Magistratura, pacchetto rinforzi

Magistratura, pacchetto rinforzi

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 21 dicembre 2018 de La Regione

Il Consiglio di Stato dà luce verde al Dipartimento istituzioni per la stesura di una bozza di messaggio
Un pp straordinario, un giudice in più per il Tribunale penale, un supplente per l’Ufficio dei gpc…

Il via libera è nero su bianco, protocollato.
Nella seduta di mercoledì il Consiglio di Stato ha “autorizzato” il Dipartimento istituzioni ad allestire una bozza di messaggio per la modifica della Log, la Legge sull’organizzazione giudiziaria, così da concretizzare una serie di potenziamenti per la magistratura.
Ovvero: aumento (di un’unità) del numero dei giudici ordinari del Tribunale d’appello, in modo da portare da quattro a cinque i magistrati del Tribunale penale cantonale; attribuzione di un giudice supplente all’Ufficio dei giudici dei provvedimenti coercitivi; nomina – da parte del Gran Consiglio – di un procuratore pubblico straordinario che opererà – per “cinque anni” – in seno alla Sezione reati economico-finanziari del Ministero pubblico.
Ma anche “aumento di un giudice di pace aggiuntivo” alla Giudicatura del Circolo di Bellinzona. «A breve – dice Norman Gobbi – conto di sottoporre il progetto di messaggio all’approvazione dei colleghi di governo».
In caso di luce verde, toccherà poi al parlamento pronunciarsi sulla revisione legislativa e dunque sui rinforzi prospettati. «A quel punto – riprende il direttore del Dipartimento istituzioni – mi auguro che il Gran Consiglio accolga le modifiche della Log e che possa farlo in tempi ragionevolmente celeri, specie con riferimento alla nomina di un procuratore straordinario. Avrà comunque anche la possibilità di esprimersi con rapporti puntuali sulle singole proposte di potenziamento, dando la priorità a quella o a quelle che non necessitano di particolari approfondimenti. Ricordo che alcune misure sono già state oggetto di dibattito pubblico e questo dovrebbe facilitarne, sia in commissione che nel plenum del parlamento, l’esame e l’evasione».
Il Dipartimento guidato da Gobbi si appresta quindi a conferire base legale ai potenziamenti sollecitati pure dalla medesima magistratura.
Come appunto il pp straordinario, chiesto dal precedente procuratore generale John Noseda e dall’attuale pg Andrea Pagani: un procuratore pubblico straordinario chiamato a occuparsi di procedimenti penali datati su reati economico-finanziari.
L’intenzione di incrementare l’organico dei magistrati del Tribunale penale cantonale, da quattro a cinque giudici, è stata ufficialmente manifestata dal Dipartimento la scorsa estate.
«Ciò soprattutto – rileva Gobbi – per evitare ritardi nello svolgimento dei processi, dato che una giustizia tardiva non è più giustizia». Tra i rinforzi indicati figura pure il giudice supplente per l’Ufficio dei gpc, i giudici dei provvedimenti coercitivi: «Questa misura agevolerà l’operatività dell’Ufficio giudiziario», osserva il ministro. In Gran Consiglio i socialisti rivendicano intanto, con un’iniziativa, il ripristino a quattro della squadra dei gpc, dopo il taglio di un giudice con la manovra di risparmio del 2016. «Bisogna però considerare anche la decisione con cui l’anno scorso il popolo ha ratificato la riduzione da quattro a tre del numero di gpc. Detto questo, siamo in attesa – spiega Gobbi – di conoscere i risultati della valutazione esterna commissionata dal Dipartimento in vista dell’eventuale attribuzione a un’autorità amministrativa di una delle competenze dei giudici dei provvedimenti coercitivi, quella dell’applicazione della pena».

Vicecancellieri e un amministrativo
C’è di più. Sempre l’altro ieri il Consiglio di Stato ha autorizzato il Dipartimento istituzioni a redigere, d’intesa con il Tribunale d’appello, anche una bozza di risoluzione per il potenziamento del citato Tribunale con due vicecancellieri a tempo pieno per due anni da destinare alla Corte di appello e revisione penale, con la nomina al 60 per cento di un vicecancelliere alla Camera di diritto tributario e con la nomina di un collaboratore amministrativo al 50 per cento per il Tribunale penale cantonale. «I potenziamenti proposti – afferma il capo del Dipartimento istituzioni – avranno ovviamente un costo. Gli sforzi da noi chiesti alle autorità giudiziarie per razionalizzare con le risorse attuali i flussi di lavoro sono stati fatti e li abbiamo riconosciuti. I casi però che finiscono sotto la lente della magistratura aumentano anche perché aumenta la popolazione. Pertanto – sottolinea Gobbi – ritengo che un adeguamento delle risorse umane anche nel settore della giustizia sia oggi una risposta conseguente a questa evoluzione».

