Garantire rapidamente una difesa efficace contro droni e attacchi aerei

Garantire rapidamente una difesa efficace contro droni e attacchi aerei

Comunicato stampa Alleanza Sicurezza Svizzera

La Svizzera presenta lacune sensibili nella propria difesa contraerea ed al momento non sarebbe in grado di respingere né un attacco con droni, né un attacco con missili da crociera o razzi balistici. L’Alleanza Sicurezza Svizzera sostiene pertanto la richiesta della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) al Consiglio federale, volta all’azione rapida ed incisiva di fronte alla straordinaria minaccia nello spazio aereo europeo.

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha approvato una mozione che chiede al Governo una risposta rapida e completa alla situazione di minaccia eccezionale nello spazio aereo europeo da parte della Russia. L’Alleanza Sicurezza Svizzera sostiene la mozione e si attende che il Parlamento accolga tale richiesta durante la Sessione invernale.
 
Un attacco di droni oggi non potrebbe essere respinto
Le ripetute violazioni dello spazio aereo polacco – in concomitanza con una grande esercitazione di truppe russe e bielorusse nelle zone di confine – mostrano chiaramente che la Russia sta testando le lacune nelle difese aeree europee e mettendo alla prova la coesione dell’Occidente. Secondo le valutazioni del DDPS, la Svizzera non sarebbe attualmente in grado di respingere un attacco perpetrato con droni come quello subito dalla Polonia.
La strategia di difesa dovrà essere applicabile a più livelli, in particolare per lungo, medio e corto raggio fino alla cosiddetta difesa anti-droni a portata ultra-corta. Inoltre, dovrà essere progettata per diverse situazioni difensive, ad esempio sopra aree non abitate ma anche per impieghi su folle o aeroporti.
 
Puntare alla cooperazione con aziende svizzere
Poiché per il lungo e il medio raggio sono già in corso procedure d’acquisto, da un lato si tratta ora di accelerare queste acquisizioni dove possibile. Dall’altro, la protezione a breve e ultra-breve distanza e per l’uso in ambito civile deve essere resa immediatamente disponibile. Esistono diverse imprese svizzere che possiedono tutte le competenze necessarie (dall’abbattimento, al danneggiamento, alla cattura con reti fino all’interferenza tramite jammer), che hanno successo a livello internazionale e sono pronte ad aiutare rapidamente la Svizzera. Le tradizionali procedure di acquisto non sono più adeguate per una situazione straordinaria come quella attuale.
Il Consiglio federale è quindi chiamato a reagire in modo rapido e completo alla minaccia straordinaria che incombe sullo spazio aereo europeo da parte della Russia. Occorre acquistare i sistemi necessari e le relative munizioni in quantità sufficiente per proteggere lo spazio aereo svizzero, ciò il più presto possibile. La Svizzera deve poter neutralizzare attacchi con droni, missili da crociera e razzi balistici – anche in numero elevato e prolungati nel tempo. La situazione straordinaria impone un intervento immediato.

www.alleanzasicurezza.ch

(Immagine: sito web Alleanza Sicurezza Svizzera)

In arrivo la prima esperta della circolazione

In arrivo la prima esperta della circolazione

Comunicato stampa

Nella sua seduta del 15 ottobre 2025 il Consiglio di Stato ha deciso di assumere la signora Miranda Prosperi, classe 1994, quale futura esperta della circolazione.  
La signora Prosperi è la prima donna in Ticino a intraprendere questo percorso professionale, in un ambito nel quale la presenza femminile è ancora poco diffusa. La funzione di esperto della circolazione richiede un Attestato federale di capacità (AFC) come meccanico per automobili o in un’altra professione tecnica equivalente.  
Miranda Prosperi inizierà a breve il suo percorso di formazione presso l’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione, con l’obiettivo di acquisire le competenze necessarie per svolgere i collaudi di veicoli e gli esami di guida.  
Il Dipartimento delle istituzioni e la Sezione della circolazione formulano alla signora Prosperi i migliori auguri di successo e soddisfazione nel suo percorso formativo e professionale.

