“Con agenti 2.0 migliora la nostra sicurezza”

“Con agenti 2.0 migliora la nostra sicurezza”

Norman Gobbi commenta il potenziamento delle capacità digitali della Polizia cantonale

“Nella “Visione 2025” della Polizia cantonale l’obiettivo viene posto sull’efficienza e sull’efficacia dell’azione di contrasto al crimine e del mantenimento dell’ordine. Per la nostra sicurezza e per quella dei nostri beni, la Polizia cantonale è chiamata ad evolvere costantemente. Uno sviluppo che porta grandi benefici nel concetto dell’efficienza e dell’efficacia è quello legato alla digitalizzazione”. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi non ha dubbi: “Più gli agenti saranno sostenuti da efficienti mezzi informatici nello svolgimento del loro lavoro quotidiano, più saranno in grado di essere efficaci nei loro interventi, aumentando anche la “produttività” (brutto termine da usare per il lavoro della Polizia, che rende però l’idea)”.
A inizio febbraio – e la notizia è di questa settimana –  è stata avviata la prima fase del progetto GEPOL (Gestionale di polizia). Un progetto che convoglia le novità legate alle possibilità date dalla digitalizzazione. “In questa prima fase – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbiè stato introdotto un nuovo sistema informatico grazie al quale si riuscirà a ottimizzare gli interventi, legati per esempio agli incidenti, agli infortuni, ai furti, alle rapine o agli incendi. È un cambiamento sostanziale per la nostra Polizia cantonale, che ora può appoggiarsi su un mezzo moderno per raccogliere, per gestire e per archiviare i dati. Ciò permetterà pure una più facile condivisione di tutte le attività svolte dagli agenti, aumentando così anche il grado di analisi e migliorando le capacità di inchiesta. Al termine del progetto, il nuovo sistema permetterà di gestire in modo più efficiente i flussi operativi delle pratiche. Questo sistema darà pure modo agli agenti di gestire più facilmente un evento tramite applicativo mobile, garantendo così una maggiore mobilità alle pattuglie”.
Il tutto è finalizzato alla nostra sicurezza. “Il Ticino, essendo Cantone di frontiera, è più esposto a problematiche di criminalità internazionale; senza pensare poi anche al grande traffico veicolare sulle nostre strade, creato in gran parte nei momenti di punta dai 74mila frontalieri che lavorano da noi, oppure dal traffico dei turisti, che dal Nord delle Alpi raggiungono l’Italia e anche dal transito dei veicoli pensanti. Le sfide legate alla sicurezza sono tante. Poter contare su sistemi di lavoro performanti da mettere nelle mani degli agenti è un passo indispensabile”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

«Per farcela nel 2024, bisogna ripartire subito»

«Per farcela nel 2024, bisogna ripartire subito»

Dopo la caduta in votazione dell’aggregazione a quattro, la Sezione degli enti locali ha spiegato ai Municipi di Bodio e Giornico gli scenari per l’eventuale proseguimento del progetto a due – Se l’obiettivo sarà quello di essere pronti per le prossime elezioni comunali occorrerà accelerare: è una questione di scadenze da rispettare, mentre una proroga della legislatura potrebbe non essere possibile «Se l’obiettivo dei due Municipi consiste nell’essere pronti per le elezioni comunali del 2024, con la nomina degli organi e la nascita ufficiale del nuovo Comune, allora bisogna ripartire immediatamente, ovvero già nei prossimi giorni o al massimo nello spazio di poche settimane, perché c’è una serie di scadenze e di step che vanno rispettati». Il capo della Sezione degli enti locali (SEL) del Dipartimento delle istituzioni Marzio Della Santa si esprime così sull’eventuale proseguimento a due dell’aggregazione in Bassa Leventina, tra Bodio e Giornico, dopo che nella votazione del 13 febbraio la maggioranza dei cittadini di Personico e Pollegio si è chiamata nettamente fuori. «Se invece si aspetteranno mesi – prosegue – potrebbe essere necessario il rinnovo completo degli organi politici due due Comuni, separatamente, in occasione delle elezioni del 2024. Questo perché non è detto che legalmente si possa sfruttare la possibilità di richiedere una proroga della legislatura». È quanto la SEL, nel primo incontro che ha seguito l’inequivocabile verdetto delle urne, ha spiegato mercoledì ai due Municipi rimasti in ballo.

I vantaggi di andare avanti
È pure stato espresso l’auspicio che i due Municipi rimasti, Bodio e Giornico, non lascino cadere il dossier, «anche perché i rispettivi corpi elettorali hanno manifestato un significativo sostegno alla fusione». Il vantaggio di proseguire in questa direzione, secondo il capo della SEL, sarebbe duplice: quello di trovarsi poi con servizi equivalenti o migliori a minor costo; ma soprattutto, politicamente, quello di poter gestire con un Comune unico un dossier ritenuto centrale per lo sviluppo della regione, quello relativo alla zona industriale.

Quello studio ancora fresco
Se dunque Bodio e Giornico decideranno di proseguire in tempi brevi, anzi brevissimi, questione di giorni o settimane – spiega Marzio Della Santa – avranno l’opportunità di basarsi in gran parte sul lavoro già fatto per il progetto portato alle urne. Tecnicamente, se non si dovesse partire subito, sottolinea ancora il capo della SEL, il Cantone potrebbe infatti trovarsi nella condizione di rifare tutti i calcoli sulla base della nuova situazione dei due Comuni, che evolve di anno in anno, soprattutto in materia di finanze. «Se la partenza avvenisse in tempo utile il nuovo rapporto di studio potrebbe infatti basarsi su dati già acquisiti, che rimarrebbero invariati». Questo modus operandi permetterà di risparmiare un bel po’ di tempo. Consentendo appunto di rifare tutta l’indispensabile trafila democratica, con tanto di serate pubbliche e votazione popolare, ma in maniera relativamente veloce. Non sussistendo i requisiti imposti dalla Legge sulle aggregazioni per un ridimensionamento del progetto a quattro appena votato, la SEL chiederà nel frattempo al Consiglio di Stato di elaborare un messaggio per l’abbandono dello stesso, auspicando che da parte loro i «superstiti» presentino una nuova istanza aggregativa a due. La palla passa quindi ai due Esecutivi leventinesi.
La sicurezza in Europa è seriamente minacciata

La sicurezza in Europa è seriamente minacciata

La guerra convenzionale è purtroppo ritornata in Europa. La Svizzera deve prepararsi in modo integrale a sviluppi pericolosi nonché a dare il proprio contributo per la sicurezza in Europa. Questo contributo consiste nel far rispettare la neutralità armata, poiché solo chi è capace di proteggere la pace sul proprio territorio può mediarla altrove.
La situazione in Ucraina è peggiorata drammaticamente nelle ultime ore: il conflitto Russia-Ucraina si è trasformato in una violazione del diritto internazionale, della sovranità e dell’integrità territoriale di un Paese democratico. Di fatto, l’ordine di sicurezza europeo in vigore dal 1989 è terminato a seguito dell’invasione russa. La sicurezza in Europa è seriamente minacciata. La comunità internazionale è chiamata a opporsi risolutamente all’aggressione russa nonché alla spregiudicata politica del potere di Putin.
L’Alleanza sicurezza Svizzera purtroppo ha avuto ragione nelle sue prese di posizione in occasione della campagna referendaria sull’acquisto di nuovi jet da combattimento, sostenendo che i mezzi militari tradizionali sono ancora la valuta forte nelle relazioni internazionali. Il destino dell’Ucraina ci ricorda che un paese senza alleati solidi deve poter contare sul proprio esercito. L’invasione russa dimostra che la Svizzera deve essere in grado di difendersi dalle minacce a tutti i livelli. Questo include mezzi militari moderni a terra e in aria, così come la difesa contro gli attacchi nello spazio virtuale e a danno di infrastrutture critiche o aziende. Inoltre, le forze armate svizzere devono aumentare nuovamente il loro numero e dotarle di mezzi moderni. Ciò rende ancora più importante per la Svizzera procedere rapidamente con l’acquisto dell’F-35.

Scuola di polizia 2022

Scuola di polizia 2022

Scuola di polizia 2022

Martedì 01.03.2022 alle 07.30 prenderà avvio a Giubiasco la Scuola di polizia del V circondario d’esame (SCP 2022). Nel pomeriggio vi sarà la consegna del materiale ai nuovi e alle nuove aspiranti.
La Polizia cantonale comunica di aver assunto 35 nuovi/e aspiranti gendarmi (25 uomini e 10 donne) e 6 aspiranti ispettori e ispettrici di Polizia giudiziaria (3 uomini e 3 donne). Oltre agli e alle aspiranti della Polizia cantonale frequenteranno la Scuola pure 14 aspiranti delle Polizie comunali (10 uomini e 4 donne), 3 aspiranti della Polizia militare (3 uomini), nonché 2 aspiranti agenti della Polizia cantonale dei Grigioni (1 uomo e 1 donna).

