Seduta di clausura del Consiglio di Stato

Seduta di clausura del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha tenuto oggi una seduta di clausura per svolgere una serie di approfondimenti tecnici e politici. La riunione è servita al Governo per aggiornare le proprie strategie su alcuni temi prioritari già tematizzati nel programma di Legislatura – evoluzione demografica, mercato del lavoro, cambiamenti climatici, digitalizzazione, pianificazione ospedaliera, prospettive finanziarie – e per delineare i propri orientamenti, in una prospettiva di medio e lungo periodo.

Il Consiglio di Stato ha dedicato la seduta di clausura – la seconda della Legislatura, dopo la giornata extra muros organizzata nel novembre 2019 a Lugano – all’analisi di alcuni temi politici prioritari per lo sviluppo futuro del nostro Cantone. Grazie a diverse audizioni, il Governo ha potuto approfondire numerosi temi strategici attorno ai quali andranno costruite soluzioni in grado di assicurare al Ticino uno sviluppo solido a medio e lungo termine.

I primi tre temi affrontati riguardano demografia, mercato del lavoro e cambiamenti climatici. Sulla base delle audizioni odierne verranno nei prossimi mesi approfonditi alcuni aspetti, determinanti per affinare i provvedimenti che non sono già stati definiti dalle politiche pubbliche in vigore.

Demografia
Il Consiglio di Stato ha anzitutto preso in esame l’evoluzione demografica degli ultimi anni in Ticino. Gli specialisti dell’Ufficio di statistica hanno evidenziato che la situazione attuale nel nostro Cantone è caratterizzata da un’inversione di tendenza: la popolazione residente, dopo un aumento costante fra il 1990 e il 2016, si trova ora in una fase di stabilizzazione.
Il Consiglio di Stato ha preso atto delle cifre presentate e intende ora ulteriormente approfondire l’analisi, ad esempio prendendo in considerazione l’influenza delle dinamiche transfrontaliere sulla struttura della popolazione ticinese.

Mercato del lavoro
Il Consiglio di Stato è stato orientato sulla situazione del mercato del lavoro nel nostro Cantone, con particolare riferimento agli effetti della crisi pandemica.
In generale, il quadro economico fornisce per il momento indicazioni confortanti, che confermano la solidità della Svizzera e del Ticino, come emerge anche dalla progressiva riduzione del ricorso alle indennità per lavoro ridotto. Degno di nota è che i dati ticinesi sul PIL e sulla disoccupazione sono oggi nuovamente allineati ai valori nazionali. Le incertezze congiunturali – difficoltà di approvvigionamento, prezzi delle materie prime – invitano comunque alla prudenza, in vista dei prossimi mesi.
In merito all’evoluzione dei posti di lavoro, la tendenza per il 2021 è fin qui positiva e appare sotto controllo, anche grazie alla forte ripresa del settore turistico. Una nuova analisi dettagliata dei profili delle persone iscritte agli Uffici regionali di collocamento ha inoltre confermato che – dopo la fase acuta della pandemia – si è già verificato un forte riassorbimento delle persone che nel 2020 erano rimaste senza lavoro. In relazione a questi dati, vi è anche il tema dell’evoluzione dei salari, che deve essere considerato per avere un quadro qualitativo della situazione del mercato del lavoro.
Il Consiglio di Stato intende ora lavorare per accrescere ulteriormente la consapevolezza delle autorità federali sulle sfide che caratterizzano il nostro mercato del lavoro, considerando le specificità del frontalierato in Ticino e il potere d’attrazione dei poli urbani della Svizzera tedesca.

