Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi di tre neoeletti Magistrati

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi di tre neoeletti Magistrati

Comunicato stampa

I Servizi del Gran Consiglio informano che giovedì 23 marzo 2023, a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, si è svolta la cerimonia per il rilascio della dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte della neoeletta Sostituto Magistrato dei minorenni, avv. Antonella Piricone, della neoeletta Pretore aggiunto per la Pretura del distretto di Lugano, avv. Daniela Galfetti e della neo eletta Giudice supplente del Tribunale di appello avv. Federica Dell’Oro (che sarà attribuita alla Corte di appello e di revisione penale). Le tre magistrate assumeranno le rispettive cariche il 1° aprile prossimo.

Alla cerimonia, condotta dalla Presidente del Gran Consiglio Luigina La Mantia, hanno pure assistito il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Presidente del Tribunale di appello Damiano Bozzini e il Presidente del Consiglio della magistratura Damiano Stefani.

 

Sezione della circolazione: attività e cifre dell’Ufficio tecnico

Sezione della circolazione: attività e cifre dell’Ufficio tecnico

Comunicato stampa

Più di 71mila collaudi, quasi 6mila esami teorici e più di 8mila esami pratici: sono questi alcuni dati che riassumono il lavoro dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione nel corso del 2022. Dopo aver presentato l’attività legata alle “Immatricolazioni” di veicoli, oggi il Dipartimento delle istituzioni dà conto del lavoro nel settore tecnico.

Il rendiconto dell’attività dell’Ufficio tecnico per l’anno 2022 evidenzia che i collaudi eseguiti sono aumentati del 14%, passando da 63’139 a 71’380. Nonostante vi sia stato un marcato incremento, l’impatto della pandemia nel corso di gennaio 2022 non ha consentito di raggiungere i livelli di produttività del biennio 2018-2019. La percentuale di collaudi scaduti da oltre un anno è leggermente migliorata, passando dal 13.9% (44’700) al 13.2% (42’263). Questo dato è positivo se si considera che, oltre all’impatto della pandemia, questo dato viene influenzato dall’evoluzione del parco veicoli, che è leggermente aumentato ed ha continuato ad invecchiare anche nel 2022. L’età media dei veicoli in Ticino a fine 2021 era di 10.2 anni, mentre a fine 2022 si attestava a 10.5 anni.
Nel 2022 gli esami pratici hanno certamente caratterizzato un impegno meno marcato, ritornando sui livelli degli anni che hanno preceduto la pandemia. In numeri assoluti si è passati dai 10’284 esami del 2021 ai 8’069 del 2022 (-22%). L’importante numero di esami svolti nel 2021 era in buona parte riconducibile alle nuove norme della circolazione entrate in vigore il 1° gennaio 2021, come pure alla necessità di far fronte alla forte domanda di esami generata dalle persone che a causa della pandemia avevano posticipato al 2021 l’iter per l’ottenimento della licenza di condurre. La riduzione degli esami eseguiti è inoltre in piccola parte anche legata al miglioramento percentuale di riuscita degli esami, che è passata dal 63.3% del 2021 al 66.1% del 2022. Per le stesse ragioni, pure gli esami teorici hanno vissuto un importante decremento (-18%), passando dai 7’217 del 2021 ai 5’897 del 2022.
Sono invece aumentate rispetto alla media degli anni pre-pandemia le autorizzazioni speciali di transito rilasciate, che sono passate dalle 4’125 del 2021 alle 4’319 del 2022 (+3%).
Una particolarità: nel 2022 l’Ufficio tecnico ha gestito un totale di 65 azioni di richiamo (+14) che hanno coinvolto 455 veicoli (-167). Si tratta di veicoli che presentano un problema di sicurezza, spesso dovuto a un difetto di produzione. La casa automobilistica responsabile avvisa gli importatori e tutti i suoi concessionari fino a raggiungere i proprietari dei veicoli per invitarli a effettuare la riparazione gratuitamente presso un concessionario autorizzato. I veicoli che non sono stati riparati vengono segnalati all’USTRA, che a sua volta si rivolge alla Sezione della circolazione per assicurarsi che si proceda alla riparazione. La diminuzione del numero di veicoli per azione di richiamo da trattare evidenzia come le case produttrici abbiano migliorato la propria capacità di contattare i nuovi detentori, evitando sempre più l’intervento all’autorità di immatricolazione.

