Licenziato con effetto immediato il collaboratore finito sotto inchiesta penale

Licenziato con effetto immediato il collaboratore finito sotto inchiesta penale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, su proposta del Dipartimento delle istituzioni, ha deciso ieri di disdire con effetto immediato il rapporto d’impiego con il collaboratore finito sotto inchiesta penale per irregolarità presso la Sezione della circolazione e di abbandonare l’inchiesta disciplinare.

Come comunicato il 19 agosto, il collaboratore era stato immediatamente sospeso, dopo che il Ministero pubblico aveva annunciato quello stesso giorno l’apertura di un’inchiesta penale nei suoi confronti. L’accesso agli atti dell’inchiesta ha confermato la gravità dei fatti, portando il Consiglio di Stato ad adottare la misura del licenziamento.

I Dipartimenti di Polizia della Svizzera centrale riuniti a Bellinzona

I Dipartimenti di Polizia della Svizzera centrale riuniti a Bellinzona

Comunicato stampa

Si è svolta nei giorni scorsi a Bellinzona la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali Polizia della Svizzera centrale (ZPDK) di cui fa parte anche il Canton Ticino. Organizzato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, l’incontro si è concentrato in particolare sulle risposte che i Cantoni sono chiamati a dare in rapporto alla politica d’asilo, con particolare riferimento al tema della carcerazione amministrativa per i richiedenti l’asilo che devono lasciare la Svizzera; sul coordinamento degli interventi durante le emergenze legate al traffico sull’asse del San Gottardo e sulla problematica degli insulti, minacce e vie di fatto nei confronti delle autorità. Al termine dei lavori, la stupenda cornice del castello di Sasso Corbaro a Bellinzona ha ospitato i partecipanti per la parte conviviale.

Un credito di 3.78 milioni per la sostituzione delle radio Polycom

Un credito di 3.78 milioni per la sostituzione delle radio Polycom

Comunicato stampa 

Il Consiglio di Stato ha licenziato il messaggio per un credito complessivo di fr. 3’781’000.– per la sostituzione degli apparecchi terminali Polycom a servizio degli enti cantonali in vista della conclusione del loro ciclo di vita.

Come tutti i sistemi di comunicazione, anche Polycom deve mantenere aggiornata la propria piattaforma, assicurando la tecnologia necessaria. Per questo motivo negli ultimi anni la Confederazione e i Cantoni hanno investito capitali e risorse nel progetto WEP2030 (Werterhalt Polycom). Ciò permetterà all’infrastruttura Polycom di passare alla tecnologia IP, assicurando l’operatività per i prossimi 15 anni. Analogamente a quanto fatto per l’infrastruttura, anche i terminali che usufruiscono di questo servizio necessitano della dovuta manutenzione durante il loro designato ciclo di vita, al termine del quale – sia per l’adeguamento tecnologico sia per l’impossibilità di reperire gli elementi che li compongono –  segue un cambio generazionale. In quest’ambito si inserisce l’aggiornamento dell’attuale flotta radio Polycom in dotazione agli enti di primo intervento dal 2012. Questo tenendo conto del fatto che modelli radio portatili e veicolari ora in dotazione agli enti cantonali sono stati dismessi nel 2020 e non sono più reperibili dal fornitore, richiedendone la sostituzione in blocco. Si tratta di 1’060 unità portatili e 269 unità veicolari finanziate e gestite dalla Polizia cantonale.

Con l’acquisto dei nuovi apparecchi è prevista una riduzione dei costi di gestione e manutenzione, proporzionalmente alle sostituzioni, in quanto per i primi due anni saranno coperti dalla garanzia. Il passaggio al nuovo modello avverrà gradualmente, e per organizzazione, in modo da poter garantire l’uniformità all’interno di una singola istituzione (Polizia cantonale, Strutture carcerarie, Ufficio della caccia e della pesca, Area dell’esercizio e della manutenzione, Sezione del militare e protezione della popolazione e Settore gioventù e sport). Il lavoro di sostituzione e programmazione è fortemente condizionato dalle risorse specialistiche disponibili; per questo motivo il cambio generazionale verrà effettuato in almeno 3 e entro un massimo di 5 anni dalla disponibilità del finanziamento.