Cambiamenti climatici
Il Governo ha incontrato gli specialisti in tema di protezione dell’ambiente e protezione della popolazione, ricevendo informazioni aggiornate sulle misure da prendere in considerazione – a livello cantonale – per affrontare le trasformazioni del clima.
Gli effetti delle dinamiche globali sono ormai sempre più evidenti, anche in Ticino, come confermano i recenti eventi meteorologici estremi e la crescente attenzione politica verso fenomeni come le cosiddette «isole di calore». Dato questo contesto, assumono un carattere prioritario temi come l’approvvigionamento di acqua potabile e la sicurezza idrologica, vista anche la crescente urbanizzazione delle zone di fondovalle. Occorrerà inoltre aumentare la capacità di risposta ai pericoli naturali e alle crisi ricorrenti, come le ondate di siccità o i periodi di canicola. Fondamentale sarà a questo proposito la possibilità di ricorrere a un numero sufficiente di persone formate, da impiegare in risposta a emergenze ed eventi catastrofici. Vista la trasversalità dei rischi, sarà infine necessario assicurare la coordinazione fra le attività promosse dai Dipartimenti e adottare una prospettiva di lungo termine.
Il Consiglio di Stato ha ricordato che il Ticino si trova oggi all’avanguardia fra i Cantoni svizzeri per quanto riguarda l’efficienza energetica, la promozione delle rinnovabili e la riduzione delle emissioni di CO2. Il Governo ha quindi confermato il proprio impegno per promuovere la sostenibilità ambientale, anche in un’ottica di riduzione dei pericoli naturali. Sarà inoltre importante continuare a sensibilizzare la popolazione sui comportamenti corretti da assumere nella vita quotidiana.

Su altri aspetti particolarmente complessi (digitalizzazione, pianificazione ospedaliera, progetto Ticino 2020), il Consiglio di Stato ha affrontato i diversi dossier in corso ed è stato informato sulla loro evoluzione.

Digitalizzazione della società
Anche la digitalizzazione della società e delle istituzioni è stata al centro degli approfondimenti del Governo, che si è concentrato su alcuni dossier prioritari per lo sviluppo dei sistemi di e-government in Ticino – come la firma elettronica e l’identità digitale – e sulle nuove possibilità che si aprono, ad esempio nell’archiviazione di documenti.
Il Consiglio di Stato ha recepito le spiegazioni ricevute, confermando il proprio impegno per gestire in modo attivo la transizione digitale dei servizi dello Stato. È stato confermato che, dopo la nomina di un Delegato del Consiglio di Stato per la digitalizzazione, sarà prossimamente precisata la strategia cantonale. Fra le priorità, vi sarà anche il cambiamento della cultura interna all’Amministrazione cantonale, con la modifica dei processi di lavoro in modo da sfruttare le nuove possibilità tecnologiche.

Pianificazione ospedaliera
Il Consiglio di Stato ha rivolto il proprio sguardo anche alla situazione del sistema sanitario cantonale, ripercorrendo gli sviluppi avvenuti negli ultimi due anni.
Sono state analizzate le più recenti decisioni di politica sanitaria a livello federale e cantonale, come la recente modifica decisa dal Gran Consiglio in merito ad una più chiara suddivisione di compiti, competenze e responsabilità nell’elaborazione della pianificazione ospedaliera. Sono state inoltre ricordate le questioni ancora in sospeso, a seguito di ricorsi o sentenze del Tribunale amministrativo federale sull’attuale regime pianificatorio.
Il Consiglio di Stato ha sottolineato la buona collaborazione tra le strutture e la flessibilità del dispositivo attuale per fare fronte alle sfide della pandemia. In prospettiva, occorrerà tenere conto dei criteri di qualità ed economicità per adattare l’offerta, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione e del fabbisogno, nei tre campi interessati (somatico acuto, psichiatria e riabilitazione). Idealmente, il nuovo progetto di pianificazione ospedaliera dovrebbe essere consegnato entro la fine del 2023.

Riforma «Ticino 2020»
In merito alla riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020», il Consiglio di Stato è stato informato sul grado di avanzamento del progetto e sugli scenari che sono al momento in fase di discussione fra il Cantone e i Comuni.
È stato sottolineato che rimane la volontà comune di giungere a una soluzione condivisa, che punterà a preservare lo spirito della riforma consolidando i punti sui quali è stato possibile trovare una linea comune. L’ipotesi è quindi di semplificare le chiavi di riparto della spesa fra Cantone e Comuni, adattando nel contempo le responsabilità decisionali.
Il Consiglio di Stato ha preso atto dell’avanzamento delle trattative verso una soluzione che permetta di migliorare la collaborazione fra Cantone e Comuni a vantaggio dei servizi e della qualità di vita della popolazione. La proposta sarà ora affinata, in vista di una sua condivisione, in alternativa alla consultazione.

