Visita di cortesia dell’Ambasciatore della Repubblica Ceca

Visita di cortesia dell’Ambasciatore della Repubblica Ceca

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline l’Ambasciatore della Repubblica Ceca Tomáš Jan Podivínský.
La visita di cortesia ha permesso di presentare le particolarità del nostro Cantone e di discutere numerosi temi di interesse comune.

La visita di cortesia dell’Ambasciatore Tomáš Jan Podivínský ha permesso di discutere svariati temi di attualità, offrendo l’occasione per un confronto sulle relazioni diplomatiche e commerciali che legano la Confederazione e la Repubblica Ceca.
Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, ha inoltre colto l’opportunità per condividere con l’Ambasciatore alcune informazioni sulle caratteristiche che contraddistinguono il Ticino e sull’attuale situazione socio-economica, politica e culturale del nostro Cantone.

Fondazione Nizzola: due giovani ticinesi premiati al Politecnico federale di Zurigo

Fondazione Nizzola: due giovani ticinesi premiati al Politecnico federale di Zurigo

Comunicato stampa

La Fondazione Nizzola rinnova il proprio impegno a favore dell’eccellenza accademica e dell’innovazione sostenendo due brillanti studenti ticinesi attualmente iscritti ad un Master presso il Politecnico federale di Zurigo (ETHZ).
Lo scorso 12 gennaio si è svolta la cerimonia ufficiale di conferimento delle borse di studio “Nizzola Excellence Scholarship”, del valore di 10’000 franchi ciascuna.
Le borse di studio sono state consegnate dal Rettore del Politecnico federale di Zurigo, Günther Dissertori, dal Presidente della Fondazione Nizzola nonché Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, dalla Vicepresidente della Fondazione arch. Anna Nizzola e dal membro della famiglia Nizzola, ing. Luca Nizzola.
Un momento significativo che testimonia il forte legame tra la Fondazione, il mondo accademico d’eccellenza e il territorio ticinese.
Tra numerose candidature di altissimo livello, la Fondazione ha premiato Andrea Bernasconi, di Chiasso, e Simone Morandi, di Carabbia, riconoscendo percorsi accademici di eccellenza già avviati all’interno del Master in Robotics, Systems and Control dell’ETHZ, uno dei programmi più selettivi e innovativi a livello europeo. Talento ticinese già protagonista della ricerca d’avanguardia.
Andrea Bernasconi, attualmente iscritto al Master in Robotics, Systems and Control, si distingue per un rendimento accademico eccellente e per un’intensa attività di ricerca nel campo della robotica avanzata. Presso i laboratori dell’ETHZ è coinvolto nello sviluppo di sistemi robotici autonomi capaci di operare in ambienti complessi e potenzialmente pericolosi, con applicazioni che spaziano dalla sicurezza alla robotica medica di precisione. Parallelamente agli studi, svolge anche attività di assistente didattico, confermando una forte attitudine alla trasmissione del sapere e all’impegno accademico.
Simone Morandi, anch’egli attualmente impegnato nello stesso Master all’ETHZ, ha costruito un profilo di grande spessore nel settore dei sistemi aeronautici e dei droni autonomi. Durante il suo percorso accademico ha partecipato a progetti di ricerca di respiro internazionale, tra cui lo sviluppo del drone sperimentale NOCTUA, alimentato a idrogeno e concepito per missioni di sorveglianza a lungo raggio e a basso impatto ambientale. Il suo lavoro scientifico è già confluito in contributi destinati a conferenze internazionali, a testimonianza della qualità e della maturità del suo percorso. Un sostegno concreto al merito e alla formazione di alto livello.
Con l’assegnazione delle borse di studio, la Fondazione Nizzola ribadisce la propria volontà di sostenere studenti che non solo eccellono negli studi, ma che sono già attivamente inseriti nei contesti di ricerca più avanzati, contribuendo allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per le sfide del futuro.
La collaborazione con il Politecnico federale di Zurigo si conferma un pilastro strategico di questa visione, orientata alla crescita di un ecosistema scientifico e tecnologico competitivo e responsabile.
Oltre al sostegno agli studenti dell’ETHZ e del Politecnico federale di Losanna (EPFL), la Fondazione Nizzola premia da anni anche i migliori diplomati Master MSE della SUPSI.
A partire da quest’anno, il proprio impegno viene ulteriormente ampliato includendo borse di studio destinate ai migliori studenti Master MSE delle Scuole universitarie professionali della Svizzera occidentale e orientale, rafforzando così una rete nazionale di valorizzazione del talento.

