Strutture carcerarie: confermata la disdetta del rapporto di lavoro dell’ex Direttore

Strutture carcerarie: confermata la disdetta del rapporto di lavoro dell’ex Direttore

In data 2 settembre 2015, il Tribunale cantonale amministrativo ha respinto il ricorso inoltrato da Fabrizio Comandini contro la decisione di disdetta del suo rapporto di impiego stabilita dal Consiglio di Stato il 15 aprile 2014.

Il Dipartimento delle istituzioni prende atto con soddisfazione di questa sentenza che conferma la decisione di licenziare l’ex Direttore delle Strutture carcerarie a causa di svariate inadempienze nello svolgimento della propria funzione.
Nella sua sentenza, il Tribunale cantonale amministrativo ha difatti constatato come l’audit commissionato alla ditta di consulenza esterna non abbia fornito un’analisi lusinghiera del suo operato quale Direttore delle carceri. Oltre a ciò, ha evidenziato una serie di carenze a livello di sicurezza all’interno delle carceri a lui riconducibili, come pure delle inefficienze nella gestione delle risorse umane. Per questi motivi, la disdetta del rapporto d’impiego è stata ritenuta giustificata.

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dei partiti di Governo

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dei partiti di Governo

Il Consiglio di Stato ha ricevuto stamattina a Bellinzona i rappresentanti dei partiti di Governo, per un incontro previsto dal nuovo programma di dialogo istituzionale. La seduta ha permesso di discutere alcuni temi di attualità, fra i quali il preventivo 2016 del Cantone.

L’incontro – che segue quello dello scorso 1. luglio – ha permesso di ricapitolare lo stato dei lavori di programmazione finanziaria avviati con l’inizio della Legislatura 2015/2019. A tale proposito, il Consiglio di Stato ha riassunto gli obiettivi di fondo perseguiti con il preventivo 2016 del Cantone, e presentato le misure di rientro individuate per ridurre il deficit a un limite massimo di 90 milioni di franchi. L’avvicinamento al pareggio di bilancio – risultato che il Governo intende ottenere entro la fine del 2018 – è stato perseguito in particolare contenendo la tendenza all’aumento della spesa nei singoli settori, con l’obiettivo di limitare la crescita dei costi senza intaccare la qualità dei servizi.

I rappresentanti dei partiti hanno preso atto del programma del Governo. È stato ribadito che l’obiettivo di tutte le forze politiche di Governo è di assicurare l’equilibrio nella gestione finanziaria del Cantone, consentendo di liberare risorse per una rinnovata progettualità, a beneficio di tutta la popolazione ticinese.
Il prossimo incontro fra il Consiglio di Stato e i rappresentanti dei partiti è previsto entro fine anno.

Norman Gobbi…cuore di padre e di figlio

Norman Gobbi…cuore di padre e di figlio

Da liberatv.ch l La röda la gira, e il tempo passa in questa nostra, unica e bella vita!”. Il presidente del Governo ha voluto condividere su Facebook quella che definisce “una giornata speciale”. Il figlio William infatti ha iniziato la scuola mentre il papà Mirko è andato in pensione.
Una giornata speciale, come lui stesso la definisce. Per Norman Gobbi questo martedì primo settembre è un giorno da segnare nel calendario del presente e dei ricordi. Un giorno che segna il ciclo del tempo e della vita: con il figlioletto William al primo giorno di scuola e il papà Mirko che va in pensione.

