‘Il nostro sistema democratico sta vivendo un momento di crisi’

‘Il nostro sistema democratico sta vivendo un momento di crisi’

La capacità di affrontare i cambiamenti e coinvolgere la popolazione è stato il tema del quarto Simposio tra Cantone e comuni

“Il nostro sistema democratico sta vivendo una crisi, è un dato di fatto. Basta guardare la risposte dei cittadini alle urne anche su temi che li toccano in prima persona, come la votazione sull’imposta di circolazione quando ha votato solo il 35% della popolazione che poteva farlo”. È da questa riflessione del consigliere di Stato Norman Gobbi che si è aperto il quarto Simposio sui rapporti tra Cantone e comuni. L’evento svolto all’auditorium della scuola cantonale di commercio di Bellinzona davanti a 200 persone ha permesso di riflettere sulla capacità delle istituzioni pubbliche di affrontare i cambiamenti, sia quelli dettati da emergenze che da tendenze decennali. Gli spunti raccolti, fa sapere il Dipartimento delle istituzioni che ha promosso l’iniziativa, confluiranno negli approfondimenti per la revisione totale della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027 e per la revisione della formazione rivolta agli enti locali.
Il Simposio è cominciato con gli interventi del brigadiere e neo divisionario dell’esercito Maurizio Dattrino, della psicologa della Polizia cantonale Marina Lang, del professore e ricercatore presso il Zentrum für Demokratie Aarau (Zda) Francesco Veri e il professore della facoltà di diritto all’Università di Friburgo Adriano Previtali. I loro interventi si sono concentrati sui fattori che possono rendere un comune più solido in tempi di crisi. Il presidente del governo Claudio Zali e Norman Gobbi hanno poi sottolineato l’importanza di fare tesoro dell’esperienza maturata durante gli ultimi tre anni dalle istituzioni pubbliche nella gestione delle diverse crisi ed emergenze che si sono presentate.
La giornata si è poi conclusa con una tavola rotonda moderata da Marzio Della Santa e alla quale hanno preso parte i Consiglieri di Stato Gobbi, Raffaele De Rosa, Christian Vitta e Manuele Bertoli, nonché i sindaci Claudia Canova, Corrado Nastasi, Emanuele Stauffer e il municipale Filippo Lombardi. Il focus della discussione è stato messo in particolare sui requisiti che le istituzioni politiche locali devono soddisfare per essere resilienti, con particolare riferimento al coinvolgimento della cittadinanza nella definizione delle politiche volte ad assicurare un livello sostenibile della qualità di vita residenziale.

https://www.laregione.ch/cantone/ticino/1641951/il-nostro-sistema-democratico-sta-vivendo-un-momento-di-crisi

Da www.laregione.ch

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«Il dialogo rimane la carta vincente»
Cambiamenti e resilienza al centro del simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Si è tenuta ieri all’auditorium della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona la quarta edizione del Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni, a cui hanno partecipato circa 200 persone. L’evento, voluto dal consigliere di Stato Norman Gobbi, ha permesso di riflettere sulla capacità delle istituzioni pubbliche di affrontare i cambiamenti, siano essi dettati da emergenze o da tendenze decennali. Gli spunti raccolti durante l’evento confluiranno negli approfondimenti per la revisione totale della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la prossima legislatura, e per la revisione della formazione rivolta agli enti locali. Nel suo intervento, Gobbi ha sottolineato l’importanza dei momenti di dialogo con le diverse realtà comunali. «Non si deve pensare che rimangano fini a sé stessi. Abbiamo raccolto molti spunti, considerazioni, e anche alcune critiche». Il tutto, ha proseguito il direttore del DI, «ci porterà nel prossimo quadriennio a proporre anche una revisione della LOC, ammodernandola e riconoscendo che i Comuni ticinesi sono differentemente strutturati tra loro». Nella discussione di ieri pomeriggio, non è mancata una riflessione sugli ultimi tre anni, pesantemente condizionati dalla crisi pandemica. «Gli strascichi di questa situazione non consistono unicamente nella crisi finanziaria. Hanno messo alla prova i cittadini e la nostra capacità di resilienza». Non è un caso, ha detto Gobbi, che i cittadini non vanno più a votare e al contempo contestano le decisioni delle autorità con il referendum. Anche per questo il DI ha avviato una serie di progetti che «vogliono migliorare la partecipazione della cittadinanza, la conduzione e la gestione del Comune». Per uscire da situazioni di crisi come quella degli ultimi anni, ha concluso Gobbi, «bisogna essere coerenti, saper lavorare insieme, saper trovare soluzioni utili. Il dialogo rimane la ricetta vincente».

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 3 febbraio 2023 del Corriere del Ticino

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Il rapporto tra cittadino e Comune al centro di un simposio

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15989668
Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 2 febbraio 2023 de Il Quotidiano 

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Gobbi: “Covid, guerra e crisi energetica hanno messo in difficoltà il nostro sistema democratico”
Il Consigliere di Stato è intervenuto al Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni, portando un’analisi delle conseguenze di un momento molto difficile che ha “messo a dura prova la resilienza”. Come se ne esce? “Coerenza e dialogo”
La democrazia è in crisi, la gente non va più a votare ma al contempo contesta le scelte dei Governi. Il concetto espresso da Norman Gobbi nel suo discorso al Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni è di quelli forti. Le cause sono gli anni difficili che si stanno vivendo, ma come uscirne? “Bisogna essere coerenti, saper lavorare insieme, saper trovare soluzioni utili e avere un’ottima qualità delle relazioni interne. Il dialogo rimane la ricetta vincente”, non ha dubbi.

