Primo sì al quinto giudice

Primo sì al quinto giudice

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 23 maggio 2019 de La Regione

Il Consiglio di Stato vara il messaggio per l’aumento dell’organico del Tribunale penale cantonale

Ermani: potenziamento indispensabile. Gobbi: spero che il parlamento evada celermente la nostra richiesta.

Un primo concreto passo verso il potenziamento dell’organico dei giudici del Tpc, il Tribunale penale cantonale, è stato compiuto ieri. Il Consiglio di Stato ha formalmente aderito alla proposta del Dipartimento istituzioni di aumentare da quattro a cinque il numero dei magistrati ordinari, varando, rende noto lo stesso Esecutivo, il relativo messaggio all’indirizzo del parlamento. Se condiviso dal Gran Consiglio, il potenziamento richiederà una modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria. «Spero che il parlamento evada celermente il messaggio governativo e che lo evada accogliendo quanto prospettato dal Consiglio di Stato», dice alla ‘Regione’ il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.

L’intenzione di assegnare un magistrato ordinario in più al Tribunale penale, il governo l’aveva manifestata agli inizi dello scorso agosto nell’annunciare la designazione dell’avvocato Manuela Frequin Taminelli quale giudice supplente a tempo pieno. Designazione resasi necessaria, ricorda il governo, “a seguito delle richieste di potenziamento dell’organico che il Tribunale penale cantonale aveva formulato all’attenzione del Consiglio di Stato”, dato che “la difficile situazione”, quanto a carico di lavoro, “imponeva interventi urgenti”. Operativa dal settembre 2018, Frequin Taminelli “rimarrà in carica sino al più tardi alla pubblicazione del bando di concorso relativo al nuovo giudice ordinario (al quale ovviamente potrà partecipare, ndr)”, qualora il Gran Consiglio dovesse dare luce verde al potenziamento. Ma al Tpc non era stato assegnato solo un giudice supplente a tempo pieno: l’Esecutivo gli aveva anche attribuito, in maniera definitiva, i due vicecancellieri in più accordati al Tribunale nel luglio 2017 a titolo provvisorio, sino a fine 2018. Misure queste “tese a porre un freno all’accumularsi delle giacenze dal profilo degli incarti” trattati dal Tpc. E come emerge dal rapporto sull’attività 2018 del Tribunale penale cantonale, rileva ancora il governo, “è soltanto grazie alla presenza dell’organico potenziato di un giudice e di due vicecancellieri aggiuntivi – oggi (ieri, ndr) nominati – che è stato possibile evadere più incarti, contenendo e stabilizzando le giacenze”. Se il Gran Consiglio approverà il potenziamento «verrebbe consolidata una posizione che già c’è: da un po’ di tempo disponiamo infatti di un quinto giudice, ancorché supplente – osserva, da noi interpellato, il presidente del Tpc Mauro Ermani –. Ed è grazie anche a questo giudice supplente se il Tribunale ha potuto chiudere il 2018 in sostanziale pareggio». Un consolidamento – con il passaggio, ancorato alla legge, da quattro a cinque giudici ordinari – «oggettivamente indispensabile», sottolinea Ermani: «Con quattro giudici ordinari sarebbe molto difficile andare avanti».

Procuratore pubblico in più, il capo del Dipartimento: ‘Arriva’
Nel pacchetto di potenziamenti in seno agli uffici giudiziari sotto la lente del Dipartimento istituzioni figura pure l’assegnazione di un procuratore ordinario in più al Ministero pubblico: dagli attuali ventuno pp (procuratore generale incluso) a ventidue. Un ulteriore procuratore pubblico che opererebbe verosimilmente nel gruppo di magistrati inquirenti dedito al perseguimento dei reati finanziari. Il messaggio governativo? «Arriva. Come Dipartimento – sostiene Gobbi – saremmo pronti. Resta solo da chiarire la questione delle competenze dei segretari giudiziari». Dunque: un pp ordinario in più, ma anche l’attribuzione di competenze decisionali ai segretari (indagini, emanazione di decreti d’accusa o di non luogo a procedere ecc.) per il cosiddetto penale minore: è la duplice proposta del Dipartimento. «Abbiamo chiesto sì di estendere le competenze dei segretari giudiziari, limitatamente però alle contravvenzioni – rammenta il pg Andrea Pagani –. Estenderle anche ai delitti e ai crimini sarebbe contrario all’ordinamento. In materia di contravvenzioni non sarebbe necessaria la delega del pp: basterebbe stabilire nella legge che i segretari sono autonomi nella gestione dei procedimenti penali contravvenzionali».

