Bello Figo. Gobbi: “Sbagliato annullare il concerto”.

Bello Figo. Gobbi: “Sbagliato annullare il concerto”.

Da LiberaTV |

LUGANO – L’annullamento del concerto di Bello Figo al Club WKND di Lugano, a seguito delle minacce contenute in un volantino intimidatorio di estrema destra, diventa un caso di politico. Ci sono domande per il Consiglio di Stato e per il Municipio. E ci sono le prime prese di posizione da parte dei due responsabili politici della sicurezza interessati: Norman Gobbi e Michele Bertini.

Posizioni opposte. Netta e concisa quella del Consigliere di Stato leghista, che si è espresso ai microfoni della RSI: “È stato un errore rinunciare al concerto perché si dà forza a dei gruppi che nell’anonimato espongono idee estremiste. Idee che, siano di destra o di sinistra, vanno condannate”. Insomma, secondo Gobbi la decisione della discoteca, presa di concerto con la polizia di Lugano, è sbagliata. Dal canto suo, Michele Bertini, vicesindaco di Lugano e responsabile della Polcomunale, spiega così alla Regione i motivi che hanno prodotta la scelta: “Non fosse stata una proposta controversa, mi sarei fatto in quattro per garantire la sicurezza in nome della democrazia. Ma in questo caso il personaggio è discusso e in base alle analisi di organizzatori e polizia si è optato per la strada della prudenza”. Bertini, che comunque non è stato l’autore della decisione, si dice comunque “rattristato dal fatto che chi si nasconde dietro l’anonimato e l’estremismo sia riuscito a raggiungere il proprio intento”.

Già ma chi si nasconde dietro le minacce al rapper? Il volantino è stato rivendicato dall’Associazione Nuova Destra. Una sigla che, evidentemente, non chiarisce i nomi degli autori, ma che con queste parole si esprime: “Ci presentiamo, siamo una nuova Associazione di Destra da poco nata nel nostro cantone, autonoma e indipendente da qualsiasi altra realtà conosciute sul territorio Svizzero. Lo scopo della nostra Associazione è quello di difendere la nostra cultura, i nostri principi e i nostri ideali. Per noi non era tollerabile far esibire un personaggio che diffonde messaggi considerati, da molte persone, spazzatura. Come Associazione vogliamo far passare il messaggio che ogni persona è libera, fino a quando viene rispettata l’altrui sfera. In questa società di oggi, dove la propria cultura viene venduta a qualsiasi arrogante che non ha niente da perdere, noi non ci stiamo. Chi viene a casa nostra deve stare alle nostre regole e ringraziare del favore che gli facciamo ospitandoli. Tutto questo buonismo e perbenismo è un cancro per la nostra società, questa maschera si è vista levare oggi con tutti i commenti pro l’annullamento della serata… tanti lo pensano e nessuno lo dice, siamo la voce del popolo che ha paura di uno stato che ragiona solo a livello monetario e poliziesco”.

Intanto, come detto, ci sono le domande al Governo e la Municipio di Lugano. A chiedere spiegazioni al Consiglio di Stato, il deputato del partito comunista Massimiliano Ay: “Non si ritiene che, assecondando le rivendicazioni tese all’annullamento dell’evento, si vada a legittimare e rinforzare la pretesa del presunto gruppo neo-nazista che ha diffuso il volantino di poter influenzare il corretto svolgersi di un evento ricreativo (e la scelta artistica del locale) in base a minacce derivanti da odio razziale? Non si ritiene insomma che quanto accaduto possa rappresentare un “precedente” che potrà minare la libertà di riunione dei cittadini? Si ritiene vi sia effettivamente un incremento di tali realtà violente di matrice neo-nazista sul territorio cantonale? Come si intende agire per arginare la problematica?”.

A Lugano invece sono i Consiglieri Comunali socialisti Raoul Ghisletta, Nina Pusterla, Simona Buri e Carlo Zoppi a chiedere lumi: “Quali sono i rischi legati ad attentati e atti di violenza da parte di gruppi naziskin a Lugano? Come intende procedere il Municipio per prevenire e combattere il fenomeno, per mantenere sicura la Città e per consentire lo svolgimento di eventi normalissimi?”

L’Articolo su LiberaTV: http://www.liberatv.ch/it/article/34936/bello-figo-gobbi-sbagliato-annullare-il-concerto-bertini-ecco-perch-lo-abbiamo-fatto-e-intanto-l-associazione-nuova-destra-rivendica-il-volantino-minatorio-contro-il-rapper

Assemblea annuale della Società Ticinese degli Ufficiali

Assemblea annuale della Società Ticinese degli Ufficiali

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione dell’Assemblea annuale della Società Ticinese degli Ufficiali |

Presidente Colonnello Marco Lucchini,
Egregi signori,
Gentili signore,
vi saluto a nome del Consiglio di Stato e vi ringrazio per avermi invitato a partecipare ai vostri lavori assembleari.

L’esercito sta vivendo in questi anni diversi cambiamenti, che lo vedranno in poco tempo diventare più moderno e flessibile. Stiamo chiaramente parlando dell’Ulteriore sviluppo dell’esercito, che entrerà nel vivo il prossimo anno.

Ma cosa significa più moderno e più flessibile? Significa essere pronti a far fronte a nuove minacce in maniera efficace, con un’organizzazione che si adatta più rapidamente a nuove situazioni per le quali dobbiamo essere pronti ad agire. In occasione dell’approvazione delle basi legali dell’Ulteriore sviluppo dell’esercito, le Camere federali hanno autorizzato un limite di spesa di 20 miliardi per il periodo 2017-2020. Ma proprio perché l’esercito dev’essere aggiornato sono necessarie nuove risorse, e sarà anche compito del nuovo capo dell’esercito, Philippe Rebord, riuscire a ottimizzare quanto a disposizione per assicurare la difesa del nostro Paese.

L’esercito di oggi non può essere quello di trent’anni fa. Le nuove reclute non sono quelle di trent’anni fa: entrano nell’esercito con nuove competenze che si potrebbero definire quasi innate. Sono i Millenials: hanno una facilità nell’utilizzo e nella gestione delle tecnologie che è dettata dal fatto che nella loro vita sono sempre stati circondati da dispositivi dell’era digitale. Non hanno dovuto apprendere come si utilizzava un computer o un qualsiasi altro dispositivo mobile: ci sono nati. Io stesso mi accorgo come l’approccio dei miei figli di 6 e 5 anni agli smartphone, ad esempio, sia totalmente differente dal mio, se penso a quando per la prima volta ho avuto a che fare con App e schermi touch.

Queste sono le nuove reclute dell’esercito svizzero, che ormai non appartengono più a un futuro distante ma che sono già il nostro presente. Che si aspettano di trovare nell’ambiente grigioverde le stesse tecnologie che fanno parte del loro quotidiano, con le stesse funzionalità e la stessa immediatezza di ciò che hanno tra le mani tutti i giorni. Un’attesa che non possiamo disattendere, anche perché questi nuovi mezzi informatici sono ormai essenziali nella difesa contro minacce attuali, come ad esempio i cyberattacchi, e per garantire quindi una protezione totale della nostra nazione e della sua popolazione.

Siamo quindi già nel futuro. Proprio lo scorso mese l’Ente Ospedaliero Cantonale e La
Posta hanno presentato un sistema di trasporto per il sangue tramite droni. Una pratica
che qualche anno fa poteva sembrare futuristica, dal 2018 potrebbe diventare realtà. I
droni sono ormai utilizzati in diversi ambiti a livello di sicurezza: la nostra Polizia cantonale si è dotata di due mezzi per le riprese dall’alto di scene d’incidenti, d’incendi o di altri eventi, mentre l’esercito ha adoperato i propri droni per la ricognizione del territorio nell’ambito dei flussi migratori, la scorsa estate. Un sistema d’arma oramai vetusto e che crea qualche disagio alla popolazione del Mendrisiotto, ma che con la prossima sostituzione permetterà un supporto alle autorità civili ancora più performante. Il DDPS, come pubblicato nel recente rapporto sui suoi progetti, prevede di investire nei prossimi anni in mini droni da ricognizione aerea a supporto delle truppe di fanteria. Un sistema questo che presuppone un’ottima lungimiranza e prova quanto espresso in precedenza. Questi sono esempi di come le nuove tecnologie possano essere di supporto e rendere ancora più efficiente ed efficace l’operato delle nostre forze dell’ordine.

Il nostro deve essere quindi un esercito al passo con i tempi e attraente per i giovani che si apprestano ad affrontare la scuola reclute. L’esercito come ben sappiamo non è però solo rivolto agli uomini, ma può attirare anche l’attenzione delle giovani svizzere. Per questo motivo a fine maggio discuteremo la tematica durante la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri in modo da garantire in necessario sostegno politico, al fine di collaborare attivamente allo studio sul miglioramento del sistema dell’obbligo di servizio. Questo nell’ottica di una migliore informazione a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che si apprestano ad affrontare la loro esperienza in ambito militare. La volontà è infatti quella di introdurre a partire dal 2020 una giornata informativa obbligatoria per tutte le giovani svizzere, con l’obiettivo di cogliere e di valorizzare il potenziale che anche le cittadine possono offrire a favore della sicurezza nazionale. Ma non si tratta solo di questo: le giornate informative potranno avere infatti un approccio differente, mirato a far conoscere alle ragazze e ai ragazzi la realtà grigioverde e la possibilità di fare carriera al suo interno. Si colmeranno così alcune lacune informative che non permettono da una parte all’esercito di approfittare a pieno delle risorse umane che potenzialmente ha a disposizione, e dall’altra alle giovani e ai giovani svizzeri di conoscere, interessarsi e appassionarsi a tutto ciò che fa parte della realtà legata alla sicurezza nazionale.

Contiamo quindi sulle nuove reclute, cittadine e cittadini svizzeri, e sulle loro spiccate conoscenze in ambito di nuove tecnologie, ma anche su un’organizzazione adeguata dell’esercito che ne permetta l’impiego: questa è una grande sfida che dovremo affrontare nei prossimi anni.

Vi ringrazio.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Prevenzione Anche nei laghi basta un attimo

Prevenzione Anche nei laghi basta un attimo

Dal Corriere del Ticino | È partita la nuova campagna «Acque sicure» – Marcel Luraschi: «Le difficili immersioni di ricerca»

«Basta un attimo. La sicurezza in acqua dipende da te» è la nuova campagna di Acque sicure volta a sensibilizzare chi si reca al lago o al fiume per divertimento. «I nostri corsi e specchi d’acqua sono vettori turistici importanti, ma spesso non se ne conoscono i pericoli», ha detto il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi illustrando, ieri a bordo di un battello a Locarno, la rinnovata campagna promossa dal Dipartimento. La comunicazione da quest’anno non riguarderà solo i fiumi ticinesi, ma anche i laghi vista la crescita di incidenti. In particolare nel 2015 vi sono stati 5 morti per annegamento di cui 4 nei laghi, mentre nel 2016 il bilancio è salito a 7: quattro i decessi nei laghi, uno in piscina e 2 nei fiumi. Per cercare di prevenire gli incidenti evitabili, ossia dovuti a un comportamento scorretto da parte dei bagnanti, il Consiglio di Stato ha creato nel 2016 una Commissione consultiva, di cui fanno parte numerosi attori del territorio. Il presidente della Commissione nonché della Società svizzera di salvataggio Boris Donda ha posto l’accento su nuovi fenomeni in voga tra i giovani sui social, che Acque sicure cerca di prevenire: «Ci sono giovani che si filmano al fiume mentre si tuffano da trapezi fissati ai ponti oppure mentre fanno equilibrismo su fettucce fissate tra i massi». Per verificare la percezione di pericolo da parte dei bagnanti sono stati condotti nel 2016 due sondaggi, uno per i fiumi e uno per i laghi. A preoccupare Donda è in particolare la scarsa conoscenza dei rischi relativi ai laghi: solo la metà ne è consapevole, mentre il 40% ritiene di conoscerli, spesso ritenendo vere alcune false credenze. Per ciò che concerne i fiumi, il 60% degli intervistati ammette di non aver letto e compreso la segnaletica preventiva. La capo progetto Fabienne Bonzanigo ha sottolineato che «alcune semplici regole che si applicavano in passato sembrano ormai dimenticate: ad esempio non tuffarsi dove non c’è visibilità, o aspettare 2 o 3 ore dopo il pasto prima di entrare in acqua». Acque sicure ha riattivato il servizio di pattugliamento giornaliero lungo i fiumi Maggia e Verzasca durante i mesi di luglio e agosto e le infoline per gli amanti del canyoning (www.ti.ch/acque-sicure). Il sindaco di Locarno Alain Scherrer ha ricordato le attività di prevenzione svolte dalla città e ha sottolineato come «la nuova campagna intende porre l’accento sul buon senso e la responsabilità di ciascuno per evitare le situazioni di pericolo».

Presente alla conferenza stampa, il responsabile del Servizio lacuale della Polizia cantonale Marcel Luraschi ci ha spiegato il lavoro degli agenti: «Durante i mesi estivi siamo in otto e ci dividiamo tra il Ceresio e il Verbano». Le zone di intervento sono molto particolari e variano dal lago, ai fiumi, fino alle grotte: «Oltre ad essere tutti subacquei, ognuno dei nostri agenti ha una specializzazione, tra chi è bravo a scendere in profondità, a chi conosce bene la Verzasca, a chi è specializzato nelle difficili immersioni di ricerca».

Al via la nuova campagna di prevenzione “Acque sicure”

Al via la nuova campagna di prevenzione “Acque sicure”

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | È stata presentata questa mattina l’edizione 2017 del programma di prevenzione «Acque sicure», promosso dal Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con la Commissione cantonale. La campagna di sensibilizzazione dei frequentatori di fiumi e laghi in vista della prossima estate è iniziata già da qualche giorno, sul territorio della Città di Locarno, con la comparsa di enigmatici cartelloni che raffigurano alcuni bagnanti immersi in una pozza d’acqua e persone intente a praticare sport acquatici.

Con l’inizio della bella stagione, le rive di fiumi e laghi ticinesi diventano meta prediletta di residenti e turisti. Affinché sia possibile godere in piena sicurezza di questi affascinanti doni del nostro territorio, il Cantone attirerà durante tutta la stagione estiva l’attenzione sulle regole che permettono di evitare comportamenti a rischio e incidenti.

La presentazione odierna – con la partecipazione del Consigliere di Stato Norman Gobbi, del sindaco di Locarno Alain Scherrer, del Presidente della Commissione Boris Donda e della responsabile del progetto «Acque sicure» Fabienne Bonzanigo – ha anzitutto permesso di svelare il significato della campagna di affissione avviata negli scorsi giorni. Con lo slogan “Basta un attimo. La sicurezza in acqua dipende da te” l’azione pone l’accento su attenzione e vigilanza che bisogna avere costantemente nei contesti acquatici. Infatti, i rischi in acqua sono alti e sempre dietro l’angolo, ma soprattutto dipendono fortemente dal proprio senso di responsabilità.

Per la tradizionale campagna di prevenzione si è trattato di un cambiamento di stile rispetto al passato, in linea con il nuovo orientamento introdotto nel 2016 dal Dipartimento delle istituzioni. Come noto, il nome della Commissione consultiva è stato modificato in «Acque sicure», per mettere in evidenza che la prevenzione riguarda non solo i corsi d’acqua, ma anche i laghi. Le statistiche mostrato infatti che anche tutti gli specchi d’acqua maggiori nascondono insidie, alle quali bagnanti e amanti dello sport devono prestare attenzione.

Oltre ai cartelloni pubblicitari che compariranno su tutto il territorio ticinese e sulle principali linee del trasporto pubblico su gomma, la campagna 2017 – nella rinnovata veste grafica, che caratterizza anche il sito internet http://www.ti.ch/acque-sicure– proporrà durante tutta l’estate eventi speciali e azioni di sensibilizzazione che coinvolgeranno anche bambini e società sportive di oltre Gottardo. Saranno poi distribuiti a tutti gli attori turistici interessati i rinnovati opuscoli informativi sui rischi nei fiumi e sulle regole di convivenza nei laghi e promossa un’informazione nei lidi, ristoranti nei grotti in altri esercizi pubblici del Cantone. Saranno infine riproposti il servizio di pattugliamento giornaliero lungo i fiumi Maggia e Verzasca durante i mesi di luglio e agosto e le infolines per gli amanti del canyoning.

Cartella stampa: http://www4.ti.ch/sala-stampa/comunicati-stampa/cartella-stampa/?idCartella=155170

Modem (RSI Rete Uno) – Magistratura quo vadis?

Modem (RSI Rete Uno) – Magistratura quo vadis?

Da RSI.ch | Collegamento all’audio della puntata: http://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/informazione/modem/Magistratura-quo-vadis-9016879.html

È uno dei punti sensibili che tocca direttamente il potere giudiziario e che con una certa regolarità si ritrova sotto i riflettori della cronaca:

quest’anno si sono registrate le dimissioni dei procuratori pubblici Nicola Corti (con una polemica lettera aperta pubblicata a gennaio), Roberta Arnold (per sovraccarico di lavoro) e la sostituzione di Francesca Lanza per motivi personali. Defezioni che, di fatto, mettono in crisi una struttura che fra un anno vedrà la partenza, per raggiunti limiti di età, del Procuratore generale John Noseda.

Per cercare di ovviare al sovraccarico di lavoro il Dipartimento ticinese delle Istituzioni sta pensando di operare temporaneamente (un anno o due) con 20/21 procuratori per sostenere, in particolare, la sezione Reati finanziari.

Se il Gran Consiglio l’accetterà, la misura basterà a ridare serenità ed efficienza ad un settore fondamentale come quello della giustizia?

Modem ne dibatte con:

Renato Cabrini, Presidente dell’Ordine degli avvocati TI; Normann Gobbi, Capo Dipartimento Istituzioni TI; Francesco Lepori, Cronaca giudiziaria RSI; John Noseda, Procuratore generale TI.

GastroTicino I negozi vivono anche di turismo

GastroTicino I negozi vivono anche di turismo

Dal Corriere del Ticino | Per Massimo Suter è tempo che i commercianti mettano mano al borsellino per finanziare TicinoTicket Norman Gobbi: «Da metà giugno bar e ristoranti aperti fino alle 2, nessun ricorso contro la nuova legge»

«Sono anni che il commercio vive anche sulle spalle del turismo. Alla soglia del 2018 è quindi tempo che il settore si responsabilizzi. Perché fino ad oggi, il turismo in Ticino è stato promosso, invogliato e soprattutto finanziato da tutt’altre categorie». È schietto e diretto il presidente di GastroTicino Massimo Suter che, in occasione dell’assemblea cantonale tenutasi al LAC, non ha mancato di scoccare qualche frecciata. In primis, appunto, nei confronti dei commercianti. «A partire dall’anno prossimo il contributo delle FFS e del Cantone al progetto TicinoTicket sarà inferiore – afferma Suter – si dovranno quindi trovare nuove entrate ed è ora che i commercianti facciano la loro parte dal momento che beneficiano in modo importante delle ricadute economiche del turismo». Per il presidente di GastroTicino, una possibile soluzione in tal senso arriverebbe dai Grigioni dove, per ogni metro quadrato di superficie adibita al commercio, viene prelevato un franco quale tassa a favore del turismo. «Basta fare due calcoli per capire quanto si potrebbe ricavare – continua – invece, l’impressione è che si voglia sempre mungere la mucca sbagliata, proponendo ad esempio di far pagare la vignetta autostradale 80 franchi agli stranieri» (ndr. la proposta è stata avanzata negli scorsi giorni dal consigliere nazionale PLR Thierry Burkart).

Basta parlare di pernottamenti

Detto dei commercianti, Suter ha poi tirato una stoccata agli albergatori e a TicinoTurismo. I primi sono stati invitati «ad una riflessione, perché se è vero che da Berna arrivano segnali incoraggianti sulla proroga dell’IVA preferenziale di cui beneficia il settore, allo stesso tempo è un discorso che dura da vent’anni. Se dal 1996 non abbiamo ancora risolto il problema, forse è giunto il momento di farsi qualche domanda». Stesso invito per l’organizzazione guidata da Elia Frapolli che «dovrebbe rivedere la propria strategia marketing, perché continuare a misurare il turismo tramite i pernottamenti è sbagliato. Basta pensare che il 75% dei viaggiatori che arrivano con AlpTransit sono turisti di giornata che quindi sfuggono alle statistiche». Statistiche che, se per il mese di marzo evidenziano una flessione del 7,4% dei pernottamenti (vedi pagina 6), con il boom di arrivi a Pasqua dovrebbero dipingere un quadro più positivo ad aprile. O no? «Evitiamo facili entusiasmi – ribatte Suter – quest’anno il lungo weekend festivo è stato favoloso per quanto concerne il meteo, ma per parlare di risorta del settore è presto. Tempo infatti una settimana, con l’arrivo della pioggia e della neve sulle cime delle nostre montagne, ed ecco che il Ticino era di nuovo desertico».

Tornare «al pane e al vino»

Per cercare di dare nuovo slancio al settore, un mese fa il Gran Consiglio ha approvato la revisione della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR) che, in sintesi, prevede la possibilità per bar e ristoranti di tenere aperto fino alle 2 il venerdì, il sabato e i prefestivi. «È stata un’operazione vincente – precisa il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, ospite dell’assemblea – ma c’è di più: ad oggi non è arrivato nessun ricorso e, di conseguenza, la revisione della legge entrerà in vigore il 15 giugno». Lanciando uno sguardo alle difficoltà che attanagliano il settore, Gobbi ha invitato i membri di GastroTicino a «rimanere autentici. Tornare, per così dire, al pane e al vino. Non solo perché senza questi non si vive, ma anche perché qualcuno, già duemila anni fa, ne fece il simbolo dell’unione. Per attirare il turista occorre puntare sull’autenticità sia dei prodotti locali, sia dell’accoglienza degli esercenti». E sulla qualità dell’accoglienza si è soffermato anche il direttore dell’associazione mantello Gabriele Beltrami che ha però voluto lanciare un segnale alla politica: «Se la famosa clausola del bisogno non si può più applicare in considerazione delle leggi che regolano il libero mercato, resta indispensabile fissare delle regole quadro chiare e uguali per tutti, anche per take-away e food truck». Altrimenti, il rischio è quello di ritrovarsi «con aperture selvagge che trasformerebbero la ristorazione in un Far West».

(Articolo di Viola Martinelli)

La Polizia cantonale in un tweet

La Polizia cantonale in un tweet

Comunicato stampa della Polizia cantonale | Da oggi la Polizia cantonale sarà presente anche su Twitter per migliorare ulteriormente la sua comunicazione pubblica con la popolazione e con i media. Attività in continua evoluzione e che deve essere costantemente adattata. Twitter ha raggiunto un’importanza fondamentale per gli avvenimenti in tempo reale e per l’influenza che i suoi utenti esercitano nel web. Per questo motivo è stato ritenuto di primaria importanza, come richiesto dal Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi e dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, la presenza del Corpo su questo social media. Si tratta di un nuovo tassello social che si aggiunge all’ormai consolidata presenza della Polizia cantonale in Facebook, che ha permesso al Corpo di superare gli oltre 13’000 follower.

I recenti tragici fatti a livello europeo, quali calamità naturali e attentati terroristici, hanno dimostrato l’assoluta importanza della “comunicazione di emergenza” ed in questo contesto i social sono un ormai fondamentale veicolo di raccolta e diffusione di informazioni in caso di emergenze. Il loro uso va ad integrare la comunicazione e l’informazione tradizionale dei canali istituzionali semplificando il flusso di informazioni e riuscendo a raggiungere in tempi brevi un pubblico molto ampio. Grazie alle loro caratteristiche permettono anche di ottenere una comunicazione molto mirata, ad esempio grazie all’uso degli hashtag è possibile accedere in modo rapido a determinati post seguendo lo sviluppo e gli aggiornamenti di una situazione. In particolare Twitter grazie alla sua caratteristica di post real time (live twitting), alla messaggistica pubblica riesce a divenire un ottimo canale di comunicazione e informazione continua. Inoltre, permette di categorizzare i tweet, in altre parole i messaggi pubblicati, con gli hashtag rendendo possibile il canalizzare tutte le conversazioni relative ad un evento come una situazione di pericolo imminente.

Il profilo https://twitter.com/PoliziaTI consentirà agli utenti di seguire l’evolversi di un evento di emergenza, ottenere utili informazioni relative alla circolazione stradale nonché accedere ai temi d’attualità grazie ai comunicati stampa e ai testi di prevenzione pubblicati dal Corpo. Attraverso Twitter, utilizzato da numerosi media svizzeri ed esteri, gli interessati potranno consultare direttamente le informazioni a partire dal proprio computer o dal proprio cellulare. L’offerta globale delle informazioni divulgate dalla Polizia cantonale rimarrà comunque accessibile sul sito internet www.polca.ti.ch. Le risorse impiegate nella gestione del nuovo profilo Twitter della Polizia cantonale saranno quelle già attualmente presenti in seno al Servizio Comunicazione e Media del Corpo.

Ogni vittima è sempre una di troppo!

Ogni vittima è sempre una di troppo!

Dal Mattino della domenica | Dall’asta targhe alla prevenzione in acqua e sulle strade

L’asta targhe di questa settimana ha avuto un grande successo. In molti si sono presentati all’ultimo appuntamento “offline”, nel quale i venti numeri di targa per automobili e gli otto per motoveicoli hanno portato a un incasso complessivo di 313’900 franchi. Da sola la TI 9 è stata venduta per 80’000 franchi, una cifra che non è passata inosservata sui media e sui social. Come succede in questi casi, ognuno ha voluto dire la sua riguardo all’importo: chi avrebbe voluto essere al posto dell’acquirente, chi non avrebbe mai speso quella cifra per una targa e chi si è sentito offeso, perché ritiene che l’asta possa essere un insulto ai poveri. Quello che in molti hanno giustamente fatto presente è però che questo evento ha raccolto dei fondi a favore della prevenzione con le campagne “Acque sicure” e “Strade sicure”.

Purtroppo i fatti di cronaca della scorsa settimana ce lo hanno ricordato: i nostri fiumi possono diventare molto pericolosi, tanto da diventare in alcuni casi un pericolo mortale. Anche i nostri laghi non sono da meno, e nascondono insidie dove nemmeno ce lo immaginiamo. Quello che vediamo è un meraviglioso paesaggio che attrae non solo i ticinesi ma anche i turisti da tutto il mondo. Proprio perché il nostro territorio è sempre più conosciuto e riconosciuto per le sue bellezze naturali, soprattutto tra gli appassionati di sport come il canyoning, è importante ricordare i rischi nei quali si può incorrere quando si frequentano i corsi d’acqua e i laghi. La prevenzione è essenziale, poiché può salvare vite, poiché non solo informa chi ancora non conosce certe peculiarità del nostro territorio, ma funge da “memo”, rende attento anche chi conosce bene la zona.

Altro tema che è purtroppo sempre di attualità sono gli incidenti stradali. Anche su questo la responsabile delle due campagne, Fabienne Bonzanigo e il pilota ticinese Joel Camathias hanno reso attenti durante l’evento. Proprio le auto e le moto, per le quali i presenti stavano cercando la “targa perfetta”, possono diventare un pericolo sulle strade. E anche in questo caso sono convinto che la prevenzione possa fare molto, fino ad arrivare a salvare delle vite.

Io sono per la sicurezza dei ticinesi, e la sicurezza dei ticinesi passa anche dalla prevenzione. Non ho dubbi quindi che le due campagne di prevenzione coordinate dal mio Dipartimento siano una parte essenziale di ciò che facciamo per il bene di tutti i ticinesi e non solo, e che per questo motivo vadano sostenute. L’asta di questa settimana è stato un successo, perché ha permesso di raccogliere dei fondi a sostegno di uno scopo legittimo. Anche l’asta online servirà a questo intento, e sono felice che già negli scorsi giorni su www.ti.ch/asta-targhe siano stati in molti a partecipare.

La prossima settimana lanceremo la campagna di prevenzione per l’estate 2017, proprio perché in questo periodo, complice il bel tempo – che speriamo si palesi nelle prossime settimane -, i ticinesi iniziano a frequentare laghi e fiumi, e molti più turisti raggiungono il nostro Cantone e frequentano le nostre strade. È il momento per informare e ricordare che la sicurezza, anche quella sulle strade e nelle nostre acque, è un bene prezioso e fondamentale al quale non possiamo rinunciare. Ma per goderci le bellezze del nostro territorio e girare tranquilli sulle strade serve soprattutto responsabilità, serve che tutti i cittadini prestino attenzione e rispettino le regole: quelle comportamentali, e quelle stradali. Per il bene di tutti, e anche in questo caso per il bene di tutto il nostro Cantone.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Frontalieri: un inizio 2017 da record… negativo

Frontalieri: un inizio 2017 da record… negativo

Dal Mattino della domenica | Torna a crescere il numero di lavoratori da oltre confine in Ticino

Notizia di qualche giorno fa, il numero di lavoratori frontalieri in Ticino è tornato di nuovo a crescere. 64’670 residenti in Italia lavorano nel nostro Cantone, 2’260 unità in più rispetto allo scorso anno. Il dato più preoccupante, a mio avviso, è che quasi la totalità di questi nuovi lavoratori è attivo nel terziario con professioni specializzate, scientifiche e tecniche, come l’architettura e l’ingegneria, l’informatica o la comunicazione! Sono ambiti in cui la formazione ticinese e svizzera è ottima e nei quali i residenti del nostro Cantone hanno sempre eccelso. Settori in cui la manodopera locale c’è. Dove è finita la coscienza dei datori di lavoro a favore dei nostri giovani e dei nostri lavoratori in generale che, oltre a contribuire all’economia del nostro Cantone, garantiscono una determinata qualità nel servizio che offrono? Giovani che hanno studiato in un contesto elvetico e che condividono la mentalità, gli standard di qualità e la professionalità che fanno parte del “Made in CH”.

Ritengo che il mondo imprenditoriale debba contribuire allo sviluppo del Cantone dando lavoro ai residenti. È una forma di responsabilità che i datori di lavoro devono assumersi, fa parte di quello che considero un dovere verso le cittadine e i cittadini che pagano le tasse. Tasse che vengono, tra le altre cose, utilizzate dallo Stato anche per la promozione dell’economia e per l’elargizione di sussidi. Nella visione di un’economia responsabile deve esserci l’attenzione al territorio e deve esserci la responsabilità di restituire alla popolazione l’investimento sostenuto da un giovane che si è formato per il mondo professionale (e questo indipendentemente da quale strada abbia percorso). Impiegarli vuol dire restituire al Cantone l’investimento fatto nella formazione, sia attraverso le scuole cantonali, sia attraverso i contributi dati agli atenei di oltre Gottardo.

Siamo di fronte a un impoverimento di determinati settori, che sono meno tutelati dalla legge e che subiscono le conseguenze della volontà di certi di operare ad esempio con retribuzioni non adeguate ai nostri standard, in situazioni nelle quali un ticinese non può nemmeno pensare di candidarsi per un determinato lavoro, poiché non gli permette di sostenere le spese alle quali deve far fronte su suolo elvetico e quindi non gli permette di vivere!

La politica ticinese può proporre contratti collettivi di lavoro per i settori che ritiene più a rischio, ma se da parte di chi fa l’economia ticinese non c’è la volontà di operare in modo responsabile, il circolo, anziché virtuoso, potenzialmente continuerà ad essere vizioso. È un male per noi, per i giovani, per i disoccupati (anche quelli non più giovani ma con valide competenze) e per il futuro del nostro Cantone.

NORMAN GOBBI Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della manifestazione “I Prim 50 ann” del Consorzio Protezione civile Regione Lugano città

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi in occasione della manifestazione “I Prim 50 ann” del Consorzio Protezione civile Regione Lugano città

Fa stato il discorso orale |

Presidente dott. Ignazio Bonoli,
Comandante ten col Alfredo Belloni,
Vicario episcopale monsignor Claudio Mottini,
Egregi signori,
Gentili signore,

è con piacere che porto il saluto del Consiglio di Stato in questa giornata di festeggiamenti per un traguardo davvero importante. Cinquant’anni che rendono quello di Lugano Città il Consorzio di Protezione civile più longevo non solo all’interno del nostro Cantone, ma anche in tutta la nostra nazione.

Il Consorzio è una modalità organizzativa che permette un coordinamento ottimale tra Comuni limitrofi, questo a favore di una prestazione efficace in caso di necessità. Proprio sul coordinamento abbiamo lavorato a livello cantonale, nell’ottica di sviluppare un nuovo concetto organizzativo al passo con le necessità attuali. Lo scorso mese ho infatti portato sul tavolo del Consiglio di Stato un messaggio per inserire questa modifica nella Legge sulla Protezione della Popolazione. Come abbiamo dovuto purtroppo imparare da disgrazie come l’esondazione del Lago Maggiore, le tragedie di Bombinasco e di Davesco nel 2014, o ancora da nuove realtà internazionali come quella dei flussi migratori di questi ultimi 2-3 anni, abbiamo la necessità di avere un nuovo concetto organizzativo che permetta di poter disporre di strutture efficaci, flessibili e professionali capaci di dare una risposta rapida e immediata per la gestione degli avvenimenti, soprattutto per quelli che esulano dal quotidiano. Abbiamo quindi un nuovo Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC), con la gestione da parte della Polizia cantonale e la condotta da parte del suo comandante, e un nuovo Stato maggiore regionale di condotta (SMRC) nel quale le regioni di PCi andranno ad inserirsi nella seconda ora. Questo sistema permetterà, in particolar modo nella fase acuta di un evento, di garantire la necessaria uniformità di condotta, mentre nella fase di ripristino sarà il Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione a dirigere i lavori.

Nuove disposizioni a livello legislativo quindi, ma il 50esimo del vostro Consorzio coincide anche con ulteriori novità. Quest’anno ci siamo infatti concentrati anche sull’istruzione di tutti gli astretti al servizio della protezione civile. La formazione di base è stata aumentata di una settimana ed è stato inserito il concetto del pagamento grado per i quadri, in modo da poter vivere in prima persona il ruolo di capo in un ambiente protetto, quello del centro d’istruzione cantonale, prima dell’effettiva entrata in funzione in una delle protezioni civili del nostro Cantone.

Ma una nuova formazione corrisponde anche a nuove esigenze a livello logistico. Se in passato ci si affidava al contributo della Confederazione, oggi abbiamo delle necessità che richiedono un determinato impegno finanziario con l’acquisto di attrezzature performanti anche se in misura ridotta. Infatti le nuove tecnologie spesso semplificano l’utilizzo ma si fanno sentire anche nel peso del portafogli. In questo senso siamo convinti che in caso di necessità ci sarà la piena consapevolezza e responsabilità di poter far capo a quello spirito solidale che contraddistingue le Regioni, che garantirebbero il loro apporto laddove ve ne fosse maggior bisogno.

Guardando avanti, negli impegni futuri che coinvolgeranno la Protezione civile, non
possiamo non proiettarci avanti di qualche mese, quando i flussi migratori avranno – molto probabilmente – raggiunto delle dimensioni superiori a quelle con le quali siamo stati confrontati lo scorso anno. Saranno dei mesi impegnativi nel quale dovremo far fronte a una situazione non facile, ma sono sicuro che sapremo dare il massimo per far fronte ad eventuali nuove sfide. In quest’ottica vorrei ancora una volta ringraziare tutti i militi della protezione civile che hanno contribuito alla realizzazione e alla gestione del centro di Rancate, e li ringrazio sin d’ora anche per gli sforzi futuri in questo ambito.

In conclusione, un ringraziamento va al comandante ten col Belloni, che l’anno prossimo
usufruirà del pensionamento anticipato, per quanto fatto in questi trent’anni di servizio a
favore della Protezione civile, condividendo con i propri collaboratori le sue competenze,
maturate grazie alla sua lunga esperienza. Auguro infine buon lavoro ai suoi collaboratori che porteranno avanti il Consorzio di Protezione civile della regione Lugano-città, per gli impegni futuri.

Vi ringrazio per l’attenzione, e vi auguro una splendida giornata per i vostri festeggiamenti.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni