone un nuovo assetto che ne favorisca la crescita. Negli anni il divario tra Sopra e Sottoceneri è aumentato favorendo una concentrazione di attività economiche e di popolazione verso il Luganese. Questa evoluzione provoca un disequilibrio, al quale stiamo cercando di rimediare, attraverso il rafforzamento dei Comuni”.

Passiamo ora al capitolo polizia. Anche in Ticino avremo un giorno una polizia unica come a Lucerna o a Zugo oppure saremo come Zurigo, dove esiste una polizia della città riconosciuta?
“La polizia unica è l’assetto futuro che potrà garantire un ancor più alto livello di sicurezza nel nostro Cantone. La sua adozione non è per domani, ma richiede un esame approfondito per definire quale modello sia il più adatto alla nostra realtà. L’organizzazione di polizia unica adottata da Zugo o Zurigo non è difatti necessariamente quella migliore per il Ticino. In attesa che il Parlamento si determini sul principio della polizia unica, occorre oggi tuttavia continuare il processo di regionalizzazione delle polizie voluto dalla Legge sulla collaborazione tra la Polizia cantonale e le Polizie comunali. Questa legge entrata in vigore nel 2012 definisce un nuovo approccio nelle relazioni fra i corpi di polizia del Cantone ha quale obiettivo quello di rafforzare la collaborazione tra polizie, consolidando il coordinamento degli interventi in materia di sicurezza sul piano cantonale. Il processo di regionalizzazione delle Comunali, come pure quello della Cantonale che, dal 1. luglio prossimo disporrà di una Gendarmeria su base regionale con cinque nuovi reparti (Mendrisiotto, Luganese, Bellinzonese, Locarnese e Stradale) continua dunque il suo corso, in parallelo alle riflessioni sulla polizia unica”.

In questi anni si è parlato molto di frontiere da difendere e di lotta ai taccheggiatori e ai ladri di appartamento. Il ministero pubblico ticinese ha gli strumenti a disposizione per lottare contro un’altra forma di criminalità, ossia quella organizzata? Nella sua azione di governo sarà prioritaria la lotta a questa forme di infiltrazioni malavitose?
“I furti, gli scippi, le rapine sono dei reati che toccano molto da vicino i cittadini. La violazione della loro sfera privata ha un influsso importante sulla percezione della sicurezza. Ecco perché le strategie per prevenire e contrastare questo genere di atti, come la chiusura notturna dei valichi secondari, son dei temi che ad alto impatto mediatico. Il fatto che si parli meno di lotta alla criminalità organizzata, non significa tuttavia che il tema venga sottovalutato. Anzi. Proprio da inizio anno, abbiamo potenziato con tre nuovi ispettori specialistici la squadra di polizia che supporta il Ministero pubblico nella lotta ai reati economico-finanziari. Inoltre, con il mio Dipartimento abbiamo elaborato un progetto di regolamentazione dell’attività di locazione di cassette di sicurezza da parte di società private che metteremo presto in consultazione, andando così a combattere il fenomeno del riciclaggio laddove il diritto federale non prevede ad oggi dei controlli”.

C’è chi la rimprovera dicendo di essere troppo presente a livello mediatico. Lei come risponde a questa critica?
“Semplicemente spiegando che – oltre ad essere il più grande per numero di collaboratori – il Dipartimento delle istituzioni che dirigo si occupa di temi molto vicini alla quotidianità di ogni cittadino: giustizia, polizia, circolazione, enti locali, migrazione e stato civile, militare e protezione popolazione. È nostro obbligo comunicare ai ticinesi i progetti che sono stati intrapresi per migliorare i servizi all’utenza, che sia dall’apertura continuata sul mezzogiorno degli sportelli per l’ottenimento dei documenti d’identità, all’aggregazione dei 17 Comuni del Bellinzonese oppure ancora alla riorganizzazione della giustizia ticinese”.

La Lega dice che se si vuole applicare veramente il 9 febbraio bisogna votare, appunto, il Suo movimento. Lei e il suo collega Zali che strumenti avete a disposizione per mantenere questa promessa?
“L’iniziativa è stata votata dal Popolo svizzero ed è dovere del Governo federale metterla in pratica alla lettera. Come Consiglieri di Stato leghisti siamo gli unici disposti ad una sua applicazione senza se e senza ma, anche qualora costasse qualche punto di PIL. Infatti, se da un lato c’è chi paventa una catastrofe con la messa in causa della libera circolazione, dall’altra queste storie le sentimmo già dopo il 1992 quando – grazie alla Lega – la Svizzera non aderì allo Spazio economico europeo, e quindi all’Europa. Il compito poi di un Consigliere di Stato – che ha a cuore la volontà del Popolo – è quello di portare a Berna le proposte e le rivendicazioni dei Ticinesi, cosa che in questi quattro anni ho fatto costantemente e con risultati proficui se penso al mantenimento degli stazionamenti militari in Ticino e dei relativi 750 posti di lavoro”.

