Gambarogno in fiamme, il vento preoccupa. Attivata la cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe

Gambarogno in fiamme, il vento preoccupa. Attivata la cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe

Lo ha annunciato il ministro Norman Gobbi. “Permetterà agli elicotteri di prelevare l’acqua dal Lago Delio”

Continuano a bruciare i monti del Gambarogno. Non accenna a placarsi l’incendio divampato ieri a Indemini. La situazione è ancor più complicata a causa delle forti raffiche di vento in arrivo nel pomeriggio. MeteoSvizzera ha diramato un’allerta di grado 3 su 5 (pericolo marcato). Sono attese raffiche fino a 95 km/h in pianura e fino a 150 km/h in montagna.
Il direttore del DI Norman Gobbi ha informato che è stata attivata dal suo dipartimento la cooperazione transfrontaliera in caso di catastrofe. “Permetterà – spiega – agli elicotteri svizzeri in impiego contro l’incendio sopra Indemini di prelevare l’acqua dal Lago Delio in Provincia di Varese. Per la vostra sicurezza, sempre al fronte”.

Da www.liberatv.ch

Prova delle sirene di mercoledì 2 febbraio 2022

Prova delle sirene di mercoledì 2 febbraio 2022

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, in base alle istruzioni dell’Ufficio federale della protezione della popolazione, informa che mercoledì 2 febbraio 2022 è prevista in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte nel test tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua.  

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale (413 dispositivi); alle 13.30, 13.35, 13.45 e 13.50 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto. Ricordiamo che – nell’eventualità di un vero Allarme generale, – la popolazione deve ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.
Alle ore 14.00 ed alle ore 15.00, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno in seguito attivate le sirene per l’Allarme acqua (127 dispositivi). In questo caso saranno diffusi 12 suoni continui e gravi (più cupi rispetto a quelli dell’Allarme generale), in sequenze di 20 secondi a intervalli di 10 secondi, per un totale di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua, la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle istruzioni delle autorità. Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali: il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale ed informare la popolazione sui comportamenti corretti.
Il Dipartimento si scusa per eventuali disagi e conta sulla comprensione di tutta la popolazione.
Grazie ad Alertswiss le informazioni relative alla prova annuale come pure tutte le informazioni e le raccomandazioni in caso di evento sono ora anche disponibili sul sito www.alertswiss.ch o scaricando gratuitamente la relativa applicazione, le stesse si potranno ricevere sul proprio telefono mobile.
Allarme acqua – Informiamo che accedendo al sito www.ti.ch/allarmi è possibile consultare i prospetti informativi “Allarme acqua – cosa fare, come reagire”, anche nelle versioni tradotte, come pure creare un affisso personalizzato, dove vengono riportati i punti di raccolta in caso di evento. Sottolineiamo inoltre l’importanza di informare dell’evento le categorie più vulnerabili, che non hanno accesso autonomamente ai canali di informazione.   
Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.protpop.ch oppure richieste all’indirizzo di-spci@ti.ch.

Gobbi riprende il fischietto: “Arbitrare mi ha insegnato tanto”

Gobbi riprende il fischietto: “Arbitrare mi ha insegnato tanto”

Il Consigliere di Stato ha diretto domenica il Quadrangolare di hockey di Faido

Una festa riuscita; un bel momento di aggregazione con tante famiglie, unite dalla passione per lo sport d’eccellenza in Valle, l’hockey, ma soprattutto dal piacere di stare assieme”. A parlare così è il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che domenica ha preso parte al primo quadrangolare amatoriale di disco su ghiaccio, organizzato a Faido. Ed è stata l’occasione per il Direttore del Dipartimento delle istituzioni di rimettere i pattini e di riprendere il fischietto, dirigendo da par suo tutte le partite. Gobbi che, lo ricordiamo, per 20 anni dal 1990 al 2010 è stato un buon “fischietto”, dedicando alla disciplina molto tempo libero e tanta passione. “L’arbitraggio mi ha insegato tanto. Per vent’anni mi sono confrontato con giovani e meno giovani che mettono in pista tanto agonismo alla ricerca del gol, della vittoria. L’arbitro deve saper gestire ogni situazione, anche in collaborazione con il o i colleghi, affinché il gioco sia regolare. Soprattutto tutelando l’incolumità dei giocatori. La vita dell’arbitro è difficile: ogni decisione può essere contestata. E lo fanno i giocatori, così come gli spettatori. In pista c’è chi fa il furbo, chi vorrebbe sempre aver ragione e critica ogni chiamata. Avere il proprio metro di giudizio e saperlo applicare su un fronte e sull’altro ti fa guadagnare il rispetto di giocatori, staff e spettatori. È questo che ho imparato: essere imparziale, ma anche consapevole che gli errori sono dietro l’angolo e si possono commettere. Poi però si va avanti. E al termine delle partite tutto finisce e si è amici come se non più di prima”.

