Formato il gruppo di lavoro per la futura nuova Polizia

Formato il gruppo di lavoro per la futura nuova Polizia

Dal Giornale del Popolo | Le proposte al Governo saranno elaborate entro fine 2017

Ieri il Governo ha istituito il Gruppo di lavoro «Polizia ticinese», che ha ricevuto l’incarico di presentare al Dipartimento delle istituzioni – entro il 31 dicembre 2017 – un rapporto sulle possibili nuove forme di organizzazione e collaborazione tra Polizia cantonale e Polizie comunali. La creazione del Gruppo di lavoro segue la discussione avvenuta durante la recente Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza che, nell’ottobre scorso, ha visto i capi dicastero dei Comuni Polo e gli operatori del settore condividere la volontà di migliorare ulteriormente l’attuale organizzazione e collaborazione tra Polizia cantonale e Polizie comunali.

Il Gruppo di lavoro «Polizia ticinese» sarà composto da: Luca Filippini, segretario generale, Dipartimento delle istituzioni (presidente); Luca Bieri, ufficiale, Polizia cantonale (segretario); Monica Rivola, capostaff, Segreteria generale del Dipartimento delle istituzioni; Alain Scherrer, sindaco, Città di Locarno; Sergio Bernasconi, sindaco, Comune di Novazzano; Matteo Cocchi, comandante, Polizia cantonale; Decio Cavallini, capo gendarmeria, Polizia cantonale; Roberto Torrente, comandante, Polizia Città di Lugano; Dimitri Bossalini, presidente dell’Associazione Polizie comunali ticinesi. I membri potranno inoltre avvalersi della consulenza specialistica di Antonio Perugini (sostituto procuratore generale), Hans Baltensperger (già comandante della Polizia cantonale del Canton Turgovia), Jvan Weber (già comandante della Polizia Città di Lugano) e Paulo Gonçalves (direttore del programma master in Humanitarian Logistics and Management all’USI).

L’orgoglio per la sicurezza dei ticinesi

L’orgoglio per la sicurezza dei ticinesi

Editoriale dicembre 2016, rivista della Polizia del Cantone Ticino |

Sul fronte della sicurezza l’estate ticinese è stata rovente. Il 2016 si è caratterizzato alle nostre latitudini per l’emergenza migranti, dopo la chiusura delle rotte alternative lungo l’Europa per raggiungere i paesi a nord della Svizzera. Siamo stati lungimiranti. Per far fronte a una situazione nuova dovuta alla congiuntura internazionale, abbiamo sviluppato un dispositivo ad hoc composto da Guardie di confine, Polizia cantonale e Polizie comunali. Questa task force per la gestione dei flussi ha funzionato egregiamente, soprattutto grazie alle competenze di ognuno di voi che si è adoperato a favore di quest’attività straordinaria. Il filtro realizzato sul Mendrisiotto non ha giovato unicamente alla popolazione ticinese, ma ha avuto un impatto rilevante anche sulla sicurezza delle altre regioni del nostro Paese.

Nel 2016 abbiamo raggiunto anche un altro importante obiettivo nell’ambito della sicurezza, che non ha avuto la stessa risonanza mediatica, ma che ritengo importante sottolineare: nei primi otto mesi di quest’anno infatti si è registrato un calo del 30% dei furti con scasso commessi sul nostro territorio. Un risultato già di suo soddisfacente, ma ancor più se pensiamo che in zone come il Locarnese e il mendrisiotto, l’incidenza di questo tipo di furti si sia addirittura dimezzata! Inoltre, a marzo di quest’anno, abbiamo raggiunto un record positivo a livello di reati commessi nel Canton Ticino, toccando il minimo degli ultimi dieci anni.

Questi risultati sono sicuramente frutto della nostra maggiore e migliore presenza sul territorio. In quest’ottica, come ben sapete, è stata pensata la riorganizzazione della Gendarmeria, con la volontà di riportare fisicamente i nostri agenti sul terreno, al contatto con la popolazione, rafforzando così il senso di sicurezza dei ticinesi.

