Due sì e due no. Si pensa a un’unione a due

Due sì e due no. Si pensa a un’unione a due

Bodio e Giornico hanno approvato il progetto di aggregazione in Bassa Leventina mentre Pollegio e Personico lo hanno respinto. Ora si guarda a una fusione tra chi ha detto sì.

Il progetto aggregativo della Bassa Leventina incassa due sì e due no. A schierarsi a favore della fusione nel Comune ‘Sassi Grossi’, senza sorprese, sono stati i comuni di Bodio, con l’81% di sì (195 sì e 46 no), e Giornico, dove i voti favorevoli sono stati 288 (84%) e i contrari 56. Contrari sono stati Pollegio, con l’82% per il no (266 no e 58 sì), e Personico (65%) con 120 no e 65 sì. A fronte di un totale di 1’094 schede valide, Sassi Grossi ha incassato 606 sì (55%) e 488 no (45%). La possibilità di un’unione a due tra Giornico e Bodio appare ora molto probabile dopo la votazione consultiva di ieri. Uno scenario confermato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di) Norman Gobbi raggiunto dalla redazione. «La disponibilità della popolazione di questi due Comuni ci permette di ragionare su una fusione a due. Disponibilità manifestata anche dai due rispettivi sindaci, anche se evidentemente ora, dopo il voto, devono ancora discuterne all’interno dei loro Municipi». Quanto ai due Comuni che hanno respinto il progetto «l’esito era molto probabile visto che i due Consigli comunali si erano già detti contrari e quindi il voto non ci ha sorpreso», rileva Gobbi. Pensando ai possibili scenari chiediamo se per questi due Comuni contrari l’ipotesi di decretare un’adesione coatta sia fuori discussione. «È improbabile e poco in linea rispetto all’esito popolare chiaro nei due Comuni. Pollegio e Personico hanno chiesto autonomia, ma tengo a ricordare che la libertà richiede anche responsabilità e saper assumere le conseguenze delle proprie decisioni e azioni». In un comunicato stampa diramato ieri pomeriggio il Di spiega che la procedura della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei comuni (LAggr) prevede che, dopo il voto consultivo, il Consiglio di Stato formuli la propria proposta in merito al progetto in un messaggio governativo. “Tenuto conto delle condizioni di legge e dopo aver sentito i municipi coinvolti, nelle prossime settimane verranno quindi valutati i possibili scenari, che saranno sottoposti al Governo in vista della presentazione del messaggio al Gran Consiglio”. In particolare, evidenzia il Di, il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. “In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due comuni”.

Se a Bodio e Giornico, dove sia Municipio che Consiglio comunale erano favorevoli all’aggregazione, l’esito favorevole della votazione pareva scontato, a Pollegio da tempo era noto il grande scetticismo riguardo all’unione con gli altri tre enti locali e la maggioranza del Municipio e del Consiglio comunale era contraria. Dove l’esito del voto appariva più incerto era Personico. A differenza del parere favorevole del locale Municipio, il Consiglio comunale si era nettamente schierato contro il progetto aggregativo con 14 voti contrari e 5 favorevoli (più tirata a Pollegio con 11 contrari, 8 favorevoli e un’astensione).

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 14 febbraio 2022 de La Regione

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Ora si va verso la fusione a due

Solamente Bodio e Giornico approvano, in modo chiaro, l’aggregazione in bassa Leventina – L’interesse per la miniunione c’è Il progetto Sassi Grossi bocciato invece da Personico e Pollegio – I sindaci non sono troppo sorpresi, anche se non manca un po’ di delusione

Sassi Grossi non vedrà la luce. E ora, in bassa Leventina, si fa largo il matrimonio a due fra Bodio e Giornico. I risultati della votazione consultiva di ieri sul progetto aggregativo di cui si parla da due decenni sono stati chiarissimi. Dei quattro Comuni interessati solamente quelli appena citati hanno detto sì. E lo hanno fatto in modo schiacciante, con oltre l’80% delle preferenze. Dalle urne è invece uscito il no scontato e granitico di Pollegio e quello che si poteva immaginare (ma non in queste proporzioni) di Personico. Due a due. Niente palla al centro, stavolta, ma direttamente nelle mani dei Municipi che hanno festeggiato l’unione e soprattutto del Consiglio di Stato. L’interesse per delle nozze in versione ridotta sembra esserci, nel rispetto della volontà popolare.

