Coronavirus – Il Consiglio di Stato prende posizione sulla consultazione federale

Coronavirus – Il Consiglio di Stato prende posizione sulla consultazione federale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso posizione sulla consultazione in merito alle modifiche dell’ordinanza federale COVID-19 e sulle proposte del Consiglio federale per rafforzare le misure di contenimento del numero di nuovi contagi in Svizzera.

Il Consiglio di Stato condivide l’analisi delle autorità federali in merito all’attuale situazione epidemiologica a livello nazionale. A livello cantonale si riscontra nell’ultima settimana un’importante riduzione dei contagi (quasi del 19%) che si sta traducendo positivamente sul numero delle nuove ospedalizzazioni. Sarà comunque necessario monitorare la situazione nel corso dei prossimi giorni per avere un quadro complessivo del numero di ospedalizzazioni. La riduzione dei nuovi contagi potrebbe essere la conseguenza delle misure messe in vigore il 22 dicembre 2020 e del rallentamento delle attività lavorative durante il periodo natalizio.

Alla luce di questi dati, il Consiglio di Stato condivide la proroga fino al 28 febbraio delle misure sul piano nazionale, sostanzialmente già decisa dal Consiglio federale. Il Governo ticinese sottolinea tuttavia l’esigenza di presentare congiuntamente anche un programma di aiuti economici mirati, celeri e rafforzati ai settori colpiti dalle chiusure: si tratta in particolare degli esercizi della ristorazione, dei centri fitness, del settore della cultura e del tempo libero obbligati ad una chiusura di una settantina di giorni, pur dovendo continuare a pagare i costi fissi.

In merito alle misure più rigorose sul posto di lavoro, il Consiglio di Stato ritiene eccessivo l’obbligo generalizzato della mascherina anche per chi si trova alla propria scrivania o sul posto di lavoro: l’impiego a turni, il distanziamento e l’utilizzo di pannelli divisori in plexiglas appaiono sufficienti per limitare il numero di contagi.

Per quanto riguarda il telelavoro, il Governo ritiene sufficiente l’attuale forte raccomandazione già oggi in vigore, che ha già dato risultati positivi. L’introduzione di un obbligo non è quindi ritenuta necessaria.

Il Consiglio di Stato ribadisce che qualora dovessero essere necessarie nuove misure di chiusura, come ad esempio di negozi e attività commerciali, queste dovranno essere accompagnate da aiuti mirati e celeri. Il Governo segnala inoltre il tema del turismo degli acquisti, invitando le autorità federali a verificare l’allineamento delle disposizioni fra i Cantoni e a monitorare con attenzione le regole in vigore oltre i confini nazionali.

Il Consiglio di Stato ha inoltre ribadito la richiesta di proporre delle misure per ridurre la concentrazione di persone nei mezzi pubblici e sottolineato l’assenza di misure o raccomandazioni chiare rivolte in maniera specifica alle fasce di popolazione che per età o patologie sono ad alto rischio di un decorso grave della malattia. Secondo il Governo ticinese andrebbero introdotte delle raccomandazioni mirate a queste fasce di popolazione come, ad esempio, orari dedicati in negozi e attività commerciali.  

Infine, il Governo ticinese, considerata la particolare situazione territoriale, ha chiesto nuovamente l’introduzione di maggiori controlli alla frontiera tra Italia e Svizzera e l’opportunità di dichiarare lo stato di situazione straordinaria che permetterebbe di avere una gestione unitaria su tutto il territorio nazionale e una maggior tempestività nelle decisioni e negli interventi.

