Segretari giudiziari anche in aula

Segretari giudiziari anche in aula

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 di TG di Teleticino

http://teleticino.ch/il-tg/non-e-un-cerotto-YN1690515

****

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 settembre 2019 de La Regione

Dal governo il messaggio definitivo per il pp in più.
Maggiori competenze ai collaboratori dei magistrati Potenziamento del Ministero pubblico: sulle misure ora la parola al Gran Consiglio

Spetta ora al Gran Consiglio pronunciarsi sui provvedimenti per rafforzare organico e azione della Procura. Conclusasi intorno alla metà di agosto la consultazione sulle misure proposte dal Dipartimento istituzioni, il Consiglio di Stato ha varato ieri il messaggio definitivo. Confermando, spiega il governo stesso in una nota, gli elementi principali del potenziamento del Ministero pubblico prospettati dalla bozza di messaggio che il Dipartimento aveva sottoposto al parere del Consiglio della magistratura, degli uffici giudiziari, della Polizia cantonale e dell’Ordine degli avvocati. Ossia: un procuratore pubblico in più, da inserire nel gruppo di pp impegnato nelle inchieste sui reati economico-finanziari, e l’assegnazione di competenze decisionali ai segretari giudiziari, stretti collaboratori dei magistrati inquirenti, per quel che concerne il cosiddetto penale minore. Con una novità, che è frutto della consultazione: nell’ambito dei procedimenti contravvenzionali e previa autorizzazione del procuratore generale, i segretari giudiziari dovrebbero poter non solo emanare decreti d’accusa o di abbandono, ma anche – aggiunge l’Esecutivo nel messaggio appena licenziato – “rappresentare il Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti”. Dovrebbero dunque poter, ad esempio, sostenere l’accusa in tribunale (Pretura penale) in caso di opposizione o redigere ricorsi.
Tutto questo parlamento permettendo, dato che il passaggio da ventuno procuratori – pg compreso – a ventidue e l’attribuzione di competenze decisionali ai segretari giudiziari richiedono una modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria. Prima di approdare al plenum del Gran Consiglio, il messaggio verrà esaminato e discusso dalla commissione Giustizia e diritti.

‘Continuità nella gestione delle procedure delegate’
Tornando ai possibili futuri compiti dei segretari giudiziari, l’obiettivo, sottolinea il governo nel messaggio, è di “sgravare i procuratori pubblici dalla responsabilità dei procedimenti contravvenzionali di natura bagatellare per i quali la pena comminata è esclusivamente la multa”. Questi procedimenti “costituiscono circa il 10 per cento delle entrate annuali del Ministero pubblico (pari a circa 1’200 incarti), casistica di competenza in particolare della Sezione di polizia”, ovvero della squadra di pp dedita alle inchieste su tutti gli illeciti non finanziari. Il governo propone pertanto di conferire al procuratore generale “la facoltà di autorizzare singoli segretari giudiziari – solo quindi quelli che saranno ritenuti idonei – ad assumersi la responsabilità dei procedimenti esclusivamente contravvenzionali, in luogo dei rispettivi procuratori pubblici”. Singoli segretari, poiché, scrive il Consiglio di Stato, “non tutti i segretari giudiziari, per assenza di specifica formazione (accademica), potranno infatti essere autorizzati dal procuratore generale ad agire autonomamente”.
Insomma, il nuovo articolo di legge confezionato dal governo “permetterà a singoli segretari giudiziari di dirigere il procedimento penale nei casi contravvenzionali e meglio: condurre le indagini, trasmettere le citazioni, emanare i decreti di non luogo a procedere, sospendere o abbandonare il procedimento penale, emanare i decreti d’accusa, promuovere l’accusa”. E, per l’appunto, “rappresentare il Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti, redigere atti ricorsuali, risposte, osservazioni a reclami ecc.”. Nel messaggio si sottolinea che “l’estensione della delega alla rappresentanza del Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti a giudicare l’eventuale impugnativa derivante da una decisione di archiviazione del procedimento contravvenzionale (tramite decreto di non luogo a procedere, decreto d’abbandono o di sospensione) o di opposizione a un decreto d’accusa, discende dall’evidente opportunità di continuità nella gestione delle procedure delegate, nell’ottica di una gestione efficiente ed efficace del procedimento”. Secondo il Consiglio di Stato “appare difatti evidente la necessità che a seguire l’incarto sia la persona che lo ha istruito sin dal principio, piuttosto che indurre un procuratore pubblico a riprenderlo, con un dispendio di tempo e risorse non trascurabile”. A questi segretari giudiziari, osserva dal Dipartimento istituzioni la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti, «si darebbe così anche la possibilità di crescere professionalmente». Afferma il direttore del Dipartimento Norman Gobbi: «Ho preso atto con soddisfazione del fatto che il pg Andrea Pagani ha nel frattempo introdotto un sistema di monitoraggio del lavoro dei singoli procuratori e questo per una gestione efficace dell’ufficio».

