Il Consiglio di Stato decreta l’aggregazione dei Patriziati di Arogno e Bissone

Il Consiglio di Stato decreta l’aggregazione dei Patriziati di Arogno e Bissone

Comunicato stampa

I cittadini patrizi, chiamati ad esprimersi in votazione consultiva lo scorso 9 settembre, hanno confermato all’unanimità la volontà di aggregarsi. Preso atto di questo responso, il Consiglio di Stato ha quindi decretato formalmente la nascita del nuovo Patriziato di Arogno e Bissone. Grazie all’unione delle loro forze, i cittadini patrizi dei due Enti aggregati potranno continuare a salvaguardare e promuovere i propri beni a beneficio della collettività.
Il Governo, che tramite il Dipartimento delle istituzioni ha accompagnato e sostenuto passo dopo passo la procedura di aggregazione, esprime piena soddisfazione per l’esito finale positivo. Questa aggregazione si inserisce, infatti, nella strategia cantonale di promozione e valorizzazione dei Patriziati quali Enti locali fondamentali e sussidiari nei confronti dei Comuni.
L’elezione dell’Ufficio patriziale, che determinerà formalmente la nascita del nuovo Patriziato di Arogno e Bissone, è prevista a inizio 2019.

Telecamere sugli agenti

Telecamere sugli agenti

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 8 novembre de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11077497

Il Dipartimento delle istituzioni (DI) ticinese apre alla possibilità che anche le polizie comunali si possano dotare delle bodycam, le minivideocamere che possono essere integrate alle divise degli agenti in servizio.
Si sta infatti elaborando un progetto specifico in proposito, da sottoporre al Governo cantonale entro la fine di marzo del 2019, inserendo questa particolarità nella Legge sulla polizia che è attualmente in corso di revisione.
L’intenzione del dipartimento diretto da Norman Gobbi è stata confermata da una lettera che il DI ha inviato nei giorni scorsi al Municipio di Lugano, che aveva espressamente richiesto alle autorità cantonali di prendere posizione sull’eventualità di permettere ai poliziotti luganesi di poter disporre di tali “strumenti”.

Soddisfazione per l’approvazione dell’iniziativa cantonale “Strade più sicure subito”

Soddisfazione per l’approvazione dell’iniziativa cantonale “Strade più sicure subito”

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni esprime soddisfazione per la decisione odierna della Commissione dei trasporti del Consiglio nazionale di dare seguito all’iniziativa cantonale ticinese “Strade più sicure subito!” che chiede di vietare il transito dei mezzi pesanti sprovvisti dei cosiddetti sistemi di sicurezza attivi nelle gallerie alpine. Un importante passo avanti per migliorare ulteriormente la sicurezza sulla rete stradale cantonale.
L’iniziativa cantonale – promossa e accolta dal Gran Consiglio ticinese nella primavera del 2017 -chiedeva di vietare in tempi brevi nelle gallerie stradali e sui passi alpini svizzeri il transito agli automezzi pesanti non dotati dei dispositivi di sicurezza. La Commissione dei trasporti del Consiglio degli Stati si era già espressa favorevolmente all’inizio del 2018.
Si tratta di un risultato importante per il Canton Ticino che permetterà di incrementare maggiormente la sicurezza sulla rete stradale ticinese e federale e si aggiunge agli importanti sforzi in materia di prevenzione e sensibilizzazione attuati dal Dipartimento delle istituzioni attraverso il progetto “Strade sicure”.
L’auspicio del Cantone è che si possa giungere in tempi brevi all’attuazione dell’iniziativa.

Lega, “prove di lista”

Lega, “prove di lista”

Da www.ticinonews.ch

Un post sulla pagina Facebook del movimento di via Monte Boglia rilancia i soliti rumors.
Sarà vero?
Un post pubblicato sulla pagina Facebook della Lega dei Ticinesi ha rilanciato i soliti rumors sulla composizione della lista per il Consiglio di Stato del movimento di via Monte Boglia in vista delle prossime elezioni cantonali.
Accanto ai due uscenti Claudio Zali e Norman Gobbi, ad Antonella Bignasca (che in ogni caso non dovrebbe essere della partita) e al capogruppo in Gran Consiglio Daniele Caverzasio troviamo infatti il deputato e municipale di Lugano Michele Foletti. Indizio di una sua effettiva presenza in lista dopo il no del 2015? Oppure semplicemente un post scherzoso?
Lo scopriremo solo tra diverse settimane quando la Lega, tradizionalmente ultima tra i partiti di Governo, renderà nota la rosa degli aspiranti ad un posto al sole in Consiglio di Stato.

