Discorso pronunciato in occasione della 36. Festa centrale dell’Associazione svizzera dei paraplegici

Discorso pronunciato in occasione della 36. Festa centrale dell’Associazione svizzera dei paraplegici

– Fa stato il discorso orale –

 

Gentili signore, egregi signori

Ben volentieri ho accolto l’invito a presenziare a questa giornata di festa dedicata all’Associazione svizzera dei paraplegici e organizzata qui a Lugano dal Gruppo in carrozzella InSuperAbili.

In una società come la nostra, che a volte tende purtroppo a dimenticare quanto sia importante il sostegno reciproco, l’Associazione svizzera dei paraplegici rappresenta un esempio virtuoso di cosa significhi la parola “solidarietà”. Termine, questo, che ne richiama subito alla mente un altro, anch’esso di centrale rilevanza, ovvero “inclusione”. Per “inclusione” intendo la possibilità di svolgere e di portare avanti giorno dopo giorno, nel nostro quotidiano, le attività che amiamo e attraverso le quali la nostra vita si realizza in modo compiuto. “Inclusione” significa mantenere, se non addirittura rafforzare, il proprio ruolo all’interno della società.

L’“inclusione” è anche la via maestra per evitare il grave pericolo dell’emarginazione. I quasi 2.000 volontari e collaboratori a titolo onorifico sui quali può contare l’Associazione svizzera dei paraplegici, rappresentano un patrimonio umano di inestimabile valore: in questi anni di apprezzata attività in favore del prossimo, queste donne e questi uomini che si mettono al servizio degli altri si sono rivelati un pilastro ineludibile, sono una granitica certezza di affidabilità. A loro va il mio ringraziamento che, ne sono assolutamente certo, riassume quello dell’intera comunità svizzera. La vostra dedizione non passa inosservata.

Non vanno ovviamente dimenticate le altre colonne portanti dell’Associazione svizzera dei paraplegici: mi riferisco ai 100 collaboratori fissi, alle decine di freelance, ai membri del Comitato direttivo, ai 27 Gruppi carrozzella e ai tanti che la sostengono con il loro operato.
Una squadra bene affiatata è il preambolo necessario affinché si raggiunga il risultato sperato: nel caso specifico, la premessa è senza dubbio data e l’obiettivo raggiunto!

Conosco praticamente da sempre l’attività dell’Associazione svizzera dei paraplegici, in quanto da bambino ricevevamo in casa la sua rivista.
Cosa che accade peraltro tuttora.

Le sfide da affrontare sono molteplici, intriganti quanto complesse. Gli obiettivi non sono facili da raggiungere: essi richiedono energia e tempo, così come un’infinita volontà da parte di tutti gli attori in gioco. Si tratta di obiettivi nobili e, lasciatemelo dire, da condividere al cento percento!

L’Associazione si è consolidata negli anni, diventando un punto di riferimento per chi si trova costretto – per una ragione o per l’altra – ad affrontare prove molto gravose e difficilmente superabili senza un sostegno esterno. In questo contesto, spicca il ruolo dello sport: coniugato in ogni sua forma, rappresenta un veicolo di reinserimento sociale di enorme portata, un momento di condivisione di valori forti, nonché di libertà individuale. Quest’estate ho avuto occasione di vedere alla televisione alcune gare dei Campionati europei paralimpici di atletica leggera, che si sono svolti a Berlino.

Ho ammirato lo spirito e la tenacia di questi incredibili atleti capaci di ottenere risultati di altissimo livello e riscontri cronometrici di valore assoluto.
Mi ha particolarmente colpito il loro atteggiamento, che prescindeva in modo assoluto dal loro andicap: ecco un esempio concreto di inclusione del tutto scevro da inutili moti compassionevoli.

Non posso che sottolineare la mia ammirazione nei confronti di chi è stato capace di superare difficoltà che posso solo immaginare, attingendo alla sua forza interiore, alla sua tenacia e facendo riferimento al supporto incondizionato di chi gli sta attorno.

