Il Ticino si organizza per affrontare le sfide. “Rimanere fermi non è un’opzione”
Uno snowboard, un ventaglio, un secchio e una pala. MeteoSvizzera si è presentata all’Auditorium della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona con quattro oggetti che rappresentano simbolicamente gli effetti del cambiamento climatico. Il settimo Simposio Cantone – Comuni promosso dal Dipartimento delle istituzioni e dal Dipartimento del territorio ha infatti messo al centro una delle sfide attuali più decisive: l’adattamento ai mutamenti climatici. Non più solo mitigazione, ma capacità concreta di adattarsi a un contesto che cambia. A offrire una bussola aggiornata è stata appunto MeteoSvizzera, partner dell’evento, che ha presentato i nuovi scenari climatici nazionali « Clima CH2025 ». Uno strumento fondamentale per orientare le scelte politiche e pianificatorie, ma anche per comprendere meglio cosa ci aspetta e come possiamo prepararci.
Ognuno è chiamato a fare la sua parte
L’evento ha riunito più di 200 partecipanti tra rappresentanti del mondo politico, istituzionale, tecnico e accademico, chiamati a confrontarsi su una sfida che riguarda da vicino Comuni e territorio. Ad aprire i lavori è stato il Presidente del Consiglio di Stato e direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, che ha richiamato con forza l’urgenza della situazione, sottolineando come gli effetti dei cambiamenti climatici siano ormai evidenti anche in Ticino: « Abbiamo toccato con mano la forza e l’impatto di eventi estremi che hanno evidenziato la vulnerabilità del nostro territorio. Il cambiamento è già in atto e richiede un’azione coordinata, sia sul fronte della prevenzione sia su quello dell’adattamento; Confederazione, Cantoni e Comuni saranno sempre più chiamati a collaborare attivamente in questo senso ». Un richiamo chiaro alla necessità di fare sistema, che sposta il tema climatico dal piano teorico a quello operativo e istituzionale. « Le sfide che ci aspettano non potranno essere affrontate senza un coordinamento federale e cantonale, e non mi riferisco solo alle questioni finanziarie. La prevenzione è certamente il settore cardine, ed è proprio in questo ambito che vanno i nostri maggiori sforzi. Viviamo in un territorio montano, immersi nella natura, e sempre più spesso ci confrontiamo con i pericoli che ne derivano. Una gestione intelligente, curata e pianificata del nostro territorio è indispensabile e ci permette di gestire gli eventi. Ognuno è chiamato a fare la sua parte: la politica, ma soprattutto i cittadini, nel loro quotidiano. Ogni gesto conta, ed è anche per questo che, come Cantone, investiamo molto nell’informazione e nella sensibilizzazione della popolazione e dei nostri giovani ».
Come San Giorgio contro il drago
« Sconfiggere il drago ». Con questa immagine evocativa, ispirata alla leggenda di San Giorgio, Gobbi ha invitato i Comuni ad affrontare le sfide del futuro. Un monito che ben sintetizza lo spirito dell’intero simposio e che si intreccia con il messaggio emerso dagli scenari climatici presentati da MeteoSvizzera: ogni azione- anche la più piccola – può fare la differenza. Il simposio nasce proprio con questo spirito di collaborazione. Lo ha ricordato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, sottolineando come l’iniziativa sia pensata « come uno spazio di confronto che permetta di affrontare dei temi di interesse comune ». In un contesto sempre più complesso e accelerato, ha osservato, «garantire momenti di dialogo autentico tra i diversi livelli istituzionali non è un lusso, ma una necessità ». Gobbi ha inoltre richiamato il valore del federalismo come leva operativa, ricordando i passi concreti avviati negli ultimi mesi per rafforzare il dialogo istituzionale: « La collaborazione che celebriamo oggi non si esaurisce in questa giornata. Stiamo lavorando per tradurla in strumenti concreti: nuove piattaforme di dialogo, un approccio rinnovato agli incontri con i Comuni e iniziative pensate per accompagnare gli enti locali nelle trasformazioni in atto ». E ha ribadito un concetto chiave, anche in relazione alle sfide climatiche: « Rimanere fermi oggi non è un’opzione. Le istituzioni devono sapersi adattare, accompagnare il cambiamento e, quando necessario, guidarlo ».
Occorre “mitigare”
Il Responsabile del settore Previsioni e Consulenze di MeteoSvizzera Marco Gaia ha sintetizzato con chiarezza il nodo centrale: « Gli aggiornati scenari climatici confermano che ogni decimo di grado conta. Ogni decimo di grado di riscaldamento in più richiede maggiori sforzi di adattamento, con relativi costi. È dunque nell’interesse di tutti mettere in atto non solo provvedimenti di adattamento, bensì anche provvedimenti di mitigazione. Bisogna procedere il più velocemente possibile nell’abbandonare i combustibili fossili come fonte principale dell’energia che usiamo nella nostra vita quotidiana. Mitigare è indispensabile per evitare che l’adattamento sia ancora più difficile da mettere in pratica ». Un principio valido a ogni livello: mitigare al centro come in periferia, nei sistemi Paese così come nelle piccole realtà locali.
Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 26 aprile 2026 de Il Mattino della domenica