Targhe, meno 5% confermato

Targhe, meno 5% confermato

Da www.rsi.ch/news
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Imposta-di-circolazione-scontata-11233635.html

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 21 dicembre 2018 de La Regione

Il governo dà il via libera alla proposta di Gobbi.
Lo sconto per le imposte di circolazione dal 2019 Da gennaio in consultazione la proposta di revisione del meccanismo di calcolo
Imposta di circolazione meno cara del 5% il prossimo anno per i ticinesi che possiedono un’auto immatricolata dal 2009 in poi. Il governo ha quindi dato il proprio via libera alla proposta di Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, formulata l’11 luglio. La decisione è stata formalizzata in occasione dell’ultima seduta del Consiglio di Stato prima delle vacanze natalizie.
Il meccanismo di calcolo dell’imposta continuerà a basarsi sul principio degli ecoincentivi. Ma “la modifica normativa approvata dal governo – in base a quanto concordato nello scorso mese di luglio – ridurrà di 5 milioni di franchi il ricavato totale dell’imposta”, scrive il Consiglio di Stato precisando che questo “consentirà tra l’altro di applicare una riduzione media pari quasi al 5 per cento sull’importo dovuto per il 2009 dai detentori di veicoli immatricolati in Ticino a partire dal 2019”.
Il Preventivo per l’anno prossimo recentemente approvato dal Gran Consiglio prevede già 5 milioni di franchi da restituire a chi ha subito l’aumento sproporzionato della tassa nel 2018. Ma c’è dell’altro. E anche questa non è una novità, visto che lo stesso Gobbi l’aveva anticipato la scorsa settimana in parlamento. Il Consiglio di Stato, infatti, ha stabilito che in gennaio invierà in consultazione il nuovo meccanismo di calcolo per l’imposta di circolazione. La proposta, intesa come risposta alle richieste avanzate dal Ppd con il lancio di due iniziative popolari, sarà sottoposta ad Automobile club svizzero, Touring club svizzero, Associazione traffico e ambiente e ai partiti. Una volta ricevute le rispettive osservazioni, il governo elaborerà il messaggio da sottoporre al plenum del Gran Consiglio.

***

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 21 dicembre 2018 del Corriere del Ticino

Strade: Fattura addolcita del 5%
L’imposta di circolazione sarà meno salata per i proprietari di un’auto immatricolata dal 2009.
Nelle casse cantonali mancheranno 5 milioni – Al via la consultazione sulla nuova formula.
Uno sconto del 5% sull’imposta di circolazione 2019. È quanto troveranno sotto l’albero i proprietari di una vettura immatricolata a partire dal 2009. Lo rende noto il Dipartimento delle istituzioni precisando come «nella sua ultima seduta dell’anno, il Consiglio di Stato ha approvato la modifica del Regolamento sulle imposte di circolazione, che definisce l’importo che gli automobilisti ticinesi dovranno versare nel 2019».
E anche se l’anno prossimo il meccanismo di calcolo continuerà a basarsi sul principio degli ecoincentivi, la modifica normativa approvata dal Governo «ridurrà di 5 milioni di franchi il ricavato totale dell’imposta.
Questo – aggiunge il dipartimento di Norman Gobbi – consentirà tra l’altro di applicare una riduzione media pari quasi al 5% sull’importo dovuto per il 2019 dai detentori di veicoli immatricolati in Ticino a partire dal 2009».

Esborso troppo alto, è ricorso
Uno sconto sulla fattura questo che, ricordiamo, fa seguito a una sentenza della Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello che ad inizio anno aveva accolto parzialmente il ricorso di tre cittadini che avevano contestato l’aumento dell’imposta di circolazione per il 2017. In particolare, nella sentenza i giudici hanno ritenuto «troppo alto» il margine d’apprezzamento che l’attuale legge – basata appunto sul sistema della neutralità finanziaria tra bonus e malus – lascia al Consiglio di Stato. In tal senso, la sentenza del Tribunale d’appello ha quantificato in una variazione massima del 10% lo spazio di manovra «accettabile».

