Il Comune di Monteceneri ritira il ricorso

Il Comune di Monteceneri ritira il ricorso

Il Dipartimento delle istituzioni e il Municipio di Monteceneri informano che il  Comune ha deciso di ritirare il ricorso inoltrato contro il piano di utilizzazione cantonale (PUC) per realizzare il centro di addestramento e il Poligono di tiro Poligono di tiro (PUC-PTMC) sul territorio comunale. I lavori potranno quindi procedere come pianificato; il Cantone definirà prossimamente la fase di progettazione della struttura.

A seguito dell’incontro avvenuto tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dai suoi funzionari e da quelli del Dipartimento del territorio, e il Comune di Monteceneri, rappresentato dal sindaco Anna Celio Cattaneo e dal municipale Marco Cattani, l’esecutivo comunale ha deciso di ritirare il ricorso cautelativo inoltrato al TRAM contro il Piano di utilizzazione cantonale e approvato precedentemente da Governo e Parlamento. Secondo il Comune, infatti, risultava necessario chiarire alcuni aspetti, tra i quali l’incidenza sul calcolo del dimensionamento del Piano Regolatore comunale,  l’indice di edificabilità previsto, l’inserimento paesaggistico e il coinvolgimento finanziario.

Durante l’incontro sono state fornite una serie di rassicurazioni e informazioni aggiuntive al Municipio e sono stati proposti alcuni passi concreti da intraprendere congiuntamente. Da un lato è stato prospettato al Comune di partecipare in forma attiva al gruppo di accompagnamento cantonale che dovrà occuparsi della stesura del bando di concorso e della valutazione del progetto, allo scopo di garantire al Comune anche un’informazione costante e aggiornata sull’andamento dei lavori. Dall’altro i servizi cantonali hanno garantito all’ente comunale di poter utilizzare la struttura anche per scopi d’interesse comunali come già accade oggi con il Centro d’istruzione cantonale della Protezione civile, da formalizzarsi al momento opportuno tra le parti.

Il Dipartimento delle istituzioni esprime pertanto piena soddisfazione per la soluzione adottata dal Comune di Monteceneri che consentirà al Cantone di continuare con la progettazione dell’opera per poter giungere alla concretizzazione entro il 2023. Un passo importante che permetterà di dare alla luce un progetto capace di far fronte alle accresciute necessità nell’ambito del tiro e di risanare quei comparti abitativi da decenni soggetti a forti immissioni. Dal canto suo il Municipio di Monteceneri si pronuncia soddisfatto delle garanzie ricevute dalle autorità cantonali e dai relativi servizi.

Giochi: se la tombola passa di moda

Giochi: se la tombola passa di moda

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 luglio 2018 del Corriere del Ticino

In calo lo scorso anno le autorizzazioni rilasciate dalla polizia cantonale

Il gioco della tombola è un’attività di svago ancora in voga in Ticino? Stando ai dati statistici raccolti dal Servizio autorizzazioni, commercio e giochi della polizia cantonale i numeri sono in calo. Nel 2017 le cartelle da 0,50 centesimi rilasciate sono state 137.942, quando l’anno precedente erano state 148.364 e nel 2010 209.406. E la tendenza non si inverte se si considerano le cartelle da 0,20 centesimi, 10.882 lo scorso anno contro le 13.140 del 2016. A crescere leggermente sono per contro quelle da 1 franco, 18.066 nel 2017 e 17.996 l’anno precedente. Il trend è comunque al ribasso, dal momento che nel 2015 queste cartelle erano state 20.149. Ma com’è disciplinata la realtà di questo gioco? «Il settore è regolato in maniera uniforme dalla legge federale concernente le lotterie e le scommesse professionalmente organizzate (dell’8 giugno 1923), dalla legge cantonale sulle lotterie e giochi d’azzardo (del 4 novembre 1931) e dal regolamento concernente le lotterie e giochi d’azzardo (dell’11 dicembre 1986). L’applicazione compete i cantoni, nello specifico il Servizio autorizzazioni, commercio e giochi. Le attuali normative – precisa la polizia cantonale – sono parzialmente vetuste e di conseguenza non più ottimali per garantire un controllo. In questo senso si saluta positivamente la pendente revisione totale della legge federale (in corso). Una volta adottata la nuova legge federale, verrà revisionata integralmente anche quella cantonale». Lo scorso 10 giugno, infatti, i cittadini hanno approvato a larga maggioranza la nuova legge sui giochi in denaro. La polizia evidenzia come «le infrazioni riscontrate, seppur in numero limitato, siano principalmente la mancata compilazione del resoconto finanziario al termine della tombola o la mancanza della richiesta di autorizzazione preventiva. Questo comporta un ammonimento e successivamente una contravvenzione (massimo sino a 1.000 franchi)».