A Faido domenica come è andata? “Assieme al mio giovane linesman Samuel Pezzatti abbiamo arbitrato tutti gli incontri. Non abbiamo dovuto intervenire più di tanto. La correttezza, il fair-play hanno contraddistinto tutta la giornata. In pista c’erano uomini, ma pure donne, ragazze e ragazzi.  Un bel segnale di sportività. E anche durante il pranzo, consumato nel pieno rispetto delle regole vigenti imposte dalla pandemia nel settore della gastronomia, il piacere di stare assieme si è ancor più rafforzato. Il “Quadrangolare è stato voluto per mitigare l’assenza di possibilità di svago sugli sci in Leventina, visto che gli impianti di Carì sono chiusi e che ad Airolo le possibilità sono ridotte. L’infrastruttura del ghiaccio di Faido si è quindi prestata molto bene per concedere una giornata in amicizia a molte famiglie”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Il Gran Consiglio è con India. Critiche al Cantone. E Gobbi non ci sta.

Il Gran Consiglio è con India. Critiche al Cantone. E Gobbi non ci sta.

(…)

‘Come parlamento correte dei rischi’
Tutte ‘accuse’ che il direttore del Di Norman Gobbi ha, di fatto, rispedito al mittente, chiarendo altresì ruoli e competenze. «Restare in Ticino per un lungo periodo, in virtù dell’effetto sospensivo dei vari iter ricorsuali – ha poi scandito –, non conferisce a priori un diritto a ottenere un permesso. Infatti, il tempo trascorso non è un motivo sufficiente per annullare le decisioni e le sentenze negative emanate dalle autorità. Leggi e giurisprudenza che siamo chiamati ad applicare, nel bene come nel male». Quanto ai casi, diversi, «ottengono comunque ascolto». Mentre le statistiche «vanno prese con le pinze». Insomma, ha insistito, «l’approccio è quello di applicare leggi, regolamenti e giurisprudenza sia per l’autorità cantonale che federale. Dire che siamo restrittivi, quando il Canton Ticino è il quinto in assoluto per percentuali di stranieri residenti dietro Ginevra, Basilea Città, Vaud e Zugo e davanti a Zurigo, forse richiederebbe un po’ di moderazione». Gobbi non ha mancato poi di ‘ammonire’ il parlamento: «Non so che effetto potrà avere questo appello, il rischio che correte, però, è quello di politicizzare i casi, e di caricarvi di un compito che non è vostro e nemmeno del Consiglio di Stato, bensì dell’amministrazione».

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 gennaio 2022 de La Regione

Ciao Michelle, benvenuto Nicolò

Ciao Michelle, benvenuto Nicolò

Anche alla direzione del Dipartimento delle istituzioni diamo la possibilità ai giovanissimi di “farsi le ossa” e di iniziare il loro percorso lavorativo all’interno dell’Amministrazione cantonale. Ringrazio la mia segretaria Simona (abilitata a formare gli apprendisti) per il lavoro svolto nell’ultimo anno con Michelle e per quello che ha iniziato con Nicolò. Largo ai giovani!

Undici celle per donne in espiazione di pena

Undici celle per donne in espiazione di pena

Una sezione al Penitenziario: undici celle per le donne condannate a una pena detentiva
Una sezione femminile all’interno del Penitenziario cantonale della Stampa: dovrebbe essere aperta nell’autunno 2023. Lo ha annunciato Gobbi in parlamento.

