Aggregazione Valle della Tresa: istituita la Commissione di studio

Aggregazione Valle della Tresa: istituita la Commissione di studio

Nella seduta odierna il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione inoltrata dai Municipi di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa e ha istituito la Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto aggregativo.

Dando seguito all’istanza di aggregazione sottoscritta il 15 maggio 2017 dai quattro Municipi dei Comuni di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa, il Consiglio di Stato ha nominato l’apposita Commissione di studio che allestirà lo studio di aggregazione del comprensorio ai sensi della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni.

Il Governo valuta positivamente l’iniziativa promossa dai quattro Comuni in vista di un consolidamento istituzionale, ritenuta la vocazione territoriale del comparto della Valle della Tresa e le numerose interrelazioni già oggi esistenti al suo interno. La proposta si inserisce peraltro in modo coerente nel comprensorio Malcantone Ovest definito nel progetto di Piano cantonale delle aggregazioni.

La Commissione di studio, i cui rappresentanti sono stati designati dai rispettivi Municipi, è composta da:

  • per il Comune di Croglio membro Margherita Manzini, Sindaca  (supplente Roberto Ghiazza, Vice Sindaco)
  • per il Comune di Monteggio membro Piero Marchesi, Sindaco (supplente Mauro Zoccatelli, Municipale)
  • per il Comune di Ponte Tresa membro Daniel Buser, Sindaco (supplente Rinaldo Marchesi, Vice Sindaco)
  • per il Comune di Sessa membro Sergio Antonietti, Sindaco (supplente Giuliano Zanetti, Vice Sindaco)

I Comuni hanno concordato tra loro che il coordinamento dei lavori venga assunto dal Comune di Monteggio. La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con il Dipartimento delle istituzioni verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

La Commissione è stata invitata a presentare il proprio rapporto al Consiglio di Stato entro il 31 dicembre 2017.

Al via la nuova campagna di prevenzione “Acque sicure”

Al via la nuova campagna di prevenzione “Acque sicure”

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | È stata presentata questa mattina l’edizione 2017 del programma di prevenzione «Acque sicure», promosso dal Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con la Commissione cantonale. La campagna di sensibilizzazione dei frequentatori di fiumi e laghi in vista della prossima estate è iniziata già da qualche giorno, sul territorio della Città di Locarno, con la comparsa di enigmatici cartelloni che raffigurano alcuni bagnanti immersi in una pozza d’acqua e persone intente a praticare sport acquatici.

Con l’inizio della bella stagione, le rive di fiumi e laghi ticinesi diventano meta prediletta di residenti e turisti. Affinché sia possibile godere in piena sicurezza di questi affascinanti doni del nostro territorio, il Cantone attirerà durante tutta la stagione estiva l’attenzione sulle regole che permettono di evitare comportamenti a rischio e incidenti.

La presentazione odierna – con la partecipazione del Consigliere di Stato Norman Gobbi, del sindaco di Locarno Alain Scherrer, del Presidente della Commissione Boris Donda e della responsabile del progetto «Acque sicure» Fabienne Bonzanigo – ha anzitutto permesso di svelare il significato della campagna di affissione avviata negli scorsi giorni. Con lo slogan “Basta un attimo. La sicurezza in acqua dipende da te” l’azione pone l’accento su attenzione e vigilanza che bisogna avere costantemente nei contesti acquatici. Infatti, i rischi in acqua sono alti e sempre dietro l’angolo, ma soprattutto dipendono fortemente dal proprio senso di responsabilità.

Per la tradizionale campagna di prevenzione si è trattato di un cambiamento di stile rispetto al passato, in linea con il nuovo orientamento introdotto nel 2016 dal Dipartimento delle istituzioni. Come noto, il nome della Commissione consultiva è stato modificato in «Acque sicure», per mettere in evidenza che la prevenzione riguarda non solo i corsi d’acqua, ma anche i laghi. Le statistiche mostrato infatti che anche tutti gli specchi d’acqua maggiori nascondono insidie, alle quali bagnanti e amanti dello sport devono prestare attenzione.

Oltre ai cartelloni pubblicitari che compariranno su tutto il territorio ticinese e sulle principali linee del trasporto pubblico su gomma, la campagna 2017 – nella rinnovata veste grafica, che caratterizza anche il sito internet http://www.ti.ch/acque-sicure– proporrà durante tutta l’estate eventi speciali e azioni di sensibilizzazione che coinvolgeranno anche bambini e società sportive di oltre Gottardo. Saranno poi distribuiti a tutti gli attori turistici interessati i rinnovati opuscoli informativi sui rischi nei fiumi e sulle regole di convivenza nei laghi e promossa un’informazione nei lidi, ristoranti nei grotti in altri esercizi pubblici del Cantone. Saranno infine riproposti il servizio di pattugliamento giornaliero lungo i fiumi Maggia e Verzasca durante i mesi di luglio e agosto e le infolines per gli amanti del canyoning.