Per adeguarsi, a luglio Norman Gobbi aveva dunque proposto all’Esecutivo di rimborsare, oltre ai ricorrenti, tutti i cittadini che erano stati penalizzati con il calcolo d’imposta per il 2017. Il tutto ricalibrando anche il prelievo stimato nel 2018. Costo totale dell’operazione: circa 4 milioni di franchi. Approdato il dossier sul tavolo del Governo, da parte sua il Consiglio di Stato ha però preferito optare per lo sconto del 5%. Una riduzione che si inserisce altresì nel controprogetto governativo alle iniziative popolari lanciate dal PPD denominate «Gli automobilisti non sono bancomat» e «Per un’imposta di circolazione più equa» – che avevano raccolto 23.116 sottoscrizioni – chiedono non solo la restituzione dell’aumento deciso dal Governo per il 2017, ma anche di instaurare un’imposta di circolazione «più semplice ed equa».

Questione di massa e d’emissione
E proprio in tal senso, nella sua riunione settimanale il «Consiglio di Stato ha inoltre condiviso il principio che definisce il nuovo meccanismo di calcolo, in risposta alle richieste di due iniziative popolari tuttora pendenti».
Nel mese di gennaio, la proposta sarà sottoposta a «una fase preliminare di consultazione che coinvolgerà Automobile club svizzero, Touring club svizzero, Associazione traffico e ambiente e i partiti rappresentati in Gran Consiglio. Una volta ricevute le osservazioni ai quesiti posti – conclude il Governo – il Consiglio di Stato elaborerà il messaggio definitivo da sottoporre al Parlamento». E in attesa di conoscere l’esito della consultazione, gli ingredienti fondamentali della nuova formula sono soprattutto due: la massa a vuoto del veicolo e le emissioni di CO2.

“Strade sicure” e Nez Rouge insieme, per un Ticino più sicuro

“Strade sicure” e Nez Rouge insieme, per un Ticino più sicuro

Comunicato stampa

Il Natale si sta avvicinando, e porterà momenti di gioia e di divertimento; affinché i festeggiamenti si svolgano senza brutte sorprese, il Dipartimento delle istituzioni e Nez Rouge hanno rinnovato – per il diciassettesimo anno consecutivo – la loro collaborazione che punta a prevenire la guida in stato di ebrezza e a sensibilizzare gli automobilisti sui pericoli dell’abuso di bevande alcooliche.

Grazie al programma di prevenzione “Strade sicure” durante il periodo natalizio gli automobilisti che circolano sull’autostrada A2 in territorio ticinese saranno sensibilizzati anche grazie a regolari messaggi sui tabelloni luminosi informativi, che ricorderanno la possibilità di rivolgersi a Nez Rouge.

Nez Rouge è attivo tutti i venerdì e i sabati di dicembre dalla ore 22.00 alle ore 02.00, mentre il 31 dicembre la sua operatività andrà dalle ore 24.00 alle ore 06.00. Per usufruire del servizio – disponibile su tutto il territorio del Ticino e del Grigioni italiano -basta comporre il numero 0800 802 208. L’associazione è sempre alla ricerca di volontari i quali possono mandare un e-mail a info@nezrougeticino.ch oppure chiamare lo 079 649 21 32 per avere ulteriori info in merito al servizio.

Il Dipartimento delle istituzioni coglie l’occasione per ricordare che il 10% degli incidenti stradali è provocato dalla guida sotto l’influsso di alcool, e che sotto le festività natalizie la percentuale sale fino al 30 %. Per evitare rischi, chi festeggia fra amici è quindi invitato a designare sempre un componente del gruppo che rimanga astemio, per assumersi a fine serata la responsabilità di riportare tutti a casa. Per chi invece esce di casa da solo, l’invito è a usare sempre il buon senso e – se i bicchieri di vino o birra sono stati troppi – ad affidarsi al servizio gratuito assicurato da Nez Rouge. Con discrezione e in piena sicurezza, i volontari attivi su tutto il territorio ticinese sono infatti disponibili per riportare le persone a casa, contribuendo a rendere più sicure le strade cantonali.