È prevista per «l’autunno 2023» l’apertura, al Penitenziario della Stampa, di una sezione femminile: undici celle, di cui una per detenuta con bambino. Undici posti destinati alle donne che devono espiare una pena detentiva o che sono in esecuzione anticipata di una pena. È quanto ha reso noto ieri il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi intervenendo in Gran Consiglio nel dibattito sul Preventivo 2022 del Cantone. C’è dunque un orizzonte temporale per la messa in funzione di una struttura – la sezione femminile verrà ricavata all’interno del carcere penale – chiesta a più riprese dalla commissione parlamentare preposta alla sorveglianza delle condizioni di detenzione in Ticino. Una richiesta ribadita in aula da più deputati e di partiti diversi. La sezione aprirà nell’autunno del 2023 «a condizione di disporre del personale (agenti di custodia, ndr) necessario», ha puntualizzato Gobbi.
In passato alla Stampa c’era una sezione femminile, ma nel 2006 è stata chiusa in quanto non vi erano praticamente più detenute. Negli ultimi anni si è però registrata un’inversione di tendenza: i casi sono tornati a salire, nel nostro cantone come nel resto della Svizzera, ha rilevato Gobbi. Fatto sta che oggi, in assenza di una sezione specifica all’interno del Penitenziario luganese, le donne condannate in Ticino a pene detentive di lunga durata vengono trasferite in prigioni femminili di altri cantoni, con conseguente allontanamento dalla famiglia e in generale dagli affetti: per la precisione a Hindelbank (Berna) e a La Tuilière (Vaud). Le donne condannate a pene di breve durata vengono invece rinchiuse nel carcere giudiziario della Farera, sempre sul Piano della Stampa, attiguo a quello penale. Queste detenute in espiazione, o in esecuzione anticipata, devono pertanto sottostare alle restrizioni imposte da un carcere giudiziario, riservato di regola alla detenzione preventiva e quindi alle persone che sono in attesa di giudizio o dietro le sbarre per esigenze d’inchiesta.

Personale carcerario: 13,5 unità in più
Nell’autunno 2023 il Dipartimento istituzioni conta dunque di aprire alla Stampa la sezione femminile. Sezione, ha spiegato Gobbi, dove tra l’altro saranno garantite «attività lavorative e di formazione simili a quelle offerte agli uomini». Per quanto riguarda i costi logistici, si stimano fra gli 800mila e i 900mila franchi, ha aggiunto il consigliere di Stato. A livello di personale carcerario saranno necessarie 13,5 unità in più. I costi supplementari, ha tenuto a chiarire Gobbi, «verranno in gran parte assorbiti dal risparmio ottenuto dal non dover più pagare i posti cella oltre Gottardo» per le donne condannate a pene detentive di lunga durata.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 26 gennaio 2022 de La Regione

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Detenute, novità nel 2023
Detto del DECS, il plenum ha pure affrontato i ‘‘conti’’ del Dipartimento delle Istituzioni (DI) e del Dipartimento sanità e socialità (DSS). Sotto la lente per il DI i grandi progetti, come la riforma ‘‘Ticino2020’’ e la sezione femminile al carcere della Stampa. Sul fronte del DDS, invece, si è discusso di pianificazione ospedaliera e personale sociosanitario. Insomma, i cantieri aperti in Ticino non mancano, alcuni procedono più rapidamente e sono quasi
in dirittura d’arrivo, altri, invece, hanno subito un marcato rallentamento. Come nel caso di ‘‘Ticino 2020’’:«I tempi sono lunghi: non è un lavoro su un binario, bensì su più binari, con più locomotive e più macchinisti, non tutti con le stesse idee. Si va avanti e si va indietro». Replicando alle sollecitazioni sullo stato della riforma, il direttore del DI Norman Gobbi ha ammesso che i lavori non sono dei più semplici. Ossia: i tempi per concretizzare questo tassello sono ancora lunghi. E non mancano visioni discordanti. Oltre alla riforma dei rapporti tra Cantone e Comuni, la discussione si è concentrata pure su un altro macro-tema: la situazione delle detenute incarcerate in Ticino, ossia la creazione della tanto attesa sezione femminile. Su questo punto, i deputati Giorgio Galusero, Roberta Passardi (PLR), Tamara Merlo (Più donne), Carlo Lepori (PS) e Luca Pagani (PPD) hanno evidenziato il «limbo» in cui vivono le detenute e la «disparità di trattamento rispetto ai carcerati maschi» (ossia una sola ora d’aria e visite limitate), senza contare la carcerazione oltrecantone. A questo proposito, Gobbi ha replicato spiegando che sì, oggi le donne espiano le pene di breve durata alla Farera, una struttura pensata per il carcere preventivo, «ma si cerca di dare loro più formazione e momenti d’incontro». Per le pene più lunghe, ha aggiunto, «anche noi come il resto del Paese facciamo capo alle uniche due strutture a livello svizzero, a Berna e nel canton Vaud». Tuttavia, con la dismissione della sezione dei detenuti condannati per reati sessuali sono state ricavate undici celle e la messa in funzione della sezione femminile «è dunque prevista per l’autunno 2023». I costi logistici ammontano a circa 900 mila franchi e a livello di personale saranno necessarie 13,5
unità in più.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 26 gennaio 2022 del Corriere del Ticino

