Porte aperte al Centro cantonale polivalente

Porte aperte al Centro cantonale polivalente

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha il piacere di invitare la popolazione all’inaugurazione del nuovo Centro cantonale polivalente (CCP) di Camorino che avrà luogo sabato 27 settembre 2025 dalle 13:00 alle 16:00. L’evento rappresenta un’occasione di incontro e informazione, aperta a tutte e a tutti, per presentare il Centro che accoglierà parte dei migranti attribuiti al Cantone Ticino dalla Segreteria di Stato della migrazione, nel quadro della loro prima fase di integrazione. Durante il pomeriggio sarà possibile accedere agli spazi tramite le visite guidate condotte dal personale dell’Ufficio del Centro cantonale polivalente.

Costruito nel quartiere Ala Munda, il Centro sarà gestito da un Ufficio cantonale subordinato alla Sezione del militare e protezione della popolazione, e accoglierà principalmente persone afferenti al settore dell’asilo attribuite al Cantone Ticino dalla Segreteria di Stato della migrazione. Queste persone vivranno nel Centro e seguiranno l’ordinario percorso integrativo attualmente previsto nel nostro Cantone nel quadro della prima fase d’integrazione, gestita da parte di Croce Rossa svizzera sezione del Sottoceneri (CRSS) su mandato del Dipartimento della sanità e della socialità. La particolarità che contraddistingue il CCP risiede nel fatto che l’Amministrazione cantonale, per il tramite del Dipartimento delle istituzioni, avrà un ruolo diretto nella gestione della struttura in termini logistici, amministrativi, di sorveglianza e presa a carico sanitaria. Oltre a ciò, il CCP contribuirà direttamente all’integrazione degli ospiti della struttura tramite la proposta di attività occupazionali e altri momenti di conoscenza del territorio e degli usi e costumi regionali, che si aggiungeranno alle attività di accompagnamento sociale e di integrazione svolte da Croce Rossa.  

Il CCP è già stato presentato alla popolazione in occasione di una serata informativa organizzata dalle autorità cantonali e comunali; inoltre, lo scorso 7 luglio, si è tenuto anche un momento informativo dedicato alle aziende e ai commerci attivi nel quartiere Ala Munda.  

Durante il pomeriggio di porte aperte, sarà possibile visitare la struttura, relazionarsi con il personale e meglio comprendere come il concetto di gestione del nuovo Centro si inserirà nel sistema di accoglienza del Cantone Ticino.  

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Tre morti in montagna, i consigli di una guida alpina

Tre morti in montagna, i consigli di una guida alpina

Mercoledì hanno perso la vita un cacciatore in Leventina, un cercatore di funghi in Alta Valle Morobbia e un escursionista ticinese in Alto Vallese – Massimo Bognuda al Quotidiano: “Importante è lasciare detto dove si va”

La giornata di mercoledì è stata nera in montagna, tra il Ticino ed il resto della Svizzera. Tre persone hanno perso la vita: un cacciatore in Leventina, un cercatore di funghi in Alta Valle Morobbia e ora si apprende di un escursionista ticinese in Alto Vallese. Le giornate di bel tempo invitano ad andare in montagna, ma è importante prestare sempre la massima attenzione.
In questi giorni la natura si incammina verso l’autunno e le giornate ancora miti invitano ad andare in montagna, i funghi chiamano. Così in molti vanno alla loro ricerca. E per trovarli, lasciano i sentieri e si inoltrano nel sottobosco, su un terreno che è importante valutare bene. Perché questo passatempo è da svolgere in sicurezza, basta una distrazione per incorre in pericoli e scivolare.
“Bisogna guardare come è coperto il terreno: le foglie di castagne e di faggio sono molto scivolose. E dove c’è tanta foglia, bisogna fare attenzione a non scivolare. Anche l’umidità può essere pericolosa, soprattutto se c’è l’erba alta e non si vede dove si appoggia il piede. Un bastone o una piccozza possono aiutare. E chi ha esperienza può anche utilizzare un rampone”, afferma al Quotidiano la guida alpina e membro della Commissione Montagne sicure Massimo Bognuda.
E tutto questo vale non solo per chi va a funghi, ma anche per chi cerca castagne e per i cacciatori. Vale insomma per tutti coloro che non seguono i sentieri.
Fondamentale inoltre è capire dove si finirebbe in caso di scivolata. “Se c’è una pendenza che va a finire in una spianata mi fermo subito, ma se è il terreno che porta ad una parete non ci si ferma. La valutazione va fatta sul posto, contando sulle proprie capacità”, prosegue Massimo Bognuda al microfono del Quotidiano.
E se guardare la meteo è importante, altrettanto lo è il giusto equipaggiamento. “Consiglio uno scarpone semi-rigido che può fare una bella presa sul terreno. Poi dei vestiti colorati, come per esempio dei gilet ad alta visibilità, che permettono una localizzazione molto più rapida. Importante inoltre è lasciare detto dove si va, almeno in caso di incidente, oppure di mancato rientro, si ha già una zona di ricerca”, aggiunge la guida alpina.
E prima di lanciarsi in qualsiasi avventura, meglio valutare le proprie capacità. Magari in testa ci si sente un 20enne, ma il corpo ha un’altra idea. “L’adulto ha più esperienza, ma deve anche affrontare il cambiamento fisico. Quello che facevo a 20 anni a 60 o 70 magari non lo faccio più”, conclude Bognuda.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Tre-morti-in-montagna-i-consigli-di-una-guida-alpina–3128753.html