“Una nuova era nella gestione dei migranti”

“Una nuova era nella gestione dei migranti”

Norman Gobbi commenta l’avvenuta inaugurazione del Centro Polifunzionale di Camorino

L’apertura, avvenuta lo scorso 27 settembre, del Centro cantonale polivalente di Camorino rappresenta per Norman Gobbi molto più di una nuova struttura ricettiva. Il presidente del Consiglio di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni ha definito questo progetto da 13,5 milioni di franchi “una svolta storica nel modo in cui il Ticino gestisce l’accoglienza dei migranti, restituendo il controllo al Cantone, allo scopo di ridurre i costi operativi e assistenziali”.
Gobbi ha sottolineato come il nuovo centro segni un approccio innovativo: “con questa struttura fuori terra, moderna e funzionale, dimostriamo che è possibile coniugare efficienza amministrativa e percorso integrativo“. I 175 posti letto distribuiti su tre livelli, con camere per famiglie e spazi comuni, sostituiranno non solo il rifugio sotterraneo, ma anche i collocamenti in Hotel o pensioni.
La vera innovazione, secondo Gobbi, sta nel modello gestionale: “Per la prima volta in Ticino un centro d’accoglienza è gestito direttamente dall’Amministrazione cantonale, attraverso un ufficio dedicato. Questo ci permette un presidio più ravvicinato, una razionalizzazione dei costi e soprattutto un controllo diretto sui processi di integrazione“. La collaborazione con la Croce Rossa del Sottoceneri garantisce comunque competenze specifiche mantenendo la regia pubblica.
Il direttore ha evidenziato l’importanza del percorso integrativo: “Gli ospiti non vengono parcheggiati in attesa senza che abbiano nulla da fare, ma seguono attività formative, occupazionali e corsi che li preparano all’autonomia. È un investimento per evitare che dipendano dalla pubblica assistenza e per la sicurezza del territorio“.
Sul fronte della sicurezza interna, Gobbi ha rassicurato la popolazione di Camorino, coinvolta fin dall’inizio nel progetto: “Non ci sono divise, ma personale formato professionalmente. Il dialogo con i cittadini è stato fondamentale, continua e continuerà ad esserlo“.
Guardando al futuro, Gobbi ha voluto lanciare un messaggio chiaro: “Questo centro dimostra che accoglienza efficiente e controllo del territorio non sono incompatibili. È la prova che con trasparenza, gestione pubblica e visione strategica si possono superare le divisioni ideologiche. Il Ticino ha scelto la strada della modernità e della responsabilità, ed è un modello da cui altri cantoni potranno trarre ispirazione“.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 19 ottobre 2025 de Il Mattino della domenica

L’anno di tutti i pericoli

L’anno di tutti i pericoli

Ospite a Lugano dell’Associazione per la Rivista militare svizzera di lingua italiana, il capo uscente dell’esercito, Thomas Süssli, ha illustrato la possibile strategia di difesa mentre nei cieli europei le nubi si fanno sempre più minacciose.
Entro il 2027 la Federazione Russa sarà militarmente in grado di estendere il conflitto in Europa e la Cina di annettere Taiwan.

«Il 2027 sarà l’anno più pericoloso. Le informazioni raccolte dai servizi segreti dei Paesi europei convergono nell’indicare che tra due anni la Russia sarà militarmente in grado di estendere il conflitto in Europa». A lanciare l’allarme è stato martedì sera al LAC di Lugano il comandante di corpo e capo dell’esercito elvetico uscente Thomas Süssli, invitato dall’Associazione per la Rivista militare svizzera di lingua italiana ARMSI in occasione della propria Conferenza annuale. Prima della relazione del Capo dell’Esercito, alcuni militi della Scuola reclute «Scuola di salvataggio 75» moderati da Giancarlo Dillena – hanno portato al foltissimo pubblico presente una testimonianza sulla loro esperienza. Introdotta da un messaggio videoregistrato del consigliere di Stato Norman Gobbi, la serata è stata condotta da Marco Netzer, presidente dell’ARMSI.
«Lo scenario più pericoloso per la Svizzera è un’Europa destabilizzata e divisa»- ha affermato Süssli -. «E tutti gli sviluppi geopolitici e di politica di sicurezza attuali vanno proprio in questa direzione, in un contesto mondiale sempre più destabilizzato e conflittuale». Il capo dell’esercito ha sottolineato il fatto che il Dipartimento degli esteri elvetico, nel suo Rapporto 2021 (ovvero prima dell’invasione russa dell’Ucraina) presentava l’evoluzione in corso a livello mondiale come una «svolta epocale». L’epoca presente si configura come il passaggio turbolento ad un mondo multipolare, in cui sempre più Paesi non si attengono a regole internazionalmente condivise.