Cartella stampa: http://www4.ti.ch/sala-stampa/comunicati-stampa/cartella-stampa/?idCartella=155170

GastroTicino I negozi vivono anche di turismo

GastroTicino I negozi vivono anche di turismo

Dal Corriere del Ticino | Per Massimo Suter è tempo che i commercianti mettano mano al borsellino per finanziare TicinoTicket Norman Gobbi: «Da metà giugno bar e ristoranti aperti fino alle 2, nessun ricorso contro la nuova legge»

«Sono anni che il commercio vive anche sulle spalle del turismo. Alla soglia del 2018 è quindi tempo che il settore si responsabilizzi. Perché fino ad oggi, il turismo in Ticino è stato promosso, invogliato e soprattutto finanziato da tutt’altre categorie». È schietto e diretto il presidente di GastroTicino Massimo Suter che, in occasione dell’assemblea cantonale tenutasi al LAC, non ha mancato di scoccare qualche frecciata. In primis, appunto, nei confronti dei commercianti. «A partire dall’anno prossimo il contributo delle FFS e del Cantone al progetto TicinoTicket sarà inferiore – afferma Suter – si dovranno quindi trovare nuove entrate ed è ora che i commercianti facciano la loro parte dal momento che beneficiano in modo importante delle ricadute economiche del turismo». Per il presidente di GastroTicino, una possibile soluzione in tal senso arriverebbe dai Grigioni dove, per ogni metro quadrato di superficie adibita al commercio, viene prelevato un franco quale tassa a favore del turismo. «Basta fare due calcoli per capire quanto si potrebbe ricavare – continua – invece, l’impressione è che si voglia sempre mungere la mucca sbagliata, proponendo ad esempio di far pagare la vignetta autostradale 80 franchi agli stranieri» (ndr. la proposta è stata avanzata negli scorsi giorni dal consigliere nazionale PLR Thierry Burkart).

Basta parlare di pernottamenti

Detto dei commercianti, Suter ha poi tirato una stoccata agli albergatori e a TicinoTurismo. I primi sono stati invitati «ad una riflessione, perché se è vero che da Berna arrivano segnali incoraggianti sulla proroga dell’IVA preferenziale di cui beneficia il settore, allo stesso tempo è un discorso che dura da vent’anni. Se dal 1996 non abbiamo ancora risolto il problema, forse è giunto il momento di farsi qualche domanda». Stesso invito per l’organizzazione guidata da Elia Frapolli che «dovrebbe rivedere la propria strategia marketing, perché continuare a misurare il turismo tramite i pernottamenti è sbagliato. Basta pensare che il 75% dei viaggiatori che arrivano con AlpTransit sono turisti di giornata che quindi sfuggono alle statistiche». Statistiche che, se per il mese di marzo evidenziano una flessione del 7,4% dei pernottamenti (vedi pagina 6), con il boom di arrivi a Pasqua dovrebbero dipingere un quadro più positivo ad aprile. O no? «Evitiamo facili entusiasmi – ribatte Suter – quest’anno il lungo weekend festivo è stato favoloso per quanto concerne il meteo, ma per parlare di risorta del settore è presto. Tempo infatti una settimana, con l’arrivo della pioggia e della neve sulle cime delle nostre montagne, ed ecco che il Ticino era di nuovo desertico».

Tornare «al pane e al vino»

Per cercare di dare nuovo slancio al settore, un mese fa il Gran Consiglio ha approvato la revisione della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR) che, in sintesi, prevede la possibilità per bar e ristoranti di tenere aperto fino alle 2 il venerdì, il sabato e i prefestivi. «È stata un’operazione vincente – precisa il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, ospite dell’assemblea – ma c’è di più: ad oggi non è arrivato nessun ricorso e, di conseguenza, la revisione della legge entrerà in vigore il 15 giugno». Lanciando uno sguardo alle difficoltà che attanagliano il settore, Gobbi ha invitato i membri di GastroTicino a «rimanere autentici. Tornare, per così dire, al pane e al vino. Non solo perché senza questi non si vive, ma anche perché qualcuno, già duemila anni fa, ne fece il simbolo dell’unione. Per attirare il turista occorre puntare sull’autenticità sia dei prodotti locali, sia dell’accoglienza degli esercenti». E sulla qualità dell’accoglienza si è soffermato anche il direttore dell’associazione mantello Gabriele Beltrami che ha però voluto lanciare un segnale alla politica: «Se la famosa clausola del bisogno non si può più applicare in considerazione delle leggi che regolano il libero mercato, resta indispensabile fissare delle regole quadro chiare e uguali per tutti, anche per take-away e food truck». Altrimenti, il rischio è quello di ritrovarsi «con aperture selvagge che trasformerebbero la ristorazione in un Far West».

(Articolo di Viola Martinelli)

Apertura slowUp 2017

Apertura slowUp 2017

Saluto pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’apertura di slowUp Ticino | Fa stato il discorso orale

Signor delegato del municipio di Bellinzona, Simone Gianini,
Signor vice presidente dell’associazione slowUp, Giorgio Moretti,
Autorità locali,
Sponsor e organizzatori,
Gentili Signore, Egregi Signori,

anche oggi, per il secondo anno consecutivo, ho il piacere di inaugurare ufficialmente slowUp Ticino, portandovi il cordiale saluto del Consiglio di Stato. Una manifestazione importante per il nostro Cantone, nella quale ho creduto sin dall’inizio.