“Scettici su alcune proposte di Berna”

“Scettici su alcune proposte di Berna”

Da www.ticinonews.ch
Norman Gobbi esprime la posizione del Cantone sulle misure proposte del Consiglio federale, chiedendo inoltre di abbassare la soglia per i casi di rigore
Ieri dopo la conferenza stampa il Consiglio federale ha avanzato una serie di proposte ai Cantoni per futuri adeguamenti delle misure. Tra le proposte sul tavolo la chiusura dei negozi non essenziali, l’obbligo del telelavoro e la chiusura delle scuole. Su questi punti in particolare però, Teleticino ha registrato lo scetticismo di Norman Gobbi dopo la riunione odierna del Consiglio di Stato: “Ci sono alcune misure che possono essere valutate positivamente e se necessario adottate”, spiega Gobbi, “su altre siamo più scettici. Penso ad esempio all’obbligo del telelavoro, perché questo significherebbe non solo, per dire, dover tenere le riunioni di Governo in forma digitale ma anche investimenti importanti per molte aziende, probabilmente però senza la possibilità di averne un tornaconto. Quindi bisogna focalizzarsi su altri aspetti, in primis le altre misure che vanno anche fatte rispettare sul posto di lavoro”.

La chiusura delle scuole
“Il Governo cantonale è molto scettico, perché il diritto all’educazione e alla formazione è sancito dalla carta dei diritti del fanciullo e anche dalla costituzione cantonale. L’obiettivo”, aggiunge Gobbi, “è evitare dopo una crisi sanitaria una crisi socio-economica anche una crisi formativa ed educativa. Se ci dovessero essere delle misure in merito saremmo pronti ad adottarle, ma in questo momento si favorisce la gestione attuale che al momento sta dando un buon riscontro”. “Da alcune settimane infatti”, conclude il Presidente del Consiglio di Stato, “di quarantene di classe non ce n’è più state”.
 
Abbassare la soglia dei casi di rigore
Anche per le chiusure dei negozi non di prima necessità rimangono dubbi, per esempio sulla definizione di quale sia un bene di necessità. Ma in ogni caso è chiaro al Governo ticinese che se le chiusure ci saranno occorreranno maggiori aiuti ai casi di rigore: “Una delle richieste formulate dal settore, riconosciuta necessaria anche dal Canton Ticino, è quella di abbassare dal 40 al 25% la riduzione della cifra d’affari necessaria per rientrare nella categoria. Proprio per rispondere a un settore, penso a ristorazione e turismo, che ha avuto sì un’estate eccezionale ma che in queste settimane ha comunque subito un danno importante. Ma anche per rispondere ai fornitori che sono parte integrante di un sostrato economico soprattutto locale, che avrà un danno non indifferente”.
Gobbi non esclude nuove chiusure

Gobbi non esclude nuove chiusure

Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Gobbi-non-esclude-nuove-chiusure-13732939.html

Il Governo cantonale ha deciso oggi di rimandare di qualche giorno la scelta su eventuali nuove misure restrittive per contenere la pandemia.
Il Governo cantonale ha deciso di non decidere e di rimandare di qualche giorno la scelta su eventuali nuove misure restrittive per contenere la pandemia.
Una perdita di tempo prezioso? “Se guardo i dati sui nuovi infettati direi di no. C’è una stabilizzazione verso il ribasso e quindi una riduzione tendenziale dei nuovi casi positivi”, spiega il presidente del Governo Norman Gobbi. “Il Governo oggi ha discusso delle possibili misure. Siamo però anche in attesa di quanto vorrà proporre la Confederazione. Ed i documenti annunciati ieri da Berset in conferenza stampa arriveranno solo domani pomeriggio. Era quindi difficile oggi prendere delle decisioni”, prosegue Gobbi. “Nei prossimi giorni vogliamo monitorare l’efficacia delle misure prese a fine dicembre. Poi prenderemo posizione sulle proposte federali. E se del caso adotteremo nuove misure cantonali”.

 

 

‘Già oggi valuteremo la situazione’

‘Già oggi valuteremo la situazione’