La politica di Pechino in Asia
In questo contesto, la Cina forte di una massa critica, di una dotazione militare (compresa quella di testate nucleari) e della capacità economica e tecnologica di una superpotenza – conduce una politica di egemonia dei Paesi del Sud globale e di controllo militare dell’area asiatica, a cominciare da quella del Mare del Sud cinese. Entro il 2027, nelle intenzioni di Xi Jinping, l’obiettivo di annessione militare di Taiwan sarà raggiungibile. Sul fonte europeo – ha affermato Süssli – la Russia intende ridiventare una potenza mondiale, allargando i suoi territori. Putin ha avvertito che la Russia rifiutava il ruolo di piccola potenza regionale che gli USA e l’Europa le volevano assegnare dopo il crollo dell’URSS e nel dicembre 2021 ha posto alla NATO, come condizione per superare il conflitto russo-ucraino, di ritirarsi entro i confini che aveva nel 1997, ciò che avrebbe significato la fine della NATO stessa.

Mosca fomenta le divisioni
La Russia pratica già una strategia (che tocca la Svizzera) di disinformazione, spionaggio, sabotaggi e test di droni nei cieli europei per verificare la capacità di difesa reale della NATO e dell’Europa. Mosca fomenta inoltre le divisioni fra i Paesi dell’UE e specula su quelle all’interno alla NATO (e sul fatto che ci vuole l’unanimità per applicare la clausola dell’aiuto reciproco sancita dall’art. 5, in caso di attacco a uno dei Paesi membri). A partire dal 2027, lo stato dei suoi armamenti ( incrementati a marce forzate e piazzati alle frontiere europee) dovrebbe permetterle di lanciare un nuovo attacco esplorativo in Europa. La Svizzera è pronta per uno scenario come questo? Le riforme militari fatte nei decenni scorsi sotto il segno del «dividendo della pace » hanno ridotto il compito di difesa a mera competenza, tagliando significativamente le spese dell’armamento e gli effettivi.

Una difesa dissuasiva
L’esercito svizzero ha attuato le decisioni del Parlamento e del popolo con la riforma Esercito XXI (adottata a larga maggioranza nel 2003). La conseguenza è che oggi il materiale bellico in dotazione è obsolescente e insufficiente. Il tempo, purtroppo, stringe. Che fare? «Stiamo lavorando per rendere di nuovo il nostro esercito capace di dissuasione » – ha affermato Süssli – . «Presentando in modo credibile che siamo disposti a difendere la nostra sovranità, in terra, nei cieli e nello spazio cyber. I margini finanziari dell’esercito, a partire dal 2018, crescono. Dal 1.1.2024 abbiamo un Comando Cyber. Dal 2028 avremo i nuovi jet e una difesa aerea molto performante. E forti di una capacità tecnologica avanzata, entro il 2027 avremo un sistema incisivo di droni di attacco». La guerra in Ucraina in corso dimostra fino a che punto la tecnologia (droni, robotica, intelligenza artificiale…) è un elemento decisivo per i conflitti militari attuali e futuri.
«Ma da soli non si può agire. Stiamo attuando una politica di cooperazione internazionale militare attiva. La neutralità non si tocca – ha precisato Süssli – e l’entrata nella NATO è fuori discussione. Ma uno scambio di conoscenze e una collaborazione nelle esercitazioni della difesa aerea e di terra con i Paesi vicini è necessaria da subito. Nel momento in cui dovessimo far fronte ad un conflitto europeo bisognerebbe aver costruito in precedenza una interoperatività con i partner. « Chiamo tutto questo ripristino di una difesa credibile e, di conseguenza, dissuasiva verso chi intendesse colpire anche la Svizzera» – ha concluso il capo dell’esercito. È l’eredità che consegna, dal 1. gennaio 2026, al suo successore Benedikt Roos.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 17 ottobre 2025 del Corriere del Ticino