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Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 23 maggio 2019 del Corriere del Ticino

Governo Nuovo ossigeno al Tribunale penale

Proposta al Parlamento la modifica della legge con la quale consolidare da 4 a 5 il numero dei giudici ordinari Gobbi: «A breve in consultazione anche il messaggio per dotare il Ministero pubblico di un procuratore in più»

«Il cittadino rischia di doversi confrontare con disservizi crescenti, di cui la Magistratura non può essere ritenuta responsabile». Con questo grido d’allarme nell’ultimo rendiconto il Consiglio della magistratura lanciava un appello alla politica affinché trovasse delle concrete soluzioni per dotare delle risorse necessarie il terzo potere dello Stato. Detto fatto, una prima importante risposta è giunta con la decisione del Governo di potenziare il Tribunale penale cantonale. E cioè uno degli organi per i quali il Consiglio della magistratura aveva ravvisato il problema strutturale del «collo di bottiglia» in termini di evasione degli incarti. Di qui il messaggio sottoposto ora al Gran Consiglio che tramite una modifica della legge sull’organizzazione giudiziaria contempla l’attribuzione di un giudice ordinario aggiuntivo al Tribunale penale cantonale. Quest’ultimo potrebbe in tal modo far capo in maniera stabile a cinque giudici e senza posizioni provvisorie. «Ora auspichiamo che il Gran Consiglio, e in particolare la neonata Commissione giudiziaria, affronti la questione con la necessaria sensibilità ed evada il dossier in tempi rapidi» sottolinea il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Per poi precisare: «Considerati i tempi legati al relativo bando di concorso, ideale sarebbe poter contare sull’operatività del nuovo giudice a partire dal 1. gennaio 2020». Nel frattempo, tiene a ricordare il consigliere di Stato, la scorsa estate il Governo era già intervenuto in modo urgente designando in via straordinaria la giudice supplente Manuela Frequin Taminelli e introducendo una serie di correttivi sul piano organizzativo. Oltre all’entrata in funzione di Frequin Taminelli – che resterà in carica sino al più tardi alla pubblicazione del bando di concorso relativo al nuovo giudice ordinario – il Consiglio di Stato aveva in effetti proceduto anche all’attribuzione di due vicecancellieri aggiuntivi al Tribunale penale cantonale, che a loro volta s’intende confermare. «Misure, queste, che hanno dimostrato la loro efficacia» rileva Gobbi, riferendosi alla necessità di porre un freno all’accumularsi delle giacenze dal profilo degli incarti trattati dall’Autorità giudiziaria in questione.

Il provvedimento era stato preavvisato favorevolmente anche dal Consiglio della magistratura, che negli scorsi mesi – insieme al procuratore generale Andrea Pagani – aveva però caldeggiato a più riprese pure la nomina di un procuratore pubblico aggiuntivo (straordinario od ordinario). Un magistrato, questo, a sua volta chiamato a smaltire i numerosi dossier rimasti in giacenza, in particolare alla Sezione dei reati economici e finanziari. E se inizialmente Gobbi e il Governo avevano invitato il Ministero pubblico a giustificare con i numeri la necessità del potenziamento, dopo la riorganizzazione messa a punto da Pagani e l’elaborazione di un apposito documento riferito agli incarti pendenti alla fine del 2018 il dossier aveva subito un’accelerata. Ma ora a che punto si trova il cantiere? «Stiamo procedendo in modo spedito» spiega Gobbi, annunciando che «a breve una bozza di messaggio del Governo sarà posta in consultazione in seno al Ministero pubblico e alle autorità giudicanti». E l’intenzione, preannuncia il direttore delle Istituzioni, è quella di mettere a disposizione della giustizia «un procuratore pubblico ordinario e non straordinario per un periodo di cinque anni. Ciò tenuto conto delle necessità di dare una certa stabilità alla Procura, sia per quanto concerne l’evasione degli incarti pendenti sia alla luce del turnover che puntualmente interessa questa autorità». All’interno del messaggio, con il quale si proporrà una nuova modifica della legge sull’organizzazione giudiziaria, non sarà tuttavia proposta unicamente la designazione di un magistrato aggiuntivo. «La richiesta di un procuratore supplementare sarà inserita nel quadro di diverse misure operative, ad esempio a livello di deleghe decisionali, attraverso le quali rendere più efficace ed efficiente il lavoro del Ministero pubblico» conclude Gobbi.