Articolo all’interno dell’edizione di giovedì 7 gennaio 2021 de La Regione

«Il Consiglio di Stato si chinerà già questa mattina sulla consultazione aperta dal Consiglio federale. All’ordine del giorno c’è la valutazione della situazione epidemiologica alla luce delle misure entrate in vigore prima di Natale e l’eventuale implementazione di ulteriori misure per cercare d’invertire la curva dei contagi». Norman Gobbi, presidente del governo, non nasconde la preoccupazione per il fatto che durante gli ultimi 14 giorni, nonostante la chiusura di bar e ristoranti, il numero di contagi sia rimasto tendenzialmente alto. Prenderete altri provvedimenti, magari in ambito scolastico? «Anche la chiusura delle scuole o l’introduzione dell’insegnamento a distanza nella forma ibrida è uno dei temi. Allo stato attuale l’obiettivo è però quello di non generare un’ulteriore crisi oltre a quella sanitaria ed economica. Mi riferisco a quella educativa. L’esperienza della scorsa primavera non è sempre stata per tutti gli allievi positiva. Occorre inoltre tener conto del problema legato all’accudimento dei figli che dovessero rimanere a casa e a quello del (maggior) tempo libero dei ragazzi più grandi. Per questo bisognerà ponderare bene una scelta del genere e soprattutto per quale tipo di scuola: obbligatoria o post-obbligatoria», aggiunge il presidente del governo. Il Consiglio federale ha anche fatto intravedere la possibilità d’introdurre il telelavoro, dove possibile, in modo obbligatorio. La scelta però sarebbe lasciata ai Cantoni. «Questo è uno dei temi – con il trasporto pubblico – che torna puntualmente», commenta Gobbi. «Potrebbe decretarlo il Consiglio federale, ma non lo fa perché probabilmente al suo interno non c’è una maggioranza. Per quanto riguarda l’amministrazione cantonale e anche per quelle comunali, il telelavoro è una modalità conosciuta e applicata a seconda delle possibilità e dell’organizzazione dei singoli uffici. Anche nell’economia privata, le aziende che possono lo attuano da mesi. Non credo però che debba essere introdotto obbligatoriamente».

****

Articolo all’interno dell’edizione di giovedì 7 gennaio 2021 del Corriere del Ticino

Oggi tocca a Bellinzona tracciare la rotta

Il Consiglio di Stato si chinerà sulla situazione epidemiologica nel nostro cantone: scontato il prolungamento delle misure già in atto – Norman Gobbi: «Il momento è critico»
Il Consiglio di Stato si riunirà oggi per discutere eventuali ulteriori misure e per rispondere alle proposte messe in consultazione da Berna. Nel nostro cantone la situazione epidemiologica rimane infatti tesa, tanto che il settore sanitario nei giorni scorsi ha lanciato un nuovo allarme. «Il prolungamento delle misure attualmente in vigore a livello cantonale è abbastanza scontato» commenta Norman Gobbi, presidente del Governo. «Purtroppo gli auspicati effetti delle chiusure decise dalle autorità federali prima di Natale (ristorazione, n.d.r.) non si sono avvertiti sui contagi. Il numero delle nuove infezioni, nonostante scuole e molte attività economiche ferme per le festività, non è calato». Il virus, in barba alle misure prese dal Consiglio federale il 18 dicembre, ha continuato la sua corsa. «Blindare le persone in casa non rientra nella nostra cultura» ribadisce Gobbi. «La situazione attuale deve comunque far richiamare ancora una volta i cittadini al senso di responsabilità individuale. In generale, serve estrema prudenza da parte di tutti».

«Buchi» nella formazione
Le proposte di Berna, messe in consultazione ai Cantoni, verranno come detto discusse già oggi dal Consiglio di Stato. «In questo modo avremo già un orientamento definito e potremo capire se adottare ulteriori nuove misure di carattere cantonale» spiega ancora il presidente del Governo. «La situazione che stiamo vivendo è molto critica, non possiamo sottovalutarla». I margini di manovra ticinesi sono comunque piuttosto limitati. Ad ogni modo, si potrebbe pensare a una chiusura dei commerci non essenziali, ad esempio. E la scuola? «Dobbiamo cercare di garantire il più possibile una corretta formazione ai nostri ragazzi» spiega ancora Gobbi. «Purtroppo qualche buco formativo, dopo la chiusura delle scuole della scorsa primavera, lo abbiamo constatato. In particolare nei soggetti più deboli. Viviamo già una crisi sanitaria ed economica: è importante quindi non creare anche una crisi formativa che poi peserà sul futuro delle nuove generazioni».

