Ticino-Campione: incontro Commissione paritetica

Ticino-Campione: incontro Commissione paritetica

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha presieduto oggi l’annuale riunione della Commissione paritetica tra Cantone Ticino e Comune di Campione d’Italia. L’incontro ha permesso di stabilire il punto della situazione in merito a diversi dossier d’attualità e di proporre un bilancio di fine mandato in vista delle elezioni comunali che si terranno a Campione d’Italia.

La Commissione Paritetica tra Cantone Ticino e Campione d’Italia è prevista dalla Dichiarazione sulla cooperazione tra la Repubblica e Cantone Ticino e il Comune di Campione d’Italia del 6 settembre 2011. La riunione odierna è la quarta tenutasi dopo l’inserimento dell’enclave nello spazio doganale europeo a partire dal 1° gennaio del 2020.    
L’incontro si è svolto oggi a Campione d’Italia in un clima cordiale e costruttivo e ha permesso di fare il punto sullo stato delle relazioni e delle collaborazioni, sulla situazione finanziaria e su vari incarti, questi ultimi sia di carattere generale sia concernenti ambiti che hanno presentato delle criticità dopo la modifica dello statuto doganale. Si è discusso, in particolare, dell’erogazione di servizi da parte di enti e aziende del Cantone Ticino, della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi e dei materiali inerti e delle prestazioni socio-sanitarie. Considerate le imminenti elezioni comunali a Campione d’Italia, la Commissione ha colto l’occasione per stilare un bilancio di fine mandato in merito alle proprie attività e si è congedata dai membri uscenti della delegazione campionese.    
Si ricorda che la Commissione ha funzione permanente di consultazione, di mediazione, di coordinamento, di preavviso e di vigilanza tra il Cantone Ticino e il Comune di Campione d’Italia e le istituzioni competenti sul territorio. La Commissione è presieduta dal Consigliere di Stato Norman Gobbi – in rappresentanza del Consiglio di Stato – ed è composta dal Sindaco di Lugano Michele Foletti, dal Sindaco di Bissone Andrea Incerti e, in rappresentanza del Comune di Campione d’Italia, dal Sindaco Roberto Canesi, da Cristina Ferrari, da Emanuele Verda e da Enrico Lironi. Il coordinamento della Commissione è assicurato dal Delegato cantonale alle relazioni esterne Francesco Quattrini.

Dallo schiaffo di Berna alla risposta di squadra

Dallo schiaffo di Berna alla risposta di squadra

La crescita dello 0,2% su un budget cantonale di oltre 4 miliardi e mezzo non avrebbe fatto la differenza. È evidente. Ma quei 9 milioni non erano una semplice cifra: indicavano una direzione, un’intenzione e una dimostrazione d’attenzione. La mancata modifica dell’ordinanza sulla perequazione finanziaria da parte del Consiglio federale rappresenta una doccia fredda per le ticinesi e i ticinesi e un segnale preoccupante per la coesione nazionale. È una decisione che non ho esitato a definire un vero e proprio schiaffo. Al di là delle diatribe politiche è difficile da comprendere e ancor più da accettare. Come sappiamo, le rivendicazioni del Ticino andavano ben oltre. La soluzione posta in consultazione rappresentava solo un primo passo concreto nella giusta direzione. Un compromesso che il Ticino era disposto ad accettare per smuovere le acque e avanzare verso un sistema più equo, capace di tenere conto delle specificità del nostro territorio. E questo fin da subito, a partire dal 2027. Si è scelto di rinviare unadecisione attesa e condivisa da una solida maggioranza di Cantoni. Le richieste ticinesi non nascono da pulsioni vittimistiche ma sono supportate da analisi puntuali. Lo studio commissionato alla Scuola universitaria professionale di Lucerna pubblicato nel 2025 conferma i limiti del sistema attuale e si pronuncia a favore di un cambiamento, con particolare riferimento ai redditi dei frontalieri.
Uno studio peraltro voluto dal gruppo di esperti dell’Amministrazione federale delle finanze, i cui risultati sono stati palesemente ignorati. Evidenze che mettono in luce criticità sistemiche, in particolare per i Cantoni con un’elevata presenza di lavoratori frontalieri e una forte incidenza di salari medio-bassi. Il nodo resta dunque invariato:l’attuale sistema presenta elementi di iniquità evidenti e il confronto intercantonale rimane difficile da giustificare. Basti pensare che il CantonFriburgo, comparabile al Ticino per popolazione e struttura geografica, percepisce un importo quasi sei volte superiore al nostro. La decisione del Consiglio federale si inserisce inoltre in un quadro di equilibri politici complessi, nei quali si fatica ancora a comprendere le specificità del Ticino. Il parere del Canton Ginevra, l’unico con un’importante presenza di frontalieri che sarebbestato leggermente penalizzato da questa modifica, ha infatti avuto un peso determinante. E questo non lo ritengo tollerabile. È da qui che occorre ripartire: rafforzando il lavoro di squadra tra Consiglio di Stato, Deputazione ticinese alle Camere federali e rappresentanza in Consiglio federale, per perseguire la vera tutela degli interessi del Ticino. Siamo un Cantone attrattivo e dinamico, come confermano indicatori economici e accademici nazionali e anche i recenti dati turistici registrati nel periodo pasquale. Ma questo non basta. Occorre continuare a spiegare con chiarezza le dinamiche strutturali (geografiche, linguistiche e socioeconomiche) che ci caratterizzano, affinché siano comprese e considerate anche a livello federale. E se occorrerà di tanto in tanto picchiare i pugni sul tavolo, dovremo essere pronti a farlo insieme, giocando tutti per la stessa squadra: il Ticino.

Opinione di Norman Gobbi pubblicata nell’edizione di lunedì 13 aprile 2026 del Corriere del Ticino