Conferenza consultiva cantonale sulla sicurezza

Conferenza consultiva cantonale sulla sicurezza

Collaborazione tra Polizie cantonale e comunali, stato di avanzamento del progetto «Polizia ticinese», norme su gradi e stipendi, utilizzo di bodycam da parte di agenti di polizia. Sono alcuni fra i temi discussi ieri pomeriggio a Bellinzona, durante il 14. incontro della Commissione cantonale consultiva sulla sicurezza.

La 14. Conferenza consultiva cantonale ha visto riunirsi, ieri pomeriggio a Bellinzona, i principali attori istituzionali incaricati di garantire la sicurezza sul territorio ticinese. Alla riunione, coordinata dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, hanno partecipato i municipali dei Comuni-Polo in materia di polizia e rappresentanti delle forze dell’ordine, cantonale e comunali.

Il centro della discussione è stato occupato dall’attuazione della Legge cantonale sulla collaborazione tra polizie, entrata pienamente in vigore dal 1. settembre 2015 nelle otto Regioni istituite sul territorio cantonale. Il bilancio della riorganizzazione è finora positivo, secondo tutti i partner coinvolti. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha in particolare ricordato ai presenti che nel corso del 2018, secondo quanto indica la legge, saranno in parte da aggiornare dalle Polizie dei Comuni-polo gli accordi di coordinamento con i Corpi strutturati delle rispettive regioni; sarà così possibile coordinare al meglio le attività di sicurezza sul rispettivo territorio.

Il Dipartimento delle istituzioni ha in seguito informato il Gruppo di lavoro sullo stato di avanzamento del progetto «Polizia ticinese». Una prima serie di risultati sarà sottoposta al Dipartimento delle istituzioni entro la fine del 2017; la discussione proseguirà poi in Consiglio di Stato, prima di venir estesa alla Conferenza consultiva cantonale.

I presenti sono stati infine orientati sullo studio che la Polizia della Città di Zurigo ha condotto sull’utilizzo di videocamere portatili (bodycam) da parte di agenti in servizio. Nel corso del 2018 un rapporto sarà sottoposto alla Conferenza dei Comandanti delle Polizie cantonali svizzere, insieme alla decisione finale delle autorità zurighesi in merito al consolidamento di questa nuova tecnologia.

La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi giovedì 20 aprile 2018.

«Strade sicure» – Festeggiare in sicurezza grazie a Nez Rouge

«Strade sicure» – Festeggiare in sicurezza grazie a Nez Rouge

Anche durante le prossime festività natalizie, il Dipartimento delle istituzioni si impegnerà per sensibilizzare gli automobilisti ticinesi sulla pericolosità della guida in stato di ebrezza; si rinnoverà a questo proposito, per il quindicesimo anno, la collaborazione con l’associazione Nez Rouge, nell’ambito del programma di prevenzione «Strade sicure».

Come in passato, anche durante le prossime festività l’associazione Nez Rouge sarà molto presente sul territorio ticinese, con la consueta offerta dedicata a chi desidera festeggiare senza la preoccupazione di rimettersi al volante in condizioni non ottimali. Durante tutto il mese di dicembre, i volontari saranno in servizio ogni venerdì e sabato sera – dalle 22.00 alle 2.00 di notte – e domenica 31 dicembre, da mezzanotte alle 6.00. Le modalità di intervento sono quelle ormai conosciute: basterà chiamare il numero di telefono 0800.820.208 per mettersi in contatto con la centrale, che assegnerà un equipaggio incaricato di accompagnare a casa in tutta sicurezza l’utente e il suo veicolo, in assoluta discrezione e gratuitamente.

Per attirare l’attenzione degli automobilisti di tutto il Cantone su questa preziosa offerta, grazie al programma di prevenzione «Strade sicure», a partire da quest’anno – durante tutto il periodo natalizio – anche i pannelli luminosi a segnaletica variabile dell’autostrada A2 forniranno un promemoria in merito alla possibilità di rivolgersi al servizio di Nez Rouge Ticino.