Aiuti immediati e concreti
Con buona probabilità, le proposte messe in consultazione ai Cantoni verranno approvate. Ristoranti, bar, strutture per lo sport e la cultura rimarranno chiusi fino a fine febbraio. Ma è in particolare la ristorazione che sta pagando e pagherà un prezzo elevatissimo. «Il nostro auspicio è che si possa trovare in tempi brevissimi una soluzione» dice Gobbi. «Nell’ambito degli aiuti ai casi di rigore ci sarà un adeguamento della perdita della cifra d’affari in modo da riuscire a coprire la maggior parte delle strutture della ristorazione e dell’albergheria. Capisco e condivido l’urgenza di ricevere aiuti immediati da parte di questi settori. Una chiusura di due mesi – da Natale a fine febbraio – pesa fortemente sia sulle aziende sia sui lavoratori, che non hanno la certezza di avere un posto di lavoro una volta che avverrà la riapertura». Il voto del Gran Consiglio sul messaggio da 75,6 milioni di franchi di aiuti per i casi di rigore dovrebbe cadere entro fine gennaio.

Ospedali sotto pressione
Da parte sua, anche Raffaele De Rosa abbraccia la strada del prolungamento delle misure. «In Svizzera e in Ticino la situazione epidemiologica rimane tesa» commenta. «In queste condizioni, e con le varianti più contagiose giunte anche in Svizzera, ben difficilmente potrebbe esserci un allentamento. D’altra parte non possiamo certo chiudere gli occhi di fronte ai settori più in difficoltà: per questo rinnoviamo la richiesta al Consiglio federale di potenziare gli aiuti. Aiuti che dovranno giungere rapidamente e senza troppa burocrazia. Le richieste del settore della ristorazione sono legittime e sono condivise dal Consiglio di Stato». De Rosa è poi tornato sulla situazione negli ospedali ticinesi, che si sono visti costretti ad aumentare i posti in terapia intensiva. «Già diverse settimane fa, tramite una risoluzione governativa, abbiamo previsto un dispositivo ospedaliero di prontezza» dice. «Visto il recente aumento delle ospedalizzazioni abbiamo dunque proceduto a un ulteriore rafforzamento del dispositivo sia a Moncucco sia alla Carità. Tuttavia questa situazione non può durare per troppo tempo. Non possiamo pensare di ridurre chissà per quanto le attività elettive e non urgenti».

Il Cantone concede le autorizzazioni d’esercizio alle stazioni sciistiche

Il Cantone concede le autorizzazioni d’esercizio alle stazioni sciistiche

Comunicato stampa

Il Gruppo di lavoro “Grandi Manifestazioni” istituito dal Consiglio di Stato ha concesso oggi l’autorizzazione d’esercizio a tutte le stazioni sciistiche ticinesi, dopo aver analizzato i piani di protezione presentati da ogni singola stazione invernale. Piani che sono basati sulle attuali disposizioni imposte a livello federale.

Nel comunicare tale decisione, lo speciale Gruppo di lavoro evidenzia come le autorizzazioni non avranno una durata illimitata. La possibilità di tenere aperti gli impianti è infatti condizionata all’evoluzione epidemiologica che si registra a livello cantonale, al rispetto dei piani di protezione e a eventuali cambiamenti dell’ordinanza federale.
Per tutte le stazioni sciistiche ticinesi è previsto un contingentamento del numero di sciatori. Una restrizione che permetterà di gestire al meglio e in tutta sicurezza la pratica dello sci a coloro che raggiungeranno le piste.
Nel rispetto delle disposizioni federali e cantonali, anche sulle piste da sci i ristoranti e i bar resteranno chiusi, così come avviene nel resto del Cantone. Sarà tuttavia possibile il servizio d’asporto (take away), ma senza possibilità di consumare direttamente sul posto o nelle immediate vicinanze e in modo da non creare assembramenti con più di 5 persone.
I gestori degli impianti sciistici ticinesi hanno dimostrato una buona capacità di adattamento della loro attività alle condizioni imposte dall’attuale situazione. Saranno chiamati a far rispettare dagli utenti delle piste i piani di protezione prestabiliti. Inoltre il Cantone, in collaborazione con la Polizia cantonale, vigilerà affinché le norme siano rispettate. In caso contrario, come detto, potrebbe essere revocata l’autorizzazione d’esercizio. Per concludere si rinnova agli sciatori l’appello alla massima prudenza.