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Servizio all’interno del TG di Teleticino di mercoledì 22 maggio 2019

http://teleticino.ch/il-tg/essenziale-contare-su-un-giudice-in-piu-JE1226821

 

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la seconda seduta ordinaria del 2019 – la 50. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha aggiornato la Piattaforma in merito alla riforma fiscale cantonale, che intende adattare il sistema tributario ticinese ai cambiamenti attesi a livello federale, dopo il voto popolare favorevole dello scorso 19 maggio. È stato confermato che il Consiglio di Stato presenterà il proprio messaggio entro l’estate, anche alla luce dei mutamenti in corso negli altri Cantoni. L’obiettivo è di mantenere l’attrattività della piazza economica ticinese, nella consapevolezza di affrontare un’accresciuta concorrenza intercantonale.
Il Consiglio di Stato ha in seguito risposto a una sollecitazione dell’Associazione dei Comuni ticinesi, informando sull’avanzamento di alcuni progetti di competenza cantonale che riguardano anche l’attività degli enti locali. È stato in particolare spiegato che:

  • Governo e Comuni considerano cruciale l’avanzamento della riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020»: una riunione del Comitato strategico allargato sarà convocata entro fine giugno, per affrontare tra l’altro il tema della perequazione. I Comuni sono inoltre disponibili alla ricerca di una soluzione concordata, in relazione alle iniziative costituzionali di carattere finanziario al momento pendenti.
  • Il progetto di riorganizzazione delle Giudicature di pace sta procedendo, e nei prossimi anni la formazione di base e continua dei magistrati sarà potenziata.
  • Il messaggio sulla nuova Legge edilizia è in fase di allestimento, e la riduzione dei tempi di evasione dei ricorsi rimane una priorità del Governo.
  • Il principio di uno sviluppo insediativo centripeto, contenuto nell’adattamento del Piano direttore, è considerato fondamentale per il futuro del nostro territorio: Il Cantone ha pubblicato le linee guida per i piani di azione comunali, ed è in fase di elaborazione il sistema di incentivi finanziari.
  • Il regolamento della Legge sulle commesse pubbliche è nella fase finale di elaborazione e sarà discusso dal Consiglio di Stato entro l’inizio dell’estate; anche i manuali a uso dei Comuni saranno pubblicati prossimamente.
  • I controlli della velocità sulle strade ticinesi sono gestiti secondo una visione d’insieme, in modo da evitare sovrapposizioni: nel 2018 sono stati effettuati 1.615 appostamenti, tre quarti dei quali da parte delle Polizie comunali. È stato ricordato che, per le zone con limite di 30 km/h, la competenza è assegnata ai Comuni.
  • L’installazione degli impianti di telecomunicazione per il passaggio alla tecnologia mobile 5G è disciplinata dal diritto federale. Il Consiglio di Stato preciserà i propri orientamenti in risposta ad alcuni atti parlamentari pendenti.

Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha poi informato in merito alla cantonalizzazione dei docenti di lingua e integrazione attivi negli istituti comunali. È stato ricordato che il progetto completa la già avvenuta cantonalizzazione del Servizio di sostegno pedagogico delle scuole comunali, e che l’intento è di garantire un servizio base analogo su tutto il territorio cantonale. Come concordato con la Piattaforma, sarà comunque possibile per gli istituti scolastici più grandi sottoscrivere convenzioni con il Cantone, ottenendo la responsabilità sul servizio.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato i rappresentanti dei Comuni in merito alla riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto. Entro la fine di giugno è attesa la consegna del rapporto esterno su costi e ricavi delle attuali 16 Autorità regionali (ARP); è stato quindi confermato che entro la fine del mese di settembre 2019 il Gruppo di progetto presenterà al Consiglio di Stato il proprio rapporto intermedio.
La Cancelleria dello Stato ha infine condiviso alcune informazioni preliminari in vista delle operazioni di spoglio delle elezioni comunali del 2020. È stato anticipato che nei primi mesi dell’anno saranno organizzati incontri di formazione con tutti i responsabili degli uffici elettorali.
La prossima riunione della Piattaforma è prevista per mercoledì 11 settembre 2019.