Per maggiori informazioni: www.fondazione-nizzola.ch

Prova delle sirene di mercoledì 4 febbraio 2026

Prova delle sirene di mercoledì 4 febbraio 2026

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, su indicazione dell’Ufficio federale della protezione della popolazione, informa che mercoledì 4 febbraio 2026 è prevista in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua.  

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale (416 dispositivi). Dalle 13.30 alle 14.00 sarà diffuso un suono continuo e modulato della durata di 1 minuto. Nell’eventualità di un vero Allarme generale, la popolazione è invitata ad ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.  
Successivamente, dalle 14.00 alle 16.30, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno attivate le sirene per l’Allarme acqua (128 dispositivi). In questo caso saranno diffusi 12 suoni continui e gravi, in sequenze di 20 secondi a intervalli di 10 secondi, per una durata complessiva di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio, attenersi al promemoria locale e alle istruzioni delle autorità.
Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali. Il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale e informare la popolazione sui comportamenti corretti.    
Le informazioni relative alla prova annuale e le raccomandazioni in caso di evento sono disponibili sul sito www.alertswiss.ch e possono essere ricevute direttamente sul proprio telefono mobile scaricando gratuitamente l’applicazione Alertswiss.  
Per quanto riguarda l’Allarme acqua, accedendo al sito www.ti.ch/allarmi è possibile consultare i prospetti informativi “Allarme acqua – cosa fare, come reagire”, anche nelle versioni tradotte, nonché creare un affisso personalizzato con l’indicazione dei punti di raccolta in caso di evento.
Il Dipartimento sottolinea infine l’importanza di informare dell’evento le categorie più sensibili o le persone che non hanno accesso autonomo ai canali di informazione. Le informazioni concernenti la prova annuale sono pubblicate anche sulla pagina web cantonale (www.ti.ch/ucraina) e sul canale Telegram (@ucrainaTi) dedicato alle cittadine e ai cittadini ucraini presenti sul territorio cantonale.
Il Dipartimento delle istituzioni si scusa per eventuali disagi e confida sulla comprensione di tutta la popolazione.  
Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.protpop.ch oppure richieste all’indirizzo di-protpop@ti.ch.

Trasporti ‘45: la Regio Insubrica scrive al Consigliere federale Albert Rösti

Trasporti ‘45: la Regio Insubrica scrive al Consigliere federale Albert Rösti

Comunicato stampa (13.01.2026)

La Comunità di lavoro Regio Insubrica prende posizione sul rapporto di perizia del Politecnico federale di Zurigo inerente al futuro sviluppo delle infrastrutture di trasporto scrivendo al Consigliere federale Albert Rösti, Capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni.

I membri dell’Ufficio Presidenziale della Regio Insubrica hanno preso atto con preoccupazione dei contenuti del rapporto di perizia “Trasporti ’45”, redatto dal Politecnico di Zurigo su mandato del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), volto a definire le priorità di investimento e ampliamento delle infrastrutture di trasporto fino al 2045, constatando che la perizia non prevede interventi di rilievo sull’infrastruttura ferroviaria in Ticino. Una simile esclusione causerebbe importanti conseguenze negative per la stabilità dell’intero sistema, sia per la qualità dell’offerta del traffico passeggeri a lunga distanza e regionale transfrontaliero, sia di quello merci.

A riguardo si ricorda l’importanza della Dichiarazione d’Intenti (MoU) sottoscritta nel 2023 da Svizzera e Italia, mirata all’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria entro il 2035, con obiettivi ed interventi sia per il traffico merci, sia per il traffico passeggeri a lunga distanza, nonché per il traffico regionale transfrontaliero Ticino-Lombardia. L’impegno a favore dell’infrastruttura ferroviaria e del trasporto merci su rotaia, in particolare attraverso lavori di potenziamento delle tratte di accesso meridionali ad AlpTransit, è stato nuovamente ribadito durante il recente incontro avvenuto a novembre scorso tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti della Repubblica Italiana Matteo Salvini e il Consigliere federale Albert Rösti.

