Centro di Rancate: operatività prolungata

Centro di Rancate: operatività prolungata

Il Consiglio di Stato, in accordo con il Municipio di Mendrisio, ha avallato il prolungamento fino alla fine del 2019, con opzione per il 2020, dell’operatività del centro unico temporaneo per migranti in procedura di riammissione semplificata di Rancate. La decisione è stata presa tenendo conto della costante presenza della spinta migratoria al confine sud del Cantone Ticino.

Durante il 2017 non si sono ripetuti i numeri di entrate illegali registrate nel corso del 2016, ciononostante è ipotizzabile che anche in futuro i migranti continueranno a percorrere le rotte attraverso l’Europa centrale e questo comporterà una costante sollecitazione alla frontiera sud. In base alle proiezioni degli arrivi si conferma l’intenzione generalizzata dei migranti a non chiedere più sistematicamente asilo, bensì quella di usufruire della Svizzera unicamente quale corridoio di transito.
Il capillare ma costante arrivo di migranti sul nostro territorio necessita dunque la presenza di una collocazione degna e rispettosa delle persone, le quali all’interno della struttura possono rifocillarsi, riposare e usufruire di servizi igienici. Grazie alla sua modularità il Centro di Rancate permette inoltre di separare i migranti ritenuti bisognosi di attenzioni particolari (donne sole e minorenni non accompagnati) e offre degli spazi per le famiglie con figli minorenni. La Commissione nazionale per la tortura (CNPT) ha visitato senza preavviso il Centro senza rilevare criticità insormontabili.
In tal senso, il Centro unico temporaneo di Rancate continua a rispondere alle necessità per quei migranti che non richiedono asilo alla Confederazione e le cui pratiche di riammissione semplificata non possono essere evase entro la chiusura notturna degli uffici della Polizia di frontiera italiana, con la quale la collaborazione continua a essere ottima.

Con questa disposizione s’intende quindi rispondere in modo adeguato e proporzionale al contesto attuale e agli scenari futuri, nell’ottica della continuità e secondo le positive esperienze riscontrate dall’apertura del Centro. Il Dipartimento delle istituzioni ha pertanto adottato una serie di misure che permettono di ottimizzare ulteriormente i costi di gestione del Centro unico di Rancate e quelli legati alle attività svolte dalla Protezione civile (PCi). Sono in effetti state rivalutate le prestazioni relative all’agenzia di sicurezza e a tutti gli aspetti logistici in modo da renderle flessibili e adattabili al numero di migranti giornalmente alloggiati. Tali accorgimenti hanno permesso una riduzione del 50% dei costi fissi.
Parallelamente alla costruzione del nuovo Centro federale per l’asilo (CFA) si valuteranno possibili ubicazioni del Centro unico per migranti in procedura di riammissione semplificata, al fine di trovare una soluzione logistica definitiva.

Il mandato attribuito all’attuale agenzia di sicurezza privata che si è aggiudicata il concorso del gennaio 2017 scade alla fine dell’anno. Un nuovo bando di concorso sarà pubblicato nel corso della prossima settimana. Infine, il Consiglio di Stato tiene a ringraziare l’Autorità comunale di Mendrisio e la popolazione residente anche nei comuni limitrofi per la collaborazione e la disponibilità dimostrata.