Un fenomeno sotto controllo, anche a fronte di verifiche svolte «in modo mirato al momento del rilascio di ogni autorizzazione per le varie tombole e lotterie» prosegue la polizia. Per poi specificare: «Le associazioni devono inoltrare al nostro servizio un’istanza richiedendo l’autorizzazione che gli permetterà di proporre il gioco della tombola o lotterie con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alla data prefissata. Se i requisiti, previsti dalle normative vigenti sono adempiuti, sarà rilasciata l’autorizzazione. Nell’ambito delle tombole, entro i 10 giorni successivi dallo svolgimento della serata, l’organizzatore dovrà inoltrare al Servizio autorizzazioni il rendiconto finanziario. Per quanto riguarda le lotterie, se l’importo dei biglietti emessi super i 3.000 franchi, gli organizzatori devono pubblicare i numeri estratti (vincenti) sul Foglio Ufficiale e al momento dell’estrazione; la legge prevede la presenza di un agente di polizia che provvederà alla redazione di un verbale».

Accorgimenti antifurto prima delle ferie

Accorgimenti antifurto prima delle ferie

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 luglio 2018 de La Regione

I consigli della Polizia cantonale. E sui social ‘non postare la propria assenza’.
I furti, compresi quelli con scasso, sono in calo in Ticino, come ha pure evidenziato il rapporto sull’attività 2017 della Polizia cantonale. Ma è meglio non abbassare la guardia e sul piano della prevenzione molto possono fare anche i singoli cittadini. E allora nel periodo delle partenze per le tanto sospirate vacanze estive, le forze dell’ordine rinnovano l’invito ad adottare alcuni accorgimenti, suggeriti dal servizio intercantonale Prevenzione svizzera della criminalità, così da evitare spiacevoli sorprese al rientro dalle ferie. Ferie, occorre ricordare, che i ladri non fanno. Prima di partire è allora buona cosa, oltre che controllare i dettagli del viaggio e in particolare la validità dei documenti, incaricare vicini o parenti oppure conoscenti di svuotare periodicamente la cassetta delle lettere, di aprire e chiudere le tapparelle o le persiane, di accendere alla sera la luce per non dare l’impressione che l’abitazione sia abbandonata. Se non c’è nessuno che possa provvedere a tutto ciò, la Polcantonale raccomanda di sospendere la consegna della posta, di installare un timer per l’illuminazione interna, per la radio o la televisione e di avvisare una persona di fiducia “della vostra assenza”. Immediatamente prima della partenza è consigliabile depositare oggetti di valore e documenti “in cassaforte o nella cassetta di sicurezza in banca”; chiudere “finestre, box, cantina e portefinestre del balcone”; chiudere “il cancello del giardino con il chiavistello”; mettere in un luogo sicuro “gli attrezzi da giardino”, controllare che “i lucernari siano chiusi e i tendoni arrotolati”, attivare il sistema d’allarme. La polizia richiama poi l’attenzione sulle cose “da non fare assolutamente”: non inserire il messaggio sulla segreteria telefonica per informare della vostra assenza, non postare la propria assenza sui social. Altri consigli da seguire ma durante il viaggio. Ad esempio “negli Internet Café e reti Wlan pubbliche non protette, non effettuare mai operazioni bancarie e non digitare mai i dati delle vostre carte di credito”. Questo perché “keylogger che intercettano i vostri dati o l’accesso illecito al vostro laptop rappresentano un rischio elevato”, avvertono le forze dell’ordine.

Radicalizzazione in carcere: formazione e prevenzione per evitare il pericolo

Radicalizzazione in carcere: formazione e prevenzione per evitare il pericolo

Monitoraggio continuo del contesto sociopolitico

In tema di radicalizzazione, anche le carceri sono sempre più oggetto di attenzione dopo aver scoperto che diversi attentati all’estero sono stati commessi da persone radicalizzate o che avevano radicalizzato altri detenuti durante la detenzione. Fortunatamente, il Ticino e il resto della Svizzera sono toccati marginalmente dal processo di radicalizzazione nei penitenziari. Il rischio che la situazione possa aggravarsi esiste ed è legato a possibili cambiamenti nel contesto sociopolitico internazionale. Per questo motivo i miei servizi, nello specifico la Polizia cantonale in collaborazione con fedpol, è sempre vigile su quanto accade appena fuori i nostri confini e a livello internazionale.

Il regolamento cantonale delle strutture carcerarie predispone delle misure per il mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza all’interno delle strutture. Norme che oggi definisco adeguate, a fronte di una percentuale di carcerati di fede musulmana che si aggira attorno al 5%. E’ però fondamentale farsi trovare pronti in caso di incremento della problematica. Insisto sull’attività di prevenzione e di formazione, perché gli agenti di custodia devono disporre degli strumenti utili all’identificazione del processo di radicalizzazione. La priorità infatti sta nell’individuare il reclutatore e non nella sua successiva gestione.

La capacità di riconoscere e anticipare il problema
Un primo segnale che può insospettire è il mutamento nelle abitudini di preghiera e la sua intensificazione a svantaggio di altre attività quotidiane. Anche la scelta di lasciar crescere la barba e la posa di tappeti per la preghiera nella stanza detentiva possono essere dei segnali da considerare. Il processo di radicalizzazione può inoltre essere confermato dal modo di proporsi di fronte ad avvenimenti criminali quali attentati terroristici e guerre. In ogni situazione, occorre sapere intercettare i tentativi di convincere altri detenuti a convertirsi all’Islam, spesso con la diffusione del Corano e di testi di propaganda. Nei collaboratori deve essere chiaro il confine tra il credo religioso e il perseguimento di obiettivi politici.
Nel caso dell’individuazione di un soggetto a rischio, sono previste diverse soluzioni logistiche e regimi separati, con una progressiva diminuzione della possibilità d’interazione con gli altri carcerati. Nei casi estremi si passa all’isolamento completo. La prossima realizzazione di quindici nuove celle di sicurezza consentirà di avere in quest’ambito maggiori soluzioni a disposizione.

Le formazione come misura di prevenzione
Le nostre priorità sono la prevenzione e il riconoscere celermente reclutatori e radicalizzati. Per acquisire queste competenze è stata instaurata una collaborazione con la Facoltà di Teologia dell’USI che sosterrà la formazione del personale in tema di religione. Sono inoltre state proposte delle giornate di approfondimento dal Centro svizzero per la formazione del personale penitenziario, incentrate sul tema della diversità e della cultura islamica. Le formazioni sono state valutate positivamente dal personale, al momento è comunque difficile valutare la reale efficacia delle competenze acquisite visto il fortunatamente limitato numero di casi. 

Il lavoro svolto con il personale delle strutture carcerarie mi porta a dire che siamo in grado di gestire correttamente il problema della radicalizzazione all’interno delle strutture carcerarie. Il lavoro prosegue con il monitoraggio di tutte le realtà su scala mondiale che potrebbero favorire o velocizzare il processo. Ricordo che in autunno – come prima misura concreta – verrà messo online il portale web di prevenzione alla radicalizzazione realizzato dalla Piattaforma di lotta all’estremismo, promossa su iniziativa del mio Dipartimento. Più strumenti nell’interesse delle cittadine e dei cittadini ticinesi.

Svelato l’imponente marchingegno artistico nell’ex fortezza

Svelato l’imponente marchingegno artistico nell’ex fortezza

Servizio all’interno dell’edizione di sabato 30 giugno 2018 de Il Quotidiano 
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10643598

 

Da www.tio.ch

Presentata oggi la strabiliante opera dell’artista Tullio Zanovello

È stato presentato sabato 30 giugno, nella leggendaria fortezza del Gottardo, “Il marchingegno artistico Gottardo-Il Ridotto”, opera unica dell’artista Tullio Zanovello.
Il manufatto artistico ha dimensioni enormi: 7 metri di larghezza per 4,5 metri di altezza ed un peso di quasi 1,5 tonnellata. L’opera è stata esposta in una delle grandi caverne dell’ex fortezza del Gottardo, il Sasso San Gottardo.

“Il marchingegno artistico Gottardo-Il Ridotto”, in uno spettacolo della durata di una ventina di minuti, offre una visione sorprendente e innovativa di questa catena montuosa Svizzera. Svela vari dipinti con scene storiche e racconti, dalla leggenda del diavolo al leggendario Ridotto. 

«Non ho mai visto niente di simile, e questo significa qualcosa!», ha detto Christoph Vitali, ex direttore del Museo Beyeler.
Al vernissage hanno partecipato il Consigliere degli Stati Filippo Lombardi e il Consigliere di Stato Norman Gobbi, mentre dal Canton Uri il Consigliere degli Stati Dittli e il Consigliere di Stato Jörg.

Una quarantina di centauri sui passi alpini con la Polizia

Una quarantina di centauri sui passi alpini con la Polizia

Servizio all’interno dell’edizione di sabato 30 giugno 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10643592

 

Da www.tio.ch

Si è rivelata un successo la prima edizione di “In sicurezza sui passi alpini”

Complice una splendida mattinata estiva, questa mattina si sono scaldati i motori ed una quarantina di centauri hanno affrontato i passi alpini con la Polizia cantonale.
A salutare i partecipanti della prima edizione di “In sicurezza sui passi alpini” è giunto il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

La gita era organizzata da “Strade sicure” e dal V° Reparto della Gendarmeria stradale della Polizia cantonale allo scopo di effettuare prove pratiche dedicate alla sicurezza dei motociclisti. Agenti esperti hanno accompagnato gli amanti delle due ruote sui passi alpini del San Gottardo e della Novena fornendo utili indicazioni per ottimizzare lo stile di guida e rendendoli attenti ai rischi della guida fuori delle località abitate.

L’appuntamento prevedeva anche la presenza di un apposito stand ad Airolo sul piazzale del Forte Albinengo, con informazioni utili sul progetto Strade sicure e sulla campagna nazionale Rifletti, entrambe curate dal Dipartimento delle istituzioni. 

Va ricordato che in Svizzera sono aumentati gli incidenti mortali che hanno visto il coinvolgimento di motociclisti per un totale di 51 decessi e ben 1074 feriti gravi.

Un imponente marchingegno artistico nel cuore della Svizzera

Un imponente marchingegno artistico nel cuore della Svizzera

Da www.tio.ch

Nella leggendaria fortezza del Gottardo un’opera dell’artista Tullio Zanovello

Oggi, sabato 30 giugno, alle 14.00, nella leggendaria fortezza del Gottardo si festeggerà l’inaugurazione di un’opera unica nel suo genere intitolata “Il marchingegno artistico Gottardo-Il Ridotto”, dell’artista Tullio Zanovello.

Il Gottardo è una montagna piena di segreti, leggende e miti. “Il marchingegno artistico Gottardo-Il Ridotto” offre una visione sorprendente e innovativa di questa catena montuosa Svizzera. Svela vari dipinti con scene storiche e racconti, dalla leggenda del diavolo al leggendario Ridotto. Nell’installazione, con i suoi venti minuti di durata, verrà presentata l’anima del Gottardo dove emergono immagini sempre nuove accompagnate da una musica corale composta appositamente dall’artista.

Tullio Zanovello presenta un’opera unica al mondo con dimensioni enormi: 7 metri di larghezza per 4,5 metri di altezza ed un peso di quasi 1,5 tonnellata. L’opera viene esposta in una delle grandi caverne dell’ex fortezza del Gottardo, il Sasso San Gottardo. Il cuore della Svizzera riceve così un’opera artistica monumentale di importanza nazionale. «Non ho mai visto niente di simile, e questo significa qualcosa!», ha detto Christoph Vitali, ex direttore del Museo Beyeler.

Al vernissage parteciperanno il Consigliere degli Stati Filippo Lombardi e il Consigliere di Stato Norman Gobbi, mentre dal Canton Uri il Consigliere degli Stati Dittli e il Consigliere di Stato Jörg. Alla prima dell’evento saranno presenti circa 100 ospiti proveniente dal settore economico e culturale. Seguirà l’aperitivo conclusivo.

Da www.youtube.com

“Quasi impossibile individuare una logica in quel ricorso”

“Quasi impossibile individuare una logica in quel ricorso”

Da www.ticinonews.ch

Il TF ha confermato l’espulsione una 33enne italiana secondo cui vi era “un conflitto d’interessi per il direttore del DI”

Il Tribunale federale ha confermato l’espulsione di una 33enne italiana decisa nel febbraio del 2015 dalla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni (DI). La donna – cittadina italiana nata in Svizzera, dove è in parte cresciuta prima di trasferirsi in Italia – nel maggio del 2014 aveva ottenuto un permesso di dimora della validità di 5 anni per esercitare un’attività lucrativa dipendente in qualità di addetta alla reception presso un esercizio pubblico, in seguito fallito senza averle mai pagato lo stipendio. Essendo priva di entrate finanziarie e non avendo maturato un diritto all’indennità di disoccupazione, a partire da settembre 2014 aveva dovuto far capo all’assistenza pubblica.

La 33enne era in seguito tornata a vivere in Italia e, il 16 dicembre dello stesso anno, l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) le aveva comunicato di non poter entrare nel merito della sua richiesta di rinnovo delle prestazioni assistenziali in quanto il Servizio regionale degli stranieri aveva notificato la sua partenza per l’Italia. La Sezione della popolazione del DI le aveva di conseguenza revocato il permesso di dimora, decisione inutilmente impugnata su ricorso sia davanti al Consiglio di Stato sia davanti al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM).

La donna si era così rivolta al Tribunale federale per contestare la sentenza della Corte cantonale datata 9 gennaio 2017, ma anche in questo caso senza successo. “La ricorrente – si legge nella sentenza del 12 giugno scorso – ha inoltrato una memoria di 50 fitte pagine, composte da lunghi paragrafi organizzati in una progressione di cui solo raramente è possibile individuare una logica, ad esempio in funzione della struttura della sentenza impugnata o di un altro criterio oggettivo”. In particolare la donna aveva contestato le conclusioni a cui sono pervenuti i giudici cantonali “in relazione ad un asserito conflitto di interessi in cui si sarebbe trovato l’on. Norman Gobbi al momento di validare una decisione in materia di rilascio di permessi di soggiorno a cittadini stranieri”, nella sua veste di Presidente del Consiglio di Stato e responsabile del Dipartimento delle istituzioni e nel contempo “membro di un partito che promuove una politica restrittiva in materia di immigrazione”.

I Giudici di Mon Repos hanno tuttavia respinto al mittente questa tesi e ha confermato in quanto giustificata e proporzionata la revoca del permesso B poiché “alla ricorrente non poteva essere riconosciuto lo statuto di lavoratrice” in quanto “la sua attività è stata talmente ridotta da poterla ritenere di mero carattere marginale” mentre “la sua inattività professionale si protraeva da oltre due anni durante i quali ella non ha dimostrato di avere una prospettiva reale di impiego”. La Corte federale ha cioè concluso che “la ricorrente ha ampiamente superato il periodo ragionevole di sei mesi durante il quale i cittadini di uno Stato UE, al termine di un impiego di durata inferiore a un anno, hanno il diritto di rimanere in Svizzera per cercarsi un nuovo lavoro corrispondente alle loro qualifiche professionali e prendere, all’occorrenza, le misure necessarie per essere assunti”.

Saluto del Consigliere di Stato Norman Gobbi alla giornata dedicata alla sicurezza in moto sui passi alpini

Saluto del Consigliere di Stato Norman Gobbi alla giornata dedicata alla sicurezza in moto sui passi alpini

Sabato 30 giugno 2018 avrà luogo sui passi del San Gottardo e della Novena una giornata di prove pratiche dedicate alla sicurezza dei motociclisti, organizzate dal Dipartimento delle istituzioni nell’ambito del progetto “Strade Sicure” e dal V° reparto della Gendarmeria stradale della Polizia cantonale. In mattinata il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi porterà il suo saluto ai motociclisti che prenderanno parte alla manifestazione.

L’appuntamento è previsto alle ore 9.15 di sabato 30 giugno 2018 sul piazzale del Forte Albinengo di Airolo.
In seguito i partecipanti riceveranno le informazioni pratiche sulla giornata e saranno poi accompagnati alla scoperta dei passi alpini del San Gottardo e della Novena da motociclisti esperti della polizia, dai quali riceveranno utili indicazioni per ottimizzare lo stile di guida e saranno resi attenti ai rischi della guida fuori dalle località abitate.
Maggiori dettagli sulla manifestazione sono disponibili sul sito internet di Strade sicure e nel comunicato stampa del 7 giugno 2018.