Per finire, porgo un particolare saluto al Gruppo in carrozzella InSuperAbili, organizzatore di questo evento. Nato nel 2012 ed entrato a far parte dell’Associazione svizzera dei paraplegici l’anno successivo, ha lo scopo di offrire e incentivare la pratica di discipline sportive e di attività ricreative a persone con disabilità.
Riprendersi dopo un grave incidente o una grave malattia può risultare estremamente faticoso sia fisicamente che mentalmente: l’aiuto e l’esperienza del Gruppo in carrozzella Insuperabili permette di farlo con maggiore serenità.

Grazie per l’attenzione e… buona festa!

Agente della Polizia cantonale sotto inchiesta

Agente della Polizia cantonale sotto inchiesta

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto dell’apertura di un’inchiesta penale nei confronti di un’agente della Polizia cantonale denunciato al Ministero pubblico con l’ipotesi di reato di truffa a un’assicurazione.

Il Direttore del Dipartimento condanna fermamente l’accaduto ed è fortemente amareggiato nel constatare che un’agente della Polizia cantonale – anche se fuori servizio – abbia compiuto azioni contro la legge che all’inizio della propria carriera ha giurato di far rispettare.
In questo senso il Consigliere di Stato Norman Gobbi con la collaborazione del Comandante e della Direzione della Polizia cantonale intende proseguire con quanto già fatto fino ad ora in ambito di sensibilizzazione allo scopo di prevenire il verificarsi di situazioni del genere prestando una particolare attenzione nei vari moduli formativi (di base e continua).
Il Direttore del Dipartimento tiene infine a ribadire la sua piena fiducia nel corpo della Polizia cantonale e negli agenti che quotidianamente rendono onore alla divisa che portano svolgendo in maniera irreprensibile i compiti che lo Stato ha loro affidato. L’errore commesso da un singolo non deve compromettere la credibilità di tutti.
Nei confronti dell’agente – come prevede la prassi – saranno presi i provvedimenti disciplinari del caso.
Sulla questione non saranno rilasciate ulteriori informazioni.

Discorso pronunciato in occasione della giornata dedicata al San Gottardo nel quadro delle Giornate del patrimonio 2018

Discorso pronunciato in occasione della giornata dedicata al San Gottardo nel quadro delle Giornate del patrimonio 2018

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori

vi saluto a nome del Consiglio di Stato ticinese e vi ringrazio per avermi invitato a partecipare a questa giornata dedicata al San Gottardo nel quadro delle Giornate europee del patrimonio 2018.

Sono cresciuto e abito tuttora nell’Alta Leventina; per questo motivo sono molto vicino geograficamente e affettivamente al massiccio del Gottardo. Quando si vive nell’arco alpino, si viene inevitabilmente attratti dalla montagna che mostra il suo fascino per la maestosità, ma pure per la sua componente di avversità che la caratterizza. La montagna consente una certa introspezione e avvicina la gente rendendola più solidale e cordiale.

Il San Gottardo è un emblema nazionale per gli svizzeri, quindi per tutti noi. È il punto d’incontro delle quattro aree linguistiche e culturali del nostro Paese. Attorno alle Alpi è nata idealmente la Svizzera e ogni cittadino, a nord e a sud come ad est e a ovest, può identificarsi nell’immagine che comunica questo massiccio, che non è mai stato considerato un confine o una divisione, bensì un punto di unione divenuto uno dei principali valichi alpini.
Fu chiamata “La via delle Genti”: una via veloce per il trasporto delle persone e delle merci, ma mai priva di pericoli. Nonostante la sua morfologia, ostica per la presenza delle Gole della Leventina e di quelle della Schöllenen, il passo ha vieppiù acquisito una valenza europea.

La storia del nostro Cantone è fortemente influenzata dalla gestione e dallo sviluppo del territorio alpino. Le vie di comunicazione attraverso il San Gottardo sono da sempre un elemento decisivo per la vita economica e sociale della nostra popolazione.

Ricordo, ad esempio, i disagi provocati dalla prolungata chiusura della galleria autostradale per il drammatico incidente del 2001 o i problemi di transito dopo i recenti smottamenti nel Canton Uri. In queste occasione ci siamo resi conto dell’importanza del punto di transito e delle ripercussioni economiche subite da tutto il Cantone, senza dimenticare l’aumento dei costi per gli spostamenti più lunghi. Un danno notevole e fino ad allora sottovalutato o non opportunamente ponderato.