La campagna di prevenzione “Acque sicure” entra nel vivo

La campagna di prevenzione “Acque sicure” entra nel vivo

Sabato 14 luglio a Losone, a partire dalle 14.00, alcuni rappresentanti della Commissione consultiva cantonale «Acque sicure» animeranno uno stand informativo durante un evento sportivo previsto nell’area di svago del Meriggio. Entra così nel vivo la campagna di prevenzione promossa dal Dipartimento delle istituzioni, che punta come sempre ad attirare l’attenzione dei bagnanti sulle regole che permettono di evitare comportamenti a rischio e incidenti.
La spiaggia del Meriggio – alla confluenza dei fiumi Maggia e Melezza – è una delle più frequentate del Locarnese e uno dei nuovi luoghi in cui da quest’anno, durante i fine settimana dei mesi di luglio e di agosto, è prevista la presenza dei pattugliatori, che forniranno informazioni ai bagnanti sui comportamenti corretti da assumere per godersi le meraviglie del Cantone in tutta sicurezza. Per presentare questa nuova offerta, il Presidente della Commissione consultiva «Acque sicure» Boris Donda parteciperà – insieme ad alcuni agenti della sezione lacuale della Polizia cantonale – all’evento sportivo in programma nel pomeriggio di sabato 14 luglio nell’area di svago losonese.
Le regole più importanti per frequentare in sicurezza i nostri lidi saranno ricordare a tutti i presenti grazie alla presenza di uno stand informativo, che organizzerà giochi e la distribuzione di gadget della campagna di sensibilizzazione. A partire dalle 14.00, il Presidente Boris Donda sarà inoltre a disposizione degli organi d’informazione per rilasciare interviste.

Il Dipartimento delle istituzioni coglie l’occasione per ricordare le sei regole dei bagnanti, pubblicate anche sul sito internet www.acquesicure.ch

1.
Non perdere mai di vista i bambini
2.
Non accamparsi sulle rive o sugli isolotti di un fiume
3.
Prestare grande attenzione alle condizioni meteorologiche: le piogge fanno aumentare rapidamente il livello dell’acqua
4.
Valutare bene il luogo e le caratteristiche del fiume: gole strette e cascate sono pericolose. I vortici non si vedono ma imprigionano sul fondo
5.
Seguire le indicazioni e i suggerimenti delle persone competenti
6.
Attenersi alla segnaletica delle officine idroelettriche

Moto, ma i sinistri sono in calo

Moto, ma i sinistri sono in calo

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 10 luglio 2018 de La Regione

Dopo i casi dello scorso fine settimana, i dati e le attività di prevenzione.
Il progetto ‘Strade sicure’.

Lotterebbero ancora tra la vita e la morte i due motociclisti che lo scorso fine settimana, uno a Vogorno e l’altro a Corzoneso (frazione di Acquarossa), sono stati vittime di due seri incidenti stradali. Le loro condizioni sarebbero immutate rispetto a quanto comunicato inizialmente, indicava ieri pomeriggio la Polizia cantonale, da noi interpellata. Più fortunato, invece, un terzo motociclista che, sempre domenica, sul Lucomagno, nei pressi di Camperio, probabilmente a causa di una chiazza d’olio trovata sull’asfalto, è scivolato affrontando un tornante. Le sue condizioni sono stabili. Tre incidenti con coinvolti motocicli in un fine settimana sono tanti, ma si inseriscono in un trend? «Nei primi quattro mesi dell’anno non abbiamo riscontrato indicazioni di un aumento di incidenti con motoveicoli – risponde Renato Pizolli, capoprogetto di ‘Strade sicure’ –, anzi, il numero di sinistri che vedono coinvolti motoveicoli è inferiore del 15 per cento rispetto agli scorsi anni. Maggio e giugno, benché ancora incompleti perché non sono rientrati ancora tutti i rapporti, non indicano un cambio in questa tendenza». Il 15 per cento in meno rispetto agli scorsi anni, quindi. Ma i dati – fornitici dalla Polizia cantonale – che coprono il periodo 2013-2017 sono parecchio altalenanti. Se il totale degli incidenti che hanno coinvolto almeno un motoveicolo nel 2013 è stato di 503, l’anno seguente il calo è stato sensibile con 464 casi. E se nel 2015 il livello è tornato a quello di due anni prima, risalendo a 509, nel 2016 si è nuovamente scesi a 435. E l’anno scorso? Si è registrato il numero più alto di incidenti degli ultimi cinque anni: 538. Sempre nel 2017, i morti sono stati tre, mentre i feriti gravi 105 e quelli leggeri 183. Dati ballerini quindi, o quantomeno altalenanti. Le cause, però, principalmente sono sempre le stesse: avvicinamento eccessivo al veicolo che precede, manovre azzardate, assunzione di alcol, superamento di veicoli fermi in coda da parte del motoveicolo, scarsa esperienza di guida. E anche le dinamiche, ripetono lo stesso schema: negli ultimi cinque anni, la più frequente è sempre stata un incidente causato da uno sbandamento o per colpa propria del motociclista. Va da sé, quindi, che la prevenzione e la sensibilizzazione siano più che fondamentali. Pizolli, rispondendo alla ‘Regione’, ricorda come «‘Strade sicure’, progetto del Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con la Polizia cantonale, sostiene attivamente in Ticino corsi autorizzati e certificati di perfezionamento della guida sulle due ruote con un contributo finanziario». Ma non solo. «Questo progetto promuove degli appuntamenti specificatamente dedicati ai motociclisti. Il 30 giugno, ad esempio, ad Airolo una quarantina di loro ha potuto affrontare i passi alpini con la Polizia cantonale». Questo evento, promosso da ‘Strade sicure’ e dal V Reparto della Gendarmeria stradale della Cantonale, «aveva come obiettivo effettuare prove pratiche dedicate alla sicurezza dei motociclisti. Agenti esperti – annota Pizolli – hanno accompagnato gli amanti delle due ruote sui passi del San Gottardo e della Novena, fornendo utili indicazioni per ottimizzare lo stile di guida e rendendoli attenti ai rischi della guida fuori dalle località abitate». Importante che sia avvenuto in giugno perché, come ricorda il capoprogetto di ‘Strade sicure’, «quella estiva è la stagione dove capita il maggior numero di incidenti, anche perché è maggiore il numero di motoveicoli in circolazione e aumenta il numero di chilometri effettuati».

Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Visite nei Comuni del Consigliere di Stato Norman Gobbi

Si concluderà martedì 10 luglio 2019 a Mendrisio la prima serie di incontri fra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e i Municipi di alcuni dei Comuni del Cantone; un ciclo di visite organizzato dal Dipartimento delle istituzioni per rafforzare la vicinanza tra la realtà cantonale e quella degli enti locali, grandi e piccoli, del Ticino.

In generale, i Municipi dei Comuni coinvolti in questi primo ciclo di visite hanno espresso soddisfazione nei confronti della strategia del Governo in materia di aggregazioni, che intende privilegiare i progetti proposti dagli stessi enti locali. È stata d’altra parte attirata l’attenzione del Consigliere di Stato su una certa distanza tra i servizi cantonali e quelli dei Comuni; la Sezione degli enti locali ha preso nota delle osservazioni integrerà questa consapevolezza nel progetto Ticino2020.
Per presentare un primo bilancio di quanto è emerso da questo ciclo di appuntamenti, il Consigliere di Stato Norman Gobbi sarà a disposizione dei rappresentanti dei mezzi di informazione, per rilasciare alcune brevi dichiarazioni sul tema delle aggregazioni e dei rapporti tra Cantone ed enti locali.

L’appuntamento è per:
Martedì, 10 luglio 2018
alle ore 15.00
a Mendrisio
nell’atrio del Palazzo comunale

Saranno disponibili per interviste:
• Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni
• Marzio Della Santa, Capo della Sezione degli enti locali
• Samuele Cavadini, Sindaco della città di Mendrisio

Semplici accorgimenti per bloccare i ladri durante le vacanze

Semplici accorgimenti per bloccare i ladri durante le vacanze

Un’informazione chiara contro i furti
Il periodo estivo coincide per buona parte di noi con le tanto attese vacanze. Non si vede l’ora di poter staccare un attimo dal ritmo quotidiano per concedersi qualche giornata con i propri cari o praticando gli hobby preferiti. 
Non siamo però i soli ad attendere questo momento: assieme a noi ci sono i ladri che non vedono l’ora di approfittare della nostra assenza per violare gli spazi più intimi della nostra quotidianità alla ricerca di una interessante refurtiva. 
Il mio Dipartimento, in particolare la Polizia cantonale, prima dell’estate ricorda alla popolazione di mettere in pratica alcuni accorgimenti che possono aiutare a combattere il fenomeno dei furti nelle abitazioni. Prima di partire per le vacanze, consiglio vivamente di seguire le indicazioni fornite dalla Prevenzione svizzera della criminalità. Oltre all’accurata pianificazione del viaggio e del soggiorno, è indispensabile ridurre il rischio che la nostra abitazione possa suscitare l’attenzione dei ladri durante il periodo in cui resterà incustodita. Sarebbe piuttosto sgradevole doversi occupare delle pratiche di notifica di un furto al rientro dalle vacanze.
 