Polizia cantonale: nominato un nuovo Ufficiale

Polizia cantonale: nominato un nuovo Ufficiale

Comunicato stampa

Nella propria seduta settimanale, il Consiglio di Stato ha proceduto a nominare Pablo Biffi quale Ufficiale subalterno della Polizia cantonale. Dirigerà, con il grado di tenente, la Centrale comune d’allarme (CECAL), subordinata allo Stato Maggiore Operativo.

La nomina di Pablo Biffi al grado di tenente va a colmare la partenza del capitano Alessio Lo Cicero, che dallo scorso settembre si trova a capo del nuovo Reparto giudiziario (RG4) della Polizia cantonale. Nella sua nuova veste Pablo Biffi, già attivo in seno alla Polizia cantonale quale Aiutante presso la Sezione formazione del Corpo, dirigerà la CECAL. Un tassello estremamente importante e strategico per l’attività della Polizia cantonale che negli scorsi mesi ha raggiunto la maturità, raggruppando sotto lo stesso tetto gli enti di primo intervento a livello cantonale (Polizia cantonale – 117, Pompieri – 118, Ticino Soccorso – 144 e Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini). Un vero e proprio centro di competenze per quanto riguarda lo sgancio delle misure d’urgenza sul territorio cantonale e il coordinamento tra i diversi partner della sicurezza.

Pablo Biffi, attualmente attivo quale Aiutante presso la Sezione formazione della Polizia cantonale, dirigerà la CECAL con il grado di tenente a partire dal prossimo 1° marzo 2022. Dal 1999 è entrato a far parte del Corpo. Dapprima in qualità di agente presso la Gendarmeria e, dal 2007, presso il Reparto interventi speciali. Dal 2011 è passato nelle fila della Sezione formazione in qualità di Sostituto capo della formazione di base e dal 2012 fino ad oggi quale Responsabile della formazione esterna e di mantenimento. Biffi, classe 1978, ha dapprima ottenuto il diploma di impiegato qualificato nel 1997 per poi conseguire, l’anno successivo, la maturità professionale. Dall’entrata in Polizia cantonale si è in particolare specializzato in ambito formativo sia a livello cantonale sia a livello nazionale, in particolare in relazione ad attività dell’Istituto svizzero di polizia (ISP).

Quei «pezzi da 90» per la fusione

Quei «pezzi da 90» per la fusione

Bassa Leventina: un centinaio di cittadini ha sottoscritto un appello favorevole all’aggregazione fra Bodio, Giornico, Personico e Pollegio che è sostenuto da sei personalità note in valle e non solo

Sono stati mobilitati dei «pezzi da 90» della politica e dell’imprenditoria ticinese per sostenere il progetto di aggregazione in bassa Leventina in votazione consultiva il prossimo 13 febbraio. A promuovere le ragioni del sì alla nascita di Sassi Grossi – come si legge nel volantino trasmesso alla redazione – è un «gruppo di persone attive nelle comunità, nelle istituzioni e nelle associazioni» nei Comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio. Secondo loro il matrimonio allargato consentirà di creare un ente locale forte, di diventare un partner affidabile e con più peso specifico, di realizzare i progetti in cantiere, di rafforzare l’istituto scolastico diffuso nei quartieri, di supportare le attività associative e di difendere e migliorare il servizio pubblico di prossimità.