Il Dipartimento delle istituzioni coglie l’occasione per ricordare che all’incirca un quarto degli incidenti mortali registrati in Svizzera sono provocati da conducenti che guidano sotto l’effetto di alcool, e che questa percentuale supera il 50% durante le notti del fine settimana o in occasione delle festività. Per combattere il fenomeno, dal 1. ottobre 2016 è stato introdotto a livello federale un nuovo test di misurazione dell’alcolemia: il nuovo accertamento – che ha valore probatorio – misura la concentrazione di alcol nell’aria espirata, rendendo superflui i controlli del sangue. Si rende attenti che quest’ultimo cambiamento rappresenta unicamente una modifica a livello tecnico del sistema di misurazione mentre non cambia il rapporto tra il quantitativo di alcool che si può consumare e il limite consentito dalle norme.

Buone notizie per gli automobilisti ticinesi

Buone notizie per gli automobilisti ticinesi

Giornale del Popolo – Redazione.

L’anno prossimo gli automobilisti ticinesi pagheranno meno per l’imposta di circolazione. Il motivo? I correttivi introdotti a inizio 2017 nel meccanismo dell’imposta di circolazione, fa sapere il Governo, hanno portato a un saldo positivo bonus- malus superiore di circa un milione di franchi, rispetto a quanto preventivato. In base al principio della neutralità finanziaria del programma di ecoincentivi, questo importo sarà dunque ridistribuito agli automobilisti, riducendo le imposte di circolazione. A beneficiarne sarà soprattutto la categoria più penalizzata lo scorso anno (121-130 grammi di CO2/km). L’attuale sistema di calcolo per l’imposta di circolazione, ricorda nella propria nota il Consiglio di Stato, si basa sul principio degli ecoincentivi, premiando le automobili più efficienti. La crescita del numero di veicoli in circolazione nel nostro Cantone – ch e aveva portato con sé un aumento dei beneficiari degli “e cobonus” – aveva tuttavia reso sempre più difficile per il Cantone rispettare il principio della neutralità finanziaria del sistema di sovvenzioni. All’inizio di quest’anno si era reso necessario intervenire, adeguando i coefficienti che stabiliscono l’importo che ogni conducente è tenuto a pagare. Ciò aveva comportato un aumento dell’importo per alcune categorie di vetture. Ma, siccome nel 2018 il meccanismo dell’imposta si baserà ancora sul principio degli ecoincentivi, il Consiglio di Stato ha approvato mercoledì una modifica del Regolamento di applicazione della Legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore. Una decisione che permetterà di azzerare il saldo positivo registrato dal sistema: le eccedenze accumulate nel 2017 saranno infatti redistribuite agli automobilisti del Cantone, garantendo la neutralità finanziaria prevista dalla legge. A beneficiare della compensazione finanziaria nel 2018 saranno come detto soprattutto i veicoli colpiti lo scorso anno da un forte aumento dell’imposta, ad esempio i veicoli con emissione di CO2 compresa fra 121 e 130 grammi al chilometro. In questo caso il coefficiente di moltiplicazione passa da 1 a 0,95. Leggera riduzione anche per i veicoli colpiti da malus (ossia un’e m i ssi one di CO2 superiore a 140 grammi), per cui il coefficiente di moltiplicazione viene ridotto dello 0,02. Confermata invece per il 2019 l’intenzione del Governo di rivedere la formula di calcolo. A questo proposito l’Esecutivo ha fatto sapere che entro la prossima estate sarà presentato il messaggio apposito, che dovrà «tradurre in realtà la proposta finale del Gruppo di lavoro che è stato incaricato di sviluppare il nuovo meccanismo, proposta che cercherà ovviamente di tener conto dell’esito della passata consultazione e delle iniziative popolari p endenti».

Automobilisti: Piccolo sconto dopo la stangata

Automobilisti: Piccolo sconto dopo la stangata

Corriere del Ticino – Massimo Solari.

