Nasce il comune di Verzasca

Nasce il comune di Verzasca

Il progetto di aggregazione di sette enti locali è stato approvato lunedì dal Gran Consiglio ticinese

Verzasca era valle, ora è pure comune. Il Gran Consiglio ticinese – con 82 voti favorevoli, 0 contrari, 1 astenuto ed un bell’applauso – ha approvato lunedì il progetto di aggregazione di Brione Verzasca, Corippo, Cugnasco-Gerra (Valle), Frasco, Lavertezzo (Valle), Sonogno e Vogorno in un unico comune denominato Verzasca.

“Questa aggregazione non è un punto di arrivo, ma partenza, per rilanciare la zona”, ha ricordato in aula il relatore Omar Balli (Lega). “Vogliamo creare posti di lavoro. E riportare le famiglie in valle”, ha aggiunto.

“Il merito va ai cittadini e alle cittadine della Verzasca, che non hanno mai smesso di credere in questo progetto”, ha invece detto il direttore del dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi. “Questo comune sarà il nuovo cuore del Ticino”, ha proseguito.

Le prime elezioni si terranno nel 2020. Contributi finanziari complessivi al progetto: 18 milioni di franchi. La sede amministrativa sarà a Vogorno, ma con diversi sportelli. I municipali saranno cinque, i consiglieri comunali 20 e gli abitanti circa 850.

Caro estinto frontaliere

Caro estinto frontaliere

Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Caro-estinto-frontaliere-11181132.html

Passo avanti verso l’abolizione del “passaporto per i morti”, iniziativa protezionistica introdotta da Como in contrasto con i bilaterali

Esistono buone probabilità che, a breve, la cremazione dei defunti della provincia di Como possa avvenire nuovamente a Chiasso. La notizia è emersa giovedì, durante l’incontro della Regio Insubrica a Mezzana.

Da un anno la città di Como – malgrado il suo forno crematorio non sia operativo – aveva introdotto uno “scoglio” amministrativo, un’iniziativa “protezionistica” in contrasto con gli accordi bilaterali; una sorta di “passaporto per i morti” necessario per permettere alle salme della città italiana di varcare il confine.

Per superare una burocrazia lenta e costosa, invece, basterebbe un decreto di trasporto, visto che le due città sono posizionate nel raggio di soli 10 km. La riunione della regio insubrica giovedì, è stata l’occasione per fare un passo avanti.

“Abbiamo ottenuto, da parte del nuovo presidente della provincia di Como, l’impegno ad attivarsi sul fronte della città di Como per migliorare il flusso amministrativo, in modo che i defunti della provincia di Como possano essere trasportati, senza grossi problemi, al forno crematorio di Chiasso”, ha spiegato Norman Gobbi, direttore del dipartimento delle istituzioni.

Gli accordi raggiunti oggi varranno anche tra 4 mesi, quando verosimilmente tornerà in funzione anche il crematorio lariano, inadeguato a rispondere alla richiesta del territorio.

“In passato è capitato anche di trovare porte d’uscita in caso d’emergenza incatenate…”

“In passato è capitato anche di trovare porte d’uscita in caso d’emergenza incatenate…”

Servizio all’interno dell’edizione di domenica 9 dicembre 2018 del Telegiornale
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11192784


Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 10 dicembre 2018 de La Regione