Nuova ciclopedonale tra Quartino e Magadino

Nuova ciclopedonale tra Quartino e Magadino

Inaugurato il tratto di due chilometri da 7 milioni di franchi, finanziato da Confederazione, Cantone e Comuni per un collegamento più sicuro e sostenibile

Pedalare e camminare tra Quartino e Magadino è più semplice e più sicuro grazie al nuovo tratto di pista ciclopedonale lunga due chilometri, che è facile osservare proprio per i lavori di divisione con il resto della carreggiata stradale. Un percorso per dare maggiore sicurezza a ciclisti e pedoni. Tra pista in sé e le opere collaterali, il costo ammonta a circa 7 milioni, stanziati da Confederazione, Cantone, Comune del Gambarogno e dagli altri comuni del Locarnese, secondo quote stabilite.

Presente giovedì all’inaugurazione anche il presidente del Governo, Norman Gobbi. “Non poteva iniziare meglio proprio perché abbiamo inaugurato una ciclopedonale che collega Quartino a Magadino. Permette ai ragazzi del Gambarogno di andare al centro sportivo in piena sicurezza. Questo è un elemento essenziale di queste opere, che il Canton Ticino ha realizzato negli ultimi anni”. Gli obiettivi del Programma di agglomerato del Locarnese prevedono il potenziamento dei collegamenti ciclabili e pedonali.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Nuova-ciclopedonale-tra-Quartino-e-Magadino–3128717.html

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È pronta la ciclopista per Bolle, lago e lido
Inaugurato il percorso di 2’200 metri tra Quartino e Magadino. Un tratto complesso, in parte sospeso a lato della cantonale e con una nuova passerella

Non è stata una passeggiata la realizzazione della nuova pista ciclopedonale tra Quartino e Magadino. Un tratto lungo 2’200 metri, costato circa sette milioni di franchi, inaugurato ieri, giovedì 18 settembre, alla presenza del sindaco di Gambarogno Gianluigi Della Santa, del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e di quello del Gran consiglio Fabio Schnellmann.
L’opera, hanno ribadito i tre relatori, contribuisce in modo significativo al rafforzamento della rete ciclabile del canton Ticino, offrendo un’alternativa sicura e sostenibile per gli spostamenti quotidiani. In particolare collega il Centro sportivo del Gambarogno al centro abitato di Magadino, favorendo l’accessibilità tramite la mobilità lenta alla zona delle Bolle e alla riva del lago. La realizzazione del nuovo tracciato ha richiesto la costruzione di importanti opere strutturali: nuovi muri di sostegno per la vicina linea ferroviaria, una mensola in calcestruzzo sospesa sul lato a valle e una passerella sul riale Cavriana.