La settima edizione si apre con una novità che possiamo notare immediatamente e che oggi, all’indomani della nascita del nuovo Comune, risulta davvero appropriata: siamo all’ombra dei Castelli di Bellinzona, riconosciuti tra i monumenti che costituiscono il patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, e in quella che è stata ribatezzata la “Porta del Ticino”. La Capitale ticinese rappresenta quindi la postazione di partenza di slowUp e sancisce l’avvio di una serie di giornate analoghe in tutta la Svizzera.

Dal 2011 la tratta fra Bellinzona e Locarno è un punto di ritrovo sempre più apprezzato dalla popolazione ticinese e dai turisti. SlowUp è entrata a pieno titolo fra gli appuntamenti più gettonati del nostro Cantone. Da ormai sette anni, edizione dopo edizione, si consolida il successo di questo evento, gratuito e aperto a tutti: dai bambini ai nonni, dai “ciclisti della domenica” agli sportivi più agguerriti. Nonostante l’edizione dello scorso anno sia stata segnata dalla pioggia, nel 2015 si è raggiunta la quota di ben 30’000 partecipanti e nel 2016 sono state 400’000 le persone che vi hanno preso parte a livello svizzero.

Una vera e propria festa popolare, all’insegna del movimento e del nostro paesaggio: un percorso di 50 km che tocca complessivamente 12 Comuni, con 14 punti di animazione e ristorazione e 2 soste per scoprire interessanti realtà agricole sul Piano di Magadino.

Questa domenica è dunque l’occasione per dedicare una giornata al corpo e alla mente – mens sana in corpore sano – percorrendo le bellezze che caratterizzano il nostro territorio. Il Locarnese e il Bellinzonese non annoiano mai e ogni anno ci offrono uno scorcio che la volta prima era passato inosservato.

Grazie al contributo assicurato da tutti i Dipartimenti, confermato anche quest’anno e già per l’edizione 2018, il Cantone testimonia l’importanza di questo evento. Una manifestazione vincente, per nulla scontata, vicina ai cittadini di tutte le età, capace di distinguersi grazie a un’atmosfera insolita: i padroni delle strade sono finalmente le bici, i roller o molto più semplicemente le scarpe da ginnastica, ovvero tutti quelli che di solito devono limitarsi prudentemente a marciapiedi, strisce pedonali o alcune corsie preferenziali.

SlowUp s’inserisce perfettamente negli ambiti d’azione del Cantone: mobilità lenta, salute, territorio e sicurezza stradale. Tramite il Dipartimento del territorio l’accento va sulla pianificazione e la promozione della mobilità pedonale e ciclabile. Un motivo in più per ringraziare sentitamente i principali sostenitori a livello nazionale e regionale di questo progetto, grazie ai quali oggi possiamo riappropriarci del territorio e riflettere sulle sue potenzialità.

Parlare di strade – con o senza automobili – significa parlare anche di sicurezza. Il Dipartimento delle istituzioni s’impegna in prima linea per una costante prevenzione a livello di sicurezza stradale, anche grazie a campagne informative e iniziative concrete, promosse da “Strade sicure”, che collabora con le associazioni di categoria dei pedoni e dei ciclisti e con il programma “Meglio a piedi” del Dipartimento della sanità e della socialità. È importantissimo difendere gli utenti più vulnerabili, in particolare ciclisti e pedoni, i quali, però, sono anch’essi tenuti a un comportamento corretto e rispettoso della circolazione stradale. Mentre vi sposterete verso Locarno, troverete lungo il percorso uno stand dedicato alla prevenzione: investite qualche minuto per la vostra sicurezza! Un’altra iniziativa che cito molto volentieri è “Bikecontrol”, promossa da Swiss Cycling, nella quale bambini e adulti potranno acquisire maggiore destrezza nel controllo della loro bicicletta. Un esercizio a tutto vantaggio della propria sicurezza al manubrio, che sbarca oggi a sud delle Alpi, che sarà proposto in Ticino fino a metà maggio e che ha già riscosso l’interesse di alcune scuole elementari.

Ma anche il Dipartimento socialità e sanità svolge la sua parte, soprattutto nell’ambito della promozione di uno stile di vita sano, che rappresenta un vero e proprio investimento a lungo termine per ciascun individuo, per il suo benessere e la sua salute. SlowUp dunque non è solo una pedalata in compagnia, ma anche un momento prezioso di sensibilizzazione sull’importanza di praticare attività fisica a tutte le età.

Prima di concludere, voglio tornare ancora un istante sull’aspetto della sicurezza, a cui tengo in tutti i suoi aspetti. Le campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale producono i loro risultati, anche grazie al continuo miglioramento tecnologico dei veicoli e all’inasprimento delle norme stradali a livello nazionale. Tuttavia, se nel 2016 il numero di persone decedute per incidenti stradali è sceso del 15% rispetto all’anno prima, con le biciclette elettriche si assiste a una preoccupante controtendenza, in particolare per quanto riguarda i feriti gravi che sono aumentati del 23%. Questi mezzi sono spesso adoperati da persone anziane e raggiungono velocità elevate, fino a 45 km/h. È giusto muoversi, ma non abbassate mai la guardia!
Cominciamo dunque dai piccoli gesti, che hanno grandi effetti: portiamo il casco! Sia oggi fra i campi, sia negli spostamenti quotidiani a contatto col pericoloso traffico veicolare. Per le bici elettriche veloci l’obbligo è già una realtà.