2022: attività intensa alla Sezione della circolazione

2022: attività intensa alla Sezione della circolazione

Comunicato stampa

La Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati del 2022 mostrano infatti che sono state quasi 540’000 le pratiche evase, con una media di oltre 940 telefonate ricevute ogni giorno. Per dar conto del lavoro condotto nel corso dell’anno 2022, coinciso pure con la votazione popolare sulla nuova imposta di circolazione, il Dipartimento delle istituzioni proporrà a partire da oggi tre “pillole” informative che toccheranno tre capitoli: “Immatricolazioni”, “Ufficio tecnico” e “Novità e rapporto con i cittadini”.  

La situazione sul fronte delle immatricolazioni nel 2022 è rimasta stabile rispetto al 2021. Il parco veicoli cantonale infatti è sostanzialmente invariato, con 324’508 unità al 31 dicembre 2022 rispetto ai 324’017 veicoli del 2021 (+491 unità, pari allo 0.15%). Nel dettaglio si possono notare leggere fluttuazioni per ogni categoria di veicolo, che hanno contribuito a mantenere questa situazione di equilibrio. Tra le categorie più rappresentative si segnala che: le automobili sono diminuite di 578 unità rispetto al 2021 (224’454, -0.26%), i motoveicoli sono diminuiti di 944 unità (46’196, -2%) mentre autofurgoni e veicoli pesanti sono aumentati di 206 unità (26’991, +0.77%).

Anche l’immatricolazione di ciclomotori (4’491 nel 2022) è ritornata ad aumentare, dopo una flessione nel 2021 (+2.7% rispetto ai 4’373 dell’anno precedente). Rimane comunque costante il trend positivo di nuove immatricolazioni delle biciclette elettriche (oltre 25 km/h). Per quanto riguarda le immatricolazioni di veicoli nuovi – considerati tutti i generi di veicoli – il 2022 ha registrato un leggero calo: 21’337 nel 2021, contro le 20’133 (-5.6%). Un fenomeno riconducibile al noto tema delle difficoltà di produzione di alcuni settori industriali. Le auto a propulsione elettrica o ibrida sono aumentate di ben 7’207 unità, segnando un netto incremento rispetto al dato 2021 (6’431), con un incremento quindi del 12% di immatricolazioni.

L’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione nel 2022 ha visto una ripresa della propria attività, dopo la flessione delle procedure di sua competenza nel periodo caratterizzato dalla pandemia da Covid-19. Il numero complessivo delle decisioni adottate è stato di 65’359, pari a un incremento del 9.4 %, rispetto al dato dell’anno precedente (+5’639). Le decisioni nell’ambito della procedura amministrativa sono state 10’695 (-407, -3.6 % del 2021). Nell’ambito delle contravvenzioni, rispetto all’anno precedente sempre segnato dalla pandemia, i decreti di multa sono aumentati da 46’933 a 52’289 (+5’356; +11.4%).

In un Cantone che offre diverse possibilità di svago anche sui due laghi principali – Ceresio e Verbano – il Servizio navigazione è molto apprezzato dagli utenti e durante il 2022 ha conosciuto un incremento dell’attività, legata all’aumento del numero di natanti immatricolati (da 6’586 a 6’812, +3.43%). Il dato del 2022 conferma un trend avviato a partire dal 2020, quando molti ticinesi e ospiti impossibilitati a viaggiare all’estero per le restrizioni legate alla pandemia hanno scoperto o riscoperto i nostri laghi. Il numero dei collaudi eseguiti (da 2’318 a 2’482) è aumentato del 7.08%. Le licenze di condurre rilasciate sono state 323, con una diminuzione del 36.67% rispetto alle 510 del 2021, un anno che ha fatto segnare un boom proprio per il motivo poc’anzi ricordato. 

Per il Consiglio di Stato non c’è partita

Per il Consiglio di Stato non c’è partita

La seconda proiezione RSI in vista delle elezioni ticinesi del 2 aprile conferma: eletti i quattro uscenti e Marina Carobbio – Lega-UDC in crescita grazie alla lotta interna