Sottopassi per le rane e pietraie per la Natrice tassellata
«Parallelamente è stata prevista anche una riqualifica naturalistica, paesaggistica e di fruibilità della riva lacustre, nonché i necessari accorgimenti per preservare le componenti faunistiche presenti nelle Bolle di Magadino, con particolare attenzione agli anfibi e ai rettili – ha specificato Gobbi –. Nell’ambito del contemporaneo risanamento completo della strada cantonale sono state posate delle pareti guida fisse per gli anfibi, con relativo sottopasso di attraversamento della strada, nel settore particolarmente interessato dalla migrazione primaverile, data la vicinanza del sito di riproduzione nelle Bolle. Sono pure stati potenziati, con la posa di alcune pietraie, i rifugi invernali ai bordi della zona protetta per una rara specie di rettile presente nella zona, la Natrice tassellata».
L’opera s’inserisce negli obiettivi del Programma di agglomerato del Locarnese di seconda e terza generazione (PALoc2 e PALoc3), che prevedono il potenziamento dei collegamenti ciclabili e pedonali nella regione. «Il progetto – ha proseguito il Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni – è il risultato di una stretta e proficua collaborazione tra Confederazione, Cantone e Comuni del Locarnese. Il costo totale di tutti gli interventi è pari a circa 7 milioni di franchi: 1,7 finanziati dalla Confederazione, il resto dal Cantone e dai Comuni del Locarnese secondo quote stabilite. Anche nella fase realizzativa si è optato per una divisione dei compiti: il tratto tra Quartino e la Traversa della Pepa è stato realizzato dal Cantone, mentre quello tra la Traversa della Pepa e Magadino dal Comune di Gambarogno».
Nel loro intervento, le autorità hanno sottolineato l’importanza dell’opera per la sicurezza e la qualità di vita dei cittadini del Gambarogno e dell’intera regione del Locarnese, ringraziando pure le maestranze e tutti coloro che hanno collaborato attivamente alla realizzazione. Rivolgendosi ai numerosi alunni dell’Istituto di Gambarogno (che per primi, in mattinata, hanno percorso la pista ciclopedonale per recarsi a Magadino), Gobbi li ha invitati ad approfittare dell’infrastruttura sia nell’ambito scolastico, sia nel tempo libero.

Il sindaco: ‘Un abito su misura per il nostro territorio’
Della Santa ha posto l’accento sulla professionalità di chi ha operato su «un cantiere difficile e complicato». Ha poi aggiunto: «Il percorso ciclopedonale è come un abito su misura per il Gambarogno, proprio per la nostra vocazione di ospitalità caratterizzata dal rispetto ambientale, dalla vicinanza al territorio, ai suoi paesaggi di lago e di montagna, lontani dal turismo di massa. La pista ciclopedonale avvicinerà le famiglie ticinesi a questo tipo di conoscenza del territorio e in particolare alle meravigliose Bolle di Magadino che la pista ora costeggia: partire da casa in bicicletta, percorrere il Piano di Magadino, visitare le Bolle, per proseguire fino al Lido di Magadino, per poi avventurarsi sui percorsi collinari, da oggi sarà la gita di famiglia ideale in tutta sicurezza. Insomma, un regalo enorme per tutti». Schnellmann, intervenuto anche in veste di presidente della Federazione ciclistica ticinese, ha sottolineato l’importanza di infrastrutture come questa, in un Cantone in cui le strade, sempre più trafficate, scoraggiano soprattutto i più giovani dall’utilizzare la bicicletta: «Le piste ciclabili, come quella del Gambarogno, offrono uno spazio protetto e dedicato, riducendo drasticamente il rischio di incidenti. Consentono inoltre a tutta la popolazione di spostarsi in modo sicuro, dando un senso di responsabilità e libertà, e contribuendo al contempo a mantenersi in forma, rispettando l’ambiente».
Per celebrare l’apertura ufficiale della pista, è stata organizzata una giornata all’insegna della mobilità ciclabile dedicata agli allievi delle scuole elementari di Cadepezzo e Quartino. Gli allievi hanno potuto percorrere il nuovo tracciato a piedi, in bicicletta o in monopattino, accompagnati da genitori e docenti. Il pomeriggio si è svolto all’insegna della sensibilizzazione e dell’educazione, con attività didattiche a cura dell’Ufficio della mobilità lenta del Dipartimento del territorio (Dt), dell’Ufficio della progettazione del Sopraceneri del Dt, del Centro di coordinamento per la conservazione degli anfibi in Svizzera (Karch), e della Polizia cantonale, che ha proposto un momento dedicato alla sicurezza stradale. Grazie alla collaborazione con l’Atelier Ri-cicletta di S.O.S. Ticino, gli allievi hanno inoltre avuto l’occasione di effettuare un controllo tecnico delle loro biciclette.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 19 settembre 2025 de La Regione

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Pedalare in tutta sicurezza con lo sguardo sulle Bolle
Inaugurato il tratto di pista ciclopedonale lungo la litoranea nel Gambarogno che collega Quartino a Magadino
Della Santa: «Un regalo a residenti e turisti» – Schnellmann: «Simbolo della qualità di vita» – Gobbi: «Visione a lungo termine»