Inizialmente il Consigliere di Stato ha fatto il punto su quanto discusso. “Quando parlo di rapporti tra il Cantone e i Comuni, nell’immaginario comune ticinese – perdonatemi il gioco di parole – si pensa al progetto Ticino2020. È vero si tratta di un importante riforma che presto giungerà – finalmente – a un punto di svolta con l’avvio di una consultazione. Ma, in realtà, io mi riferisco a 360 gradi ai rapporti tra i due livelli istituzionali. Un tema al quale – da quando sono diventato Consigliere di Stato ormai 12 anni fa – ho sempre prestato particolare attenzione e che ho reso concreto grazie a una serie di azioni mirate: gli eventi – tra cui quello odierno – organizzati annualmente, le visite che sto svolgendo nei Comuni ticinesi accompagnato dal Capo Sezione Marzio Della Santa e dalle sue collaboratrici e dai suoi collaboratori, la consulenza che sempre più la SEL offre agli enti locali, e la revisione della formazione per renderla più efficace”

E non ha dubbi sull’utilità di “questi momenti di dialogo e di scambio, che non rimangono fini a sé stessi: e non si tratta nemmeno di un esercizio alibi. Abbiamo raccolto molti spunti, molte considerazioni, alcune critiche e anche dei sentiti ringraziamenti per il lavoro che abbiamo svolto come Dipartimento, soprattutto durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria. Il tutto ci porterà nel prossimo quadriennio a proporre anche una revisione della Legge organica comunale (LOC), ammodernandola e riconoscendo che i Comuni ticinesi sono differentemente strutturati tra loro. Così anche il momento di oggi per me, per noi, diventa di fondamentale importanza. Infatti a breve inizierà una discussione alla quale parteciperà una delegazione del Consiglio di Stato, alcuni rappresentanti dei Comuni e il professor Francesco Veri che la maggior parte di voi ha potuto ascoltare durante il pomeriggio sul tema della crisi della democrazia. È davvero un momento unico e privilegiato dove sono sicuro emergeranno considerazioni e suggestioni costruttive che a noi serviranno per calibrare le riforme che stiamo portando avanti con e per gli enti locali”.

A suo avviso, però, il focus non può che essere l’attualità, con gli strascichi delle decisioni prese dai Governo nell’ultimo periodo. “Siamo partiti dalla crisi sanitaria che ci siamo lasciati alle spalle ma le cui conseguenze sono visibili ancora oggi. Le persone e le istituzioni hanno dovuto reagire e prendere delle decisioni per il bene della collettività. Scelte imperative – diranno alcuni – ma che dovevano essere prese. Ci stavamo lasciando alle spalle la pandemia e lo scoppio del conflitto in Ucraina e la crisi energetica che ne è conseguita hanno inciso ancora una volta sull’operato delle Autorità e hanno messo a dura prova la nostra capacità di adattamento. Gli strascichi di questa situazione non consistono unicamente nella crisi finanziaria che stiamo attraversando. Hanno messo alla prova i cittadini – pensiamo soprattutto ai nostri giovani – anche sotto l’aspetto educativo, sociale e psicologico. E hanno messo a dura prova la nostra capacità di resilienza”, spiega.

Con evidenti riflessi anche sulla democrazia: “Il nostro sistema democratico sta facendo fatica. Guardiamo la risposta dei cittadini alle urne anche su temi che li toccano in prima persona – come la votazione sull’imposta di circolazione quando ha votato solo il 35% degli aventi diritto di voto – e guardiamo cosa succede con i referendum locali. Il nostro sistema democratico sta vivendo una crisi, è un dato di fatto. Da una parte i cittadini non vanno a votare e dall’altra contestano le decisioni delle autorità avvalendosi del diritto di referendum”.

“Anche per questo il mio Dipartimento – avvertiti i primi campanelli di allarme – ha avviato una serie di progetti come il “Buon Governo” e la “Responsabilità sociale dei Comuni” che vogliono migliorare la partecipazione della cittadinanza, la conduzione e la gestione del Comune. Attraverso questi progetti si vuole rilanciare il nostro sistema di democrazia diretta, adeguandolo a una società che si muove in maniera diversa rispetto al passato, rendendolo capace di gestire cambiamenti sempre più simili a delle crisi. D’altra parte un’istituzione pubblica si può dire resiliente nella misura in cui riesce anche a cogliere le opportunità che si celano dietro il cambiamento. E mentre mi avvio alla conclusione del mio intervento, lasciatemi un’ultima considerazione che si basa sulla mia esperienza politica che mi ha permesso di militare in tutti i livelli istituzionali del nostro sistema federale. Si tratta di un punto di vista privilegiato che mi ha fatto conoscere a fondo il funzionamento delle nostre istituzionali comunali, cantonali e federali”, aggiunge, lanciando poi la sua ricetta per uscire dal momento difficile: “Sulla scorta di questo prezioso bagaglio posso affermare che per uscire da situazioni di crisi come quelle vissute negli ultimi tre anni, come ha evidenziato Marzio Della Santa nel suo intervento introduttivo, bisogna essere coerenti, saper lavorare insieme, saper trovare soluzioni utili e avere un’ottima qualità delle relazioni interne. Tutti questi elementi ci hanno permesso di affrontare e uscire dallo stato di emergenza. Ed è di questo che è importante parlare oggi. Il dialogo rimane la ricetta vincente e per questo ritengo di assoluta importanza investire energie e tempo in momenti come quello odierno”.

Da liberatv.ch

Discorso pronunciato in occasione del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Discorso pronunciato in occasione del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Gentili signore, egregi signori

è con immenso piacere che vi do il mio più caloroso benvenuto alla quarta edizione del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni. Un momento che ho voluto istituire quattro anni fa per favorire il dialogo così come la conoscenza reciproca tra il livello istituzionale cantonale e quello comunale.  

Quando parlo di rapporti tra il Cantone e i Comuni, nell’immaginario comune ticinese – perdonatemi il gioco di parole – si pensa al progetto Ticino2020. È vero si tratta di un importante riforma che presto giungerà – finalmente – a un punto di svolta con l’avvio di una consultazione.  

Ma, in realtà, io mi riferisco a 360 gradi ai rapporti tra i due livelli istituzionali. Un tema al quale – da quando sono diventato Consigliere di Stato ormai 12 anni fa – ho sempre prestato particolare attenzione e che ho reso concreto grazie a una serie di azioni mirate: gli eventi – tra cui quello odierno – organizzati annualmente, le visite che sto svolgendo nei Comuni ticinesi accompagnato dal Capo Sezione Marzio Della Santa e dalle sue collaboratrici e dai suoi collaboratori, la consulenza che sempre più la SEL offre agli enti locali, e la revisione della formazione per renderla più efficace.  

Tuttavia, non si deve pensare che questi momenti di dialogo e di scambio rimangano fini a sé stessi: e non si tratta nemmeno di un esercizio alibi. Abbiamo raccolto molti spunti, molte considerazioni, alcune critiche e anche dei sentiti ringraziamenti per il lavoro che abbiamo svolto come Dipartimento, soprattutto durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria.