 

Bilaterali, Gobbi: “Cantoni verso approvazione”

Bilaterali, Gobbi: “Cantoni verso approvazione”

A Bruxelles il presidente del governo ticinese ha delineato le tappe che porteranno al voto “presumibilmente nel 2027” sul pacchetto di accordi – “Ticino sempre esposto, serviranno misure”

Un sì dei Cantoni e il voto nel 2027. Il presidente del governo ticinese Norman Gobbi, parlando a Bruxelles in veste di rappresentante dei governi cantonali (“e non in veste di leghista della prima ora”, ha specificato ai microfoni del Radiogiornale), ha delineato le tappe che porteranno al voto sul nuovo pacchetto di accordi tra Svizzera e Unione Europea, i cosiddetti Bilaterali III. L’occasione è stata una tavola rotonda con governatori e rappresentanti politici delle regioni confinanti con la Svizzera.
Secondo Gobbi il prossimo 24 ottobre i governi cantonali prenderanno probabilmente una posizione favorevole sull’intero pacchetto, nonostante non tutte le osservazioni critiche nell’ambito della libera circolazione saranno accolte. Il processo proseguirà con la conclusione della consultazione da parte del Consiglio federale nelle prossime settimane, seguita dalla preparazione di un messaggio per il Parlamento federale.
“Ci sarà tutto il 2026 per dibatterne a livello di Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati”, ha spiegato Gobbi, aggiungendo che “molto presumibilmente nel 2027 ci sarà la votazione popolare”, prima quindi delle successive elezioni federali.
Il consigliere di Stato ha poi sottolineato la particolare posizione del Ticino: “Noi siamo il cantone più esposto alle criticità degli accordi già oggi vigenti e probabilmente anche di quelli futuri”, evidenziando in particolare le problematiche legate alla forte presenza di lavoratori frontalieri e all’effetto dumping sui salari.
In vista di un possibile esito positivo della votazione federale, Gobbi ha quindi anticipato la necessità di misure compensative: “Sarà compito del Canton Ticino e dei suoi rappresentanti, sia a livello cantonale che federale, portare avanti misure di compensazione a tutela del nostro territorio”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Bilaterali-Gobbi-%E2%80%9CCantoni-verso-approvazione%E2%80%9D–3198444.html

(Immagine: RSI)

Navigazione laghi: Gobbi critica la gestione di SNL

Navigazione laghi: Gobbi critica la gestione di SNL

Norman Gobbi tira le orecchie alla Navigazione
Il presidente del Governo critica i vertici della partecipata

«Abbiamo anche informato loro (i sindacati) che è da tre mesi che attendiamo le risposte ai quesiti e alle domande che abbiamo posto alla Società di navigazione (Snl) del lago di Lugano».
Il presidente del governo cantonale Norman Gobbi non usa parole di circostanza per commentare l’esito dell’incontro di ieri sulla Società di navigazione del lago di Lugano, a Palazzo delle Orsoline tra i sindacati tradizionali (Sev, Unia e Ocst) e il Consiglio di Stato, che ha in seguito incontrato anche la rappresentante dell’Associazione del personale lacuale e terrestre (Aplt).

Che impressione le hanno fatto le rimostranze dei sindacati Sev, Unia e Ocst? «Intanto abbiamo messo in evidenza che il Cantone ha una rappresentanza dell’8%, oltre che essere finanziatore di alcune attività – risponde il presidente del governo cantonale –. Di conseguenza, la strategia aziendale evidentemente viene dettata dall’azionista di riferimento che ne porta anche le conseguenze. Le diverse vertenze in atto, compresa quella sul personale, concorrono a influenzare il rinnovo della concessione che Snl sta attendendo dall’Ufficio federale competente». Tocca quindi ai vertici di Snl, continua il presidente del Consiglio di Stato, «rendersi parte diligente nei confronti di tutte le autorità, in primis quella federale per il rinnovo della concessione, poi anche quella cantonale per le questioni attinenti ai disservizi che ci sono sul Lago Maggiore e rispettivamente alle mancanze di carattere tecnico sul Lago Ceresio». Dal canto loro, i sindacati hanno anticipato al Consiglio di Stato che riceverà la lettera con la richiesta della commissione di conciliazione cantonale per la disdetta del Contratto collettivo di lavoro (Ccl), ritenuta vergognosa.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 14 ottobre 2025 de La Regione

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Gobbi critico: servizio a rischio?