Infine, per quanto riguarda il riequilibrio finanziario, il Consiglio di Stato ha continuato i lavori per riportare in equilibrio i conti nei prossimi anni, e ha discusso la portata della recente decisione del Gran Consiglio, che impone pure di raggiungere il pareggio di gestione corrente entro il 2025.
Considerata l’incertezza sulla portata della ripresa economica attualmente in atto, l’obiettivo condiviso del Governo è di muoversi con gradualità verso l’obiettivo, delineando un percorso che fa riferimento ai futuri preventivi, partendo da quello riferito all’anno 2023, mantenendo la sufficiente flessibilità d’azione per potersi adattare a mutamenti improvvisi del contesto – come quelli ai quali abbiamo assistito negli ultimi due anni.
Entro fine anno, i servizi dell’Amministrazione saranno pertanto coinvolti in una analisi dei conti, per permettere di avviare in largo anticipo l’elaborazione del preventivo 2023.
In merito alla perequazione finanziaria intercantonale, è stato infine confermato che è stato costituito un gruppo di lavoro per proporre modifiche degli attuali meccanismi di calcolo, che potrebbero avere effetto a partire dalla prossima revisione del sistema a livello federale. L’intento è di ottenere in futuro che siano meglio considerati alcuni elementi specifici della realtà ticinese, legati in particolare alle caratteristiche del territorio e alle dinamiche transfrontaliere. A questo scopo, è stato chiarito che occorrerà lavorare per stringere alleanze con altri Cantoni, di montagna e di frontiera.

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice svizzera in Italia

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice svizzera in Italia

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline – per la prima volta – la nuova Ambasciatrice svizzera in Italia, Monika Schmutz Kirgöz.
L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti di particolare rilevanza per il Canton Ticino, nel quadro delle relazioni transfrontaliere.

Attiva da 25 anni nella carriera diplomatica, Monika Schmutz Kirgöz ha iniziato lo scorso 21 luglio il suo lavoro presso la rappresentanza elvetica a Roma, nella veste di Ambasciatrice di Svizzera in Italia, Malta e San Marino. In questa veste è un importante referente per il Ticino, il Cantone che – per la sua posizione di frontiera e per le sue caratteristiche socioeconomiche – è più da vicino interessato dalle relazioni con l’Italia.
Il Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli ha condiviso alcune informazioni sull’attuale contesto culturale, politico e socio-economico ticinese, e fornito all’Ambasciatrice – che è stata accompagnata  dal consigliere d’Ambasciata Gregorio Bernasconi, capo della sezione economia e politiche settoriali – un breve quadro delle tematiche di carattere transfrontaliero considerate prioritarie dal Governo e dal Parlamento del Cantone. I temi introdotti sono poi stati sviluppati nel corso di un proficuo scambio di opinioni.

Stabilite le date delle elezioni cantonali 2023 e delle comunali 2024

Stabilite le date delle elezioni cantonali 2023 e delle comunali 2024

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha fissato le date delle elezioni cantonali del 2023 e delle elezioni comunali del 2024:

  • Domenica 2 aprile 2023 avranno luogo le elezioni del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio per il periodo 2023-2027;
  • Domenica 14 aprile 2024 avranno luogo le elezioni dei Municipi e dei Consigli comunali per il periodo 2024-2028.  

Le elezioni del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati sono invece fissate per domenica 22 ottobre 2023.

Segnaliamo inoltre che sul foglio ufficiale sono stati pubblicati i risultati definitivi delle votazioni dello scorso 26 settembre 2021.

Istituita la Commissione di studio dell’aggregazione tra Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate

Istituita la Commissione di studio dell’aggregazione tra Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’avvio di uno studio di aggregazione tra i comuni di Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate, istituendo la Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto aggregativo.

Dando seguito alle istanze di aggregazione dei municipi di Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate, il Consiglio di Stato ha nominato una Commissione di studio che allestirà la proposta di aggregazione tra i quattro comuni ai sensi della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni. Il Governo valuta con favore questa iniziativa, che si inserisce con coerenza nell’approccio indicato dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Il PCA è infatti impostato quale strumento di indirizzo a supporto delle iniziative promosse dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione comunale e dei servizi alla cittadinanza, in linea con l’ipotesi aggregativa formulata da Aranno, Bioggio, Neggio e Vernate. Questi comuni appartengono al medesimo comprensorio definito nel PCA, denominato “Malcantone Est”, ed è previsto che gli scenari possano essere realizzati in tappe successive.