I comprensori sciistici in Ticino restano aperti. “Siamo soddisfatti di quanto deciso da Berna”

I comprensori sciistici in Ticino restano aperti. “Siamo soddisfatti di quanto deciso da Berna”

Da www.liberatv.ch

In alcune giornate sarà possibile ritrovarsi in dieci, ma si invita alla prudenza.
Gobbi: “Il Governo ha tenuto il passo per tutto il periodo”.
Il Cantone era pronto a intervenire se non fosse stato d’accordo con quanto scelto da Berna

Gobbi: “Misure più strette rispetto a Berna”

“Dopo le comunicazioni del Consiglio Federale sulle misure decretate oggi e da applicare dal 22 ringrazio i colleghi che sono con me. La situazione è sempre critica, anche se al venerdì abbiamo avuto il minor dato di contagi, quando di solito era il più alto. Ma la notizia non può lasciarci tranquilli, anche se potrebbe essere un preludio degli effetti delle misure, prima cantonale con la riduzione degli orari di chiusura di bar e ristoranti e poi con l’allineamento di Berna. Purtroppo non è sufficiente e la stagnazione delle ultime settimane, con un aumento settimana scorsa, ci preoccupa e ha bisogno altre misure”.

“Siamo pronti a prendere misure. Ne abbiamo discusso mercoledì, nell’ottica di decidere oggi. Stamattina abbiamo ipotizzati alcuni scenari in attesa delle scelte federali, per non avere cacofonia, decidendo magari mercoledì per dover cambiare. Abbiamo visto un disallineamento tra le comunicazioni, che non ha aiutato la comprensione delle misure: bisogna essere chiari nella comunicazione e allineati, per affrontare questo periodo decisivo, con la frenesia di chi non ha ancora finito gli acquisti di Natale e la tranquillità con un periodo che ci richiama a essere fermi e prudenti, oltre che a ricercare gli affetti”.

“Abbiamo preso atto delle decisioni di Berna, anche se alcuni punti saranno da chiarire, penso agli aiuti, per la ristorazione e l’albergheria che saranno colpiti e anche per le attività sportive e del tempo libero”.

“Ci allineiamo quanto deciso dalla Confederazione e confermiamo le misure più restrittive con delle eccezioni per i giorni delle festività natalizie”.

“Assembramenti vietati per più di 5 persone, nei luoghi pubblici, più restrittiva di quella federale, ma confermata. Le riunioni a casa possono essere di 5 persone, ancora come adesso. Ma il 24, il 25, il 26, il 31 e il 1o gennaio potranno esserci al massimo 10 persone, ci allineiamo a Berna aumentando la capacità e riconoscendo il bisogno delle famiglie di riunirsi”.

“Restano possibili le riunioni e le assemblee politiche. Le celebrazioni religiose possono avvenire con al massimo 30 persone, misura più restrittiva di Berna. Ma per le celebrazioni del 24 e 25 dicembre è consentita una partecipazione fino a 50 persone con il rispetto delle misure”.

“Anche i locali erotici e notturni devono restare chiusi, è vietato l’esercizio della prostituizione”.

“Il 6 gennaio i negozi e le strutture pubbliche devono restare chiusi”.

“Ai gestori dei negozi e centri commerciali è ribadito l’obbligo di rispettare i piani di protezione che saranno più stringenti, soprattutto a livello di numero di persone che potranno essere all’interno, come deciso da Berna”.

“Raccomandazione e obbligo di mantenere la mascherina se non ci sono le distanze”.

“Sconsigliato a chi ha patologie pregresse di frequentare luoghi con tanta gente, pensiamo per esempio ai centri commerciali. Chiediamo a chi è a rischio di andare nei negozi e anche negli alimentari nella fascia mattutina, fino alle 10, semmai di far uso degli aiuti di chi garantisce le consegne a domicilio, come comuni e associazioni. Chi vuole o deve viaggiare resta attiva l’hotline cantonale”.

“Le disposizioni entrano in vigore martedì 22 dicembre sino al 22 gennaio”.