Imelli: «Serviva coraggio»
Ad urne chiuse sono già iniziate le riflessioni. Che entreranno nel vivo questa settimana, quando gli Esecutivi di Bodio e Giornico discuteranno al loro interno l’eventualità di lanciarsi in una nuova iniziativa aggregativa sulle ceneri di Sassi Grossi. Una certezza: non bisognerà ripartire da zero. Le basi ci sono. E, soprattutto, vi è la consapevolezza che gli abitanti desiderano la fusione: a Giornico i sì hanno raggiunto l’83,72%, mentre a Bodio sono stati poco meno (80,91%). Il segnale lanciato alle istituzioni, comunali e cantonali, è evidente. Secondo il sindaco di Bodio Stefano Imelli «il risultato va ben oltre le più rosee aspettative. La popolazione ha seguito la linea del Municipio, del Consiglio comunale e della Commissione aggregazione. Per contro, a livello complessivo, non vedo sorprese. Le argomentazioni dei contrari all’aggregazione sono le stesse da vent’anni. Mi spiace, davvero, che non si è avuto il coraggio di scrivere il primo capitolo di questa storia».
Andrete quindi avanti con un’unione a due? «Nei prossimi giorni avremo una seduta straordinaria di Esecutivo. Dovremo inoltre discuterne anche con il Legislativo. Per quanto riguarda Personico, Comune con il quale negli ultimi anni abbiamo collaborato sull’ipotesi di insediare le Officine FFS di Bellinzona all’ex Monteforno e sul futuro dell’area industriale, da parte nostra la porta rimarrà sempre aperta».

Bellotti: «Soluzione ideale»
Quando lo contattiamo telefonicamente Rosolino Bellotti sta celebrando il pollice alzato di Giornico. «Certo, mi aspettavo un verdetto così netto. Una fusione con Bodio potrebbe essere la soluzione ideale. Già oggi condividiamo delle risorse e, soprattutto, una zona industriale che stiamo cercando di sviluppare. In ogni modo, prima, dovremo discuterne in seno all’Esecutivo. Di questa eventualità e, pure, della conferma della collaborazione con Personico», osserva il sindaco di Giornico. Il timoniere in carica dallo scorso aprile si congeda facendo notare che «nel complesso i sì sono stati 606 (pari al 55,39%) a fronte di 488 no. Bisognerà tener conto anche di questo dato nelle riflessioni che si andranno a fare».

Cristina: «Dimettermi? No»
Personico avrebbe dovuto essere l’ago della bilancia. Il Municipio era favorevole a Sassi Grossi, il Legislativo no. Gli aventi diritto di voto si sono schierati con i consiglieri comunali nella misura del 64,86%. «Sono parzialmente deluso. Per indole sono una persona molto realista. E così è stato anche in questo caso. Come Esecutivo prendiamo atto del verdetto delle urne. Rispetteremo la volontà dei cittadini. La fusione è oramai un tema che per un po’ verrà accantonato », rileva il sindaco Emilio Cristina. Il quale aggiunge subito di essere «contento per il risultato di Bodio e Giornico. Adesso possono ragionare su un matrimonio a due. Per contro a Pollegio si sapeva che avrebbe vinto il no. Dimettermi? No. Resto perché credo che si possa continuare a collaborare in primis con Bodio e Giornico anche se, come dico sempre, per collaborare bisogna essere in due».

Righini: «Una piccola entità»
Un no doveva essere ed un no è stato. A Pollegio era tutto già scritto. La fusione fa storcere il naso. Era stato così il 5 giugno 2011 quando fu bocciata l’aggregazione con Biasca ed Iragna. Allora la percentuale di contrari era stata del 61,32%. Oggi è pari all’82,10%. «È la conferma della tendenza espressa dapprima dal Municipio e poi dal Legislativo. Nessuna sorpresa. L’abbiamo sempre detto che eravamo contrari a questa aggregazione, che di fatto non avrebbe portato ad un profondo cambiamento in bassa Leventina. Come Comune di Pollegio saremmo stati favorevoli ad un’unione se avessimo potuto avere un peso specifico più importante, in un’entità più grande», sottolinea il sindaco Igor Righini, al timone da meno di un anno. L’ex presidente del Partito socialista ticinese, a nostra precisa domanda sull’eventualità molto verosimile di una fusione limitata a Bodio e Giornico, puntualizza che «si tratterebbe comunque di un progetto ancora più piccolo di quello che era originariamente. La riflessione spetta ai due Comuni e, soprattutto, alle istituzioni cantonali».

I prossimi passi
«Il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due Comuni». Ad urne appena chiuse, il Dipartimento delle istituzioni (DI) ha indicato quella che – allo stato attuale – è la via più percorribile: addio Sassi Grossi, evviva le nozze a due. I rispettivi Municipi, l’abbiamo scritto in precedenza, si riunirannoa breve per fare il punto. L’interesse, in ogni modo, c’è. Per il resto il Consiglio di Stato dovrà adesso trasmettere al Parlamento il messaggio attraverso il quale, immaginiamo, proporrà di abbandonare il progetto a quattro. «Tenuto conto delle condizioni di legge e dopo aver sentito i Municipi coinvolti, nelle prossime settimane verranno quindi valutati i possibili scenari, che saranno sottoposti al Governo in vista della presentazione del messaggio al Gran Consiglio», conclude il DI. Chissà, invece di Sassi Grossi il futuro ente locale potrebbe chiamarsi Sassi Piccoli. Un piccolo sasso in vista di qualcosa di più grande fra 10-15 anni.