Torna l’hockey! L’oroscopone di liberatv: da Gobbi a Lombardi, da Borradori a Regazzi…

Torna l’hockey! L’oroscopone di liberatv: da Gobbi a Lombardi, da Borradori a Regazzi…

Da www.liberatv.ch

Alla vigilia del campionato, il presidente dell’HCAP, il ministro, il sindaco di Lugano, il consigliere nazionale, e poi Chiesa, Bertini, Merlini, Gehri, Schellmann prevedono che…

La nuova stagione di Hockey è alle porte. Domani, venerdì 13 settembre scatterà la stagione 2019-2020 con il primo impegno stagionale.
Dove si posizionerà il ‘nuovo’ Lugano guidato da Sami Kapanen? Chi è la squadra favorita per la vittoria finale?
Riuscirà l’Ambrì-Piotta di Luca Cereda a ripetere la straordinaria impresa della passata stagione e centrare nuovamente i playoff?
Tutte domande che abbiamo sottoposto a personaggi illustri – politici e non – del nostro Cantone.

Chi vedi come favorita?
Filippo Lombardi: “Zugo”
Norman Gobbi: “Sicuramente il Berna, squadra più solida degli ultimi anni”.
Marco Borradori: “Lo Zugo. La sua campagna acquisti mi è sembrata sontuosa”.
Fabio Regazzi: “Lo Zugo sulla carta è la squadra più forte e quindi favorita. Ma il Berna è sempre un cliente temibile”.
Andrea Gehri: “Senza dubbio per la qualità del roster a disposizione vedo favorito lo Zugo, rinforzatosi intelligentemente in tutti i reparti e, ora pure con il portiere più forte e affidabile dell’intera lega”.
Aldo Merlini: “Berna”.
Marco Chiesa: “Lo Zugo si è nuovamente rafforzato. È la pretendente favorita alla conquista del titolo”.
Fabio Schnellmann: “Chiaramente lo Zugo, anche in considerazione dell’importante campagna acquisti”.
Michele Bertini: “Zurigo”

Dove può arrivare il ‘nuovo’ Lugano?
Lombardi: “Lontano”.
Gobbi: “Nelle prime 4, con il roster rafforzato a livello tecnico e di esperienza, il Lugano può (e forse deve) fare meglio dello scorso anno”.
Borradori: “Il Lugano arriverà molto in alto. La sua sarà una stagione ai vertici e saprà suscitare tante emozioni”.
Regazzi: “Il Lugano ha iniziato un nuovo corso è questa sarà probabilmente una stagione di transizione. Ciò nonostante il Lugano deve comunque ambire ad un ruolo di primo piano per cui l’obiettivo è di essere nelle prime sei nella regular season e poi si vedrà…”.
Gehri: “Se si avrà pazienza e fiducia nel nuovo corso, la squadra potrà crescere e diventare un cliente pericolo per tutti. Nei playoff può succedere di tutto, ma la speranza di vedere nuovamente il Lugano almeno in semifinale ne sarebbe il coronamento”.
Merlini: “Fino in finale di playoff dove perderà in gara 7”.
Chiesa: “Da tifoso mi auguro che possa essere la rivelazione del campionato. Da troppi anni aspettiamo bel gioco e soddisfazioni”.
Schnellmann: “Se tutto girerà per il verso giusto arriverà in semifinale. Poi chissà…”.
Bertini: “Arriverà in semifinale dei playoff”