Cogliere il centro del bersaglio

Cogliere il centro del bersaglio

Opinione pubblicata nell’edizione di mercoledì 22 maggio 2019 de La Regione

E fanno cinquanta! Tanti sono gli incontri della Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni. Istituita nel 2008 dal Consiglio di Stato, ha l’obiettivo di essere strumento permanente di contatto reciproco, destinato ad assicurare legittimità ai progetti che coinvolgono entrambi i livelli istituzionali. A partire dal 2012 la Piattaforma prende decisioni di per sé non vincolanti, ma che servono per orientare l’operato del Consiglio di Stato e dei Municipi. Quindi con una funzione determinante per l’impostazione politica dei temi condivisi.

Oggi la piattaforma serve per affrontare in modo bilaterale, snello e trasparente anche tutti i principali aspetti che si vogliono approfondire e risolvere con la Riforma Ticino 2020. Una riforma che proprio a partire dal 2020 proporrà una serie di cambiamenti nei compiti dei Comuni e del Cantone e nei flussi di carattere finanziario tra i due livelli istituzionali. Il tutto dovrà passare pure da una riorganizzazione dell’amministrazione sia cantonale sia comunale, con l’obiettivo ultimo di migliorare lo Stato nel suo complesso, e dare ai cittadini servizi migliori, a un costo inferiore.

Vedo due fattori che potrebbero da un lato facilitare la Riforma e dall’altro invece porre qualche freno, che sarebbe bene smollare subito. Iniziamo dal punto di forza: oggi sia la gran parte dei Comuni sia il Cantone hanno ritrovato una buona forza finanziaria. E non è cosa da poco avere una stabilità nei conti quando si vogliono proporre cambiamenti. Soprattutto se tale stabilità si manifesta su entrambi i versanti. I conti dei Comuni nel 2017 (sono quelli definitivi quindi si possono fare ragionamenti precisi, ma – seppur non ancora tutti conosciuti – anche quelli per il 2018 attestano un risultato altrettanto positivo) mostrano un avanzo di gestione corrente di 17,2 milioni di franchi, con un grado di autofinanziamento superiore al 100% che ha permesso di finanziare interamente gli investimenti. Nel 2017 è cresciuto il tasso di ammortamento, fissandosi sopra il 10%, ossia superando abbondantemente l’asticella minima dell’8% prevista dalla LOC.  Nello stesso anno il numero di Comuni che hanno chiuso con un risultato negativo era una minoranza (39 su 127) per un totale di disavanzi di 7,3 milioni di franchi, mentre gli altri 88 Comuni hanno presentato un avanzo complessivo di 24,6 milioni di franchi.

La situazione del Cantone – e qui possiamo già considerare il consuntivo del 2018 – propone, come è noto, un altrettanto favorevole quadro: l’utile d’esercizio è di 137 milioni di franchi. Già nel 2017 il Cantone aveva presentato un risultato con cifre nere (+80 milioni).

Ecco quindi che Comuni e Cantone non hanno l’acqua alla gola e la volontà di ridefinire la ripartizione dei compiti e i conseguenti flussi può decisamente prendere fiato. La ricerca delle migliori proposte verrà facilitata, perché le scelte possono essere determinate in base alle reali opportunità che non alle disponibilità meramente materiali.

Se lo spirito-guida è e rimane quello di ripristinare un sistema istituzionale performante, lineare e trasparente, che rafforzi la capacità di azione soprattutto a livello locale. Un percorso privo di ostacoli? Assolutamente no! Vedo qualche possibilità di sgambetto da parte dei partiti, soprattutto perché il 2020 sarà anno di elezioni comunali. Una spada di Damocle che spero venga del tutto rimossa, proprio in considerazione dell’importanza degli interventi che si concorderanno tra il Cantone e i Comuni. La situazione è molto favorevole: dobbiamo saperne approfittare. La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni, già a partire da questo cinquantesimo incontro, avrà ancora di più il compito di cogliere il centro del bersaglio.