Il programma della giornata vi sarà presentato a breve dal Presidente del comitato di organizzazione, che ringrazio ancora una volta per aver assicurato, anche quest’anno, un’edizione di slowUp che si annuncia impeccabile.

Ringrazio infine tutti i sostenitori, in particolare la Città di Bellinzona, l’Associazione TicinoEnergia e i partner regionali fra cui le organizzazioni turistiche, i vari promotori a livello nazionale e cantonale, gli organizzatori e tutti gli agenti delle polizie comunali, il personale della protezione civile, del servizio autolettiga e i volontari delle molte associazioni che si sono mobilitate. Solo con il vostro impegno è possibile realizzare un evento come questo.

A tutti, di cuore, una splendida domenica … senz’auto!

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Servizi cantonali in Vallemaggia: il Dipartimento delle istituzioni rassicura le autorità locali

Servizi cantonali in Vallemaggia: il Dipartimento delle istituzioni rassicura le autorità locali

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Nelle scorse settimane si è tenuto a Bellinzona un incontro tra il Dipartimento delle istituzioni e alcuni rappresentanti istituzionali della Vallemaggia. Oggetto della discussione la presenza di servizi cantonali del Dipartimento delle istituzioni nella regione, sul cui mantenimento il Direttore Norman Gobbi ha rassicurato le autorità locali, invitandole nel contempo anche a formulare altre proposte al Consiglio di Stato relative alla possibile decentralizzazione di servizi cantonali.

All’incontro hanno preso parte, per il Dipartimento delle istituzioni, il Consigliere di Stato Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, l’Ufficiale dei registri dei Distretti di Locarno e Vallemaggia Claudia Adami come pure quello di Bellinzona e Tre Valli Simone Albisetti. In rappresentanza della Vallemaggia erano presenti il Sindaco del Comune di Cevio, Pierluigi Martini, il Presidente dell’Associazione dei Comuni di Vallemaggia Marcello Tonini, il deputato in Gran Consiglio Fiorenzo Dadò, nonché il Pretore di Vallemaggia Siro Quadri.

L’incontro ha permesso di discutere le riorganizzazioni in atto all’interno del Dipartimento delle istituzioni, che toccano alcuni settori presenti nella Valle. È stata altresì l’occasione per spiegare nel dettaglio le difficoltà operative del settore dei registri che impongono un’apertura parziale degli stessi in tutte le regioni periferiche. Il Dipartimento ha quindi rassicurato le autorità locali sul mantenimento dei servizi attuali siti a Cevio concernenti il settore dei registri e delle esecuzioni nonché i fallimenti e lo stato civile. Il servizio alla cittadinanza, mediante un’apertura parziale degli sportelli rispettivamente mediante servizio su appuntamento, continuerà ad essere garantito. Inoltre, sono in corso altri approfondimenti per centralizzare a Cevio nei prossimi anni alcune specifiche attività inerenti a questi settori.

Le autorità della Vallemaggia presenti all’incontro hanno preso atto delle difficoltà gestionali di alcuni uffici, ma soprattutto della disponibilità del Dipartimento delle istituzioni e della flessibilità del medesimo nell’adattare i progetti di riorganizzazione in atto anche alle esigenze delle diversi regioni, in particolari quelle periferiche. Un aspetto che si è riscontrato anche nella Valle di Blenio, vista l’intenzione del Dipartimento di istituire ad Acquarossa la sede circondariale di riferimento per le Tre Valli dell’Ufficio dello stato civile.

Le autorità della Vallemaggia continueranno quindi ad adoperarsi alfine di rafforzare la presenza di servizi cantonali di tutti i Dipartimenti nella regione, presentando al Consiglio di Stato altre possibile proposte di decentralizzazioni di servizi pubblici.

Volti coperti: è questione di principio!

Volti coperti: è questione di principio!

Dal Mattino della domenica | Il bilancio a sei mesi dall’introduzione delle nuove leggi – Non solo burqa nelle Leggi sull’ordine pubblico e sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici, introdotte sei mesi fa. La maggior parte dei procedimenti avviati dalla nostra Polizia (ben 244) sono legati a casi di accattonaggio, soprattutto nel Luganese e nel Bellinzonese.

I primi mesi delle nuove leggi hanno dato i loro frutti: 384 i procedimenti avviati dai Corpi di polizia delle otto regioni del nostro Cantone. Tra questi, hanno fatto scalpore i “soli” 6 procedimenti per infrazione alla Legge sulla dissimulazione del volto. Un risultato quest’ultimo, che può sembrare riduttivo, ma che presento con soddisfazione. Innanzitutto perché la Legge sulla dissimulazione del volto è stata introdotta per una questione di principio: il nostro è uno stato di diritto, nel quale uomini e donne sono allo stesso livello e nel quale mostrare il volto è una questione sia di sicurezza – ad esempio in manifestazione sportive o a certi raduni politici -, sia di definizione e di protezione dei nostri valori. Una scelta coraggiosa che, dopo qualche tempo dalla sua introduzione, è stata elogiata da molti, non solo in Svizzera e non solo da politici di destra, ma anche da chi è solito portare avanti un buonismo a tutti i costi. Questo per me è la conferma che il passo che abbiamo fatto va nella giusta via.