Il progetto risponde pertanto pienamente agli orientamenti cantonali in tema di aggregazioni. Come da indicazione dei rispettivi municipi, la Commissione di studio è composta da:

per il Comune di Aranno: Stefano Magini, sindaco – Paolo Felix, vice sindaco

per il Comune di Bioggio: Eolo Alberti, sindaco – Daniele Bianchi, vice sindaco

per il Comune di Neggio: Antonella Notari, sindaco – Gracco Moreno Barberis, vice sindaco

per il Comune di Vernate: Andrea Russi, municipale – Angelo Vegezzi, municipale

e dai quattro segretari comunali, questi ultimi con ruolo tecnico.

Il contatto con il Dipartimento delle istituzioni verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

(Immagine: www.bioggio.ch)

Votazione del 26 settembre 2021 – Il commento del Consiglio di Stato

Votazione del 26 settembre 2021 – Il commento del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto dei risultati della votazione cantonale odierna su tre iniziative popolari.

Iniziativa popolare «Basta tasse e basta spese, che i cittadini possano votare su certe spese cantonali»

Il Consiglio di Stato ha preso atto del voto odierno della cittadinanza, che ha respinto l’iniziativa popolare «Basta tasse e basta spese, che i cittadini possano votare su certe spese cantonali» e ha accolto il controprogetto approvato dal Gran Consiglio il 23 febbraio 2021.
La modifica costituzionale approvata dalla cittadinanza istituisce lo strumento del referendum finanziario obbligatorio «filtrato» dal Parlamento. In particolare, il controprogetto stabilisce che il Gran Consiglio, con un terzo favorevole dei presenti e con un minimo di 25 deputati, potrà sottoporre a referendum gli atti comportanti una spesa unica superiore a 30 milioni di franchi o una spesa annua superiore a 6 milioni di franchi per almeno quattro anni.
Il Governo ricorda che il controprogetto adottato nella votazione odierna è il frutto di un lungo periodo di trattative fra la Commissione parlamentare della gestione e gli iniziativisti.

Iniziativa popolare «No alle pigioni abusive, sì alla trasparenza: per l’introduzione del formulario ufficiale ad inizio locazione»
Il Consiglio di Stato saluta positivamente la decisione della cittadinanza, che ha respinto l’iniziativa popolare denominata «No alle pigioni abusive, sì alla trasparenza: per l’introduzione del formulario ufficiale ad inizio locazione».
Le statistiche mostrano che sul mercato immobiliare vi sono numerose abitazioni disponibili, elemento che contribuisce a mantenere le pigioni a un livello moderato. Il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio non ritenevano quindi necessario introdurre l’uso di un modulo ufficiale per la conclusione di un nuovo contratto di locazione. Va comunque sottolineato che le norme attualmente in vigore consentono già al Consiglio di Stato di intervenire in modo mirato qualora in determinati Comuni si verificasse una penuria di abitazioni disponibili.

Iniziativa popolare «Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa»
Il Consiglio di Stato prende atto della decisione della cittadinanza, che ha approvato l’iniziativa popolare «Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa». Governo e Parlamento cantonale proponevano di respingere l’iniziativa.
Il Governo, che avrebbe preferito rimanere al sistema vigente, grazie al quale è già prevista un’indennità per le spese sostenute in caso di assoluzione o di proscioglimento nonché l’assistenza giudiziaria e la copertura delle spese legali e procedurali di chi si trova in una situazione finanziaria precaria, auspica che la soluzione di rimborso adottata non legittimi comportamenti violenti e non incentivi i cittadini a farsi giustizia da sé, con un ricorso accresciuto alle armi.

Luce verde agli 11 milioni per il centro di Camorino

Luce verde agli 11 milioni per il centro di Camorino

Netto sì del Gran Consiglio al credito di 11 milioni

Il Gran Consiglio ha approvato il credito per il nuovo stabile. Prevista pure la ristrutturazione del controverso ‘bunker’ che in futuro sarà utilizzato solo in caso di necessità.