L’animarsi della campagna elettorale non ha cambiato le intenzioni di voto dei ticinesi in vista del rinnovo del Consiglio di Stato il prossimo 2 aprile. La seconda proiezione RSI, elaborata da Ad Hoc Informatica Sagl, conferma quanto già chiaro all’incirca un mese fa. La formula 2-1-1-1 non sarà stravolta e ad essere eletti saranno i quattro uscenti (Norman Gobbi che ha consolidato il suo primato su Claudio Zali per Lega-UDC, Christian Vitta per il PLR, Raffaele De Rosa per il Centro) e Marina Carobbio che prenderà il posto di Manuele Bertoli per Socialisti-Verdi.
La lotta interna tra i candidati di primo piano della Lega e dell’UDC sta giovando al complesso della lista che vede crescere i propri consensi rispetto al 2019. È data mediamente al 28,8% (ma potrebbe arrivare anche a superare il 29%) e probabilmente rafforzerà ancor più il proprio vantaggio sul PLR che, quattro anni fa, era sceso a poco più di tre punti percentuali, dopo aver sfiorato i 6 nel 2015.
La lista Lega-UDC è l’unica tra quelle che contano eletti in Governo che con ogni probabilità vedrà aumentare il proprio peso. Le altre appaiono tutte in tendenziale calo (più o meno marcato), probabilmente a causa della posizione (almeno apparentemente incontrastata) dei capilista. Il PLR dovrebbe confermarsi al 24 e qualcosa per cento. PS e Verdi insieme non dovrebbero andare oltre il 20,6%, con un’ulteriore flessione. Discorso analogo per il Centro dovrebbe attestarsi al 17,1%. Sarebbe il risultato più basso della sua storia. Nel 2019, l’allora PPD, grazie alla lotta tra l’uscente Paolo Beltraminelli e Raffaele De Rosa, era risalito sopra il 18% dal 17,54% del 2015.
A beneficiare del calo globale dei partiti storici saranno le sei liste minori: MPS-Indipendenti; PVL e Giovani Verdi Liberali, Più Donne, Partito Comunista – Partito Operaio e Popolare, Avanti con Ticino & Lavoro e HelvEthica Ticino. Nel complesso dovrebbero conquistare il 9,3% dei voti. Pochi per insidiare i partiti di Governo, anche nel caso in cui tutte le forze di opposizione avessero unito le forze.
L’interesse della contesa, a questo punto, sarà soprattutto legata ai nomi dei primi subentranti, i candidati in lotta per arrivare subito dietro gli eletti. Quando la campagna sta entrando nella sua fase finale, le graduatorie interne dicono che sulla lista Lega-UDC Piero Marchesi (nettamente distanziato da Norman Gobbi e Claudio Zali) è in vantaggio su Boris Bignasca e Paolo Pamini. Nel PLR a contendersi il secondo posto, alle spalle di Christian Vitta, saranno Alessandra Gianella e Luca Renzetti. Mentre nel Centro la contesa, dietro Raffaele De Rosa, è tra Giorgio Fonio e Maurizio Agustoni. Il primo non eletto sulla lista Socialisti-Verdi verosimilmente il rappresentante della società civile Boas Erez. Ha un notevole distacco da Marina Carobbio, ma ha un confortevole vantaggio su Samantha Bourgoin.
La proiezione RSI tiene conto dei voti preferenziali assegnati ai singoli candidati anche da parte di chi userà la scheda senza intestazione. Si prospetta che stavolta sarà usata da quasi un elettore su cinque anche per il Consiglio di Stato. Un dato che conferma l’indicazione uscita anche dai sondaggi tematici svolti nelle scorse settimane (vedi i correlati): i partiti contano sempre di meno anche in Ticino.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Per-il-Consiglio-di-Stato-non-c%C3%A8-partita-16108798.html

Da www.rsi.ch/news

«Io, la difesa della neutralità, il calo della criminalità e l’hockey»

«Io, la difesa della neutralità, il calo della criminalità e l’hockey»

Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni si ricandida per un posto in Governo. Ecco con quali principi.
Quattordici domande. E quattordici risposte telegrafiche. Stile Twitter. Il primo a sottoporsi al questionario di Tio/20 Minuti è Norman Gobbi (Lega dei Ticinesi), direttore del Dipartimento delle Istituzioni, che si ricandida per un seggio in Governo.  

C’è chi annota la presenza di troppi radar in Ticino. Non c’è alternativa? «Sono due le alternative: un mondo (utopico) senza eccessi di velocità che potrebbe portate (seconda alternativa) a una diminuzione coordinata dei radar delle Polizie comunali, oggi responsabili dell’80% dei controlli».
 
Scandali e litigi in polizia. Come recuperare credibilità?
«La credibilità della Polizia è altissima: è l’istituzione con il più alto grado di considerazione (8 punti su 10, dati studio “Sicurezza 2022” del Poli di Zurigo). Ben oltre i media, verso i quali l’indice di fiducia è 5.4 su 10 o il parlamento federale (6.8)».
 