Il risultato che troviamo sul bilancio, a sei mesi dall’introduzione della Legge sulla dissimulazione del volto, è anche la dimostrazione di come questa novità sia stata gestita in maniera ottimale. L’obiettivo della nuova legge non era quello di sanzionare, e per questo motivo abbiamo lavorato sull’informazione preventiva grazie alla collaborazione con il Dipartimento degli affari esteri, con le varie rappresentanze diplomatiche dei Paesi di provenienza dei turisti che portano burqa e niqab, e con GastroTicino e Hotelleriesuisse per quanto riguarda l’informazione a livello locale. Un buon lavoro di squadra che ha dato risultati più che ottimi, dimostrando che nella gran parte dei casi i turisti sono disposti ad accettare le nostre regole e a mostrare il volto, e che sono molto più intelligenti e rispettosi di una nostra connazionale che è stata sanzionata poiché aveva indossato il burqa, per pura provocazione e voglia di visibilità.

Accattonaggio: un problema in via di risoluzione

Vorrei però ricordare che la maggior parte dei casi sanzionati riguarda l’accattonaggio: ben 244! Il risultato di una modifica della Legge sull’ordine pubblico che era necessaria, poiché era stata adottata dal Governo nel 1941, ed era una delle più vecchie del nostro ordinamento giuridico. Aveva quindi molte lacune – pensiamo a quanto è cambiata la situazione nazionale e internazionale in quasi 80 anni! – che dovevano essere colmate.

Quello dell’accattonaggio è un fenomeno che era necessario controllare meglio, e che ha un effetto diretto sulla percezione della sicurezza: vedere un accattone ad ogni angolo della strada abbassa il senso di sicurezza nei cittadini, ed è una cosa che non voglio assolutamente che succeda, perché ognuno ha il diritto di sentirsi sicuro a casa propria! È anche un fenomeno che spesso è solo l’effetto più visibile di problematiche ben più gravi che di solito lo accompagnano, come il crimine organizzato o la tratta di esseri umani. Si tratta quindi di percezione della sicurezza ma anche e soprattutto di evitare che certi meccanismi si instaurino nel nostro territorio: non vogliamo assolutamente che il Ticino diventi sotto questi aspetti come una periferia di Milano, dove queste organizzazione agiscono in maniera incontrollata avvalendosi di ogni tipo di attività illegale, tra le quali quella dello sfruttamento dei mendicanti. Con la nuova legge abbiamo quindi dato un segnale importante a chi approfitta della bontà e della solidarietà dei ticinesi, e a chi pensa di poter estendere il suo business alle nostre latitudini.

A sei mesi dall’introduzione delle Leggi sull’ordine pubblico e sulla dissimulazione del volto, vediamo già dei buoni risultati. Portiamo avanti quindi i nostri valori e nostri principi, a favore della sicurezza e del benessere di ogni ticinese!

Nuova App “Polizia e Territorio”, uniti per meglio informare il cittadino

Nuova App “Polizia e Territorio”, uniti per meglio informare il cittadino

Comunicato stampa | Il Dipartimento del territorio, il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale comunicano che è attiva la nuova applicazione mobile gratuita “Polizia e Territorio”, disponibile per smartphone e altri dispositivi mobili iPhone e Android, e scaricabile da tutti i principali shop online.

“Polizia e Territorio” è frutto dell’unione delle applicazioni “Viabilità Ticino” e “Vostra Polizia”, ed è stata realizzata allo scopo di fornire alla popolazione una versione ottimizzata dei precedenti applicativi. In aggiunta alle funzioni finora offerte, è possibile, per esempio, consultare la mappa aggiornata delle postazioni radar fisse presenti sul territorio ticinese, ed accedere ad un servizio di geolocalizzazione che permette di individuare webcam e cantieri ubicati nelle immediate vicinanze dell’utente.

Grazie a questo nuovo canale informativo, il cittadino può ora accedere, in maniera più efficace, a notizie in tempo reale relative allo stato della viabilità sulla rete stradale e autostradale della Svizzera italiana (grazie a una serie di webcam di monitoraggio del traffico), a quelle riguardanti la segnalazione puntuale dei principali cantieri e lavori in corso sulle strade cantonali, e ad informazioni concernenti eventuali allarmi e pericoli per la popolazione (rapine, ricerca di persona scomparsa,…).

L’applicazione “Polizia e Territorio” rappresenta, pertanto, un nuovo canale d’informazione a complemento di quelli già a disposizione del cittadino (siti web dedicati, organi di stampa, bollettini radiofonici, pagine Facebook).