Nel 1830 viene aperta la prima strada carrozzabile che inaugura il passaggio delle diligenze postali: la Tremola, il più lungo monumento viario della Svizzera, un vero patrimonio per la regione. La realizzazione della galleria ferroviaria nel 1882 e successivamente di quella autostradale nel 1980 hanno dato un vero accesso al Ticino e lo hanno fatto conoscere.

L’asse autostradale ha unito il Cantone, ma con il tempo ha finito per emarginare le regioni più discoste e periferiche. Un processo continuato con l’apertura della Galleria di base del San Gottardo con l’entrata dei treni nella montagna già a Bodio.

Uno scenario che rischia di isolare definitivamente le valli: un fatto che dobbiamo scongiurare con un’attenta politica regionale e cantonale, adottando misure concrete volte ad accrescere l’attrattiva della Leventina, evitando così un Ticino a due velocità. La coesione va mantenuta con l’attivazione di una più marcata complementarietà tra le regioni e utilizzando al meglio le singole potenzialità.

La nuova galleria di 57 km ha determinato un radicale cambiamento delle condizioni quadro che si accentuerà con la costruzione della seconda galleria autostradale. Di fondamentale importanza saranno però la conservazione del vecchio collegamento ferroviario di montagna e il potenziamento dell’offerta di treni da sud a nord.

La Leventina è costantemente confrontata con il problema delle colonne e l’entrata autostradale di Airolo è spesso sbarrata. Una situazione sempre meno sostenibile per lunghi mesi all’anno. La crescita del traffico è un processo probabilmente irreversibile e per questo motivo sono particolarmente riconoscente alla popolazione svizzera che ha dapprima sostenuto la linea di base e a distanza di anni la seconda galleria autostradale. Le aspettative di un alleggerimento della situazione attuale sono alte soprattutto tra i residenti.

La valorizzazione delle valli è una questione che, come ben sapete, mi sta molto a cuore e per la quale mi impegno da sempre. In questo senso, non posso certamente dimenticare il Programma San Gottardo 2020, un progetto dedicato allo sviluppo economico dell’intera regione alpina, che coinvolge i Cantoni Ticino, Uri, Grigioni e Vallese.

Come evidenziato nel Piano Direttore cantonale, nel 2010 i quattro Cantoni hanno avviato un programma decennale per sostenere la realizzazione e lo sviluppo del territorio del San Gottardo, operando oltre le barriere geografiche, politiche, linguistiche e culturali. L’obiettivo è di creare uno spazio che offra alla popolazione, agli attori economici e ai turisti un futuro ricco di possibilità di crescita nel rispetto delle identità e delle peculiarità locali. È necessario contrastare la riduzione di opportunità lavorative, accentuata dalla perdita di importanza dei vettori economici tradizionali. Una crisi generalizzata che tocca tutte le zone più periferiche.

Prese separatamente, queste regioni (Valle dell’Urseren, le Tre Valli in Ticino, la Surselva nei Grigioni e il Goms nel Vallese) hanno prospettive limitate e modeste.
I residenti si attendono, a maggiore ragione, un miglioramento della situazione attuale. Con un miglior coordinamento delle diverse strategie, i Governi cantonali intendono rilanciare le loro aree periferiche attraverso nuove opportunità di sviluppo.

Mi auguro davvero che la regione del San Gottardo possa essere ravvivata con la concretizzazione dei progetti che si stanno portando avanti in questi ultimi anni.
Cito, quale esempio strategico, la copertura dell’area autostradale di Airolo, che restituirà territori e qualità di vita alla popolazione.

Trovandoci però ora in una caserma, vorrei ricordare la tradizione militare legata a questo territorio. L’esercito assicura molti posti di lavoro in Ticino, soprattutto nelle valli. Fino a ieri Airolo era la casa della fanteria di montagna e delle truppe di fortificazione, oggi ospita le truppe sanitarie. Il mio impegno come responsabile politico degli affari militari per il Cantone è di fare in modo che anche in futuro siano messe a disposizione dell’esercito infrastrutture moderne con le rispettive piazze di esercitazione assicurando da una parte la creazione di posti di lavoro e dall’altra un indotto economico per la regione.