Per finire il lavoro. Il governo ha trovato la via giusta per dare una svolta al modello di sviluppo economico ticinese?
“Il Governo deve garantire condizioni quadro favorevoli per lo sviluppo economico, intervenendo solo laddove l’economia non è in grado di risolvere i problemi autonomamente. In questo contesto rientra la squadra di Polizia da me proposta per combattere ogni forma di abuso nel mondo del lavoro (lavoro nero, frodi assicurative, ecc.). Il tema del lavoro deve continuare ad essere una priorità assoluta; in questo senso, è importante contrastare le conseguenze dell’abbandono del cambio minimo con l’Euro e combattere con più forza la sostituzione dei lavoratori ticinesi con i frontalieri, come pure la pressione al ribasso sui salari dei residenti, oppure gli abusi in varie legislazioni fatte da imprenditori d’importazione spregiudicati. Nel contempo, l’economia privata deve puntare sulla qualità e sulla manodopera indigena altamente qualificata. Parallelamente, occorre valorizzare una formazione di alto livello ed il suo legame con l’economia reale”.

http://www.tio.ch/News/Speciali/Cantonali-2015/1025541/Far-rispettare-il-9-febbraio-senza-se-e-senza-ma

Il Nano, il Mattino e la sfida che ci attende

Il Nano, il Mattino e la sfida che ci attende

25 anni del Mattino: per continuare sulla strada segnata abbiamo bisogno di tutti i Ticinesi!

Quanto manca il Nano al nostro Cantone, al Ticino che lui tanto aveva a cuore? Molto, moltissimo. Manca la sua genialità nell’affrontare i diversi temi e soprattutto la sua capacità di comprendere i bisogni dei cittadini Ticinesi. Una capacità innata ma frutto anche del fatto che il Nano, con la gente, ci stava veramente. Come amava ricordare, lui il sabato non andava a giocare a golf in un qualche club esclusivo, ma al contrario accoglieva nel suo ufficio tutte le persone che ogni giorno si rivolgevano a lui per chiedere una mano, un aiuto. E il Nano era sempre lì, pronto ad ascoltarli e a cercare di trovare una soluzione alle loro preoccupazioni. Era da qui che probabilmente nasceva la sua naturale propensione a capire il Popolo ticinese.

25 anni per il Ticino e i Ticinesi

Proprio per il Popolo ticinese, 25 anni fa il Nano si è lanciato, insieme a Flavio Maspoli, in quella fantastica avventura dal nome “Il Mattino della Domenica”. Un giornale per la gente; un giornale contro la partitocrazia e volto a dare voce a chi, di voce, prima di quel fatidico 18 marzo 1990 non ne aveva. Ricordo ancora quando, durante la mia adolescenza, la domenica mattina mi recavo trepidante a prendere il Mattino. Furono proprio gli ideali difesi dal giornale a conquistarmi e a spingermi ad abbracciare il nostro Movimento! Negli anni il Mattino, insieme a tutta la Lega, ha combattuto diverse battaglie in favore del Canton Ticino. Dai Bilaterali alla manodopera frontaliera, siamo sempre stati lì, in prima linea e prima di tutti, per tutelare gli interessi dei Ticinesi. C’era chi, nel 1990, dava sei mesi di vita al Mattino; c’era chi, nelle cantonali del 2007, pregustava la fine della Lega; c’era chi, due anni fa, dava sei mesi di vita al giornale dopo la scomparsa del nostro Nano. Noi invece non abbiamo mai mollato e, dopo 25 anni, il Mattino e la Lega sono ancora qui, per il Ticino e i Ticinesi!

Ticinesi: abbiamo bisogno di voi!

Ora siamo chiamati a proseguire sulla strada segnata dal Mattino e dal nostro presidente a vita. Il Nano guida sempre il nostro operato e i suoi insegnamenti sono vivi dentro tutti noi. Personalmente, anche assumendo importanti cariche istituzionali non ho mai perso lo spirito leghista, quello spirito che si traduce nella volontà di lavorare a favore del Canton Ticino. Se il Nano oggi fosse qui metterebbe tutti in guardia. La sfida che ci attende il 19 aprile è di quelle difficili: siamo l’avversario da battere e tutti gli altri partiti sognano di scalzarci dalla nostra posizione. Ancora una volta, non dobbiamo mollare! Dobbiamo continuare ad impegnarci, ogni giorno, a favore dei nostri cittadini, ascoltando le loro preoccupazioni e adoperandoci per trovare delle soluzioni concrete ai loro problemi. Questo è uno degli insegnamenti più grandi che ci ha lasciato il Nano, questo è il motivo per cui 25 anni fa nasceva il Mattino e per cui nel 1991 è stata fondata la Lega. Un giornale per la gente, un Movimento per i Ticinesi!

GRAZIE!

Norman