Rechte Politiker verteidigen Italien – grüne Nationalrätin fordert: «Bundesrat soll Botschafter zitieren»

Rechte Politiker verteidigen Italien – grüne Nationalrätin fordert: «Bundesrat soll Botschafter zitieren»

Da www.luzernerzeitung.ch

Die Kontoverse um das Rettungsschiff Sea Watch spaltet die Schweiz. Die Aktion der deutschen Kapitänin Carola Rackete stösst nicht überall auf Verständnis.

Die internationale Solidarität mit der verhafteten «Sea-Watch-Kapitänin» Carola Rackete ist gross. Bis gestern Nachmittag wurden in Deutschland und Italien über eine Millionen Euro für die deutsche Hilfsorganisation Sea Watch gesammelt. Zahlreiche prominente Politiker, darunter der deutsche Aussenminister Heiko Maas, verteidigten in den letzten Tagen die Kapitänin. Nach tagelanger Irrfahrt durchs Mittelmeer hatte Rackete in der Nacht auf Samstag trotz Verbot ein Rettungsschiff mit 40 Migranten an Bord an den Hafen von Lampedusa gesteuert. Das Schiff war unter holländischer Flagge unterwegs.

In der Schweiz fallen die Reaktionen unterschiedlich aus. Der Tessiner Sicherheitsdirektor Norman Gobbi (Lega dei Ticinesi) findet es richtig, dass sich Rackete vor der italienischen Justiz verantworten muss. «Am Schluss ging es nicht mehr um das Wohl der Flüchtlinge», sagt der Regierungsrat, der seine persönliche Meinung äussert. Gobbi fragt sich, weshalb die Sea-Watch nicht in Richtung Holland aufbrach, anstatt während Tagen das Anlegen in Italien zu erzwingen. Gobbi verteidigt auch den italienischen Innenminister Matteo Salvini. «Er macht nichts anderes als die italienische Souveränität zu verteidigen. Und er zeigt die Fehler und Unfähigkeit der EU in der Migrationsfrage auf.» Italien müsse dafür einen hohen Preis bezahlen, ergänzt der ehemalige SVP-Bundesratskandidat.
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Montagna: “Occhio ai percorsi e al meteo”

Montagna: “Occhio ai percorsi e al meteo”

Da www.ticinonews.ch

L’esperto del Soccorso Alpino Stefano Doninelli: “Mai sfidare la sorte in montagna”

È proprio nelle giornate di sole che la montagna attira ancora di più verso di sé escursionisti esperti e meno esperti. Una fuga dalla canicola e dal rumore che però non deve essere presa sotto gamba, soprattutto in un periodo in cui il cielo, da limpido, può improvvisamente farsi buio e minaccioso.
“Come abbiamo visto ieri, in montagna i temporali possono arrivare improvvisamente anche d’estate. È un periodo in cui è davvero importante pianificare, studiare il percorso e valutare le temperature. Informarsi correttamente e prendere le dovute precauzioni è fondamentale”, ha spiegato a TeleTicino Stefano Doninelli, presidente del Soccorso Alpino Ticinese.
I consigli in montagna sono quelli classici: valutare bene i percorsi secondo le proprie possibilità, non lasciare i sentieri opportunamente segnalati, indossare equipaggiamenti adeguati, e, grazie alla tecnologia, consultare le previsioni meteo prestando molta attenzione ai temporali.
“Nel caso ci si ritrovi nel mezzo di un temporale in montagna, se ci si trova in una zona di pericolo vale la pena fermarsi e lasciare che la piogga cessi. In caso di pericolo, consiglio di chiamare i soccorsi e di evitare assolutamente di sfidare la sorte in montagna” ha sottlineato Doninelli.
Purtroppo però esiste comunque un margine di fatalità insondabile, che ogni anno non risparmia qualche malcapitato. Ieri la cronaca ha registrato il secondo infortunio letale del 2019. A prendersi entrambe le vite è stata la variante del Generoso a cui si accede lungo la mulattiera che parte da Rovio. Un sentiero alpino consigliato ad escursionisti esperti, come segnalato a più riprese sia sui siti che sui cartelli presenti lungo il tracciato.
“Occorre precisare che il sentiero è messo bene. inoltre, le informazioni sui sentieri sono dosponibili su vari portali informativi. Anche il Cantone che sta facendo un grosso lavoro con Montagne sicure, soprattutto per i turisti”, ha concluso Doninelli.

Entrata in funzione del nuovo capo della Polizia giudiziaria

Entrata in funzione del nuovo capo della Polizia giudiziaria

Il nuovo capo della Polizia giudiziaria, maggiore Thomas Ferrari, è entrato in funzione oggi come previsto al momento della sua nomina da parte del Consiglio di Stato. Gli onori di casa sono stati fatti dal Comandante Matteo Cocchi e dagli altri membri della Direzione della Polizia cantonale. In agenda durante la prima giornata di lavoro anche il consueto rapporto mensile di coordinamento tra la Polizia cantonale e il Ministero Pubblico. Il maggiore dirigerà l’Area della Polizia giudiziaria, segnatamente i Commissariati e le Sezioni specialistiche.
Thomas Ferrari, classe 1977, si è laureato in giurisprudenza all’Università di Zurigo, ottenendo sempre a Zurigo il brevetto di avvocato nel 2004. Tra il 2005 ed il 2016 ha poi maturato un’importante esperienza nel settore bancario. Negli ultimi 3 anni è stato a capo della Sezione della Popolazione, unità amministrativa presso la quale ha in particolare portato a termine la riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione. Esperienze che costituiranno un valore aggiunto nel suo nuovo ruolo poiché anche la Polizia cantonale deve considerare l’evoluzione della società moderna, sempre più dinamica pure per quanto riguarda la sicurezza.

Ecco cosa accomuna il Giura con l’azione politica della Lega

Ecco cosa accomuna il Giura con l’azione politica della Lega

Ecco cosa accomuna il Giura con l’azione politica della Lega

“I festeggiamenti per i 40 anni di esistenza del Canton Giura sono stati un’occasione formidabile per capire la valenza del nostro sistema federale, la fortuna che abbiamo di vivere in Svizzera, ma pure l’importanza di dare sempre un senso compiuto al concetto di autonomia che i tre livelli istituzionali svizzeri devono poter sempre mantenere”. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi domenica scorsa ha partecipato in rappresentanza del Ticino alla giornata organizzata dalle autorità del Canton Giura per sottolineare la nascita del più giovane Cantone elvetico. Un Ticino ospite d’onore, perché gli amici giurassiani mai hanno dimenticato il plebiscito del popolo ticinese a favore della loro causa autonomista. In quella circostanza più del 95% (!) dei ticinesi si espresse a favore della nascita del nuovo Cantone.

“Con forza, con volontà e con lungimiranza il politico di ogni cantone – sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – deve dare il meglio per rispondere alle esigenze dei suoi concittadini. Noi ticinesi – a differenza di altre realtà – lo dobbiamo fare ancora di più, perché le nostre caratteristiche (siamo una minoranza linguistica, siamo collocati geograficamente a sud della catena alpina che ci separa dal resto della Svizzera, siamo un Cantone di confine) ci impongono un’azione più vigorosa, pena il rischio di essere fagocitati dal volere delle altre regioni e dalla spinta centripeta del livello federale”.

E il Consigliere di Stato Gobbi si spinge più in là nella sua riflessione. “Per il politico attivo nel movimento della Lega di Ticinesi il principio dell’autonomia dei vari livelli istituzionali è centrale. Lo deve essere sul piano comunale, favorendo tutte le attività e i progetti che davvero rispondono ai bisogni della comunità locale per erogare i migliori servizi al minor costo e per favorire la prossimità tra politico e cittadino e una buona qualità di vita. Lo deve essere a livello cantonale: la nascita e in seguito la crescita della Lega sono la dimostrazione di quanto bisogno ci fosse e di quanto bisogno ci sia oggi e ci sarà domani di politici che affermano l’autonomia cantonale. È un impegno che sta nel nostro DNA e che a livello di Consiglio di Stato porto avanti assieme al collega Claudio. Ritengo essenziale avere davvero sempre presente questo principio. Tutti dicono di “agire per il bene del Ticino”, ma troppo spesso questo “bene” è legato a gruppi di interesse, che per definizione fanno i propri interessi, non quello di tutti i ticinesi. Qui sta il vero spartiacque che ci distingue, e che il Nano aveva insegnato a tutti noi, mettendo davanti l’interesse dei ticinesi nei confronti di certi diktat che il resto della Svizzera ci serve sotto il naso, spacciandoli per una cosa conveniente.  L’autonomia, infine, deve essere espressa a livello federale, in particolare difendendoci dall’ingerenza di questa Unione Europea, che vuole sempre di più venire a casa nostra e dirci che cosa fare e come farlo”.

Due concorsi per la campagna “Acque sicure”

Due concorsi per la campagna “Acque sicure”

Comunicato stampa
Nell’ambito della promozione del progetto “Acque sicure” sono stati indetti due concorsi: da un lato un gioco a premi e dall’altro un casting per la ricerca di un o una testimonial per la stagione 2020. L’obiettivo di entrambi è quello di accrescere la presa di coscienza sui pericoli legati alla balneazione.
Tra le novità annunciate in occasione dell’avvio della stagione 2019 di “Acque sicure” non sono passati inosservati i due concorsi, ai quali è ora possibile partecipare.
Il primo consiste in un classico gioco a premi, al quale chiunque può prendere parte rispondendo correttamente a una domanda concernente i pericoli legati alla balneazione, dimostrando così di aver preso coscienza dei messaggi di prevenzione della campagna “Acque sicure”. Oltre al premio principale, che consiste in una actioncam di ultima generazione, in palio vi sono ingressi presso una delle principali strutture acquatiche del Cantone come pure degli zaini corredati dai gadget della campagna. Per partecipare basta accedere al sito www.ti.ch/concorsoacquesicure.
Il secondo concorso, riservato ai soli maggiorenni, consiste invece in un vero e proprio casting attraverso il quale si ricerca un o una potenziale testimonial per la campagna in scena il prossimo anno. Per partecipare occorre scattare una foto nel contesto balneare e postarla su Instagram, accompagnata dalla frase di prevenzione proposta dalla Commissione, nonché da uno specifico hashtag. Questa misura consente di rafforzare la presenza della campagna sui social media, diffondendo su queste piattaforme importanti messaggi di prevenzione ad opera degli stessi utenti. I dettagli e le condizioni di partecipazioni sono consultabili sul sito www.ti.ch/testimonialacquesicure.

Lotta ai crac pilotati, c’è l’esperto

Lotta ai crac pilotati, c’è l’esperto

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 giugno 2019 de La Regione

Fallimenti fraudolenti, da agosto sarà operativo il Perito contabile. Nominato Peter Ranzoni
Ha un nome e un cognome il Perito contabile anti-crac fraudolenti o “pilotati”, la nuova figura amministrativa con cui il Dipartimento istituzioni intende rafforzare, in collaborazione con la magistratura, la lotta ai reati fallimentari. Si tratta di Peter Ranzoni.
Il governo lo ha nominato a fine aprile “ed entrerà formalmente in funzione nel corso dell’estate”, indica in una nota il Dipartimento. Al suo interno lo specialista farà parte dell’organico della Divisione giustizia. Ranzoni “si occuperà dell’analisi contabile-finanziaria e della valutazione degli incarti trattati dall’Ufficio dei fallimenti, d’intesa con i funzionari ivi operanti, predisponendo le eventuali segnalazioni all’attenzione del Ministero pubblico”, qualora dai dissesti societari esaminati emergano estremi di uno o più reati.
Nato nel 1972, Ranzoni ha maturato una “ventennale” esperienza nel settore bancario in “importanti istituti” presenti in Ticino. Ha inoltre conseguito alla Supsi, rende ancora noto il Dipartimento, “il Master of Advanced Studies in Diritto economico e Business crime”. «Il Perito contabile entrerà in funzione all’inizio di agosto», spiega, contattata dalla ‘Regione’, la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti. In Ticino, aggiunge Andreotti, «sono un migliaio le aperture di fallimento ogni anno. Basandoci sull’esperienza del Canton Zurigo, i casi penalmente problematici dovrebbero aggirarsi attorno al dieci per cento». I crac fraudolenti o ‘pilotati’ «rappresentano quindi una minoranza degli incarti trattati». Una minoranza «che può però provocare grossi danni al nostro sistema sociale ed economico», avverte la direttrice della Divisione giustizia. Sotto la lente di Ranzoni «finiranno tutte le aperture di fallimento: un lavoro che ovviamente svolgerà in collaborazione con i funzionari degli uffici».
Il Perito contabile, rileva a sua volta il procuratore generale Andrea Pagani, da noi interpellato, «sarà chiamato a identificare quei casi, nell’ambito delle procedure fallimentari, dove vi sono degli indizi di reato – per esempio distrazione di averi, cattiva gestione, assenza di contabilità e via dicendo – e ad allestire per il Ministero pubblico le relative denunce, allegando la documentazione necessaria per far partire l’inchiesta». Si prospetta di conseguenza un aumento dei procedimenti penali sul fronte dei reati finanziari. «Anche per questo – afferma Pagani – spero che in Consiglio di Stato si sblocchino finalmente il messaggio per l’attribuzione al Ministero pubblico di un procuratore in più e la risoluzione per l’assegnazione di tre segretari giudiziari in più». Il messaggio, sostiene Andreotti, «è nella fase finale di redazione».

Ufficiali, nuova organizzazione
Settore esecuzione e fallimenti, continua la riorganizzazione. Lunedì 1° luglio Marco Piattini, attualmente Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri, assumerà la direzione dell’Ufficio dei fallimenti del Sopraceneri (sedi di Bellinzona e Locarno con agenzie periferiche), mentre Silvio Bottegal, oggi Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri, assumerà la direzione dell’Ufficio dei fallimenti del Sottoceneri (sedi di Lugano e Mendrisio), indica il Dipartimento istituzioni. A Bottegal verrà inoltre affidato “il coordinamento dell’Ufficio dei fallimenti su scala cantonale”. Oltre all’attribuzione della responsabilità e del coordinamento cantonale del settore fallimentare presso l’Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri, “al medesimo verrà direttamente subordinato il nuovo Supplente ufficiale cantonale dell’Ufficio dei fallimenti”, si legge ancora nel comunicato del Dipartimento. È Dario Luisoli (già attivo all’Ufficio dei fallimenti del Sottoceneri “in qualità di Gestore fallimentare”) nominato e promosso dal Consiglio di Stato a questa funzione in marzo e operativo da aprile. La riorganizzazione del settore, sottolinea il Dipartimento, “mira ad adeguarne la struttura alla luce dell’evoluzione dell’attività”.

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Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 27 giugno 2019 de Il Quotidiano
Chi controlla i fallimenti
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11920655

Tra Roma e Berna ci sono solo le tasse

Tra Roma e Berna ci sono solo le tasse

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 giugno 2019 de La Regione

Ticino e Lombardia promuovono un dialogo tra Svizzera e Italia per quanto riguarda la conclusione dell’annoso dossier fiscale sui frontalieri
Più che l’ottimismo della ragione, è l’ottimismo della volontà a mantenere viva la speranza che entro fine anno si arrivi, finalmente, a sottoscrivere l’accordo italo-svizzero sulla tassazione dei lavoratori frontalieri. Dossier che sta particolarmente a cuore al Cantone Ticino, da una parte e alla Lombardia, dall’altra. All’accordo parafato nel dicembre del 2015, nel senso che il negoziato è tecnicamente terminato, manca in calce ancora la firma politica dei rispettivi governi. Passo fondamentale per arrivare a una ratifica da parte dei Parlamenti dei due Paesi e l’entrata in vigore dello stesso. Ancora ieri, a margine della riunione dell’Ufficio presidenziale e del comitato direttivo della Regio Insubrica a Mezzana, tra autorità ticinesi e lombarde si percepiva una nota di fondo positiva, nonostante il parziale blocco (3,8 milioni su 84,3 milioni di franchi a causa dei debiti di Campione d’Italia nei confronti del Ticino, ndr) dei ristorni fiscali dei frontalieri. «Tra Bellinzona e Milano c’è sintonia politica e personale per arrivare a una soluzione in tempi rapidi e nell’interesse delle due parti in causa», ha affermato Norman Gobbi, consigliere di Stato e presidente della Regio Insubrica. «È su quest’asse di confine che si intende fare pressione a Roma e a Berna per sbloccare la situazione», ha continuato Gobbi. Della stessa opinione anche l’assessore lombardo ai rapporti con la Confederazione elvetica Massimo Sertori. «I lavoratori frontalieri rappresentano una risorsa importante per l’economia locale e da parte nostra c’è la volontà di non penalizzarli dal punto di vista fiscale», ha affermato l’esponente della giunta regionale lombarda.
È quindi l’aspetto del quantum fiscale, il punto dolente tra le due parti, almeno a livello della diplomazia di ‘prossimità’ o di ‘vicinato’. «A noi preme che i lavoratori frontalieri paghino il dovuto senza aumentare la pressione al ribasso sui salari ticinesi», ha aggiunto Gobbi. Eguale e contrario il punto di vista di Sertori. A questo punto si attendono soluzioni proposte da Milano e accettate da Roma. Ricordiamo che i ministeri competenti sul dossier sono il Ministero delle finanze, per l’Italia e il Dipartimento delle finanze per Berna. I rispettivi ministri degli esteri, Cassis e Moavero, possono da parte loro agevolare il dialogo. Nulla di più. Concretamente non si tratta di far ripartire da zero il negoziato. Basterebbe aprire in modo chirurgico gli aspetti più controversi ed è fatta. Facile a dirsi.

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Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 giugno 2019 del Corriere del Ticino
Frontiera Regio Insubrica, alla lente ristorni e targhe
Si è parlato anche di ristorni ieri nel corso della riunione dell’Ufficio presidenziale della Regio Insubrica. Riuniti a Mezzana, i membri del comitato direttivo hanno discusso «della situazione debitoria e dello stato doganale del Comune di Campione d’Italia», si legge in una nota. Mercoledì, ricordiamo, il Consiglio di Stato ha infatti deciso di versare all’Italia i ristorni dell’imposta alla fonte dei frontalieri (pari a oltre 84,3 milioni di franchi), trattenendo però 3,8 milioni. Ovvero a quanto ammonta il debito di Campione nei confronti dei vari enti pubblici e semi pubblici del Cantone. Un passo questo deciso all’unanimità dal Governo e che è stato affrontato brevemente anche dalla Regio Insubrica. In particolare, presente per il nostro cantone era il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi mentre sul fronte italiano c’era l’assessore della Regione Lombardia Massimo Sertori, i rappresentanti delle province di confine e Fabio Carosso, vice presidente della Regione Piemonte. Detto dei ristorni, durante i lavori uno sguardo è poi stato lanciato al Decreto sicurezza, entrato in vigore in Italia dal 1. gennaio e che pone non pochi problemi ai frontalieri che vengono fermati oltre confine alla guida di un veicolo di servizio con targhe svizzere. Per cercare di individuare una soluzione, la Regio Insubrica ha «trasmesso una lettera al ministero dell’interno Matteo Salvini».

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Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 27 giugno 2019 de Il Quotidiano

Reazioni sui ristorni e Regio Insubrica
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11920664

Novità organizzative presso l’Ufficio dei fallimenti della Divisione della giustizia

Novità organizzative presso l’Ufficio dei fallimenti della Divisione della giustizia

Comunicato stampa
Il Dipartimento delle istituzioni informa circa le recenti novità in ambito organizzativo che hanno toccato l’Ufficio dei fallimenti della Divisione della giustizia, volte ad adeguarne la struttura alla luce dell’evoluzione dell’attività e della riorganizzazione in corso nel settore esecutivo e fallimentare.

A contare dal 1° luglio 2019 avverrà un cambiamento a livello delle sedi di competenza degli Ufficiali dei fallimenti. Marco Piattini, attuale Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri, assumerà la direzione dell’Ufficio dei fallimenti del Sopraceneri (sedi di Bellinzona e Locarno con agenzie periferiche), mentre Silvio Bottegal, attuale Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri, assumerà la direzione dell’Ufficio dei fallimenti del Sottoceneri (sedi di Lugano e Mendrisio). A Silvio Bottegal verrà inoltre affidato il coordinamento dell’Ufficio dei fallimenti su scala cantonale.
Qui di seguito è riportata schematicamente la nuova organizzazione dell’Ufficio dei fallimenti della Divisione della giustizia:

Oltre all’attribuzione della responsabilità e del coordinamento cantonale del settore fallimentare presso l’Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri, al medesimo verrà direttamente subordinato il nuovo Supplente ufficiale cantonale dell’Ufficio dei fallimenti. Si tratta di Dario Luisoli – già attivo presso l’Ufficio dei fallimenti del Sottoceneri in qualità di Gestore fallimentare –, nominato e promosso dal Governo a tale funzione nel mese di marzo e in funzione formalmente con effetto al 1° aprile 2019.
Alla Direzione della Divisione della giustizia sarà invece subordinata la nuova figura di “Perito contabile” presso l’Ufficio dei fallimenti nella persona di Peter Ranzoni. Quest’ultimo è stato nominato dal Consiglio di Stato a fine aprile ed entrerà formalmente in funzione nel corso dell’estate. Classe 1972, vanta una ventennale esperienza in campo bancario acquisita presso importanti istituti presenti sul territorio cantonale, che metterà a disposizione dell’Amministrazione cantonale in questo nuovo importante ruolo sul fronte della lotta contro gli abusi fallimentari. In tale ottica, egli potrà attingere in particolare dalla formazione svolta presso la Scuola universitaria della Svizzera italiana, dove ha conseguito il Master of Advanced Studies in Diritto economico e Business crime. Peter Ranzoni si occuperà dell’analisi contabile-finanziaria e della valutazione degli incarti trattati dall’Ufficio dei fallimenti, d’intesa con i funzionari ivi operanti, predisponendo le eventuali segnalazioni all’attenzione del Ministero pubblico. Una figura fondamentale, voluta dal Dipartimento delle istituzioni, e per esso dalla Divisione della giustizia, alfine di rendere maggiormente incisiva la lotta contro i fallimenti cosiddetti “fraudolenti” o “pilotati”. Una politica che richiede un fattivo coordinamento tra i vari attori coinvolti, in primo luogo con il Ministero pubblico, che di recente ha previsto una specifica formazione in materia destinata ai Procuratori pubblici.
Le novità organizzative introdotte presso l’Ufficio dei fallimenti della Divisione della giustizia rispondono a un duplice obiettivo: da un lato guidare la riorganizzazione in corso nell’Ufficio dei fallimenti, che tocca pure l’ambito esecutivo e più in generale il settore esecutivo e fallimentare come da recente Messaggio governativo approvato dal Gran Consiglio; dall’altro mettere a disposizione dell’Ufficio dei fallimenti gli strumenti necessari per far fronte all’evoluzione dell’attività. Dopo un adeguamento numerico degli effettivi, facendo capo a risorse interne, considerato l’aumento delle procedure fallimentari registrato negli ultimi anni, è stata quindi la volta della nuova figura del Perito contabile, che permetterà di apportare le competenze necessarie per meglio affrontare il fenomeno degli abusi fallimentari. Misure che consentiranno di migliorare infine l’attività dell’Ufficio dei fallimenti, a beneficio dei cittadini e della collettività tutta.
Il Dipartimento delle istituzioni, e per esso la Divisione della giustizia, tengono a ringraziare tutti i funzionari attivi presso l’Ufficio dei fallimenti per l’impegno e la dedizione, formulando ai collaboratori oggetto dei cambiamenti organizzativi i migliori auguri per l’inizio delle nuove attività in seno all’Amministrazione cantonale.