La lotta all’estremismo passa dal web

La lotta all’estremismo passa dal web

Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Lotta-alla-radicalizzazione-11063739.html


Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 6 novembre 2018 del Corriere del Ticino

Attivati un nuovo portale e una linea telefonica con i quali prevenire la radicalizzazione e i comportamenti violenti
Norman Gobbi: “Un canale d’ascolto demilitarizzato per riconoscere in anticipo fenomeni dagli effetti devastanti”

Le sfumature dell’estremismo violento sono diverse e non per forza legate al terrorismo di matrice jihadista. Comportamenti che possono in ogni momento insinuarsi silenziosamente tra le pieghe della società. Sul territorio serve dunque un piccolo esercito di sentinelle pronte, se necessario, a segnalare atteggiamenti sospetti. Il nuovo portale creato dal Cantone per prevenire i fenomeni della radicalizzazione e di altre devianze pericolose nasce proprio da questa esigenza.
“La lotta in quest’ambito non avviene solo a livello repressivo, è cruciale che sia promossa anche in termini preventivi” ha sottolineato il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi. Per poi precisare: “Con questo strumento vogliamo riconoscere in anticipo quei comportamenti che potrebbero avere effetti devastanti sull’incolumità della popolazione”. E in tal senso a supporto del portale www.stopradicalizzazione.ch, che avrà soprattutto carattere informativo, è stata attivata anche una linea telefonica gratuita “per raccogliere le richieste di aiuto e le segnalazioni dei cittadini” ha indicato il consigliere di Stato. Al proposito Gobbi ha tenuto a sottolineare un aspetto centrale del nuovo dispositivo, che s’inserisce nel piano d’azione nazionale lanciato a fine 2017 da Confederazione, Cantoni e Comuni. “Con il portale e la helpline – ha spiegato – abbiamo creato un canale d’ascolto demilitarizzato, dove genitori, compagni di classe, familiari, mogli e mariti possano segnalare senza dover subito passare dalla polizia”. Sì perché, ha aggiunto la capoprogetto Michela Trisconi, “è nostra intenzione agire a monte del processo di radicalizzazione che, lo ricordo, ha molti volti: dagli estremismi di sinistra o destra agli hooligan, passando per gli estremisti religiosi o i criminali solitari”. Una paletta di profili che il Cantone affronterà con un approccio interdisciplinare. La piattaforma operativa che coordina il portale sarà composta da specialisti di più dipartimenti (Istituzioni, DSS e DECS), che a dipendenza della natura delle segnalazioni faranno capo a differenti interlocutori. “Ci si rivolgerà al Centro intercantonale d’informazione sulle credenze, mentre altri avvisi potranno essere trattati dal mondo della scuola, dai servizi sociali o dai partner che si occupano dell’integrazione degli stranieri” ha rilevato Trisconi. In caso di pericolo concreto sarà invece chiesto l’intervento degli agenti. “Se il Parlamento approverà la modifica della legge sulla polizia sarà inoltre possibile avviare indagini preliminari senza dover aprire incarti in Procura” ha ricordato Gobbi. Ma con uno strumento simile non c’è il rischio di esasperazione? “Ginevra, che ha ispirato il nostro progetto, nel 2017 ha registrato 54 segnalazioni, mentre nel 2018 i casi sono 31. Insomma, la popolazione ha capito, senza esasperarlo, la portata dello strumento” ha replicato Trisconi. Uno strumento che potrà godere anche dell’apporto dei Comuni. “Il livello che meglio rappresenta la prossimità al cittadino è quello locale” ha evidenziato Michele Bertini, vicesindaco di Lugano che come Città è parte integrante della rete di segnalazione. “In questo modo – ha notato – si va alla radice dei problemi, evitando il più possibili cerotti repressivi. Il tutto facendo tesoro dell’unica vera risposta che la comunità tutta può dare per arginare il fenomeno dell’estremismo”.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 6 novembre 2018 de La Regione

Anti-radicalizzazione via online
Il Cantone attiva un portale e una linea telefonica per segnalazioni e domande dei cittadini

L’imam Jelassi: giusta iniziativa, spero che non se ne faccia un uso discriminatorio.
Trisconi: prevenzione di qualsiasi estremismo violento.