Trend in diminuzione per i furti nelle abitazioni
Grazie al buon lavoro della Polizia cantonale, i furti nelle abitazioni sono diminuiti in maniera importante negli ultimi anni (da 1’455 nel 2015 a 926 nel 2017). Dobbiamo comunque tenere alta la guardia per ribadire il trend positivo anche per il 2018. Sono molteplici le motivazioni che hanno permesso di conseguire questo risultato: da un lato la maggiore e migliore presenza sul territorio degli agenti favorita dalla riorganizzazione della Polizia, dall’altro una comunicazione più efficace e attiva sul tema con l’utilizzo dei canali classici e l’aggiunta dell’App e dei social media della Polizia cantonale. Pure i cittadini hanno dato il loro prezioso contributo con la segnalazione alla Centrale operativa di situazioni sospette, rendendo più efficace il lavoro di prevenzione e repressione degli agenti.

L’assenza da casa deve essere comunicata con attenzione
Per ridurre il rischio di furti, è opportuno insinuare nei ladri il dubbio che l’abitazione non sia abbandonata, delegando a conoscenti fidati il compito di “farla vivere” o automatizzando con dei timer alcune attività abituali. Tra queste – in estrema sintesi – evidenzio la necessità di vuotare la bucalettera, di aprire e chiudere le tapparelle o persiane e di accendere e spegnere le luci (ma anche televisori e radio) nei locali ad intervalli irregolari. Oltre a ciò, prima della partenza, è fondamentale assicurarsi che tutti gli accessi siano stati correttamente chiusi (pure i lucernari) e che l’impianto d’allarme, se presente, sia stato correttamente programmato. Ricordarsi anche di depositare in cassaforte o nelle cassette di sicurezza banconote e oggetti di valore economico o affettivo.
In parallelo, è opportuno riflettere su che cosa comunicare specialmente con i social media (ma anche sulla segreteria telefonica). Evitate di dare troppo risalto alla vostra lontananza con scritti ed immagini dei luoghi di villeggiatura. I ladri potrebbero trovare la conferma della vostra assenza proprio sfogliando i profili social. Non dimenticate infine di fare attenzione ai borseggiatori, particolarmente abili a sfruttare le vostre distrazioni in presenza di un folto numero di persone. Non perdete mai di vista borsette e portamoneti!

Per non cancellare i benefici delle vacanze appena rientrati a casa, mi auguro possiate fare tesoro di questi utili suggerimenti. Assieme all’attività di prevenzione svolta dalla Polizia cantonale e dalle polizie comunali sarà così più facile combattere i tentativi dei malintenzionati, agevolando l’operato delle forze dell’ordine. I dati statistici sono favorevoli ma basta un attimo per peggiorarli. Faccio quindi affidamento anche sul vostro apprezzato ruolo di sentinelle sul territorio.
Futuro rosa per il Naravazz

Futuro rosa per il Naravazz

Il Consigliere di Stato Gobbi a Torricella-Taverne per discutere dell’ipotesi di carcere femminile

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, responsabile del Dipartimento delle istituzioni, lo aveva rimarcato recentemente, era inizio giugno, in parlamento: ovvero il sensibile aumento in Ticino della popolazione carceraria femminile negli ultimi due anni circa e, parallelamente, la mancanza di una sezione specifica a loro dedicata al penitenziario della Stampa. Dati che hanno portato a una serie di ipotesi così da risolvere la situazione della ventina di detenute, recluse nell’ambito delle indagini preliminari o già in esecuzione anticipata della pena.

Fra quelli, va detto, che sono ancora dei ‘disegni’ vi è anche il Luganese, e in particolare il comune di Torricella-Taverne, individuato dal Cantone quale sede del Naravazz, in passato carcere aperto, prima istituto per ragazzi poi come struttura di esecuzione di fine pena, e in seguito utilizzato per uffici cantonali e corsi di polizia.

«È stato solo un discorso a lungo termine, una discussione ad ampio raggio – risponde alla nostra richiesta di un commento sull’incontro di ieri pomeriggio fra Cantone e Comune il sindaco Tullio Crivelli –; per questo mi è impossibile ora rilasciare una dichiarazione. Prima di farla aspettiamo una lettera ufficiale del dipartimento, dopodiché prenderemo eventualmente posizione. È comunque un’idea che si svilupperà nel tempo e le tempistiche saranno abbastanza lunghe».

Già vent’anni fa il Comune si era mosso alla notizia dell’apertura di un carcere, poi fu ‘digerito’, arrivando i detenuti nell’ultimo periodo di sconto di pena. Oggi, le ventilate volontà del dipartimento di vedere nel Naravazz un’opzione per le detenute hanno probabilmente fatto riaffiorare fra le istituzioni e i cittadini la voce, della popolazione in generale, che esige in primo luogo sicurezza. Necessità però che sarebbe già stata assicurata da Gobbi che guarda alle donne finite in prigione i cui reati non vengono inclusi nella voce ‘gravi’, ma limitati alle truffe, ai furti e alla Legge federale sugli stupefacenti.

La volontà di cercare una soluzione è dettata, soprattutto, dalla mancanza di una sezione specifica per le donne, che le esclude da determinate misure previste diversamente al carcere della Stampa per gli uomini, come per esempio la possibilità, in esecuzione della pena, di lavorare nei laboratori presenti all’interno della struttura carceraria. L’alternativa? Scontare la loro reclusione alla Farera con i limiti insiti nella Farera stessa, ben più restrittivi (il diritto a una sola ora d’aria), ma non senza seguire una formazione nell’ottica della risocializzazione evitando così il pericolo di recidiva.

Naravazz, comunque, se da ‘suggerimento’ diventerà realtà, si presenta già fin d’ora come una soluzione transitoria, ciò in vista della prospettata costruzione del nuovo carcere penale. Il Cantone dovrà su questa strada predisporre entro fine anno un progetto concreto, calcolandone costi d’investimento e benefici. La struttura di Torricella-Taverne è chiusa, infatti, da tempo e dovrà essere perciò sanata e rimodernizzata nei suoi contenuti esterni ed interni.

Fallimento Darwin Airline SA: anche il Tribunale federale conferma l’operato dell’Ufficio dei fallimenti

Fallimento Darwin Airline SA: anche il Tribunale federale conferma l’operato dell’Ufficio dei fallimenti

Il Dipartimento delle istituzioni prende atto con soddisfazione della sentenza del Tribunale federale che ha respinto, nell’ambito della procedura di fallimento della compagnia aerea Darwin Airline SA, il ricorso presentato da SkyWork Airlines AG contro la vendita dei sei aerei Saab 2000. Il corretto operato dell’Ufficio dei fallimenti della Divisione giustizia era già confermato dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello. Prossimamente la flotta aerea di Darwin Airline SA verrà quindi realizzata.

Il Tribunale federale, con sentenza del 27 giugno 2018 notificata in data odierna, ha respinto il ricorso contro la realizzazione dei sei aerei inventariati contestualmente al fallimento di Darwin Airline SA, presentato dall’avv. Patrick Bianco per conto di SkyWork Airlineas AG. Quest’ultima, rammentiamo, si era opposta alla vendita dei sei aerei Saab 2000, esplicitando pure pubblicamente delle gravi accuse nei confronti dell’operato dell’Ufficio dei fallimenti della Divisione della giustizia dal profilo della completezza d’informazione durante la procedura di fallimento. Accuse la cui assoluta infondatezza era già stata confermata dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello.

Nello specifico, i giudici di Mon Repos hanno ritenuto inammissibile il ricorso presentato da SkyWork Airlines AG, per motivi procedurali. Difatti, contrariamente a quanto dettagliatamente fatto dinanzi alla Camera di esecuzione e fallimenti tramite il precedente patrocinatore, essa non ha formulato nel proprio gravame all’Alta Corte alcuna conclusione riformatoria, non spiegando parimenti come porre rimedio alla lamentata impossibilità di formulare un’offerta concreta per l’acquisto dei beni appartenenti alla massa fallimentare.

Il Dipartimento delle istituzioni saluta quindi positivamente la sentenza del Tribunale federale, che corrobora ulteriormente la conformità dell’attività dell’Ufficio dei fallimenti alla legislazione in materia. Un’attività che ha richiesto e sta richiedendo uno sforzo notevole al personale dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, a cui va il ringraziamento per l’operato svolto con serietà e competenza anche in questa occasione.

La decisione dell’Alta Corte di Losanna consentirà dunque la realizzazione in tempi celeri della flotta aerea di Darwin Airline SA. Un aspetto che andrà infine a beneficio dei creditori coinvolti nel fallimento, la cui tutela degli interessi costituisce il compito principale attribuito dalla legge all’Ufficio dei fallimenti.

Non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni in merito.

Rancate: centro aperto anche nel 2019

Rancate: centro aperto anche nel 2019

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 luglio 2018 del Corriere del Ticino

Il Centro unico temporaneo per migranti in procedura di riammissione semplificata di Rancate, la cui chiusura era prevista alla fine del 2018, resterà aperto anche nel 2019. A sostenerlo è stato ieri il capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. «Il Centro si è dimostrato utile» ha sostenuto Gobbi aggiungendo che, in alternativa, la riqualifica delle strutture della protezione civile costerebbe troppo. Le cifre però rimangono basse. L’inizio della stagione calda, quando gli arrivi di migranti crescono, non ha infatti portato un aumento dell’occupazione. Allestita per ospitare fino a 150 persone, la struttura ne ha accolte mediamente 7 a notte nel mese di giugno, confermando così le cifre di maggio. Il massimo è stato raggiunto domenica 10 giugno con 21 persone e il minimo mercoledì 20 con nessun ospite, precisa lo Stato Maggiore Cantonale Immigrazione in una nota diffusa proprio ieri. La media in aprile era stata di 6 migranti e di 9 in marzo.

Avanti con il poligono al Ceneri

Avanti con il poligono al Ceneri

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 4 luglio 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10656945 


Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 luglio 2018 de La Regione

Via libera al maxi stand di tiro
Il Comune di Monte Ceneri ha ritirato il suo ricorso, pendente presso il Tribunale amministrativo cantonale (Tram), contro la creazione nei pressi di Rivera dello stand di tiro cantonale, entro il 2023, che dovrebbe centralizzare sul posto le attività di tiro oggi svolte in altri poligoni, in particolare quelli di Bellinzona e Lugano. In un comunicato congiunto, Cantone e Comune spiegano che le assicurazioni fornite dal Dipartimento istituzioni hanno appianato le resistenze locali. «L’obiettivo è sempre quello del dialogo: per quanto riguarda le emissioni foniche, uno stand coperto comporta maggiori costi, ma siamo andati incontro alla popolazione di Monteceneri» ci spiega il direttore del Di, il ministro Norman Gobbi, che evidenzia anche il coinvolgimento delle autorità di Monteceneri nel gruppo di lavoro chiamato ad accompagnare la progettazione del nuovo stand. Dal canto suo il municipale di Monteceneri Marco Cattani, responsabile del Dicastero pianificazione, ci risponde che oltre alla non trascurabile questione del rumore, c’è un aspetto che sta particolarmente a cuore ai montecenerini. «È la questione degli indici di edificabilità. C’erano dubbi sul fatto che quelli concessi per la costruzione del nuovo stand sarebbero stati sottratti alle altre zone edificabili. Su questo punto, ci è stata data assicurazione che lo stand non avrà nessuna incidenza sul calcolo del dimensionamento del Piano regolatore comunale». Il municipale sottolinea pure il fatto che il suo Municipio siederà a fianco del Cantone e delle città di Lugano e Bellinzona nel gruppo di lavoro, e che sono state ridimensionate alcune perplessità riguardanti l’attività dei militari. La decisione di ritirare il ricorso depositato al Tram è stata presa all’unanimità dal Municipio di Monteceneri.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 luglio 2018 del Corriere del Ticino

Ceneri Il poligono di tiro si farà
Il Comune ha ritirato il ricorso e dunque i lavori possono procedere
Il Cantone prevede di poter ultimare il centro tra circa 5 anni
Il Comune di Monteceneri ha deciso di ritirare il ricorso inoltrato contro il piano di utilizzazione cantonale (PUC) per realizzare il centro di addestramento e il poligono di tiro (PUC-PTMC) sul Ceneri . I lavori potranno quindi procedere come pianificato. Il Cantone, come confermato dal Dipartimento delle istituzioni, definirà prossimamente la fase di progettazione della struttura. A seguito dell’incontro avvenuto tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi – accompagnato dai suoi funzionari e da quelli del Dipartimento del territorio – e il Comune di Monteceneri, rappresentato dalla sindaca Anna Celio Cattaneo e dal municipale Marco Cattani, l’esecutivo comunale ha deciso di ritirare il ricorso cautelativo inoltrato al TRAM contro il Piano di utilizzazione cantonale e approvato precedentemente da Governo e Parlamento. Secondo il Comune, infatti, risultava necessario chiarire alcuni aspetti, tra i quali l’incidenza sul calcolo del dimensionamento del piano regolatore comunale, l’indice di edificabilità previsto, l’inserimento paesaggistico e il coinvolgimento finanziario.

Durante l’incontro sono state fornite una serie di rassicurazioni e informazioni aggiuntive al Municipio e sono stati proposti alcuni passi concreti da intraprendere congiuntamente. Da un lato è stato prospettato al Comune di partecipare in forma attiva al gruppo di accompagnamento cantonale che dovrà occuparsi della stesura del bando di concorso e della valutazione del progetto, allo scopo di garantire al Comune anche un’informazione costante e aggiornata sull’andamento dei lavori. Dall’altro i servizi cantonali hanno garantito all’ente comunale di poter utilizzare la struttura anche per scopi d’interesse comunali come già accade oggi con il centro d’istruzione cantonale della Protezione civile, da formalizzarsi al momento opportuno tra le parti. «Il Dipartimento delle istituzioni – si legge in una nota – esprime piena soddisfazione per la soluzione adottata dal Comune di Monteceneri che consentirà al Cantone di continuare con la progettazione dell’opera per poter giungere alla concretizzazione entro il 2023».

16 nuove guardie di confine ticinesi

16 nuove guardie di confine ticinesi

Da www.ticinonews.ch

I giovani diplomati hanno prestato giuramento a Berna alla presenza del consigliere federale Ueli Maurer

È in un’affollata cattedrale di San Vincenzo a Berna che 52 aspiranti guardie di confine provenienti da tutta la Svizzera, di cui 16 dal Ticino, hanno recentemente prestato giuramento. Presenti alla cerimonia il Consigliere federale Ueli Maurer, capo del Dipartimento delle finanze, del direttore dell’Amministrazione federale delle dogane Christian Bock e del capo del Corpo delle guardie di confine il Brigadiere Jürg Noth.

Per ottenere il brevetto federale di guardia di confine, gli aspiranti hanno dovuto soddisfare una serie di requisiti pratici e teorici durante l’anno di formazione appena concluso a Liestal (BL). Anno di formazione che è stato intercalato da diversi stage sul territorio, attraverso i quali i giovani agenti hanno potuto mettere in pratica le nozioni teoriche acquisite.

Da segnalare, tra gli agenti ticinesi promossi agli esami pratici, Alessandro Parenti ed Alessio Scarano per aver ottenuto a pari merito la miglior media (5,4). Tra gli altri diplomati Davide Antognini, Alex Armanini, Michel Bieri, Jesse Ghidoni, Norman Marchetti, Ruben Musto, Andrea Norambuena, Mirco Ramoni, Richard Rodrigues, Ivan Sforza, Alessandro Simonetta, Stefano Solèr, Clarissa Taiana, Samas Valsecchi.

Al nuovo anno di formazione a Liestal, iniziato il 2 luglio 2018, si sono iscritti altri 18 aspiranti guardie di confine.