E adesso ci si interroga sulla conduzione della Polizia

E adesso ci si interroga sulla conduzione della Polizia

Tresa reagisce alla comunicazione di Caslano, che ha detto di voler cedere il testimone: «Non è fattibile»
Il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi: «I Comuni dovranno trovare una soluzione che risponda ai bisogni del comprensorio»

Sì, nella regione il tema «Polizia strutturata Malcantone Ovest» è diventato da mesi un vero e proprio caso politico. Le polemiche, come noto, erano sorte in primavera con la nomina del nuovo comandante da parte del Comune polo di Caslano. Una decisione che aveva suscitato il malumore dei Comuni convenzionati, i quali avevano preavvisato un altro candidato, e il malcontento, in questi mesi, non è rientrato. Anzi: si è aperta una discussione sulla conduzione del Corpo, con Caslano che ha apertamente invitato eventuali interessati a farsi avanti. «Il nostro Municipio è stato oggetto di numerose critiche, non solo in relazione alla vicenda della nomina del comandante», aveva dichiarato il sindaco Emilio Taiana ai microfoni di Teleticino. E di fronte alla richiesta di rivedere alcune competenze, Caslano ha manifestato il suo disaccordo «e siamo arrivati alla conclusione di dire: avanti un altro».

Caro Municipio ti scrivo
Tra Comuni, si è capito, c’è maretta. Un passo importante lo aveva fatto Magliaso lo scorso 7 aprile, rivolgendosi al vicino Corpo della Malcantone Est, con sede ad Agno, per sondare il terreno e capire se fosse possibile cambiare Polizia di riferimento. Negli scorsi mesi, invece, i Comuni convenzionati di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia, Novaggio, Tresa, Pura e, appunto, Magliaso si erano riuniti e in altrettante risoluzioni municipali avevano chiesto di rivedere la convenzione per assegnare più poteri alla Commissione consultiva. La reazione di Caslano non si era fatta attendere e il Municipio aveva comunicato di essere pronto a cedere il suo ruolo di Comune polo, invitando eventuali interessati a farsi avanti entro la fine di questo mese. Stando a nostre informazioni, nessun «erede» si è fatto avanti e una soluzione diplomatica appare ancora lontana. E nelle scorse settimane, Tresa ha preso carta e penna per rispondere ai «vicini». Nella missiva, spiega il sindaco Piero Marchesi, il Comune contesta la comunicazione di Caslano: «Pare ovvio che lo scopo sia farsi dire di no per giustificare lo status quo. Una verifica giuridica ha stabilito che questa richiesta non è accoglibile; equivale a una disdetta della convenzione ». «Inoltre, un simile passo significa modificare la convenzione stessa, ossia fare ciò che tutti gli altri Comuni hanno recentemente chiesto per diminuire l’eccessivo potere attribuito a Caslano e che quest’ultimo hainvece dichiarato di non voler fare», rileva ancora Marchesi. «Dopo anni di difficoltà e di situazioni critiche del Corpo dipolizia è ora di valutare tutte le possibilità, incluso quella di unafusione con altri corpi, oppure passare a un Corpo misto, Cantone e Comuni, sul modello di Biasca», prosegue Marchesi. «Noi non ci tiriamo indietro, ma prima di prendere una decisione bisogna essere sicuri di non reiterare i problemi cronici sinora riscontrati. L’obiettivo, che sono certo è anche quello degli altri Comuni, è quello di offrire il miglior servizio alla cittadinanza a un costo adeguato. Non è più tempo di pasticciare».
Una lettera analoga dovrebbe partire la prossima settimana anche da Magliaso. «Ne discuteremo lunedì in Municipio e probabilmente la invieremo il giorno seguente», afferma il capodicastero Ordine pubblico, sicurezza e difesa, Roberto Narduzzi. L’auspicio espresso dal municipale è che si arrivi a una soluzione, anche perché «gli agenti lavorano molto bene. Siamo soddisfatti del loro operato».

Il modello «sopracenerino»
Insomma, sembra proprio che si sia arrivati a uno strappo tra Comuni convenzionati. Ma che cosa ne pensa il Dipartimento delle istituzioni? La vicenda non rischia di nuocere all’operato e all’immagine della Polizia? Abbiamo girato le domande al direttore del DI, Norman Gobbi. «Si tratta di un problema che tocca la gestione, ossia principalmente l’organizzazione interna, e non l’operato del Corpo di Polizia intercomunale Malcantone Ovest», risponde. «Differenti vedute tra il Comune sede e i Comuni convenzionati. Gli agenti continuano a fare il loro lavoro e questo deve essere garantito per la sicurezza della cittadinanza. Trattandosi di comuni convenzionati, non è possibile una “rescissione” unilaterale da parte del Comune di Caslano. I comuni, dopo aver analizzato tutte le opzioni, dovranno trovare una soluzione che risponda ai bisogni del comprensorio». Ma il Dipartimento può intervenire? A Biasca è stato sperimentato un modello di gestione “misto” Cantone-Comune e in Malcantone c’è chi lo vedrebbe di buon occhio: sarebbe una soluzione fattibile? «Sono stato recentemente sollecitato da alcuni Comuni a presentare il progetto in atto nell’Alto Ticino», risponde Gobbi. «Un incontro in tal senso verrà organizzato a breve. Ritengo possa essere utile ai Comuni a questo stadio della situazione per poter valutare ogni opzione e che possa rispondere ai bisogni del proprio territorio. Con la sola finalità che i Comuni riescano a trovare la migliore soluzione per proseguire nell’importante lavoro di prossimità in ambito di sicurezza a favore della popolazione».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 20 settembre 2023 del Corriere del Ticino

Tavola rotonda “Rompere il soffitto di cristallo …”

Tavola rotonda “Rompere il soffitto di cristallo …”

Comunicato stampa

Sabato 23 settembre 2023 alle ore 14.30 avrà luogo a Locarno una tavola rotonda dal titolo “Rompere il soffitto di cristallo: fattori di successo delle carriere di cittadine e cittadini con origini migratorie” promossa dal Servizio per l’integrazione degli stranieri (SIS) del Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Città di Locarno. Parteciperanno il prof. Gianni D’Amato, Direttore del Forum svizzero per gli studi sulla migrazione e sulla popolazione dell’Università di Neuchâtel, Marguerite Ndiaye Broggini, consigliera comunale, Melark Jabro, giovane auto-imprenditore, e Michela Trisconi, Delegata cantonale all’integrazione degli stranieri. La discussione sarà moderata da Francesca Torrani, giornalista RSI.

Attraverso la Tavola rotonda, il Servizio per l’integrazione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni intende aprire uno spazio di dialogo e approfondimento sul tema della partecipazione alle sfere politiche ed economiche da parte di cittadine e cittadini con background migratorio. Partendo dai risultati di una ricerca nazionale, con un’appendice anche internazionale, presentati in anteprima dal prof. D’Amato, verranno affrontate le modalità e il livello di partecipazione degli immigrati nella vita sociale, economica e politica attraverso due testimoni, Marguerite Ndiaye Broggini e Jabro Melark, che porteranno la propria esperienza di successo nel nostro Cantone, contestualizzandola attraverso le misure di integrazione degli stranieri implementate nel Programma d’integrazione cantonale (PIC). La presenza di questi ospiti permetterà dunque di approfondire la tematica sia a livello teorico che pratico, passando dal contesto nazionale alla nostra realtà locale.  

Una tematica di interesse sociale e istituzionale
La partecipazione civica e politica di persone con varie esperienze e background è un elemento importante all’interno della nostra democrazia. Esplorare i fattori che favoriscono e quelli che ostacolano la partecipazione in varie sfere sociali ed economiche è d’interesse per la società tutta. La tavola rotonda permetterà dunque di riflettere alle misure di supporto sul piano strutturale ed istituzionale che bisognerebbe implementare per rafforzare il potenziale in ambito formativo e occupazionale di cittadine e cittadini di origine migratoria, così come per prevenire le discriminazioni, tutti elementi compresi all’interno del Programma d’integrazione cantonale (PIC) che il Servizio per l’integrazione degli stranieri è chiamato ad attuare.   La Tavola rotonda presso il Palazzo Marcacci, si inserisce nell’ambito della Festa dei Popoli che si svolgerà dalle ore 14.00 nella cornice di Piazza Grande a Locarno con il saluto delle autorità comunali, e da parte di Omar Gianora, presidente della Commissione cantonale per l’integrazione stranieri, e vedrà la partecipazione di enti, associazioni e comunità straniere attive a favore della diversità, dell’integrazione e della coesione sociale.  

Il progetto “Repchance-Svizzera” in breve
“Repchance-Svizzera è un progetto avviato nel 2023 dal Forum svizzero per gli studi sulla migrazione e la popolazione dell’Università di Neuchâtel in collaborazione con altre università europee. Mira ad identificare i fattori che influenzano i percorsi e le carriere politiche di successo di cittadine e cittadini svizzeri con background migratorio. L’analisi prende in considerazione persone con background migratorio che hanno ricoperto un mandato politico nel periodo tra il 2012 e il 2022 a livello federale, cantonale e comunale (in questi ultimi due casi per i cantoni di Zurigo, Vaud, Grigioni e Basilea Città). In un’ottica comparativa, la ricerca si concentra altresì su condizioni e fattori che permettono un accesso ad altri settori della società, attraverso lo svolgimento di interviste con persone di origini migratorie occupanti posizioni chiave nelle organizzazioni della società civile, nelle imprese e nell’amministrazione pubblica.  

Link
Progetto “Repchance-Svizzera”: https://www.unine.ch/sfm/fr/home/recherche/repchance.html

Il comitato CDDGP in Val di Blenio

Il comitato CDDGP in Val di Blenio

Comunicato stampa

L’annuale clausura del comitato della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) si è tenuta in alta Valle di Blenio, affrontando numerosi temi di attualità a favore della sicurezza del Paese.

Durante i due giorni di lavoro, il comitato ha affrontato le tematiche che saranno discusse nell’assemblea plenaria di fine novembre, nonché numerosi temi d’attualità. Tra questi anche le conseguenze delle recenti modifiche del codice di procedura penale (CPP) decise dall’Assemblea federale e che entreranno in vigore ad inizio 2024; le norme introdotte creano maggiori costi ai Cantoni e alle rispettive autorità giudiziarie penali, senza però permettere una maggiore efficienza nel perseguimento dei delitti e crimini.

Il comitato della CDDGP è stato accolto dalla sindaca del Comune di Blenio Claudia Boschetti Straub e dal membro di comitato Norman Gobbi, il quale ha organizzato la parentesi culturale con il direttore Leonardo Azzalini della Scuola Alpina FASV di Olivone. Ai Consiglieri di Stato presenti all’incontro sono state illustrate le peculiarità naturalistiche dell’alta Valle di Blenio.

Chiusure del San Gottardo: “Fragilità non più tollerabile”

Chiusure del San Gottardo: “Fragilità non più tollerabile”