«È un’iniziativa che condivido pienamente. Spero solo che non si trasformi in uno strumento di discriminazione, usato soprattutto da chi, non conoscendo l’Islam e la cultura islamica, considera ogni musulmano un estremista e quindi un potenziale terrorista. Il che non è vero, mentre è vero che le prime vittime dell’estremismo sono i musulmani. È allora importante che questo portale serva a evitare qualsiasi, ripeto qualsiasi forma di radicalizzazione, in campo religioso come in quello politico, perché l’estremismo danneggia tutti». A fugare i timori espressi alla ‘Regione’ dall’imam di Lugano Samir Radouan Jelassi (Lega dei musulmani in Ticino) di un eventuale impiego “mirato”, ossia contro gli islamici che vivono nel cantone, del sito www.stopradicalizzazione.ch, dovrebbero essere le parole pronunciate da Michela Trisconi nella conferenza stampa indetta ieri dal Dipartimento istituzioni. Il portale appena attivato, uno dei progetti curati dal gruppo di lavoro cantonale di cui Trisconi fa parte, mira a prevenire “i vari volti della radicalizzazione”. Che sono sì quelli degli “estremisti religiosi”, ma che sono anche, spiega, i volti degli “estremisti di sinistra o di destra”, degli “hooligans in ambito sportivo”, dei “criminali solitari” e dei cittadini “pieni di odio”. Il sito online si rivolge direttamente alla popolazione: “Sei preoccupato/a perché qualcuno di tua conoscenza sembra essersi isolato e/o avvicinato a un gruppo avente ideologie estremiste o violente? Tu stesso/a pensi di essere in questa situazione? Hai bisogno di ascolto? Aiuto? Consigli? Informazioni?”. Dal lunedì al venerdì, tra le 9 e le 16, è inoltre a disposizione dei cittadini, indica il Dipartimento in un comunicato, una linea telefonica – 079 953 46 82 – per “consulenze gratuite”. E meglio: “Per un ascolto, per domande o per condividere preoccupazioni, dubbi e interrogativi sul tema della radicalizzazione e sull’estremismo violento”. Portale ed helpline “vogliono essere per la popolazione un punto di riferimento, al quale poter anche segnalare comportamenti sospetti”, sottolinea il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, ricordando fra l’altro che neppure il Ticino è al riparo “dalla minaccia terroristica” e dall’estremismo in generale: “In tempi recenti abbiamo avuto più di un caso di persone potenzialmente pericolose”. Ma la sola repressione non basta. Occorre pure la prevenzione, nella quale conta molto la prossimità, cioè la conoscenza delle realtà locali. E da questo punto di vista un ruolo significativo lo svolgono i Comuni. “Gli interventi della polizia e l’uso delle videocamere sono importanti, ma sono un cerotto: con queste iniziative si intende andare alla radice del problema, prima che una data situazione degeneri”, rileva il vicesindaco e titolare del Dicastero sicurezza di Lugano Michele Bertini. Iniziative sullo sfondo delle quali vi è il piano nazionale per contrastare la radicalizzazione promosso dalla Confederazione, annota il Dipartimento. Il Ticino ha così dato vita a un dispositivo “interdisciplinare” per prevenire l’estremismo violento. Un dispositivo, rammenta Trisconi, formato, oltre che da lei quale capoprogetto, da rappresentanti fra l’altro “della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie del Dss, del mondo scolastico e della Polizia cantonale”. Il sito online e la linea telefonica non sono e non saranno le uniche misure. Un accento particolare verrà posto ad esempio “sulla formazione di funzionari e educatori, come pure degli agenti delle ditte di sicurezza”, evidenzia ancora Trisconi. Per Gobbi, è poi “fondamentale la strategia di integrazione degli stranieri”. Tutto quello “che può essere fatto per prevenire la radicalizzazione e per favorire la deradicalizzazione è da considerare in maniera positiva, anche se da noi non c’è, per ora e almeno apparentemente, una situazione critica come in altri cantoni e nel resto d’Europa – dice, da noi interpellato, il losonese Giorgio Ghiringhelli, artefice dell’iniziativa popolare che in Ticino ha portato al divieto di indossare nei luoghi pubblici burqa e niqab –. Tuttavia sono scettico sull’utilità di simili iniziative. Il problema secondo me è la progressiva islamizzazione, attraverso forme diverse, del continente europeo, il cui obiettivo a lungo termine è di sostituire la democrazia con la sharia”.

 

Una domenica all’Osteria con Antonio Ferriroli e Norman Gobbi

Una domenica all’Osteria con Antonio Ferriroli e Norman Gobbi

Da www.liberatv.ch

Quattro chiacchiere tra passato e futuro con il ministro e l’oste, fino a qualche mese fa sindaco di Brione sopra Minusio

In attesa della capra bollita e di una puntatina tra le specialità langarole al tartufo bianco, Antonio Ferriroli continua a curare la sua griglia a legna sfornando costate e filetti di fassona, di chianina o di angus.
Può capitare, a volte, di incontrare nella sua Osteria di Contra il ministro Norman Gobbi, amico di Antonio ed estimatore della sua cucina. Com’è successo domenica scorsa. Si parla un po’ di tutto, di cucina, di vino, dei personaggi celebri (che nemmeno ci immaginiamo) che varcano regolarmente la porta dell’Osteria… e di legame con le valli (Gobbi e la sua Leventina, dove ha deciso di vivere e va fiero di questa scelta, Ferriroli della sua Verzasca, terra dei suoi avi)…
Quattro chiacchiere a ruota libera sul passato, sul presente e sul futuro, insomma, davanti a generosi bicchieri di un’ottima Barbera d’Asti e a un certo punto…
A un certo punto spunta un’immagine ‘storica’. Una foto scattata davanti all’Osteria Ferriroli parecchi anni fa, che ritrae un Norman Gobbi con diversi chili in più accanto a Umberto Bossi e Giuliano Bignasca.
Così le riflessioni sul vino e sulla ristorazione, locale, nazionale e italiana, si mescolano con la politica, con i “com’eravamo”, appunto, e come saremo…
E Antonio, che da pochi mesi ha svestito i panni di sindaco liberale di Brione Sopra Minusio, assicura che, nonostante qualche voce giri, non si candiderà per il Gran Consiglio in quota Lega… Sicuro? Beh… Di sicuro c’è che non avrebbe il tempo, lui che per nove mesi all’anno fa l’oste a pieno ritmo.

Attivati gli strumenti per prevenire radicalizzazione ed estremismo violento

Attivati gli strumenti per prevenire radicalizzazione ed estremismo violento

Da oggi è online il nuovo portale www.stopradicalizzazione.ch per prevenire i fenomeni della radicalizzazione e dell’estremismo violento ed è disponibile al numero 079 953 46 82 una linea telefonica per consulenze gratuite. Sono queste le prime misure adottate dalla Piattaforma interdipartimentale di prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento presentate questa mattina in conferenza stampa a Bellinzona dal Consigliere di Stato Norman Gobbi accompagnato dalla capo progetto Michela Trisconi e dal Vicesindaco di Lugano Michele Bertini.

Il 4 dicembre 2017 la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno lanciato il Piano d’azione nazionale per prevenire la radicalizzazione e l’estremismo violento in tutte le sue forme. Il Canton Ticino ha dato seguito alle misure dotandosi di un proprio dispositivo. In quest’ottica lo scorso mese di aprile il Consiglio di Stato ha infatti costituito una Piattaforma interdisciplinare di prevenzione contro la radicalizzazione e l’estremismo violento composta dai rappresentati del Dipartimento delle istituzioni, del Dipartimento della sanità e della socialità, del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e dei Comuni. Grazie al lavoro della Piattaforma sono stati creati il nuovo portale www.stopradicalizzazione.ch e la linea telefonica attivi da oggi. Inoltre, è stata avviata una serie di progetti di prevenzione e di sensibilizzazione rivolti agli addetti ai lavori e alla popolazione ticinese.