E in Ticino? «Mi riferisco in particolare ai centri urbani, dato che è nelle città che si concentra il grosso degli eventi: ebbene, le rispettive polizie comunali chiedono agli organizzatori e ai gerenti dei locali, se la manifestazione in un bar richiama potenzialmente un folto pubblico, un concetto di sicurezza – spiega il presidente dell’Associazione delle polizie comunali ticinesi (Apcti) Dimitri Bossalini –.
Il concetto significa fra l’altro numero degli agenti di sicurezza ingaggiati per garantire l’ordine all’interno e all’esterno del sito, capienza massima, uscite di sicurezza o vie di fuga ecc. Le polizie esaminano questi piani e vi apportano se necessario dei correttivi. Ciò vale anche per i carnevali di una certa dimensione organizzati nei capannoni». Oltre che presidente dell’Apcti, Bossalini è comandante della Polizia di Locarno: «Il nostro Municipio, per esempio, non rilascia l’autorizzazione a organizzare l’evento se il concetto di sicurezza non è approvato dalla Polizia comunale». Il livello di sicurezza dipende anche dalla preparazione degli addetti alla sorveglianza, ovvero degli agenti privati impiegati da chi organizza la manifestazione.
«È uno degli aspetti contemplati dalla Lapis», rileva il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. La Lapis, la legge che in Ticino disciplina le attività private di investigazione e di sorveglianza, oggetto qualche anno fa di una revisione. Nell’articolo della Lapis sui requisiti che l’aspirante agente privato di sicurezza deve possedere per ottenere dal Cantone l’autorizzazione a esercitare figura infatti quello di “un’adeguata formazione”. Sul fronte della prevenzione, per evitare quindi tragedie come quella avvenuta nell’Anconetano, «occorre proseguire con l’attività di controllo, proprio per scongiurare situazioni potenzialmente pericolose», aggiunge Gobbi: «In passato è capitato anche di trovare porte d’uscita in caso d’emergenza incatenate…». Nell’ambito di queste verifiche «un ruolo importante lo hanno i Comuni, attraverso le rispettive polizie amministrative e alla luce delle deleghe conferite agli enti locali dalla Lear (la legge sugli esercizi pubblici, ndr)». E una riflessione «andrebbe fatta sulla vendita, oggi libera, degli spray al pepe».

Radar: segnalati tutti i controlli

Radar: segnalati tutti i controlli

Smantellate le postazioni fisse

In Ticino i controlli di velocità sono da sempre un tema molto dibattuto e presente sui media. Le reazioni della popolazione sono controverse: c’è chi sostiene che i radar siano utilizzati unicamente per ottenere facili guadagni e chi invece è convinto che l’attività di prevenzione stradale sia basilare per ridurre il numero di incidenti. I risultati conseguiti negli ultimi anni, hanno portato all’aumento del numero di coloro che considerano positivamente i radar per il contributo al miglioramento della sicurezza del nostro Cantone.
A inizio 2019 ci saranno importanti novità: su decisione del mio Dipartimento, diremo infatti addio ai radar fissi dislocati sulle strade cantonali. L’attuale elevato livello di sicurezza non sarà comunque compromesso. Oltre alle tradizionali modalità di controllo, sarà pure introdotto l’utilizzo di due apparecchi semi-stazionari. Inoltre, quale novità la Polizia cantonale comunicherà, oltre ai controlli mobili già ora segnalati, pure quelli che saranno effettuati dalle nuove apparecchiature su strade cantonali e comunali.
A mio modo di vedere, si tratta di una misura estremamente coerente in linea con la politica di sicurezza intrapresa negli ultimi anni, che prevede una comunicazione trasparente sui controlli della velocità e un’opportuna sensibilizzazione dei cittadini attraverso campagne di prevenzione nell’ambito del progetto “Strade sicure”.

Giudizi favorevoli della popolazione
I risultati ottenuti sono positivi: le cifre che abbiamo a disposizione dicono infatti che nel 2017 si sono verificati 3’880 incidenti della circolazione stradale, con una diminuzione del 3% rispetto all’anno precedente. La nuova strategia, che applica la volontà del Gran Consiglio e che prevede che si segnali agli utenti della strada i controlli eseguiti con i radar della polizia su strade cantonali e comunali, ha rafforzato la collaborazione tra i Corpi e migliorato la copertura del territorio.
La misura è stata apprezzata dai cittadini che, in alcuni casi, hanno collaborato in modo diretto segnalando criticità alla Polizia cantonale. Neppure l’annuncio dell’acquisto di due apparecchi semi-stazionari aveva sollevato particolari rimostranze, a ulteriore conferma che il tema della sicurezza sta a cuore al cittadino.

Controlli nei punti più sensibili
Come detto in precedenza, il mio Dipartimento ha deciso che da inizio 2019 prossimo gennaio la comunicazione della presenza dei radar verrà estesa pure a quelli effettuati con i due apparecchi semi-stazionari. Questi dispositivi affiancheranno i due apparecchi attivi sulla autostrada A2 in territorio di Balerna e di Collina d’Oro. I Comuni nel caso avessero l’esigenza di effettuare controlli della velocità, potranno richiedere l’utilizzo di uno di questi apparecchi. Questa opportunità è stata espressamente richiesta dai Comuni per eseguire dei controlli nei punti più sensibili: l’obiettivo primario resta quello di disincentivare il superamento dei limiti nelle vicinanze degli istituti scolastici.
Va specificato che le Polizie comunali hanno totale autonomia nella gestione dei propri controlli di velocità e degli strumenti utilizzati. Ma il Cantone vigilerà che le richieste ricevute dai Comuni siano fondate e poggino su necessità reali di prevenzione. Come ho avuto modo di dire più volte, vogliamo inoltre evitare una sovrapposizione di controlli e per questo ci sarà una migliore coordinazione tra Polizia cantonale e polizie comunali.
Come responsabile del Dipartimento delle istituzioni sono pienamente soddisfatto della nuova impostazione. L’obiettivo è sempre stato quello di aumentare la sicurezza e non di tartassare i cittadini ticinesi.