Via libera da parte del Gran Consiglio – con 65 sì, 5 no e 5 astenuti – agli 11 milioni di franchi per la realizzazione di un Centro cantonale polivalente a Camorino dedicato all’accoglienza di richiedenti l’asilo. Si tratta di un progetto pilota, visto che sarà di proprietà e gestito dal Cantone e non più da enti esterni come la Croce Rossa. Questo centro andrà in particolare a sostituire quello di Paradiso (uno dei tre centri collettivi per richiedenti l’asilo presenti in Ticino, oltre a quelli di Cadro e Castione) che dovrebbe chiudere al più tardi a fine 2022. Michele Guerra, relatore del rapporto della Commissione della gestione, ieri ha sottolineato i vantaggi di questa nuova struttura polivalente: comporterà una «diminuzione dei costi, una razionalizzazione dei processi e una conduzione diretta nel settore dell’asilo, in particolare nel processo integrativo».

Si cercano soluzioni per i Nem
L’edificio sarà costruito sopra il criticato ‘bunker’, l’impianto di Protezione civile (che sarà ristrutturato) nel quale sono ospitati i cosiddetti Nem, la cui domanda d’asilo è stata respinta o per i quali è scattata la procedura di non entrata in materia. Tuttavia, il nuovo centro non ospiterà queste persone che beneficiano dell’aiuto d’urgenza. Attualmente il Cantone sta cercando spazi alternativi, visto che l’intenzione è quello di chiudere il bunker (come ha chiesto il Forum Alternativo in una petizione che ha raccolto quasi 1’600 firme) entro la fine dell’anno. Alternative che, tuttavia, non sono state ancora trovate, visto che nessuno ha risposto all’appello del Cantone – pubblicato il 14 luglio sul Foglio ufficiale e scaduto il 20 agosto – per la messa a disposizione, nell’arco di almeno cinque anni, di una struttura fuori terra dotata di minimo 30 posti letto. In ogni caso «stiamo cercando soluzioni», ha affermato il consigliere di Stato Norman Gobbi durante il breve dibattito in parlamento. Nel frattempo il collettivo R-esistiamo ha ribadito recentemente in una nota che nel bunker “le condizioni di vita sono inaccettabili”. Ne chiede quindi la “chiusura immediata” e di “concedere l’utilizzo degli alloggi sfitti” alle persone attualmente presenti nel rifugio.

Il ‘bunker’ utilizzato solo in caso di necessità
Tornando al progetto di Camorino (i cui lavori dovrebbero terminare nel 2023), gli impianti sotterranei saranno ristrutturati in modo da ottenere nell’attuale rifugio privato inutilizzato spogliatoi e servizi per il personale così come un magazzino. L’impianto della Protezione civile sarà riorganizzato in settori con 8 posti letto e uno spazio comune per un totale di 48 posti disponibili. Questi spazi saranno utilizzati solamente in caso di necessità (mancanza di altri spazi), per un periodo limitato e per alloggiare esclusivamente persone considerate non vulnerabili (maschi adulti in buona salute senza famiglia a carico). «È importante poter contare su una valvola di sfogo», ha confermato il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, ad esempio nel caso in cui la situazione internazionale incerta porti a una aumento dei richiedenti l’asilo. In generale il centro polivalente avrà una capacità totale compresa tra i 173 e i 189 posti letto, si svilupperà su tre livelli e comprenderà spazi comuni e amministrativi. Gli ospiti avranno a disposizione camere singole per portatori di handicap, camere doppie, quadruple, altre di dimensioni maggiori e appartamenti, questi ultimi pensati prevalentemente per l’accoglienza di famiglie o per chi si trova nella fase finale del suo percorso integrativo. Visto che si tratta di un centro ‘polivalente’, esso sarà pure utilizzato per accogliere persone in cerca di protezione a seguito di eventi straordinari (come catastrofi naturali) che rappresentano una minaccia o un pericolo per la popolazione.

 

Polizia cantonale: nominato un nuovo ufficiale

Polizia cantonale: nominato un nuovo ufficiale

Comunicato stampa

Nella propria seduta settimanale, il Consiglio di Stato ha proceduto a nominare Alessio Lo Cicero alla conduzione del nuovo Reparto giudiziario (RG4) della Polizia giudiziaria.