«L’idea di procedere con quello scenario è concreta»
Parla il consigliere di Stato Norman Gobbi: «A Bodio e Giornico c’è la predisposizione alla fusione e si tratta dei Comuni più grandi del comprensorio»

Da leventinese e da direttore del Dipartimento delle istituzioni ieri Norman Gobbi attendeva con trepidazione i risultati della votazione consultiva sul progetto aggregativo in bassa valle denominato Sassi Grossi. Le urne hanno detto in modo incontrovertibile che i cittadini di Bodio e di Giornico vogliono la fusione, mentre quelli di Personico e di Pollegio no. Il verdetto delle urne è fin troppo evidente. Ed il consigliere di Stato ne prende ovviamente atto: «Il risultato non mi sorprende affatto, considerando quelle che erano state le prese di posizione dei Legislativi di Bodio e Giornico, favorevoli alla fusione, e dei Consigli comunali di Personico e Pollegio, per contro contrari a questo progetto aggregativo». La via è tracciata Adesso si fa strada l’ipotesi di una miniunione fra Bodio e Giornico. I rispettivi sindaci, da noi interpellati, affermano di volerne prima discutere con i colleghi di Municipio. Ma l’idea non dispiace affatto, anche perché c’è la volontà popolare da rispettare. C’è il desiderio, insomma, di convolare a nozze per due Comuni che sono uniti in primis dal destino del comparto dell’ex Monteforno, la storica acciaieria diventata oggi un polo di sviluppo economico cantonale.
Cosa ne pensa il direttore del Dipartimento delle istituzioni?
«Mi conforta il fatto che da parte della popolazione di Bodio e Giornico vi sia la predisposizione all’aggregazione. Il risultato è stato chiarissimo. E l’interesse per la fusione a due sembra esserci anche a livello dei sindaci. Si tratta pur sempre dei Comuni più grandi del comprensorio. I Municipi ne discuteranno ora al loro interno e poi si farà il punto con il Consiglio di Stato. In quel caso si tratterà di ricalibrare il rapporto di studio e non di ricominciare da zero». Quando sarà pronto il messaggio governativo? «Non ci vorrà troppo tempo. Questione di settimane».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 14 febbraio 2022 del Corriere del Ticino

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Sassi Grossi: l’aggregazione non sfonda
Il progetto della Bassa Leventina raccoglie una maggioranza di voti a favore, ma divide i quattro Comuni – Bellinzona pronta a proseguire a due

Il progetto di nuovo Comune di Sassi Grossi in Bassa Leventina raccoglie un voto complessivo a favore, ma il futuro dell’aggregazione è ora condizionato dal risultato odierno della votazione consultiva. E questo perché pur avendo ricevuto una maggioranza complessiva di voti a sostegno dell’idea, Sassi Grossi ha raccolto due “sì” e due “no” fra i quattro Comuni interessati. Bellinzona potrebbe quindi decidere di procedere solo con Bodio e Giornico.

Fusione in Bassa Leventina: i risultati nei quattro comuni
Come hanno votato i cittadini di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio sul progetto di aggregazione nel nuovo comune denominato Sassi Grossi. Nel dettaglio, a fronte di un totale di 1’094 schede valide, “Sassi Grossi” ha incassato 606 sì (55%) e 488 no (45%). Il progetto ha raccolto la maggioranza dei voti a Bodio (195 voti, 81%) e Giornico (288 voti, 84%), mentre a Personico 120 cittadini (65%) bocciano il progetto; ancora più netto il no a Pollegio, con l’82% di contrari (266 voti).

“Il Dipartimento delle istituzioni – si legge in una nota diffusa domenica pomeriggio – ha preso atto dell’esito della votazione consultiva e ricorda che nelle prossime settimane verranno sentiti in Municipi e valutati i possibli scenari, da poi sottoporre al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio. “In particolare il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due Comuni”, conclude la nota.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sassi-Grossi-laggregazione-non-sfonda-15088403.html

Da www.rsi.ch/news

Esito della votazione consultiva sull’aggregazione della Bassa Leventina

Esito della votazione consultiva sull’aggregazione della Bassa Leventina

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto dell’esito della votazione consultiva sul progetto di aggregazione tra i Comuni di Bodio, Giornico, Personico e Pollegio che ha visto la cittadinanza di Bodio e Giornico esprimere parere favorevole, mentre quella di Personico e Pollegio ha respinto la proposta. Nell’insieme del comprensorio l’aggregazione è stata approvata dal 55,39% dei votanti.
La procedura della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr) prevede che, dopo il voto consultivo, il Consiglio di Stato formuli la propria proposta in merito al progetto in un messaggio governativo. Tenuto conto delle condizioni di legge e dopo aver sentito i municipi coinvolti, nelle prossime settimane verranno quindi valutati i possibili scenari, che saranno sottoposti al Governo in vista della presentazione del messaggio al Gran Consiglio. In particolare il voto ha mostrato una forte predisposizione all’aggregazione da parte dei cittadini di Bodio e di Giornico. In questo senso occorrerà valutare l’interesse per un nuovo progetto aggregativo tra i due Comuni.