Sembra sempre più allargarsi la frattura fra Società Navigazione di Lugano, sindacati e Consiglio di Stato, con il presidente di quest’ultimo, Norman Gobbi, che ieri al termine di un incontro sul tema con le associazioni a tutela dei lavoratori non ha lesinato parole critiche nei confronti di SNL, in particolare per la qualità del servizio offerta sul Verbano. Il tutto nell’ambito di una situazione già tesa in seguito alla disdetta da parte di SNL del contratto collettivo di lavoro e dell’annuncio di tagli al personale. «A tre mesi dall’incontro con la direzione di SNL – ha detto Gobbi ai microfoni di Tele-Ticino e RSI – non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta ai quesiti che abbiamo posto. Questo si ripercuote anche sulla possibilità di ottenere una nuova concessione a lungo termine. Visto che non ci sono le premesse in questo senso, siamo altrettanto preoccupati proprio perché mancherebbe un vettore turistico sui nostri due laghi». In questo senso il presidente del Consiglio di Stato si rammarica di una decisione in particolare: «Nel 2017 il Consiglio di Stato è subentrato in un finanziamento di un’attività che fino a quel momento non era finanziata dal settore pubblico. Questo dal punto di vista di qualche anno dopo è stato un errore, perché ha aperto il fronte a delle attese di carattere finanziario che non possono essere corrisposte». In tutto ciò, ieri i sindacati hanno chiesto al Governo di aprire una procedura di conciliazione con SNL a fronte di una disdetta riconosciuta non giustificata. Natalia Ferrara, presidente dell’Associazione del personale di SNL, ha parlato di un momento di difficoltà di un’azienda con potenziale. L’obiettivo è la firma di un nuovo CCL.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 14 ottobre 2025 del Corriere del Ticino

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Navigazione laghi: Gobbi critica la gestione di SNL
Servizio sul Verbano “non qualitativamente rispondente” alle aspettative – “Disattese determinate attività”, rileva il presidente del Governo dopo un incontro coi sindacati

Sulla Società di navigazione del lago di Lugano (SNL), un incontro si è svolto a Bellinzona oggi, lunedì, fra i sindacati e il Consiglio di Stato. Al Governo è stata così rivolta la richiesta di aprire una procedura di conciliazione con la società, la quale in estate ha annunciato tagli al personale e annunciato la disdetta dei contratti collettivi di lavoro da tempo in essere con SEV, OCST e UNIA. Per parte sua la direzione della SNL aveva già incontrato l’Esecutivo.
Il Cantone, ricordiamo, è azionista di minoranza di SNL. Al termine dei colloqui odierni Norman Gobbi ha incontrato i media e non ha lesinato critiche su come viene gestita la società. Intanto si parla della possibilità che, in un futuro a medio-lungo termine, non sia più SNL a gestire la tratta sul Lago Maggiore. “Nel 2017 il Consiglio di Stato”, ha rilevato il suo presidente, “è subentrato in un finanziamento di un’attività che fino a quel momento non era finanziata dal settore pubblico”. Ciò è stato “un errore”, ha aggiunto, “proprio perché ha aperto il fronte a delle attese di carattere finanziario che non possono essere corrisposte”.
Quanto alla situazione del servizio sul Verbano, “è vero” che essa “non è qualitativamente rispondente a quello che ci si attende”, proprio “perché sono state disattese determinate attività”. Gobbi, ai microfoni di SEIDISERA, ha in questo senso citato “la manutenzione ordinaria dei pontili”, come pure “il trasporto corretto di turisti che erano” sulle isole di Brissago e che “non hanno potuto essere trasportati a riva”.
Tra questi, “anche dei confederati in sedia a rotelle”. Si tratta quindi “davvero di un disservizio” che getta delle “ombre sull’attività di SNL, non solo sul Lago Maggiore, ma in generale”, ha concluso il presidente del Governo ticinese.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Navigazione-laghi-Gobbi-critica-la-gestione-di-SNL–3193731.html