Riuscirà l’Ambrì a ripetere l’impresa della scorsa stagione e centrare nuovamente i playoff?
Lombardi: “Ci proviamo”
Gobbi: Ho visto una squadra solida durante le partite di Champions, e credo che l’obiettivo sia raggiungibile, anche se le altre squadre si sono rafforzate e l’Ambrì-Piotta ha un calendario molto intenso”.
Borradori: “Sì, l’Ambri centrerà nuovamente i playoff, grazie anche all’entusiasmo che circonda la squadra”.
Regazzi: “Dopo l’ottima stagione scorsa non sarà evidente confermarsi anche perché la concorrenza è molto agguerrita. L’Ambri tuttavia ha i mezzi per centrare i playoff e il duo Cereda-Duca in quest’ottica rappresenta sicuramente un punto di forza per il club”.
Gehri: “L’Ambrí ha dimostrato che con cuore, grande dinamismo e ottime intuizioni dello staff tecnico può ritagliarsi anche quest’anno un ruolo da protagonista. Ciò che gioverebbe all’intero movimento hocheistico cantonale. Vedo comunque l’Ambrì nei playoff”.
Merlini: “Tutte le squadre si sono rinforzate, sarà durissima. Vedo l’Ambri fuori dai playoff!”.
Chiesa: “L’Ambrì è una squadra che deve centrare i playoff. È il suo obiettivo minimo”.
Schnellmann: “L’Ambrì farà i playoff piazzandosi settima nella regular season”.
Bertini: “Sì, riuscirà ad arrivare ai playoff”

Appartenenza a un’organizzazione terroristica: la SEM revoca la cittadinanza svizzera a un uomo con doppia cittadinanza

Appartenenza a un’organizzazione terroristica: la SEM revoca la cittadinanza svizzera a un uomo con doppia cittadinanza

Da www.admin.ch

Per la prima volta la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) revoca la cittadinanza svizzera a una persona con doppia cittadinanza.
L’uomo è stato condannato a una pena detentiva di diversi anni per propaganda e reclutamento di combattenti a favore di un’organizzazione terroristica di matrice islamista.

La SEM può revocare la cittadinanza svizzera a una persona che possiede anche la cittadinanza di un altro Stato, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi e quindi alla sicurezza della Svizzera (art. 42 della legge sulla cittadinanza). Tale è il caso, ad esempio, ove una persona commetta un grave crimine nel quadro di attività terroristiche o di estremismo violento (art. 30 dell’ordinanza sulla cittadinanza). Dal punto di vista della SEM, nel caso in questione i pertinenti requisiti sono soddisfatti: l’uomo, infatti, è stato condannato a diversi anni di detenzione per propaganda e reclutamento di combattenti a favore di un’organizzazione islamista vietata. Con la cittadinanza svizzera l’uomo perde anche la cittadinanza cantonale e comunale.

La decisione della SEM non è ancora passata in giudicato. L’interessato ha la possibilità di ricorrere dinanzi al Tribunale amministrativo federale.

Gobbi come Karoubian: i social ironizzano sui radar in vendita

Gobbi come Karoubian: i social ironizzano sui radar in vendita

Da www.liberatv.ch

Ricordate i nove radar fissi sparsi in giro per il Cantone?
Dal prossimo 5 ottobre sono pronti per essere venduti all’asta. Tanti i commenti ironici sul web…

Ricordate i nove radar fissi posizionati in giro per il Cantone? Ora sono andati in pensione, ma come dimenticarli. Chissà quante vittime hanno mietuto in questi anni…
Ed ora, chi vuole, può aggiudicarsene uno come ricordo o come ‘semplice’ come decorazione in giardino. Ovviamente, senza l’apparecchio di misurazione.
I nove radar fissi saranno venduti all’asta il prossimo 5 ottobre all’Aerodromo di Lodrino in occasione della giornata di porte aperte della Polizia Cantonale.
Il prezzo di base di palo e cassetta – alti circa tre metri e mezzo e pesanti oltre 280 chilogrammi – è di 100 franchi.

Tanti i commenti ironici spuntati sui social dopo la notizia.
Sul gruppo Facebook del Ticinese Medio sta circolando in queste ore un simpatico meme del sorridente direttore del DI Norman Gobbi con alle spalle i radar dismessi e la didascalia
“Crispas, vendo tutto. Sa vedum” aggiunta alla descrizione “Norman Gobbi is the new Karoubian”.

Polo aviatorio della Riviera, luce verde da Berna

Polo aviatorio della Riviera, luce verde da Berna

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 de La Regione

Luce verde dalla Confederazione sulla prevista trasformazione dell’aerodromo di Lodrino da militare a civile con la creazione del Polo tecnologico dell’aviazione della Riviera (Pavir). Come riportato ieri dal ‘CdT’ online, Armasuisse con una lettera inviata nei giorni scorsi ha accolto quasi tutte le richieste inviatele lo scorso inverno dal Municipio di Riviera allora guidato da Raffaele De Rosa poi eletto in Consiglio di Stato e al quale è poi subentrato il vicesindaco Alberto Pellanda. Il quale ieri ha incontrato una delegazione del Consiglio di Stato formata dal presidente del governo Christian Vitta e dal ministro delle Istituzioni Norman Gobbi accompagnati da diversi funzionari. La lettera giunta da Berna consente ora a Cantone e Comune di affrontare le fasi successive per la concretizzazione del Pavir. Da una parte il Municipio – che lo scorso marzo ha già ottenuto dal Consiglio comunale lo stanziamento di 220mila franchi necessari alla costituzione della Riviera Airport Sa chiamata a gestire il polo – dovrà chiedere al Cc i 910mila franchi già indicati per poter esercitare il diritto di superficie valido 99 anni (Berna ha escluso, ricordiamo, la vendita). Dall’altra il CdS chiederà al Gran Consiglio di confermare l’annunciato aiuto cantonale pari a 3 milioni: 2,6 serviranno a finanziarie adeguamenti infrastrutturali e manutenzioni straordinarie degli immobili; 520mila franchi saranno destinati alla trasformazione da militare in civile. Il Municipio nella sua lettera di febbraio aveva caldeggiato la riduzione del tasso d’interesse dal 3 al 2,5%; richiesta respinta ma siccome il valore dello scalo col passare del tempo si è notevolmente abbassato, l’interesse annuo non sarà di 67mila franchi ma di 33mila; confermato inoltre che i primi cinque anni saranno gratuiti, che dal quinto al decimo anno il prezzo sarà dimezzato e che dopo il primo decennio di attività le parti potranno disdire il contratto qualora il Polo non dovesse risultare finanziariamente sano. Interpellato dalla ‘Regione’, il sindaco Pellanda si dice fiducioso: «Ruag ha confermato di rimanere qui e le ditte presenti anche. Altre hanno già dimostrato interesse e inoltre s’insedierà il Centro di competenza per droni, lo Swiss Drone Base Camp».

Collina Sud «Mai sentite così tante fake news»

Collina Sud «Mai sentite così tante fake news»

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 del Corriere del Ticino

A Muzzano la fusione spacca il paese e girano informazioni inesatte – Della Santa: «Serve serenità»

Lo spettro dell’aggregazione coatta, tante frecciatine, accuse di non amare il Comune. È stata una discussione vivace, che ha a tratti danzato sulla sottile linea dell’attacco personale, quella di lunedì sera al Centro scolastico di Muzzano, il primo di due incontri di questo tipo con la popolazione in merito alla votazione consultiva del 20 ottobre per l’aggregazione con Collina d’Oro (martedì 17 settembre si bissa a Gentilino). Discussione che ha portato il capo della Sezione enti locali Marzio Della Santa ad affermare di «non aver mai visto un’aggregazione in cui circolano così tante fake news. È un sintomo d’emotività, ma spero che si possa procedere con serenità e rispetto».

La sala a Muzzano era gremita in ogni ordine di posti, circa 150 i cittadini di ambo i Comuni presenti, e – a giudicare dagli applausi a seguito dei vari interventi – più o meno spaccata a metà fra il sì e il no. Come ci si poteva attendere, in quanto a Muzzano col comitato contrario si sono schierati diversi municipali e consiglieri comunali. Uno temi dei temi principali è stato quello dello spettro dell’aggregazione coatta, in caso Muzzano respingerà la proposta d’unione. «Contrariamente alle voci fuorvianti che girano, questo non accadrà», ha detto ad esempio il municipale di Muzzano, Dario Poretti (schierato con il no), che ne ha chiesto conferma al direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, che l’ha esclusa, ricordando che «il Piano cantonale delle aggregazioni è un indirizzo, non un’imposizione», e che il processo aggregativo «deve avere condivisione popolare. Per mia esperienza è un tema che prende poco la testa, un po’ il cuore e tanto la pancia. Eppure quanto vent’anni fa si parlava per il 2020 di un Ticino a 110 Comuni sembrava di bestemmiare in chiesa, e invece oggi ci siamo».