Arriva la targa rossa per i portabici

Arriva la targa rossa per i portabici

Una terza targa, di colore rosso, per i cosiddetti ‘portabici’ o ‘portatutto’. Una novità che sarà introdotta dal prossimo 1° marzo in Svizzera e potrà essere richiesta alla Sezione della circolazione di Camorino. Tecnicamente è chiamata ‘targa per sistemi di trasporto’ e si può già ordinare al costo di 20 franchi ‘una tantum’ nel suo formato lungo (50 cm x 11 cm). Le prime consegne dovrebbero arrivare a fine marzo. Ustra sottolinea che risponde alle esigenze di praticità espresse dagli utenti della strada, “ma dovrebbe al contempo incoraggiare gli stessi a smontare il sistema di trasporto quando non viene utilizzato, alleggerendo il peso del veicolo, favorendone l’aerodinamica e riducendo di conseguenza i consumi e le emissioni di CO2”.
“I Paesi confinanti con la Svizzera hanno già confermato il riconoscimento della nuova targa e questa potrà quindi essere utilizzata senza problema alcuno nel Principato del Liechtenstein, in Austria, in Francia, in Germania, in Italia, oltre che in Estonia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna e Gran Bretagna”, si legge in un comunicato dell’Ufficio della circolazione diretto da Aldo Barboni. «Si tratta di una targa che non avrà valore giuridico a sé stante e dovrà infatti essere utilizzata solo in combinazione con le regolari targhe di controllo bianche», ci spiega Barboni. Di conseguenza, continua, questa targa potrà essere rilasciata solo a chi già possiede un veicolo immatricolato. Non è però obbligatoria. «Gli utenti della strada che già oggi montano un portabici e spostano regolarmente la propria targa posteriore potranno continuare a farlo», commenta Barboni.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 23 febbraio 2022 de La Regione

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https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15111073

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 22 febbraio 2022 de Il Quotidiano

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi

Comunicato stampa

I Servizi del Gran Consiglio informano che oggi, a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, si è svolta la cerimonia per il rilascio della dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte della signora Elettra Orsetta Bernasconi Matti, eletta dal Parlamento l’8 novembre scorso, a Presidente della Pretura penale per il periodo 1° marzo 2022-31 maggio 2030.
La cerimonia è stata condotta dal Presidente del Gran Consiglio Nicola Pini.

 

Introduzione della targa per sistemi di trasporto

Introduzione della targa per sistemi di trasporto

Comunicato stampa

Il Dipartimento dello istituzioni informa che a partire dal 1° marzo 2022 sarà introdotta in Svizzera una targa destinata ai sistemi di trasporto posteriori, i cosiddetti “portabici” o “portatutto”. L’introduzione della targa per sistemi di trasporto era richiesta da più parti da alcuni anni, vista la sempre maggiore diffusione di questi sistemi di trasporto. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) si è quindi prodigato per introdurre in tempi brevi questa novità.  