Per il capo del DI Norman Gobbi ci vuole maggiore riguardo verso il Ticino

In anni in cui la mobilità delle persone e delle merci ha assunto un’importanza decisiva per tutti, basta poco per creare difficoltà e preoccupazioni su questo fronte. Nonostante più che giustificati investimenti miliardari ci accorgiamo “ che gli assi di collegamento che uniscono il Canton Ticino al resto della Svizzera sono fragili”. Un’amara constatazione quella del Consigliere di Stato Norman Gobbi. “La dimostrazione – prosegue – l’abbiamo avuta in queste settimane: prima con l’incidente e la conseguente chiusura del tunnel di base ferroviario di AlpTransit; poi con la chiusura della galleria stradale del San Gottardo a causa di una crepa su una copertura interna dal lato urano del tunnel. A poche settimane di distanza due eventi che hanno creato e creano molte difficoltà”.
Il Ticino, unico Cantone interamente a sud delle Alpi della Svizzera, ha bisogno di una rete di collegamento con il resto del Paese. “ Garantire la sicurezza di queste infrastrutture – afferma Norman Gobbi – è essenziale per rimanere collegati e legati al resto della Svizzera. Per essere una parte vitale della Confederazione. Proprio quest’anno ricordiamo i 175 anni della Costituzione federale e abbiamo quindi l’obbligo politico di rimarcare in modo forte le nostre peculiarità nel contesto elvetico. Il Ticino svolge un ruolo strategico a favore della Confederazione. In primo luogo per il suo valore di minoranza culturale e linguistica. Minoranza che diventa decisiva nella costruzione di questo splendido Paese. La nostra posizione geografica porta inoltre con sé numerose sfide. Pensiamo al ruolo che svolgiamo nel contesto migratorio: siamo la principale porta d’entrata in Svizzera, con i suoi lati positivi, ma anche e soprattutto con i suoi risvolti negativi legati alle entrate illegali, oppure a un certo tipo di criminalità. Il filtro che il Ticino è chiamato a fare a questo livello deve essere sempre più riconosciuto dagli altri Cantoni, ma in particolare dalla Confederazione. Così come deve essere maggiormente capito a Berna l’impatto del frontalierato sul Ticino. Non parliamo solo di dumping salariale, ormai comprovato da anni, ma pure di sfruttamento e intasamento delle nostre infrastrutture stradali e ferroviarie”.
“Di fronte alla fragilità che hanno dimostrato i nostri assi di collegamento con il resto della Svizzera, come ticinesi siamo chiamati a chiedere maggiore attenzione da parte della politica federale e del Consiglio federale in particolare, per ottenere più sicurezza nelle infrastrutture, ma non solo: il nostro ruolo strategico all’interno della Svizzera deve essere debitamente riconosciuto. Qui penso a una ridefinizione della perequazione finanziaria. Tema che proprio in queste settimane è d’attualità: è sempre meno comprensibili che Cantoni a noi simili, come Friborgo o Vallese per fare solo due esempi, ricevano dalla perequazione compensazioni anche 10 volte maggiori del Ticino. E stiamo parlando di centinaia di milioni di franchi. Qualcosa deve cambiare!”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 17 settembre 2023 de Il Mattino della Domenica 

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la quarta del 2023 e la 67. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura, il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha presentato gli adeguamenti tecnici della Legge tributaria per l’anno 2024. I rappresentanti dei Comuni sono stati sensibilizzati sulla nuova imposizione speciale per le grandi aziende, sull’accordo fra Svizzera e Italia sulla fiscalità dei frontalieri e sul dovere di assistenza all’autorità fiscale per le società che svolgono compiti di carattere pubblico.
I membri della Piattaforma si sono poi confrontati su una serie di richieste formulate all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale. Sono in particolare state discusse le disposizioni sulle deleghe di competenze dal Legislativo al Municipio (art. 5a RALOC); la Sezione degli enti locali ha confermato la possibilità di ritoccare verso l’alto gli attuali limiti, nell’ambito di una delle prossime modifiche della legge.
La Cancelleria dello Stato ha poi fornito un’informazione in merito all’avamprogetto di regolamento di applicazione sulla comunicazione per via elettronica, nell’ambito di procedimenti amministrativi. Grazie all’entrata in vigore di questo atto, in futuro gli enti locali che lo desiderano potranno comunicare con la cittadinanza anche per via elettronica. I rappresentanti dei Comuni sono inoltre stati brevemente aggiornati in merito alla Strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino: i lavori proseguono e una bozza del documento sarà completata nelle prossime settimane. Una procedura di consultazione, che coinvolgerà anche gli enti locali, è prevista nel corso dell’autunno.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato poi ricordato che lo scorso 20 luglio tutti i Comuni hanno ricevuto il Rapporto della Direzione di progetto: i Municipi sono ora invitati a esprimersi sulla diversa attribuzione dei compiti e suddivisione degli oneri, e su un nuovo modello di perequazione finanziaria. La fase di consultazione è in corso, ed è stato concordato di prorogarne la conclusione al 23 novembre.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha in seguito informato in merito alla Tassa per l’utilizzo del suolo pubblico, in relazione alla distribuzione di energia elettrica. È stata anticipata l’intenzione di avviare una riflessione, insieme ai Comuni, su come il sistema dovrà essere adeguato alla nuova realtà, dettata dall’aumento dell’autoproduzione tramite pannelli fotovoltaici.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato sui prossimi passi in vista della riforma delle Autorità di protezione. La Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio sta analizzando il messaggio del Governo; nel frattempo, è in fase di allestimento il disegno di Legge sulla procedura delle nuove Preture di protezione, che sarà poi messo in consultazione. Parallelamente, anche all’interno dell’Amministrazione cantonale sono stati avviati i lavori preparatori: sono ora previste discussioni con i Comuni interessati.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha infine fornito alcuni aggiornamenti sul messaggio governativo che delinea la nuova Legge delle scuole dell’obbligo. Anche in questo caso è prevista una consultazione fra i Comuni, che si aprirà nei prossimi giorni e si concluderà il 31 ottobre.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 29 novembre 2023.