“Chiediamo a tutti di essere prudenti su più fronti. Nell’ambito degli acquisti natalizi, pianificandoli per tempo, evitando l’ultimo momento. Anche nelle attività all’aperto, che è ammessa, ma non esente da rischi”.

“Pensando alla protezione della popolazione, con regimi di apertura e chiusura attorno a noi, come l’Italia, abbiamo deciso di chiedere all’autorità federali la chiusura dei valichi secondari per poter meglio controllare i principali. In Italia ci saranno delle limitazioni che da noi sono impensabili, numerosi cittadini italiani sono venuti da noi a godere delle nostre libertà: d’altro canto, devono garantire anche il rispetto del paese dove arrivano”.

“Sottolineo l’impegno di tutti noi Consiglieri di Stato, con le riunioni straordinarie oltre agli impegni dei dipartimenti. Lo abbiamo fatto rispettando tutte le sensibilità. Ringraziamo i nostri collaboratori e il Dottor Merlani per ringraziare tutti gli operativi al fronte. Il Governo è riuscito a tenere il passo e il gioco di squadra, è il nostro compito, ringrazio dunque i miei colleghi, abbiamo lavorato insieme e per voi per proteggere la popolazione e mantenere un equilibrio fra le varie necessità”.

“Per i comprensori sciistici avevamo chiesto criteri oggettivi per evitare mobilità. Abbiamo chiesto ai nostri comprensori di privilegiare i clienti locali e di ridurre la capacità. Vorremmo anche maggior presenza sulle piste di pattugliatori, perchè se qualcuno si fa male ha bisogno di un ricovero, per cui serve sensibilizzazione. Stanno camminando sulle uove, che rischiano di rompersi”. 

Coronavirus – Disposizioni cantonali per le festività

Coronavirus – Disposizioni cantonali per le festività

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato saluta positivamente le misure annunciate oggi dal Consiglio federale per fronteggiare la diffusione del coronavirus in Svizzera, e ha adattato le disposizioni cantonali. Il Governo ticinese condivide la decisione di inasprire il quadro normativo per il periodo delle festività, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente il numero di nuovi contagi e di ospedalizzazioni. La decisione odierna crea un quadro normativo uniforme, chiaro e con una prospettiva temporale adeguata. Il Governo manterrà in ogni caso misure cantonali più restrittive rispetto al quadro federale. Accanto a queste disposizioni, il Consiglio di Stato auspica che a livello federale si faccia chiarezza sugli aiuti economici a sostegno dei settori colpiti. Da parte sua il Governo ticinese presenterà settimana prossima il messaggio governativo sui casi di rigore con aiuti previsti nell’ordine di 75 milioni di franchi.

Il Consiglio di Stato prende atto con favore dell’inasprimento deciso dalla Confederazione: la soluzione presentata dal Consiglio federale ha il pregio della chiarezza fornendo alla popolazione regole univoche sul territorio nazionale per tutto il periodo delle festività.

Le disposizioni a livello federale per il periodo fra il 22 dicembre e il 22 gennaio, annunciate oggi pomeriggio, comprendono in particolare:

  • Chiusura di bar e ristoranti (inclusi quelli nei comprensori sciistici), ad eccezione di mense aziendali, mense scolastiche della scuola dell’obbligo e ristoranti degli alberghi (riservati agli ospiti).
  • Chiusura degli impianti sportivi e per il benessere, mentre la pratica dello sport all’aperto è consentita in gruppi di non più di cinque persone nonché a bambini e giovani fino ai 16 anni.
  • Chiusura delle strutture per la cultura e il tempo libero, con la possibilità di svolgere attività culturali in piccoli gruppi.
  • Ulteriore riduzione della capienza nei negozi, oltre alla conferma delle chiusure obbligatorie tra le 19 e le 6, la domenica e nei giorni festivi.
  • Queste regole sono inoltre accompagnate dall’invito alla popolazione a restare a casa, riducendo il più possibile i contatti sociali e rinunciando a viaggi e spostamenti non strettamente necessari.