La Polizia oggi è confrontata però con nuove minacce che mettono in discussione questo senso di sicurezza. Minacce gravi, globali, che agli occhi di molti crescono impercettibilmente salvo poi manifestarsi con tutta la loro violenza. Scenari che per anni sono sembrati lontani, e che ora si sono presentati con ferocia – e vigliaccheria – vicino a noi. Lo jihadismo non è tabù nemmeno nel nostro Paese: secondo il rapporto 2016 del Servizio delle attività informative della Confederazione, sono all’incirca 400 le persone che in Svizzera simpatizzano per l’ISIS, con il serio rischio di radicalizzazione che ne consegue. Anche se attualmente non risultiamo essere obiettivo primario dei terroristi, sarebbe irresponsabile chiudere gli occhi «perché tanto qui non succederà mai». Proprio per questo motivo la professione di agente di polizia si è evoluta negli anni, integrando nuove competenze e adottando nuovi strumenti, adatti a far fronte alle situazioni con le quali potremmo essere potenzialmente confrontati.

Guardando verso il futuro prossimo, nel 2017 è molto probabile che, con l’arrivo della bella stagione, ci troveremo ad affrontare la stessa emergenza sul fronte migrazione. Sono certo però che l’affronteremo nel migliore dei modi, come abbiamo fatto quest’anno, grazie soprattutto alla vostra professionalità. In un mondo che si evolve, con una complessità e una velocità crescenti, è indispensabile prepararsi e anticipare ogni potenziale scenario. Una missione al limite del possibile, che richiede professionalità, perseveranza e spirito di servizio.

Sono convinto che la strada che stiamo percorrendo sia quella giusta, come lo dimostrano i risultati raggiunti e il sentimento di accresciuta sicurezza percepito dai ticinesi. L’aspetto della sicurezza è strettamente legato a quello del benessere della popolazione, ed è per questo che mi sta veramente a cuore, come sono certo stia a cuore anche a voi. Sapere che le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri conoscenti possano sentirsi protetti dal vostro lavoro, è motivo d’orgoglio. E non smetterò mai di ricordarlo. Perché tutto questo non sarebbe possibile senza di voi. Grazie quindi, ancora una volta, a tutti voi per il vostro impegno e il vostro contributo a favore della collettività.

Norman Gobbi,
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Da tio.ch l Presenti alla cerimonia Norman Gobbi, il direttore del dipartimento dell’economia del Canton Uri Camenzind e il responsabile FFS Roberto Tulipani. Il treno TILO “Göschenen/Airolo” ha ricevuto questa mattina il proprio battesimo ufficiale ai portali della “vecchia” galleria.

Da oramai una settimana, migliaia di viaggiatori sfruttano i nuovi collegamenti attraverso la galleria di base, risparmiando circa 30 minuti per ogni viaggio. Al contempo, lungo la linea panoramica del San Gottardo, le FFS continuano a proporre un’interessante offerta per gli spostamenti casa-lavoro e rafforzano il turismo regionale. «Crediamo nel mito del San Gottardo e al potenziale turistico della regione», ha affermato Roberto Tulipani, responsabile Regione Sud di FFS Viaggiatori Regioni, in occasione del battesimo di un treno a Göschenen di fronte a circa 200 ospiti.

Il direttore del Dipartimento dell’economia del Cantone di Uri Urban Camenzind ha interpretato la scelta del nome del treno «Göschenen/Airolo» come un segnale positivo da parte delle FFS, ossia l’espressione della loro volontà di rendere ancora più allettante l’offerta al San Gottardo: «La linea panoramica del San Gottardo è una via di transito importante e consente a molti treni di raggiungere la regione delle Alpi centrali. Il collegamento dai centri urbani dell’Altipiano svizzero verso Göschenen deve continuare a essere rafforzato evitando eccessivi cambi. Ci auguriamo che i treni circolino tutto l’anno e più volte al giorno.»

«Un segnale positivo» – Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha dal canto suo ricordato che «oggi festeggiamo un segnale positivo verso le valli del Ticino, soprattutto poiché proviene da un attore vitale per le regioni periferiche, come lo è un servizio di trasporti pubblici. È un messaggio che ci fa ben sperare, che ci dà la possibilità di essere partecipi del nostro futuro, mettendo a disposizione della nostra regione uno strumento essenziale per il proprio sviluppo».