Il tutto ci porterà nel prossimo quadriennio a proporre anche una revisione della Legge organica comunale (LOC), ammodernandola e riconoscendo che i Comuni ticinesi sono differentemente strutturati tra loro.  

Così anche il momento di oggi per me, per noi, diventa di fondamentale importanza. Infatti a breve inizierà una discussione alla quale parteciperà una delegazione del Consiglio di Stato, alcuni rappresentanti dei Comuni e il professor Francesco Veri che la maggior parte di voi ha potuto ascoltare durante il pomeriggio sul tema della crisi della democrazia. È davvero un momento unico e privilegiato dove sono sicuro emergeranno considerazioni e suggestioni costruttive che a noi serviranno per calibrare le riforme che stiamo portando avanti con e per gli enti locali.

Ma veniamo al dunque, quale sarà il focus della discussione? Siamo partiti dalla crisi sanitaria che ci siamo lasciati alle spalle ma le cui conseguenze sono visibili ancora oggi. Le persone e le istituzioni hanno dovuto reagire e prendere delle decisioni per il bene della collettività. Scelte imperative – diranno alcuni – ma che dovevano essere prese. Ci stavamo lasciando alle spalle la pandemia e lo scoppio del conflitto in Ucraina e la crisi energetica che ne è conseguita hanno inciso ancora una volta sull’operato delle Autorità e hanno messo a dura prova la nostra capacità di adattamento.

Gli strascichi di questa situazione non consistono unicamente nella crisi finanziaria che stiamo attraversando. Hanno messo alla prova i cittadini – pensiamo soprattutto ai nostri giovani – anche sotto l’aspetto educativo, sociale e psicologico. E hanno messo a dura prova la nostra capacità di resilienza.  

Sul fronte della democrazia le conseguenze sono lì da vedere. L’ho sentito in prima persona negli incontri con i Municipi: il nostro sistema democratico sta facendo fatica. Guardiamo la risposta dei cittadini alle urne anche su temi che li toccano in prima persona – come la votazione sull’imposta di circolazione quando ha votato solo il 35% degli aventi diritto di voto – e guardiamo cosa succede con i referendum locali. Il nostro sistema democratico sta vivendo una crisi, è un dato di fatto. Da una parte i cittadini non vanno a votare e dall’altra contestano le decisioni delle autorità avvalendosi del diritto di referendum. Anche per questo il mio Dipartimento – avvertiti i primi campanelli di allarme – ha avviato una serie di progetti come il “Buon Governo” e la “Responsabilità sociale dei Comuni” che vogliono migliorare la partecipazione della cittadinanza, la conduzione e la gestione del Comune.  

Attraverso questi progetti si vuole rilanciare il nostro sistema di democrazia diretta, adeguandolo a una società che si muove in maniera diversa rispetto al passato, rendendolo capace di gestire cambiamenti sempre più simili a delle crisi. D’altra parte un’istituzione pubblica si può dire resiliente nella misura in cui riesce anche a cogliere le opportunità che si celano dietro il cambiamento.  
E mentre mi avvio alla conclusione del mio intervento, lasciatemi un’ultima considerazione che si basa sulla mia esperienza politica che mi ha permesso di militare in tutti i livelli istituzionali del nostro sistema federale. Si tratta di un punto di vista privilegiato che mi ha fatto conoscere a fondo il funzionamento delle nostre istituzionali comunali, cantonali e federali.

Sulla scorta di questo prezioso bagaglio posso affermare che per uscire da situazioni di crisi come quelle vissute negli ultimi tre anni, come ha evidenziato Marzio Della Santa nel suo intervento introduttivo, bisogna essere coerenti, saper lavorare insieme, saper trovare soluzioni utili e avere un’ottima qualità delle relazioni interne. Tutti questi elementi ci hanno permesso di affrontare e uscire dallo stato di emergenza. Ed è di questo che è importante parlare oggi. Il dialogo rimane la ricetta vincente e per questo ritengo di assoluta importanza investire energie e tempo in momenti come quello odierno.

I nostri sforzi tra l’altro sono anche stati riconosciuti dalla Confederazione e questo è sicuramente un motivo di orgoglio per il nostro Cantone. Infatti, di recente l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ha deciso di sostenere e promuovere un progetto pilota con alcuni comuni che mira a identificare insieme politiche condivise per fare in modo che i cittadini che vivono il territorio siano attori attivi nei processi decisionali.

La strada è tracciata, si tratta di consolidare il rapporto tra Cantone e Comuni rendendo i Comuni partner principali. Perché Comuni più forti fanno un Cantone più forte. E lo costruiremo insieme.  

Grazie a tutte e a tutti per l’attenzione. Buona continuazione di questo Simposio.

Quarto Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Quarto Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Comunicato stampa

Si è tenuta all’Auditorium della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona la quarta edizione del Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni. All’evento hanno partecipato circa 200 persone in presenza e in streaming. L’evento, voluto dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, ha permesso di riflettere sulla capacità delle nostre istituzioni pubbliche di affrontare i cambiamenti, siano essi dettati da emergenze o da tendenze decennali. Gli spunti raccolti durante l’evento confluiranno negli approfondimenti per la revisione totale della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027 e per la revisione della formazione rivolta agli enti locali.  

ll Simposio sui rapporti tra il Cantone e i Comuni – giunto alla sua quarta edizione – ha riscosso un buon riscontro di pubblico, con circa 200 persone in sala e in collegamento video per riflettere sulla capacità delle istituzioni di cogliere le opportunità portate dai cambiamenti, siano essi rapidi e imprevisti o lenti e annunciati.

Il pomeriggio ha preso avvio con gli interventi di quattro esperti qualificati: il brigadiere e neo divisionario dell’esercito Maurizio Dattrino, la psicologa della Polizia cantonale Marina Lang, il professore e ricercatore presso il Zentrum für Demokratie Aarau (ZDA) Francesco Veri e il professore della facoltà di diritto all’Università di Friburgo Adriano Previtali. Attraverso le loro relazioni hanno definito i fattori che possono rendere un Comune più solido in tempi di crisi.  