Pedalare in tutta sicurezza tra Quartino e Magadino senza doversi più preoccupare delle auto che vi sfrecciano accanto a tutta velocità, ma potendo ammirare le bellezze paesaggistiche delle Bolle. Lo si può fare da qualche giorno lungo il percorso ciclopedonale di 2 chilometri e 200 metri inaugurato ufficialmente ieri dagli allievi dell’Istituto scolastico del Gambarogno, segnatamente delle sedi di Cadepezzo e Quartino. Ad accompagnarli, anche loro in sella ad una bicicletta, il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann, il presidente del Consiglio di Stato nonché direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi ed il sindaco Gianluigi Della Santa. «Il percorso che inauguriamo oggi è un regalo enorme ai residenti ed anche ai turisti», ha sottolineato il sindaco. «È un abito su misura per il Gambarogno – ha aggiunto – proprio per la sua vocazione di ospitalità caratterizzata dal rispetto ambientale, dalla vicinanza al territorio, ai suoi paesaggi di lago e di montagna, lontano dal turismo di massa. Partire da casa in bicicletta, percorrere il Piano, visitare le Bolle, per proseguire fino al Lido di Magadino, per poi avventurarsi sui percorsi collinari, ecco da oggi la gita di famiglia ideale in tutta sicurezza». E sulla sicurezza che garantisce ai ciclisti il nuovo percorso ha insistito anche Schnellmann, il quale, oltre alla carica di primo cittadino del Cantone, ricopre anche quella di presidente della Federazione ciclistica ticinese.

Responsabilità e libertà
«Le piste ciclabili, come quella del Gambarogno – ha evidenziato il presidente del Gran Consiglio – offrono uno spazio protetto e dedicato, riducendo drasticamente il rischio di incidenti. Consentono inoltre a tutta la popolazione di spostarsi in modo sicuro, dando un senso di responsabilità e libertà, e contribuendo al contempo a mantenersi in forma». Dal canto suo Gobbi si è rivolto direttamente agli allievi delle elementari del Gambarogno, invitandoli ad utilizzare la pista ciclopedonale sia per recarsi a scuola, sia nel loro tempo libero. Una struttura, quella inaugurata ieri, che si inserisce negli obiettivi del Programma di agglomerato del Locarnese di seconda e terza generazione, che prevedono il potenziamento dei collegamenti ciclabili e pedonali nella regione. Il progetto, ha ricordato ancora Gobbi, è il risultato di una stretta collaborazione tra Confederazione, Cantone e Comuni del Locarnese. Il costo totale di tutti gli interventi è pari a circa 7 milioni di franchi, 1,7 dei quali finanziati dalla Confederazione, il resto dal Cantone e dai Comuni del Locarnese secondo quote stabilite.

Attenzione a flora e fauna
Parallelamente alla realizzazione del nuovo collegamento ciclabile si è attuata una riqualifica naturalistica, paesaggistica e di fruibilità della riva lacustre. In particolare sono stati presi i necessari accorgimenti per preservare le componenti faunistiche presenti nelle Bolle di Magadino, con particolare attenzione agli anfibi e ai rettili. Nell’ambito del risanamento completo della strada cantonale sono state posate delle pareti guida fisse per gli anfibi con relativo sottopasso di attraversamento. Sono pure stati potenziati con la posa di alcune pietraie i rifugi invernali ai bordi delle Bolle per una rara specie di rettile presente nella zona, la Natrice tassellata.

Il lavoro continua
L’impegno per incrementare la sicurezza di chi sceglie la bicicletta quale mezzo di trasporto – sia per gli spostamenti quotidiani per recarsi a scuola o al lavoro, sia per svolgere un’attività sportiva o semplicemente per il piacere di farlo – non si ferma con l’inaugurazione della pista tra Quartino e Magadino. Per restare nel Gambarogno, è prevista il proseguimento della ciclopista fino al paese di San Nazzaro. Altri lavori sono programmati in Vallemaggia, dove si realizzerà l’ultimo tratto della pista ciclabile, e a Locarno, con una corsia dedicata alle biciclette lungo via Varenna. L’ampliamento della rete di percorsi ciclabili è programmato nell’intero territorio ticinese: se oggi tale rete si estende su 370 chilometri, ha annunciato Gobbi, entro cinque anni se ne aggiungeranno ulteriori 200 per raggiungere una lunghezza complessiva di 570 chilometri.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 19 settembre 2025 del Corriere del Ticino