La Sezione degli enti locali incontra il Municipio di Paradiso

La Sezione degli enti locali incontra il Municipio di Paradiso

Dopo l’annullamento dei risultati delle ultime elezioni comunali per il Comune di Paradiso, la Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni si è incontrata oggi con il Municipio della località luganese; la riunione ha consentito di chiarire il margine di manovra del quale gli attuali organi comunali disporranno fino alle nuove elezioni, previste per il 2 aprile 2017.

Come noto, lo scorso 29 novembre il Tribunale cantonale amministrativo ha annullato i risultati delle elezioni del 10 aprile 2016 nel Comune di Paradiso; la sentenza ha inoltre stabilito che gli attuali Municipio e Consiglio comunale – nell’attesa di nuove elezioni – dovranno limitarsi ad atti di ordinaria amministrazione.

L’incontro odierno fra la Sezione degli enti locali e il Municipio si è quindi concluso con un accordo sul fatto che gli attuali organi comunali non potranno adottare decisioni di rilevanza politica; non saranno in particolare decisi e votati nuovi investimenti, né messaggi municipali che riguardino la legislazione comunale o il Piano regolatore. Eventuali eccezioni potranno essere prese in considerazione solo in casi di urgenza, da concordare con la Sezione degli enti locali. Ciò considerato, anche le decisioni prese dal Consiglio comunale nella seduta del 15 novembre 2016, non ancora cresciute in giudicato, saranno tenute in sospeso.

I preventivi per l’anno 2017 saranno per contro votati, considerando come – in linea di principio – il Municipio potrà in ogni caso operare solo per le spese la cui base legale è prevista da leggi, regolamenti, statuti e altre normative superiori. Entro il prossimo 31 maggio sarà poi stabilito anche il moltiplicatore politico d’imposta per l’anno 2017: la proposta sarà sottoposta al Legislativo dal nuovo Municipio, una volta effettuate le nuove elezioni comunali.

Valle Verzasca: riattivata la procedura di aggregazione

Valle Verzasca: riattivata la procedura di aggregazione

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Nella seduta odierna il Consiglio di Stato, dopo attenta valutazione, ha deciso di riattivare il processo aggregativo della Valle Verzasca. È stata ricostituita la speciale Commissione di studio che avrà il compito di aggiornare lo studio che definisce i contenuti del progetto di aggregazione per riportare al voto su questo importante tema i cittadini dei Comuni interessati.

Come preannunciato ai Municipi lo scorso 9 novembre, il Governo ha deciso di riattivare il processo di aggregazione dei Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Cugnasco-Gerra (frazione di Valle), Frasco, Lavertezzo (frazione di Valle), Sonogno e Vogorno nel comune unico di Verzasca. Il progetto, in base a quanto stabilito dalla legge, includerà la separazione dei comparti di Valle dai rispettivi Comuni di Cugnasco-Gerra e di Lavertezzo.

Va ricordato che il precedente progetto aggregativo non aveva potuto essere concluso in seguito alla sentenza del Tribunale federale del 25 settembre 2015 che, in base alla legge in vigore a quel momento, aveva stabilito l’impossibilità di attuare la decisione del Gran Consiglio di scorporare in modo coatto la frazione di Lavertezzo Valle per attribuirla al nuovo Comune. Nel frattempo, come suggerito dal Tribunale federale, il Governo ha provveduto a completare la lacuna nelle norme cantonali modificando la Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni introducendo la possibilità di procedere alla separazione coatta di una frazione.

Dopo aver approfondito il tema, il Consiglio di Stato considera prematura ogni soluzione che veda uniti la Valle Verzasca e i vicini Comuni del Piano di Magadino. Il progetto del 2012 è quindi il più realistico e l’unico a dotare il potenziale nuovo Comune di un territorio compatto e unito e il solo in grado di raccogliere il consenso della maggioranza della popolazione interessata. Il consolidamento dell’intera Valle appare infatti l’unica variante capace di convincere la maggioranza della popolazione, come peraltro confermato in sede di votazione lo scorso 14 aprile 2013.

Alla base della decisione del Governo vi è la precaria situazione dei Comuni della Valle e l’esigenza di consolidare, senza ulteriori perdite di tempo, l’assetto istituzionale della Verzasca. Il Consiglio di Stato è pure fiducioso che i recenti contatti intrapresi fra i Comuni di Gordola, Cugnasco-Gerra e Lavertezzo sul futuro del comparto presente sul Piano di Magadino nell’ambito del Piano cantonale delle aggregazioni, possano favorire un’adesione al progetto di Verzasca anche da parte dei cittadini della frazione di Lavertezzo-Piano, che si erano in precedenza opposti alla separazione dalla loro frazione di Valle.