In Ticino rimarranno inoltre in vigore le seguenti misure più restrittive rispetto al quadro normativo federale:

  • Assembramenti fino a un massimo di 5 persone negli spazi pubblici.
  • Incontri privati fino a un massimo di 5 persone con eccezioni per il 24, 25, 26, 31 dicembre e il 1° gennaio dove il limite sarà di 10 persone.
  • Servizi d’asporto e consegna a domicilio permessi fino alle 22.00.
  • Celebrazioni religiose, ammesse fino a 30 persone con eccezione il 24 e 25 dicembre dove saranno autorizzate fino a 50 persone se garantiti adeguati piani di protezione.
  • Le domeniche, gli altri festivi e il 6 gennaio 2021 i negozi e le strutture accessibili al pubblico rimarranno chiusi come previsto dalle disposizioni federali

Accanto a queste disposizioni, il Consiglio di Stato auspica che a livello federale si faccia chiarezza sugli aiuti economici a sostegno dei settori colpiti. Da parte sua il Governo ticinese presenterà settimana prossima il messaggio governativo sui casi di rigore con aiuti previsti nell’ordine di 75 milioni di franchi.
In vista delle imminenti festività, il Consiglio di Stato rivolge alla popolazione un pensiero di gratitudine per gli sforzi dimostrati in questi mesi nell’applicare le raccomandazioni sanitarie e nel rispettare le regole emanate dalle autorità. Nell’auspicio che si tratti dell’ultima grande festività che dovremo vivere sotto restrizioni così severe, il Governo invita quindi tutti a un ultimo sforzo a favore del bene comune e dei nostri operatori sanitari.
Il Consiglio di Stato rinnova inoltre l’invito restare a casa il più possibile e a limitare i contatti sociali nel corso di tutto il periodo natalizio. Invita anche la popolazione a pianificare per tempo gli acquisti e di evitare gli orari di forte concentrazione di persone. In questo senso saluta positivamente anche le nuove limitazioni di capienza per negozi e commerci.

Dal Ticino a Berna tre richieste sul Covid

Dal Ticino a Berna tre richieste sul Covid

Da www.ticinonews.ch

Il Consiglio di Stato si è espresso sugli scenari proposti dal Consiglio federale. Gobbi: “Sì al meccanismo, ma non basta”
È partita oggi la risposta del Consiglio di Stato ticinese agli scenari proposti da Berna per contenere i contagi. Il meccanismo proposto, ovvero un sistema graduale di pacchetti da introdurre a seconda della gravità della situazione, convince il Governo, ma alcuni aspetti vanno chiariti. Inoltre, i cinque ministri hanno formulato tre rivendicazioni: dichiarare lo stato di situazione straordinaria, porre delle limitazioni sul trasporto pubblico e introdurre un sistema di controllo alle frontiere. Rivendicazioni che sono state spiegate nel dettaglio dal presidente del Governo Norman Gobbi ai colleghi di Teleticino.

Le misure cantonali: proroga o inasprimento?
In attesa delle decisioni del Consiglio federale, restano in vigore le misure cantonali fino al 23 dicembre. Misure che potrebbero essere rinnovate o inasprite. “Il Consiglio di Stato si riserva di decidere nei prossimi giorni sulle misure da introdurre gradualmente, come fatto finora” precisa Gobbi. “In questi giorni vedremo l’effetto delle misure decise la scorsa settimana”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/dal-ticino-a-berna-tre-richieste-sul-covid-FB3571052

Coronavirus – Adattamento delle disposizioni cantonali

Coronavirus – Adattamento delle disposizioni cantonali

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto delle misure annunciate oggi dal Consiglio federale per fronteggiare la diffusione del coronavirus in Svizzera, e ha adattato le disposizioni cantonali. Il Governo ticinese saluta con favore l’aumento del contributo finanziario della Confederazione a sostegno dei settori economici colpiti dall’effetto delle restrizioni.

L’aggiornamento delle disposizioni in vigore a livello nazionale, annunciato oggi pomeriggio dal Consiglio federale, ha imposto l’adattamento delle norme in vigore da mercoledì 9 dicembre in Ticino. Le principali misure aggiuntive che entrano in vigore in Ticino, a partire da domani, riguardano pertanto:

  • Obbligo di chiusura alle 19 anche per i ristoranti (per i bar già in vigore)
  • Obbligo di chiusura delle attività commerciali nelle domeniche e nei giorni festivi
  • Divieto di manifestazioni (salvo alcune eccezioni)
  • Divieto di attività culturali con più di 5 persone (per lo sport non professionistico la limitazione era già in vigore)

Va sottolineato che la situazione epidemiologica in Ticino al momento non permette al Cantone di applicare deroghe all’obbligo di chiusura dei ristoranti. A questo proposito, il Governo considera problematico considerare l’incidenza media svizzera quale parametro di riferimento per concedere ai Cantoni la facoltà di deroga: questa scelta potrebbe infatti innescare effetti indesiderati come una minore propensione dei Cantoni a invitare la popolazione a ricorrere ai test.

Al di là dei punti citati in entrata, rimangono valide le disposizioni cantonali annunciate dal Consiglio di Stato a inizio settimana, ed entrate in vigore a partire da mercoledì 9 dicembre. Va ricordato in particolare che, per cene e feste private, il numero massimo di partecipanti è fissato a 5 persone. Inoltre, va ricordato che gli impianti di risalita potranno regolarmente rimanere in esercizio, nel rispetto dei piani di protezione. Viste le chiusure domenicali delle attività commerciali decretate dal Consiglio federale, il Consiglio di Stato invita la popolazione ticinese a pianificare attentamente i propri acquisti natalizi, evitando i momenti di punta e gli assembramenti.

Il Governo ticinese saluta positivamente l’intenzione annunciata dal Consiglio federale di ampliare le possibilità di sostegno alle imprese, ma sottolinea l’esigenza di concretizzare a breve il programma di aiuti per i casi di rigore, in modo da evitare conseguenze irreparabili per gli operatori economici del nostro Cantone. Un messaggio governativo sarà presentato prima di Natale, per permettere l’applicazione dell’ordinanza federale.

Il Consiglio di Stato ribadisce la criticità di introdurre cambiamenti normativi troppo frequenti e a diversi livelli istituzionali che generano insicurezza fra la popolazione e gli operatori economici. In questo senso, il Governo ritiene problematica l’intenzione del Consiglio federale di prevedere ulteriori misure già nel corso della prossima settimana.  

Flyer

Sci, tra chiarezza e incognite

Sci, tra chiarezza e incognite

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 9 dicembre 2020 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sci-tra-chiarezza-e-incognite-13668139.html

Il Cantone ha assicurato il suo sostegno ai responsabili degli impianti di risalita, che dovranno occuparsi di far rispettare le misure

Sabato in Ticino inizierà la stagione dello sci alpino. Nonostante la certezza portata dall’abbondante nevicata, le incognite sono molte.
Mercoledì, i responsabili degli impianti hanno incontrato le autorità cantonali, che hanno assicurato il loro sostegno e fatto chiarezza sull’imminente apertura delle stazioni invernali.
“Oggi abbiamo spiegato quali sono i passi da fare per poter ottenere le autorizzazioni cantonali”, spiega il presidente del Governo Norman Gobbi. “I piani di protezione dovranno essere applicati in maniera rigorosa per evitare le scene che abbiamo visto Oltre Gottardo”.
Toccherà dunque ai gestori degli impianti assicurarsi che le misure vengano rispettate. “Quello che abbiamo capito è che la responsabilità è al 100% nostra”, riassume il direttore di Valbianca Mauro Pini, per il quale “ognuno di noi deve e farà il possibile per fare questo sforzo”.
Tra le altre preoccupazioni, c’è anche la questione della ristorazione sulle piste alla domenica. Ci si chiede poi quello che potrebbe essere annunciato a Berna il 18 dicembre. Forse una limitazione dell’affluenza se non saranno rispettati i piani di protezione?
“Facciamo parte di quelle stazioni che hanno una concessione federale, pertanto non possono farci chiudere, o dovranno dimostrarlo, perché i bus e i treni sono pieni e non c’è nessun controllo”, reagisce il proprietario degli Impianti turistici Bosco Gurin Giovanni Frapolli.
Garanzie e rassicurazioni non ce ne sono. Si può solo fare appello alla responsabilità individuale e alla capacità dei gestori degli impianti, confrontati a una situazione nuova anche per loro.