Imposta di circolazione 2019: confermata la riduzione del 5%

Imposta di circolazione 2019: confermata la riduzione del 5%

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha confermato che il prossimo anno l’imposta di circolazione per i detentori di un’automobile immatricolata a partire dal 2009 sarà ridotta del 5%, come proposto del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Il nuovo sistema di calcolo dei tributi a carico degli automobilisti ticinesi sarà invece posto in consultazione nel corso del mese di gennaio.

Nella sua ultima seduta dell’anno, il Consiglio di Stato ha approvato la modifica del Regolamento sulle imposte di circolazione, che definisce l’importo che gli automobilisti ticinesi dovranno versare nel 2019. Anche per il prossimo anno il meccanismo si baserà sul principio degli ecoincentivi, ma la modifica normativa approvata dal Governo – in base a quanto concordato nello scorso mese di luglio – ridurrà di 5 milioni di franchi il ricavato totale dell’imposta. Questo consentirà tra l’altro di applicare una riduzione media pari quasi al 5% sull’importo dovuto per il 2019 dai detentori di veicoli immatricolati in Ticino a partire dal 2009.

Il Consiglio di Stato ha inoltre condiviso il principio che definisce il nuovo meccanismo di calcolo per l’imposta di circolazione, in risposta alle richieste di due iniziative popolari tuttora pendenti. Nel mese di gennaio la proposta sarà sottoposta a una fase preliminare di consultazione che coinvolgerà Automobile club svizzero, Touring club svizzero, Associazione traffico e ambiente e i partiti rappresentati in Gran Consiglio. Una volta ricevute le osservazioni ai quesiti posti il Consiglio di Stato elaborerà il messaggio definitivo da sottoporre al Parlamento.

Credito di 6.5 milioni per la progettazione del Centro polifunzionale d’istruzione e di tiro del Monte Ceneri

Credito di 6.5 milioni per la progettazione del Centro polifunzionale d’istruzione e di tiro del Monte Ceneri

Comunicato stampa

Nella sua ultima seduta del 2018 il Consiglio di Stato ha stanziato un credito di 6.5 milioni di franchi per un concorso di architettura e la progettazione del nuovo Centro polifunzionale d’istruzione e tiro del Monte Ceneri. Un passo concreto verso la realizzazione di una struttura innovativa a fronte delle svariate esigenze di tiro nel comprensorio.

Il progetto del Centro polifunzionale d’istruzione e tiro del Monte Ceneri ha lo scopo di trovare una soluzione per far fronte alle necessità legate alle attività di tiro fuori servizio così come delle importanti limitazioni allo sviluppo di pregiate aree urbane (nuovo quartiere di Cornaredo a Lugano, progetto di naturalizzazione del fiume Ticino e nuovo ospedale in zona Saleggi a Bellinzona). Per fare ciò si prevede di sviluppare una struttura centralizzata in un’unica area storicamente destinata alle attività di tiro, atta a permettere uno sfruttamento ottimale delle capacità e potenzialità del centro.

La valutazione svolta, seppure abbia modificato l’impostazione di base iniziale, risulta essere performante nel contesto generale ed in grado di risolvere le problematiche del comprensorio attinenti al tiro oltre a garantire un uso sinergico con differenti partner (Polizia, Corpo delle guardie di confine, Esercito, Ufficio caccia e pesca per quanto riguarda la prova periodica della precisione di tiro per cacciatori,…), i quali devono garantire un’adeguata formazione per poter adempiere al loro dovere secondo le basi legali di riferimento. In particolare è opportuno considerare come durante lo studio sia stato dato un importante peso alle sensibilità della popolazione nei confronti dell’ambiente.

Questo nuovo approccio al progetto capace di accogliere non solo le esigenze del tiro fuori servizio nel comprensorio, permetterà di ridurre considerevolmente l’impatto finanziario a carico di quei Comuni che saranno chiamati a partecipare ai costi di investimento e di gestione dell’infrastruttura.
Il Dipartimento delle istituzioni tiene a ringraziare in particolare il Comune di Monteceneri per l’approccio costruttivo e per la disponibilità data a seguire la pratica durante le fasi di progettazione e costruzione.

Messaggio concernente la revisione parziale della Legge organica patriziale

Messaggio concernente la revisione parziale della Legge organica patriziale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, in data odierna, ha licenziato il messaggio concernente la revisione parziale della Legge organica patriziale (LOP). Si tratta del principale strumento di supporto che regola l’importante e variegata attività territoriale, culturale e oggi pure sociale e turistica svolta dai Patriziati. In tale ambito essi sono costantemente confrontati con nuove sfide di ordine finanziario e gestionale.