Nella sezione webcam vengono trasmesse, in tempo reale, le immagini riprese da una vasta e articolata rete di telecamere. Inoltre, vengono fornite informazioni circa la collocazione delle stesse. Nello spazio dedicato ai cantieri è presente una mappa aggiornata con descrizione della località, del genere di conduzione del traffico e del periodo di esecuzione dei lavori. Non sono visualizzati, per contro, i cantieri di breve durata e quelli che non causano particolari problemi alla circolazione stradale. L’accesso alle webcam attive sulla rete autostradale e alle informazioni sui lavori in corso è possibile sia attraverso una mappa, sia tramite un elenco. Inoltre, le sezioni webcam e cantieri sono consultabili anche mediante un sistema di sintesi vocale e di geolocalizzazione. Quest’ultima permette di accedere ad una speciale mappa concentrata attorno alla posizione dell’utente, in modo da fornire in maniera più dettagliato le immagini delle webcam e le informazioni relative ai cantieri in corso nelle immediate vicinanze. Infine, la nuova applicazione offre l’opportunità d’inserire le sezioni webcam e cantieri nella lista dei preferiti, per una consultazione più rapida e immediata.

Il Dipartimento delle istituzioni si riorganizza

Il Dipartimento delle istituzioni si riorganizza

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato nella sua seduta settimanale ha approvato il rapporto che illustra gli indirizzi dei progetti di riorganizzazione del Dipartimento delle istituzioni. Grazie a queste misure sarà possibile garantire la presenza dei servizi dell’Amministrazione cantonale nelle regioni periferiche e procedere a una revisione dei compiti dello Stato risparmiando circa 3 milioni di franchi come previsto nella manovra.

Durante la discussione del “Pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali” avvenuta lo scorso 20 settembre 2016, il Gran Consiglio decise di rinviare alla Commissione della gestione l’esame della modifica della Legge cantonale di applicazione della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento (LALEF). A questo proposito il Consiglio di Stato ha quindi elaborato un rapporto che ha l’obiettivo di presentare il tema della distribuzione degli impieghi dell’Amministrazione cantonale sul territorio, in particolare illustrando in modo più esteso i progetti di riorganizzazione del Dipartimento delle istituzioni fornendo una visione d’insieme dei cambiamenti in atto.
Nel documento inviato alla Commissione della gestione sono stati riassunti brevemente i principali ambiti del Dipartimento delle istituzioni toccati dalle riorganizzazioni, che mirano da una parte ad accrescere l’efficienza e l’efficacia del servizio fornito alla cittadinanza e dall’altra rispondono alle esigenze della società in continuo mutamento.

Le riorganizzazioni interesseranno principalmente i seguenti servizi:

Ufficio di esecuzione (Divisione della giustizia), con la creazione del contact center, del centro di competenza per i precetti esecutivi e dell’Ufficio delle Tre Valli a Faido e la riorganizzazione del settore con razionalizzazione delle risorse;

Ufficio dei fallimenti (Divisione della giustizia), con la centralizzazione delle attività del Sopraceneri a Locarno, mantenendo uno spazio a Bellinzona per svolgere alcune prestazioni. Per il Sottoceneri saranno mantenute le sedi attuali;

Settore del registro fondiario e di commercio (Divisione della giustizia), prevede la ricostituzione della Sezione del registro fondiario e di commercio, la creazione dell’autorità di I. istanza LAFE unica e la ridefinizione della struttura degli uffici dei registri distrettuali, misure contenute in un apposito messaggio, che sarà sottoposto al Governo prossimamente;

Uffici dello stato civile (Sezione della popolazione), con l’istituzione di un’unica sede circondariale di riferimento per le Tre Valli, mantenendo spazi nelle altre sedi distrettuali per svolgere alcune prestazioni.;

Ufficio della migrazione (Sezione della popolazione), nuova procedura di richiesta, rilascio, rinnovo e modifica dei permessi per stranieri allo scopo di migliorare il controllo, con la progressiva riduzione delle sedi dei servizi regionali degli stranieri riallocando il personale secondo la nuova organizzazione.

Si ricorda che ci sono altri progetti del Dipartimento delle istituzioni, non indicati nella manovra, che permetteranno di dislocare/creare impieghi cantonali:

a contare dal 2021 con l’apertura del Centro di controllo del traffico pesante della Polizia cantonale saranno creati altri 50 posti di lavoro in Leventina;

la creazione del nuovo centro comune di formazione della Protezione civile e della Polizia e il trasferimento della Sezione del militare e della protezione della popolazione prevedono di dislocare circa 25 impieghi da Bellinzona/Giubiasco a Monteceneri.

Il Consiglio di Stato ritiene che per poter rispondere in modo adeguato alle mutate esigenze della collettività e raggiungere l’obiettivo del risanamento delle finanze pubbliche è fondamentale rivedere l’organizzazione dei servizi. Grazie al progetto di riorganizzazione del Dipartimento delle istituzioni sarà possibile ottenere un risparmio di circa 3 milioni di franchi come previsto dalla manovra.