«Migliorerà la qualità di vita»
L’appello è appoggiato, come detto, da sei personalità della valle ma non solo. Il primo è il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, secondo il quale il progetto migliorerà «la qualità di vita residenziale di tutti gli abitanti, rafforzando la porta d’entrata della Leventina. Un’aggregazione che unisce le migliori forze e che guarda lontana, per una prospettiva economica e sociale migliore, in cui ogni cittadino e ogni comunità vengono valorizzati nel loro ruolo e identità». Secondo il presidente dell’Hockey club Ambrì-Piotta Filippo Lombardi «l’unione fa la forza e l’esperienza lo dimostra». Anche grazie a Sassi Grossi, osserva il municipale di Lugano, la valle saprà «farsi valere in Ticino e fuori (…). Guardiamo avanti, con coraggio e lungimiranza». Chi la fusione l’ha già condotta in porto è l’ex sindaco di Faido Roland David, il quale suggerisce alla popolazione dei quattro paesi di non lasciarsi «sfuggire questa opportunità».

Parola all’imprenditore
Il CEO della Tensol Rail di Giornico (leader nazionale nel settore delle ferrovie a cremagliera) Roberto Ballina afferma che «se non prendiamo il treno che passa restando fermi mentre tutti attorno si muovono, vuol dire che non si è capito il problema». Dal canto suo l’economista e docente Amalia Mirante lancia un messaggio chiaro: «Uniti si cresce. L’aggregazione non cancella la storia, ma aiuta ad affrontare meglio il futuro». Infine l’ex granconsigliere e già municipale di Quinto Franco Celio che in passato non ha mai nascosto di avere riserve sulla politica aggregativa portata avanti dal Cantone: «In questo caso credo che la fusione in Bassa Leventina serva a ‘rilanciare’ la nostra valle».

Sindaci e non solo
L’appello è firmato da un centinaio di persone, fra i quali i sindaci di Bodio (Stefano Imelli), Giornico (Rosolino Bellotti) e di Personico (Emilio Cristina). Manca, ma non è affatto una sorpresa, il timoniere di Pollegio Igor Righini, non favorevole a questa aggregazione, come più volte ribadito negli ultimi mesi. Una curiosità, per concludere: l’ex presidente cantonale del Partito socialista avrà di sicuro visto far capolino fra i sostenitori del matrimonio in bassa valle Amalia Mirante, già candidata al Consiglio di Stato proprio quando Righini era alla testa dei «compagni» ticinesi. A dividerli ora, passateci la battuta, c’è… la fusione al voto fra meno di un mese.

Da www.cdt.ch

Tutti fermi: arbitra Norman Gobbi

Tutti fermi: arbitra Norman Gobbi

Il Consigliere di Stato è stato il fischietto d’eccezione del torneo amatoriale svoltosi ieri a Faido.

Gobbi e l’hockey su ghiaccio. Un connubio forte. Indelebile. E non solo grazie a John che per quasi due decenni ha calcato le piste di Lega nazionale A indossando le maglie di Ambrì, Ginevra, Zurigo e Losanna.
Patrizio di Piotta e grande tifoso biancoblù, anche il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha tra le proprie passioni l’hockey su ghiaccio. «Crescere in Alta Leventina senza aver messo i pattini è una cosa impossibile», scrive sul proprio blog, ricordando di aver riposto il bastone nell’armadio per prendere in mano il fischietto quando aveva quindici anni.
E proprio in queste vesti che ieri il Consigliere di Stato ha partecipato al torneo amatoriale di hockey svoltosi a Faido. Un’occasione d’indossare nuovamente la divisa “zebrata”, portata dal 1990 al 2010. Come se l’è cavata? Bisognerebbe chiederlo ai giocatori in pista a Faido. 

Da www.tio.ch

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Faido, riuscita la festa sportiva sul ghiaccio
Un successo la prima edizione del quadrangolare di hockey amatoriale voluto per animare un cartellone invernale orfano di carnevali e (per ora) di neve

Una prima edizione del torneo davvero riuscita. Merito innanzitutto degli organizzatori, che hanno saputo proporre una manifestazione ludico-sportiva gestita alla perfezione.
Merito pure dei giocatori delle quattro squadre scese sul ghiaccio (tra loro anche donne e bambini), che hanno interpretato col vero spirito del fair play le sfide sulla superficie scivolosa. E così quella che voleva essere una festa per animare l’inverno del capoluogo leventinese, orfano di carnevali e sci (a Carì impianti per ora chiusi per assenza di neve), alla fine lo è stata. Col pranzo delle squadre e dei familiari nella buvette della Pista di ghiaccio di Faido, teatro domenica del primo “Quadrangolare” di disco su ghiaccio, a suggellare il tutto. Sana competizione, solido fondamento della sportività, con un arbitraggio (affidato al consigliere di Stato, Norman Gobbi) che non ha dunque dovuto intervenire, se non saltuariamente, per involontari “falli” di gioco. Simpatica e allegra la cerimonia di premiazione finale (con gadget per tutti) di un evento che, per scelta dei promotori, non aveva classifica. Una splendida domenica per i numerosi partecipanti. L’appuntamento è per la prossima stagione.

Da www.laregione.ch

 

 

Gobbi: “Più letti protetti anche in tempo di pace”

Gobbi: “Più letti protetti anche in tempo di pace”

La politica del Dipartimento delle istituzioni a favore della protezione della popolazione

Questa settimana il Consiglio di Stato ha versato alla Valascia Immobiliare SA i 3 milioni di franchi serviti per la costruzione all’interno della nuova pista di ghiaccio di Ambri dei rifugi pubblici di Protezione civile. Con questi rifugi si copre il fabbisogno in posti protetti dei Comuni di Quinto, Prato Leventina e Dalpe. “Si è trattato – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – di una buona collaborazione tra settore pubblico (Cantone e Comuni) e privati (la Valascia Immobiliare SA). La politica del Dipartimento delle istituzioni in questi ultimi anni nell’ambito della realizzazione dei posti letto protetti in caso di guerra segue due obiettivi principali: da un lato individuare le migliori infrastrutture pubbliche o private che già devono essere costruite per inserire anche questi spazi protetti della Protezione civile. Dall’altro lato realizzare infrastrutture protette che sappiano rispondere anche alle esigenze di protezione della popolazione in tempo di pace”. In che senso? “Il concetto di protezione della popolazione non è valido esclusivamente se dovesse scoppiare un conflitto armato. Questo concetto è esteso anche in tempo di pace. Pensiamo alle calamità naturali, come le alluvioni, le frane per esempio. In un contesto territoriale sempre più antropomorfizzato le conseguenze di queste calamità toccano molto di più la popolazione. Senza dimenticare gli incendi, oppure gravi incidenti della circolazione, magari con il coinvolgimento di più persone. Poter avere a disposizione infrastrutture in grado di ospitare per un tempo limitato e nel migliore dei modi coloro che sono toccati da questi eventi diventa indispensabile. Questi bisogni vengono coperti da impianti di Protezione civile al passo con i tempi. È quanto può avvenire all’interno della nuova pista di ghiaccio di Ambrì, dove 50 posti letto – su un totale di 858 – sono e saranno sempre a disposizione per queste eventualità”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
In Ticino l’esempio di Ambrì non è l’unico. “Se pensiamo alla collaborazione con i Comuni, stiamo realizzando Centri di Protezione civile con posti protetti da mettere a disposizione anche per necessità “in tempo di pace” nei nuovi istituti scolastici di Pianezzo, di Cresciano e prossimamente anche a Taverne-Torricella, mentre a Terre di Pedemonte è stato da poco votato il credito necessario. A livello cantonale, poi, saranno creati posti di PCi nel futuro Stand di tiro cantonale del Ceneri. Lo stesso concetto di utilizzo di posti protetti in tempo di pace è inoltre presente nel nuovo Centro polivalente di Camorino. Lì realizzeremo una struttura con una capacità complessiva di 180 posti letto, che permetterà da un lato di adeguare la capacità ricettiva nell’ambito dell’asilo e dall’altro lato si inserirà nel dispositivo cantonale di Protezione della popolazione. L’esperienza avuta in questi ultimi due anni con la pandemia ci ha confermato la necessità di avere spazi adeguati per eventi straordinari”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.