La Commissione costituita dal Governo, i cui rappresentanti sono stati designati dai
rispettivi Municipi, è composta da:

per il Comune di Brione Verzasca: Giovanni Scettrini, Vice Sindaco
per il Comune di Corippo: Claudio Scettrini, Sindaco
per il Comune di Cugnasco-Gerra: Michele Dedini, Vice Sindaco
per il Comune di Frasco: Fabio Badasci, Sindaco
per il Comune di Lavertezzo: Roberto Bacciarini, Sindaco
per il Comune di Sonogno: Renato Patà, Sindaco
per il Comune di Vogorno: Ivo Bordoli, Sindaco

La Commissione di studio, i cui lavori saranno accompagnati dal Capo della Sezione
degli enti locali Elio Genazzi e dai suoi collaboratori, dovrà indicativamente presentare il
proprio rapporto al Consiglio di Stato entro la fine del mese di marzo 2017.

Il Consiglio di Stato nomina Ryan Pedevilla capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione

Il Consiglio di Stato nomina Ryan Pedevilla capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato ha nominato Ryan Pedevilla quale nuovo capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni; in questa posizione sostituirà Fabio Conti, il quale beneficerà della pensione.

In qualità di Capo sezione del militare e della protezione della popolazione, Ryan Pedevilla avrà il compito di dirigere la Sezione pianificandone, progettandone e coordinandone l’attività nei vari ambiti di competenza (affari militari, protezione civile, protezione della popolazione e servizi amministrativi).

Nato nel 1977 e padre di due figli, il nuovo capo sezione ha svolto studi in economia aziendale alla SUPSI di Manno, specializzandosi in seguito come ufficiale professionista dell’Esercito dapprima all’Accademia militare del Politecnico di Zurigo e frequentando in un secondo tempo negli Stati Uniti l’Engineer Captain’s Career Course a Fort Leonard Wood (Missouri). Dopo avere collaborato per dieci anni al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport – maturando una solida esperienza nella condotta militare e nella formazione dei quadri – dal 2013 Ryan Pedevilla ricopre la funzione di sostituto e aggiunto capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione. Nell’Esercito svizzero ricopre inoltre il grado di tenente colonnello di Stato maggiore generale ed è attualmente Comandante del Battaglione di aiuto in caso di catastrofe 3.

Il Consiglio di Stato esprime un sentito ringraziamento a Fabio Conti per l’impegno e la dedizione profusi durante la sua pluriennale esperienza all’interno dell’Amministrazione cantonale e formula a Ryan Pedevilla i migliori auguri per la nuova sfida professionale.

Riforma Ticino 2020: il sito web è online

Riforma Ticino 2020: il sito web è online

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | La riforma Ticino 2020 – avviata ufficialmente lo scorso mese di giugno – è da oggi presente online all’indirizzo www.ti.ch/ticino2020. Si tratta di un sito web indirizzato a tutti coloro che, in pochi clic, vogliono scoprire questo progetto essenziale per il futuro dei rapporti fra Cantone e comuni.

A partire da subito, chiunque sia interessato a informarsi sulla riforma denominata Ticino 2020: per un Cantone al passo coi tempi può consultare la specifica pagina internet. Nella stessa sono riassunti l’impostazione della riforma, l’organigramma che assicura l’avanzamento dei lavori e le relative tempistiche. È inoltre inserita la rubrica delle domande frequenti (FAQ), utili a comprendere gli aspetti cruciali del progetto. Sono stati infine raccolti i documenti essenziali su cui si basa il progetto.