La capo progetto Michela Trisconi ha specificato che la linea telefonica – operativa dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 16.00 – è a disposizione di tutta la popolazione ticinese per un ascolto confidenziale, in caso di domande, o per condividere preoccupazioni, dubbi, interrogativi sul tema della radicalizzazione e l’estremismo violento.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha dal canto suo ricordato che “anche se la Svizzera non è un obiettivo primario dei terroristi, la certezza assoluta che gli attacchi non possano interessare anche il Ticino purtroppo non esiste. Non dobbiamo comunque cedere alla paura come vorrebbero gli autori di simili azioni”. In quest’ottica ha pure ricordato che “è fondamentale la collaborazione tra autorità federali, cantonali e comunali per far fronte a minacce silenziose e insidiose come la radicalizzazione e l’estremismo violento”.
Un aspetto confermato anche dal Vicesindaco di Lugano Michele Bertini che ha evidenziato infatti “l’importanza per città come Lugano di essere parte di una rete per poter segnalare fenomeni che per la loro natura insidiosa si percepiscono in modo più diretto a livello locale, essendo questa una realtà istituzionale più vicina ai cittadini”.

Le aggregazioni di successo? Quelle promosse dai Comuni

Le aggregazioni di successo? Quelle promosse dai Comuni

Opinione pubblicata nell’edizione di sabato 3 novembre 2018 de La Regione

Tra poco meno di un mese gli abitanti di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa saranno chiamati alle urne per esprimersi sul progetto aggregativo dei loro Comuni. E proprio qualche giorno fa un abitante del Malcantone mi ha chiesto perché sostengo l’aggregazione dei quattro enti locali. Anzitutto perché questa iniziativa è nata a livello locale e questo è proprio il nuovo approccio che il Consiglio di Stato ha introdotto su mia iniziativa nel Piano cantonale delle aggregazioni. Non si tratta quindi di tracciare su carta con un pennarello indelebile il “disegno” calcolato secondo una formula matematica precisa e vincolante. Il Cantone vuole indicare la via da seguire, e poi ogni ente locale può decidere come percorrerla. È questa la ricetta vincente per ottenere un federalismo sano e vitale; permettere ai Comuni di profilarsi sul loro futuro dando loro i giusti incentivi per farlo. E in questo caso il Governo ha stanziato un credito totale di 2,7 milioni che permetterà alla nuova realtà comunale di riorganizzarsi dal punto di vista amministrativo, investire e svilupparsi e realizzare strutture o servizi a carattere sociale come la costruzione di un asilo nido o un centro diurno per anziani. Inoltre la situazione finanziaria sarà equilibrata grazie all’applicazione di un moltiplicatore d’imposta massimo dell’85%. Si tratta di un’opportunità che tutti i cittadini della zona hanno per permettere il rilancio del comparto come auspicato dai quattro Esecutivi comunali, senza dimenticare che quest’aggregazione potrebbe servire da stimolo anche per tutta l’area del Medio Malcantone che da anni mostra una latente necessità aggregativa. Le esperienze positive maturate con le aggregazioni portate a termine con successo in diverse regioni del Ticino confermano la bontà delle nostre intenzioni: sono nate realtà solide nell’organizzazione e nella distribuzione dei servizi. In quest’ottica il nuovo Comune di Tresa ha la possibilità di diventare un polo di riferimento per tutto il comprensorio. A partire dall’autonomia organizzativa e finanziaria, da una visione territoriale comprensoriale e dall’espansione delle proposte socioculturali e didattiche; tutti elementi che consentiranno di avvicinare le istituzioni comunali alle esigenze di tutti i cittadini. D’altra parte è imprescindibile che il successo del federalismo elvetico si fonda su comuni forti, autonomi e responsabili, capaci di offrire servizi efficienti, all’altezza delle esigenze della popolazione rimanendo comunque custodi della prossimità fra amministrati e amministratori. All’amico che vive nella zona ho dato queste risposte, le stesse che rivolgo anche a tutto il resto della popolazione locale. Per questi motivi invito tutte le cittadine e i cittadini di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa a cogliere questa irrinunciabile occasione di crescita sostenendo compatti e convinti il progetto aggregativo. Le aggregazioni comunali non hanno l’obiettivo di distruggere le realtà locali – come tanti vorrebbero far credere – ma semmai di rendere i comuni più forti e autorevoli e di permettere loro di crescere per costruire quello che sarà il Canton Ticino di domani.

La fondamentale collaborazione tra forze di sicurezza civili e militari

La fondamentale collaborazione tra forze di sicurezza civili e militari

Non siamo un’isola felice immune da tutto
Stiamo attraversando un periodo storico non facile, stretti come siamo nella morsa di problematiche di varia natura che ci coinvolgono più o meno da vicino e più o meno a livello personale. Tra le preoccupazioni che contraddistinguono il mondo in cui viviamo c’è anche il terrorismo, argomento molto mediatizzato e che entra nelle nostre case quotidianamente. Qualcuno obietterà che in Ticino il terrorismo non esiste, che non dovremmo preoccuparci per qualcosa che non c’è e che le priorità sono ben altre. Si tratta di un punto di vista piuttosto diffuso, condivisibile però solo in parte. Da un lato, il nostro Cantone e la Svizzera hanno effettivamente la fortuna di non aver mai vissuto ciò che altre nazioni (alcune vicine a noi) hanno dovuto più volte patire. Alle nostre latitudini nessuno si sognerebbe mai di dire che siamo tra gli obiettivi delle organizzazioni terroristiche, anche se nel recente passato ci siamo trovati confrontati con alcuni casi di eco-terrorismo che siamo comunque stati capaci di affrontare nel modo opportuno. D’altro canto, sarebbe alquanto incauto starsene immobili e passivi, correndo il rischio di farci cogliere impreparati nel caso fossimo confrontati con un evento estremo. Dobbiamo pertanto vigilare.

Nessuno spazio all’improvvisazione
Ma dobbiamo anche stare molto attenti a non cedere all’immotivata o irrazionale paura, come subdolamente spera chi commette atti vigliacchi e violenti. Proprio in quest’ottica, affinché la prevenzione sia efficace occorre che ognuno degli attori coinvolti collabori in modo proficuo con gli altri, facendo sistema. In questo contesto, le forze di sicurezza civili e militari ricoprono un ruolo di assoluta rilevanza. Non tutti ne hanno totale consapevolezza e questo è un po’ un peccato. Il loro è spesso un lavoro oscuro, poco appariscente, ma puntiglioso, approfondito e soprattutto redditizio. Se alle nostre latitudini conduciamo una vita sostanzialmente tranquilla, se avvertiamo una sensazione di generalizzata sicurezza, se passeggiamo per strada senza il timore che qualcosa di grave possa accaderci, lo dobbiamo anche a questi professionisti che senza alcun proclama ci guardano le spalle. Affrontare la minaccia terroristica vuol dire impegnarsi su più fronti: alludo all’uso repressivo della forza così come alla citata prevenzione e alla sensibilizzazione. Nulla va lasciato al caso e non ci deve essere spazio per l’improvvisazione.

Prevenire radicalizzazione ed estremismi violenti
In un contesto tanto delicato e che pretende la nostra massima attenzione, occorre agire, mettere sul tavolo idee, essere dinamici. Tra le misure che il mio Dipartimento ha proposto, c’è un portale per la prevenzione contro la radicalizzazione e gli estremismi violenti in Ticino. Lo stesso è il frutto del lavoro compiuto da una Piattaforma interdisciplinare formata da specialisti operanti nell’Amministrazione, nella Polizia cantonale, in Magistratura e già confrontati professionalmente con il fenomeno della radicalizzazione. Tema, quest’ultimo, sempre d’attualità nella lotta alle organizzazioni terroristiche. Il portale, che tra l’altro presenteremo domani, è una delle misure attraverso le quali intendiamo mettere in rete i vari attori della prevenzione in Ticino. Lo scopo è riunire tutte le richieste di informazione e di aiuto alla popolazione, per poi valutarle e predisporre le giuste misure di supporto, dando così vita a un meccanismo virtuoso di causa-effetto. Non viviamo in un Paese dove imperversa il terrorismo, non siamo soggetti ad attacchi sistematici e non siamo neppure nel mirino dell’estremismo, ma – e lo evidenzio ancora a chiare lettere – non bisogna commettere l’errore di ritenerci invulnerabili né tantomeno al di sopra delle parti. Pertanto, e concludo, ben venga la collaborazione tra tutti gli enti chiamati a garantire giorno dopo giorno e capillarmente la sicurezza del cittadino, che è poi ciò che ci sta maggiormente a cuore.