Il presidente del Governo ha voluto condividere su Facebook questo momento. “Oggi – ha scritto – è un giorno speciale. Mio figlio William ha iniziato la scuola primaria con suo sorella Gaia, già al secondo anno. Nel mentre mio papà Mirko ha terminato l’attività lavorativa come istruttore militare, dopo 29 anni passati al Monte Ceneri. La röda la gira, e il tempo passa in questa nostra, unica e bella vita!”.

http://www.liberatv.ch/articolo/30565/norman-gobbicuore-di-padre-e-di-figlio-la-röda-la-gira-e-il-tempo-passa-questa-nostra

“Valutare non siginifica abolire”

“Valutare non siginifica abolire”

Dal Corriere del Ticino l … Sì perché come ha fatto notare il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, “il nostro Paese è formato da molteplici regioni che a loro volta hanno diversi partner oltre la frontiera. E se auindi il Ticino richiede e mette in atto determinate misure è perchè si ritiene esposto a dinamiche economiche, territoriali e politico-amministrative differenti rispetto ad altri Cantoni, i quali non hanno i nostri stessi problemi”. 

Anche in questo modo il Direttore del Dipartimento delle istituzioni si è posto in difesa del provvedimento legato alla richiesta dell’estratto del casellario giudiziale e dei carichi pendenti introdotto in aprile. Nel corso dell’incontro a Palazzo delle Orsoline Gobbi ha quindi ha ribadito alle autorità federali di voler mantenere in vigore la relativa procedura provvisoria. “Una valutazione sulla misura sarà poi realizzata in ottobre” ci ha spiegato a margine della conferenza stampa.  Precisando però che “questo non significa la sua abolizione, anche perchè da quando è stata attivata non è emerso nessun caso sospetto. Il che vuol dire chiaramente che il provvedimento sta funzionando”.

Di Giovanni Galli

Südlichen Unmut besänftigen

Südlichen Unmut besänftigen

Da NZZ.CH l Das Tessin hat die Bedingungen für Aufenthaltsbewilligungen verschärft. Bundesrätin Eveline Widmer-Schlumpf ringt um einen Kompromiss, um das neue Grenzgängerabkommen mit Italien nicht zu gefährden.

Spätestens seit dem überdeutlichen Tessiner Ja zur Einwanderungsinitiative kommt Bundesbern nicht zur Ruhe. Der Südkanton prescht unermüdlich mit Forderungen und Massnahmen vor, um auf seine spezifischen Probleme mit den italienischen Grenzgängern, dem daraus folgenden Lohndumping und dem schikanösen Verhalten Italiens aufmerksam zu machen. Im April griff Lega-Staatsrat Norman Gobbi zu einem massiven Druckmittel : Alle Ausländer, die im Tessin eine Aufenthaltsbewilligung B oder G wollen, müssen einen Auszug aus dem Strafregister ihres Landes samt Beleg über laufende Verfahren vorlegen. Der freie Personenverkehr werde punkto Arbeitsmarkt und Sicherheit missbraucht, so begründete der Chef des Tessiner Justiz- und Polizeidepartements seine Massnahme. Diese trifft vor allem die 62 600 italienischen Grenzgänger: Rom ist erbost und kündigte an, bei der EU-Kommission ein Verfahren gegen die Schweiz anzustrengen.

Für Bern kommt das äusserst ungelegen. An das Ende Februar unterzeichnete und vom nationalen Parlament noch gutzuheissende Doppelbesteuerungsabkommen ist eine neue, strengere Besteuerung der italienischen Grenzgänger gekoppelt, von welcher auch Italien mehr profitieren soll. Diese will Bern bis Ende September in den konkreten Details unter Dach und Fach bringen. Das Tessin grollt aber Rom , dass es statt der verlangten 80 Steuerprozente nur maximal 70 akzeptiert.

Wichtige Ziele erschwert
Diese Verhandlungen könnten sich nun massiv verzögern. Weil Staatsrat Gobbi auf seiner Massnahme beharrt und seine Regierungskollegen sie dulden, sah sich Bundesrätin Eveline Widmer-Schlumpf wohl zu einem Überzeugungs-Besuch in Bellinzona genötigt. Gobbis Massnahme widerspreche den Verträgen der Schweiz mit der EU und schaffe Zeitprobleme bei den Verhandlungen mit Rom, erklärte die Chefin des Eidgenössischen Finanzdepartements am Montagabend. Wegen besagter Massnahme würden wichtige Ziele wie die Gleichbehandlung der Schweiz im EU-Umfeld oder die Umsetzung der Masseneinwanderungsinitiative erschwert.

Im Oktober weiss man mehr
Daher muss die Magistratin die Tessiner Regierung und vor allem Gobbi zu einem Kompromiss bewegen. Dieser lobte zwar die gute Zusammenarbeit mit Bern und bezog sich auf die Bereiche Sport, Sicherheit, Grenzschutz und Strassenbau. Dann aber wies er darauf hin, dass über andere «offene» Punkte mit Bern weiterdiskutiert werden müsse. Auf Anfrage meinte er lachend, die Massnahme mit dem Strafregisterauszug «sine die» aufrechtzuerhalten, um sofort zu präzisieren: Vorerst bleibe sie in Kraft, weil sie gerechtfertigt sei. Im Oktober ziehe er Bilanz und sehe weiter.

Bundesrätin Widmer-Schlumpf muss also südlichen Unmut besänftigen. Den im eigenen Land und jenen Italiens. Und der Tessiner Regierungspräsident Gobbi hat wohl auch die nationalen Wahlen vom 18. Oktober im Blick. Denn die Lega will ihre zwei Nationalratssitze halten und einen im Stöckli dazugewinnen.

von Peter Jankowsky. Bild: Eveline Widmer-Schlumpf an der Medienkonferenz mit den Staatsräten Norman Gobbi (Mitte) und Christian Vitta. (Bild: Carlo Reguzzi / Keystone)

http://www.nzz.ch/schweiz/suedlichen-unmut-besaenftigen-1.18605415?extcid=Newsletter_01092015_Top-News_am_Morgen#kommentare

Incontro fra il Consiglio di Stato e la Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf

Incontro fra il Consiglio di Stato e la Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf

Il Consiglio di Stato ha ricevuto oggi a Bellinzona la Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, direttrice del Dipartimento federale delle finanze, accompagnata da Jacques de Watteville, Segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali, e Mario Gattiker, Segretario di Stato della migrazione per il Dipartimento federale di Giustizia e Polizia.

Le parti si sono reciprocamente aggiornate in vista della sottoscrizione del negoziato tra Svizzera e Italia sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri, che – come previsto dalla Roadmap firmata dai due Paesi il 23 febbraio scorso a Milano – sostituirà quello del 1974. La Consigliera federale ha illustrato lo stato dei lavori e sono state discusse alcune questioni ancora aperte.
Le parti si sono dette unanimi sulla necessità di ottenere un risultato equilibrato, che veda distribuiti equamente su entrambi i lati della frontiera i benefici finanziari e permetta di migliorare le condizioni di riferimento per l’economia e il mercato del lavoro, come sempre auspicato dal Consiglio di Stato. Un giudizio finale sull’accordo potrà comunque essere espresso solo una volta conclusi i negoziati.

Durante l’incontro sono inoltre state discusse alcune altre questioni considerate prioritarie e sulle quali, al momento, sono impegnate le autorità federali:

  • Fiscalità – Imposizione corretta delle prestazioni transfrontaliere di servizi; 
  • Sicurezza – Casellario giudiziale, cooperazione tra servizi di immigrazione e Polizia; 
  • Dogane – Corpo guardie di confine e cooperazione con la Polizia cantonale.

L’appuntamento odierno si inserisce nella serie di incontri fra la direttrice del DFF e i rappresentanti delle autorità ticinesi, iniziata con l’avvio dei negoziati fiscali con l’Italia nel 2012. Le parti hanno convenuto di organizzare una nuova riunione alla conclusione delle trattative, durante la fase di valutazione del risultato negoziale.