L’introduzione della targa per sistemi di trasporto era richiesta da più parti da alcuni anni, vista la sempre maggiore diffusione di questi sistemi di trasporto. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) si è quindi prodigato per introdurre in tempi brevi questa novità.  
Nelle istruzioni rilasciate ai Cantoni, USTRA sottolinea che la nuova targa risponde alle esigenze di praticità espresse dagli utenti della strada, ma dovrebbe al contempo incoraggiare gli stessi a smontare il sistema di trasporto quando non viene utilizzato, alleggerendo il peso del veicolo, favorendone l’aerodinamica e riducendo di conseguenza i consumi e le emissioni di CO2. La targa per il sistema di trasporto dovrà riportare il numero delle targhe del veicolo su cui è montato, ma sarà stampata su sfondo rosso anziché bianco. 
I Paesi confinanti con la Svizzera hanno già confermato il riconoscimento della nuova targa e questa potrà quindi essere utilizzata senza problema alcuno nel Principato del Liechtenstein, in Austria, in Francia, in Germania, in Italia, oltre che in Estonia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Spagna e Gran Bretagna. USTRA prevede che questo elenco si amplierà ulteriormente, essendo in attesa di risposte ufficiali da diversi Paesi. 
Si tratta di una targa che non avrà valore giuridico a sé stante e dovrà infatti essere utilizzata solo in combinazione con le regolari targhe di controllo bianche. Tuttavia, non bisogna confondere questa assenza di valore giuridico con l’applicazione dell’art. 97 della Legge federale sulla circolazione stradale, che prevede una sanzione per chi, tra le altre, utilizza targhe alterate o contraffatte o utilizza targhe non rilasciate per il veicolo su cui sono apposte, ad esempio su un rimorchio per il trasporto di cose o su un veicolo che necessita di un’immatricolazione. 
È importante sottolineare che non vi è alcun obbligo di utilizzo di questa targa. Gli utenti della strada che già oggi montano un portabici e spostano regolarmente la propria targa posteriore potranno continuare a farlo. Coloro che fossero interessati a ottenere una targa rossa, potranno richiederla alla Sezione della circolazione, che a partire da oggi, martedì 22 febbraio, aprirà le ordinazioni sul proprio sito internet. A causa dei problemi di approvvigionamento che coinvolgono in questo periodo diversi settori produttivi, a livello federale le prime targhe rosse saranno distribuite solo verso la fine di marzo.  
La nuova targa sarà disponibile unicamente nel formato “lungo” (50 cm x 11 cm) e avrà un costo una tantum di CHF 20.-. I tempi di produzione da considerare saranno di 10-12 giorni, ma potrebbero allungarsi in caso di un numero particolarmente elevato di richieste. Una volta stampate le targhe saranno inviate per posta direttamente al domicilio del richiedente o potranno essere ritirate presso un posto della Polizia cantonale a scelta del richiedente. 
Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito internet della Sezione della circolazione (www.ti.ch/circolazione) o dell’Ufficio federale delle strade.     

Scuola di polizia di due anni, “Bilancio positivo”

Scuola di polizia di due anni, “Bilancio positivo”

Andrea Pronzini (foto), capo settore Centro Formazione Polizia, giudica favorevolmente l’introduzione di un secondo anno nel corso per i futuri agenti

Il bando di concorso per l’assunzione di nuovi aspiranti gendarmi di polizia è aperto. La scuola inizierà il 1° marzo del prossimo anno ma, già dal 2020, prevede un corso di due anni e non più di uno. Una scelta, quella di prolungare il percorso formativo dei futuri agenti, che nasce dall’esigenza di ampliare le competenze e che avrebbe già portato diversi benefici. “Il bilancio è decisamente positivo” racconta Andrea Pronzini, capo settore Centro Formazione Polizia. “Non dobbiamo dimenticare che da un lato c’era la novità del sistema biennale e dall’altra c’è stata la situazione pandemica, che ha richiesto una serie di adeguamenti in corso d’opera”. Ciononostante, c’è soddisfazione, perché “il Ticino è il primo cantone a terminare questo ciclo formativo di due anni e da tutte le parti c’è stata una grande flessibilità verso i nuovi strumenti che è stato necessario implementare”.

Un percorso “entusiasmante”
Affrontare la formazione per diventare agente di polizia permette di confrontarsi con materie molto variegate e di acquisire competenze pratiche, come ad esempio il comportamento tattico, oppure il tiro di polizia. “Penso che l’entusiasmo che si può acquisire seguendo questa formazione così interessante e variegata sia forse lo stimolo maggiore per affrontare il percorso”, prosegue Pronzini.

I requisiti
Per accedere alla formazione è necessario possedere la cittadinanza svizzera, avere tra i 21 e i 35 anni ed essere patentati. Oltre a questo verranno valutati altri aspetti per i quali è possibile prepararsi preventivamente. “Soprattutto per i test fisici, l’agilità e la tenuta nella corsa su una distanza di tre chilometri possono essere facilmente allenate dalle persone. C’è poi la materia di conoscenza del territorio e delle istituzioni”. Gli aspiranti agenti sono pure sottoposti a una prova di… italiano. Per affrontarla al meglio, Andrea Pronzini suggerisce di fare un po’ di pratica: “La lettura di un buon libro e provare in modo individuale a redigere dei testi argomentativi che vadano oltre alla semplice e-mail possono aiutare a prepararsi per la selezione”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/scuola-di-polizia-di-due-anni-bilancio-positivo-DF5214984

Da www.ticinonews.ch

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‘Società multiculturale, sicurezza vuol dire pure mediazione’
Ruolo e compiti del gendarme nelle considerazioni di Marco Zambetti, Polcantonale. ‘Legati al disagio giovanile parte dei reati constatati maggiormente’

In questi due anni di pandemia «il gendarme ha dovuto anche, più di prima, mediare le varie situazioni», afferma il maggiore Marco Zambetti. Ruolo e compiti odierni dei gendarmi, in sostanza degli agenti della Polizia cantonale che operano in uniforme: per saperne di più la ‘Regione’ ha interpellato l’ufficiale della Cantonale che dirige la Gendarmeria. Lo ha fatto in occasione dell’uscita oggi sul ‘Foglio ufficiale’ del bando di concorso per il reclutamento di nuove divise. La Polizia cantonale e le polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Ceresio Sud, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio sono infatti alla ricerca di agenti. Le candidature, indica in una nota la Polcantonale, sono da presentare entro il prossimo 28 marzo. Si tratta delle candidature, aperte ad ambo i sessi, alla Scuola di polizia che prenderà il via il 1. marzo 2023. Per gli aspiranti gendarmi (Polizia cantonale) e per gli aspiranti poliziotti comunali la formazione durerà due anni. Bando di concorso e altre informazioni su www.ti.ch/scuoladipolizia .

Maggiore Zambetti, il mese prossimo termineranno la Scuola di polizia gli aspiranti gendarmi che hanno iniziato la formazione nel 2020, i primi a seguire la formazione biennale. Quest’ultima si è rivelata una buona soluzione?
Per poter fare una valutazione approfondita, e di conseguenza affidabile, dell’impatto della formazione biennale sulla preparazione e sulla qualità del servizio dei nuovi gendarmi è necessario attendere. Solo nel corso di quest’anno si potranno avere tutti gli elementi del caso e quindi dei riscontri oggettivi.

Nell’attesa facciamo allora un passo indietro: ci spieghi le caratteristiche della preparazione biennale.
Beh la novità principale rispetto al passato è stata l’introduzione di un secondo anno di formazione. Un anno in più dunque, che porta al conseguimento dell’attestato professionale federale di agente di polizia. Questo secondo anno è caratterizzato dalla virtuosa sinergia fra l’applicazione delle conoscenze e delle competenze acquisite durante la Scuola di polizia e un approfondito lavoro di analisi e di riflessione da parte dell’agente in formazione: sugli interventi effettuati in pattuglia, sulle proprie competenze e sul proprio ruolo come agente di polizia.

Con quale obiettivo?
Questa virtuosa sinergia favorisce lo sviluppo e il consolidamento di un approccio analitico e critico – già durante la formazione – che è fondamentale nell’esercizio della professione e nell’ulteriore sviluppo della carriera del neo gendarme. Ritengo inoltre positivo il fatto che attraverso la formazione biennale il gendarme in formazione sia chiamato ad assumere la piena responsabilità del suo processo formativo, ovviamente con il sostegno di figure di riferimento come il mentore e i referenti di pratica. Ora, eventuali correttivi alla formazione biennale verranno discussi nelle diverse commissioni che operano sotto l’egida dell’Istituto svizzero di polizia e verranno discussi anche alla luce della prima esperienza che sta per concludersi.

Un periodo di formazione più lungo perché, immagino, il contesto lavorativo del gendarme è mutato.
Certo, il gendarme oggi opera in una società sempre più multiculturale, in cui abitudini, comportamenti e mobilità delle persone sono sempre più diversificate. Visione e spirito di tolleranza accresciuti devono, anche questi, far parte oggi del Dna di un gendarme. Nel contempo si assiste purtroppo – il tema non è nuovo – al venir meno in generale del rispetto per la funzione pubblica e nel nostro caso per chi porta l’uniforme: questo si traduce in attacchi, verbali e non, contro gli agenti di polizia. Insomma il gendarme ha il non facile compito di rispondere con fermezza, ma con proporzionalità, nel rispetto delle leggi e del codice deontologico.

Tutto ciò come si riflette sulla formazione e i suoi contenuti?
Dal 2020 disponiamo di un nuovo Piano di formazione di polizia valido a livello nazionale che costituisce il quadro di riferimento, vincolante, per i Centri regionali di formazione e i corpi di polizia, a partire dal quale vengono sviluppati i piani di studio delle scuole di polizia così come la formazione pratica. Particolare importanza viene attribuita pure ai diritti umani, alla lotta a qualsiasi tipo di discriminazione, al confronto con i valori e con i principi etici.

Possibilità di carriera per i gendarmi?
La Polizia cantonale, quindi anche l’Area Gendarmeria che dirigo, offre un ampio spettro di possibilità di carriera interna che teoricamente potrebbe portare un giovane che oggi intraprende il percorso di gendarme a divenire un domani ufficiale, ovvero un funzionario dirigente, in seno alla Direzione della polizia cantonale. Vi è inoltre una moltitudine di specializzazioni: alludo ad esempio ai gruppi di intervento speciale oppure alla Polizia giudiziaria. Alla quale, dopo un percorso interno di alcuni anni, un gendarme può accedere. L’accesso alla Giudiziaria è condizionato anche dalle necessità del momento degli altri settori della Polizia cantonale e in ogni caso dall’esito del processo di selezione delle candidature. Rilevo poi un dato positivo con le scuole cantonali di polizia degli ultimi anni ed è quello di un sempre maggior interesse per la professione da parte di personale femminile.

Veniamo all’operatività: quali sono le situazioni che stanno impegnando maggiormente il settore della Polizia cantonale di cui lei è responsabile?
Faccio una premessa. L’attività dell’Area Gendarmeria è ampia e molto variegata. Il gendarme garantisce sempre il primo intervento e l’accertamento dei fatti. Svolge inoltre compiti di polizia giudiziaria e si occupa di prevenzione e repressione dei reati e delle infrazioni nel contesto della microcriminalità. Ogni situazione, nessuna esclusa, può presentare fattori di rischio. Detto ciò, vengo alla sua domanda. Nel corso del 2021 gli interventi della Gendarmeria hanno fatto registrare numeri simili a quelli del 2019, cioè al periodo precedente la pandemia. Tra i reati maggiormente constatati ve ne sono alcuni legati al disagio giovanile e mi riferisco in particolare a liti, risse e aggressioni. Abbiamo poi reati perpetrati mediante le nuove tecnologie o i social. Senza dimenticare i casi di modifiche tecniche illegali alle automobili e di furti di biciclette di alta gamma, principalmente elettriche.

A proposito di pandemia, in che modo ha inciso sull’attività dei gendarmi?
La quotidianità lavorativa è stata fortemente condizionata, soprattutto in corrispondenza del lockdown quando la mobilità personale è stata enormemente limitata. La polizia ha assunto compiti straordinari essendo stata chiamata a verificare, e in taluni casi a perseguire, il rispetto delle misure sanitarie decise dalle autorità. Confrontato con una nuova situazione, causa di innegabili disagi per la popolazione, il gendarme ha dovuto anche, più di prima, mediare le varie situazioni. Colgo allora l’occasione per ringraziare pubblicamente tutti i poliziotti al fronte per la grande versatilità e la professionalità dimostrate in questi due anni di pandemia. Neanche per loro è stata, come si suol dire, una passeggiata. Anzi.

Da www.laregione.ch

Bando di concorso aspiranti 2023

Bando di concorso aspiranti 2023

Comunicato stampa
La Polizia cantonale comunica che oggi è stato pubblicato sul Foglio ufficiale il bando di concorso per l’assunzione di nuovi/e aspiranti gendarmi per la Polizia cantonale e di nuovi/e aspiranti agenti per le Polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Ceresio Sud, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio. I candidati e le candidate seguiranno la Scuola di polizia a partire dal 1. marzo 2023. Il percorso formativo che conduce all’Esame professionale per il conseguimento dell’Attestato professionale federale di agente di polizia prevede un primo anno quale aspirante presso la Scuola di polizia del V circondario (SCP) e un secondo anno in qualità di gendarme in formazione presso i Corpi di appartenenza. Come di consueto, per accedere a questa formazione biennale l’idoneità dei candidati e delle candidate sarà verificata attraverso un processo di selezione. La decisione sull’assunzione degli e delle aspiranti giungerà al più tardi entro tre mesi prima dell’inizio della formazione. Le candidature vanno inoltrate entro il 28.03.2022. Il bando di concorso, le modalità di iscrizione ai test fisici e i formulari possono essere consultati/scaricati dal sito internet della Polizia cantonale al seguente indirizzo: www.ti.ch/scuoladipolizia