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3194436

 

Conferenza sull’iniziativa «Servizio civico» con il Consigliere federale Martin Pfister

Conferenza sull’iniziativa «Servizio civico» con il Consigliere federale Martin Pfister

Il prossimo 30 novembre 2025 il popolo svizzero sarà chiamato a votare sull’iniziativa ‘Servizio civico’.
Se questa iniziativa dovesse essere accolta, tutte le svizzere e tutti gli svizzeri dovranno prestare servizio civile. E questo significherebbe una massiccia intromissione nella libertà individuale dei cittadini e delle cittadine. All’economia verrebbe a mancare manodopera indispensabile, per molte donne il servizio civile comporterebbe un notevole carico aggiuntivo e, inoltre, il conflitto fra servizio militare e servizio civile inasprirebbe ulteriormente. Il Consiglio federale e la grande maggioranza del Parlamento respingono questa iniziativa.

Saremo lieti di informarla sui contenuti e le conseguenze dell’iniziativa ‘Servizio civico’ e la invitiamo alla conferenza del Consigliere federale Martin Pfister, che si terrà:

Il 24 ottobre 2025, 17.00
presso la sala del Consiglio comunale di Lugano
Piazza della Riforma 1, 6900 Lugano

Con il seguente programma:
• Saluto del Sindaco della Città di Lugano, on. Michele Foletti
• Saluto del Presidente della Repubblica e Cantone Ticino, on. Norman Gobbi
• Saluto del Presidente GMDSI, on. Filippo Lombardi
• Saluto del Direttore della Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino, Luca Albertoni
• Relazione del Consigliere federale Martin Pfister, Capo del DDPS
• Sessione di domande
Al termine sarà offerto un aperitivo alla popolazione nell’ Atrio del Municipio della Città di Lugano

Saremo lieti di darvi il benvenuto a questo importante incontro.

Cordiali saluti

Reto Nause
Presidente Alleanza Sicurezza Svizzera

Scacchi e Spitzbarth incoronati “re del tiro”

Scacchi e Spitzbarth incoronati “re del tiro”

Si è chiuso il 17° Tiro Storico del San Gottardo, andato in scena tra venerdì 10 e sabato 11 ottobre ad Airolo.
L’edizione 2025 ha fatto registrare una punta di partecipazione con 720 tiratrici e tiratori provenienti da ogni angolo della Svizzera, confermando la vitalità e il fascino di una manifestazione che unisce competizione sportiva e tradizione nazionale.

I re del tiro
A imporsi nelle classifiche individuali sono stati Massimiliano Scacchi della Tiratori San Salvatore di Paradiso alla pistola 25 metri e Roland Spizbarth della SG Stadt Zürich al fucile 300 metri, che conquistano così i titoli di “re del tiro” del San Gottardo 2025. Entrambi hanno dominato le rispettive categorie grazie a prestazioni solide e costanti, frutto di esperienza e concentrazione. In particolare al fucile, la vittoria si è assicurata con il punteggio massimo e un miglior colpo centrale da 100 su cento, lasciando Ronald Jucker dell’Unione Tiratori Locarno, che aveva un peggior colpo centrale, al podio di miglior veterano. Alla pistola il miglior giovane è Andrea Della Bella della Mendrisiense, il miglior veterano Markus Aebischer della SG Liestal e il miglior attivo Pirmin Käslin della Pistolenschützen Sarnen. Al fucile miglior giovane è Aris Arcotti della Tiratori di campagna Contone-Quartino e miglior attivo Luca Veglio della Tiratori del Lucomagno di Ponto Valentino.

Le migliori sezioni
Sul fronte delle classifiche per società, tra gli ospiti si sono imposte la SG Stadt Zürich al fucile e la Combat League Aarau-Wildegg alla pistola. Per quanto riguarda invece le sezioni ticinesi, il successo è andato ai Carabinieri Faidesi al fucile 300m (che si assicura la vetrata premio di sezione) e alla Mendrisiense nella pistola 25m, a conferma dell’eccellente livello dei tiratori di casa. Seguono al fucile La Mendrisiense e l’Unione Tiratori del Gottardo di Airolo, mentre alla pistola l’Unione Tiratori del Gottardo e la Tiro Sportivo di Bedano, che si aggiudica la vetrata in premio, in quanto le prime due l’avevano già vinta negli scorsi anni.

Tradizione e spirito sportivo
Il Tiro Storico del San Gottardo, giunto alla sua diciassettesima edizione, rimane uno degli appuntamenti più sentiti del calendario elvetico. La cornice di Airolo, con il suo significato simbolico legato al cuore delle Alpi e alla storia della Confederazione, ha offerto come sempre un contesto ideale per una due giorni di sport, cameratismo e passione.
L’organizzazione, curata nei minimi dettagli, ha permesso lo svolgimento di gare regolari e combattute, valorizzando ancora una volta la disciplina del tiro sportivo e il suo radicamento nella cultura svizzera. I tiratori al fucile sono stati 424 e alla pistola 296.

“Un doppio sì che modernizza la giustizia ticinese e rafforza la fiducia dei cittadini”

“Un doppio sì che modernizza la giustizia ticinese e rafforza la fiducia dei cittadini”

La doppia approvazione del Gran Consiglio ticinese, che ha dato luce verde sia alla digitalizzazione della giustizia sia alla reintroduzione della figura del sostituto procuratore pubblico, rappresenta per Norman Gobbi un segnale di maturità istituzionale e di visione strategica. In un momento di forte pressione sulla credibilità del sistema giudiziario, il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha definito questo doppio voto “una tappa decisiva per modernizzare la macchina della giustizia, restituendole efficienza e fiducia pubblica”.
Gobbi ha sottolineato come la digitalizzazione non sia solo un aggiornamento tecnologico, ma una riforma culturale dell’intero apparato. L’approvazione del credito di 3,6 milioni di franchi per l’infrastruttura digitale dei tribunali e del Ministero pubblico permetterà di aderire pienamente al progetto nazionale Justitia 4.0, con dossier elettronici e scambio digitale di atti tra autorità. “Ridurre tempi, costi e burocrazia significherà rendere la giustizia più accessibile e trasparente, una giustizia che dialoga con il cittadino”, ha dichiarato.
La trasformazione tecnologica dovrà procedere insieme al rafforzamento delle competenze del personale: “La sfida è duplice, aggiornare strumenti e menti affinché l’innovazione non diventi complicazione”. Il processo sarà graduale e coordinato con la Confederazione, per armonizzare le piattaforme cantonali e federali.
Non meno importante, secondo Gobbi, è la reintroduzione del sostituto procuratore pubblico, approvata a larga maggioranza. “È una risposta concreta al sovraccarico dei procuratori, chiamati a gestire centinaia di incarti. Dare loro sostegno significa restituire efficacia all’azione penale e tempi di giustizia più umani.” I quattro nuovi sostituti, nominati dal Gran Consiglio, si occuperanno dei casi minori, liberando risorse per le indagini più complesse.
Gobbi ha definito questa scelta “un ritorno all’equilibrio”: dopo anni di ridimensionamenti, la giustizia ticinese ritrova strumenti adeguati per affrontare l’aumento dei casi e le nuove forme di criminalità, anche informatica. “Il sostituto procuratore garantisce quella flessibilità operativa necessaria in una società dove i confini tra reato tradizionale e crimine digitale sono sempre più labili.”
Sul piano politico, Gobbi ha ringraziato le forze parlamentari per aver superato le divisioni ideologiche in nome dell’interesse pubblico: “Questo doppio voto dimostra che, quando l’obiettivo è rafforzare lo Stato di diritto, la politica ticinese sa trovare convergenza”.
Guardando avanti, il direttore ha invitato a mantenere il ritmo delle riforme: “Abbiamo imboccato la strada giusta, ma serve continuità. Digitalizzazione e potenziamento della giustizia devono procedere insieme, con visione e pragmatismo. Solo traducendo queste decisioni in risultati concreti per cittadini e professionisti potremo dire di aver davvero modernizzato la giustizia ticinese.”

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 12 ottobre 2025 de Il Mattino della domenica