Nell’ambito della “VISIONE 2025” della Polizia cantonale, strategia che mira a ulteriormente perfezionare il processo di specializzazione di determinati settori del Corpo, è previsto un primo adeguamento parziale della struttura organizzativa, motivato dalle nuove esigenze operative, strategiche e di intelligence. Adeguamento che tocca in particolare la Polizia giudiziaria con la creazione di un nuovo Reparto giudiziario (RG4). In questo contesto il Consiglio di Stato ha designato l’Ufficiale di polizia chiamato ad assumerne la conduzione, dopo la sua entrata in funzione prevista nel corso dei prossimi mesi.

Alessio Lo Cicero, attualmente attivo quale Ufficiale con il grado di tenente presso la Centrale cantonale d’allarme (CECAL) subordinata allo Stato Maggiore Operativo della Polizia cantonale, dirigerà il nuovo Reparto con il grado di capitano. Dal 2013 sino alla promozione ad Ufficiale ottenuta nel 2018, egli ha operato in qualità di collaboratore scientifico presso la Polizia giudiziaria, ricoprendo diversi incarichi, in particolare legati allo sviluppo di nuovi progetti attinenti l’attività inquirente. Lo Cicero, classe 1985, ha ottenuto un Bachelor in economia aziendale presso la SUPSI nel 2007 ed in seguito un Master presso la facoltà di diritto e scienze criminali dell’Università di Losanna nel 2011.

Nel RG4 confluiranno tutti i servizi attivi nella raccolta, nell’elaborazione, nell’analisi e nella divulgazione di informazioni oggi distribuiti in diverse Aree della Polizia cantonale. L’intero processo è quindi volto a garantire una migliore visione d’insieme e un migliore coordinamento di queste attività, con l’intento finale di costituire un unico centro di competenza informatico e di intelligence a beneficio dell’operatività del Corpo.

CECAL: il centro di competenze per gli enti di primo intervento

CECAL: il centro di competenze per gli enti di primo intervento

Comunicato stampa

Oggi è stato inaugurato il tassello conclusivo che riguarda la Centrale Comune d’Allarme (CECAL). Dallo scorso 1° aprile è infatti attiva nello stabile anche la sede ufficiale a livello cantonale di ricezione e trasmissione degli allarmi 144 su rete fissa e mobile. Si completa in questo modo il progetto che raggruppa ora sotto lo stesso tetto gli enti di primo intervento a livello cantonale.
Nel 2020 due importanti novità avevano coinvolto in primo piano la CECAL: lo spostamento di parte della struttura dell’Amministrazione federale delle dogane (AFD) e l’arrivo del numero 118 dei Pompieri ticinesi, gestito dal personale della Polizia cantonale presente in centrale. La prima aveva poi permesso di recuperare degli spazi, un’opportunità immediatamente colta dalle Autorità politiche ticinesi e dal Comando della Polizia cantonale, che hanno infatti mantenuto l’intento di proseguire sulla via della condivisione della struttura con gli enti di primo intervento presenti sul nostro territorio. In meno di un anno quindi, è nata e si è sviluppata l’idea di integrare anche la Centrale di allarme e coordinamento sanitario Ticino Soccorso 144 nel nuovo polo delle urgenze. Una proposta accettata con entusiasmo e con grande slancio da parte della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA), che ha così sposato la visione e la missione di questo centro di competenza, il più moderno a livello svizzero. Dalla primavera 2021 nella CECAL prendono dunque posto anche gli operatori e le operatrici della centrale Ticino Soccorso, nonché gli uffici amministrativi della FCTSA.
Nel corso dell’odierna conferenza stampa di inaugurazione, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi ha ribadito l’unicità della Centrale a livello svizzero, che pone il Ticino quale Cantone faro nell’ambito del soccorso alla popolazione. Inoltre ha sottolineato l’importanza della funzione ricoperta dalla CECAL l’anno scorso nel contesto della gestione della pandemia, in particolare ospitando lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC).
Dal canto suo Raffaele De Rosa, Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), ha ricordato gli elementi essenziali del simbolo della ‘Stella della vita’, che si traducono anche nel lavoro del 144. Un numero semplice da memorizzare e da comporre, capace di garantire dall’altro capo del filo una risposta qualificata e competente, in grado di tranquillizzare chi si trova nel bisogno dei soccorsi, di suggerire come comportarsi e di agire affinché i soccorritori possano celermente raggiungere il luogo dell’emergenza. Questo è possibile grazie alla rete capillare dei servizi ambulanze, che coprono tutto il territorio cantonale. Un sistema di pronto intervento e di cura che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello del nostro sistema sanitario.
Il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha espresso la sua soddisfazione per il completamento del progetto di integrazione di tutti gli enti di primo intervento, sottolineando in particolare l’eccezionalità nelle tempistiche di realizzazione. Il Comandante Cocchi ha inoltre evidenziato come oggi la CECAL rappresenti un vero e proprio centro di competenze per quanto riguarda lo sgancio delle misure d’urgenza sul territorio cantonale e il coordinamento tra i diversi partner della sicurezza.
Il Presidente della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA), Dr. Luciano Anselmi ritiene che l’utenza non potrà che beneficiare di questa nuova situazione logistica; il coordinamento delle risorse sarà infatti sempre più mirato ed efficiente, permettendo di prestare soccorso ai pazienti in tempi rapidi e in un contesto altamente professionale. Una volta ancora il Ticino si distingue per l’adozione di soluzioni pratiche, pragmatiche e anche economiche.