Potenziamento del Tribunale penale cantonale: il Consiglio di Stato propone un aumento del numero dei giudici

Potenziamento del Tribunale penale cantonale: il Consiglio di Stato propone un aumento del numero dei giudici

Comunicato stampa

Nella seduta odierna, il Consiglio di Stato ha licenziato il Messaggio governativo di modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria, postulando l’attribuzione di un giudice ordinario aggiuntivo presso il Tribunale penale cantonale.
La proposta del Governo è volta a consolidare l’attuale situazione del Tribunale penale cantonale, a cui a contare dal 1° settembre 2018 è stato attribuito un giudice supplente ai sensi dell’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria. Con la modifica legislativa, il Tribunale penale cantonale si comporrà in maniera stabile di cinque giudici ordinari.
La designazione da parte del Consiglio di Stato di un giudice supplente presso il Tribunale penale cantonale, nella persona dell’avv. Manuela Frequin Taminelli, che rimarrà in carica sino al più tardi alla pubblicazione del bando di concorso relativo al nuovo giudice ordinario, si era resa necessaria a seguito delle richieste di potenziamento dell’organico che il Tribunale penale cantonale aveva formulato all’attenzione del Governo, concludendo che la difficile situazione imponeva interventi urgenti. Oltre alla designazione di un giudice supplente ai sensi dell’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria, il Consiglio di Stato aveva confermato l’attribuzione di due Vicecancellieri aggiuntivi presso il Tribunale penale cantonale. Queste misure, tese a porre un freno all’accumularsi delle giacenze dal profilo degli incarti trattati dall’Autorità giudiziaria in questione, sono state preavvisate favorevolmente dal Consiglio della Magistratura.
In quest’ottica, come emerge dal Rendiconto 2018 di attività del Tribunale penale cantonale, è solo grazie alla presenza dell’organico potenziato di un giudice e di due vicecancellieri aggiuntivi oggi nominati, che è stato possibile evadere più incarti, contenendo e stabilizzando le giacenze.
Il licenziamento del Messaggio governativo trova quindi una soluzione duratura a fronte dell’evoluzione dell’attività del Tribunale penale cantonale, nell’ottica di garantire il buon funzionamento della giustizia penale cantonale.

Il Ticino vuole restare armato: suo l’unico no al referendum “restrittivo”

Il Ticino vuole restare armato: suo l’unico no al referendum “restrittivo”

Da www.ilgiorno.it edizione Como

La Svizzera ha deciso di adeguarsi all’Europa, nel Cantone vince il no

Anche la Svizzera ha deciso simbolicamente di deporre le armi. Il popolo più neutrale al mondo, ma questo non significa pacifista, ha infatti approvato la riforma con cui la Confederazione ha accolto le restrizioni alla commercializzazione delle armi da guerra richiesta dall’Ue. Hanno votato sì alla riforma 1.501.485 svizzeri mentre i contrari sono stati 854.528, il 63,73% della popolazione e tutti i Cantoni tranne il Ticino dove il no ha vinto con il 54,50%. Non è un caso che proprio al confine con l’Italia è nata la Comunità di interessi del tiro svizzero che pochi mesi fa, in tempo record, ha raccolto 250mila firme per indire il referendum caldeggiato anche da molti partiti anti Ue, in particolare la Lega dei Ticinesi.

«Grazie ai ticinesi per aver difeso le nostre libertà – ha dichiarato consigliere di stato Norman Gobbi, tra i leader della Lega dei Ticinesi, pochi minuti dopo la pubblicazione dei risultati – si tratta di un gesto gesto di alto valore politico.
Solo il Ticino ha avuto la forza di opporsi al diktat dell’UE, mentre il resto della Svizzera ha dato seguito al mainstream politico e mediatico che vuole soggiogarci e arrendersi alle pressioni di Bruxelles. Continuiamo a impegnarci per mantenere il nostro Paese libero e sovrano». Niente di sorprendente rispetto alle dichiarazioni anche più radicali dei tanti leader sovranisti che, a differenza di Gobbi, sono alla ricerca di un seggio a Strasburgo.

Non ha dubbi sul fatto che il voto dei ticinesi sia stato contro l’Unione Europea più che a favore delle armi il consigliere nazionale elvetico Lorenzo Quadri, anche lui espressione della Lega dei Ticinesi. «I ticinesi non si sono fatti turlupinare dalle notizie false e i ricatti dei partiti e hanno asfaltato l’ennesi tentativo dell’Ue di comandare a casa nostra – spiega – Il voto sulle armi è un contro contro Bruxelles in vista delle prossime votazioni su temi di grande importanza per i rapporti tra il nostro Paese e l’Ue». Per fortuna il resto della Svizzera ha scelto una linea più accomodante e non solo sulle armi visto che si votava un secondo referendum, molto caldeggiato da Bruxelles, per sopprimere i privilegi fiscali accordati a holdig e altre imprese straniere che hanno solo una sede fiscale o amministrativa nella Confederazione. Gli utili di queste 24.000 società erano finora esentati da imposte cantonali oppure tassati con aliquote inferiori a quelle delle aziende effettivamente attive sul territorio elvetico. Per evitare un esodo di queste imprese, quasi tutti i Cantoni hanno già deciso di ridurre le aliquote fiscali applicate, d’ora in poi, a tutte le società con sede in Svizzera. In cambio Bruxelles non metterà in discussione gli accordi che consentono accesso paritario all’area Schengen.