Sempre più sicuri tra le nostre mura domestiche

Sempre più sicuri tra le nostre mura domestiche

I ladri non avranno mai vita facile
Qualche giorno fa, e più esattamente il 29 ottobre, si è tenuta la quarta giornata nazionale di prevenzione dei furti con scasso, un momento importante per fare il punto su quanto fatto finora nello specifico settore e per riflettere sugli eventuali correttivi. Coordinato tra le forze di polizia svizzere e la Prevenzione svizzera della criminalità (CPS), questo appuntamento mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle misure preventive che possono essere adottate per ridurre il rischio di essere vittime di un furto con scasso. Bisogna essere soddisfatti del lavoro che stiamo svolgendo, tanto a livello di prevenzione quanto a livello di controlli puntuali sul territorio e di repressione. La percezione che ogni cittadino ha della sua personale sicurezza passa proprio da questo approfondito lavoro corale. Le statistiche ci danno ragione e ci spronano a insistere su questa strada difficile ma redditizia: negli ultimi tre anni i furti con scasso e le violazioni di domicilio sono in calo. Tutti sappiamo cosa significhi sentirsi protetti quando ci si trova tra le proprie quattro mura, accanto ai propri affetti più cari. Ma un successo non deve assolutamente generare passività: il mio Dipartimento e la Polizia cantonale sono evidentemente soddisfatti di questa tendenza, ma occorre ribadire con chiarezza e fermezza quanto sia fondamentale restare vigili e continuare a produrre il massimo sforzo.

Un cittadino collaborativo
I numeri non mentono: in Ticino i reati contro il patrimonio sono in continua diminuzione, attestandosi nel 2017 a 3’626 casi, in sostanziale contrazione (-17%) rispetto all’anno precedente. Dal canto loro, i furti con scasso sono stati 1’112, con una flessione del 29% che non può lasciare indifferenti. Va specificato poi che il 35% dei furti con scasso nelle abitazioni sono solo tentati: a termine di paragone, la percentuale era del 25% nel 2016. Dobbiamo però tenere alta la guardia per ribadire il trend positivo anche in futuro. Sono molteplici le motivazioni che hanno permesso di conseguire questo risultato: da un lato, la maggiore e migliore presenza sul territorio degli agenti favorita dalla riorganizzazione della Polizia, dall’altro, una comunicazione più efficace e attiva sul tema con l’utilizzo dei canali classici e l’aggiunta dell’App e dei social media della Polizia cantonale. Pure i cittadini – non va sottaciuto – hanno dato il loro prezioso contributo con la segnalazione alla Centrale operativa di situazioni sospette, rendendo più efficace il lavoro di prevenzione e repressione degli agenti. A proposito: dobbiamo essere tutti molto grati a chi lavora 24 ore su 24 e tutto l’anno per garantirci benessere e tranquillità.

L’oscurità dà una mano ai “furbetti”
Con il passaggio all’ora solare, l’oscurità si insedia più rapidamente e c’è chi ne approfitta: i ladri. Essi sfruttano queste condizioni per agire in modo più discreto o per individuare più facilmente le abitazioni da cui gli abitanti sono momentaneamente assenti. Non è certo un caso se da ottobre a marzo la curva dei furti, in particolare quelli noti come “del crepuscolo”, aumenta in modo significativo e rappresenta circa il 40% del numero totale di furti commessi nello stesso periodo. Tuttavia, degli accorgimenti semplici possono ridurre efficacemente il rischio che un ladro entri in casa vostra: ad esempio, simulando una presenza (timer, luci, televisione, radio, ecc.), segnalando comportamenti sospetti al 117 o proteggendo i vostri valori. Oltre a questi comportamenti virtuosi, può fungere da deterrente anche l’installazione di adeguate apparecchiature meccaniche e/o elettroniche che aumentano la qualità della protezione della vostra abitazione. Insomma, come recita un vecchio ma sempre attuale adagio, meglio prevenire che curare!