“Segnalare i dispositivi mobili ha funzionato”

“Segnalare i dispositivi mobili ha funzionato”

Intervista pubblicata nell’edizione di venerdì 7 dicembre 2018 del Corriere del Ticino

Dal 1. gennaio il Ticino dirà addio ai radar fissi installati nel 2006. In pratica per lei si avvera da consigliere di Stato il sogno cullato quando era un battagliero parlamentare leghista?
“È curioso. Poco tempo fa ripensavo che sono passati dieci anni dall’autunno del 2008 quando da presidente del Gran Consiglio avevo moderato la discussione parlamentare sulla possibilità di segnalare le postazioni fisse per il controllo della velocità. Allora il gruppo della Lega mise l’accento su un aspetto: sì alla prevenzione e no alla cosiddetta “cassetta”. Dieci anni dopo da leghista e da consigliere di Stato – sempre battagliero – la mia posizione è sempre la stessa. Più che un sogno che si avvera, direi che mi rallegro del fatto che la Lega dei ticinesi e il sottoscritto negli anni sono rimasti coerenti con i propri ideali”.

Spariranno le nove cassette sospese e arriveranno due radar semistazionari. Qual è la buona notizia per gli automobilisti?
“Anzitutto i controlli della velocità effettuati con l’utilizzo degli apparecchi mobili e semi-stazionari saranno segnalati. A più di un anno dall’inizio delle indicazioni settimanali fornite dalla Polizia cantonale agli automobilisti abbiamo potuto riscontrare che il sistema funziona. Da una parte il cittadino conosce i luoghi in cui saranno effettuati i controlli e dall’altra abbiamo detto addio ai controlli “selvaggi” sulle strade. Grazie all’importante lavoro dei servizi della cantonale infatti ora esiste un coordinamento con le comunali e questo consente di evitare che avvengano controlli in luoghi vicini”.

La vendita all’asta che scopo ha oltre che tentare di incassare qualche franco?
“La prevenzione per rendere le nostre strade sicure per tutti gli utenti è l’obiettivo che vogliamo raggiungere. Per questo motivo abbiamo deciso di destinare il ricavato della vendita dei vecchi radar – che ormai sono diventati leggenda soprattutto grazie alla campagna che a suo tempo fece il Nano – ai progetti delle campagne di sensibilizzazione di “strade sicure””.

La scelta di passare dalle nove postazioni fisse ai due nuovi radar itineranti risponde in qualche modo alla necessità di aumentare la sicurezza?
“Assolutamente sì. Il traffico sulla nostra rete stradale negli anni è mutato parecchio e le postazioni fisse installate nel 2006 rispondono solo in parte alle esigenze di oggi in materia di sicurezza. Oltre a questi luoghi – catalogati in passato come “pericolosi” – esistono altri punti sensibili, pertanto è bene effettuare dei controlli della velocità anche su questi tratti di strada”.

In che misura a suo modo di vedere i radar fissi hanno prodotto benefici a livello di sicurezza nei dodici anni di attività in Ticino?
“Sicuramente sono serviti a cambiare il comportamento dell’automobilista; lo conferma la diminuzione degli incidenti riscontrata in queste zone”.

Veniamo all’incasso: quanto hanno fruttato le postazioni fisse in Ticino?
“L’ultimo dato aggiornato e riportato nel Preventivo del 2018 e del 2019 è di 10,5 milioni di franchi per tutti i controlli fissi e semi stazionari”.