La complementarietà tra i progetti può sicuramente rivelarsi la mossa vincente per mettere a disposizione di tutti una zona interessante: per lo svago se pensiamo ai turisti, al transito per coloro che si occupano di trasporti e per la qualità di vita se ci riferiamo alle famiglie. Proprio la possibilità di una vita migliore e un numero maggiore di soluzioni professionali limiteranno lo spopolamento delle zone periferiche.
Di questo scenario ne beneficerebbe certamente tutto il Canton Ticino.

Vi ringrazio per l’attenzione e auguro buon proseguimento del viaggio.

 

 

Il Governo approva il credito da 6,55 milioni di franchi per aggiornare la rete radio degli enti di primo soccorso

Il Governo approva il credito da 6,55 milioni di franchi per aggiornare la rete radio degli enti di primo soccorso

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio con il quale propone al Parlamento di stanziare un credito da 6,55 milioni di franchi, quale contributo del Cantone all’aggiornamento della rete radio nazionale di sicurezza (Polycom), utilizzata dagli enti di primo intervento, soccorso, sicurezza e protezione civile.

L’infrastruttura Polycom conta oggi a livello nazionale circa 750 antenne e oltre 55’000 utenti tra Confederazione, Cantoni e Comuni; una parte delle componenti tecniche del sistema è tuttavia in servizio da oltre 15 anni e dovrà essere rimpiazzata a breve termine. Il Parlamento federale ha approvato a questo scopo il progetto «Werterhalt Polycom 2030» (WEP2030), che intende prolungare la durata di utilizzo della rete fino almeno al 2035. L’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) è stato pertanto incaricato di coordinare gli interventi di sostituzione e aggiornamento insieme ai Cantoni, che dovranno inoltre partecipare alla spesa.

Con la propria decisione il Consiglio di Stato ha ora proposto di confermare la partecipazione del Cantone al progetto WEP2030; grazie al credito da 6,55 milioni di franchi, entro il 2023 il Ticino potrebbe così introdurre la nuova rete – basata sulla tecnologia Internet Protocol – collegandola alle 21 antenne di proprietà dell’ente pubblico. La vecchia rete sarebbe inoltre mantenuta attiva, in parallelo, fino alla disattivazione finale e allo smantellamento previsti, a livello federale, a partire dal 2025. Va inoltre sottolineato che la stretta collaborazione tra il Cantone e il corpo delle Guardie di confine, a loro volta proprietarie di oltre 30 antenne, garantirà che la fase esecutiva si svolga nei tempi previsti e che tutta l’infrastruttura presente sul territorio ticinese sia pronta entro la scadenza definita dal UFPP.

Il Governo ritiene che – con il finanziamento e l’attuazione del progetto – il Cantone potrà dotarsi di un’infrastruttura adeguata alle tecnologie attuali e soprattutto sarà in grado di garantire il collegamento Polycom in tutta la rete nazionale e con gli altri Cantoni.

(nella foto una stazione di base Polycom)

 

Associazione Svizzera dei paraplegici in festa a Lugano

Associazione Svizzera dei paraplegici in festa a Lugano

Da www.ticinonline.ch

L’appuntamento è previsto per sabato prossimo al padiglione Conza

Saranno circa 300 le persone provenienti da tutta la Svizzera che sabato 8 settembre, a partire dalle 11 presso il padiglione Conza di Lugano, presenzieranno alla 36ma Festa centrale dell’Associazione Svizzera dei Paraplegici.

Fanno capo all’associazione 27 Gruppi Carrozzella, ovvero organizzazioni regionali il cui compito è quello di offrire ai propri membri una vasta scelta di attività sportive e sociali. Ed è proprio grazie al Gruppo Carrozzella inSuperAbili, il più giovane in Svizzera, che dopo oltre 20 anni ritornerà a Lugano la Festa centrale dell’Associazione. Attivo dal 2012 nella nostra regione, inSuperAbili offre a 350 soci, di cui un’ottantina con disabilità, attività sportive quali l’handbike (con due atleti tra i quadri della nazionale), il nuoto, il tennis, ma anche pratiche quale l’aerogravity (volo libero), il parapendio e la vela, che rendono il gruppo precursore di queste discipline.

All’appuntamento saranno presenti il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Sindaco della città di Lugano Marco Borradori e Roberto Badaracco, capo Dicastero cultura, sport e eventi. La manifestazione sarà presentata da Clarissa Tami.

Abolire l’ora legale? “Magari andrebbe bene a mio nonno”

Abolire l’ora legale? “Magari andrebbe bene a mio nonno”

Da www.ticinonline.ch

Norman Gobbi ha criticato, non senza sarcasmo, la proposta legislativa della Commissione UE

La proposta legislativa della Commissione UE di abolire l’ora legale ha fatto breccia su molti: una consultazione pubblica sul tema con 4,6 milioni di risposte ha mostrato come in Europa l’84% degli intervistati sia favorevole allo stop al cambio d’ora.

Fra questi non c’è però Norman Gobbi, che tramite il proprio profilo Facebook ha criticato, aggiungendoci pure del sarcasmo, «ciò che gli eurotecnocrati vorrebbero imporci». Per il consigliere di Stato, infatti, «l’abolizione dell’ora legale non avrebbe nessun effetto per gente come mio nonno che le lancette del suo orologio da polso non le sposta mai dall’ora solare, in modo da accudire le sue galline secondo ritmi ancestrali».

Per chi invece è confrontato con il lavoro d’ufficio o altre attività professionali, «cosa ne sarebbe con il sole che sorge attorno alle 4 del mattino in estate e diventa notte alle 21?», si domanda Gobbi, che assieme allo scritto ha ironicamente pubblicato la canzone di Luciano Ligabue “A che ora è la fine del mondo?”.

 

 

Anche la montagna deve essere sicura!

Anche la montagna deve essere sicura!

Allo studio una nuova iniziativa di prevenzione del DI
I recenti fatti di cronaca, vedi l’ultimo infortunio con esito mortale in Valle del Trodo, hanno riportato alla ribalta la problematica della sicurezza in montagna. In questo ambito, da diversi anni vi sono iniziative di prevenzione destinate a escursionisti e raccoglitori di funghi. Con l’obiettivo di ottimizzare il lavoro finora svolto e dare continuità, grazie alla coordinazione del mio Dipartimento, sono intenzionato a dare avvio ad un progetto specifico denominato “Montagne sicure”. La riduzione di incidenti mortali riscontrati con le campagne di sensibilizzazione “Strade sicure” e “Acque sicure” giustificano un’approfondita riflessione vista la serie di incidenti verificatisi di recente e in passato. L’iniziativa dovrebbe estendersi su tutto l’arco dell’anno, integrando la stagione estiva e quella invernale. Come tempistica, ipotizzo la presentazione di una prima campagna già nell’imminenza della stagione fredda o al più tardi la prossima primavera. Dipenderà molto dall’appoggio al progetto e dalla condivisione di altri importanti partner del nostro territorio: penso in particolare alla Rega e al Soccorso Alpino Svizzero nonché alla Polizia cantonale che nel 2015 ha creato il Gruppo Ricerche e Costatazioni che coordina le ricerche di persone o cose su terreno impervio e di difficile accesso e le costatazioni di incidenti di montagna.  Oltre ai partner di primo intervento , è pure previsto il coinvolgimento del Dipartimento del territorio per quanto  riguarda la rete dei sentieri, risp ettivamente del Dipartimento delle finanze e dell’economia per la promozione turistica degli itinerari.

Prestare attenzione sui sentieri e in cerca di funghi
Dobbiamo renderci conto che la natura è difficilmente controllabile e prevedibile, e spesso ne sottovalutiamo i pericoli con il rischio di metterci in difficoltà da soli. Per questo motivo, ritengo fondamentale richiamare l’attenzione di escursionisti e “fungiatt” sui potenziali pericoli delle nostre belle montagne. Alcune cifre ci possono aiutare in questo. In Svizzera l’escursionismo è l’attività sportiva maggiormente praticata da circa 2.5 milioni di persone. Inoltre, l’80% della popolazione utilizza i sentieri per escursioni, correre e passeggiare. Ogni anno gli infortuni sono oltre 20’000 e una quarantina di escursionisti perdono purtroppo la vita. Negli ultimi cinque anni solo in Ticino, dove è piuttosto radicata la passione per i funghi, si contano 37 infortuni di cui 17 con esito letale (8 solo nel 2017). Soprattutto nel periodo estivo, la Polizia cantonale con lo speciale Gruppo è chiamata in collaborazione con i partner ad intervenire nei boschi e nelle vallate del nostro Cantone per incidenti e scomparsa di escursionisti. Sempre la Polizia cantonale all’inizio della stagione estiva ha promosso una campagna di prevenzione con la distribuzione di un flyer, ora riproposta con l’inizio della stagione dei funghi. Una passione che ricordo porta annualmente a numerosi infortuni.