Fra gli argomenti favorevoli all’aggregazione, espressi in particolare dalla sindaca di Muzzano Simona Soldini, vi sono il rafforzamento degli enti locali, la salvaguardia del territorio e un maggiore potere contrattuale: «Se fossimo stati insieme non ci avrebbero portato via il trenino», ha detto un cittadino.

Per i contrari invece si teme una perdita d’autonomia, la chiusura e l’accentramento degli sportelli e il divenire «un’anonima frazione». «I problemi di Collina d’Oro non sono i nostri – ha detto un cittadino – noi siamo la collina di ponente, con altra entità e geografia». «Ci guardiamo in faccia, ma non ci parliamo e non ci conosciamo», ha rincarato un’altra. L’amministrazione di Muzzano è stata anche accusata di non amare il proprio Comune, un’affermazione che alla sindaca Soldini non è piaciuta: «Voler bene a un Comune vuol dire conoscerlo e vedere le sue debolezze, e provare a risolvere. E comunque non stiamo parlando di Milano e Palermo». «Nessuna frazione è anonima a Collina d’Oro», ha invece puntualizzato la sindaca di Collina d’Oro Sabrina Romelli, ricordando che il suo Comune ha già vissuto l’aggregazione della frazione di Carabietta, ben più discosta di Muzzano, senza particolari patemi.

L’ex sindaco di Muzzano Daniele Brugnoni (per i no), infine, ha chiesto se era possibile vincolare i contenuti del progetto aggregativo in modo legale affinché non si rivelino promesse da mercante. Uno strumento simile non esiste, è stato detto. Ma, come spiegato dal consulente Michele Passardi (che ha assistito la Commissione aggregativa), al Gran Consiglio sono stati chiesti dei vincoli. Anche perché quest’aggregazione non riceverà contributi finanziari dal Cantone, essendo le finanze dei due Comuni buone, se non ottime.

E qui risiede la particolarità di questa proposta aggregativa: la proposta non nasce per necessità finanziarie, quanto per opportunità, per diventare nelle intenzioni più forti.

(immagine: www.muzzano.ch)

All’asta le postazioni radar

All’asta le postazioni radar

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 de La Regione

“Una struttura metallica comprendente palo e cassetta, altezza circa tre metri e mezzo, peso 280 chili”.
Descritto così il pezzo all’asta il prossimo 5 ottobre alle 14 all’aerodromo di Lodrino non dirà nulla ai più. E invece si tratta di un oggetto – ne saranno battuti nove – che gli automobilisti conoscono bene e da molti temuto: la postazione dei radar fissi, recentemente dismessi dal Dipartimento delle istituzioni, ora pronto a liberarsene definitivamente.
La notizia è stata anticipata ieri da Tio e Ticinonews.
La base d’asta – si legge nel sito dell’Ufficio esecuzione e fallimenti (Uef ) – è fissata a cento franchi e “per questioni logistiche e di trasporto sarà presente un solo oggetto, gli altri hanno simili caratteristiche”, precisa l’Uef. Si potrà prenderne visione già a partire dalle 10, direttamente sul posto. Le vecchie postazioni radar saranno vendute, forse è bene precisarlo, senza apparecchio di rilevamento della velocità. Erano postazioni fisse, ubicate in punti della rete stradale cantonale considerati a rischio di incidenti. Quali particolari ricordi o quali interessi possono indurre all’acquisto di queste postazione, è difficile dirlo. Non resta che attendere.
Il tema dei radar anti-velocità è stato anche al centro del dibattito politico, quando qualche anno fa si è deciso di segnalare la presenza, a determinate condizioni, di quelli mobili.

La vendita delle postazioni si inserisce nella giornata di porte aperte della Polizia cantonale, che si svolgerà su tutto il perimetro dell’aeroporto rivierasco.
Alle 11 è in programma la dimostrazione dei gruppi speciali e del mantenimento dell’ordine (con bis alle 15).