Dopo un momento di pausa, i lavori sono ripresi con il saluto del presidente del Governo Claudio Zali e con l’intervento del Consigliere di Stato Norman Gobbi, che ha sottolineato l’importanza di fare tesoro dell’esperienza maturata durante gli ultimi tre anni dalle istituzioni pubbliche nella gestione delle diverse crisi ed emergenze che si sono presentate. Un importante bagaglio che ha permesso di sviluppare un’attitudine pragmatica, offrendo risposte concrete alla popolazione e che consente al Cantone di ricalibrare i progetti e le priorità per le sfide future. 

Ha fatto seguito una tavola rotonda moderata da Marzio Della Santa e alla quale hanno preso parte i Consiglieri di Stato Gobbi, Raffaele De Rosa, Christian Vitta e Manuele Bertoli, nonché i sindaci Claudia Canova, Corrado Nastasi, Emanuele Stauffer e il municipale Filippo Lombardi. Il focus della discussione è stato messo in particolare sui requisiti che le istituzioni politiche locali devono soddisfare per essere resilienti, con particolare riferimento al coinvolgimento della cittadinanza nella definizione delle politiche volte ad assicurare un livello sostenibile della qualità di vita residenziale.

Così come è stato il caso per i simposi precedenti, anche per questo le riflessioni scaturite confluiranno all’interno del progetto di revisione della Legge organica comunale, che sarà sviluppato durante la Legislatura cantonale 2023/2027, e dell’aggiornamento dell’offerta formativa per gli enti locali. Lo scopo è quello di fornire a tutte le parti interessate – autorità comunali, cantonali, partiti politici e cittadinanza – strumenti per comprendere meglio la situazione e per stimolare la partecipazione politica a livello locale.

Lear: avvio della procedura di consultazione per la revisione totale

Lear: avvio della procedura di consultazione per la revisione totale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’avvio della procedura di consultazione in merito alla revisione totale riguardante la Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) e il relativo regolamento. La consultazione durerà sino al 17 febbraio 2023.

A seguito del ritiro del messaggio governativo n. 7526 del 18 aprile 2018 riguardante la modifica della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) del 1° giugno 2010, il Consiglio di Stato ha costituito un apposito gruppo di lavoro con il compito di elaborare e proporre un progetto di revisione per sviluppare il settore degli esercizi alberghieri e della ristorazione, tenendo conto dell’evoluzione del settore turistico e del contesto post-pandemico. In particolare, quest’ultima circostanza ha fatto emergere alcune criticità che, in concomitanza con alcuni altri aspetti, hanno reso necessaria un’importante opera di adeguamento dell’attuale Lear. Tramite questa revisione della Lear si ritiene di aver dato seguito a queste esigenze concretizzando, anche attraverso un parziale alleggerimento normativo, delle proposte efficaci e realizzabili.
Di seguito le principali modifiche che verrebbero introdotte con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni:

Abolizione dell’obbligo di presenza fisica del gerente: viene a decadere il vincolo posto dalla vigente legislazione, che allo stato attuale prevede lo svolgimento dell’attività di gerente a tempo pieno, inteso come obbligo di presenza fisica presso l’esercizio per 8 ore al giorno 5 giorni alla settimana. Visto che spesso il gerente di un esercizio ha molteplici responsabilità e obblighi e che l’imposizione legale di presenza fisica minima non ha risolto il problema delle gerenze fittizie, s’intende porre l’accento su una maggiore auto-responsabilizzazione del gerente. Lo stesso avrà ciononostante tutto l’interesse ad esercitare un certo controllo poiché il regime di responsabilità varrà anche in caso di sua assenza.

Possibilità, a determinate condizioni, di effettuare la gerenza in più di un esercizio pubblico: attualmente, salvo determinate e restrittive casistiche, un gerente deve effettuare la propria attività presso un unico esercizio pubblico. S’intende ora attenuare questa impostazione, concedendo la possibilità di assumere la gerenza fino a un massimo di tre esercizi, a condizione che il gestore titolare delle autorizzazioni sia il medesimo.

Reintroduzione di una seconda figura responsabile per quanto riguarda il rispetto della legge e del regolamento: a seguito delle criticità emerse dall’avere un unico soggetto giuridicamente responsabile per l’andamento di un esercizio, si è proposto di affiancare al gerente una nuova figura: il gestore (o datore di lavoro). Entrambi i soggetti dovranno garantire il rispetto della legge, ma ognuno con delle responsabilità ben precise. Dato il frequente cambio di gerenti nell’ambito della ristorazione, e il conseguente onere burocratico, l’autorizzazione verrà ora rilasciata al gestore.

Alleggerimento del percorso formativo del gerente: il corrente percorso formativo richiede un certo impegno da parte dei candidati, sia a livello economico sia a livello di durata. Si è quindi ritenuto opportuno proporre un alleggerimento della formazione, ritornando al modello del ‘certificato di capacità’ e semplificando a tre materie le conoscenze di base necessarie per superare l’esame cantonale: ‘igiene’, ‘legislazione’ e ‘servizio e conoscenze professionali’. ·        

Ridefinizione del concetto di capacità ricettiva: l’attuale regime prevede una rigida e precisa suddivisione tra capacità interna e capacità esterna di un esercizio pubblico. Questa viene inoltre conteggiata in termini di posti disponibili. Con le prospettate modifiche, entro determinati limiti, gli esercenti usufruiranno di una maggiore flessibilità nella scelta dall’assegnazione dei posti a seconda delle proprie esigenze e delle condizioni metereologiche. La capacità ricettiva verrà inoltre definita in termini di avventori e non più di posti disponibili, puntando così su una maggiore responsabilizzazione degli esercenti.

Abbassamento dell’età per l’accesso ai locali notturni: i locali notturni quali le discoteche potranno d’ora in avanti, a propria discrezione, consentire l’accesso già a partire dai 16 anni. La misura, già in vigore in diversi cantoni, si pone quale obiettivo di offrire ai giovani di una determinata fascia di età un ambiente e degli spazi controllati e con regole ben precise. I mutamenti sociali hanno infatti trasformato il concetto di discoteca, che negli anni l’hanno resa un locale dove proporre anche concerti o far esibire professionisti dello spettacolo. L’accesso ai locali notturni a giovani maggiori di 16 anni è limitato alle discoteche: nei locali che offrono intrattenimento erotico (night club e locali erotici) vige il divieto d’accesso ai minorenni. Si precisa inoltre che permane il divieto di vendita di bevande alcoliche (distillate e fermentate) per i minori di 18 anni. L’abbassamento dell’età per l’accesso ai locali notturni rappresenta un fattore critico e con la consultazione si vogliono chiarire le posizioni dei vari portatori di interesse.