Le importanti regole da non dimenticare
Per invertire la tendenza degli infortuni è estremamente importante seguire dei semplici consigli. La valutazione realistica delle proprie capacità e un buono stato di salute, oltre alla scelta di un percorso idoneo, sono basilari prima di incamminarsi lungo i sentieri. Le escursioni individuali sono se possibile da evitare o da comunicare dettagliatamente a parenti o amici. In montagna i piccoli contrattempi potrebbero trasformarsi in situazioni di grave emergenza. Sono quindi da ridurre munendosi della giusta attrezzatura, in particolare gli scarponi. Nello zaino sono inoltre da prevedere indumenti per la pioggia, il freddo, da bere, cibo e protezioni per il sole, kit di primo soccorso e un cellulare (numero d’emergenza 112 o 117). In caso di telefonata, indicate sempre le vostre generalità, la zona in cui vi trovate con tutti i riferimenti possibili e la dinamica di quanto successo.

Il crescente numero di incidenti in montagna di quest’estate non può e non deve lasciare indifferenti. Ho quindi chiesto ai servizi del mio Dipartimento di valutare attentamente l’introduzione della nuova attività di prevenzione, con l’obiettivo di sensibilizzare gli amanti dell’escursionismo sui pericoli in quota. Perché quello che vogliamo è un Ticino sicuro e accogliente anche sulle nostre montagne.

Il governo rinuncia all’Infocentro, i Comuni delle Tre Valli a bocca asciutta

Il governo rinuncia all’Infocentro, i Comuni delle Tre Valli a bocca asciutta

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 30 agosto 2018 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10824671


Articolo apparso nell’edizione di venerdì 31 agosto 2018 de La Regione

Niente da fare per i Comuni delle Tre Valli intenzionati a inserire nell’Infocentro di Pollegio servizi regionali come l’aiuto e le cure a domicilio. Il Consiglio di Stato ha infatti comunicato al locale Municipio, che ha funto da capofila, la decisione di aver rinunciato all’acquisizione dello stabile di proprietà di AlpTransit. Acquisizione cui sarebbe seguita la cessione ai Comuni. Perciò lo stabile, secondo l’impostazione di vent’anni fa quando si stava approntando il cantiere ferroviario del secolo, è destinato ad essere demolito affinché il terreno torni nelle condizioni originali. Area che il governo ha interesse che venga ceduta all’Esercito, in cambio di quello alla Saleggina di Bellinzona dove l’Eoc vuole realizzare il nuovo ospedale San Giovanni. Il consigliere di Stato Norman Gobbi ai microfoni della Rsi ha spiegato che le condizioni pianificatorie e giuridiche e la tempistica imposta sono tali da considerare troppo elevato il rischio di dover poi demolire lo stabile a spese del Cantone anziché cederlo ai Comuni. Deluso il sindaco di Pollegio.

Apprendisti dell’Amministrazione cantonale: cerimonia di chiusura del ciclo di formazione

Apprendisti dell’Amministrazione cantonale: cerimonia di chiusura del ciclo di formazione

Comunicato stampa

Palazzo delle Orsoline ha ospitato ieri la cerimonia di consegna dei diplomi di apprendistato a 34 giovani che hanno terminato con successo il loro ciclo di formazione in seno all’Amministrazione cantonale.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, a nome del Consiglio di Stato, li ha invitati a considerare questo attestato come un primo traguardo, da arricchire grazie all’esperienza professionale e a una formazione individuale permanente.  