La divisa ha perso potere e fascino?
«Assolutamente no. Al concorso che apriamo per la Scuola cantonale di Polizia partecipano centinaia di giovani donne e uomini ticinesi. Dobbiamo fare una selezione importante. La professione attrae e non è una questione di potere».

Violenza domestica: una piaga dilagante. Soluzioni concrete?
«Abbiamo messo in campo come Governo il Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica. Molte attività, molta sensibilizzazione. Concretamente, per esempio, la Polizia cantonale ha creato il Centro di Competenza Violenza, diretto dalla psicologa Marina Lang».

Spesso le istituzioni usano toni molto duri nei confronti dei cittadini. Anche per questioni banali. Non si può essere più gentili?
«Se si allude alle lettere che intimano le multe di circolazione mi sembra un po’ esagerato farne un tema generale. Comunque stiamo implementando il progetto “Servizio eccellente” che tra le altre cose chiede “cortesia” nei rapporti istituzione-cittadino».

Cresce la popolazione straniera. È preoccupato per questa repentina internazionalizzazione del Ticino?
«Repentina? La popolazione straniera aumenta in Svizzera e in Ticino ormai da decenni. Non sono preoccupato nella misura in cui chi si ferma in Svizzera si adatta ai nostri usi e costumi (e leggi). Un sforzo d’integrazione delle persone anche attraverso l’azione dello Stato».

In una recente intervista “si è preso i meriti” del calo della criminalità in Ticino. Il calo della criminalità però è un fenomeno riscontrato in tutta Europa, soprattutto durante il Covid…
«Il calo della criminalità è stato costante dal 2012 a oggi. Quindi ben prima del Covid. Non mi sono preso meriti, ma constato che l’attività di prevenzione, di intervento e di repressione della Polizia ha portato a risultati concreti e a benefici per i ticinesi e per l’economia».

La violenza giovanile sembra sempre presente. Anzi. La sensibilizzazione non basta più?
«La violenza giovanile è un tema importante nella nostra società. La sensibilizzazione è solo una parte dell’aspetto. Ci vuole un sostegno educativo e culturale che oggi tante famiglie non riescono più a garantire».

Anziani sempre più fragili di fronte a truffe e a raggiri tecnologici. Come ci si può occupare di loro?
«Proprio negli ultimi mesi la Polizia cantonale ha avviato un campagna con diverse associazioni. Momenti d’incontro in tutto il Cantone con gli anziani, in cui si affronta in particolare il tema delle truffe. È solo l’ultimo esempio di quello che la Polizia cantonale fa».

Ha paura della cyber criminalità?
«Non si tratta di avere paura o meno. Si tratta di dare i mezzi alla Polizia per combatterla e di creare una informazione costante e aggiornata a istituzioni, aziende e privati per potersi difendere. È quello che facciamo anche con il gruppo “Cyber sicuro”».

Il suo più grande traguardo in questa legislatura?
«Ne ho parecchi, ma cito la votazione popolare sulle Autorità regionali di protezione (ARP). Il sì massiccio espresso nell’autunno del 2022 ci permetterà di introdurre una nuova forma (da amministrativa a giudiziaria) per aiutare persone in un momento difficile della loro vita».

Il suo rimpianto?
«Spero possa essere un rimpianto temporaneo e che abbia a trasformarsi in un successo per la logistica della Giustizia ticinese: l’acquisto dell’ex Banca del Gottardo a Lugano il cui messaggio è pendente da oltre 3 (tre!) anni in Gran Consiglio». 
 
Parliamo di hobby: cosa fa Norman Gobbi per rilassarsi?
«Non è un mistero che per me la camminata ogni mattina presto immerso nella natura della mia Leventina sia un toccasana. Poi ci sono anche altre attività: una cena o un pranzo con la mia famiglia per esempio, ma pure scendere in pista per una partita di hockey».
 
Perché un ticinese dovrebbe votarla?
«Spero ci sia più di un ticinese a votarmi! A parte gli scherzi: credo per le mie posizioni a difesa della sovranità svizzera, della nostra neutralità; per la promozione della sicurezza, della libertà e responsabilità individuale per creare un Cantone forte».
 
Da www.tio.ch
“Un passo decisivo per il turismo ticinese”

“Un passo decisivo per il turismo ticinese”

Norman Gobbi: “Una legge moderna e snella per albergatori ed esercenti”

Il settore del turismo, che in Ticino apporta più del 10 per cento del prodotto interno lordo (Pil), avrà a disposizione una nuova legge che migliora le possibilità di lavoro per esercenti e albergatori. “L’approvazione della nuova Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) avvenuta questa settimana in Gran Consiglio è un fattore che darà una mano concreta a tutto il settore turistico. È un risultato importante quello ottenuto negli scorsi giorni e un segnale forte che il Ticino si muove per migliorare le condizioni quadro in cui sviluppare la propria economia”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, responsabile del dossier approvato mercoledì dal Parlamento. “Esercenti e albergatori si confronteranno con norme chiare, che diminuiscono la troppa burocrazia oggi esistente nel settore. I Comuni avranno più margine di manovra per premiare e promuovere chi lavora a beneficio dei nostri ospiti e di chi risiede in Ticino, ma avranno pure più autonomia per meglio controllare chi opera in malo modo. Si garantisce così la qualità a tutto vantaggio di un settore imprescindibile per il Cantone”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, che ha voluto dare un’accelerazione all’iter finale di questa legge.

A proposito di tempistica: dai banchi del Gran Consiglio è stato criticato il troppo poco tempo concesso per esaminare la legge. “Mi fanno sorridere coloro che hanno portato avanti questa critica. Ma scherziamo: è dal 2018 che si discute su come cambiare la legge. L’accelerazione finale è il frutto di una condivisione tra tutti i partner del settore interessati. Il sì a questa legge dà la speranza che possa entrare in vigore già per questa stagione turistica, portando i benefici ricordati prima. Per questo ringrazio i due relatori commissionali, Andrea Censi e Giovanna Viscardi. Solo perché la revisione della legge arriva prima delle elezioni cantonali dovevamo attendere ulteriormente? Non comprendo questa logica. Anzi, la comprendo benissimo, ma la rispedisco al mittente. Sono i fatti che contano. Le realizzazioni a volte vengono fermate per tatticismi, magari con “scuse” formali, non di sostanza. Spesso la politica viene criticata perché troppo lenta nel trovare soluzioni. Su questo la gente ha perfettamente ragione ed è una considerazione che facciamo da anni. I cosiddetti “tempi biblici della politica” devono lasciare lo spazio a nuove modalità di condivisione e compartecipazione sulle decisioni così che le tempistiche possano abbreviarsi. Diamoci una mossa per avere un Cantone forte!”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 19 marzo 2023 de Il Mattino

La revisione è servita, ma l’iter fa discutere

La revisione è servita, ma l’iter fa discutere

Il parlamento a larga maggioranza approva norme meno rigide per ristoranti e alberghi. La critica: ‘Consultazione troppo breve’.

Meno restrizioni per alberghi e ristoranti, senza però permettere ai 16enni di entrare in discoteca. Non ha avuto grandi discussioni sui contenuti la revisione totale della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione, approvata dal Gran Consiglio a larga maggioranza con 64 voti a favore, 3 contrari e 12 astenuti. Il punto più controverso del messaggio governativo – l’abbassamento da 18 a 16 anni dell’età minima per poter accedere alle discoteche – era infatti stato escluso dal Consiglio di Stato nelle scorse settimane. Una rinuncia dovuta anche alle numerose critiche e perplessità arrivate da parte di operatori del settore e associazioni attive nel mondo giovanile. Tra le principali novità approvate si trovano quindi: l’abolizione dell’obbligo di presenza del gerente, una maggiore flessibilità negli orari di apertura e chiusura dei locali, l’alleggerimento del percorso formativo del gerente e l’inasprimento delle norme relative alla lotta contro l’abuso di sostanze alcoliche.

Ha fatto invece discutere l’iter che ha portato in parlamento questa proposta: due sole settimane di consultazione, praticamente un record. «Era evidente che ‘il come’ e non ‘il cosa’ sarebbe stato il principale oggetto di questo dibattito. È un po’ la malattia della politica ticinese e svizzera», ha commentato il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi. «Questa revisione è però sui banchi della commissione da anni, durante i quali c’è stato modo di ascoltare le voci dei vari attori in gioco». Opinione condivisa dalla maggior parte del parlamento, che ha deciso di respingere la proposta del capogruppo socialista Ivo Durisch che chiedeva di rimandare in commissione: «Molti piccoli Comuni vorrebbero essere ascoltati. Qui si è voluta forzare la mano. Non è il modo di lavorare. Sui contenuti niente da dire, siamo coscienti che la ristorazione non è facile. Ma ci vuole rispetto per le istituzioni». Opinione condivisa da Sabrina Gendotti (Centro): «Non è questo il modo di lavorare. Fortunatamente il governo ha tolto la possibilità della discoteca accessibile ai 16enni».