 

Da gennaio addio ai radar fissi

Da gennaio addio ai radar fissi

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 6 dicembre 2018 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11181717

 

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 7 dicembre 2018 del Corriere del Ticino

Due apparecchi semi-stazionari sostituiranno quelli installati tra le polemiche nel 2006 che verranno battuti all’asta
Matteo Cocchi: «Sono dispositivi moderni che ci permetteranno di migliorare l’azione di prevenzione della Polizia»

Quest’anno il tradizionale conto alla rovescia di capodanno combacerà anche con l’addio ai radar fissi. A partire dal 1. gennaio 2019 il rilevamento della velocità sulle strade cantonali sarà infatti «affidato a due apparecchi semi-stazionari che sostituiranno le nove postazioni fisse installate nel 2006».
Una piccola rivoluzione per il Ticino che riflette «la nuova impostazione elaborata dal Dipartimento delle istituzioni che – precisa il dipartimento di Norman Gobbi – prevede da un lato di smantellare i radar fissi e, dall’altro, di segnalare tutti i controlli (mobili e semi-stazionari) tramite i canali di comunicazione della Polizia cantonale».
“L’acquisizione delle nuove apparecchiature – ci spiega il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi – fa seguito ad una valutazione che, approfondendo anche quanto già viene fatto in altri cantoni, permette di essere dotati di dispositivi moderni e che consentono di ottimizzare l’azione di prevenzione della polizia. Non dobbiamo dimenticare che, anche in ambito di controlli radar, abbiamo conosciuto un’evoluzione. Uno sviluppo che tocca il traffico, la tecnologia e l’attitudine alla guida. L’introduzione dei nuovi radar semi-stazionari è dunque una conseguenza di questo sviluppo”.
Ma cosa cambierà, concretamente, per l’automobilista? Detto che i due radar fissi posizionati sull’autostrada all’altezza di Balerna e di Collina d’Oro rimarranno imperterriti al loro posto, a partire dall’anno prossimo ogni settimana la Polizia cantonale comunicherà – attraverso i profili Facebook, Twitter e il sito www.ti.ch/polizia – le zone che saranno interessate dai controlli. Non più solo dei radar mobili come avviene già oggi, ma anche dei due dispositivi semi-stazionari. “La nuova strategia, che applica la volontà del Gran Consiglio di segnalare ai conducenti tutti i controlli eseguiti con gli apparecchi mobili, ha inoltre migliorato la copertura del territorio e la collaborazione tra le forze dell’ordine”, rilevano le Istituzioni. Dati alla mano, «su un totale di 1.134 controlli effettuati dal 1. luglio 2017 al 30 giugno 2018, 887 sono stati fatti dalle polizie comunali”. E proprio nell’ottica di perfezionare la collaborazione tra i diversi corpi, da gennaio “sarà inoltre introdotta la possibilità per le autorità comunali come pure per i cittadini di richiedere alla Polizia cantonale di effettuare controlli della velocità con le nuove postazioni semi-stazionarie lungo le tratte ritenute pericolose – aggiunge Cocchi – penso in particolare nelle vicinanze delle scuole. Una nuova impostazione questa che permetterà un ulteriore miglioramento della sicurezza stradale”. Miglioramento che, dati alla mano, è iniziato già nel 2017 quando sono stati registrati “3.880 incidenti della circolazione, pari a una diminuzione del 2,8%”. Infine, per chi leggendo quest’articolo avesse avuto un moto di nostalgia all’idea che i radar fissi scompariranno, niente paura. «Le nove postazioni smantellate – concludono le Istituzioni – verranno vendute all’asta e il ricavato sarà destinato al progetto di prevenzione “Strade sicure’’”.

Addio ai radar fissi

Addio ai radar fissi

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 7 dicembre 2018 de La Regione

Norman Gobbi, direttore delle Istituzioni: “Continueremo a fare prevenzione e ricordare agli utenti di rispettare le regole”