Si intende garantire il necessario adeguamento della flotta radio Polycom attraverso un progetto di aggiornamento tecnologico ritenuto prioritario sia per la Polizia cantonale sia per gli enti di primo intervento, di soccorso, di sicurezza e della protezione della popolazione. L’investimento finanziario, logistico, amministrativo e organizzativo è sensibile, ma ritenuto prioritario dal Governo, nonché indispensabile per garantire la continuità delle comunicazioni radio della Polizia e degli altri enti cantonali almeno fino al 2030.

Treks – questa sera puntata speciale sulla sicurezza in montagna

Treks – questa sera puntata speciale sulla sicurezza in montagna

Link dove trovare la puntata andata in onda domenica 22 agosto 2021

http://teleticino.ch/programmi/treks/treks-estate-bosco-gurin-220821-FC4532777

Nell’ambito del progetto di prevenzione “Montagne sicure”, questa sera andrà in onda una puntata di Treks che toccherà, tra i vari temi, la problematica della sicurezza in montagna.

Appuntamento alle ore 19.05 su Teleticino (replica ore 21.00).

 

Tragedia a Tenerife: il cordoglio del Dipartimento delle istituzioni

Tragedia a Tenerife: il cordoglio del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni e il capo Sezione del militare e della protezione della popolazione hanno appreso con grande tristezza dell’improvvisa scomparsa di Jasmine Ben Ali, collaboratrice tecnico amministrativa del servizio costruzioni della Protezione civile, vittima di un drammatico incidente sull’isola di Tenerife dove si trovava per un breve periodo di vacanza. La notizia ha lasciato senza parole colleghe e colleghi che di Jasmine hanno apprezzato l’impegno e la serietà con cui svolgeva i suoi compiti. In questo momento di dolore, esprimono alla mamma e a tutti i familiari sincere condoglianze e sentimenti di cordoglio.

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Giornata del Presidente del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

La tradizionale Giornata del Presidente, organizzata quest’anno da Manuele Bertoli, ha segnato oggi la ripresa dell’attività del Consiglio di Stato. Il programma ha toccato il Locarnese e più precisamente il Comune delle Centovalli – con visite al Museo etnografico regionale, alla torre campanaria di Intragna e al Palazzo Tondù di Lionza.

Dopo un incontro conviviale con il Municipio del Comune delle Centovalli, nella prima parte della giornata il Consiglio di Stato ha visitato il Museo etnografico delle Centovalli a Intragna, e la torre campanaria più alta del Cantone. In seguito il Governo si è spostato nella frazione di Lionza per una visita al palazzo Tondù, storica residenza oggi al centro di un importante progetto di recupero.
Il Consiglio di Stato ha poi raggiunto il centro Monte Verità di Ascona, dove nel pomeriggio si è svolta una seduta ordinaria, che ha segnato la ripresa delle attività di Governo.

Ringraziamento

Ringraziamento

La Lega dei Ticinesi ringrazia con commozione e profonda gratitudine la popolazione luganese e ticinese, le associazioni della società civile e le varie forze politiche per le toccanti manifestazioni di stima e di sincero affetto tributate nei giorni scorsi a Marco Borradori.

La partecipazione oceanica – che non ha precedenti in Ticino ma neppure in Svizzera – al cordoglio dei giorni scorsi ed alla cerimonia funebre odierna dice tutto. Un’inequivocabile conferma di apprezzamento collettivo e trasversale che testimonia, senza bisogno di altri commenti, il valore dell’uomo e del politico. Marco era davvero la figura istituzionale più amata del Ticino, al di là di ogni steccato.

La Lega è consapevole che la prematura ed improvvisa scomparsa di Marco Borradori lascia un vuoto – nella Città di Lugano, nel Cantone e nel Movimento – impossibile da colmare.

La Lega continuerà il proprio lavoro politico con ancora maggior assiduità e determinazione, convinta che questo sia l’unico modo appropriato per onorare la memoria del nostro Sindaco. Marco Borradori, nella sua lunga e brillante carriera al servizio dei cittadini, non ha mai mancato un impegno; nemmeno nelle circostanze più avverse. Il suo entusiasmo e dedizione devono fungere da esempio.

 

Discorso a nome del Governo in occasione delle esequie di Marco Borradori

Discorso a nome del Governo in occasione delle esequie di Marco Borradori

Gentili signore, egregi signori

vi porto il mio saluto a nome del Consiglio di Stato in corpore.

Ho condiviso con Marco tutti gli anni del mio percorso politico. Per un giovane che si affacciava alla politica – non solo se impegnato nel movimento della Lega dei Ticinesi – Marco rappresentava un esempio, un modello. Ma pure un “unicum”, perché come lui non c’era nessuno! Ho avuto la fortuna di vivere assieme a lui i miei primi due anni di lavoro in Consiglio di Stato dal 2011 al 2013. Grazie alla sua esperienza, anche il mio inserimento all’interno dell’Esecutivo cantonale è stato più facile. Eravamo amici, eravamo colleghi. Eravamo anche diversi. A cominciare dai gusti musicali, con Marco che spaziava dalla classica, sino ai Pooh, a testimonianza anche del suo côté romantico. Lui, uomo pubblico al cento per cento, e nello stesso tempo capace di preservare e proteggere la sfera privata, quella più intima, personale, quella degli affetti famigliari. L’ho già ricordato nei giorni passati. In Governo – ma anche verso il pubblico – lui faceva il “poliziotto buono”, io quello “cattivo” o militaresco. E si lavorava bene, anche per costruire un buon clima all’interno del collegio governativo.

In questi giorni di profonda tristezza per un distacco così improvviso e inimmaginabile, ci sono state tante testimonianze, tanti racconti personali e commenti sulla persona di Marco. Il suo tratto gentile e la sua disponibilità – che ne facevano un uomo buono – sono stati sottolineati da tutte e da tutti. Marco era realmente così. Ma allo stesso tempo aveva sempre una tensione nel voler fare, nel voler incontrare, nel voler conoscere e nel voler partecipare alla costruzione del bene comune per le persone che vivono in questa nostra comunità ticinese.

L’approccio all’insegna della qualità nei rapporti umani Marco lo ha portato nel suo lavoro di politico e soprattutto nel suo lungo percorso a capo del Dipartimento del Territorio. E questo suo modo di essere e di fare si è tradotto in risultati tangibili; quasi 700 messaggi di competenza del Dipartimento del territorio licenziati in 18 anni dal Consiglio di Stato, e investimenti per un totale lordo pari a 3 miliardi e 754 milioni di franchi, con una media annua che ha superato i duecento milioni di franchi! Non voglio qui ricordare gli incredibili e clamorosi successi elettorali di Marco.

Qui vorrei tentare di tracciare un bilancio il più possibile esaustivo della sua attività nei 18 anni passati alla direzione del DT. Un uomo che amava le sfide – come mi ha confidato il suo ex braccio destro in Dipartimento per tanti anni – e che le ha vinte e le ha portate a termine. La pianificazione del territorio è stata uno degli assi portanti del suo lavoro. Permettetemi un parallelismo con un politico leventinese deceduto mentre era in carica quale consigliere di Stato, Franco Zorzi.

Pur nella brevità del suo lavoro in Governo – morì a soli 41 anni praticando sport sulle nostre montagne – Zorzi impostò la politica di pianificazione del territorio. Quarant’anni dopo quella scintilla primordiale, Marco concretizzò la visione strategica e di gestione del territorio ticinese attraverso il Piano direttore cantonale: 46 schede, divise negli ambiti tematici Patrimonio, Rete urbana, Mobilità e Vivibilità. Un lavoro monumentale iniziato nel 2002, approvato dal Gran Consiglio a due riprese – nel 2007 (obiettivi) e nel 2009 (evasione ricorsi) – per poi giungere fino al Consiglio federale, per la sua approvazione definitiva.

“Il nostro territorio è la cerniera fra il mondo svizzero tedesco e quello lombardo, e può diventare una piattaforma di confronto e scambio fra due poli economici globali – Zurigo e Milano – che non sempre riescono a superare una diffidenza profondamente radicata nel passato, faticando a capirsi e a comunicare”, ha sostenuto Marco, che poi aggiungeva l’auspicio e la speranza per il futuro: “Se il Cantone riuscirà a rispondere positivamente a questa situazione, favorendo il dialogo fra le due culture che lo influenzano – e cogliendo i benefici della sua posizione privilegiata – potremo certamente costruire un avvenire ricco di opportunità”.

Uno degli altri grandi assi dell’impegno di Marco è stato caratterizzato dalle sfide legate alla mobilità: gli impulsi dati dal Dipartimento diretto da Marco hanno portato nel 2017 a inaugurare la tratta Lugano-Mendrisio-Varese-Malpensa: abbiamo visto così aprire la prima nuova linea ferroviaria negli ultimi cento anni di storia ticinese. Scorro veloce – per forza di cose – le altre conquiste sotto la sua direzione in ambito di mobilità. Opere perorate anche in collaborazione con la controparte lombarda in qualità di membro prima e presidente dopo della Regio Insubrica: la rete ferroviaria regionale Ticino-Lombardia (TILO); l’abbonamento Arcobaleno con la tariffa integrata per tutti i titoli di trasporto; il piano dei trasporti del Luganese del 1998 con gli 800 milioni di franchi su 20 anni che hanno impresso una svolta alla qualità di vita di tutto l’agglomerato, giungendo poi al coronamento con l’inaugurazione della galleria Vedeggio-Cassarate nel 2012. Anche il progetto per il completamento della galleria autostradale del San Gottardo deve molto a Marco Borradori. E qui mi ricollego al parallelismo di prima con Franco Zorzi che della galleria autostradale del San Gottardo fu tenace sostenitore e promotore. Nel giugno del 2012, il Consiglio federale ha infatti fatto proprie le richieste delle autorità ticinesi, accogliendo il principio di una galleria con due tubi, ognuno dei quali con una sola corsia di marcia, sebbene si trattasse della variante più costosa fra quelle considerate. Questa soluzione è stata poi accolta dal Popolo svizzero, in votazione il 28 febbraio 2016.

Altro capitolo: la gestione del territorio, a cominciare dai rustici: una partita a scacchi durata trent’anni con la Confederazione, per permettere ai ticinesi di trasformare nella piena legalità migliaia di edifici rurali, salvandoli dall’abbandono e garantendo una migliore cura del paesaggio. Accanto al lavoro quotidiano, anche in questo campo Marco ha promosso alcune realizzazioni straordinarie, come il processo che ha portato all’inserimento nel patrimonio dell’umanità Unesco – nel 2000 e nel 2003 – dei Castelli di Bellinzona e del Monte San Giorgio, dove nel 2011 è stato inaugurato il nuovo Museo dei fossili. Sotto questo capitolo posso citare anche i crediti quadriennali, a partire dal 2002, grazie ai quali hanno potuto essere valorizzate alcune perle dei nostri più preziosi ambienti naturali. Impulsi nuovi, scaturiti anche nella creazione dei parchi naturali: le Gole della Breggia (1998) e la Valle della Motta (2003) ne sono un esempio. In questa linea si inserisce anche il Parco del Piano di Magadino. Senza dimenticare il Piano forestale cantonale approvato dal Governo nel 2007. In tempi di allarme (e allarmismo) ambientale tendiamo a dimenticarlo: in Ticino, dal 1990 a oggi, tutti i principali inquinanti dell’aria hanno visto calare le loro concentrazioni, e anche lo stato delle acque ha conosciuto un parallelo miglioramento.

Tra le conquiste nel settore della Politica energetica da sottolineare, in prima linea l’istituzione dell’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana, avvenuta nel 2002 e accompagnata – l’anno seguente – dalla pubblicazione del documento L’ambiente in Ticino, elementi dai quali è poi scaturito il Rapporto cantonale sulla protezione dell’ambiente, allestito nel 2009 e approvato dal Gran Consiglio due anni più tardi. Nei 18 anni di Marco Borradori in Consiglio di Stato l’approccio ai temi energetici è cambiato radicalmente, con il Cantone ad accompagnare e sostenere con convinzione questa inversione di rotta.

La prima campagna di incentivi per la realizzazione di nuovi impianti di riscaldamento a legna e la posa di pannelli fotovoltaici, nel 2002, registrò un successo clamoroso, di gran lunga superiore a ogni previsione e aspettativa: i 4 milioni di franchi stanziati dal Parlamento cantonale – che avrebbero dovuto essere distribuiti ai ticinesi lungo un intervallo quadriennale – andarono infatti esauriti in appena cinque mesi. Il successo si ripeté anche con il secondo credito quadro di 4,8 milioni, per le energie rinnovabili e il risparmio energetico, promosso nel 2006.

A completare la politica degli incentivi è poi giunto il credito-quadro di 65 milioni di franchi che, nel periodo 2011/2020, ha permesso di realizzare un salto di qualità nel passaggio all’efficienza energetica. Si deve sempre al lavoro di Marco la messa in consultazione, nel 2010, del progetto di Piano energetico cantonale, che aveva l’obiettivo di fare convivere – con due orizzonti temporali, corrispondenti agli anni 2035 e 2050 – lo sviluppo economico e sociale con una politica attenta all’ambiente. Marco riuscì a risolvere lo sdrucciolevole (e uso un eufemismo) problema dei rifiuti, che ha caratterizzato e a volte avvelenato la politica a metà degli anni Novanta. La nascita dell’Impianto cantonale di termovalorizzazione dei rifiuti di Giubiasco, inaugurato il 3 settembre 2010, “è il paradigma – e qui uso le parole stesse di Marco – di molte delle sfide che ci siamo trovati ad affrontare in questi anni. Una storia fatta di accelerazioni e frenate, segnata dalla volontà di credere nella ricerca di una soluzione, senza mai mollare, interpretando il lavoro politico e progettuale con la giusta miscela di pazienza, coraggio e – talvolta – incoscienza”. Sul lavoro Marco ha saputo contornarsi di collaboratrici e di collaboratori in gamba.

Ma ha avuto pure la capacità di motivare, attraverso il suo esempio, anche quei funzionari che già erano attivi all’interno del suo Dipartimento. Moltissime di queste persone sono qui oggi a salutare il “loro” Direttore. E tutti i dipendenti del Comune di Lugano onorano il “loro” sindaco. Un abbraccio incredibile quello che tutto il Ticino e tutta Lugano stanno dando a Marco, a testimoniare la sua grande capacità di empatia e vicinanza alle cittadine e ai cittadini. Marco è stato un precursore della politica “green” molto in voga oggi, come le sue opere lo testimoniano, andando contro anche a proposte del Nano, dimostrando la sua grande autonomia di pensiero. In questo momento capiamo quanto Marco è stato unico; quanto è stato prezioso per tutti noi il suo impegno politico. E quanto deve essere d’esempio per noi tutti. Non per emularlo, perché come lui non ci sarà nessuno, ma per avvicinarci alla sua capacità di costruire un Cantone e una Città migliori per tutti, attraverso il dialogo e il coinvolgimento.

A nome di tutto il Consiglio di Stato, caro Marco, il nostro deferente saluto e il mio personale abbraccio; esprimo a nome del Governo cantonale il cordoglio alla figlia Carlotta con mamma Natascia e famiglia; al fratello Mario con la sua famiglia. Le tue opere e il tuo ricordo saranno sempre con noi.

Ciao Marco, ci mancherai!

 

Il Consiglio di Stato riceve Noè Ponti

Il Consiglio di Stato riceve Noè Ponti

Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi a Palazzo delle Orsoline il nuotatore ticinese Noè Ponti, congratulandosi per la medaglia di bronzo olimpica conquistata ai giochi olimpici di Tokyo 2020, nella specialità dei 100 metri delfino.

Il Governo ha espresso al 20enne gambarognese le proprie felicitazioni, a nome di tutta la comunità ticinese, per lo storico risultato ottenuto lo scorso 31 luglio in Giappone.
Si è trattato della ventunesima medaglia olimpica assegnata a un atleta del nostro Cantone, ed è giunta a 101 anni dalla prima, che fu conquistata il 3 agosto 1920 ad Anversa, in Belgio, dal tiratore bellinzonese Domenico Giambonini.

L’incontro è stato l’occasione per discutere delle eccellenti prestazioni che Noè Ponti ha fatto registrare in questa stagione: un crescendo entusiasmante, culminato ai Giochi di Tokyo, con la finale mancata per soli 6 centesimi nei 200 metri delfino e il successivo terzo posto nei 100 metri delfino. Da ricordare anche il sesto posto ottenuto nella staffetta 4x200m stile libero.

Consegnando un omaggio a nome del Consiglio di Stato, il Presidente Manuele Bertoli ha colto infine l’occasione per rivolgere a Noè Ponti i migliori auguri in vista del suo futuro sportivo e accademico, che vedrà il giovane nuotatore proseguire negli Stati Uniti i propri studi e allenamenti.

Giorgetti esprime cordoglio per morte sindaco Lugano

Giorgetti esprime cordoglio per morte sindaco Lugano

“La morte del sindaco di Lugano, Marco Borradori, mi ha addolorato e colpito molto. Sebbene i percorsi siano stati diversi, lui in Ticino, io in Lombardia, la nostra storia politica si è intrecciata e confrontata spesso. Lo ricorderò sempre con affetto, per l’amore che aveva verso il suo popolo, per la sua correttezza, competenza e garbo, qualità rare negli uomini politici”

Così il ministro italiano dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti sulla scomparsa del sindaco di Lugano.