Modifica del Codice penale: entrata in vigore del nuovo ordinamento delle sanzioni e adeguamento della legislazione cantonale

Modifica del Codice penale: entrata in vigore del nuovo ordinamento delle sanzioni e adeguamento della legislazione cantonale

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |

Il Dipartimento delle istituzioni ha presentato oggi le novità legate all’entrata in vigore al 1° gennaio 2018 del nuovo ordinamento sanzionatorio derivante principalmente dalle modifiche del Codice penale.

In data 19 giugno 2015, le Camere federali hanno approvato la riforma parziale dell’ordinamento delle sanzioni penali di cui al Codice penale, volta ad accrescere l’efficacia e la credibilità del diritto penale. Una riforma, come indicato in Conferenza stampa dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, a seguito delle ripetute critiche mosse anche da parte dei Cantoni, dei parlamentari federali e dagli specialisti del settore nei confronti del diritto penale riveduto nel 2007.

Come spiegato dal Presidente dell’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi Maurizio Albisetti, punto essenziale della revisione del Codice penale è il ripristino delle pene detentive di breve durata, a partire da un minimo di 3 giorni, con contestuale riduzione del limite massimo della pena pecuniaria da 360 a 180 aliquote giornaliere. La sospensione condizionale parziale della pena pecuniaria è eliminata. È reintrodotto il lavoro di pubblica utilità come forma di esecuzione e non più come sanzione a sé stante ed è introdotta la sorveglianza elettronica della persona condannata quale forma di esecuzione (Electronic Monitoring), dopo anni di sperimentazione di un progetto pilota che ha coinvolto anche il Canton Ticino. L’espulsione giudiziaria dal territorio svizzero, già esistente prima della revisione del Codice penale del 2007, viene reintrodotta come altra misura connessa con la commissione di un reato.

I Cantoni devono adattare la propria legislazione all’entrata in vigore del nuovo diritto sanzionatorio. In questo contesto, la Conferenza latina delle Autorità cantonali competenti in materia di esecuzione delle pene e delle misure, della quale il Ticino è parte, il 30 marzo 2017 ha emanato i Regolamenti concordatari concernenti il nuovo diritto sanzionatorio, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2018. I citati regolamenti precisano in particolare le condizioni di applicazione, la procedura e l’attuazione dell’esecuzione delle pene nella forma del lavoro di pubblica utilità, della semiprigionia e sotto sorveglianza elettronica.

Il messaggio di adeguamento della legislazione cantonale prevede delle modifiche della Legge cantonale sull’esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti. L’impatto del nuovo ordinamento sanzionatorio avrà effetti sull’attività, in particolare sull’Ufficio dell’assistenza riabilitativa e dell’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi. Il messaggio prevede quindi la costituzione di un apposito gruppo di lavoro teso a valutare, sull’arco di due anni al massimo, l’efficacia degli adeguamenti cantonali al nuovo diritto sanzionatorio, come pure la valutazione dell’attività del predetto ufficio e della citata autorità giudiziaria, estendendo le proprie riflessioni a tutte le Autorità che si occupano del settore esecuzione pene e misure.

Alla conferenza stampa odierna è altresì intervenuta Luisella Demartini-Foglia, capo dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa, che ha illustrato i principi dell’Electronic Monitoring, nonché la tecnologia della sorveglianza elettronica in uso nel Canton Ticino da inizio anno. È infine stata svolta una dimostrazione pratica dell’uso della cavigliera elettronica dotata di radio frequenza e di geolocalizzazione.

La Divisione della giustizia, l’Istituto di diritto dell’Università della Svizzera italiana e l’Ordine degli avvocati hanno organizzato per il 5 dicembre 2017 alle ore 17.00 presso l’Auditorium USI, Lugano, una formazione specifica sul nuovo diritto sanzionatorio destinata a magistrati, avvocati e a tutti gli interessati. Interverranno il Prof. Dr. Nicolas Queloz, professore ordinario di diritto penale e criminologia all’Università di Friborgo e l’Avv. Blaise Péquignot, segretario generale del Concordato latino sulla detenzione penale degli adulti, del quale il Ticino è membro a titolo parziale. Anche in questa occasione sarà presentata, tramite una dimostrazione pratica, la nuova cavigliera elettronica in uso nel nostro Cantone.