Discorso per il battesimo del treno “Göschenen/Airolo”

Discorso per il battesimo del treno “Göschenen/Airolo”

Franco Pedrini, Sindaco di Airolo,
Roberto Tulipani, Responsabile Regione Sud FFS e CEO TILO,
Care autorità e cari abitanti delle Tre Valli,
Egregi signori,
Gentili signore,

L’inaugurazione della galleria di base del San Gottardo lo scorso giugno si è rivelata un evento d’interesse internazionale, che ha attirato nel nostro Cantone oltre 100mila persone durante il fine settimana dedicato alla festa popolare. Un successo prevedibile, poiché la nuova galleria ha un’importanza che supera i confini elvetici: accorcia infatti in maniera rilevante le distanze tra nord e sud, nella linea che da Genova arriva fino a Rotterdam. Il Ticino e i suoi attori economici stanno vivendo un’occasione unica: un treno che sta partendo e che non dobbiamo assolutamente perdere.

Una settimana fa abbiamo potuto assistere, in occasione dell’annuale modifica dell’orario FFS, alla messa in funzione della nuova tratta. Una festa che ha portato molti ticinesi nelle stazioni centrali del nostro Cantone, dimostrazione di una grande soddisfazione e ottimismo per questo cambiamento.

Negli anni che hanno preceduto l’inaugurazione della galleria di base del San Gottardo si è a lungo dibattuto sugli aspetti positivi e negativi che questa rivoluzione dei trasporti avrebbe portato con sé. Soprattutto, si è discusso a fondo sulle opportunità e sulle incertezze che avrebbero segnato il futuro della popolazione ticinese. L’incertezza più rilevante, per chi – come il sottoscritto – vive la situazione in prima persona, è il destino delle nostre valli, come la Leventina, che da via obbligata per il transito della tratta nord-sud, corre il rischio di venir isolata. È un rischio, ma è anche l’occasione per sviluppare una politica regionale mirata.

Non stiamo più parlando di una data lontana: questo futuro è il nostro presente. È quindi giunto il momento di innovare, proporre, pianificare, prendere delle decisioni che incideranno sugli anni a venire della nostra valle. È compito di noi leventinesi, ticinesi, politici e imprenditori locali, attuare tutte le misure possibili per prendere in mano il destino nella nostra regione, mettendoci la testa ma soprattutto il cuore, nel prendere decisioni riguardanti il nostro avvenire.

Come Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, in questi anni mi sono adoperato per evitare l’isolamento delle valli. Mi sono dato da fare per continuare a mantenere i servizi di base dell’Amministrazione nelle regioni più periferiche del Cantone, e per delocalizzare alcuni servizi nelle valli. Sono convinto infatti che non siano solo i centri urbani a portare beneficio all’economia del Cantone: anche le zone più discoste devono essere percepite come risorse che possono contribuire attivamente al benessere di tutti i ticinesi.

Con il treno “Göschenen/Airolo”, l’azienda TILO estende e potenzia i suoi servizi verso
nord, ridefinendo la funzione di questa tratta, qualificandola e incorniciandola nel suo valore turistico. Una via panoramica che i visitatori percorreranno con la volontà di scoprire le bellezze della nostra regione, fatta di montagne e di paesi incantevoli, di sentieri nella natura e di artefatti storici, di spettacoli dell’ingegneria come le gallerie del Piottino e della Biaschina, di prelibatezze prodotte all’alpe, nei nostri vigneti, nelle nostre aziende gastronomiche. Sarà compito nostro farci trovare pronti, per non disattendere le aspettative di chi verrà a farci visita.

Con grande piacere ho preso atto però che TILO non ha pensato solo a chi nella nostra
regione arriva come turista, ma ha riservato una particolare attenzione anche per chi,
come noi, ha scelto di rimanere in valle a vivere, nonostante gli spostamenti richiesti dal lavoro e dallo studio. I collegamenti con il resto del Cantone sono stati infatti riorganizzati e potenziati, garantendo un miglior scambio con le altre regioni del Cantone e la Svizzera interna. Alcune stazioni che avevano visto la loro attività ridotta negli anni, come quella di Lavorgo e di Ambrì-Piotta, saranno finalmente ristabilite per tutti i treni di questa nuova tratta. La nuova offerta TILO garantisce quindi un importante aspetto regionale, che aggiunge del valore alla qualità di vita in Leventina.

Oggi festeggiamo un segnale positivo verso le valli, soprattutto poiché proviene da un
attore vitale per le regioni periferiche, come lo è un servizio di trasporti pubblici. È un messaggio che ci fa ben sperare, che ci dà la possibilità di essere partecipi del nostro futuro, mettendo a disposizione della nostra regione uno strumento essenziale per il proprio sviluppo. Dopo la notizia di qualche giorno fa, mi sento però di “dosare” questo entusiasmo e di pensare agli anni a venire: a fine 2017 scadrà infatti la concessione della linea. Le FFS proprio pochi giorni fa hanno messo in dubbio il sostegno del costo della manutenzione della linea, che potrebbe quindi riversarsi sulle finanze del Cantone e dei Comuni. Un impegno finanziario oneroso e attualmente non sostenibile, che metterebbe in serio pericolo questo prezioso servizio. Una preoccupazione che intendo condividere con i miei colleghi di Governo, e per la quale abbiamo la volontà di lottare. Per far sì che la situazione attuale, quella che oggi festeggiamo, rimanga tale: una linea di montagna valorizzata nell’ottica turistica e adeguata alle necessità della popolazione locale.