Radar fissi addio. Dal 1° gennaio 2019, infatti, il controllo del rispetto dei limiti di velocità sarà affidato a due apparecchi semi-stazionari che andranno a sostituire le nove postazioni fisse presenti dal 2006. La posizione di tutte le stazioni di rilevamento verrà segnalata. La decisione è stata presa per far spazio a “stazioni che rimangono per più giorni nello stesso posto come oggi succede sulle strade nazionali”, spiega interpellato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni. E, soprattutto, “diamo seguito alle richieste dei Comuni come di molti cittadini che ci hanno chiesto più attenzione nel controllo di alcuni tratti stradali ritenuti pericolosi, anche per il superamento dei limiti di velocità”. I radar semistazionari, aggiunge Gobbi, “a differenza degli altri controlli mobili, che sono momentanei, possono avvenire su due o tre giorni, ma se del caso anche per un’intera settimana”. In questo modo, per il direttore delle Istituzioni, “si permetterà di richiamare l’attenzione degli utenti della strada al rispetto delle norme anche in un tratto dove magari uno è tentato di correre più del dovuto”. Questi dispositivi di ultima generazione affiancheranno i due apparecchi che rimarranno in azione lungo l’autostrada A2, nei territori comunali di Balerna e Collina d’Oro. L’obiettivo, ricorda Gobbi, “non è quello di mettere i controlli così a caso, e saranno segnalati in modo che l’attenzione sia richiamata sempre”. Con il fine, va da sé, di “aumentare l’attenzione degli utenti della strada non solo riguardo alla velocità. Penso in particolare, visto che siamo a dicembre, ai periodi dell’anno in cui le ore di buio sono più di quelle di luce e l’attenzione deve essere ancora maggiore”. Andare avanti sulla strada della sensibilizzazione è “non solo una necessità ma una nostra precisa volontà”, e i radar fissi in questo concetto non erano più la soluzione migliore. «Sono ormai vetusti – precisa Gobbi –, e non va dimenticato che ad esempio funzionano con le autovetture e non con le motociclette. E di queste ne circolano tante”. Da qui la decisione di smantellarli e metterli all’asta, per finanziare progetti di prevenzione e sensibilizzazione come ‘Strade sicure’. Una storia, quella dei radar fissi, che va quindi a concludersi. E su questo tema Gobbi ricorda come «ero presidente del Gran Consiglio quando, nel 2008, si discusse questo tema. Che fu fortemente contrastato dalla Lega, tanto che Giuliano Bignasca lanciò la taglia sui radar. Se vogliamo, la taglia la giriamo all’inverso. È lo Stato che, oggi, elimina i radar fissi e li mette in vendita con l’obiettivo di finanziare attività di prevenzione”.

Incidenti, nel 2017 calo del 2,8%
Stando ai dati finora disponibili, nel 2017 si sono registrati 3’880 incidenti della circolazione. Vale a dire il 2,8 per cento in meno rispetto al 2016. Numeri questi che sono, recita il comunicato del Dipartimento istituzioni, “un frutto tangibile del nuovo approccio che prevede una comunicazione trasparente sui controlli della velocità, affiancata da campagne preventive come ‘Strade sicure”. Merito della segnalazione dei radar votata dal Gran Consiglio del 2016? Per Norman Gobbi “è un merito in generale della prevenzione che viene fatta. Sì con l’informazione, ma anche coi controlli che sono inevitabili. Lo sappiamo, l’essere umano ama la libertà. Ma le regole devono essere seguite”. Sicuramente, però, “i dati confortano la politica da noi portata avanti, perché meno incidenti significano meno code, meno danni materiali e meno danni sociali se ci sono ferimenti o peggio”. Due anni fa la segnalazione dei radar arrivò a seguito di una mozione di Marco Chiesa (Udc) e Fiorenzo Dadò (Ppd). Proprio quest’ultimo, da noi raggiunto, si dice “contento che la nostra mozione ha portato qualche beneficio nella prevenzione degli incidenti. Constatiamo che ai tempi ci lanciarono gli strali addosso, le nostre intenzioni erano buone e oggi ne abbiamo la conferma”.

Prevena 2018: sotto l’albero non regalatevi spiacevoli sorprese

Prevena 2018: sotto l’albero non regalatevi spiacevoli sorprese

Comunicato stampa

Come ogni anno e fino al 24 dicembre, agenti della Polizia cantonale, in collaborazione con quelli delle Polizie comunali, della Polizia dei trasporti e delle Guardie di confine mettono in atto l’operazione PREVENA 18. L’obiettivo è di garantire alla popolazione una presenza accresciuta di forze di polizia sul territorio durante tutto il periodo dell’Avvento, segnatamente nei punti di grande affluenza quali negozi, centri commerciali e mercatini natalizi.

Si rende attenta la popolazione a prestare particolare attenzione, poiché in questo momento dell’anno l’afflusso in massa di persone favorisce i borseggi e i furti in genere da parte dei malviventi. Inoltre il rapido imbrunire facilita in particolare i furti con scasso nelle abitazioni; per questo motivo la presenza ancora più capillare di pattuglie sul territorio intende accrescere il livello di vigilanza anche su questo fronte, al fine di garantire alla popolazione delle festività natalizie in tutta sicurezza.