La modifica legislativa è il risultato di un importante lavoro di analisi e riflessione che ha coinvolto attivamente tutti gli attori sulla scena patriziale: gli Enti stessi, l’Alleanza Patriziale Ticinese e i Servizi cantonali con i quali i Patriziati ticinesi collaborano e sono confrontati.

A titolo generale, il messaggio propone una serie di modifiche che consentono di adattare la Legge organica patriziale alle nuove esigenze delle amministrazioni patriziali, nonché far compiere ulteriori passi ai Patriziati ticinesi verso un’ancor migliore efficienza amministrativa. Particolarmente significative a questo proposito sono la modifica che pone la base legale per una banca dati cantonale dei Patrizi, alcune precisazioni circa la convocazione e tenuta delle assemblee, l’introduzione di una delega agli Uffici patriziali per le spese correnti non preventivate e alcune indicazioni sulla tenuta dei conti secondo il nuovo piano contabile MCA2.

Il Consiglio di Stato infine ricorda che una più ampia analisi verrà eseguita a medio termine con l’aggiornamento dello studio strategico sui Patriziati.

I formaggi ticinesi alla ribalta

I formaggi ticinesi alla ribalta

Nella cornice della bella città di Lucerna, sulle rive del lago dei Quattro Cantoni, dal 28 al 30 settembre 2018 è avvenuto il tradizionale concorso dei formaggi svizzeri Swiss Cheese Awards, che ha visto la partecipazione di oltre 900 tipi di formaggio suddivisi in 28 categorie.
La manifestazione organizzata da Fromarte si svolge ogni 2 anni in una città svizzera differente ed è sempre accompagnata da un folcloristico mercato del formaggio svizzero. Nel 2020 sarà la volta di Bagnes nel Canton Vallese.
Quest’anno la categoria del formaggio d’Alpe DOP ticinese ha visto partecipare 7 alpeggi con un ottimo riscontro da parte dei giudici internazionali. Una caratteristica del nostro formaggio d’Alpe DOP è la produzione limitata al periodo estivo sui pascoli dell’alpe.
Elenco dei formaggi d’Alpe DOP partecipanti al concorso: Carì, Cioss Prato, Fieudo, Giumello, Pian Segno Lucomagno, Pontino, Stabiello.

Il 1˚Rango è stato assegnato a Togni Marco con Alpe Pontino DOP

L’Alpe di Pontino è situata a 2000 m.s.l.m ed è raggiungibile dal passo del San Gottardo.

Il Caseificio Togni Nante di Marco Togni anche quest’anno ha ottenuto ottimi piazzamenti anche nella categoria dei formaggi freschi con il Büscion naturale (3. Rango) e il Büscion aglio e prezzemolo (6. Rango)

Complimenti a tutti i partecipanti.

In altitudine ma con i piedi per terra

In altitudine ma con i piedi per terra

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 19 dicembre del Corriere del Ticino

Presentata ad Airolo la campagna di sensibilizzazione “Montagne sicure” lanciata dal Dipartimento delle istituzioni
Norman Gobbi: “Il turismo montano è in netta espansione, aumentano però gli incidenti: ci vuole più informazione”

Dopo “Strade sicure” e “Acque sicure”, le campagne di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento delle istituzioni hanno aggiunto un nuovo tassello al loro vivace mosaico preventivo, dedicato a chi trascorre il tempo libero o pratica delle attività in altura. È il progetto “Montagne sicure”, presentato ad Airolo dal consigliere di Stato Norman Gobbi con lo slogan “Affinché la montagna sia sempre un piacere”.

“Il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale già da tempo hanno avviato delle campagne di sensibilizzazione legate alla montagna che però fino ad oggi erano rivolte principalmente ai cercatori di funghi, visto il numero importante di infortuni che si registrano in quella fase dell’anno”, ha spiegato Norman
Gobbi. “Adesso si è deciso di organizzare questa sensibilizzazione in modo più ampio, spalmandola su tutte quattro le stagioni, in considerazione anche del fatto che sempre più persone oggi frequentano i nostri monti, d’inverno come d’estate e con attività sempre più diversificate: non più solamente sci d’inverno e passeggiate d’estate, ma moltissimi altri svaghi: dalla mountain bike allo sci escursionismo a discipline più estreme. Con una conseguente amplificazione dei rischi e degli incidenti”. Da qui, appunto, l’idea di “Montagne sicure”, ampia campagna che si ripropone di fornire gli strumenti necessari affinché sia gli appassionati della montagna, sia chi la affronta come neofita, possano affrontarla in piena sicurezza. “In questa prima fase della comunicazione cercheremo di toccare il più ampio spettro di persone possibili”, spiega il portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli, responsabile del progetto. “E questo attraverso una serie di messaggi
nei quali chiediamo a chi va in montagna di verificare che tutto ciò che precede l’escursione (abbigliamento, materiale, consultazione del bollettino meteo e delle valanghe ma anche i sentieri che si intendono percorrere e così via) vengano svolte correttamente, in modo che la prevista passeggiata resti un piacere. Nei prossimi mesi poi la campagna proseguirà con altre declinazioni, legate alle singole stagioni ma anche cercando di fornire informazioni sempre più dettagliate ai più diversi frequentatori: dagli escursionisti super esperti ai bikers a chi pratica gli sport estremi: un’ampia gamma di persone alle quali cercheremo di parlare utilizzando
i loro linguaggi, in modo che i nostri consigli possano essere recepiti al meglio. Il tutto attraverso una piattaforma che stiamo istituendo e che coinvolgerà tutti i partner della sicurezza in montagna e le principali strutture e associazioni attive in quest’ambito”. Un ampio piano di informazione e di formazione che, continua Pizolli, verrà divulgato all’insegna della multimedialità. “Abbiamo creato un apposito sito web (all’indirizzo www.ti.ch/montagne sicure), pagine sui principali social media social, ma non disdegniamo neppure mezzi più classici per la diffusione del nostro messaggio come flyers – che verranno realizzati con contenuti differenti a seconda della stagione sulla quale vogliamo porre l’accento –, comunicati stampa, cartelloni informativi affissi in tutte le principali località montane in
modo che si possa arrivare davvero a tutti ». Che i suggerimenti di “Montagne sicure” debbano arrivare proprio a tutti lo ribadisce ancora Norman Gobbi. “Il turismo montano è in continua espansione e coinvolge in egual misura ospiti provenienti da fuori cantone e indigeni”, spiega. “Che anche in quanto a comportamenti non sono diversi da chi arriva da lontano, tendendo talvolta a sottovalutare la realtà delle nostre montagne: il fatto di averle sotto gli occhi non è infatti sinonimo di conoscere a fondo le insidie ed i pericoli che possono celare. È dunque necessario che tutti prendano coscienza di ciò che significa affrontarle
e “Montagne sicure”” è stato creato proprio con questo scopo.

Nicola Guerini al comando delle forze speciali

Nicola Guerini al comando delle forze speciali

Da www.liberatv.ch

Norman Gobbi: “Una nomina di cui tutti i ticinesi devono essere fieri”
Il ministro: “Quella odierna è un’altra giornata importante per il nostro Cantone, che ha ricevuto l’ennesimo attestato di stima da parte della Confederazione”

“Quella odierna è un’altra giornata importante per il nostro Cantone, che ha ricevuto l’ennesimo attestato di stima da parte della Confederazione”.Con queste parole, pronunciate oggi nella chiesa di Rivera, il direttore del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi, ha sottolineato l’ascesa formale di Nicola Guerini alla testa del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito svizzero (CFS).
“Il Ticino, e non solo quello in grigio-verde, può esserne particolarmente fiero! – ha aggiunto il ministro -.
Il Ticino si conferma perciò uno dei pilastri del nostro Esercito. Non siamo numerosissimi, ma riusciamo a produrre con regolarità personalità di elevato spessore, riconosciuta autorevolezza e comprovata preparazione. Mai come nel 2018 – e lo dico con un profondo senso di appagamento personale – l’italianità ha conosciuto una presenza così marcata ai vertici dell’Esercito, cosa che dà lustro al nostro Cantone.
Disponiamo di tanta qualità tecnica e umana, e questo ci viene riconosciuto anche oltre Gottardo, cosa non sempre scontata. Auguro allora a Nicola che possa raggiungere tutti i suoi obiettivi e che continui sulla strada intrapresa anni fa e che si sta dimostrando lastricata di soddisfazioni. Il contesto che ti vedrà impegnato è di assoluto prim’ordine, e questo lo sai anche meglio di me.
Ricordo con piacere come il Governo sia a suo tempo riuscito a mantenere presso la piazza d’armi del Monte Ceneri il CFS, vero fiore all’occhiello del nostro Esercito. Il CFS è in grado di fornire in tutte le situazioni, immediatamente e in modo rapido, con elementi di impiego professionisti, importanti prestazioni a favore delle autorità civili: penso, ad esempio, alla protezione e all’intervento; all’esplorazione speciale e alle azioni dirette a favore delle autorità civili in Svizzera; all’acquisizione di informazioni, consulenza e protezione a favore delle autorità civili all’estero; al soccorso e al rimpatrio di cittadini dall’estero; all’assistenza militare”.
Gobbi ha concluso il suo discorso ringraziando a nome del Consiglio di Stato, l’attuale Comandante, il Colonnello Christoph Fehr, per questi due anni trascorsi a capo del CFS in Ticino”.