Con l’apertura nel 2020 del tunnel di base del Monte Ceneri, anche i centri urbani del
nostro Cantone saranno più vicini, e potremo quindi abbracciare il concetto della “Città-Ticino”, ovvero di un’entità policentrica che abbia un peso ancor più rilevante nelle relazioni con Berna e con i paesi confinanti. Questa è un’evoluzione che chiederà ai Comuni ticinesi e ai suoi abitanti uno sforzo comune per vincere una sfida non indifferente. Ticino2020, il progetto che vuole ridefinire i rapporti e i flussi tra Cantone e Comuni così come il Piano cantonale delle aggregazioni che il Consiglio di Stato sta attuando vanno in questa direzione: per la realizzazione del Ticino di domani, più forte a livello istituzionale ed economico, e certamente più coeso. Dobbiamo quindi tenere a mente che quello che stiamo costruendo per la Leventina in questi anni ci permetterà di arrivare al 2020 con delle basi solide, con le quali potremmo essere davvero parte attiva di questo cambiamento.

È con grande piacere quindi che il Canton Ticino accoglie questa novità da parte dell’azienda TILO. Oggi l’occasione è propizia per ricordarci che ognuno di noi può – e deve – fare la propria parte, pubblico e privato, ticinesi e leventinesi, contribuendo con proposte concrete alla realizzazione della Leventina di domani. Per il bene della collettività e per il futuro della nostra regione.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Gobbi beschimpft eigene Partei als «Buchhalter»

Gobbi beschimpft eigene Partei als «Buchhalter»

Da Blick.ch | Dass die SVP gegen einen Ausbau des Grenzwachtkorps ist, kommt in der Südschweiz schlecht an. Der Tessiner Sicherheitsdirektor Norman Gobbi, selbst SVP-Mitglied, kritisiert den Entscheid.

Die SVP will das Grenzwachtkorps (GWK) nicht mit mehr Personal ausstatten (BLICK berichtete). Das GWK sei bereits 2016 um 48 Stellen aufgestockt worden, begründet Vize-Fraktionschef Thomas Aeschi den Entscheid. Statt der Grenze will die SVP lieber die Finanzen schützen und die 2,5 Millionen Franken, die die zusätzlichen Grenzwächter kosten würden, sparen.

«Werden wir von Buchhaltern regiert?»

Aus dem Tessin hagelt es Kritik an dieser Kehrtwende. «Ich bin enttäuscht von der Bundespolitik», macht Norman Gobbi, Lega-Staatsrat und vor einem Jahr noch SVP-Bundesratskandidat, seinem Ärger Luft.

Dass die mehrfach bestätigte Aufstockung des GWK in Frage gestellt werde, ist für ihn «unverständlich». Die Bundespolitiker müssten wissen, dass ihre Entscheide Folgekosten hätten. «Werden wir von Buchhaltern regiert oder von Politikern?», fragt er.

Dreimal mehr Migranten als 2015

Für Gobbi ist klar, dass es mehr Grenzwächter braucht: Die Lage im Tessin sei weiterhin angespannt. Die illegale Einwanderung habe nicht abgenommen, im Gegenteil. Im Vergleich zu 2015 seien dieses Jahr dreimal so viele illegale Migranten über die Grenze gekommen. «Das heisst: Wir müssen die Südgrenze weiter gut schützen», sagt Gobbi.

Und das gehe nicht ohne mehr Personal. Derzeit könne die Südschweiz auf die Unterstützung aus anderen Grenzwachtregionen zählen. «Doch wie lange noch?», fragt sich Gobbi. Die ausgeliehenen Grenzwächter würden an ihren eigenen Grenzabschnitten gebraucht.

Armee nur in Ausnahmefällen sinnvoll

«Was, wenn der Migrationsdruck nochmals zunimmt?», fragt der Tessiner Sicherheitsdirektor. Er fürchtet, dass das GWK dann nicht vorbereitet sei. Denn neue Grenzwächter auszubilden, dauere mindestens drei Jahre.

In einem solchen Fall vorübergehend auf die Armee zu setzen, wie SVP-Nationalrat Aeschi vorschlägt, ist für den Tessiner nicht zielführend. «Ein Einsatz der Armee ist nur für Notlagen sinnvoll», sagt Gobbi. «Doch wir brauchen mehr Grenzpersonal im Alltag.»

Tessiner SVP-ler will Grenze statt Finanzen schützen

Auch der Tessiner SVP-Nationalrat Marco Chiesa sagt auf Anfrage: «Im Kanton Tessin sind die Probleme an der Grenze weiterhin akut. Grenzgänger und illegale Migration beschäftigen die Grenzwächter sehr.»

Für ihn ist klar: «Wir brauchen mehr von ihnen.» Dennoch gibt er sich diplomatisch und sagt, er könne den Entscheid der Fraktion zwar nachvollziehen. Allerdings macht er klar, dass er künfitg «im Zweifelsfall lieber die Grenzen statt die Finanzen beschützen» werde.

Die beste Variante für ihn wäre ohnehin, die Schweizer Soldaten aus dem Kosovo «sofort nach Hause zu holen und an die Grenze zu stellen.» So könne man viel Geld sparen.