Per prevenire sgradite “sorprese” durante gli acquisti si rinnovano i seguenti consigli: 

  • evitare, nel limite del possibile, di portare con sé somme consistenti di denaro in contanti, utilizzare piuttosto le carte di credito; 
  • custodire il portamonete in tasche anteriori dei pantaloni o quelle interne della giacca, meglio ancora se è possibile chiuderle; 
  • portare sempre le borsette a contatto con il corpo e preferibilmente sul davanti e con la cerniera chiusa o comunque mai perderle di vista (ad esempio nei carrelli della spesa); 
  • mai tenere nello stesso posto le carte bancarie/postali e i codici per il loro utilizzo. Se possibile non conservare i codici per iscritto; 
  • prestare attenzione quando qualcuno vi urta nella ressa (sovente gli autori di furti e borseggi provocano lo scontro per distrarre le vittime e sottrarre loro denaro e altri valori); 
  • non lasciare oggetti di valore in vista nei veicoli e verificare che le auto siano regolarmente chiuse a chiave quando si lascia il parcheggio.

In particolare per prevenire i furti con scasso si raccomanda di: 

  • chiudere accuratamente tutte le porte e finestre prima di uscire di casa, evitando di lasciare chiari indizi dell’assenza: biglietti sulla porta, luci spente in casa, messaggi particolari sulla segreteria telefonica, ecc; 
  • depositare gli oggetti di valore e i documenti importanti in una cassetta di sicurezza della banca; 
  • evitare di nascondere le chiavi di casa sotto lo zerbino, dietro i vasi per i fiori o nella bucalettere; 
  • simulare una presenza all’interno inserendo un timer su più di una luce e farlo accendere a intervalli irregolari.

S’invita inoltre a segnalare tempestivamente alla Polizia oppure al personale del negozio comportamenti sospetti ravvisati in centri commerciali o nei parcheggi. Non esitate a chiamare il 117 e a segnalare situazioni che possono essere sospette.

Licenziato il messaggio per l’avvio della progettazione della ristrutturazione del Pretorio di Locarno

Licenziato il messaggio per l’avvio della progettazione della ristrutturazione del Pretorio di Locarno

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha licenziato il messaggio per l’avvio della progettazione della ristrutturazione del Pretorio di Locarno e dei progetti correlati delle sedi provvisorie. Nel complesso il Governo chiede al Gran Consiglio lo stanziamento di un credito di circa 11,8 milioni di franchi.
A oltre cento anni dalla sua costruzione, il palazzo del Pretorio di Locarno necessita di essere sottoposto a una ristrutturazione, così da poter continuare a rispecchiare il carattere istituzionale e rappresentativo degli organi dell’autorità cantonale ivi insediati.
Con il messaggio licenziato oggi il Consiglio di Stato chiede pertanto un credito di progettazione per la sua ristrutturazione di circa 3.9 milioni di franchi, a fronte di un investimento complessivo stimato in circa 30 milioni di franchi.
Contestualmente, per attuare questa ristrutturazione è necessario liberare completamente gli spazi interni del Pretorio: di conseguenza si prevede di predisporre delle sedi transitorie per i Servizi ora insediati nel palazzo, per il cui allestimento sono previsti altri quattro crediti, ammontanti a circa 7.9 milioni di franchi.
Queste sedi – che verranno progettate e allestite dopo l’approvazione del messaggio da parte del Gran Consiglio – saranno operative per tutta la durata dei lavori, fino alla riconsegna degli spazi rinnovati.

In particolare saranno:
–  l’ex sede del Credit Suisse in Piazza Grande, dove si propone di trasferire i servizi della Magistratura;
–  La Ferriera, dove s’intende trasferire la Polizia cantonale, l’ufficio di supporto del Ministero pubblico e l’Ufficio stima;
–  lo stabile della Direzione dei lavori del Sopraceneri a Tenero, dove si propone di insediare gli uffici forestali del Dipartimento del territorio, oggi alla Ferriera;
–  Villa Erica, dove vi è l’intento di trasferire in modo definitivo la sotto-sede del Centro Professionale Commerciale (CPC) del Dipartimento dell’educazione, della
cultura e dello sport (DECS).

Il risanamento e la ristrutturazione totale del Palazzo del Pretorio permetteranno all’edificio di tornare, dopo oltre un secolo, ad assumere un rinnovato carattere rappresentativo degli organi istituzionali statali, così come a riaffermarsi nel contesto urbano del Quartiere Nuovo della città di Locarno.