L’imposta di circolazione del 2018 scende – Ne beneficerà soprattutto chi era stato penalizzato a gennaio Un milione da ridistribuire su oltre 79.000 veicoli – Norman Gobbi: «Entro l’estate la proposta per il 2019»
A gennaio diversi automobilisti potrebbero vivere un secondo Natale. Sì perché dopo la stangata del 2017, l’imposta di circolazione del prossimo anno diminuirà leggermente. Lo ha annunciato ieri il Dipartimento delle istituzioni, precisando che la decisione è stata presa dal Governo alla luce degli incassi eccessivi registrati. «I correttivi introdotti a inizio 2017 nell’imposta di circolazione – si spiega – hanno portato a un saldo positivo bonus-malus superiore di circa un milione di franchi, rispetto a quanto preventivato: in base al principio della neutralità finanziaria del programma cantonale di ecoincentivi, questo importo sarà ridistribuito nel 2018 agli automobilisti ticinesi». E a beneficiare di questo piccolo sconto sarà proprio chi a inizio anno era stato particolarmente penalizzato, ossia la categoria di veicoli con emissioni tra i 121 e i 130 grammi di CO2/Km. Tenuto conto della leggera riduzione che interesserà anche le automobili con un’emissione maggiore a 140 grammi, nel complesso saranno 79.161 i veicoli toccati, in particolare VW Golf e Skoda Octavia. Si tratta del 53% dei 147.108 che oggi sottostanno al sistema degli ecoincentivi e per i quali lo sconto medio sarà di poco meno di 13 franchi.
Ma a fronte dell’importante rincaro del 2017, quello che arriverà a gennaio sarà un mero contentino? «Sarà anche un contentino, ma frutto di una decisione di coerenza e legalità» sottolinea il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi. Per poi precisare: «Come lo scorso anno si è dovuto essere coerenti e legali nel rispettare la neutralità finanziaria di un conto – quello dei bonus/malus – che era in passivo, allo stesso modo è corretto che la leggera eccedenza registrata quest’anno venga ritornata a chi maggiormente ha contribuito al risanamento del citato conto. E cioè coloro che hanno subito il maggior aumento sull’imposta di circolazione 2017». Nel 2019 la musica dovrebbe però cambiare. Il Governo ha infatti confermato la volontà di rivedere la formula di calcolo per le imposte di circolazione. E, come anticipato dal Corriere del Ticino lo scorso marzo, la soluzione alla quale si tende prevede l’addio al sistema bonus/malus e il ricorso a due soli parametri: la massa a vuoto del veicolo e le sue emissioni di CO2. A Gobbi abbiamo chiesto di aggiornare le tempistiche del messaggio. «Dovremmo arrivare entro l’estate con una proposta che fungerà in sostanza da controprogetto alle iniziative pendenti in Parlamento».
In effetti la riforma in corso non è il solo dossier sul tavolo della politica. L’inasprimento dell’imposta a inizio 2017 – in alcuni casi addirittura raddoppiata – era sfociata in reclami, ricorsi e anche nel lancio di una doppia iniziativa popolare targata PPD. Un’azione riuscita, dal momento che il testo «Per un’imposta di circolazione più giusta» ha raccolto 12.114 firme, mentre in 10.306 hanno sottoscritto «Gli automobilisti non sono un bancomat» con cui si chiede il risarcimento di quanto pagato in più per il 2017.
Entrambe ritenute ricevibili, le iniziative come verranno ponderate nel quadro nella nuova formula di calcolo? «L’obiettivo – conclude Gobbi – è quello di lavorare di concerto con tutti gli attori coinvolti, al fine di individuare una soluzione il più possibile condivisa. Evidentemente accontentare tutti non sarà facile».

I furti? Quasi un ricordo

I furti? Quasi un ricordo

La Regione – Andrea Manna.