La disponibilità online delle informazioni rientra nella strategia del Dipartimento delle istituzioni, affinché l’attività dello Stato sia accessibile a tutti coloro che desiderano saperne di più. Il sito web sarà quindi aggiornato costantemente per conoscere, in ogni momento, lo stato dei lavori così come le soluzioni avanzate per risolvere i problemi che concernono la ripartizione dei compiti e dei flussi fra Cantone e comuni. Allo stadio attuale e fino al 2019 la riforma si concentrerà essenzialmente sull’analisi della situazione attuale e sulla definizione delle relative proposte di revisione. Dal 2020, invece, la riforma passerà alla sua attuazione concreta.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della Scuola di polizia del V. circondario

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della Scuola di polizia del V. circondario

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato giovedì scorso a Bellinzona, nella sala del Gran Consiglio, gli allievi della Scuola cantonale di polizia; i 47 aspiranti agenti che hanno iniziato la loro formazione lo scorso 2 marzo e affronteranno gli esami federali nel mese di febbraio del prossimo anno.

Per i futuri agenti di polizia, il tradizionale incontro a Palazzo delle Orsoline ha costituito un’occasione privilegiata di confronto con il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, responsabile della sicurezza in Ticino. Gli aspiranti hanno quindi colto l’occasione per passare in rassegna, con le loro domande, le principali sfide che hanno visto impegnati il Dipartimento e la Polizia cantonale nel corso del 2016, a cominciare dalla gestione dei flussi migratori alla frontiera sud e dalla strategia di contrasto alle nuove forme di terrorismo.

Durante i 12 mesi di frequenza alla Scuola di polizia del V. circondario, gli aspiranti agenti affiancano alla formazione teorica anche alcuni periodi di pratica, con stage nelle polizie comunali e in quella cantonale. Il percorso formativo intende infatti fornire agli aspiranti agenti gli strumenti necessari a svolgere i compiti di crescente complessità ai quali saranno confrontati nella loro futura attività professionale. Nell’incontro odierno gli allievi si sono pertanto dimostrati molto informati e attenti all’attualità, chiedendo ad esempio al Consigliere di Stato come intenda dare seguito alla richiesta del Parlamento di segnalare le postazioni mobili per il controllo della velocità sulle nostre strade. Non sono mancate, infine, alcune domande di tipo personale, alle quali Norman Gobbi ha risposto con piacere.

In conclusione, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha rivolto agli allievi della Scuola di polizia i suoi migliori auguri, ricordando loro l’importanza del lavoro che svolgono quotidianamente gli agenti a favore della sicurezza di tutti i cittadini.

incontro_aspiranti2bn incontro_aspiranti1bn

Meno costi, più qualità e più posti di lavoro in Valle

Meno costi, più qualità e più posti di lavoro in Valle

Dal Mattino della domenica | Norman Gobbi ha presentato il nuovo Contact Center dell’Ufficio di esecuzione aperto a Faido

Le riforme del Dipartimento delle istituzioni
Quando sono entrato in Consiglio di Stato nel 2011 e ho assunto la carica di Direttore del Dipartimento delle istituzioni ho trovato un’Amministrazione cantonale dotata di molto potenziale ma con molto margine di manovra sul quale lavorare per migliorare il servizio che lo Stato può, e deve, offrire ai cittadini. Molta burocrazia e tanti meccanismi arrugginiti che si tramandavano da anni all’insegna del motto “abbiamo sempre fatto così”. Fortunatamente ho trovato anche collaboratori motivati e intraprendenti, con i quali è stato possibile iniziare a riflettere su come portare un po’ di rinnovamento e oliare gli ingranaggi di una macchina, quella amministrativa, che a volte fatica a stare al passo con i tempi. Una bella sfida, che ho deciso di raccogliere. Detto fatto quindi: ho riavviato una serie di riorganizzazioni interne che hanno toccato trasversalmente quasi tutti gli ambiti del mio Dipartimento: dalla Polizia cantonale, alla Sezione della circolazione passando per le Strutture carcerarie e dall’Ufficio della migrazione.

Un contatto privilegiato con i cittadini
Nel giro di quattro anni abbiamo anche introdotto una nuova modalità d’interazione con i cittadini che necessitano di entrare in contatto con l’Amministrazione cantonale: sono difatti tre i contact center aperti nel mio Dipartimento. Oltre a quello dell’Ufficio di esecuzione, in passato lo stesso servizio è stato realizzato all’interno della Sezione della circolazione e della Sezione della popolazione.
Di che cosa si tratta? Non bisogna farsi trarre in inganno dal nome confondendolo con il suo più noto cugino, il call center. L’attività del Contact Center è infatti molto più ampia della sola ricezione di tutte le telefonate in entrata. A Faido è stata centralizzata la ricezione della posta elettronica in entrata e vengono gestiti direttamente gli estratti esecutivi. Si tratta di una struttura che garantisce il contatto diretto e privilegiato con il cittadino e che consente di dar seguito in maniera efficace e tempestiva alle molteplici richieste che giungono a questi servizi.