Firmato il nuovo Protocollo d’intesa in caso di catastrofe tra Canton Ticino e Provincia del Verbano Cusio Ossola

Firmato il nuovo Protocollo d’intesa in caso di catastrofe tra Canton Ticino e Provincia del Verbano Cusio Ossola

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e il Prefetto di Verbano Cusio Ossola Michele Formiglio hanno sottoscritto ieri pomeriggio sulle Isole di Brissago il nuovo Protocollo d’intesa sulle attività di gestione di emergenze di protezione civile causate da eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo di carattere transfrontaliero. Tale protocollo contribuisce a migliorare la collaborazione del Canton Ticino con tutte le province di confine.

Le Isole di Brissago hanno accolto le delegazioni ticinese e piemontese per la firma del nuovo Protocollo d’intesa. A rappresentare il Canton Ticino, assieme al Consigliere di Stato Norman Gobbi, erano presenti il comandante della Polizia cantonale, col Matteo Cocchi, l’aggiunto sostituto capo della Sezione del militare e della Protezione della Popolazione, Michele Fattorini, il Delegato per le relazioni esterne del Consiglio di Stato, Francesco Quattrini e, quali rappresentanti degli enti partner della protezione della popolazione, il cap Antonio Ciocco per la Polizia cantonale, il cap Tiziano Guarisco per il corpo civici pompieri di Locarno, il Dr. Lorenzo Tommasetti quale presidente dei servizi di autoambulanza di Locarno e Valli e il Sig. Alex Helbling presidente del consorzio di protezione civile Locarno e Valle Maggia. La delegazione italiana era rappresentata dal prefetto Michele Formiglio.

Sia il Consigliere di Stato Norman Gobbi, sia il Prefetto Michele Formiglio hanno ricordato come tra il Ticino e la Provincia di Verbano Cusio Ossola i rapporti di collaborazione transfrontaliera in caso di catastrofe siano fondamentali per il reciproco supporto nell’eventualità di eventi maggiori che potrebbero colpire la regione transfrontaliera, dove il traffico è molto intenso e dove la presenza di attività economiche è molto sviluppata e quindi i rischi di catastrofe non possono essere esclusi. Scenari che sono stati esercitati durante la prima (2016) e la seconda (2022) esercitazione ODESCALCHI. Per questo motivo, per eventi emergenziali di protezione civile che possano interessare il territorio a confine tra la Provincia di Verbano Cusio Ossola e il Canton Ticino, il reciproco concorso tra le squadre d’intervento italiane e svizzere può rappresentare un utile supporto alla comune gestione dell’emergenza.

La firma odierna segue quella avvenuta a Pollegio il 17 giugno 2022 tra il Canton Ticino e la provincia di Varese e quella del 6 settembre 2022 con la provincia di Como.

Gottardo chiuso: «Il danno è grave, le prospettive non bellissime»

Gottardo chiuso: «Il danno è grave, le prospettive non bellissime»

La galleria autostradale del San Gottardo non sarà percorribile fino a nuovo avviso. È quanto ha rivelato l’Ufficio federale delle strade (USTRA) stamattina, dopo che ieri pomeriggio il tunnel è stato chiuso «per problemi tecnici». Nella soletta situata in prossimità del portale nord della galleria si è infatti formata una crepa lunga circa 25 metri. 
Intanto, a distanza di un mese dal deragliamento di un treno merci, il tunnel ferroviario del Gottardo resta chiuso al traffico dei passeggeri. E il problema diventa duplice. Il consigliere di Stato Norman Gobbi ne ha parlato ai microfoni di Radio Ticino.
«Le prospettive non sono proprio bellissime, almeno da quanto mi è stato detto stamattina», così Gobbi. «Le verifiche tecniche che vengono fatte in queste ore saranno importanti per capire se il danno è limitato a quell’unica parte di copertura o se ci sono ulteriori pericoli che comporterebbero un prolungamento della chiusura della galleria».
«Il danno, stando alle immagini che ho visto, è grave», continua. «Non si tratta di una piccola crepa, quindi la prudenza ci va tutta: la prospettiva non è di alcune ore ma probabilmente di qualche giorno».
L’incidente si verifica poi nel momento più sbagliato. «Ci vorrà tempo anche per risanare la galleria ferroviaria di base del Gottardo. Il Ticino si trova quindi confrontato con un problema di connessione con il resto del Paese. Questo ci fa capire quanto il nostro cantone abbia bisogno di infrastrutture sicure per poter rimanere in contatto col resto della Confederazione».
Il collegamento «è comunque assicurato attraverso il Passo del Gottardo», tiene infine a sottolineare il consigliere di Stato, consapevole però che «se tutti si riversano sul passo ci vorrà un po’ più del solito per percorrerlo».

Da www.ticinonline.ch

“Contrasto alla criminalità organizzata: il massimo impegno in Ticino”

“Contrasto alla criminalità organizzata: il massimo impegno in Ticino”

Gobbi ha incontrato il Procuratore generale della Confederazione Blättler

“Il nostro Cantone, confinando con l’Italia, è più facilmente esposto – in teoria – al pericolo di infiltrazioni mafiose. Il massiccio del San Gottardo non impedisce però a questi fenomeni di insediarsi al nord delle alpi. L’estensione nel nord Italia di organizzazioni legate alla mafia è cosa ormai nota. È anche per questo motivo che in Ticino il monitoraggio e l’attenzione sono ritenuti degni di attenzione particolare. Quest’attenzione si traduce in una costante collaborazione fattiva tra la Polizia cantonale, l’Ufficio federale di polizia fedpol, il Ministero pubblico ticinese e il Ministero pubblico della Confederazione. Anche sul piano politico ho attirato più volte l’attenzione dei miei omologhi su questi concreti rischi, ricordando anche all’autorità federale l’impegno del Ticino per la sua particolare posizione geografica”. A parlare è il Consigliere di Stato Norman Gobbi, al termine dell’incontro di lavoro avuto in settimana con il Procuratore generale della Confederazione, Stefan Blättler.
Il contrasto alle grandi organizzazioni criminali per il Ticino rimane una tematica meritevole di attenzione particolare. “ Vogliamo che la popolazione ticinese e le nostre attività economiche – afferma Norman Gobbi – siano tutelate dai pericoli legati alle infiltrazioni criminali. L’ingente capitale liquido a disposizione dellegrandi organizzazioni criminali, può essere immesso nei normali circuiti economici per essere riciclato; penso al settore della ristorazione, maanche dell’edilizia e di tutta una serie di altre attività economiche. Già nel 2014 avevo lanciato questo monito, nel corso dell’apertura dell’Anno giudiziario. Un impegno che mi ha portato a ribadire anno dopo anno l’importanza di operare pure attraverso la messa in atto di tutte le misure preventive a disposizione anche a livello amministrativo, oltre che penale. Un ulteriore strumento di prevenzione è costituito dalla sensibilizzazione della società civile sui possibili rischi correlati alle infiltrazioni. Concetti sui quali si trova totalmente concorde anche il Procuratore generale della Confederazione Blättler, con il quale i rapporti sono ottimi a dimostrazione della concreta e quotidiana collaborazione che le forze inquirenti cantonali danno all’autorità federale, competente a livello legislativo di contrastare le organizzazioni criminali internazionali. I risultati sono positivi e l’intenzione è quella di proseguire nel solco di queste importanti iniziative di collaborazione al fine di ridurre i rischi legati a queste pericolose forme di criminalità, che mirano anche ad intaccare il tessuto sociale”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 10 settembre 2023 de Il Mattino della Domenica

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Lucerna e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Lucerna e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, guidato dal presidente Raffaele De Rosa, è stato impegnato giovedì 7 e venerdì 8 settembre in una visita di due giorni oltralpe. Il programma ha previsto incontri di lavoro con il Governo del Canton Lucerna e con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, direttrice del Dipartimento federale delle finanze.

Il Consiglio di Stato è stato ricevuto ieri dal Governo del Canton Lucerna, guidato dal neo presidente Fabian Peter. Il programma ha previsto una visita al Centro culturale della città (KKL) e il successivo trasferimento alla villa Senar di Weggis: costruita e abitata dal compositore e direttore d’orchestra Sergei Rachmaninoff, la residenza è oggi un centro culturale e di formazione di proprietà del Cantone. Oltre alla condivisione di questi momenti conviviali, la giornata ha consentito ai due Governi di discutere vari temi di interesse comune, con un particolare accento sul tema dei collegamenti sull’asse nord-sud.

Per quanto riguarda invece l’incontro di stamattina con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, la discussione con il Consiglio di Stato si è concentrata su diversi argomenti d’attualità. Sono state affrontate questioni di carattere interno – dalla situazione delle finanze della Confederazione al sistema di perequazione intercantonale, dalla promozione del plurilinguismo alla riforma delle dogane – e sono state approfondite le prospettive nelle relazioni con l’Italia. Il Consiglio di Stato ha poi portato all’attenzione della direttrice del Dipartimento federale delle finanze altre tematiche prioritarie di interesse per l’intero Consiglio federale quali la mobilità, in particolare sensibilizzandola sulla situazione specifica del Canton Ticino rispetto all’ipotesi di pedaggio al San Gottardo nonché la situazione migratoria e la problematica dei costi della salute.

Il Governo incontra Blättler

Il Governo incontra Blättler

Il procuratore generale della Confederazione è stato ricevuto a Palazzo delle Orsoline
Norman Gobbi: «È stata sottolineata l’ottima collaborazione in ambito di lotta alla grande criminalità».

Il Consiglio di Stato, guidato dal presidente Raffaele De Rosa, ha ricevuto ieri a Palazzo delle Orsoline il procuratore generale della Confederazione Stefan Blättler. Si è trattato di un primo incontro con il Governo ticinese dopo che, lo scorso 14 giugno, l’Assemblea federale ha riconfermato in carica il Procuratore generale e i due sostituti Ruedi Montanari e Jacques Rayroud, per il periodo 2024/2027.
Al termine dell’incontro conoscitivo con il Governo in corpore, il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi – accompagnato dal procuratore generale Andrea Pagani, dal comandante della Polizia cantonale, Matteo Cocchi e dal responsabile della Polizia giudiziaria Thomas Ferrari – ha tenuto una riunione di lavoro con il procuratore generale della Confederazione.

Intesa di vedute
È stata sottolineata l’ottima collaborazione tra gli inquirenti ticinesi e quelli federali in ambito di lotta alla grande criminalità e alla criminalità organizzata con i relativi pericoli di infiltrazioni mafiose. Inoltre, sono state esaminate le questioni legate alperseguimento penale sulla base dei quotidiani rapporti tra il livello federale e quello cantonale. Per il consigliere di Stato Norman Gobbi è stata l’occasione per ribadire l’importanza di operare pure at traverso la messa in atto di tutte le misure preventive a disposizione anche a livello amministrativo. Un campo, quest’ultimo, su cui il Ticino insiste in modo particolare per aumentare l’efficacia contro la criminalità organizzata. «L’intesa di vedute reciprocamente dimostrata anche nel corso di questo appuntamento è la miglior garanzia a favore della sicurezza della popolazione, delle aziende e in generale della nostra economia », ha commentato il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 7 settembre 2023 del Corriere del Ticino