Censi (Lega): ‘Compromesso tecnico’
D’altro avviso Giovanna Viscardi (Plr), relatrice del rapporto insieme al leghista Andrea Censi per la commissione ‘Costituzione e leggi’: «Il rapporto non è stato frutto di una notte. Questa revisione è un tema dal 2018. Si tratta di un compromesso tecnico e non politico, con rivendicazioni arrivate dal basso». Censi ha poi voluto puntualizzare che «si è affrontata senza tabù ogni regola. Anche quella dei 16enni in discoteca, proposta anche troppo mediatizzata e non ancora matura». Sulla stessa lunghezza d’onda Sabrina Aldi (Lega): «La modifica impone meno burocrazia. Un punto importante in un periodo come questo dove il lavoro scarseggia».

Estensione straordinaria di posti esterni: più giornate
Tutti concordi, invece, sulla necessità di dover aggiornare la legge. «Ci troviamo nella situazione dove i Comuni escono dai confini di legge nel concedere l’utilizzo di spazi pubblici. È una risposta alla situazione contingente, emersa anche durante la pandemia», ha spiegato il direttore del Di. Maggioranza del parlamento e governo si sono invece divisi sull’estensione straordinaria dei posti esterni, che permette ai Comuni di rilasciare l’autorizzazione di suolo pubblico (a esercizi già autorizzati). L’emendamento proposto dalla commissione e approvato dal Gran Consiglio chiedeva di portare a 52 (al posto delle 15 ipotizzate dal Consiglio di Stato) il numero massimo di estensioni, della durata di 24 ore. «Si tratta di un numero eccessivo», ha commentato Gobbi. «In questo modo l’eccezione può diventare la regola e le strutture si troverebbero sovraccaricate. Durante queste giornate di estensione, infatti, i ristoranti e le cucine producono più di quanto fanno normalmente». Puntualizzazione che non ha però convinto: «Si tratta di un limite massimo, non è detto che gli esercizi ne facciano uso totalmente», ha risposto Viscardi.

Concetto poco chiaro, l’iniziativa torna in commissione
Tornerà invece in commissione ‘Economia e lavoro’ l’iniziativa parlamentare del socialista Fabrizio Sirica che chiede “di sanzionare aziende beneficiarie di sussidi e che effettuano licenziamenti collettivi nonostante fatturati in utile”. Questo perché sia nell’atto parlamentare che nel rapporto di minoranza – relatore il comunista Massimiliano Ay – c’è un errore di forma. È infatti indicato “nonostante il fatturato del gruppo a cui appartiene segni un utile”. Un problema ammesso anche dai due deputati. «Non si capisce cosa si intenda con questa frase. È ovvio che il fatturato sia in utile», ha fatto notare Daniele Caverzasio (Lega). Il tema tornerà quindi sui banchi della commissione, anche se gli schieramenti sono già chiari. «Siamo in una cultura aziendale, soprattutto quella delle grandi imprese, che mira alla massimizzazione. Una logica di utile che porta a vedere il personale come un ramo secco da poter tagliare» ha affermato Sirica durante il suo intervento. «Questa legge vuole promuovere l’innovazione. Non è il suo scopo vigilare sulle condizioni di lavoro», ha dichiarato Roberta Passardi (Plr). «Per quello ci sono già altre norme». Il tema tornerà sui banchi del Gran Consiglio all’inizio della prossima legislatura.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 16 marzo 2023 de La Regione

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Nuove norme per ristoranti e alberghi «Una legge snella e al passo coi tempi»
POLITICA / Approvata a grande maggioranza dal Gran Consiglio la revisione totale della Lear – Criticata da alcuni la procedura troppo celere Andrea Censi (Lega): «Una risposta importante alle esigenze del settore, che stimola l’imprenditorialità e che tiene conto di tutte le sensibilità»

Sui contenuti, tutti (o quasi) d’accordo. Sulla forma, un po’ meno. Fatto sta che da ieri il Ticino ha una Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) nuova di zecca. Il Gran Consiglio, con 56 voti favorevoli, 3 contrari (Più donne e un deputato del Centro) e 12 astenuti (tra le fila di PS e Verdi), ha dato il via libera alla revisione totale di questa legge. Una revisione che viene da lontano (se ne discute almeno dal lontano 2018) e che nelle ultime settimane ha subito un’importante accelerata. Nel giro di poco più di un mese, da inizio febbraio a oggi, si è infatti passati dalla consultazione sul messaggio del Governo fino al voto definitivo in aula. Una velocità che, come detto, non è piaciuta a tutti.