Considerato che entro la fine di gennaio il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni presenterà al Consiglio federale i progetti da includere nelle fasi di ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria, la Comunità di lavoro esprime l’auspicio di un approccio e di una pianificazione globale e integrata, che tenga conto della continuità geografica, sistemica e funzionale tra l’Italia e la Svizzera, per dare attuazione agli impegni assunti da entrambe le parti con la Dichiarazione di Intenti del 2023 e garantire un significativo miglioramento della stabilità dell’esercizio ferroviario e dei principali collegamenti transfrontalieri, recependo le puntuali richieste di interventi infrastrutturali integrativi sulla rete ferroviaria presentate dal Cantone Ticino.

Gran Consiglio in pista contro i Politici di Faido

Gran Consiglio in pista contro i Politici di Faido

Comunicato stampa

Dopo il saluto alla popolazione da parte di Corrado Nastasi, sindaco del Comune di Faido, la partita si è aperta con un momento di raccoglimento dedicato alle vittime e alle famiglie del disastro di Crans-Montana. Un silenzio intenso, condiviso da giocatori e pubblico, ha preceduto il primo ingaggio.
La sfida si è disputata a Faido, davanti a numerosi spettatori che hanno potuto godersi hockey vero. I deputati del Gran Consiglio hanno dato vita a un’amichevole di spessore contro i politici locali capitanati dal consigliere comunale Matteo Gallizia. Ritmo alto, cambi rapidi e alcune giocate tecnicamente pregevoli hanno acceso una partita che non ha tradito le attese.
In panchina, per la squadra del Gran Consiglio, il Presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann ha diretto i suoi con autorevolezza, mentre tra i pali l’onnipresente Alex Gianella ha difeso la porta con sicurezza.
Per la formazione del Gran Consiglio, capitanata da Claudio Isabella, il tabellino ha registrato le firme dello stesso Isabella, del Consigliere di Stato e Presidente del Governo Norman Gobbi, di Alessandro Corti e di Alessio Ghisla.
La partita, tirata e combattuta, si è chiusa 8 a 4 a favore della compagine leventinese.
L’incontro ha riunito, da entrambe le parti, politici e deputati di diversi schieramenti, ma sul ghiaccio le etichette si sono sciolte come neve al sole. Solo gioco, sorrisi e la voglia autentica di divertirsi facendo sport. Un appuntamento che ha fatto squadra, dentro e fuori dal ghiaccio.

«In contatto con le autorità»

«In contatto con le autorità»

Di certezze, sulla tragedia avvenuta nella notte di San Silvestro a Crans-Montana, ve ne sono purtroppo ancora ben poche. Occorrerà attendere diversi giorni prima di conoscere l’identità delle numerose vittime, una quarantina al momento quelle accertate, e del centinaio di feriti, alcuni dei quali stanno combattendo per la vita. Allo stato attuale, però, sembrerebbe che tra questi non siano presenti cittadini ticinesi. Come confermatoci nel corso del pomeriggio di ieri dal presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, «per intanto non abbiamo ricevuto informazioni su ticinesi coinvolti». Certo, nei prossimi giorni le cose potrebbero anche cambiare, proprio perché il riconoscimento delle vittime, in tragedie simili, non è affatto scontato. « Ma per il momento, come detto, per vie ufficiali interne non abbiamo ricevuto informazioni su ticinesi coinvolti ».

Le autorità cantonali, ha spiegato ancora Gobbi, sono in contatto con quelle vallesane tramite i rispettivi comandanti delle Polizie cantonali. E lo stesso presidente del Consiglio di Stato, ovviamente, ieri ha scritto ai colleghi del Governo vallesano. Di fronte a tragedie di questa portata, ha poi affermato il presidente del Governo ticinese, «si resta senza parole ». E anche per questo motivo «come Consiglio di Stato abbiamo espresso tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla popolazione e alla comunità colpite da questa tragedia ». Nel corso del pomeriggio, infatti, il Consiglio di Stato tramite una nota ufficiale ha espresso « il proprio cordoglio e la solidarietà dell’intero Cantone Ticino per le vittime e i feriti causati dal grave incendio». E ha pure espresso « un sentito ringraziamento a tutti gli enti di primo intervento».

«Pronti a fornire un aiuto»
Al contempo, ha voluto assicurare «alle autorità vallesane pieno supporto anche per quanto riguarda un eventuale impiego di enti ticinesi ». Proprio su questo fronte, come spiegatoci da Gobbi, per aiutare i colleghi vallesani «il Ticino ha mandato cinque agenti della Polizia scientifica – specialisti nel riconoscimento delle vittime – a supporto delle autorità vallesane ».

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Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 2 gennaio 2026 del Corriere del Ticino

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Comunicato stampa (1 gennaio 2026)

Il Consiglio di Stato esprime cordoglio per le vittime dell’incendio di Crans-Montana

Il Consiglio di Stato esprime il proprio cordoglio e la solidarietà dell’intero Cantone Ticino per le vittime e i feriti causati dal grave incendio avvenuto nella notte di capodanno in un locale pubblico di Crans-Montana.  
Il Governo ticinese ha appreso con profonda tristezza quanto accaduto e desidera esprimere la propria vicinanza alla popolazione e alla comunità colpite da questa tragedia.  
Il Consiglio di Stato rivolge un sentito ringraziamento a tutti gli enti di primo intervento impegnati nelle operazioni di soccorso e assicura alle autorità vallesane pieno supporto anche per quanto riguarda un eventuale impiego di enti ticinesi.

 

“Basta spirito distruttivo, le medaglie si guadagnano sul campo”

“Basta spirito distruttivo, le medaglie si guadagnano sul campo”

Mancano poche ore alla fine del 2025. Un anno che, politicamente parlando, verrà forse ricordato come quello del doppio “sì” alle iniziative sulle casse malati. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con il Presidente del Governo Norman Gobbi.
“Comunichiamo unicamente i fatti eccezionali, ma i servizi che funzionano quotidianamente, erogati da Pedrinate a Bedretto, troppo spesso li diamo per scontati”. Così si è espresso ai microfoni di Ticinonews il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, in una lunga intervista a tutto campo sull’anno che sta per concludersi. 
 
Spesso anche noi media raccontiamo soprattutto di quando ci sono rapporti tesi tra i livelli istituzionali. Lei in questi mesi ha percepito la stessa ostilità?
“Le ostilità ci sono, ma si è capaci di scindere il tema dalla relazione istituzionale, proprio perché siamo obbligati a lavorare assieme nell’interesse dei nostri concittadini, delle nostre aziende e del nostro territorio”.
Questa dimensione di scontro/confronto c’è anche nelle riunioni dell’Esecutivo?
“Fortunatamente rimangono all’interno della sala. Chi parla di ‘Mulino bianco’, quindi di un esecutivo che cerca di andare d’accordo su tutto, forse non è di mentalità elvetica, proprio perché la collegialità è un principio del governo in Svizzera. Siamo eletti ognuno su liste diverse, ma siamo costretti a lavorare assieme nell’interesse del bene comune”.
 
Il Governo ha dimostrato molta compattezza, ad esempio, quando si è trattato di difendere l’occupazione in Ticino, penso soprattutto a FFS Cargo…
“Su questo tema il Consiglio di Stato si è posizionato in maniera chiara, perché per noi è importante difendere i posti di lavoro qualificati a sud del Gottardo. È questo il nostro obiettivo principale che, mi pare di capire, non è stato molto compreso dalla direzione generale di FFS”.
 
È frustrante a volte essere presidente di un esecutivo cantonale, vista questa situazione con Berna?
“Uno degli obiettivi per il 2026 è di aumentare ulteriormente la consapevolezza di che cos’è il Canton Ticino. Guardando le cifre da Berna, si vede una regione che genera un buon numero di imposte federali dirette e quindi si potrebbe immaginare che da noi c’è un grande benessere. Ma se osserviamo i salari mediani, sono ben inferiori rispetto alla media nazionale. Il rischio di avere una mancanza di coesione sociale al nostro interno a causa di una maggiore difficoltà economica deve essere capito da Berna”.
 
Passiamo al tema dell’”arrocchino”. Alla fine avete ottenuto un compromesso. Come sono andati questi mesi? 
“L’auspicio era di poter fare un cambio completo dei Dipartimenti, che avrebbe permesso di dare maggiori impulsi. La soluzione adottata, con un cambio parziale, ha comunque permesso di infondere nuovi stimoli utili a migliorare l’operatività”.
 
E a chi dice che siete un Governo stanco, cosa risponde?
“Percepisco questa connotazione come uno spirito distruttivo, proprio perché per emergere si ha bisogno di abbassare gli altri. Io credo invece che ognuno debba guadagnarsi le medaglie sul campo”.
 
Per concludere, la Gestione ha deciso di chiedere al Parlamento l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul cosiddetto “caso Hospita”. Condivide questa scelta?
“Il Parlamento è sovrano di fare ciò che vuole. Dall’altra parte, però, qui si vuole anche intervenire su aspetti che esulano dall’amministrazione dello Stato. Credo sia questo il ghiaccio sottile su cui la Cpi rischia di camminare”.
 
E Norman Gobbi come la vive?
“Tranquillamente. Non è la prima Cpi che vivo, anche da membro del Governo. Sono davvero molto tranquillo, proprio perché ciò che ho fatto, l’ho fatto nell’ambito del mio ruolo di coordinatore e non di consigliere di Stato”.
 
 
“Il sistema funziona, ma il Ticino chiede aiuto”

“Il sistema funziona, ma il Ticino chiede aiuto”

In occasione della fine dell’anno, il presidente del Consiglio di Stato ticinese fa il bilancio del suo terzo mandato: sfide, critiche, priorità future e il peso delle iniziative sulle casse malati

Il presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi è al suo terzo mandato. Nella chiacchierata di fine anno con Nicola Lüönd ai microfoni di SEIDISERA della RSI, Gobbi si è espresso su vari temi: da quelli legati all’applicazione delle due iniziative sui premi delle casse malati accolte in votazione a fine settembre, a quelli più personali, come l’”arrocchino” in casa Lega e il caso Hospita.

Qual è il suo principale motivo d’orgoglio e quale invece il motivo di cui non va granché fiero?
“Ogni presidenza ha la sua particolarità: la prima è stata una scoperta, la seconda è stata contraddistinta dal Covid e questa dalle sfide affrontate come Governo. Sfide che sono sempre più complicate e che devono rispondere a una società che evolve e che ha bisogno di reti di protezione. Spesso diamo per scontato che la quotidianità sia garantita. Credo, quindi, che il primo grande successo sia che il sistema funziona, nonostante tutte le discussioni, tutte le preoccupazioni: il trasporto pubblico va, le scuole vengono garantite, ci prendiamo cura dei nostri anziani, l’economia gira e il Ticino è un paese sicuro”.

Questo per quanto riguarda le vittorie, per quanto riguarda le sconfitte?
“Talvolta comunichiamo troppo poco questa quotidianità perché è quella che fa stare in piedi il Paese. Lo fa funzionare e permette di garantire benessere, nonostante le sfide. Le sfide che sono però state lanciate con un grido d’allarme e di aiuto dai ticinesi il 28 settembre rappresentano quelle più importanti davanti a noi. Non l’ho vista come una sconfitta ma come, appunto, un grido d’aiuto che i ticinesi hanno lanciato al mondo politico ticinese”.

Tra gli obiettivi e le priorità che lei ha segnalato ad aprile, all’inizio del suo nuovo mandato presidenziale, c’era anche quello di migliorare, ad esempio, i rapporti fra Comuni e Governo. “Ticino 2020” è in fase di ridefinizione completa. Ci sono i sindaci delle maggiori Città che chiedono di non essere sovraccaricati di oneri ulteriori. In questo senso, i suoi primi otto mesi non hanno raccolto quello che lei pensava di raccogliere?
“È un percorso che stiamo facendo insieme, passato anche attraverso il raggiungimento di un Ticino a 100 Comuni questa primavera. Dall’altra parte, però, in parallelo stiamo dialogando con i Comuni per capire come meglio strutturare il rapporto tra Cantone e Comuni, nell’ottica di essere più rapidi nel rispondere a un mondo che va sempre più veloce”.

Prima lei ha detto che fondamentalmente “dovremmo comunicare meglio”. Ma comunicare attraverso, ad esempio, “Il Mattino della Domenica” è un modello, secondo lei? Perché è quello che è successo sia con l’”arrocchino”, sia quando si è trattato di portare le prime soluzioni circa le due iniziative sulle casse malati e la loro applicazione.
“Talvolta, quando si palleggia troppo, bisogna tirare un gol. Ogni tanto bisogna tirare un gol con qualche guizzo, anche non dal punto di vista protocollare corretto. Questo nell’ottica di dare dinamica a un gioco che troppo spesso viene ingessato”.

Che tipo di reazioni ha avuto anche, magari, dai colleghi su queste uscite che si sono ripetute la domenica?
“Sono reazioni sul momento, ma che poi si spengono lì, fortunatamente. Alla fine, quel che conta è il lavoro che si fa insieme. Succede troppo spesso, in questo cantone, che ci si concentri molto di più sulla forma che sul contenuto”.

Alcune disavventure che l’hanno vista coinvolta – il caso Hospita, l’”arrocchino” stesso, le code giudiziarie legate all’incidente automobilistico – non hanno rischiato di condurre il presidente del Consiglio di Stato a occuparsi meno del perno della politica, che sono i contenuti?
“Questo è stato un gioco tra i media e parte della politica, mi permetto di dire. Talvolta sono questioni che esulano dall’attività del Consiglio di Stato, talvolta riguardano una persona come cittadino privato e talvolta riguardano più, anche qui, la tempesta in un bicchiere. Si è voluto sottrarre tempo al Consiglio di Stato, incaricandolo di cose che nemmeno gli competevano. Se penso al caso Hospita, è stata la Lega – e in quel momento ero io coordinatore – a essere vittima di una situazione che nessuno aveva voluto”.

Quindi sono state delle tempeste in un bicchiere dal suo punto di vista?
“Sono state tempeste in un bicchiere, perché spesso in Ticino tutto diventa un caso politico. A volte ingigantiamo i problemi e ci concentriamo troppo poco su quelli veri, che dobbiamo affrontare insieme come mondo politico, come Consiglio di Stato, come Parlamento, come società civile. Penso alla necessità di recuperare il potere d’acquisto a favore delle famiglie ticinesi e dei ticinesi”.$

Guardiamo al futuro. Ha ancora quattro mesi come presidente: quali saranno le sue priorità? Faceva allusione all’applicazione di queste due iniziative che pesano come dei macigni anche per il loro peso finanziario. È davvero la sfida che attende lei e il Consiglio di Stato?
“Il Consiglio di Stato farà delle proposte, poi competerà al Gran Consiglio decidere se andranno bene. Saranno proposte che vogliamo costruire insieme nei primi mesi del 2026, nell’ottica di garantire una soluzione transitoria per il 2027. Poi, semmai, anche l’eventuale nuovo sistema, perché a fronte di nuove sfide ci vogliono anche nuove soluzioni, a mio modo di vedere. Questa decisione sarà frutto di un processo di condivisione e di costruzione. Ritengo che è poco sostenibile pensare che la soluzione che uscirà avrà solo un colore. Oggi ci vuole più capacità di compromesso”.

C’è il Governo, c’è il Parlamento e c’è la piazza. Lei apprezza molto andare fra la gente, avere il contatto. Percepisce un senso anche di frustrazione e un po’ di paura, frustrazione sociale, di irrequietezza che serpeggia fra la gente, proprio perché ha a che fare magari con una situazione salariale, il potere d’acquisto che sta, non dico, uscendo dai canoni del controllo, ma poco ci manca?
“C’è un malessere, questo sì. Ma c’è anche la comprensione sul fatto che non si può cambiare tutto da un giorno all’altro. Quindi c’è comprensione per quello che si sta cercando di fare con le risorse che abbiamo. Trovare delle soluzioni è un problema reale, quindi la perdita di potere d’acquisto è un impegno che ci siamo assunti. Dobbiamo però trovare la condivisione e la capacità di compromesso dalle parti coinvolte: pensare di portare una soluzione tout court che non tenga conto di un sistema globale, che è la garanzia di servizi di qualità sul nostro territorio da Bedretto a Pedrinate, e la necessità di garantire un equilibrio fiscale che al di là di tutto i ticinesi hanno chiesto, ma anche di non incidere troppo dal punto di vista fiscale”.

Norman Gobbi, per chiudere una qualche domanda con risposte telegrafiche. Le chiedo innanzitutto se siamo pronti anche per un quarto mandato presidenziale?
“Questo dipenderà prima di tutto dal popolo, ma il sottoscritto è sempre motivato. Lo abbiamo dimostrato anche mettendoci in gioco, cercando un cambio completo di dipartimenti”.

Lo ammetta: si sta meglio senza il doppio cappello di Consigliere di Stato e coordinatore della Lega?
“È meno complicato. In quel momento era importante garantire una guida al movimento”.

Ma lo rifarebbe?
“Sicuramente sì, perché la Lega senza una guida sarebbe stata una Lega ancora più in difficoltà e questo credo che sia quello che il movimento ha voluto evitare. Ed è stato evitato”.

Detto che ci sono dei sogni ticinesi, esistono ancora anche dei sogni bernesi nella sua testa?
“Davvero, in questo momento mi concentro sul Ticino e sul bene dei ticinesi”.

Lei ha spedito un biglietto d’auguri natalizio. Sull’albero stilizzato, nessuna boccia di Natale ma una bandiera rossocrociata. Proprio non riesce a rimanere senza.
“Se il Ticino ha scelto di essere libero e svizzero è perché davvero ci sentiamo liberi e svizzeri. Però dobbiamo sentirci anche svizzeri capiti: è questo uno dei compiti che mi sono assunto e che ci siamo assunti tutti in Consiglio di Stato”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Norman-Gobbi-%E2%80%9CIl-sistema-funziona-ma-il-Ticino-chiede-aiuto%E2%80%9D–3394230.html

Stagione invernale: Montagne sicure invita alla prudenza e alla preparazione

Stagione invernale: Montagne sicure invita alla prudenza e alla preparazione

Comunicato stampa

Con l’inizio della stagione invernale e il conseguente aumento delle attività ricreative in montagna, il progetto di prevenzione Montagne sicure, promosso dal Dipartimento delle istituzioni, richiama l’attenzione di residenti e turisti sull’importanza di frequentare l’ambiente alpino in modo consapevole e responsabile.  

La montagna in inverno offre numerose opportunità di svago e di contatto con la natura, ma comporta anche rischi specifici che richiedono un’adeguata preparazione e il rispetto di regole fondamentali.
La campagna Montagne sicure, con lo slogan Liberi e sicuri, sottolinea in particolare la necessità di valutare le condizioni meteorologiche e del manto nevoso, che in ambito alpino possono cambiare rapidamente anche nel corso della stessa giornata.  
Prima di intraprendere escursioni o attività fuori pista con sci o ciaspole, è quindi fondamentale informarsi sulle previsioni meteo e sul grado di pericolo valanghe. È altrettanto importante pianificare gli itinerari in base alle proprie capacità fisiche e tecniche e procedere con una valutazione realistica dei margini di sicurezza, così da prevenire situazioni di rischio.
Rimanendo sul tema del “fuori pista”, non va sottovalutato il ruolo del telefonino, strumento prezioso e talvolta determinante in situazioni di emergenza. Si ricorda l’importanza di utilizzare correttamente il dispositivo e di scaricare le principali App, tra cui sicuramente SLF White RiskMeteoSvizzera e Rega.
La prevenzione passa anche da un equipaggiamento adeguato: abbigliamento adatto alle condizioni climatiche, materiali in buono stato e dispositivi di sicurezza. Si raccomanda di evitare uscite in solitaria, di informare famigliari o amici su meta e orario di rientro e di rinunciare all’attività in caso di dubbi o condizioni sfavorevoli.  
Particolare attenzione va al rispetto della segnaletica, delle chiusure e delle indicazioni delle autorità competenti, così come a comportamenti rispettosi della fauna selvatica, particolarmente vulnerabile in inverno.
Negli ultimi anni si è registrato un aumento del numero di persone che frequentano la montagna anche nella stagione invernale. Tuttavia, ciò non ha comportato un incremento proporzionale di infortuni e incidenti gravi, che rimangono complessivamente sotto controllo.
La campagna si sviluppa in collaborazione con numerosi partner, attraverso attività multimediali e cartacee, corsi di formazione distribuiti durante l’anno con TicinoSentieri (“Escursionista consapevole”) e giornate pratiche con l’Associazione Guide Alpine Ticino (“Oltre la Traccia”, sensibilizzazione sui rischi invernali). La collaborazione con Ticinopass, abbonamento stagionale per l’accesso alle stazioni sciistiche del Cantone, promuove una fruizione sicura e responsabile della montagna.  
Come in passato, Montagne sicure offre momenti formativi presso l’Avalanche Training Center di Airolo Pesciüm, grazie al Gruppo Ricerche e Costatazioni della Polizia cantonale, e presso la Capanna Piansecco in Val Bedretto; le date saranno comunicate nel corso dell’inverno.  
La campagna del Dipartimento delle istituzioni prosegue con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di un approccio prudente e informato. Informarsi, prepararsi e saper rinunciare sono presupposti fondamentali per vivere l’inverno in montagna in modo sicuro e responsabile.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito internet e sulle pagine Instagram e Facebook di Ticino sicuro. Materiale informativo, il libretto “Consigli per una montagna sicura”, oltre a due quadernetti per le scuole elementari possono essere richiesti scrivendo a di-montagnesicure@ti.ch.