L’ultimo anno di apprendistato dei 34 giovani si è concluso simbolicamente con una cerimonia nella corte interna di Palazzo delle Orsoline, alla quale hanno partecipato il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Caposezione delle risorse umane Daniel Fischbach, il Presidente dell’Associazione dei pensionati dello Stato Franco Lazzarotto e un numeroso pubblico costituito da genitori, parenti, responsabili della formazione e rappresentanti dei servizi dello Stato.
Tutti i relatori che si sono rivolti ai neodiplomati hanno evidenziato il ruolo attivo dell’Amministrazione cantonale nella formazione dei giovani e la volontà di offrire anche in futuro alle giovani generazioni l’opportunità di formarsi in un ambiente ricco di competenza, stimoli e varietà di mansioni. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha in particolare esortato i giovani presenti a considerare l’attestato di fine tirocinio come un traguardo intermedio, che dovrà essere arricchito in futuro dall’esperienza professionale e da una formazione individuale permanente.

I 34 apprendisti che hanno terminato con successo il tirocinio dell’Amministrazione cantonale, suddivisi per categoria professionale, sono:

Impiegati di commercio AFC:
Matteo Bazzotti (maturità), Nicola Bontà, Jason Caggia, Virginia Crotta (maturità), Vittorio Fruci (maturità), Mattia Lukic, Emma Pellanda (maturità), Federica Urietti (maturità), Patrick Vinelli
Assistenti d’ufficio CFP:
Mohamad Eye Alshikh, Qendresa Fazlijaj, Alexia Martena
Cuochi AFC:
Mahe Acunzoli, Serena Beltrametti
Operatori di edifici e infrastrutture AFC:
Miroslav Ilic, Simone Lerose
Addetto operatore di edifici e infrastrutture CFP:
Philipp Schönenberger
Impiegato in logistica AFC:
Dylan Santini
Laboratorista in biologia AFC:
Raul Machado
Laboratorista in chimica AFC:
Nina Kuster
Addetta d’economia domestica CFP:
Gloria Da Cunha Figueiredo
Operatrice per la comunicazione con la clientela AFC:
Sara Kobkyn
Gestori dell’informazione e della documentazione AFC:
Matteo Galli, Denis Lovatti, Elena Mafferetti
Giardiniere AFC:
Milo Camponovo
Selvicoltori AFC:
Simone Ambrosini, Isacco Caretti
Geomatico AFC:
Damiano Del Biaggio
Informatici AFC:
Matteo Cartolano, Alessio Conceprio, Andrea Navarra, Elia Salmina
Addetto all’informatica CFP:
Daniele Migliari

Il premio speciale dell’Associazione dei pensionati dello Stato, destinato agli apprendisti che più si sono distinti nel loro tirocinio, è stato attribuito a Damiano Delbiaggio (geomatico), Miroslav Ilic (operatore di edifici e infrastrutture), Sara Kobkyn (operatrice per la comunicazione con la clientela), Nina Kuster (laboratorista in chimica), Alessandra Mafferetti (gestrice dell’informazione e della documentazione) e Patrick Vinelli (impiegato di commercio).

Arriva “Montagne sicure”

Arriva “Montagne sicure”

Da www.rsi.ch

“Stiamo pensando di avviare, in parallelo a strade sicure e ad acque sicure, un progetto che potremmo chiamare montagne sicure. Però per tutto l’anno, quindi…dal verde al bianco della neve”. Così il consigliere di Stato Norman Gobbi, ai microfoni delle CSI, sottolineando che “non si vuole creare qualcosa di nuovo ma, semmai, ottimizzare tutte le campagne di sensibilizzazione e prevenzione che già oggi vengono fatte, ma con una certa continuità”.

“Dobbiamo renderci conto che l’elemento natura è un elemento non controllabile, anche se l’essere umano, ogni tanto, pensa di essere onnipotente e di poter controllare tutti gli elementi. E’ importante richiamare l’attenzione sugli imprevisti che possono creare un potenziale pericolo, per esempio il distacco di un sasso da una parete rocciosa sovrastante un sentiero o un corso d’acqua”. Il rischio zero, ribadisce Gobbi, non può garantirlo nessuno.

L’avvicinarsi della stagione fredda può essere un buon momento per lanciare la campagna “montagne sicure”, spiega Gobbi. “Speriamo che l’inverno porti molta neve sulle nostre montagne, con la possibilità di divertirsi sulle piste e fuori. La stagione invernale, quindi, deve essere un’occasione privilegiata per confrontarci con questo nuovo progetto, che ha bisogno comunque dell’appoggio e della condivisione di altri partner”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Arriva-Montagne-sicure-10820330.html