Troppo in fretta?
Non a caso, appunto, la discussione in aula è partita proprio da una richiesta, fatta dal capogruppo socialista Ivo Durisch, di rimandare tutto in Commissione: «Il messaggio del Governo – ha spiegato Durisch – è stato depositato il 27 febbraio, e il 28 c’era già il rapporto commissionale, prima ancora che l’oggetto venisse formalmente assegnato alla Commissione. E, oltretutto, la fase di consultazione è durata solo due settimane. Non è un modo esemplare di lavorare ».
A rispondere è stata la relatrice di maggioranza Giovanna Viscardi (PLR): «È vero che due settimane non sono molte, ma la revisione della Lear è sul tavolo della Commissione dal 2018. E il lavoro fatto dal presidente della Commissione (Andrea Censi della Lega), di concerto con il Governo e il gruppo di lavoro, ha permesso di garantire una costante comunicazione tra le parti», ha spiegato la deputata liberale radicale.
Qualche critica alla celerità con cui si è giunti al voto in aula è arrivata anche da altri partiti ma, alla fine, la sostanza ha prevalso sulla forma. Dopo una breve discussione, la richiesta di Durisch è stata bocciata con 51 voti a 21 e si è quindi potuti entrare nel merito della riforma.

Il dibattito
«Si tratta di un disegno di legge snello, chiaro, che semplifica e aggiorna norme ormai obsolete », ha rimarcato Viscardi, per poi aggiungere: «Un cantone a vocazione turistica come il nostro non può prescindere dall’aggiornare le norme alle tendenze del settore ». A fargli eco, anche l’altro relatore di maggioranza, il deputato leghista Andrea Censi che ha pure fatto parte del gruppo di lavoro (nel quale sedevano pure il Governo e gli attori interessati) che ha lavorato alla proposta: «È una risposta importante alle esigenze della ristorazione, dell’albergheria, ma anche del pubblico avventore e di chi è chiamato a vigilare sul settore, come i Comuni, le forze dell’ordine e il Cantone». Si tratta, ha chiosato Censi, «di una riforma al passo con i tempi, che stimola l’imprenditorialità e che tiene conto di tutte le sensibilità degli attori coinvolti». Sostegno alla proposta è poi giunto dalla Lega, con la deputata Sabrina Aldi a rimarcare che «si tratta di un alleggerimento del sistema che va salutato positivamente perché implica meno burocrazia e condizioni meno restrittive per accedere alla professione e aprire un locale». Detto diversamente: «Lasciamo lavorare chi ne ha voglia».
Qualche critica sulla celerità della procedura è poi giunta anche dal Centro, con la deputata Sabrina Gendotti che ha definito «indecenti» le tempistiche: «Non vi era alcuna ragione per trattare con tale urgenza il tema, se non per motivi elettorali ». Gendotti ha poi rilevato che «fortunatamente, dopo la levata di scudi, il Governo ha deciso di stralciare la proposta che prevedeva di far accedere i 16.enni nei locali notturni». Ad ogni modo, ha poi chiosato Gendotti, «il Centro sostiene la struttura più snella e meno burocratica della Lear».
Da parte del PS, invece, oltre alle già citate critiche sulle tempistiche, nel merito il gruppo ha lasciato libertà di voto, e alla fine alcuni deputati l’hanno approvata, mentre altri si sono astenuti.
Dall’UDC è invece arrivato un sostegno convinto a una nuova legge definita dalla deputata Lara Filippini come «moderna, al passo con i tempi e frutto di un lavoro intenso e di squadra».
Sul fronte governativo, invece, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha voluto rispedire al mittente le critiche sulle tempistiche: « Era evidente che il ‘come’, e non il ‘cosa’, sarebbe stato il principale oggetto del dibattito. È una malattia della politica, quella di concentrarsi di più sulla procedura che sul risultato da raggiungere». Anche perché, ha poi aggiunto Gobbi, «il risultato raggiunto non è frutto del lavoro di una notte, ma di cinque anni di confronto e dialogo». Ad ogni modo, nel merito della riforma, il consigliere di Stato leghista ha definito la nuova legge un progetto che, in generale, risponde alle esigenze degli attori coinvolti.