Discorso pronunciato in occasione del passaggio di Comando delle Forze Speciali (CFS)

Discorso pronunciato in occasione del passaggio di Comando delle Forze Speciali (CFS)

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signori, egregi signore,
Quella odierna è un’altra giornata importante per il nostro Cantone, che ha ricevuto l’ennesimo attestato di stima da parte della Confederazione: siamo infatti qui a salutare formalmente l’arrivo di Nicola Guerini alla testa del Comando delle Forze Speciali dell’Esercito svizzero (CFS). Il Ticino, e non solo quello in grigio-verde, può esserne particolarmente fiero!
La decisione è stata ufficializzata lo scorso settembre e vi ripropongo volentieri ciò che scrissi allora su Facebook, annunciando la notizia: Questa settimana un ticinese è stato designato, con effetto al 1° gennaio 2019, a capo del Comando delle forze speciali dell’Esercito svizzero.
Il colonnello di Stato maggiore generale Nicola Guerini permette così al Ticino di mettersi al petto una terza stella nei comandi specialistici della nostra armata, con il Col SMG Marco Mudry (recentemente nominato a capo del Centro di competenza servizio alpino dell’esercito) e il Col SMG Antonio Spadafora (capo del Centro di competenza del servizio veterinario e degli animali dell’esercito da inizio anno). Concludevo quelle poche righe cariche di orgoglio con un “Avanti così!” che ribadisco anche oggi, al vostro cospetto.
Il Ticino si conferma perciò uno dei pilastri del nostro Esercito. Non siamo numerosissimi, ma riusciamo a produrre con regolarità personalità di elevato spessore, riconosciuta autorevolezza e comprovata preparazione. Mai come nel 2018 – e lo dico con un profondo senso di appagamento personale – l’italianità ha conosciuto una presenza così marcata ai vertici dell’Esercito, cosa che dà lustro al nostro Cantone.
Disponiamo di tanta qualità tecnica e umana, e questo ci viene riconosciuto anche oltre Gottardo, cosa non sempre scontata.
Auguro allora a Nicola che possa raggiungere tutti i suoi obiettivi e che continui sulla strada intrapresa anni fa e che si sta dimostrando lastricata di soddisfazioni. Il contesto che ti vedrà impegnato è di assoluto prim’ordine, e questo lo sai anche meglio di me.
Ricordo con piacere come il Governo sia a suo tempo riuscito a mantenere presso la piazza d’armi del Monte Ceneri il CFS, vero fiore all’occhiello del nostro Esercito. Il CFS è in grado di fornire in tutte le situazioni, immediatamente e in modo rapido, con elementi di impiego professionisti, importanti prestazioni a favore delle autorità civili: penso, ad esempio, alla protezione e all’intervento; all’esplorazione speciale e alle azioni dirette a favore delle autorità civili in Svizzera; all’acquisizione di informazioni, consulenza e protezione a favore delle autorità civili all’estero; al soccorso e al rimpatrio di cittadini dall’estero; all’assistenza militare.
A nome personale e del Consiglio di Stato, tengo anche a ringraziare l’attuale Comandante, il Colonnello SMG Christoph Fehr, per questi due anni trascorsi a capo del CFS, qui in Ticino: abbiamo stabilito un rapporto costruttivo e collaborato ottimamente nell’interesse comune. Auguro anche a te il meglio e di raccogliere sul tuo cammino futuro altre e meritate soddisfazioni!