Inasprimento delle norme relative alla lotta contro l’abuso di sostanze alcoliche: è stata altresì introdotta una misura volta a combattere l’abuso di bevande alcoliche. Viene infatti prevista la possibilità per l’autorità cantonale competente di ordinare il divieto di vendita, temporaneo o addirittura definitivo, di bevande alcoliche qualora un determinato esercizio pubblico violi ripetutamente le norme riguardanti questo genere di bevande previste dalla Lear.

Maggiore flessibilità a livello di orari di apertura e chiusura: al fine di concretizzare gli obiettivi perseguiti, si è deciso di concedere maggiore libertà agli operatori del settore per quanto riguarda gli orari di apertura e di chiusura. In concreto ogni esercizio pubblico, entro la fascia oraria prevista dalla legge, potrà liberamente scegliere l’orario di apertura e di chiusura, senza più essere vincolato dall’obbligo di rimanere aperto per un minimo di otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana.

Semplificazione dei tipi di esercizi pubblici e maggior flessibilità nella denominazione: è stata compiuta una riorganizzazione delle categorie di autorizzazioni e una semplificazione dei tipi di esercizi. Questo apporterà maggiore chiarezza nell’applicazione della legge e consentirà agli esercenti di godere di maggiore libertà nella scelta della denominazione del tipo di esercizio. ·        

Ridefinizione delle strutture non assoggettate alla legislazione in ambito di esercizi pubblici: è stata rivista la lista delle strutture che non soggiacciono alla Lear e che pertanto non necessitano di un’autorizzazione. In particolare, si è voluto semplificare in maniera pragmatica il regime di assoggettamento alla Lear per le strutture che offrono alloggio. D’ora in avanti, indipendentemente dal tipo di struttura, le persone che offrono alloggio a pagamento fino a un massimo di 6 persone rientreranno nelle eccezioni al campo d’applicazione. Dovranno invece conformarsi con le prescrizioni della Lear coloro che potranno ospitare 7 o più persone.  

Data l’importanza delle modifiche proposte, affinché possano essere convenientemente messe in pratica, il Consiglio di Stato ha deciso di avviare la procedura di consultazione. Quest’ultimo ritiene infatti fondamentale coinvolgere i vari enti e le diverse categorie in qualche maniera toccati da tali modifiche, in quanto saranno loro, in seguito, a doverle rispettare. Oltre a concedere la possibilità alle varie organizzazioni di prendere posizione in merito, la procedura di consultazione permetterà all’autorità cantonale di individuare e analizzare eventuali criticità che potrebbero sorgere con l’introduzione dei cambiamenti prospettati. La consultazione durerà sino al 17 febbraio 2023. 

(Nella foto Bernadette Rüegsegger, capa del Servizio giuridico della Polizia cantonale)

«Felice di tornare fra la truppa e di lavorare con i Cantoni»

«Felice di tornare fra la truppa e di lavorare con i Cantoni»

Maurizio Dattrino assumerà il comando della divisione territoriale 3 e avrà ai suoi ordini più di 6 mila militi Fra i compiti, gli impieghi sussidiari e l’aiuto in caso di catastrofe
Norman Gobbi: «C’è un valore aggiunto di rilievo»

Undici anni dopo Roberto Fisch, prematuramente scomparso mentre era al comando della Base d’aiuto alla condotta dell’esercito, l’ufficialità ticinese potrà nuovamente contare su un divisionario. Il brigadiere Maurizio Dattrino, 57 anni, attinente di Arbedo, è stato nominato dal Consiglio federale comandante della divisione territoriale 3. Il 1. luglio subentrerà al grigionese Lucas Caduff, che andrà in pensione.

Già alla guida della brigata di fanteria di montagna 9 dal 2014 al 2017, Dattrino attualmente comanda la Scuola di stato maggiore generale a Kriens. È ufficiale professionista da 34 anni. È stato impiegato come istruttore d’unità nelle scuole sottufficiali e nelle scuole reclute della fanteria di montagna a Savatan, Coira, Stans e Airolo. Ha effettuato anche un soggiorno di studio al Centro Alti Studi per la Difesa di Roma, durante il quale ha conseguito un master in Studi internazionali strategico- militari. «Da un lato considero questa nomina il coronamento di una carriera. Sono felice di tornare a contatto con la truppa e di lavorare con i cantoni Ticino, Uri, Svitto, Grigioni e Zugo», dice Dattrino. «Dall’altro è una carica che non assumo a cuor leggero. Accanto agli onori ci sono anche degli oneri, perché la divisione territoriale è la formazione militare che si occupa degli impieghi sussidiari e degli aiuti in caso di catastrofe, in collaborazione con le autorità civili ».

Oltre a garantire la sicurezza del WEF di Davos, la div ter 3 ha in effetti un portafoglio di attività molto ampio, da quella di «trait d’union» con i Cantoni alla gestione delle infrastrutture militari nelle piazze d’armi, passando per i contatti con l’Italia per gli interventi in caso di catastrofi transfrontaliere. Dattrino avrà ai suoi comandi più 6 mila militi, suddivisi in sette battaglioni (quattro di fanteria, uno di stato maggiore, uno del genio e uno di salvataggio). La materia comunque non è nuova, perché il futuro comandante ha già prestato servizio nelle formazioni territoriali. «Diciamo che è un po’ un ritorno alla base. Mi ritengo un territoriale, avendo prestato servizio prima nella zona territoriale 9, poi nella divisione territoriale 9 e ancora nella regione territoriale 3, in cui sono stato per dieci anni capo impiego al WEF».