Le novità
Ma, concretamente, che cosa cambierà con la nuova Lear? Le novità presenti nella revisione sono parecchie. Tra tutte, però, ne spiccano alcune di particolare interesse per il settore. Possiamo citare, ad esempio, l’abolizione dell’obbligo di presenza fisica del gerente, la possibilità di effettuare la gerenza in più di un esercizio pubblico ( la cosiddetta gerenza multipla) e l’introduzione di una seconda figura responsabile (il gestore) per quanto riguarda il rispetto della legge e del regolamento. Ma non solo. Tra le novità c’è pure la ridefinizione del concetto di capacità ricettiva: essa in futuro sarà basata sul numero di avventori, e non più dei posti disponibili. E, oltre a ciò, è pure prevista una maggiore flessibilità nel poter spostare la capacità ricettiva dall’interno all’esterno del locale, e viceversa. Maggiore flessibilità è anche prevista a livello di orari di apertura e chiusura: verrà a cadere l’obbligo di apertura minima di 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana e verrà pure a cadere l’obbligo di notifica di un’eventuale chiusura anticipata. Saranno poi previste anche sanzioni più severe contro l’abuso di alcol: in caso di violazioni ripetute nel tempo, ad esempio, si potrà arrivare fino a un divieto ( temporaneo o definitivo) di vendita. Infine, nella nuova Lear è pure stato inserito lo strumento per l’estensione straordinaria dei posti esterni (con la possibilità di ottenere un’autorizzazione per l’estensione straordinaria dei posti esterni, fino al 150% della capacità ricettiva massima, per 52 volte all’anno sull’arco di 24 ore). Nella nuova legge, come avevamo riferito nelle scorse settimane, non figura più la possibilità per i 16.enni di accedere alle discoteche.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 16 marzo 2023 del Corriere del Ticino

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https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/La-nuova-Lear-%C3%A8-servita-16096159.html

Da www.rsi.ch/news

Violenza domestica: prima serata a Locarno di un ciclo di quattro appuntamenti

Violenza domestica: prima serata a Locarno di un ciclo di quattro appuntamenti

Comunicato stampa 

“Violenza domestica: come si previene, sanziona e interviene con chi la commette”: è questo il titolo della prima serata del ciclo di incontri che la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni organizza nell’ambito delle attività di sensibilizzazione previste dal Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica. L’appuntamento è fissato per martedì 21 marzo 2023 alle 17.00 nella sala della Sopracenerina a Locarno.

A 5 anni dall’entrata in vigore in Svizzera della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica è tempo di bilanci e di nuove prospettive.
In tale contesto la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con il Municipio di Locarno, organizza la prima delle 4 serate previste nei prossimi mesi, che si focalizzeranno sugli assi strategici delineati nel Piano d’azione cantonale: prevenzione, protezione della vittima, perseguimento e politiche coordinate.
La prima serata dal titolo “Violenza domestica: come si previene, si sanziona e interviene con chi la commette” è prevista martedì 21 marzo 2023 a Locarno nella Sala Sopracenerina alle ore 17.00. Alla presenza della Capo Dicastero di Locarno Nancy Lunghi, parteciperanno alla serata, moderata dal giornalista della RSI Antonio Civile, il Procuratore generale Andrea Pagani, la responsabile del Centro competenze violenza della Polizia Cantonale, Marina Lang, il Capo dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa delle strutture carcerarie cantonali, Siva Steiner e un rappresentante dell’Ordine degli Avvocati, nella persona dell’avv. Letizia Vezzoni. Porterà il suo saluto un rappresentante dell’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU).

Concentrare l’attenzione su chi commette violenza è di fondamentale importanza sia per quanto attiene all’intervento sanzionatorio delle istituzioni, che permette alle vittime di nutrire la necessaria fiducia nelle istituzioni, sia a quello volto a prevenire una recidiva, grazie ad un intervento mirato alla responsabilizzazione e allo sviluppo della consapevolezza per  delle conseguenze del proprio agire sull’intero sistema familiare e sociale, fornendo al contempo gli strumenti necessari volti ad evitare il ripetersi di simili episodi.

Gli approfondimenti tematici promossi dalla Divisione della Giustizia proseguiranno nei prossimi mesi a Lugano, Mendrisio e Bellinzona, per giungere così in novembre al lancio della Campagna dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”. Tali occasioni – grazie alla collaborazione delle città interessate – permetteranno di sensibilizzare la cittadinanza su un tema delicato e costituiranno un momento privilegiato di scambio tra istituzioni cantonali, comunali e società civile.          

Flyer evento 21 marzo 2023