Le tre “C” del Dipartimento: “Cittadino”, “correttezza”, “cortesia”

Le tre “C” del Dipartimento: “Cittadino”, “correttezza”, “cortesia”

Gobbi: “Per migliorare sempre di più i nostri servizi a favore della popolazione”

Ha incuriosito questa settimana l’intervento in conferenza stampa del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi improntato sulle tre “C”. Ma che cosa sono queste tre “C”? “Nulla di strano. Si tratta di un concetto che definisce la metodologia di lavoro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni. Poniamo al centro il Cittadino (prima “C”). A lui dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni nel prestare il miglior servizio possibile”, afferma Norman Gobbi. “Questo servizio – continua il Consigliere di Stato – deve essere svolto nell’assoluta correttezza (seconda “C”). Il Dipartimento delle istituzioni offre servizi che si poggiano su leggi e regolamenti. Dobbiamo essere quindi assolutamente corretti nel prendere decisioni, nel concedere permessi, o nel rilasciare attestati, licenze e quant’altro. E poi c’è la terza “C”: la cortesia. La fiducia del cittadino verso le istituzioni può passare anche da un sorriso, da un “buongiorno” detto con calore e soprattutto con umanità. Non costa nulla e può avere un grande effetto, anche sulla pratica stessa che si dovrà sbrigare. Inoltre la cortesia porta con sé anche il concetto di flessibilità, ossia la capacità di superare la rigidità di atteggiamento nei confronti dei compiti assegnati. Rigidità che porta spesso, troppo spesso, alla burocratizzazione del lavoro, mettendo un muro tra l’istituzione e il cittadino (e creando ulteriore e inutile lavoro). È ciò che vogliamo combattere all’interno del Dipartimento, così da raggiungere uno degli obiettivi di legislatura fissati dal Governo, ossia il miglioramento dei rapporti tra il cittadino e le istituzioni”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Per raggiungere questo obiettivo avete messo in campo diversi progetti. “Da un lato sviluppiamo la digitalizzazione del Dipartimento. Questo significa dare al cittadino la possibilità di avere un determinato servizio nel modo più semplice, sicuro e veloce. Con le pratiche online da inoltrare attraverso una procedura guidata il più possibile semplice, il cittadino che ha dimestichezza con computer e smartphone non perde tempo e può avere ciò che vuole senza doversi spostare nei vari uffici. Tenuto conto però che la tipologia dei nostri utenti è molto eterogenea, vogliamo anche mantenere la possibilità di seguire una procedura, diciamo così, tradizionale. Il tutto deve essere svolto, come detto, con correttezza e cortesia. Per questo stiamo mettendo in campo un protocollo, chiamato “servizio eccellente”, grazie al quale dare a tutte le collaboratrici e collaboratori le informazioni necessarie affinché il cittadino sia davvero al centro del nostro lavoro”, afferma il Direttore del DI.
Avete inoltre avviamo un’iniziativa chiamata “Miglioriamo insieme”. Di che cosa si tratta? “Vorremmo sapere dai cittadini che hanno usufruito dei nostri servizi se si sono trovati bene, se vi sono aspetti da migliorare. Avere un riscontro diretto per poi risolvere eventuali criticità. Per fare questo il cittadino può andare sulla prima pagina del sito web del DI, schiacciare in alto su “Miglioriamo insieme”. Troverà quattro possibilità per scriverci: riempiendo online un modulo; un indirizzo e-mail (di-insieme@ti.ch), un numero whatsapp (079 595 65 00) a cui mandare un messaggio scritto, oltre alla tradizionale lettera da inviare per posta”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“Trasporto pubblico e terza età”: un sostegno consolidato nel tempo

“Trasporto pubblico e terza età”: un sostegno consolidato nel tempo

Comunicato stampa

Una promozione attiva da diversi anni e sempre apprezzata che propone un’alternativa di mobilità sostenibile a prezzo ridotto per limitare gli inconvenienti legati alla rinuncia volontaria della patente.

Il Dipartimento delle istituzioni (DI) e il Dipartimento del territorio (DT) per l’ottavo anno consecutivo sostengono la promozione “Trasporto pubblico e terza età”.
Scegliere di rinunciare alla licenza di condurre rappresenta un passo fondamentale che implica necessariamente un approccio nuovo alla mobilità. Per questo motivo anche nel 2022 DI e DT, con FFS e Comunità tariffale Arcobaleno, consolidano l’azione volta a sostenere coloro che rinunceranno responsabilmente alla licenza di condurre grazie a un’offerta di abbonamenti del trasporto pubblico a prezzo agevolato.
La promozione è accessibile alle persone che depositeranno volontariamente e in modo definitivo la propria licenza presso la Sezione della circolazione. Le stesse riceveranno una lettera di conferma del deposito, insieme a una scelta tra i seguenti buoni (con validità di un anno):

– Sconto di 300 franchi sul prezzo di un abbonamento Arcobaleno a partire da 2 zone;
– Sconto di 200 franchi sul prezzo di un abbonamento generale annuale di seconda classe;
– Sconto di 250 franchi sul prezzo di un abbonamento generale annuale di prima classe.  