Gola del Piottino, una Via storica rinsaldata

Gola del Piottino, una Via storica rinsaldata

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 22 maggio 2019 del Corriere del Ticino

Domenica 26 maggio l’inaugurazione del ripristino da 1,3 milioni – Il sentiero lungo oltre un chilometro trasuda storia e sacrifici

Scavata nella pietra dalla forza dell’acqua per migliaia di anni, la Gola del Piottino fu percorsa dagli urani a partire dal 1500, come via più diretta per spostarsi tra sud e nord. Vi si avventurarono tra non poche difficoltà, come gli escursionisti potranno immaginare avendo anche un punto di vista privilegiato sulle vie di comunicazione che si sono succedete nei secoli, dalla Gotthardbahn ad AlpTransit passando per l’autostrada. Tutta la storia di questi luoghi, che trasudano sacrifici, ruota appunto attorno ai trasporti, e infatti dal pagamento dei pedaggi al Dazio Grande, gli urani traevano fino a 2/3 dei propri introiti, basandovi quindi gran parte del proprio benessere.

Poi l’evoluzione dei mezzi di trasporto, con il passaggio dai muli alle diligenze, impose nel 1820 la costruzione di una strada carrabile, ad opera del giovane cantone Ticino. Un ventennio fa la storica Gola è finita al centro di un grande progetto di valorizzazione da parte della Pro Media Leventina, con un restauro da 2 milioni di franchi effettuato sul sentiero anche grazie ad una donazione ereditaria. Nel 2003 l’inaugurazione; dieci anni dopo, nel maggio del 2013, il crollo di un tratto, con importanti danni. Un evento che servì da stimolo: domenica prossima, 26 maggio, alla presenza di numerose autorità tra cui i consiglieri di Stato Norman Gobbi e l’urano Dimitri Moretti, il ripristino di questa Via storica verrà ufficialmente inaugurato dopo un investimento di ulteriori 1,3 milioni, con anche finanziamenti pubblici a cui si sono aggiunti altri enti e privati.

Il risultato dei lunghi e complessi lavori, con in particolare le opere di sostegno, ci sono stati illustrati ieri sul posto dai rappresentanti della Pro: Nicola Cappelletti (presidente), Fabio Janner (membro di comitato) e Fabrizio Barudoni (segretario, oltre che vicedirettore del turismo altoticinese). I primi due, ingegneri, per conto dei rispettivi studi con sede a Faido e Chiasso hanno diretto i lavori eseguiti dalla ditta Pervangher di Airolo. Di proprietà della Degagna di Osco, la Via storica si sviluppa sulla lunghezza complessiva 1,2 km e permette di superare con una breve e tranquilla passeggiata di 30 minuti i 300 metri di dislivello che separano Rodi (a nord) da Faido (a sud). E domenica quel sentiero storico verrà percorso da promotori, popolazione ed autorità a partire dalle 9.30 con i primi discorsi al Dazio Grande per poi scendere e rientrare alle 13 per il pranzo offerto. Previsto un bus navetta dal posteggio in zona AlpTransit a Polmengo; in caso di brutto tempo, il programma si svolgerà al Dazio Grande in forma ridotta.

Ma gli sforzi a favore della Media Leventina non si fermeranno qui. Nella prossima fase la Pro prevede la formazione di un nuovo collegamento sul fondovalle tra il Dazio Grande e Faido.
I dettagli sul sito www.golapiottino.ch.