Anche nell’anno che sta per chiudersi meno colpi con scasso e non. ‘Una riduzione consistente’ Pizolli, portavoce della Polizia cantonale: ‘Le cifre a marzo, ma la tendenza al ribasso si conferma pure nel 2017’.
Di questo passo, le ‘mani leste’ potrebbero diventare presto un ricordo. Anche l’anno che sta per chiudersi registra una riduzione del numero dei furti in Ticino. Una riduzione «consistente», conferma e precisa, interpellato dalla ‘Regione’, il commissario Renato Pizolli, capo del Servizio comunicazione e media della Polizia cantonale. «Cifre per il momento non ne diamo – puntualizza Pizolli –. Primo, perché per i dati definitivi dobbiamo ovviamente aspettare che il 2017 si concluda. Secondo, perché in base a disposizioni federali la statistica sulla criminalità in Svizzera viene pubblicata nella seconda metà di marzo dell’anno seguente a quello di riferimento. Ma al di là di questi aspetti organizzativi il trend è chiaro e in prospettiva incoraggiante: anche nel 2017 vi è nel nostro cantone una diminuzione, ed è una diminuzione marcata, dei furti in generale e in particolare di quelli con scasso nelle abitazioni. Il calo è in tutte le regioni, compreso il Mendrisiotto». Insomma, la tendenza al ribasso «cominciata nel 2014» continua, a meno di sorprese da ‘Prevena’, l’annuale operazione delle forze di polizia (Cantonale, polcomunali e Guardie di confine) volta a prevenire fra l’altro i borseggi nei centri commerciali nel periodo delle festività natalizie. «Al momento da ‘Prevena’ non abbiamo segnali di una recrudescenza dei casi», indica Pizolli. Il numero di furti, ricorda il portavoce della Cantonale, «è in calo da circa tre anni. E non solo da noi. È un trend che si riscontra infatti anche nel resto della Svizzera e dell’Europa». In Ticino nel 2016 i furti con scasso sono scesi rispetto all’anno precedente del “14 per cento”, di ben il “60” rispetto al 2013, come riferito lo scorso marzo dalla Polizia cantonale. Il che, riprende Pizolli, è da ascrivere pure «alle mutate abitudini di molti cittadini». Dopo «l’impennata» di ‘colpi’ nel 2011, nel 2012 e l’anno successivo, aggiunge il responsabile del Servizio comunicazione, «la polizia ha affinato determinate strategie operative e la popolazione, seguendo anche i nostri consigli, ha reso più sicure le proprie abitazioni». Senza per questo trasformare la casa in un fortino. «Bastano piccoli accorgimenti anti-effrazioni, peraltro dal costo veramente contenuto – osserva Pizolli –. Ne cito alcuni: lucchetti alle persiane, sistemi di bloccaggio delle tapparelle, sensori per l’accensione automatica di luci all’esterno dell’abitazione quando viene rilevato un movimento. In passato c’era chi non chiudeva la porta o si dimenticava di azionare il sistema d’allarme che aveva fatto installare in casa: oggi questo non succede più o succede molto meno». C’è poi un aspetto che l’addetto stampa della Cantonale tiene a sottolineare: «Le segnalazioni di comportamenti sospetti che come polizia riceviamo dai cittadini sono sempre di più e sempre più puntuali». Cosa che «unitamente a una rafforzata presenza di pattuglie in certi momenti e in certe zone e a un’intensa attività investigativa permette di rendere maggiormente incisive sia l’azione di contrasto sia quella di prevenzione. E di mantenere alta la guardia». Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore del Dipartimento istituzioni. «Il calo dei furti – osserva Norman Gobbi –è anche da un lato il risultato delle varie misure attuate in questi anni sul piano organizzativo, alludo fra l’altro alla ‘regionalizzazione’ della Gendarmeria e all’accresciuta collaborazione fra le diverse forze di polizia, per un miglior presidio del territorio. Dall’altro lato – sostiene il consigliere di Stato – è il risultato di un performante lavoro inquirente».