Cassis medico di battaglione
Un paio di curiosità a cavallo fra politica e milizia. Quando Dattrino comandava il battaglione carabinieri 9, il medico dell’unità era Ignazio Cassis, che ieri in veste di consigliere federale ha ratificato la sua nomina. Fra i suoi allievi a un corso di condotta, nel 2001, c’era anche il consigliere di Stato Norman Gobbi, che lo definisce «una figura di riferimento per il corpo degli ufficiali e sottufficiali professionisti così come ottimo rappresentante delle attività militari fuori servizio ». Con la sua nomina, secondo il capo del Dipartimento delle istituzioni, «il Ticino potrà avere una persona che conosce direttamente le peculiarità del nostro territorio, con la capacità d’interfacciarsi in italiano (o dialetto) con le autorità cantonali e comunali oltre che con i partner italiani. Questo», sottolinea, «è un valore aggiunto di assoluto rilievo ». Dattrino sarà pure persona di riferimento per i due corpi di truppa ticinesi (battaglione fanteria di montagna 30 e battaglione salvataggio 3 inseriti nella divisione territoriale) e, secondo Gobbi, potrà garantire la cultura bilingue nello stato maggiore della divisione. «Avere un ticinese alla testa della div ter 3 garantirà la difesa degli interessi relativi alle attività militari (piazze d’armi, piazze d’esercitazione, base logistica) che portano al Ticino un importante contributo economico sia come posti di lavoro sia in termini di indotto», conclude il consigliere di Stato. Al di fuori degli ambienti militari, Dattrino è anche conosciuto per il suo impegno in ambito sportivo. In passato, era stato per tre anni presidente del settore giovanile dell’Ambrì Piotta.
Il Ticino conta ad oggi altri due brigadieri: Stefano Laffranchini, con una funzione di milizia nello stato maggiore strategico dell’esercito e Silvano Barilli, comandante della Formazione d’addestramento della logistica.

(Immagine: www.vtg.admin.ch)

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi

Comunicato stampa

Oggi, mercoledì 1° febbraio 2023, si è tenuta la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi da parte del Procuratore pubblico supplente avv. Luca Federico Guastalla, designato il 21 dicembre 2022 a titolo temporaneo dal Consiglio di Stato in sostituzione della Procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, assente per congedo.

L’avv. Luca Federico Guastalla, classe 1990, ha conseguito nel 2014 il Master in diritto all’Università di Friburgo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato del Canton Ticino nel 2016. È attivo quale Segretario giudiziario presso il Ministero Pubblico dal 2017, all’interno del quale ha potuto consolidare – proprio anche grazie alla PP Canonica Alexakis – il proprio percorso di crescita, perfezionando le proprie conoscenze e competenze. Nel 2021 ha pure terminato con successo a Neuchâtel il CAS per la magistratura penale.
Alla cerimonia di dichiarazione di fedeltà, svoltasi a Bellinzona presso il Palazzo delle Orsoline, hanno preso parte il Presidente del Governo Claudio Zali, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, il Presidente del Consiglio della Magistratura Damiano Stefani e il Procuratore generale del Ministero pubblico Andrea Pagani.

Massagno festeggia 34 ricorrenze di servizio

Massagno festeggia 34 ricorrenze di servizio

Comunicato stampa Comune di Massagno
Giovedì 26 gennaio, l’Amministrazione comunale ha festeggiato le ricorrenze di servizio dei propri collaboratori con il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Lo scorso 26 gennaio, presso l’Aula magna delle scuole elementari, il Segretario comunale Christian Barelli, il Sindaco Giovanni Bruschetti con il Municipio e il Consigliere di Stato Norman Gobbi hanno celebrato le ricorrenze di servizio dei 34 dipendenti del Comune di Massagno che hanno festeggiato nel corso degli ultimi 3 anni (2020, 2021 o 2022) un anniversario pari a 15, 20, 25, 30, 35 o 40 anni di servizio.
Il Segretario comunale Christian Barelli, nel suo saluto introduttivo, ha ricordato come Massagno sia “un Comune-Azienda che conta 253 collaboratori e che si avvicina alla soglia dei 7000 abitanti in appena 0.75km2
”, una delle densità più alte in Svizzera. “Un Comune densamente popolato” ha ribadito il Consigliere di Stato Norman Gobbi “che ha saputo mantenere alta la qualità di vita e dei servizi erogati; un Comune bello dove la gente viene ad abitare”. Il Sindaco Giovanni Bruschetti ha spiegato infatti l’importanza di “riuscire a soddisfare le attese e le esigenze della collettività, mantenendo alta l’attrattività del nostro territorio” illustrando come “per svolgere questo lavoro abbiamo un funzionario ogni 27 cittadini.” E, come ricordato da Norman Gobbi, “se l’Amministrazione comunale funziona bene è grazie ai collaboratori”.
Il segretario Christian Barelli, in questo contesto, ha rammentato ai presenti l’importanza di fare squadra in modo da svolgere al meglio i compiti a cui sono chiamati i dipendenti comunali e in particolare ad “essere ottimi […] guardiani a difesa del territorio, della legalità, aiutare chi è in difficoltà e i nostri anziani, anche gestire al meglio le finanze, formare i nostri ragazzi e accudirli, erogare energia elettrica, mantenere l’ordine e la pulizia, e molte altre attività cui siamo chiamati a rispondere in modo puntuale”, si tratta di compiti fondamentali coperti dalle varie mansioni dei collaboratori del Comune, che includono anche la Casa anziani, le scuole,
la Polizia Ceresio Nord e l’azienda elettrica AEM SA. In questo contesto il Sindaco ha infine ringraziato i collaboratori presenti auspicando che lo sforzo profuso finora possa continuare ed estendendo i ringraziamenti anche alle famiglie dei dipendenti comunali, inevitabilmente condizionate dall’impegno professionale dei collaboratori stessi. Dopo i discorsi ufficiali, i dipendenti che hanno festeggiato una ricorrenza di servizio hanno
ricevuto un omaggio di riconoscimento. In seguito, presso la mensa delle scuole comunali, è stato offerto a tutti i presenti un ricco aperitivo.

Prova delle sirene di mercoledì 1° febbraio 2023

Prova delle sirene di mercoledì 1° febbraio 2023

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, in base alle istruzioni dell’Ufficio federale della protezione della popolazione, informa che mercoledì 1° febbraio 2023 è prevista in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte nel test tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua. Quest’anno, a causa della guerra in Ucraina, la prova delle sirene potrebbe generare insicurezze e paure alle cittadine e ai cittadini ucraini presenti sul nostro territorio. Per questo motivo l’autorità federale ha elaborato un’informazione mirata in lingua ucraina.

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale (414 dispositivi); alle 13.30, 13.35, 13.45 e 13.55 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto. Ricordiamo che – nell’eventualità di un vero Allarme generale, – la popolazione deve ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.
Alle ore 14.20 ed alle ore 15.10, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno in seguito attivate le sirene per l’Allarme acqua (128 dispositivi). In questo caso saranno diffusi 12 suoni continui e gravi (più cupi rispetto a quelli dell’Allarme generale), in sequenze di 20 secondi a intervalli di 10 secondi, per un totale di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua, la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle istruzioni delle autorità.
Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali: il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale ed informare la popolazione sui comportamenti corretti.
Con Alertswiss le informazioni relative alla prova annuale come pure tutte le informazioni e le raccomandazioni in caso di evento sono ora anche disponibili sul sito www.alertswiss.ch o scaricando gratuitamente la relativa applicazione, grazie alla quale ricevere sul proprio cellulare le informazioni.
Informiamo inoltre che accedendo al sito www.ti.ch/allarmi è possibile consultare i prospetti informativi “Allarme acqua – cosa fare, come reagire”, anche nelle versioni tradotte, come pure creare un affisso personalizzato, dove vengono riportati i punti di raccolta in caso di evento.
Sottolineiamo l’importanza di informare dell’evento le categorie più sensibili o che non hanno accesso autonomamente ai canali di informazione. In questo senso si inserisce l’informazione ai Comuni per il tramite delle Regioni di Protezione Civile e la traduzione del comunicato in ucraino. Informazioni che sono state pubblicate anche sulla pagina web  cantonale (www.ti.ch/ucraina) e sul canale Telegram dedicato (@ucrainaTi).
Il Dipartimento delle istituzioni si scusa per eventuali disagi e conta sulla comprensione di tutta la popolazione. Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.protpop.ch oppure richieste all’indirizzo di-spci@ti.ch.

Si parte! Eventi elettorali già in agenda

Si parte! Eventi elettorali già in agenda

FESTE LEGA DEI TICINESI

Domenica 5 febbraio 2023
Lega dei Ticinesi
Festa Bellinzonese e Alto Ticino – dalle 11.00
Mercato coperto, Giubiasco 
Iscrizioni: Daniela 079 546 18 57 – Manuela 079 155 70 82 – Pato 079 457 23 61 – Mail: ldtbellinzona@gmail.com

Domenica 12 febbraio 2023
Lega dei Ticinesi
Festa Mendrisiotto
Mercato coperto, Mendrisio – dalle 11.00

Iscrizioni: Massimiliano 076 370 21 85 – Stefano 076 471 68 30 – Ivano 079 541 29 70 – Mail: legadelmendrisiotto@gmail.com

Domenica 5 marzo 2023
Lega dei Ticinesi
Festa Locarnese e Valli – dalle 11.00
Centro Miraflores, Quartino

Domenica 12 marzo 2023
Lega dei Ticinesi
Festa Luganese – dalle 11.00
Capannone di Pregassona, Pregassona

NORMAN GOBBI – EVENTI IN PIAZZA

Venerdì 10 febbraio 2023
Norman Gobbi – Evento in piazza
L’è un gran risott!
Cena offerta – dalle 18.00
Capannone Pompieri Capriasca
Via Chiesa, Tesserete

Sabato 11 febbraio 2023
Norman Gobbi – Evento in piazza
L’è un gran risott!
Cena offerta – dalle 18.00
Piazza Franscini, Faido
(Pista di ghiaccio in caso di brutto tempo)

Martedì 28 febbraio 2023
Norman Gobbi – Evento in piazza
L’è un gran risott!
Cena offerta – dalle 18.00
(in definizione)

Venerdì 3 marzo 2023
Norman Gobbi – Evento in piazza
L’è un gran risott!
Cena offerta – dalle 18.00
Presso Macelleria Vescovi, Olivone
(Polisport in caso di brutto tempo)

Sabato 4 marzo 2023
Norman Gobbi – Evento in piazza
L’è un gran risott!
Pranzo offerto – dalle 11.00
Azienda agricola Il Caraccio, via Obino 42, Castel San Pietro

Sabato 11 marzo 2023
Norman Gobbi – Evento in piazza
L’è un gran risott!
Pranzo offerto – dalle 12.00
Fattoria Ponzio, Via al Curtone 10, Sant’Antonino

 

EVENTI SEZIONALI

Giovedì 9 febbraio 2023
Lega dei Ticinesi Monteceneri
Aperitivo elettorale – dalle 18.30
Ristorante Roccia, Via alla Chiesa 12, Camignolo

La domenica del Corriere: Il Dipartimento delle istituzioni sotto la lente

La domenica del Corriere: Il Dipartimento delle istituzioni sotto la lente

La politica di Norman Gobbi è da promuovere o da bocciare? A La domenica del Corriere è andata in onda il primo dibattito dedicato ai temi della politica, partendo da quanto accende il dibattito e che è gestito dal Dipartimento delle istituzioni. Con Gobbi c’erano altri quattro candidati al Consiglio di Stato, Laura Tarchini (Il Centro), Tamara Merlo (Più donne), Andrea Rigamonti (PLR) e Yannick Demaria (PS-Verdi). Il confronto si è aperto dibattendo di Giustizia, in particolare del progetto «Giustizia 2018», mentre siamo ormai nel 2023. «Quel progetto lo avevo lanciato nella mia prima legislatura (2011-2015) con l’obiettivo di avere nel 2018 un nuovo assetto organizzativo. Ma ci siamo trovati con una montagna di cose da fare e regolare, anche a livello legale e costituzionale. Così ci siamo concentrati sul cantiere delle autorità di protezione che ha trovato l’avallo dei cittadini». Dal canto suo il liberale radicale ha replicato che, «visti i 10 anni trascorsi, dobbiamo dire che la montagna ha partorito un topolino. A livello di giustizia civile e penale siamo fermi al palo. Abbiamo impiegato mezzi per la Polizia, dimenticando il resto. Se penso alla città della giustizia tutto è fermo da due anni. La giustizia è ferma a 12 anni fa». Allora Gobbi, è come dire che lei non ha fatto nulla: «Ricordo che per progredire occorre avere condivisione e l’ho detto più volte in Parlamento. Il Ticino è refrattario alle riforme importanti. Ci si lamenta sempre, come sentito da Rigamonti, ma poi non si è capaci di affrontare le questioni che portano fuori dalla confort zone. Va ricordato che la soluzione perfetta non esiste». Una critica rivolta ai «frenatori di professione».

Dal canto suo Tarchini ha detto di capire «che i processi sono lunghi e abbiamo un Parlamento che si esprime su ogni passo e occorre sempre tempo». Merlo vede la metà piena o quella vuota del bicchiere? «Nel bicchiere c’è sempre qualcosa ed è ciò che conta. Nelle critiche mosse dai partiti c’è spesso mancanza di coerenza. Si chiede celerità e decisionismo, ma quando arrivano sui banchi proposte che vanno in questa direzione c’è sempre chi tira il freno. Io vorrei magistrati più formati su temi della parità e della violenza domestica, ma nulla si muove». Il candidato rossoverde Demaria ha poi aggiunto che «quello delle autorità di protezione non mi pare un grande successo da sbandierare, la volontà c’era già da tempo di andare nella direzione scelta».

Prevenzione e repressione
Dalla giustizia, alla sicurezza, il passo è breve. Ma il Ticino con Gobbi è più sicuro? Per il consigliere di Stato Gobbi «il sentimento di sicurezza è migliorato» aggiungendo che ora occorre «più prevenzione e più repressione». Per la candidata de «Il Centro» Tarchini, «la prevenzione è importantissima e Lugano è la città più sicura della Svizzera. Talvolta abbiamo un po’ di timore nel dirlo, e va riconosciuto che questo è realtà anche grazie alla Polizia di Lugano. Quello che abbiamo lo dobbiamo anche alle Istituzioni». Merlo ha aggiunto: «Più sicuro? Dipende. Alcuni reati sono diminuiti e c’è la percezione di poter stare più tranquilli. Mentre se penso alla sicurezza nelle nostre case e nelle coppie, la percezione e le cifre sono diverse. Abbiamo tre interventi al giorno per violenza domestica e c’è poi il sottobosco dello stalking. In generale si ritiene che i panni sporchi si debbano lavare in casa. In maggioranza le vittime sono donne, ma non solo». Demaria ha rilevato che «si discute troppo poco della criminalità finanziaria e dell’infiltrazione mafiosa. La sicurezza è anche finanziaria, il tema è molto ampio. Va bene la sicurezza di Polizia, ma non troppo invasiva, senza entrare in maniera eccessiva nella privacy delle persone. Sulla microcriminalità stiamo facendo bene, ma ci sono altri temi importanti». Il Mendrisiotto, territorio nel quale vive Rigamonti, oggi conosce meno fatti criminali. Tutto bene allora? «Innanzitutto il sentimento di sicurezza è un sentimento soggettivo. Per me il Ticino non è più o meno sicuro, occorre vedere il risultato ottenuto con le risorse impiegate. Si è investito nella Polizia e il risultato è arrivato. Tralasciando però tutto il resto della filiera. Questa è una mancanza, penso alla fase finale, le sentenze. Sono loro che rendono veramente giustizia». Pronta la replica di Gobbi: «Rigamonti dimentica gli investimenti fatti per potenziare il Ministero pubblico e altri passi, compreso il Tribunale penale cantonale».

La Polizia unica e il ruolo del PLR
C’è poi il tema della Polizia unica che potrebbe tornare al centro della politica prima della fine della legislatura. Per Gobbi «una riforma della Polizia è necessaria per essere più efficienti nell’utilizzo delle risorse. Non possiamo più permetterci doppioni, doppi costi». Per Rigamonti il tema della Polizia unica «lo si deve portare a casa». Un messaggio che pare rivolto al gruppo del PLR in Gran Consiglio. «La strada è quella giusta, ma il bilancio in questo settore è un po’ così, così» ha aggiunto Demaria. Per Tarchini «occorre una riflessione serena su efficienza ed efficacia. Tocca anche ai Comuni farsi promotori». Dal canto suo Merlo, che in Parlamento siede, «sulla carta la Polizia unica funzione, poi occorre fare lavorare assieme le persone».

I permessi e «l’orco cattivo»
Tra i temi trattati nel corso della puntata, anche la questione migratoria, che declinata in Ticino fa anche rima con i permessi. Un tema che infiamma e che ha visto Gobbi molto criticato. Al punto che lui ha sbottato: «Si sente affermare che io sarei un uomo senza cuore, si tratta di un’immagine strumentalizzata. Mi hanno definito anche orco o colui che portava via i bambini, ma alla fine mi sono reso conto che fa parte del ruolo del capo del Dipartimento, soprattutto per chi ha un approccio restrittivo. Sono anche il consigliere di Stato che ha avuto il maggior numero di manifestazioni di piazza contro». L’esponente rossoverde ha aggiunto che «mi fa piacere l’ammissione di Gobbi ed è la sua politica restrittiva che condanniamo, dato che il Cantoni hanno un margine di manovra». Anche sugli stranieri e sull’apertura per concedere permessi la percezione è molto soggettiva: «C’è una legge che abbiamo votato e va rispettata. Poi ci sono casi, come quello dibattuto negli scorsi giorni, che portano la popolazione a reagire. Ma la legge l’abbiamo votata». Gobbi poi detto «che a conoscere bene i dossier sono le autorità» come dire che, talvolta, ci sono fatti che non si possono dire ma che farebbero un po’ d’ombra su casi in apparenza meritevoli. Dal canto suo Rigamonti ha concluso così: «Non è un tema politico. L’asilo non la fa Gobbi o il Parlamento, ma i tribunali. Per quanto concerne le frasi di Gobbi mi vien da dire: Santo subito. Scherzi a parte non mi soffermo sulle immagini, più o meno colorite, che lo concernono».

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Dalla Giustizia, alla Polizia, passando per la migrazione e i Comuni. Sotto la lente de La domenica del Corriere (dalle 18.00 su Teleticino) ci sarà il Dipartimento delle istituzioni condotto dal leghista Norman Gobbi dal 2011.
Chi sta con lui e chi contro di lui? Il vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti mette a fuoco i temi forti della campagna elettorale. A confronto con lo stesso Gobbi ci saranno Laura Tarchini, candidata al Governo Il Centro, Andrea Rigamonti, candidato al Governo PLR, Yannick Demaria, candidato al Governo PS-Verdi e Tamara Merlo, candidata al Governo Più donne.