‘Dalle verifiche sui responsabili della ditta nessun motivo per non autorizzarli’

‘Dalle verifiche sui responsabili della ditta nessun motivo per non autorizzarli’

Da laRegione |

Otenys Sa, poi divenuta Argo 1. Con Davide Grillo amministratore unico e Marco Sansonetti responsabile operativo. Sullo sfondo la Legge (cantonale) sulle attività private di investigazione e di sorveglianza. La quale fissa una serie di requisiti per ottenere – dalla Polizia amministrativa della Cantonale e dunque dal Dipartimento istituzioni – l’autorizzazione a operare nel campo della sicurezza appunto come privati. E allora come sono andate le cose con la ditta di Cadenazzo e i suoi vertici, ammessi a esercitare ai sensi della Lapis? Una domanda ricorrente in queste settimane. E che ieri è stata rivolta al governo. Dalle verifiche condotte nel 2013 anche dal Centro italosvizzero di cooperazione di polizia e doganale, ha spiegato il capo del Dipartimento Norman Gobbi, su Grillo «non vi erano informazioni relative a condanne o altro, nemmeno dalla documentazione ottenuta dall’Italia tramite i canali ufficiali». Per quanto riguarda Sansonetti, ha aggiunto Gobbi, «nel 2012, quando ottenne la prima autorizzazione per Rainbow, era tutto in regola e non risultava nulla, nessuna condanna». All’epoca era cittadino italiano. «Nel 2014 quando sono stati verificati i requisiti previsti dalla legge per poter ottenere l’autorizzazione quale agente di sicurezza da Otenys Sa, poi diventata Argo 1, risultava una “notizia di reato per porto di armi o oggetti ad offendere” (testuali parole) risalente al 2009 – ha indicato ancora Gobbi –. L’allora caposervizio aveva deciso di rilasciare l’autorizzazione, in quanto non vi erano sufficienti elementi per negarla». Allorché nel febbraio del 2016 «è stata inoltrata la richiesta di inserire Sansonetti come rappresentante responsabile di Argo 1, lo stesso aveva già ottenuto la cittadinanza svizzera. Tutte le volte – ha proseguito Gobbi – che sono stati verificati i requisiti di Sansonetti non è mai risultato nulla di più e la documentazione presentata era in regola». Questo è quanto, stando alle spiegazioni fornite dal direttore del Dipartimento istituzioni. Peraltro, ha puntualizzato il presidente del governo Manuele Bertoli, il Controllo cantonale delle finanze nel suo rapporto sul mandato Argo 1 non ha mosso alcun rimprovero o critica con riferimento alla Lapis.

(Articolo di Chiara Scapozza e Andrea Manna)

Un’alba ticinese di sangue di 25 anni fa…

Un’alba ticinese di sangue di 25 anni fa…

Da LiberaTV | Norman Gobbi ricorda l’evasione dalla Stampa: “Erano le sei del mattino. In otto tentarono la fuga con la complicità di una guardia. Seguì uno scontro a fuoco: ci furono tre morti”

Proprio oggi cade l’anniversario di uno dei fatti di cronaca che più ha segnato la storia recente del nostro Cantone. Il ministro delle Istituzioni: “Un ringraziamento va a chi visse quei difficili momenti e ancora oggi opera come agente di custodia nelle strutture carcerarie cantonali, nonché a tutto il personale di custodia per il loro quotidiano impegno a favore della sicurezza del nostro Cantone”

BELLINZONA – “Verso le sei del mattino di 25 anni fa avvenne la tentata evasione dal carcere cantonale La Stampa”. Comincia così il ricordo di Norman Gobbi di uno dei fatti di cronaca che più ha segnato la storia recente del nostro Cantone.

Un anniversario non certo felice da ricordare per il Ticino, ma che il ministro delle Istituzioni ha voluto ricordare come ringraziamento a chi si trovò ad affrontare quel momento difficile e a tutto il personale degli agenti di custodia che operano nelle strutture carcerarie ticinesi.

“Erano otto – scrive Gobbi – i detenuti che il 3 ottobre 1992, con la complicità di un agente di custodia, tentarono di evadere e la loro fuga si risolse con uno scontro a fuoco tra evasi e polizia. I detenuti in fuga infatti erano armati di tre pistole, un coltello e una granata. Con loro si trovavano tre guardie carcerarie, solo due delle quali, si apprese successivamente, erano state prese in ostaggio. Il bilancio fu di tre morti: due detenuti e la guardia carceraria complice”.

“Il quarto di secolo passato – prosegue Gobbi – ha permesso di prendere diversi provvedimenti volti ad aumentare la sicurezza delle nostre strutture carcerarie. In particolar modo nel corso degli ultimi 3 anni sono state attuate ulteriori misure, che hanno permesso al personale di custodia di adempiere meglio alla propria missione e di aumentare il grado generale di controllo interno. Un ringraziamento va a chi visse quei difficili momenti e ancora oggi opera come agente di custodia nelle strutture carcerarie cantonali, nonché a tutto il personale di custodia per il loro quotidiano impegno a favore della sicurezza del nostro Cantone”.

Articolo su http://www.liberatv.ch/it/article/35860/un-alba-ticinese-di-sangue-di-25-anni-fa-norman-gobbi-ricorda-l-evasione-dalla-stampa-erano-le-sei-del-mattino-in-otto-tentarono-la-fuga-con-la-complicit-di-una-guardia-segu-uno-scontro-a-fuoco-ci-furono-tre-morti

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della Scuola cantonale di polizia

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della Scuola cantonale di polizia

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato ieri, nella sala del Gran Consiglio, gli allievi della Scuola cantonale di polizia. I 38 aspiranti agenti hanno iniziato la loro formazione lo scorso 1. marzo, in vista degli esami federali previsti nel febbraio del prossimo anno.

Per i futuri agenti di polizia, l’incontro organizzato a Palazzo delle Orsoline costituisce un’occasione privilegiata – e ormai tradizionale – di confronto con il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, responsabile per la sicurezza in Ticino. Gli aspiranti hanno così colto l’occasione per passare in rassegna, con le loro domande, le principali sfide che hanno visto impegnati il Dipartimento e la Polizia cantonale in questi anni, anche in relazione ai cambiamenti che sta vivendo la nostra società.

Particolare interesse è stato dedicato all’evoluzione che sta vivendo il settore della sicurezza in Ticino; al Consigliere di Stato è stato chiesto ad esempio quali saranno i prossimi sviluppi delle nuove forme di collaborazione tra la Polizia cantonale e i corpi comunali. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha risposto con piacere a tutte le sollecitazioni e infine rivolto i propri auguri a tutti gli aspiranti della Scuola di polizia, ricordando loro l’importanza del lavoro che svolgeranno quotidianamente a favore del benessere di tutti i cittadini e della prosperità del nostro Cantone.

La Scuola di polizia del V Circondario – questo il nome ufficiale dell’istituto – prevede dodici mesi di formazione, durante i quali gli aspiranti affiancano alla formazione teorica anche alcuni periodi di pratica, con stage nelle polizie comunali e in quella cantonale. Con questa impostazione, il percorso formativo mira a fornire gli strumenti necessari a svolgere i compiti, di crescente complessità, ai quali i futuri agenti saranno confrontati nella loro attività professionale.

Gobbi passa di grado: «Soddisfatto»

Gobbi passa di grado: «Soddisfatto»

Da Tio.ch | Il Consigliere di Stato è stato promosso a Tenente colonnello dell’Esercito svizzero

BELLINZONA «Dopo 10 anni da maggiore era giunto il momento di avanzare». Il Consigliere di Stato Norman Gobbi si congratula (con sé stesso) su Facebook per la promozione, di cui ha appena ricevuto notizia, al grado di tenente colonnello. In un posto odierno, il ministro delle Istituzioni si dice «soddisfatto» e pubblica la missiva con cui il Brigadiere Silvano Barilli, che dirige lo Stato maggiore del Capo dell’esercito, ha annunciato la decisione. Gobbi spiega di avere «seguito nel mese di giugno per alcune settimane a Kriens il corso di formazione di stato maggiore II» il cui esito è stato, appunto, la promozione.

L’articolo su Ticinonline: http://www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1166986/Gobbi-passa-di-grado–Soddisfatto-/

Norman Gobbi: “Risorse giuste alla Giustizia”

Norman Gobbi: “Risorse giuste alla Giustizia”

Dal Mattino della domenica | La magistratura deve evolvere con la società, ottimizzando i propri mezzi

L’organizzazione della giustizia ticinese è salita diverse volte agli onori della cronaca cantonale durante quest’anno.

Se ne è parlato a inizio maggio, quando è stato pubblicato il concorso per la ricerca di un successore al procuratore generale John Noseda che dalla fine di giugno 2018 beneficerà della pensione. Se n’è parlato anche a inizio dello scorso mese, quando i media hanno ipotizzato il futuro sito per risolvere la difficile situazione logistica del Palazzo della giustizia, traslocando gli attuali spazi di via Pretorio in un nuovo edificio.

Che si parli di persone, di spazi o di strumenti, è sempre importante domandarsi come si possa davvero garantire in maniera ottimale il funzionamento del terzo potere, sempre tenendo conto dell’impegno dello Stato verso il cittadino. Garantire quindi che i soldi pubblici siano, anche in questo caso, utilizzati nel migliore dei modi, che non siano perciò sperperati, ma nemmeno che si risparmi laddove è invece necessario un impegno maggiore di risorse.

Qualche giorno fa abbiamo presentato, con il Consiglio di Stato, il preventivo 2018. Un anno che, dopo molti, è positivo: questo grazie agli sforzi fatti per contenere le spese. L’ambito della Magistratura è stato preservato, salvo l’unica misura che ha richiesto la diminuzione di un’unità dei giudici dei provvedimenti coercitivi. Misura che il popolo ha ritenuto ammissibile.

Quello della giustizia è un ambito in continua evoluzione, che va di pari passo con la nostra società: una maggiore complessità nei reati che sfruttano le nuove tecnologie, implicazioni sempre più internazionali. In Ticino la giustizia funziona bene, lo indica annualmente il Consiglio della Magistratura, ma ne sono coscienti pure gli addetti ai lavori che si potrebbe operare ancor più efficientemente ed efficacemente nel lavoro di inchiesta, come di giudizio, grazie a nuovi strumenti – legislativi, tecnologici – e risorse adeguate – umane e non.

Proprio in questo senso stiamo portando avanti anche dei progetti informatici per agevolare il lavoro delle autorità giudiziarie, come l’introduzione degli eDossier, ovvero una digitalizzazione degli incarti cartacei. Un impulso verso l’automatizzazione delle procedure di giustizia in materia civile, penale e amministrativa che viene dal Tribunale federale e che il Ticino ha deciso di aderire.

Come spesso tengo a ricordare, sono però prima di tutto le persone e le loro predisposizioni caratteriali che fanno la differenza, ed è per questo che anche nella scelta del futuro procuratore generale sarà importante trovare la risorsa giusta, competente professionalmente, ma anche con delle specifiche attitudini richieste da questa importante funzione giudiziaria.

La sfida principale nei prossimi anni sarà quella di mostrare di aver sfruttato appieno le risorse a disposizione, ed eventualmente adeguare e aumentare le stesse, laddove giustificato, ma sempre nel rispetto dei cittadini che chiedono allo Stato efficienza ed efficacia nei suoi investimenti. Ed è questo l’obiettivo del progetto Giustizia 2018, uno “screening” di tutto l’apparato giudiziario che permetta di rivelarne la salute, e gli eventuali punti laddove è possibile apportare delle migliorie, per dotare il nostro Cantone di una Giustizia moderna, efficace ed efficiente.

Norman Gobbi,

Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Metti una sera a cena con… Norman.

Metti una sera a cena con… Norman.

Da LiberaTV | L’evento di beneficenza all’Atenaeo del Vino di Mendrisio frutta 17’000 franchi a favore del Servizio Ambulanze. Ritirati seduta stante dal direttore, Paolo Barro – Per il secondo anno consecutivo ai fornelli dell’Atenaeo del Vino si è messo il ministro Norman Gobbi, scegliendo il menu cucinato insieme alla brigata del patron del ristorante, Mirko Rainer

MENDRISIO – Diciassettemila franchi. A tanto ammonta la somma raccolta venerdì sera in occasione della cena di beneficenza per il Servizio ambulanze di Mendrisio (SAM).
Per il secondo anno consecutivo ai fornelli dell’Atenaeo del Vino si è messo il ministro Norman Gobbi, scegliendo il menu cucinato insieme alla brigata del patron del ristorante, Mirko Rainer.

Questa volta niente tavolate, ma uno standing dinner di 16 portate. Piatti forti: raviolini del plin, maltagliati al ragù di cinghiale, risotto al burro dell’alpe di Piora con porcini, mirtilli e spinaci, cosciotti di maiale al forno, cotti nel ‘Green Egg’ per 9 ore. E alla fine, oltre a diversi dolci, una forma di formaggio dell’alpe Ravina messa a disposizione dallo stesso Gobbi.

La somma raccolta, consegnata seduta stante al direttore del SAM, Paolo Barro, è il frutto della partecipazione dei circa 70 commensali, oltre che dell’asta finale, durante la quale sono state messe in palio una maglia del Lugano (di Luca Fazzini), una firmata dai giocatori dell’Ambrì, e il casco della sciatrice Lara Gut.
Il tutto ha fruttato poco più di 16’000 franchi, arrotondati a 17’000 grazie a un’anonima benefattrice di Tremona.

Il tema della serata era basato sulla poesia visiva del pittore Angelo Maugeri: “Uomo unità di misura”.
Il risultato non sarebbe stato possibile senza il contributo di diversi sponsor: Gialdi, Brivio, Paolo Basso Wine, Fratelli Corti, Salumificio del Castello, Ortofrutticola Oberti, impresa Martinelli, Securca, VideoPro, Rainer Coltelli, Arreda, Chicco d’Oro… E senza il coordinamento dell’evento da parte del sindaco di Vico Morcote, Giona Pifferi.

Articolo e foto su http://www.liberatv.ch/it/article/35838/metti-una-sera-a-cena-con-norman-l-evento-di-beneficenza-all-atenaeo-del-vino-di-mendrisio-frutta-17-000-franchi-a-favore-del-servizio-ambulanze-ritirati-seduta-stante-dal-direttore-paolo-barro

Cerimonia di posa della prima pietra per la Seconda tappa del Centro Logistico dell’Esercito del Monteceneri

Cerimonia di posa della prima pietra per la Seconda tappa del Centro Logistico dell’Esercito del Monteceneri

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della cerimonia di posa della prima pietra per la Seconda tappa del Centro Logistico dell’Esercito del Monteceneri |

Egregi signori,
Gentili signore,

vi saluto a nome del Consiglio di Stato e vi ringrazio per avermi invitato ancora una volta qui sul Monte Ceneri, per festeggiare simbolicamente l’inizio di un’ulteriore tappa di questa importante opera per l’Esercito in Ticino.

È passato ormai più di un anno da quando ci siamo trovati in occasione dell’inaugurazione della prima fase di realizzazione del nuovo Centro logistico, nella quale sono stati sviluppati spazi adeguati al deposito, alla movimentazione e alla manutenzione del materiale e dei veicoli, garantendo un netto miglioramento delle prestazioni logistiche. Il nuovo magazzino a scaffalatura alta e il risanamento dell’arsenale sono stati un investimento di oltre 12 milioni di franchi da parte della Confederazione. Assieme a questa seconda fase, che comporterà ulteriori investimenti per un totale di più di 37 milioni di franchi, verranno assicurati i compiti logistici e infrastrutturali per il Ticino, il Grigioni italiano, il Canton Uri e parte dell’Alto Vallese.

Oggi si parte con la seconda tappa della realizzazione del Centro, che comporta l’insediamento delle officine veicoli e dell’autorimessa. Un ulteriore passo verso la conclusione del progetto logistico che coinvolge, oltre al Ticino, i centri di Grolley (FR), Thun (BE), Othmarsingen (AG) e Hinwil (ZH).

La scelta del Monteceneri, come ribadito più volte dal sottoscritto in questi anni, non è casuale: dalla sua importanza storica come via di passaggio sia in ambito civile sia in ambito militare, alla sua posizione strategica al centro del nostro Cantone, vicino alla rete autostradale che lo rende facilmente raggiungibile da un lato e dall’altro permette il rapido reinserimento nella circolazione.

Il nuovo sito per l’officina veicoli e l’autorimessa del quale inauguriamo i lavori oggi ha quindi un forte valore poiché, trasferendo anche questa struttura dal centro di Bellinzona a questa nuova ubicazione, unisce i maniera logica i veicoli al resto del materiale.

Intendo sottolineare quanto detto un anno fa: questo investimento da parte dell’Esercito in Ticino non è scontato, ed è stato profondamente supportato dal nostro Cantone, con la volontà di essere parte integrante e attiva di un progetto capace di cambiare strategia e in modo da garantire capillarmente un servizio necessario qualora la truppa dovesse entrare in servizio a favore delle autorità.
Ancora una volta quindi il Ticino si dimostra un partner affidabile per la Confederazione e per l’Esercito quando si tratta di sicurezza del nostro Paese.

Come ho già affermato durante l’inaugurazione dello scorso anno, la presenza militare sul Monte Ceneri non sarà un valore aggiunto solo per l’Esercito, ma anche per la popolazione ticinese, poiché le sinergie che si potranno sviluppare con tutti i partner della Protezione della Popolazione garantiranno una pronta e ottimale reazione in caso si emergenza, come ad esempio episodi d’inondazioni e incendi. Come noi tutti ben sappiamo, proprio in questi casi il fattore tempo è essenziale: la tempestività del soccorso, la preparazione dei militi e dei soccorritori, la possibilità di poter fare a capo a mezzi all’avanguardia ma soprattutto adeguati alle possibili situazioni che si possono presentare, hanno un’importanza vitale. Il centro logistico del Monte Ceneri non è quindi solo un punto d’appoggio per l’Esercito in caso d’istruzione o d’impiego, ma è anche una garanzia per la popolazione al Sud delle Alpi in caso di necessità.

L’Esercito deve garantire sì la preparazione dei militi, ma deve anche essere in grado di offrire loro gli strumenti necessari per far fronte al loro compito. Quando parliamo di logistica pensiamo a un servizio ausiliario all’attività, ma dobbiamo pensare che si tratta invece di parte integrante dell’attività, poiché senza il necessario equipaggiamento, dei veicoli pronti all’uso, e l’essenziale per la sussistenza, difficilmente i militi potranno garantire la loro prestazione in maniera ottimale e duratura. E questo materiale deve essere disponibile per garantire un’ottimale attuazione del concetto di mobilizzazione dell’Esercito, che prevede ventiquattr’ore per garantire la prontezza operativa di un corpo di truppa. Questo è, e sarà sempre più fondamentale, non solo a fini militari ma anche a supporto dei civili.

In conclusione vorrei ringraziare Fulvio Chinotti per il lavoro svolto fino ad ora, e auguro a Renato Bacciarini un buon inizio per il suo incarico futuro. Come Direttore del Dipartimento delle istituzioni saluto con piacere i passi già intrapresi dall’Esercito per la sua presenza sul nostro territorio, fiducioso che anche in futuro potremo essere parte integrante dei suoi progetti e poter garantire le nostre competenze a favore della sicurezza del nostro Paese.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Abrogazione della Legge sulla municipalizzazione dei servizi pubblici

Abrogazione della Legge sulla municipalizzazione dei servizi pubblici

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |

Nella scorsa seduta, il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio che propone l’abrogazione della Legge sulla municipalizzazione dei servizi pubblici del 12 dicembre 1907 (LMSP), fra le più datate del Cantone.

Il messaggio del Governo propone l’abrogazione della legge, i cui articoli sono stati aggiornati e ripresi in due leggi più recenti che regolano l’attività degli enti locali:

  • Nella Legge organica comunale (LOC) sono collocati gli articoli della LMSP che riguardano le Aziende comunali, finora denominate «Aziende municipalizzate», l’assunzione di servizi pubblici da parte del Comune e la concessione di servizi pubblici.
  • Nella Legge cantonale di applicazione della legge federale sull’approvvigionamento elettrico (LA-LAEl) sono riprese le norme che disciplinano la distribuzione dell’energia elettrica nel Cantone.

La revisione normativa – che segue in larga parte le indicazioni del rapporto consegnato nel 2015 al Governo da un Gruppo di lavoro specifico – è già stato sottoposto ai Comuni e alle Aziende distributrici, che ne hanno condiviso la sostanza. La proposta del Messaggio tiene comunque conto dei suggerimenti emersi durante la fase di consultazione.

Grazie a questa importante revisione legislativa oltre ad aggiornare gli strumenti legislativi a disposizione mantenendoli al passo con i tempi si provvede anche ad alleggerire il numero delle leggi in vigore semplificando il lavoro degli enti locali e degli addetti ai lavori.