Inoltre, sarà possibile acquistare un abbonamento metà-prezzo in prova per due mesi al prezzo speciale di 33 franchi.
Il buono scelto dovrà essere presentato agli sportelli delle aziende di trasporto pubblico al momento dell’acquisto, insieme alla lettera di conferma personale emessa dalla Sezione della circolazione (la quale serve da giustificativo), un documento d’identità valido e una foto formato passaporto.
Muoversi sul territorio attraverso un viaggio più fluido e rilassante grazie al trasporto pubblico è un’alternativa concreta per far fronte alle difficoltà generate dal traffico veicolare, senza dimenticare che la rinuncia della patente è un gesto responsabile che offre l’occasione di vivere la mobilità sotto una nuova prospettiva.

“Distratti mai”, il cellulare alla guida può costar caro

“Distratti mai”, il cellulare alla guida può costar caro

Comunicato stampa

Si è chiusa a inizio febbraio la campagna di prevenzione svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni. Gli agenti hanno in particolare portato a termine un’azione di prevenzione sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida, effettuando delle azioni di sensibilizzazione ma anche dei controlli mirati tradottisi in numerose sanzioni nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usavano il telefonino. Come già emerso in occasione di analoghe azioni effettuate in passato, l’uso di questi apparecchi durante la guida continua a essere una pratica frequente. Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e degli altri utenti della strada. Appare quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per un selfie alla guida o per la lettura di un  messaggio, oltre che essere un comportamento illegale allunga fortemente i tempi di reazione. Accanto all’attività di sensibilizzazione, la campagna appena conclusa ha permesso di effettuare sull’arco di due mesi (dicembre e gennaio) 375 controlli della circolazione durante i quali sono state elevate 1.018 contravvenzioni che possiamo distinguere in 853 multe disciplinari (OMD) e 165 contravvenzioni intimate con procedura ordinaria tramite l’Ufficio giuridico della circolazione. Da segnalare, tra le varie denunce, quelle inoltrate nei confronti di un conducente di autocarro sorpreso mentre effettuava una videochiamata con WhatsApp, di un conducente
d’auto che stava manipolando un navigatore e di un autista con licenza in prova che stava manipolando il cellulare. Analoghe attività di prevenzione e repressione da parte della Gendarmeria della Polizia cantonale saranno effettuate anche nei prossimi mesi.

Protezione dei beni culturali: la PCi c’è

Protezione dei beni culturali: la PCi c’è

Comunicato stampa

È in corso di svolgimento questa settimana un grosso impiego della protezione civile di Locarno e Valle Maggia in favore della protezione di beni culturali presenti sul nostro territorio cantonale. L’attività va a sostenere la Fondazione Eranos di Ascona nell’aggiornamento dell’inventario della propria biblioteca. Nei prossimi mesi è invece già programmato un altro importante intervento a favore del Santuario della Madonna del Sasso.

Un numero importante di militi della regione di protezione civile (PCi) di Locarno e Valle Maggia è impegnato presso la Fondazione Eranos ad Ascona con l’obiettivo di supportare l’ente nel lavoro di aggiornamento dei libri. Quest’attività della PCi, chiamata “Protezione dei beni culturali”, sebbene ancora poco conosciuta, viene definita dalla Legge federale sulla protezione della popolazione e della protezione civile (LPPC) come uno dei compiti principali di questa istituzione, con l’obiettivo di salvaguardare i beni culturali e quindi i simboli d’identità presenti sul nostro territorio da tramandare alle generazioni future.
Durante queste giornate, alle quali partecipano 28 militi di PCi per un totale di 138 giorni di servizio, sarà possibile inventariare più di 2660 volumi, catalogandoli per collana, tematica, autore, editore, data di pubblicazione, ecc; inoltre i libri verranno poi spostati in una nuova locazione, con il relativo riconoscimento, in sicurezza e secondo i principi atti al buon mantenimento del fondo librario. Parallelamente, volumi degni di particolare interesse verranno anche fotografati.
L’impiego dei militi terminerà domani venerdì 11 febbraio.
Intanto è già stato programmato il prossimo intervento che vedrà protagonisti sempre i militi della Protezione civile di Locarno e Valle Maggia presso il complesso del Santuario della Madonna del Sasso a Locarno/Orselina. In quella circostanza il lavoro riguarderà la revisione dell’inventario. Oltre a ciò è previsto il trasloco dei beni contenuti nella Chiesa Parrocchiale di Ascona, così da permettere il completo restauro dell’edificio. 

Le Istituzioni sempre più vicine al cittadino

Le Istituzioni sempre più vicine al cittadino

Presentati i progetti portati avanti dal Dipartimento per migliorare i servizi offerti all’utenza e semplificare le procedure Il direttore Norman Gobbi: «Mettere la popolazione al centro delle prestazioni che forniamo per noi è un punto essenziale»
«Il cittadino deve essere sempre più al centro dei servizi del Dipartimento Istituzioni (DI)». È con questo ‘‘mantra’’ che il direttore del DI Norman Gobbi ha presentato ieri mattina in conferenza stampa gli sforzi compiuti – e quelli ancora in corso d’opera – dal Dipartimento per migliorare i servizi erogati alla cittadinanza, con la volontà precisa di semplificare la fruizione dei servizi stessi e migliorare al contempo la modalità con cui i funzionari si rapportano con l’utenza. Nel corso della conferenza stampa – a cui hanno partecipato, oltre a Norman Gobbi, anche l’aggiunta al segretario generale del DI Monica Rivola e la capo Sezione della popolazione Silvia Gada – sono stati presentati i passi compiuti e quelli in corso per rendere il servizio alla cittadinanza sempre migliore.
«Mettere il cittadino al centro dei servizi che forniamo è un punto essenziale per il DI», ha evidenziato il consigliere di Stato, precisando poi che «ciò significa migliorare le relazioni, creare fiducia, ottimizzare l’offerta, tenendo anche conto dell’eterogeneità e delle differenti esigenze delle persone».
Al centro di tutto, oltre ovviamente al cittadino, c’è anche la digitalizzazione dei servizi. Nel dettaglio, i progetti portati avanti dal DI toccano infatti quattro ambiti: la digitalizzazione delle procedure; il sito web del Dipartimento (che è diventato di più facile fruizione); l’implementazione a tappe del progetto “Servizio eccellente” e infine l’avvio dell’iniziativa “Miglioriamo insieme”.
Il progetto “Servizio eccellente” prevede un protocollo standardizzato che consentirà gradualmente a tutti i servizi del Dipartimento di implementare una modalità di approccio con il cittadino per migliorare il loro grado di soddisfazione. Il progetto pilota è stato sviluppato proprio all’interno della Sezione della popolazione, che da ieri dispone pure di un nuovo sito web con 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice.
Durante la conferenza stampa, infine, è stata pre-sentata anche l’iniziativa ‘‘ Miglioriamo insieme’’. Un progetto che mira a migliorare la relazione con il cittadino e la sua soddisfazione attraverso sistemi che permettono maggiore l’interattività tra gli uffici cantonali e chi riceve una prestazione.
Concretamente, saranno messi a disposizione dell’utenza quattro canali a cui scrivere, per fornire un feedback o un consiglio: un modulo di contatto online, l’indirizzo email (di-insieme@ti.ch), il numero WhatsApp (079 595 65 00) e infine il tradizionale indirizzo postale. «Grazie a questa interattività – ha concluso il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ci attendiamo di ricevere commenti critici e costruttivi, così da poter sempre migliorare e adattare le presentazioni dei nostri servizi ai bisogni sempre più complessi della popolazione ».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 8 febbraio 2022 del Corriere del Ticino

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Il “cittadino al centro”
È con questo mantra che il Di prova a migliorare i rapporti fra cittadinanza e amministrazione. La strategia si chiama “digitalizzazione”
Il Consiglio di Stato nel suo programma di legislatura ha definito tre assi strategici: fra questi si contano quelle che definisce “le relazioni con il cittadino e le istituzioni”. Proprio attorno a questo punto si inserisce il lavoro condotto dal Dipartimento delle istituzioni, che ha “posto il cittadino al centro dei servizi erogati, con la volontà di migliorare la fruizione dei servizi stessi e la modalità con cui le collaboratrici e i collaboratori si rapportano con il cittadino”, spiega il Dipartimento delle istituzioni.
“È essenziale porre al centro il cittadino, sovrano nel sistema democratico svizzero”, precisa a Ticinonews il direttore del Di Norman Gobbi. “Vogliamo che i servizi cantonali abbiano con l’utenza un rapporto cordiale, sempre rispettando la correttezza delle procedure”.

Si punta sul digitale
Nella giornata odierna, il Dipartimento ha presentato i passi svolti finora per migliorare il rapporto fra amministrazione e cittadini, così come gli obiettivi che ancora devono essere raggiunti. Per raggiungere questo scopo, il Dipartimento ha condotto diversi progetti, che spesso rispondono a un minimo comune denominatore chiamato “digitalizzazione delle procedure”, già divenute per esempio realtà – è stato ricordato – presso la Sezione della circolazione. In quest’ultimo caso, “Non è stato facile far cambiare mentalità”, commenta Gobbi. “La pandemia però ha aiutato su questo fronte: non potendo recarsi agli sportelli, molti utenti si sono resi conto che delle alternative esistevano”.

Semplificazione
Si è però dovuto rendere necessario un rifacimento del sito internet del Dipartimento delle istituzioni, che dà ora maggiori possibilità di effettuare procedure online. È stato tuttavia necessario rendere il linguaggio più accessibile, sebbene qualche resistenza ci sia stata soprattutto da parte di alcuni giuristi, i quali “affermavano che certi termini non potevano essere usati in un determinato modo. Noi dobbiamo però metterci nei panni del cittadino, che si attende delle prestazioni dall’amministrazione pur non conoscendo certi tecnicismi o espressioni giuridiche”, aggiunge il direttore del Di.

Riscontri benaccetti
Per capire se gli accorgimenti adottati saranno effettivamente apprezzati, fondamentali saranno i riscontri dei cittadini: a questo proposito, il Cantone ha attivato un modulo di contatto online, un indirizzo e-mail, un numero Whatsapp e un indirizzo postale.

https://www.ticinonews.ch/ticino/il-cittadino-al-centro-GE5161967

Da www.ticinonews.ch
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Servizi, cittadini chiamati a esprimersi
Un nuovo progetto del Dipartimento istituzioni del canton Ticino vuole migliorare l’offerta
Migliorare i servizi per il cittadino attraverso la digitalizzazione progressiva e un maggiore coinvolgimento diretto attraverso la richiesta di pareri. È uno degli obiettivi presentati dal Dipartimento istituzioni del canton Ticino durante una conferenza che si è tenuta lunedì.
Il lavoro sulle misure organizzative e sulla digitalizzazione era iniziato prima della pandemia ed è proseguito nel corso degli ultimi due anni, si legge in un comunicato stampa: “alcune necessità imposte dal periodo pandemico hanno addirittura accelerato la ricerca delle migliori soluzioni a favore del cittadino”. Tra queste viene menzionata la possibilità di prendere appuntamenti online, oppure essere sicuri di evadere nel giro di 24 ore determinate pratiche e riceverle a casa, senza l’obbligo di spostamenti inutili e attese agli sportelli.
Una delle novità è la possibilità di fornire direttamente opinioni e riscontri, attraverso l’iniziativa “miglioriamo insieme”, ossia l’attivazione (già a partire da oggi, lunedì) di quattro canali a cui si può scrivere: un modulo di contatto online, l’indirizzo e-mail di-insieme@ti.ch, il numero WhatsApp 079 595 65 00 e il tradizionale indirizzo postale.
“Già oggi arrivano lettere che contengono reclami o esprimo complimenti. Qui si tratta di misurare e recepire i feedback dei cittadini che hanno delle aspettative. È importante che l’organizzazione-Stato allinei le prestazioni per andare incontro alle aspettative”, spiega il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Servizi-cittadini-chiamati-a-esprimersi-15072131.html

www.rsi.ch/news

‘Il cittadino sia sempre più al centro dei servizi offerti’

‘Il cittadino sia sempre più al centro dei servizi offerti’

Il Dipartimento istituzioni illustra quanto fatto e quanto farà per semplificare il disbrigo delle pratiche e migliorare l’interazione tra Stato e persone

«Il cittadino deve essere sempre più al centro dei servizi del Dipartimento istituzioni, per rendere più proficua l’interazione tra Stato e persone, aiutare la comprensione reciproca e facilitare il disbrigo delle pratiche appoggiandoci anche alle nuove tecnologie: la zona comfort è la morte di chi vuole migliorare, per questo dobbiamo metterci in discussione migliorando insieme la fruibilità dei servizi». Il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi è chiaro, nel presentare alla stampa quanto fatto – e quanto sarà fatto – per rendere più snello, e di conseguenza efficace, il servizio alla cittadinanza. «È essenziale in un Paese come il nostro dove il cittadino è sovrano che tutti, dai consiglieri di Stato ai funzionari siano a sua disposizione per aiutarlo nella quotidianità», sottolinea Gobbi. Che ricorda come valga in seno al Dipartimento da lui diretto la regola delle tre C: «Cittadino al centro, servito in maniera cordiale e con un sorriso, ma sempre all’insegna della correttezza delle procedure che siamo chiamati a far rispettare, essendoci di mezzo leggi importanti come quella federale sugli stranieri, ad esempio». Pagine internet più immediate e comprensibili, link interni per arrivare il prima possibile alla documentazione richiesta per il rinnovo della carta d’identità, del passaporto o di un permesso per stranieri. Come la possibilità di cambiare la data del collaudo o accorciare, sempre usando il relativo sito web, i tempi tra domanda e risposta con la Sezione della circolazione: «Passano 24 ore tra la richiesta di un servizio e il suo ottenimento da parte della persona che lo richiede, grazie a una riorganizzazione interna che deve sempre essere accompagnatrice di un cambio di procedure» annota il direttore del Di.

Gobbi: ‘La cittadinanza è molto eterogenea, dobbiamo garantire efficacia’
Una volta spiegato l’ampio concetto di avvicinare le istituzioni alla cittadinanza, provando il più possibile a evitargli lunghe code agli sportelli «e aumentando così anche la qualità della vita di chi con un computer può avere tutto in maniera semplificata», Gobbi rileva che «tenendo conto dell’eterogeneità della ‘clientela’, dai più anziani che faticano con la digitalizzazione ai più giovani che la vorrebbero sfruttare di più» molto è già stato implementato dal Dipartimento istituzioni e il sentiero futuro è già battuto. A partire dal progetto ‘Servizio eccellente’, col quale il Di intende «porre al centro il servizio al cittadino con cordialità ed empatia, tramite l’ascolto attivo e la capacità di adattare la comunicazione in base al proprio interlocutore, in modo oggettivo e garantendo la legalità e la correttezza delle procedure». Con l’obiettivo di «migliorare insieme», passando il più possibile «da comunicare al cittadino a comunicare con il cittadino, mettendo fine a un’informazione unilaterale e raccogliendo spunti e idee per, appunto, migliorare il tutto semplificando il linguaggio e togliendo qualche inutile formalismo».

Come? Lo spiega Monica Rivola, Aggiunta al Segretario generale del Dipartimento istituzioni: «Attraverso gli impegni che ci siamo presi, vale a dire accogliere facendo sentire benvenuto il cittadino, ascoltare canalizzando i suggerimenti che arrivano, comunicare adattando il nostro linguaggio in base a utenza e contesto, agevolare rendendo il più semplice possibile le procedure e garantire spiegando i passi successivi, in base alle occorrenze».

Il progetto pilota
Ma «da una missione si deve passare a una verifica», rammenta Silvia Gada, capo della Sezione della popolazione. Sezione che ha messo in piedi il progetto pilota di ‘Servizio eccellente’ che vede un’innovazione, cioè la possibilità attraverso un totem di rilevare immediatamente il livello di soddisfazione da parte dell’utente (che presto arriverà anche agli sportelli della Sezione della circolazione) e il rifacimento del sito web: 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice inaugurati proprio stamattina.

Da www.laregione.ch

Il cittadino al centro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni

Il cittadino al centro dei servizi del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato nel suo programma di legislatura ha definito tre assi strategici: le relazioni con il cittadino e le istituzioni; lo sviluppo dell’attrattiva del Cantone Ticino e la qualità di vita. Sul primo asse s’inserisce il lavoro condotto dal Dipartimento delle istituzioni, che ha posto il cittadino al centro dei servizi erogati, con la volontà di migliorare la fruizione dei servizi stessi e la modalità con cui le collaboratrici e i collaboratori si rapportano con il cittadino.

Nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi lunedì 7 febbraio 2022, a cui hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, l’Aggiunta al Segretario generale Monica Rivola e la Capo Sezione della popolazione Silvia Gada, sono stati presentati i passi compiuti e e quelli in corso per rendere il servizio alla cittadinanza sempre migliore. “Mettere il cittadino al centro dei servizi che forniamo è un punto essenziale per il Dipartimento delle istituzioni. Ciò significa – ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi – migliorare le relazioni, creare fiducia, ottimizzare l’offerta di servizi e prestazioni, tenendo conto dell’eterogeneità e delle differenti esigenze delle persone che si rapportano con i nostri uffici”.
L’obiettivo del Dipartimento delle istituzioni è quindi quello di incrementare la digitalizzazione e il servizio al cittadino. Due aspetti che vanno di pari passo e che spesso si sovrappongono, completandosi. I progetti portati avanti toccano quattro ambiti: nuove misure organizzative e digitalizzazione delle procedure; rendere il sito web del Dipartimento di più facile fruizione; implementare a tappe il “Servizio eccellente”; l’avvio dell’iniziativa “Miglioriamo insieme”.

Tanti progetti, un unico obiettivo
Il lavoro sulle misure organizzative e sulla digitalizzazione era iniziato prima della pandemia ed è proseguito nel corso degli ultimi due anni. Alcune necessità imposte dal periodo pandemico hanno addirittura accelerato la ricerca delle migliori soluzioni a favore del cittadino. Poter prendere appuntamenti online con la garanzia si essere accolti agli sportelli nel momento desiderato, oppure essere sicuri di evadere nel giro di 24 ore determinate pratiche e riceverle a casa – senza l’obbligo di spostamenti inutili e attese agli sportelli – sono solo alcune delle possibilità che oggi offrono la digitalizzazione e l’organizzazione.
Monica Rivola, Aggiunta al Segretario generale del DI e Silvia Gada, Capo della Sezione della popolazione, sono poi entrate più nel dettaglio sulle misure messe in atto. In particolare Monica Rivola ha presentato il “Servizio eccellente”, un protocollo standardizzato che consentirà gradualmente a tutti i servizi del Dipartimento delle istituzioni di implementare una modalità di approccio con il cittadino per migliorare il grado di soddisfazione del cittadino stesso nelle sue relazioni con gli uffici dipartimentali. Silvia Gada ha spiegato il progetto pilota del “Servizio eccellente” sviluppato proprio all’interno della Sezione della popolazione (presso l’Ufficio di Stato civile di Bellinzona e al Contact center dell’Ufficio della migrazione). Ha inoltre presentato il nuovo sito web della Sezione: 500 pagine, 350 procedure semplificate e testi in lingua semplice, attivate a partire da oggi, lunedì 7 febbraio.
Per migliorare la relazione con il cittadino e la sua soddisfazione, anche attraverso sistemi utilizzati dall’economia privata, essenziale diventa l’interattività tra gli uffici cantonali e chi riceve una prestazione. Per questo, sempre a partire da oggi, la Direzione del Dipartimento delle istituzioni ha attivato l’iniziativa “Miglioriamo insieme”, ossia quattro canali a cui si può scrivere: un modulo di contatto online, l’indirizzo e-mail di-insieme@ti.ch, il numero WhatsApp 079 595 65 00 e il tradizionale indirizzo postale. “Grazie a questa interattività – ha concluso il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ci attendiamo di ricevere commenti critici e costruttivi, così da poter sempre migliorare e adattare le presentazioni dei nostri servizi ai bisogni sempre più complessi della popolazione”. Di seguito il link “Miglioriamo insieme”: https://www4.ti.ch/di/miglioriamo-insieme/