Licenziato il Messaggio di potenziamento del Ministero pubblico

Licenziato il Messaggio di potenziamento del Ministero pubblico

Comunicato stampa

Nella seduta odierna, il Consiglio di Stato ha licenziato il Messaggio volto al potenziamento del Ministero pubblico con un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare e all’estensione delle competenze decisionali attribuite ai segretari giudiziari. Misure tese a rispondere alle esigenze della Magistratura, nell’ottica della garanzia del buon funzionamento della giustizia penale cantonale.
Il Governo – a seguito della procedura di consultazione svoltasi nel corso dell’estate – ha confermato il principio di potenziamento del Ministero pubblico con un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare, licenziando il rispettivo Messaggio governativo di modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria. La proposta governativa – che recepisce le indicazioni del procuratore generale circa l’importante evoluzione dell’attività nel settore economico-finanziario e la relativa complessità di trattazione degli incarti – verte sull’attribuzione al Ministero pubblico di un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare che andrà a supportare l’attività della Magistratura inquirente nel contesto dei reati economico-finanziari. Il/la procuratore pubblico aggiuntivo/a sarà coadiuvato/a da un/a segretario/a giudiziario/a e da un/a collaboratore/trice con compiti amministrativi, che andranno quindi a costituire una nuova “colonna” all’interno del Ministero pubblico.
Nel Messaggio è parimenti confermata la proposta di estensione delle competenze decisionali attribuite ai segretari giudiziari del Ministero pubblico, segnatamente nell’ambito delle contravvenzioni. Una proposta che mira a sgravare l’attività dei procuratori pubblici, attivi in particolare nella sezione di polizia, responsabilizzando i loro stretti collaboratori giuristi. Spetterà al procuratore generale autorizzare puntualmente l’estensione delle competenze nei confronti dei segretari giudiziari.
Queste misure, rammentiamo, sono accompagnate da alcuni interventi puntuali. Tra questi si richiama la decisione del Governo che a inizio luglio ha potenziato il Ministero pubblico con tre segretari giudiziari aggiuntivi, direttamente attribuiti al procuratore generale. Essi supporteranno l’attività dell’autorità giudiziaria in particolar modo nel settore dei reati economico-finanziario, rispondendo altresì anche all’introduzione della nuova figura del perito contabile presso l’Ufficio dei fallimenti, contestualmente alla lotta contro gli abusi fallimentari.
Il potenziamento complessivo del Ministero pubblico si aggiunge ai potenziamenti decisi negli scorsi mesi dal Consiglio di Stato per quanto attiene all’organico del Tribunale di appello in particolare, a dimostrazione della volontà del Governo – e per esso del Dipartimento delle istituzioni – di fornire una risposta chiara alle esigenze della Magistratura, nell’ottica della garanzia del buon funzionamento della giustizia cantonale.

Sorvegliato speciale

Sorvegliato speciale

Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 9 settembre 2019 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/12163657

A Magliaso prima degli omicidi
Il pregiudicato italiano arrestato venerdì si trovava già in Ticino, dove aveva chiesto il permesso di dimora

Il 51enne arrestato venerdì in un B&B di Magliaso ha accettato l’estradizione immediata. E così, in settimana verrà consegnato alle autorità giudiziarie d’oltre confine. Gli inquirenti calabresi lo accusano del duplice omicidio di due agricoltori di Petilia Policastro, suoi cugini, uccisi a Mesoraca il 21 aprile scorso.
L’uomo, già condannato in Italia e ritenuto vicino alla potente cosca dei Nicoscìa, è un nome noto alla giustizia ticinese. In passato era stato infatti oggetto di un procedimento penale per droga, conclusosi nel 1991.
A Magliaso – si è appreso sempre lunedì – era giunto prima dell’omicidio, in compagnia di un lontano parente. Aveva regolarmente notificato il suo arrivo, inoltrando la richiesta per il permesso di dimora. Permesso poi negatogli in ragione dei precedenti penali.
In attesa della risposta aveva iniziato a lavorare saltuariamente nell’edilizia. Lo ha dichiarato a verbale. Così come ha confermato di essere stato ricoverato, nell’ultimo mese, in un nosocomio luganese.
La sua presenza non era comunque sfuggita alla polizia cantonale, che lo sorvegliava da qualche tempo. Gli agenti hanno sentito anche il famigliare arrivato a Magliaso con il 51enne. Né lui né altri sono indagati dalla procura ticinese.