Filmato di presentazione attività CECAL 2021 (canale youtube Repubblica e Cantone Ticino): https://youtu.be/yjFnCnIf_mI

Covid e frontiere, “Perplessità in Ticino”

Covid e frontiere, “Perplessità in Ticino”

Il consigliere di Stato Norman Gobbi commenta le nuove misure del CF: “Vedo difficile potere effettuare i controlli alle dogane stabiliti da Berna”

Le opzioni sul tavolo del Consiglio federale erano due: o chiedere un tampone all’ingresso in Svizzera, con un secondo test fra i 4 e i 7 giorni dopo, oppure una quarantena obbligatoria di dieci giorni dopo un primo test negativo, sempre all’ingresso. Le misure si sarebbero applicate a tutti coloro che non dispongono di un certificato Covid.

Il Consiglio di Stato ticinese aveva espresso la sua preferenza nei confronti della prima opzione. Variante che ieri è stata ufficialmente adottata dal Consiglio federale. Su un aspetto però c’è stata divergenza tra Berna e Bellinzona: il Governo cantonale preferiva l’obbligo di presentazione del certificato Covid (o dei test) all’entrata in Svizzera da parte di chiunque, anche di chi aveva espatriato solo per poche ore. La Confederazione ha invece annunciato che nelle zone di frontiera, all’interno delle quali “esiste uno stretto scambio economico, sociale e culturale”, non si richiederà la presentazione della certificazione.

“Nessuna eccezione per più facilità”
“Avevamo chiesto di non avere eccezioni di questo tipo per avere più facilità nei controlli”, ha spiegato il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, intervenuto a Ticinonews ieri sera. “Lo sappiamo: i movimenti lungo il confine sono tanti, non solo per andare a fare la spesa (che è una banalizzazione dei movimenti transfrontalieri), ma anche per andare a fare visita ai propri cari”.

Si attendono precisazioni
Nella sua seduta di venerdì, il Consiglio federale non ha però stabilito cosa intenda con “regione di frontiera”. Il Governo ticinese ora attende chiarimenti in merito: “Se consideriamo la definizione di ‘regione di frontiera’ citata dal Consiglio federale quale ‘zona dai forti scambi economici, sociali e culturali’, beh, la nostra regione di frontiera potrebbe benissimo corrispondere all’intero Nord Italia. Questa formulazione dovrà essere precisata”.

Perplessità dei Cantoni sul secondo tampone condivise
Ieri alcuni Cantoni avevano fatto sapere di essere perplessi sul secondo tampone per chi entra in Svizzera senza certificato. Ciò pone interrogativi sul profilo sanitario e della capacità di controllo da parte delle autorità dell’effettivo rispetto della misura. Gobbi condivide questo punto di vista: “Il virus potrebbe svilupparsi nei giorni successivi al primo tampone. Inoltre, vedo difficile potere effettuare i controlli, di cui i Cantoni, come stabilito da Berna, sono responsabili. Si tratta di un impegno estremamente oneroso. A volte occorre soppesare efficacia ed efficienza”, conclude il consigliere di Stato.

Da www.ticinonews.ch

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Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 17 settembre 2021 de Il Quotidiano

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