“Biometria 2020”, approvato il messaggio

“Biometria 2020”, approvato il messaggio

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato nella sua seduta odierna il credito di 991 mila franchi per il rinnovo della piattaforma per la registrazione dei dati biometrici e l’introduzione della carta di soggiorno in formato carta di credito per i cittadini stranieri provenienti da Stati UE/AELS.
«Biometria 2020»: è questa la denominazione assegnata al progetto che concerne i servizi dell’Amministrazione cantonale coinvolti nelle procedure di rilascio dei documenti di identità ai cittadini svizzeri e dei permessi per gli stranieri residenti o che esercitano un’attività lucrativa in Svizzera. Ma che cosa cambia? In base alle disposizioni a livello federale si tratterà di procedere al rinnovo totale del sistema tecnico in uso per il rilevamento dei dati biometrici (fotografia, firma, impronta digitale), entrato in funzione nel 2010, che raggiungerà alla fine dell’anno prossimo il limite massimo di durata d’impiego (10 anni). Esso serve per emettere le carte d’identità e i passaporti svizzeri, nonché i visti, le carte di soggiorno biometriche e i documenti di viaggio per cittadini stranieri provenienti da Stati terzi. Il sistema è utilizzato anche dalle autorità di controllo alla frontiera per verificare i dati biometrici dei passaporti svizzeri e delle carte di soggiorno biometriche. Oltre alla sostituzione dell’infrastruttura tecnica i Cantoni saranno chiamati a introdurre il rilevamento dei dati necessari all’emissione del permesso per i cittadini stranieri provenienti da Stati UE/AELS, i richiedenti l’asilo e i rifugiati. Anche per queste categorie di stranieri il Consiglio federale ha deciso che, a decorrere dal 1. gennaio 2021, i permessi emessi attualmente in forma cartacea, dovranno essere confezionati in formato carta di credito.
Per tutti i cittadini svizzeri che necessiteranno di rinnovare la carta d’identità e/o il passaporto la procedura rimane invariata: essi potranno infatti continuare a rivolgersi agli sportelli del Servizio documenti d’identità dell’Ufficio cantonale di stato civile di Bellinzona, nonché agli sportelli comunali di Mendrisio, Lugano, Locarno e Biasca. Il Servizio documenti d’identità dell’Ufficio cantonale dello stato civile continuerà a occuparsi del rilevamento dei dati biometrici per l’emissione dei permessi di cittadini di Stati terzi e assumerà la competenza per il rilevamento della fotografia e della firma dei cittadini stranieri provenienti da Stati UE/AELS. Questa soluzione si è resa necessaria per evitare problematiche di tipo logistico e organizzativo che, visti i tempi di attuazione ristretti, avrebbero creato difficoltà nel rispettare il termine inderogabile previsto dal Consiglio federale per introdurre il permesso nel nuovo formato. L’attività amministrativa a Bellinzona sarà parzialmente sgravata, in quanto i rilevamenti riferiti al rilascio di un permesso B, L e G indipendenti (circa 10’000 casi) saranno gestiti dal Servizio nuove entrate dell’Ufficio della migrazione a Lugano.
Il costo complessivo di 991 mila franchi comprende sia la parte logistica del progetto per quanto attiene gli stabili di uso cantonale di Bellinzona e Lugano (totale 419 mila franchi), sia l’acquisto di tutti gli apparecchi di rilevamento dei dati (totale 415 mila franchi).