Cioss Prato, inaugurato il nuovo parco giochi

Cioss Prato, inaugurato il nuovo parco giochi

Valle Bedretto Domenica 30 agosto, a Ciossprato è stato inaugurato il nuovo Parco Giochi. La cerimonia è iniziata con il discorso del Sindaco Diego Orelli seguita dalla benedizione di Padre Angelico e del taglio del nastro. Oltre alle Autorità municipali, al Consiglieri di Stato on. Norman Gobbi ed al consigliere agli stati Fabio Abate erano presenti più di 4oo persone. La bellissima giornata di fine estate ha contribuito alla buona riuscita della giornata. Il parco giochi è stato creato dal Municipio di Bedretto con la collaborazione della Sciovia Ciossprato e grazie al sostegno di Enti Pubblici e molti privati che hanno creduto al progetto. Per informazioni consultare il sito: www.ciossprato.jindo.com

Fototesto di Giuliano Giulini

Norman Gobbi a Expo 2015: “La Svizzera deve guardare anche a Sud”

Norman Gobbi a Expo 2015: “La Svizzera deve guardare anche a Sud”

Da TIO.CH l Dopo il no popolare alla fiera universale, oggi i politici ticinesi a Rho tra difesa e critica.

C’era una sottile aria di imbarazzo al padiglione svizzero di Expo 2015, per la giornata ticinese. Un Ticino che, lo sappiamo, ha detto no, tramite votazione popolare, al finanziamento pubblico per la presenza cantonale all’esposizione universale. Un no che oggi pesava non poco e lo si è percepito nei discorsi che i rappresentanti del nostro Cantone hanno tenuto a Rho.

Tanti i politici ticinesi presenti. Il discorso ufficiale è stato aperto dall’ambasciatore Dante Martinelli che ha sottolineato il successo di Expo, sia menzionando le cifre diffuso fino a ora, sia per i temi esposti. “Sarebbe auspicabile – ha detto – che anche le suole ticinesi possano presenziare”.

Il no del Ticino è stato ricordato dall’ambasciatore: “Il Ticino ha saputo fare di necessità virtù grazie agli interventi degli sponsor privati”. Concetto sottolineato anche da Paolo Beltraminelli, che ha ricordato “conflitti, sane dispute e riunioni”. “A oggi siamo a Expo – ha detto Beltraminelli – con un progetto di qualità”, e ha concluso con un invito alla riflessione: “I ticinesi devono affrontare il fatto che essere svizzeri di lingua italiana implica un confronto aperto con l’Italia e le regioni vicine”.

È stata poi la volta di Norman Gobbi, il quale ha voluto subito mettere le mani avanti e ricordare che i ticinesi “non volevano vedere investire denaro pubblico in questa manifestazione. All’indomani della votazione, e visto l’esito di quest’ultima, ho infatti sottolineato come non si potesse ignorare i cittadini che avevano detto no all’utilizzo di denaro pubblico. Un atto di rispetto nei confronti dei ticinesi”.

Gobbi ha inoltre tenuto a giustificare la sua presenza: “La complessa e discussa vicenda legata alla partecipazione del Ticino a Expo 2015 mi vede oggi partecipare a questo evento, per alcune particolari coincidenze politicoistituzionali, in veste di Presidente del Consiglio di Stato. Una partecipazione a cui, come ho sempre affermato, non mi sarei mai sottratto”.

Nel suo lungo discorso Gobbi ha toccato, oltre che il tema scelto dal padiglione svizzero, l’importante tema relativo al San Gottardo, in merito al quale la popolazione svizzera sarà chiamata a votare: “Una parte della politica è pronta ad accettare l’idea che un Cantone venga separato dal resto della Confederazione per quasi tre anni. Come ticinesi dobbiamo fare attenzione a non assecondare il disegno di chi vorrebbe semplicemente togliere risorse al nostro Cantone per aggiudicarsele”.

Gobbi ha chiuso con una metafora sull’acqua, tema della giornata ticinese a Expo 2015, sottolineando un’apertura verso Sud, concetto insolito per il pensiero leghista: “Da figlio della regione del Gottardo, auspico che la classe politica svizzera di oggi e di domani sappia prendere esempio dalla geografia delle nostre Alpi, rappresentata dallo stupefacente monolite di granito ticinese esposto nel Padiglione. Come il San Gottardo orienta il flusso delle sue acque, distribuendo equamente le proprie risorse verso tutti e quattro i punti cardinali, anche la Confederazione, per il tramite dei suoi rappresentanti, deve guardare in tutte le direzioni, sud compreso. Solamente in questo modo potrà infatti continuare a essere un modello di riferimento per il Mondo: un sistema nel quale grandi e piccoli collaborano insieme a beneficio di tutti i cittadini”.

“Evviva il Ticino”, con queste parole Gobbi ha poi fatto calare il sipario sul suo discorso.

L’intervento ufficiale si è chiuso con la proposta di specialità gastronomiche del nostro cantone all’insegna di formaggi e salumi.

Chiasso, task force migranti

Chiasso, task force migranti

Da RSI.CH l La Confederazione mette in piedi un gruppo di lavoro per combattere le bande internazionali

La Confederazione vuole istituire una Task-Force per combattere le bande internazionali che indirizzano e trasportano i migranti verso l’Europa. L’obiettivo è fermare, arrestare e condannare i passatori. Il primo gruppo di lavoro sarà operativo nei prossimi giorni a Chiasso.

Lo ha dichiarato oggi, venerdì, Olivier Pecorini, vicedirettore dell’Ufficio federale di polizia, ai microfoni della Radio svizzerotedesca SRF. Il gruppo sarà composto da guardie di confine, agenti della polizia cantonale e federale, oltre che da rappresentanti delle autorità giudiziarie.

La Svizzera è per molti profughi un importante paese di transito, ma anche di destinazione. Le vie principali utilizzate dai migranti sono due: dall’Italia attraverso il Ticino verso la Germania via Basilea, l’altra sempre dall’Italia via Sempione verso la Francia.

ATS

Appello bocciato, Gobbi paghi le spese

Appello bocciato, Gobbi paghi le spese

Da GDP.CH l Norman Gobbi dovrà pagare 1.400 franchi di spese legali per la vicenda del volantino in cui il Consigliere di Stato veniva paragonato al gerarca nazista Hermann Göring.
(foto Crinari)

Niente risarcimento e in più pure una fattura da pagare di 1’400 franchi, tra tasse di giustizia e indennità di patrocinio. Come riporta oggi la RSI, costerà caro a Norman Gobbi l’aver voluto ricorrere in appello contro la decisione dei giudici sulla vicenda del volantino in cui il Consigliere di Stato leghista veniva paragonato al gerarca nazista Hermann Göring.

Un volantino – ricordiamo – diffuso da un ex-docente No Tav che venne processato anche con l’accusa d’aver preso parte ai disordini scoppiati all’USI nel 2012. Fu proprio Gobbi a portare all’identificazione dell’autore, l’ex docente, sporgendo denuncia contro il volantino appeso all’ospedale Civico.

All’epoca Gobbi chiese un risarcimento di mille franchi (con l’intenzione di devolverli in beneficenza), il 33enne fu prosciolto dai reati legati agli scontri, ma condannato per le ingiurie a Gobbi. La pretesa del politico leghista venne tuttavia giudicata eccessiva e la vicenda giudiziaria si concluse con una condanna simbolica: il pagamento di un franco di risarcimento e 10 aliquote da 100 franchi (sospese per 2 anni). Sentenza che il giudice Mauro Ermani giustificò sottolineando la tiratura limitata del volantino e l’attitudine a sua volta di “attacchi” del partito di appartenenza del bersaglio del volantino, la Lega.

La procura impugnò la sentenza, ribadendo la tesi della sommossa. Il legale di Gobbi fece allora un appello adesivo, per tornare invece sulla questione del volantino.

Un appello aggiuntivo a quello del pg Noseda, che non poteva riguardare l’ingiuria e pertanto bocciato dalla Corte d’appello, che ora lo obbliga pure al pagamento delle spese.

(red.)