La dislocazione dei servizi nelle zone periferiche
Il nuovo servizio inaugurato a Faido a inizio ottobre s’inserisce nella riorganizzazione generale dell’Ufficio di esecuzione, che persegue l’obiettivo di aumentare la qualità delle prestazioni erogate agli utenti e di ottimizzare l’utilizzo delle risorse a disposizione. Il progetto è parte integrante del pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali approvato dal Parlamento lo scorso mese di settembre. Questo nuovo servizio contribuirà infatti, assieme ad altre misure relative all’Ufficio di esecuzione, a raggiungere un risparmio di circa mezzo milione di franchi. Ma già oggi i risultati, in termini di qualità del lavoro, non mancano: in poco più di un mese vengono evase direttamente più del 70% delle chiamate in entrata sgravando i collaboratori delle altri sedi del settore dell’esecuzione presenti sul territorio. E proprio negli scorsi giorni qualcuno mi ha chiesto “Norman, ma perché proprio a Faido?”. La risposta è semplice: per garantire nuove opportunità di lavoro nelle zone periferiche. Infatti, se da una parte la macchina statale ha la necessità di rinnovarsi per rispondere alle esigenze della popolazione, dall’altra non bisogna dimenticare l’importanza di garantire alle regioni periferiche posti di lavoro. Un tema a me caro fin da quando sedevo sui tavoli del Parlamento. Allora avevo presentato una mozione per spostare l’Ufficio del registro di commercio in una zona periferica e da Consigliere di Stato l’ho fatto, portando l’Ufficio del registro di commercio a Biasca. Nei progetti promossi dal mio Dipartimento ho sempre avuto un occhio – se non due! – di riguardo nei confronti delle regioni periferiche. Tutti sostengono che le valli sono una risorsa preziosa? Allora occorre valorizzarle con i fatti. In quest’ottica, la riorganizzazione avrà delle ricadute positive su tutta la Leventina, con la creazione di nuovi posti di lavoro e il conseguente impulso socio-economico, fatto di vitalità e opportunità.
Perché il benessere dei cittadini ticinesi passa anche attraverso servizi pubblici di qualità. Ovunque.

Norman Gobbi,
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Scuola di Polizia 2018: pubblicato il bando di concorso

Scuola di Polizia 2018: pubblicato il bando di concorso

Comunicato stampa della Polizia cantonale | La Polizia cantonale comunica che è oggi stato pubblicato sul Foglio ufficiale il bando di concorso per l’assunzione di nuovi aspiranti gendarmi per la Polizia cantonale, di nuovi aspiranti agenti per le Polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Biasca, Chiasso, Giubiasco, Intercomunale del Piano, Locarno, Lugano, Mendrisio, Muralto-Minusio e Stabio nonché per la Polizia dei trasporti. I candidati seguiranno la Scuola di Polizia a partire dal 1. marzo 2018.

La formazione per gli aspiranti agenti di polizia comprende, oltre a una parte teorica,
anche un periodo di pratica con stage sia nei corpi comunali che all’interno della Polizia
cantonale. Questo percorso permette ai candidati di sviluppare le qualità richieste per
questa professione, e di prepararsi adeguatamente alla complessità del lavoro
quotidiano sul territorio.

Come di consueto, l’idoneità dei candidati sarà verificata mediante prove fisiche,
mediche, di cultura generale e psicologiche. La decisione sull’ammissione dei singoli
candidati alla Scuola di Polizia giungerà entro la fine del mese di ottobre 2017.
Le candidature vanno inoltrate entro il 31 dicembre 2016. Il bando di concorso e i
formulari possono essere scaricati dal sito internet della Polizia cantonale, all’indirizzo
www.ti.ch/polizia. Inoltre, è in programma un incontro informativo lunedì 19 dicembre
2016, dalle 19 alle 22, nell’Aula magna dell’Istituto Cantonale di Economia e Commercio
in viale Stefano Franscini 32 a Bellinzona.