(Immagine da www.golapiottino.ch)

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Cantone dei Grigioni

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Cantone dei Grigioni

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline una delegazione del Governo del Cantone dei Grigioni, per una visita di lavoro. L’incontro odierno fa seguito a quello organizzato nel febbraio dello scorso anno in Mesolcina, e ha consentito di discutere svariati argomenti politici di interesse comune.
Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Christian Vitta, ha ricevuto oggi a Bellinzona una delegazione del Governo grigionese – il Presidente Jon Domenic Parolini, il vicepresidente Christian Rathgeb, i Consiglieri di Stato Marcus Caduff e Peter Peyer – accompagnata dal Cancelliere Daniel Spadin e dall’addetto alle relazioni esterne Carlo Crameri. L’incontro odierno fa seguito a quello organizzato nel febbraio dello scorso anno in Mesolcina, e testimonia l’ottimo stato delle relazioni tra i due Cantoni.
Durante la riunione politica che ha occupato la prima parte dell’incontro, i due Esecutivi si sono confrontati su numerosi argomenti di interesse comune. In primo piano, le questioni che riguardano il futuro dell’approvvigionamento energetico nel nostro Paese, con l’accento posto sugli sviluppi della produzione idroelettrica e le misure a favore dell’efficienza introdotte dai due Cantoni. Il confronto si è infine spostato su questioni legate ai settori dei trasporti, della fiscalità, della pianificazione territoriale e sanitaria, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione del settore delle cure a domicilio. Sono infine state discusse le misure adottate dai due Cantoni per il controllo del mercato del lavoro e delle attività economiche.
A margine dell’incontro è stato sottoscritto dai rispettivi Direttori cantonali Norman Gobbi e Peter Peyer un Accordo di collaborazione tra i due Cantoni che permetterà ai militi della protezione civile provenienti dalle regioni Moesa, Bernina e Maloja di seguire in futuro la formazione tecnica di base in italiano al centro cantonale di istruzione di Rivera.

Lavoro e spazi smart per la crescita del Ticino

Lavoro e spazi smart per la crescita del Ticino

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha partecipato oggi, martedì 21 maggio, a Mendrisio alla presentazione di una innovativa iniziativa, lanciata da DOS Group SA, leader nel campo dell’innovazione tecnologica e di prodotti ad alto contenuto tecnologico. Si tratta di uno spazio denominato “Swiss Agile Center” che DOS Group mette a disposizione 24 ore su 24, tutti i giorni nella sua sede di via Rime a Mendrisio per professionisti, aziende e giovani che vogliono approfittare di un ambiente di lavoro all’avanguardia. È il primo grande spazio di questo livello in Svizzera, grazie alla collaborazione con HP che fornisce all’azienda di Mendrisio supporti in prima mondiale. Tanta qualità, tanta innovazione, che il CEO della ditta momò Stefano Doninelli ha voluto condividere per creare un ambiente di lavoro smart che sappia far progredire tecnologicamente il nostro Cantone. Qualità che sono state messe in evidenza dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, assieme a Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell’economia del DFE.

Nella foto: Rizzi, Gobbi e Doninelli.

“Le comunali si concentrino sulla prossimità”

“Le comunali si concentrino sulla prossimità”

Il Consigliere di Stato ha incontrato l’associazione delle Polizie comunali

Tra gli aspetti positivi raggiunti dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in questi anni alla guida del Dipartimento delle istituzioni vi è certamente la capacità di far dialogare al meglio il Corpo della Polizia cantonale con i Corpi delle Polizie comunali. E non è certo stato un lavoro da poco, se si pensa alle annose “rivalità” e dispute conosciute anche solo un paio di decenni fa. Martedì scorso il Consigliere di Stato ha parlato davanti all’assemblea dell’Associazione delle Polizie comunali, portando alcuni messaggi importante. “In questi ultimi anni – sottolinea Norman Gobbi – gli sforzi legati al ruolo delle Polizie comunali si sono incentrati sul consolidamento dell’assetto dei Corpi così come definito con la legge del 2011. Ciò ha generato molteplici aspetti positivi, ma non mancano certo limiti e criticità. È quindi necessario proseguire nella definizione chiara e condivisa di ruoli e competenze per ciascun Corpo di Polizia in Ticino, in modo da consentire un ulteriore miglioramento, facendo attenzione ai costi globali finanziati dalla collettività”.
Questo cosa vuol dire? “Ciò comporta da parte delle autorità cantonali – specifica il direttore del Dipartimento delle istituzioni – una visione globale per trovare soluzioni locali e puntuali, adeguate e proporzionate a ogni singola realtà; i corpi comunali devono infatti maggiormente rispondere alle attese di autorità e popolazione dei Comuni serviti nello spirito di prossimità. Anche nei prossimi anni, questo impegno costante permetterà di ottimizzare ulteriormente l’impiego delle risorse. Risorse che in ogni ambito e in ogni settore sono per definizione limitate. Pertanto una sovrapposizione d’investimenti dei diversi Corpi di Polizia può rivelarsi insidiosa e già oggi è tema di discussione a livello politico”.
Ma per l’attività delle Polizie comunale ciò che cosa comporta? “Le Polizie comunali – sottolinea Norman Gobbi – sempre di più dovranno privilegiare la loro azione nell’ambito della prossimità. Ciò significa anche intervenire puntualmente in caso d’incidenti, di liti o problemi di vicinato come pure in molteplici altri ambiti prettamente locali. Un aspetto rilevante delle competenze “comunali” consiste quindi nell’intensificare il contatto con la popolazione. Una prossimità, una vicinanza e una conoscenza che consentiranno di segnalare tempestivamente situazioni potenzialmente problematiche e disinnescare anche fenomeni preoccupanti e in crescita, come le liti tra le quattro mura domestiche oppure i casi gravi di disagio sociale”.
Ma come trovare le giuste sinergie tra Polizia cantonale e le Polizie comunali? “Da sempre – conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ho ritenuto fondamentale un concetto chiave nell’ambito della sicurezza (ma non solo): la collaborazione. Infatti, laddove questa è consolidata e rispettosa dei ruoli, i risultati sono lì ad attestarne la validità. È una strada obbligatoria e dalla quale non si può deviare. La rete “della sicurezza”, che comprende molteplici attori sia a livello comunale sia a livello cantonale, come pure sul piano nazionale e internazionale, funziona grazie alla condivisione e al coordinamento delle informazioni. I successi di operazioni di Polizia ottenuti negli ultimi anni indicano come la collaborazione sia la chiave del successo. Come è noto, nell’ambito del grande cantiere legato a “Ticino 2020”, Cantone e Comuni stanno portando avanti una serie di riflessioni sui flussi di competenze e sui flussi finanziari. Insomma: chi fa che cosa e chi paga. La sicurezza è ovviamente un tema centrale nelle discussioni e tali riflessioni sono portate avanti dal gruppo di lavoro “Polizia ticinese”. Se si riuscirà a mantenere lo spirito di collaborazione, il risultato di queste riflessioni ci permetteranno di fare sicuramente un ulteriore passo avanti, orientandoci sempre al fine ultimo: la sicurezza dei Ticinesi”.

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI

Comunicato stampa

Il primo incontro della nuova legislatura tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e i suoi funzionari dirigenti ha avuto luogo lunedì 13 maggio 2019 a Mendrisio. Come da tradizione, durante la prima parte del pomeriggio le collaboratrici e i collaboratori del Dipartimento delle istituzioni si sono cimentati nel tradizionale Tiro federale in campagna. Durante la seconda parte dell’evento, invece, il Direttore del DI ha indicato gli obiettivi strategici che intende raggiungere nel quadriennio appena iniziato.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha passato in rassegna i macro obiettivi politici della legislatura 2019-2022: la difesa dei valori e della cultura locali, lo sviluppo di una visione dello Stato più moderna e in sintonica con il cittadino, la garanzia di un’adeguata protezione di persone e beni sul territorio cantonale, la riduzione degli oneri burocratici, il rafforzamento delle relazioni con i Comuni, la Confederazione e l’Italia nonché una maggior libertà economica per aziende e persone.
“Per farlo, ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi, sarà fondamentale che tutti i settori del Dipartimento garantiscano il massimo impegno. In gioco ci sono la fiducia che i cittadini ticinesi nutrono nei confronti delle Autorità cantonali e la soddisfazione delle loro aspettative attraverso l’offerta di un servizio pubblico altamente qualitativo e al passo con i tempi”. Una particolare attenzione sarà quindi dedicata al progetto di servizio all’utenza che mira a porre al centro dell’azione dei servizi del Dipartimento proprio la soddisfazione del cittadino.
Nell’accogliente cornice momò del poligono di tiro di Mendrisio, i quasi cinquanta dirigenti presenti hanno avuto la possibilità di cimentarsi nella tradizionale competizione del Tiro federale in campagna, una gara con pistola e fucile d’ordinanza. Athos Solcà, ufficiale della Polizia cantonale, si è aggiudicato il primo posto nella classifica individuale con il fucile, mentre Antonio Ciocco, pure lui ufficiale della Polizia cantonale, è risultato il vincitore della gara in combinata e di quella individuale con la pistola. Tra le donne, la miglior tiratrice in tutte le discipline è stata Silvia Marconcini, responsabile dell’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative.